{"id":3703,"date":"2022-03-09T09:12:26","date_gmt":"2022-03-09T09:12:26","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3703"},"modified":"2022-06-15T09:26:16","modified_gmt":"2022-06-15T08:26:16","slug":"la-guerra-santa-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/09\/la-guerra-santa-di-putin\/","title":{"rendered":"La guerra santa di Putin"},"content":{"rendered":"\n
In un contesto in cui l’analisi geopolitica e le scelte politiche di Vladimir Putin sembrano appoggiarsi sempre pi\u00f9 su motivazioni religiose e messianiche che vedono la guerra in Ucraina come una via di salvezza finale per la Russia (sul tema surkoviano del “Cosa ci importa del mondo se la Russia non esiste pi\u00f9 in esso?”<\/a>), il discorso portato avanti dalla Chiesa ortodossa russa per giustificare la guerra e le posizioni di Putin<\/a> deve essere letto attentamente.<\/p>\n\n\n\n Il 6 marzo 2022, la domenica di San Giovanni, la domenica dell’esilio adamitico (“domenica del perdono”), il patriarca Kirill di Mosca e di tutte le Russie ha celebrato la Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore della capitale russa. Alla fine della funzione, il Primate della Chiesa ortodossa russa ha pronunciato un sermone infuocato per giustificare le cause della guerra, appoggiando il discorso di Putin sull’Ucraina. <\/p>\n\n\n\n Questo discorso – che pubblichiamo tradotto e commentato integralmente in italiano, traducendolo dalla versione francese pubblicata su Le Grand Continent<\/a> – \u00e8 caratterizzato da toni apocalittici (“Ci\u00f2 che accade oggi… non riguarda solo la politica… Riguarda la salvezza dell’uomo, il posto che occuper\u00e0 alla destra o alla sinistra di Dio Salvatore, che viene nel mondo come Giudice e Creatore della creazione”).<\/p>\n\n\n\n Per chi ha seguito da vicino l\u2019evoluzione della Chiesa ortodossa russa, ci\u00f2 non \u00e8 sorprendente. Quest\u2019ultima si \u00e8 posta, per diversi anni, come l\u2019ultimo dei paladini della morale sociale russa e dei suoi valori tradizionali, in un contesto di \u201cguerra culturale\u201d condotta da un Occidente \u201cdecadente\u201d. Va notato che la Chiesa ortodossa russa e le burocrazie di sicurezza (FSB) sono le uniche grandi istituzioni centrali ad essere sopravvissute al crollo del sistema comunista, innestandosi organicamente al regime di Putin. <\/p>\n\n\n\n L’argomento principale del sermone di Kirill serve a giustificare l’invasione russa dell’Ucraina, a fronte di un Occidente che mette alla prova le leggi naturali di Dio: “Oggi esiste una prova di lealt\u00e0 al potere [occidentale], una sorta di lasciapassare per quel mondo ‘felice’, quel mondo di consumo eccessivo, quel mondo di apparente ‘libert\u00e0’. Sapete in cosa consiste questa prova? La prova \u00e8 molto semplice e allo stesso tempo terrificante: si tratta di una sfilata del gay pride<\/em>\u201d. \u00c8 in questo senso che una parola biblica paradossalmente dedicata al “perdono” serve come giustificazione per la guerra, nella tradizione bizantina del cesaropapismo: “E cos\u00ec oggi, in questa domenica del perdono, io, da una parte, come vostro pastore, invito tutti a perdonare i peccati e le offese, anche dove \u00e8 molto difficile farlo, dove le persone sono in lotta tra loro. Ma il perdono senza giustizia \u00e8 una resa e una debolezza. Il perdono deve quindi essere accompagnato dal diritto indispensabile di stare dalla parte della luce, dalla parte della verit\u00e0 di Dio, dalla parte dei comandamenti divini, dalla parte di ci\u00f2 che ci rivela la luce di Cristo, la sua Parola, il suo Vangelo, le sue pi\u00f9 grandi alleanze date al genere umano\u201d.