{"id":37623,"date":"2025-08-22T20:27:36","date_gmt":"2025-08-22T18:27:36","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=37623"},"modified":"2025-08-24T17:57:35","modified_gmt":"2025-08-24T15:57:35","slug":"come-cambiare-la-traiettoria-del-nostro-continente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/08\/22\/come-cambiare-la-traiettoria-del-nostro-continente\/","title":{"rendered":"Come cambiare la traiettoria del nostro continente?"},"content":{"rendered":"\n
English version available at this link<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n Per anni l’Unione Europea ha creduto che la dimensione economica, con 450 milioni di consumatori, portasse con s\u00e9 potere geopolitico e nelle relazioni commerciali internazionali <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Quest’anno sar\u00e0 ricordato come l’anno, in cui questa illusione \u00e8 evaporata.<\/p>\n\n\n\n Abbiamo dovuto rassegnarci ai dazi imposti dal nostro pi\u00f9 grande partner commerciale e alleato di antica data, gli Stati Uniti.<\/a> Siamo stati spinti dallo stesso alleato ad aumentare la spesa militare, una decisione che forse avremmo comunque dovuto prendere \u2014 ma in forme e modi che probabilmente non riflettono l’interesse dell’Europa<\/a>. L\u2019Unione Europea, nonostante abbia dato il maggior contributo finanziario alla guerra in Ucraina, e abbia il maggiore interesse in una pace giusta, ha avuto finora un ruolo abbastanza marginale nei negoziati per la pace.<\/p>\n\n\n\n Nel frattempo la Cina ha apertamente sostenuto lo sforzo bellico della Russia mentre espandeva la propria capacit\u00e0 industriale per riversare l’eccesso di produzione in Europa, ora che l’accesso al mercato americano \u00e8 limitato dalle nuove barriere imposte dal governo negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n Le proteste europee hanno avuto poco effetto: la Cina ha chiarito che non considera l’Europa come un partner alla pari e usa il suo controllo nel campo delle terre rare per rendere la nostra dipendenza sempre pi\u00f9 vincolante.<\/p>\n\n\n\n L\u2019Europa \u00e8 stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava.<\/p>\n\n\n\n Questi eventi hanno fatto giustizia di qualunque illusione che la dimensione economica da sola assicurasse una qualche forma di potere geopolitico.<\/p>\n\n\n\n Non \u00e8 quindi sorprendente che lo scetticismo nei confronti dell’Europa abbia raggiunto nuovi picchi. Ma \u00e8 importante chiedersi quale sia veramente l’oggetto di questo scetticismo.<\/p>\n\n\n\n Non \u00e8 a mio avviso uno scetticismo nei confronti dei valori su cui l’Unione Europea era stata fondata: democrazia, pace, libert\u00e0, indipendenza, sovranit\u00e0, prosperit\u00e0, equit\u00e0<\/a>. Anche coloro che sostengono che l’Ucraina dovrebbe arrendersi alle richieste della Russia non accetterebbero mai lo stesso destino per il loro paese; anche loro attribuiscono valore alla libert\u00e0, all’indipendenza e alla pace, alla solidarieta\u2019 sia pure solo per se stessi. <\/p>\n\n\n\n Credo piuttosto che lo scetticismo riguardi la capacit\u00e0 dell’Unione Europea di difendere questi valori. Ci\u00f2 \u00e8 in parte comprensibile. I modelli di organizzazione politica, specialmente quelli sopra-statuali, emergono in parte anche per risolvere i problemi del loro tempo. Quando questi cambiano tanto da rendere fragile e vulnerabile l’organizzazione preesistente, questa deve cambiare.<\/p>\n\n\n\n L\u2019Europa \u00e8 stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava.<\/p>Mario Draghi<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n L’ UE fu creata perch\u00e9 nella prima met\u00e0 del ventesimo secolo i precedenti modelli di organizzazione politica, gli Stati nazione, avevano in molti paesi completamente fallito nel compito di difendere questi valori. Molte democrazie avevano rifiutato ogni regola in favore della forza bruta con il risultato che l’Europa \u00e8 precipitata nella seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n Fu perci\u00f2 quasi naturale per gli europei si allora sviluppare una forma di difesa collettiva per la democrazia e la pace. L’Unione Europea rappresent\u00f2 un’evoluzione che rispondeva a quello che era il pi\u00f9 urgente problema del tempo: la tendenza dell’Europa scivolare nel conflitto. Ed \u00e8 insostenibile argomentare che staremmo meglio senza di essa.