{"id":35682,"date":"2025-06-30T16:59:26","date_gmt":"2025-06-30T14:59:26","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=35682"},"modified":"2025-06-30T16:59:29","modified_gmt":"2025-06-30T14:59:29","slug":"che-cose-il-pensiero-neoreazionario-ipotesi-e-definizione-di-unideologia-radicale-trumpista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/30\/che-cose-il-pensiero-neoreazionario-ipotesi-e-definizione-di-unideologia-radicale-trumpista\/","title":{"rendered":"Che cos&#8217;\u00e8 il pensiero neoreazionario? Ipotesi e definizione di un&#8217;ideologia radicale trumpista"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Come scrive Giuliano da Empoli nell&#8217;introduzione\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/shop\/produit\/empire-de-lombre\/\"><em>dell&#8217;ultimo volume cartaceo del Grand Continent<\/em><\/a><em>: \u00abOgni resistenza inizia con la conoscenza\u00bb. A partire da questa settimana, pubblicheremo sistematicamente la traduzione e il commento di un testo inedito: un&#8217;intervista esclusiva, un discorso o un&#8217;altra fonte del pensiero neoreazionario, commentato e contestualizzato da accademici e ricercatori &#8211; da Marl\u00e8ne Laruelle a Gary Gerstle, da Arnaud Miranda a Quentin Skinner. Per ricevere tutti gli episodi di questa serie e sostenere questo lavoro pionieristico,\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/offerta\/\">abbonatevi<\/a><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Abbiamo appena pubblicato un\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/28\/atlante-del-pensiero-neoreazionario-una-introduzione-ragionata\/\"><em>Atlante del pensiero neoreazionario<\/em><\/a>\u00a0\u2014 abbreviato in \u00abNRx\u00bb in inglese \u2014 al quale avete entrambi contribuito. Questa risorsa, accessibile\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/28\/atlante-del-pensiero-neoreazionario-una-introduzione-ragionata\/\">qui<\/a>, cerca di proporre un primo tentativo sistematico di mappare uno spazio particolarmente mutevole che sembra irradiarsi dalla Silicon Valley alla Casa Bianca di Donald Trump. Da dove bisogna partire per comprendere questo pensiero?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Da una cosa che mi sembra molto importante: la neoreazione \u00e8 una vera e propria controcultura di destra.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/arnaud_bn.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2935\"\n        data-pswp-height=\"2998\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/arnaud_bn-125x128.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/arnaud_bn-330x337.png\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/arnaud_bn-125x128.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questa costellazione intellettuale si \u00e8 sviluppata nel corso degli anni 2010 su Internet, principalmente su blog e forum, attorno a figure intellettuali marginali. I suoi rappresentanti hanno spesso scritto sotto pseudonimo e al di fuori dei canali classici di diffusione del pensiero \u2014 sia accademici che mediatici. Per citare solo alcune delle figure neoreazionarie pi\u00f9 famose: Curtis Yarvin \u00e8 un ingegnere, Nick Land \u00e8 stato costretto a lasciare l&#8217;universit\u00e0 alla fine degli anni &#8217;90 e Costin Vlad Alamariu (Bronze Age Pervert) era semplicemente un dottorando all&#8217;inizio degli anni 2010. La neoreazione si \u00e8 anche costituita in opposizione alle tradizioni intellettuali dominanti: in primo luogo contro la sinistra progressista, ma anche contro le posizioni conservatrici tradizionali dei partiti di destra occidentali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La neoreazione \u00e8 una vera e propria controcultura di destra.<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Oltre a costruirsi ai margini e in opposizione ai modelli ideologici dominanti, \u00e8 necessario comprendere che la neoreazione sviluppa un riferimento culturale singolare, sia attraverso l&#8217;uso della cultura popolare, dei\u00a0<em>meme<\/em>\u00a0o dello stile\u00a0<em>blog<\/em>. Da notare anche l&#8217;importanza della fantascienza (SF), sia come riferimento ricorrente che come produzione intellettuale \u2014 Nick Land e Zero HP Lovecraft sono anche scrittori di fantascienza. Proprio perch\u00e9 si tratta di una controcultura, la neoreazione ha inizialmente attirato giovani intellettuali che trovavano in questi contenuti una forma di radicalit\u00e0 ironica in rottura totale con la politica tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/vernanzoni_bn.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2351\"\n        data-pswp-height=\"2334\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/vernanzoni_bn-125x124.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/vernanzoni_bn-330x328.png\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/06\/vernanzoni_bn-125x124.