<\/p>\n\n\n\n Con questo discorso ci troviamo di fronte a una visione del mondo che va ben oltre lo storytelling<\/em> e la definizione di una narrazione a cui siamo abituati nel discorso politico alle nostre latitudini. Infatti, ed \u00e8 ci\u00f2 che rende urgente la lettura di questo testo, dall’invenzione della bomba atomica forse non avevamo mai vissuto il momento pi\u00f9 intenso della teologia politica: una potenza nucleare coinvolta in una “guerra santa”.<\/p>\n\n\n\n Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.<\/p>\n\n\n\n A tutti voi, cari Signori, Padri, Fratelli e Sorelle, porgo i miei pi\u00f9 sentiti auguri in questa domenica, la domenica del Perdono, l’ultima domenica prima dell’inizio della Quadragemia, la grande Quaresima!<\/p>\n\n\n\n Si tratta di una festa specifica degli ortodossi: la Domenica del Perdono, ovvero la commemorazione della cacciata di Adamo ed Eva da Paradiso (Genesi, 3, 22-24: il ricordo, dunque, del peccato originale, ma anche della promessa della Redenzione). E’ l’ultima domenica prima della passaggio dalla Piccola Quaresima (equivalente a quella che nella Chiesa cattolica latina si chiama Septuagesima) alla Grande Quaresima, ovvero i 40 giorni precedenti la Pasqua, duranti i quali il digiuno \u00e8 pi\u00f9 rigoroso, passando a una dieta totalemente vegana. \u00c8 naturalmente un tempo di intensificazione degli sforzi spirituali.<\/p>\n\n\n\n Molti fedeli considerano la Quaresima come una primavera spirituale. Coincide con la primavera della vita fisica ed \u00e8 allo stesso tempo considerata dalla coscienza della Chiesa come una primavera spirituale. E cos’\u00e8 la primavera? La primavera \u00e8 la rinascita della vita, il rinnovamento, la nuova forza. Sappiamo che in primavera la potente linfa prorompe a dieci, venti, cento metri di altezza, dando vita all’albero. \u00c8 davvero un sorprendente miracolo di Dio, un miracolo della vita. La primavera \u00e8 la rinascita della vita, un grande simbolo della vita. Ed \u00e8 per questo che non \u00e8 un caso che la principale festa di primavera sia la Pasqua del Signore, che \u00e8 anche un segno, un pegno, un simbolo della vita eterna. E noi crediamo che sia cos\u00ec, e questo significa che tutta la fede cristiana, che condividiamo con voi, \u00e8 la fede che annuncia la vita, che \u00e8 contro la morte, contro la distruzione, che afferma la necessit\u00e0 di seguire le leggi di Dio per poter vivere, per non dover perire in questo mondo o nel prossimo. <\/p>\n\n\n\n Le analogie qui presentate tra primavera, rinascita e resurrezione sono veri e propri luoghi comuni teologici, che ci si aspetterebbe di vedere in un’omelia. Nonostante questo, pi\u00f9 sottilmente, con l’inserimento dell’opposizione tra “fede che afferma la vita” e la morte, Kirill si pone gi\u00e0 sul terreno dei valori di “difesa della vita” di fronte alle forze della decadenza assimilate all’Occidente.<\/p>\n\n\n\n Ma sappiamo che questa primavera \u00e8 oscurata da gravi eventi legati al deterioramento della situazione politica nel Donbass, sin dall\u2019inizio delle ostilit\u00e0. Vorrei dire qualcosa su questo tema. <\/p>\n\n\n\n Va sottolineata qui una caratteristica sorprendente di questo sermone: l’Ucraina non \u00e8 mai menzionata come tale, l’oggetto della preoccupazione del patriarca \u00e8 sempre il “Donbass”. Ovviamente sappiamo che il conflitto va ben oltre la regione separatista. Ma la controinformazione russa ha tutto l’interesse a tornare ed guardare soprattuto al territorio all’origine del conflitto, al fine di mostrare meglio i responsabili.