<\/p>\n\n\n\n L’Unione si \u00e8 poi evoluta di nuovo negli anni dopo la guerra adattandosi gradualmente alla fase neoliberale tra il 1980 e i primi anni del 2000. Questo periodo fu caratterizzato dalla fede nel libero scambio e nell’apertura dei mercati, da una condivisione del rispetto delle regole multilaterali e da una consapevole riduzione del potere degli Stati che attribuivano compiti e autonomia ad agenzie indipendenti.<\/p>\n\n\n\n L’Europa ha prosperato in quel mondo: ha trasformato il proprio mercato comune nel mercato unico, \u00e8 diventata attore fondamentale nell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio e ha creato autorit\u00e0 indipendenti per la concorrenza e la politica monetaria.<\/p>\n\n\n\n Ma quel mondo \u00e8 finito e molte delle sue caratteristiche sono state cancellate.<\/p>\n\n\n\n Mentre prima ci si affidava giustamente o ingiustamente ai mercati per la direzione dell’economia oggi ci sono politiche industriali di grande respiro. Mentre prima c’era il rispetto delle regole oggi c’\u00e8 l’uso della forza militare e della potenza economica per proteggere gli interessi nazionali. Mentre prima lo Stato vedeva ridursi suoi poteri, tutti gli strumenti sono oggi impiegati in nome del governo dello Stato.<\/p>\n\n\n\n L’Europa \u00e8 poco attrezzata in un mondo dove geo-economia, sicurezza e stabilit\u00e0 delle fonti di approvvigionamento pi\u00f9 che non l\u2019efficienza ispirano le relazioni commerciali internazionali.<\/p>\n\n\n\n La nostra organizzazione politica deve adattarsi alle esigenze del suo tempo quando esse sono esistenziali: noi europei dobbiamo riuscire ad arrivare a un consenso su ci\u00f2 che questo comporta.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 chiaro che distruggere l’integrazione europea per tornare alla sovranit\u00e0 nazionale non farebbe altro che esporci ancor di pi\u00f9 al volere delle grandi potenze.<\/p>\n\n\n\n Ma \u00e8 anche vero che per difendere l’Europa dal crescente scetticismo non dobbiamo cercare di estrapolare le conquiste del passato nel futuro che ci accingiamo a vivere: i successi che abbiamo raggiunto nei decenni precedenti erano in realt\u00e0 risposte alle specifiche sfide di quel tempo e ci dicono poco circa la capacit\u00e0 di affrontare quelle che ci si pongono oggi. Il prendere atto che la forza economica \u00e8 condizione necessaria ma non sufficiente per avere forza geopolitica, potr\u00e0 finalmente avviare una riflessione politica sul futuro dell’Unione.<\/p>\n\n\n\n Possiamo trarre qualche conforto dal fatto che l’Unione Europea \u00e8 stata capace di cambiare nel passato. Ma adattarsi all’ordine neoliberale era in confronto un compito relativamente facile. L’obiettivo principale allora era quello di aprire mercati e di limitare l’intervento dello Stato. L’Unione Europea poteva allora agire principalmente come un regolatore e un arbitro evitando di affrontare la questione pi\u00f9 difficile dell’integrazione politica.<\/p>\n\n\n\n Per affrontare le sfide di oggi l’Unione Europea deve trasformarsi da spettatore o al pi\u00f9 comprimario in attore protagonista. Deve mutare anche la sua organizzazione politica che \u00e8 inseparabile dalla sua capacit\u00e0 di raggiungere i suoi obiettivi economici e strategici. E le riforme in campo economico restano condizione necessaria in questo percorso di consapevolezza. Dopo quasi ottant\u2019anni dalla fine della seconda guerra mondiale, la difesa collettiva della democrazia \u00e8 data per scontata da generazioni che non hanno il ricordo di quel tempo. La loro convinta adesione alla costruzione politica europea dipende anche, in misura importante, dalla sua capacit\u00e0 di offrire ai cittadini prospettive per il futuro quindi anche dalla crescita economica che in Europa \u00e8 stata negli ultimi trent’anni pi\u00f9 bassa che nel resto del mondo.<\/p>\n\n\n\nL’Europa a teatro<\/h2>\n\n\n\n
Le minacce esistenziali del nuovo mondo<\/h2>\n\n\n\n