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Per rispondere a questa domanda, sono convinto che occorra innanzitutto chiarire due malintesi. Il primo riguarda il concetto stesso di \u00abpensiero\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come molte creature nate dal digitale, il pensiero neoreazionario \u00e8 caratterizzato da una natura sfuggente, filiforme e fondamentalmente provocatoria. Cercare in esso la coerenza strutturata di una scuola o di un movimento politico in senso classico sarebbe fuorviante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo malinteso riguarda il suo nome: se da un lato sembra annunciare un&nbsp;<em>aggiornamento<\/em>&nbsp;\u2013 nell&#8217;era della rivoluzione tecnologica \u2013 delle dottrine di Joseph de Maistre, Thomas Carlyle, Louis de Bonald, Donoso Cort\u00e9s, Nicol\u00e1s G\u00f3mez D\u00e1vila o Karl Ludwig von Haller, la neoreazione (o NRx) in realt\u00e0 ne conserva ben poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trovano certamente qua e l\u00e0 citazioni, frammenti, aforismi, persino la valorizzazione di una certa aura concettuale di alcuni degli autori citati, ma il tutto \u00e8 immerso in un vortice digitale generalizzato, psichedelico e instabile, pi\u00f9 incline a condensare e distorcere un intero libro di Julius Evola in un semplice&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;che a produrre una dottrina strutturata.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la neoreazione \u00e8 soprattutto un lungo&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;ininterrotto, che improvvisamente diventa uno strumento di presa di potere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il pensiero neoreazionario \u00e8 caratterizzato da una natura sfuggente, sottile e fondamentalmente provocatoria.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo movimento pu\u00f2 essere considerato come una sorta di lunga sequenza&nbsp;<em>dark ambient<\/em>, sotterranea, che si \u00e8 sviluppata nel cuore dei forum digitali e che ha visto, a turno, il trionfo del movimento MAGA \u2014 prima nel 2016 \u2014 poi quello del movimento&nbsp;<em>Dark&nbsp;<\/em>MAGA nel 2024 : la sua versione sfrenata, libera da ogni freno e contrappeso istituzionale, pi\u00f9 apertamente neoreazionaria e post-liberale, che \u00e8 salita al potere nel gennaio 2025 e che incarna, in un certo senso, il raffinato risultato di una \u00abneoreazione di governo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nel suo lavoro, Arnaud Miranda, lei offre una lettura diversa.<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>In effetti, ho un&#8217;interpretazione leggermente diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che non si debba minimizzare l&#8217;ambizione intellettuale della neoreazione solo perch\u00e9 si tratta di un pensiero diffuso dai blogger.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che ci sia una certa illusione retrospettiva propria della storia del pensiero \u2013 quella che Skinner chiama \u00abmitologia della coerenza\u00bb \u2013 che tende a rendere le dottrine del passato pi\u00f9 coerenti di quanto non fossero in realt\u00e0. \u00c8 perch\u00e9 la neoreazione si sta sviluppando sotto i nostri occhi che ne percepiamo tutte le contraddizioni e le sfumature. Se prendiamo l&#8217;esempio della Rivoluzione conservatrice degli anni 1920, si tratta di un&#8217;etichetta discutibile, ma ci\u00f2 non significa che non descriva una realt\u00e0 intellettuale e politica. Con il pensiero neoreazionario abbiamo a che fare con una costellazione intellettuale: diverse dottrine che si aggregano attorno a problematiche e riferimenti comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, non sono d&#8217;accordo con l&#8217;idea che il termine \u00abreazione\u00bb sia fuorviante, in quanto potrebbe indurre confusione con la tradizione reazionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, la neoreazione incorpora elementi nuovi, in particolare il libertarismo e la tecnofilia, ma rimane un pensiero reazionario. Innanzitutto perch\u00e9 esiste un vero e proprio intertesto con la tradizione reazionaria (Carlyle, Maistre, Schmitt, Spengler, Evola, ecc.), ma anche perch\u00e9 la neoreazione si oppone frontalmente al conservatorismo. Essa non intende semplicemente difendere un insieme di valori morali o religiosi, ma creare una vera e propria rottura storica e instaurare \u2013 o reintrodurre \u2013 un nuovo ordine politico. Senza le categorie di analisi del pensiero reazionario, non si potrebbe vedere nella neoreazione altro che una nebulosa digitale incomprensibile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Allo stesso tempo, leggendo gli autori di questo corpus, si rimane sorpresi dalle profonde contraddizioni tra, da un lato, un fondo libertario o tecno-ottimista e, dall&#8217;altro, il sostegno a una forma radicale di reazione, con aspetti talvolta teologici. Come opera questa tensione, tradotta dall&#8217;ossimoro&nbsp;<em>Dark Enlightenment&nbsp;<\/em>(Illuminismo oscuro) lanciato da Nick Land in uno dei libri NRx pi\u00f9 influenti?