<\/p>\n\n\n\n Da otto anni, si tenta di distruggere ci\u00f2 che esiste del Donbass. <\/p>\n\n\n\n Questa \u00e8 una ripetizione parola per parola di uno dei temi principali della propaganda del Cremlino: la guerra in realt\u00e0 \u00e8 iniziata nel 2014, quando l’Ucraina ha tentato di ridurre militarmente le repubbliche secessioniste di Donetsk e Luhansk, bombardandole. Si tratta di una visione che trascura l’origine della costituzione di queste repubbliche, presentandole come realt\u00e0 autonome e sussistenti, come se non appartenessero al territorio ucraino, e il loro separatismo non fosse stato provocato dal Cremlino in risposta alla rivoluzione di Maidan.<\/p>\n\n\n\n\n\n E nel Donbass esiste un rifiuto, un fondamentale rifiuto dei cosiddetti valori che oggi vengono proposti da coloro i quali pretendono di essere potenze mondiali. Oggi, esiste una prova di lealt\u00e0 a quel potere, una specie di lasciapassare per quel mondo “felice”, quel mondo di consumo eccessivo, quel mondo di apparente “libert\u00e0”. Sapete in cosa consiste? La prova \u00e8 molto semplice e allo stesso tempo terrificante: si tratta della parata del Gay Pride<\/em>. La richiesta di molti paesi di organizzare una parata del Gay Pride<\/em> \u00e8 una prova di lealt\u00e0 a quel mondo molto potente; e sappiamo che se le persone o i paesi rifiutano tali richieste, non possono far parte di quel mondo, diventano degli estranei.<\/p>\n\n\n\n Fin dall’inizio, il patriarca Kirill colloca il conflitto sul terreno dei valori morali, riducendolo a uno scontro tra un Occidente decadente e una Russia che \u00e8 il portabandiera dei valori tradizionali. Ma noi sappiamo cos’\u00e8 questo peccato, che viene promosso dalle cosiddette marce dell’orgoglio<\/em>. \u00c8 un peccato che \u00e8 condannato dalla Parola di Dio – sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. E Dio, nel condannare il peccato, non condanna il peccatore. Lo invita solo al pentimento; ma, in nessun modo, fa del peccato una norma di vita, una variante del comportamento umano – rispettata e tollerata – da parte dell’uomo peccatore e del suo comportamento. <\/p>\n\n\n\n Se l’umanit\u00e0 accetta che il peccato non \u00e8 una violazione della legge di Dio, se l’umanit\u00e0 accetta che il peccato \u00e8 una variazione del comportamento umano, allora la civilt\u00e0 umana finir\u00e0 l\u00ec. E le parate dell’orgoglio gay stanno proprio a dimostrare che il peccato \u00e8 una variante accettabile del comportamento umano. Ecco perch\u00e9, per entrare nel club di quei paesi, bisogna organizzare un Gay Pride<\/em>. Non fare una dichiarazione politica “siamo con voi”, non firmare accordi, ma bens\u00ed organizzare un Gay Prid<\/em>e. Sappiamo come la gente resista a queste richieste e come questa resistenza venga repressa con la forza. Si tratta quindi di imporre con la forza il peccato che \u00e8 condannato dalla legge di Dio, cio\u00e8 imporre con la forza alle persone la negazione di Dio e della sua verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n In questi due paragrafi, Kirill reinveste l’ambito religioso, sottolineando le due esplicite condanne bibliche dell’omosessualit\u00e0 (Levitico, 20:13, e Romani, 24:32). Qui si appella alla volont\u00e0 dei fedeli ortodossi di evitare il peccato e la sua promozione, reinvestendola in una mobilitazione politica e bellica. Il discorso sul Gay Pride come prova di lealt\u00e0 al mondo occidentale non ha ovviamente alcuna base reale, ma ha risonanze nelle critiche russe alla decadenza: si pensi al discorso di Aleksandr Solzhenitsyn ad Harvard nel 1978.