{"id":37542,"date":"2025-08-21T16:00:09","date_gmt":"2025-08-21T14:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=37542"},"modified":"2025-08-22T16:02:10","modified_gmt":"2025-08-22T14:02:10","slug":"il-potere-delle-alleanze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/08\/21\/il-potere-delle-alleanze\/","title":{"rendered":"Il potere delle alleanze"},"content":{"rendered":"\n

Se pensate che l’autonomia strategica sia costosa, provate la dipendenza, per parafrasare Abraham Lincoln <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Il 16 luglio la Commissione europea ha presentato la sua proposta di bilancio, che fisser\u00e0 per sette anni (2028-2034) le grandi priorit\u00e0 dell’Unione, compresi i mezzi per la sua azione esterna.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 stato legittimamente proposto agli Stati membri e al Parlamento europeo un aumento della dotazione di bilancio per la difesa, pari a 131 miliardi di euro per la difesa e lo spazio.<\/p>\n\n\n\n

Numerosi capi di Stato e di governo hanno infatti gi\u00e0 espresso la volont\u00e0 di investire maggiormente nella difesa del continente alla ricerca di una maggiore autonomia strategica.<\/p>\n\n\n\n

Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Donald Tusk, Pedro Sanchez, Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen hanno cos\u00ec sostenuto nel marzo 2025 il piano ReArm Europe<\/em>, che propone di mobilitare fino a 800 miliardi di euro per investimenti comuni nella nostra difesa. Sebbene esistano sfumature tra gli approcci dei diversi governanti europei, tra una logica di sostituzione e una logica di integrazione nei confronti degli Stati Uniti, tutte le visioni convergono verso un aumento delle capacit\u00e0 europee di produzione di materiale militare.<\/p>\n\n\n\n

Ma parallelamente si \u00e8 aperto un dibattito sul fatto che l’autonomia strategica sia un concetto riservato esclusivamente al settore della difesa.<\/p>\n\n\n\n

Tutte le nostre interdipendenze possono oggi trasformarsi in armi.<\/p>R\u00e9my Rioux, Thomas M\u00e9lonio e Alban Schwerer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Gi\u00e0 nel dicembre 2020<\/a>, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha sottolineato che “abbiamo gi\u00e0 adottato misure sostanziali per proteggere meglio le nostre imprese e riequilibrare le nostre relazioni commerciali con i nostri partner esterni. La nostra volont\u00e0 di sviluppare l’autonomia strategica dell’Europa ha infatti una forte dimensione economica”. Durante la presidenza spagnola del Consiglio dell’Unione europea, dal 1\u00b0 luglio al 31 dicembre 2023, il primo ministro spagnolo ha “brevettato” l’idea di “autonomia strategica aperta”, estesa a diversi settori chiave: energia, sanit\u00e0, alimentazione, semiconduttori. Allontanandosi dai concetti di autarchia o unilateralismo, il termine “aperta” indica una tolleranza verso “un certo grado di dipendenza dal mondo esterno, pur ponendo dei limiti su questioni essenziali” <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Anche il presidente francese ha evocato la necessit\u00e0 di uscire dalla dipendenza, in particolare quella digitale. Nel suo discorso programmatico sull’Europa alla Sorbona nell’aprile 2024, ha persino invocato una “preferenza europea nei settori strategici, della difesa e dello spazio e [una] deroga alla libera concorrenza per sostenere i settori chiave in transizione”, fino all’intelligenza artificiale e alle tecnologie verdi. Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno invece posto maggiormente l’accento sulla sovranit\u00e0 industriale.<\/p>\n\n\n\n

Per Mark Leonard, tutte le nostre interdipendenze possono oggi trasformarsi in armi e\u00a0la connettivit\u00e0 generalizzata pu\u00f2 paradossalmente portare alla frammentazione, al ripiegamento e alla guerra<\/a> <\/span>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n

Il costo della nostra dipendenza<\/h2>\n\n\n\n

Prendere coscienza delle nostre dipendenze e controllare le nostre vulnerabilit\u00e0 esterne non sar\u00e0 gratuito. \u00c8 salutare che si svolga un ampio dibattito democratico per stabilire una gerarchia, determinare quali sono accettabili e per quali siamo disposti a pagare il prezzo di una maggiore autonomia.<\/p>\n\n\n\n

\u00c8 chiaro che la dipendenza dal gas russo \u00e8 diventata troppo costosa, ovviamente per l’Ucraina, ma anche per gli europei, dato che sosteniamo militarmente Kiev e continuiamo a trasferire ingenti somme a Mosca: tra febbraio 2022 e maggio 2025, gli acquisti europei di gas russo avrebbero rappresentato quasi 200 miliardi di euro<\/a>. L’elettrificazione e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento sono piste da esplorare. Partnership con paesi extraeuropei, come il Marocco, che copre il fabbisogno energetico della sua popolazione e produce energia solare a costi molto bassi, potrebbero essere una soluzione per rifornire i paesi europei, che oggi sono in una situazione di sottoproduzione e pagano l’elettricit\u00e0 a tariffe quasi tre volte superiori ai costi di produzione osservati nel sud del Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n

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