<\/p>\n\n\n\n\n\n Pertanto, ci\u00f2 che sta accadendo oggi nella sfera delle relazioni internazionali non \u00e8 solo una questione politica. Si tratta di qualcos’altro, di qualcosa di molto pi\u00f9 importante della politica. Si tratta della Salvezza dell’uomo, del suo posto alla destra o alla sinistra di Dio Salvatore, che viene nel mondo come Giudice e Creatore della creazione. Molti, oggi, per debolezza, stupidit\u00e0, ignoranza, e il pi\u00f9 delle volte perch\u00e9 non vogliono resistere, vanno l\u00ec, al lato sinistro. E tutto ci\u00f2 che \u00e8 relativo alla giustificazione del peccato condannato nella Bibbia consiste oggi nella prova della nostra lealt\u00e0 al Signore, della nostra capacit\u00e0 di fare confessione di fede nel nostro Salvatore.<\/p>\n\n\n\n Come Monsignor Vigan\u00f3<\/a>, Kirill mondanizza e politicizza realt\u00e0 che sono soprattutto spirituali: identificando la guerra latente tra la Russia e l’Occidente con lo scontro tra il Bene e il Male, non lascia alcuna soluzione alternativa ai fedeli dell’Ortodossia, sembrando dire a tutti gli ortodossi del mondo che devono scegliere la parte della Russia, pena la dannazione eterna (che \u00e8 ci\u00f2 che significa “andare alla sinistra del Salvatore”, cfr. Matteo, 25, 33). Il test di lealt\u00e0 politica \u00e8 cos\u00ec equiparato alla prova della tentazione spirituale.<\/p>\n\n\n\n Tutto quello che sto dicendo va oltre il significato teorico ed il significato spirituale. Oggi, su questo argomento, \u00e8 in corso una vera e propria guerra. C’\u00e8 chi oggi si concentra sull’Ucraina, lo stesso teatro di otto anni di repressione e sterminio ai danni della popolazione del Donbass, otto anni di sofferenza, durante i quali il mondo intero \u00e8 rimasto in silenzio – cosa significa tutto questo? <\/p>\n\n\n\n Qui Kirill riprende un classico argomento di propaganda del Cremlino, che si indigna per i doppi standard dell’indignazione dei media occidentali rispetto al trattamento, da un lato, della guerra tra l’Ucraina e il Donbass – sostenendo che quest’ultima sia stata “tralasciata” dai media; e, dall’altro, dell”invasione dell’Ucraina. Argomento che tralascia per\u00f2 a sua volta la differenza di intensit\u00e0 di ci\u00f2 \u00e8 stato e si sta vivendo nei due casi – l’Ucraina non ha mai cercato di “sterminare” la popolazione del Donbass. Kirill si allinea cos\u00ec alla retorica putiniana.<\/p>\n\n\n\n Ma noi sappiamo che i nostri fratelli e le nostre sorelle soffrono veramente; ancora di pi\u00fa, possono soffrire per la loro lealt\u00e0 alla Chiesa. E cos\u00ec oggi, in questa domenica del perdono, io, da una parte, come vostro pastore, invito tutti a perdonare i peccati e le offese, anche l\u00ec dove \u00e8 molto difficile farlo, l\u00ec dove le persone sono in lotta tra loro. Ma il perdono senza giustizia costituisce una resa e una debolezza. Il perdono deve quindi essere accompagnato dal diritto indispensabile di stare dalla parte della luce, dalla parte della verit\u00e0 di Dio, dalla parte dei comandamenti divini, dalla parte di ci\u00f2 che ci rivela la luce di Cristo, la sua Parola, il suo Vangelo, le sue pi\u00f9 grandi alleanze date al genere umano.<\/p>\n\n\n\n In questo paragrafo, Kirill sembra fare un timido appello alla pacificazione con la menzione del “perdono”, tema liturgico del giorno; continua per\u00f2 tornando subito a menzionare la giustizia, e l’invito a “mettersi dalla parte della luce”, che \u00e8 quindi, in pratica, un incoraggiamento a continuare la lotta, poich\u00e9 si \u00e8 dalla parte giusta. Colpisce il fatto che la frase sul “perdono senza giustizia” potrebbe benissimo fungere da incoraggiamento – in modo forse pi\u00f9 appropriato- alla resistenza del popolo ucraino…<\/p>\n\n\n\n Detto questo, siamo impegnati in una lotta che non ha un significato fisico, ma metafisico. Purtroppo so bene come gli ortodossi, i credenti, scegliendo in questa guerra la via di minor resistenza, non riflettono su tutto ci\u00f2 su cui stiamo riflettendo oggi, ma seguono docilmente la via indicata loro dai comandanti in capo. <\/p>\n\n\n\n Non stiamo condannando nessuno, non stiamo invitando nessuno a salire sulla croce, stiamo semplicemente dicendo a noi stessi: saremo fedeli alla parola di Dio, saremo fedeli alla sua legge, saremo fedeli alla legge dell’amore e della giustizia, e se vediamo violazioni di questa legge, non sopporteremo mai coloro che distruggono questa legge, cancellando la linea tra santit\u00e0 e peccato, e soprattutto coloro che promuovono il peccato come modello o come modello di comportamento umano.<\/p>\n\n\n\n Anche qui, la replica \u00e8 sorprendente: Kirill sta criticando un atteggiamento che potrebbe benissimo applicarsi a se stesso, data la sua notoria vicinanza al Cremlino, cos\u00ec come quello del suo predecessore Alessio.<\/p>\n\n\n\n Oggi, i nostri fratelli del Donbass, ortodossi, stanno indubbiamente soffrendo, e noi non possiamo che essere con loro – soprattutto nella preghiera. Dobbiamo pregare che il Signore li aiuti a conservare la loro fede ortodossa e a non soccombere alle tentazioni. Allo stesso tempo, dobbiamo pregare perch\u00e9 la pace ritorni il pi\u00f9 presto possibile, perch\u00e9 il sangue dei nostri fratelli e sorelle smetta di scorrere, perch\u00e9 il Signore conceda la grazia alla terra del Donbass, che soffre da otto anni e porta il marchio doloroso del peccato e dell’odio umano.<\/p>\n\n\n\n Kirill sembra dire che solo i separatisti del Donbass (e presumibilmente, per estensione, gli ucraini filorussi) sono “fratelli ortodossi”; si dimentica cos\u00ec di tutti gli altri ortodossi ucraini, compreso il gran numero di seguaci del Patriarcato di Mosca, che sono sotto la sua giurisdizione. Egli sembra cos\u00ec, cosa inaudita per un capo spirituale, designare una gran parte del suo stesso gregge come il nemico da abbattere…<\/p>\n\n\n\n Mentre entriamo nel periodo della Quaresima, cerchiamo di perdonare tutti. Cos’\u00e8 il perdono? Quando chiedete perdono a qualcuno che ha infranto la legge o vi ha ferito ingiustamente, non state giustificando il suo comportamento, ma cessate semplicemente di odiarlo. Cessa di essere il vostro nemico, il che significa che il vostro perdono lo consegna al giudizio di Dio. Questo \u00e8 il vero significato del perdono reciproco per i nostri peccati ed errori. Noi perdoniamo, rinunciamo all’odio e allo spirito di vendetta, ma non possiamo cancellare la colpa umana in cielo; perci\u00f2, con il nostro perdono, mettiamo i malfattori nelle mani di Dio, affinch\u00e9 il giudizio e la misericordia di Dio si esercitino su di loro. Affinch\u00e9 il nostro atteggiamento cristiano verso i peccati, i torti e le offese degli uomini non sia la causa della loro rovina, ma che il giusto giudizio di Dio si compia su tutti, compresi coloro che si assumono la responsabilit\u00e0 pi\u00f9 pesante, allargando il divario tra fratelli e sorelle, riempiendolo di odio, malizia e morte.<\/p>\n\n\n\n Che il Signore misericordioso esegua il suo giusto giudizio su tutti noi. E per evitare che, come risultato di quel giudizio, ci troviamo dalla parte sinistra del Salvatore venuto nel mondo, dobbiamo pentirci dei nostri peccati. Affrontare la nostra vita con un’analisi molto profonda e spassionata, chiederci cosa \u00e8 bene e cosa \u00e8 male, e in nessun modo giustificarci dicendo: “Ho avuto una discussione con questo o quello, perch\u00e9 avevano torto\u201d. Questo \u00e8 un argomento falso, \u00e8 l’approccio sbagliato. Dobbiamo sempre chiedere davanti a Dio: Signore, cosa ho fatto di male? E se Dio ci aiuta a prendere coscienza della nostra iniquit\u00e0, di questa iniquit\u00e0 dobbiamo pentirci.<\/p>\n\n\n\n Nei paragrafi precedenti, Kirill riviene infine ad una concezione pi\u00f9 spirituale del suo ruolo, con una predica finalmente centrata sul tema del giorno e con la conseguente spiegazione della nozione – centrale per tutti i cristiani – del Perdono. Segue un invito a praticare il Perdono ed un esame di coscienza nella vita quotidiana. Tutto ci\u00f2 si iscrive in un tradizionale sermone (pre)quaresimale: quello di Kirill sarebbe stato abbastanza normale se si fosse attenuto a questa parte. Tuttavia, l’accenno al fatto che il perdono significa anche consegnare il peccatore al “giusto giudizio di Dio” mantiene ancora un tono minaccioso, soprattutto quando il patriarca lo invoca su coloro che “scavano un fosso tra fratelli”. Si tratta qui di un riferimento alla Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev e al suo leader, il metropolita Epifanio, che \u00e8 accusato di dividere il mondo ortodosso staccandosi da Mosca; il questo senso, Kirill sta forse estendendo il rimprovero al Patriarca di Costantinopoli, che ha riconosciuto la Chiesa autocefala ucraina.<\/p>\n\n\n\n\n\n Oggi, nell\u2019occasione della Domenica del Perdono, dobbiamo compiere l’impresa di rinunciare ai nostri peccati e alle nostre ingiustizie, l’impresa di metterci nelle mani di Dio e l’atto pi\u00f9 importante – perdonare coloro che ci hanno offeso. <\/p>\n\n\n\n Che il Signore ci aiuti a vivere i giorni di Quaresima in modo tale da poter entrare degnamente nella gioia della Risurrezione di Cristo. E preghiamo che tutti coloro che oggi combattono, che versano sangue, che soffrono, che possano anch\u2019essi avvalersi della gioia della risurrezione in pace e tranquillit\u00e0. Che gioia c’\u00e8 se alcuni sono in pace e altri in preda al potere del male e al dolore delle lotte intestine?<\/p>\n\n\n\n In conclusione, l’ingiunzione di pregare per coloro che stanno combattendo (per una sola parte, naturalmente, ovvero per i soldati russi), \u00e8 l\u00ec per celare il fatto che non c’\u00e8 nessun appello alla pace e alla riconciliazione in questa omelia, anche se si svolge nella Domenica del Perdono. Va sottolineato che il membri ucraini e russi dello stesso clero del patriarca Kirill hanno sollecitato numerose volte quest’ultimo a pregare per la pacificazione, nonostante la presa di posizione rispetto ad un conflitto fratricida. Il rappresentante del patriarcato di Mosca in Ucraina, il metropolita Onuphre, ha lui stesso condannato l’invasione. Anche se deliberatamente ammantata di termini generali e di un tono spirituale, questa omelia rappresenta in definitiva un chiaro allineamento con la retorica del Cremlino, come ai tempi dell’Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n Che il Signore ci aiuti tutti a entrare nel cammino della Santa Quaresima in modo tale, e non altrimenti, che Egli possa salvare le nostre anime e promuovere la moltiplicazione del bene nel nostro mondo peccaminoso e spesso terribilmente sbagliato, affinch\u00e9 la verit\u00e0 di Dio possa regnare e governare sull’umanit\u00e0. Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Attraverso la voce del patriarca Kirill, Putin si sta lanciando in una guerra apocalittica. 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Non importa se la questione dei diritti delle minoranze sessuali non abbia assolutamente nulla a che vedere con la guerra nel Donbass o con l’invasione dell’Ucraina; essa permette a Kirill di dare un senso alla questione per i comuni russi ortodossi, molto conservatori sulle questioni sociali. Ci sono anche sfumature cospiratorie nel riferimento al “mondo molto potente”, con il mondo occidentale presentato avente un approccio uniforme alla questione (sebbene non sia facile organizzare un gay pride nella Polonia orientale…). Il discorso comprende cos\u00ec l’ambito civilizzazionale.<\/p>\n\n\n\n
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