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questa combinazione che rende unico e innovativo il pensiero neoreazionario. Gi\u00e0 nel 2013, Spandrell descriveva la neoreazione come una \u00abtrichotomia\u00bb \u2014 termine poi ripreso da Nick Land \u2014 ovvero l&#8217;unica base ideologica in grado di riunire le principali correnti della destra radicale: i tecnolibertari, i religiosi tradizionalisti e gli etnonazionalisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sarebbe quasi tentati di dire che la ragion d&#8217;essere della neoreazione \u00e8 proprio l&#8217;unificazione ideologica di queste correnti a prima vista incompatibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Con il pensiero neoreazionario abbiamo a che fare con una costellazione intellettuale: diverse dottrine che si aggregano attorno a problematiche e riferimenti comuni.<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il pensiero neoreazionario \u00e8 un tentativo di conciliare l&#8217;innovazione tecnocapitalista con la stabilit\u00e0 di una societ\u00e0 gerarchica. Naturalmente, questa unione strategica si realizza innanzitutto contro un nemico comune: l&#8217;egualitarismo democratico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ossimoro \u00abIlluminismo oscuro\u00bb evoca forse questa inaspettata alleanza tra progresso e reazione, ma \u00e8 anche un modo per posizionare esplicitamente la neoreazione come specchio del progetto universalista dell&#8217;Illuminismo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le caratteristiche distintive del pensiero neoreazionario?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>I tratti distintivi del pensiero NRx sono, senza dubbio, l&#8217;enfasi sull&#8217;efficienza \u2014 nel senso tecnico ed economico del termine \u2014 da cui deriva un profondo disprezzo per i sistemi rappresentativi, giudicati pesanti e inefficienti, un feticismo dei processi decisionali e produttivi accelerati, resi possibili dalla matrice dirompente delle alte tecnologie, un evidente tecno-ottimismo, un&#8217;aura intrinsecamente religiosa e mistica \u2013 che oscilla tra le teorizzazioni di Ren\u00e9 Girard, strane forme di tecnoanimismo pagano e un integralismo cattolico \u2013 nonch\u00e9 un richiamo a valori \u00abantichi\u00bb, spesso fantasticati, riletti e filtrati attraverso il prisma della cultura digitale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Si tratta di una reazione a una nuova crisi dell&#8217;Occidente?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>S\u00ec, la neoreazione si basa innanzitutto su una constatazione condivisa secondo cui l&#8217;Occidente sta morendo di sclerosi democratica e progressista.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo occidentale sarebbe dominato da un&#8217;ideologia egualitaria doppiamente problematica: essa confonde le gerarchie naturali essenziali alla stabilit\u00e0 di una societ\u00e0 e frena la distruzione creativa necessaria all&#8217;innovazione tecnocapitalista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il pensiero NRx pone l&#8217;accento sull&#8217;efficienza \u2014 nel senso tecnico ed economico del termine \u2014 da cui deriva un profondo disprezzo per i sistemi rappresentativi, giudicati pesanti e inefficienti.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La neoreazione si pone l&#8217;obiettivo di riaccelerare il capitalismo in Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa riaccelerazione passa attraverso una riconfigurazione autoritaria del potere politico e la difesa di quello che si presenta come un realismo proteiforme &#8211; politico innanzitutto, ma anche sessuale e razziale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio questo che ha portato alla neoreazione qualcuno come Nick Land, che in origine non era un pensatore di destra. Land ha sviluppato un pensiero accelerazionista, che consiste nel difendere lo sviluppo incondizionato e illimitato del tecnocapitalismo. Ma se Land si \u00e8 interessato a Curtis Yarvin e alla neoreazione, \u00e8 perch\u00e9 gli sembra il modo migliore per rilanciare l&#8217;accelerazione capitalista in Occidente. In altre parole, per lui la dimensione autoritaria del pensiero neoreazionario \u00e8 strumentale: serve a precipitare l&#8217;Occidente in una nuova era tecnologica. Al contrario, la questione tecnologica sembra secondaria in altri pensatori, come Yarvin o Bronze Age Pervert.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dovessi identificare alcuni elementi caratteristici, direi: la ferma opposizione alla democrazia e al progressismo, la critica al conservatorismo, il pessimismo antropologico, la difesa del tecnocapitalismo e una concezione elitaria e gerarchica delle societ\u00e0 umane. Questi elementi non sono sufficienti per comprendere cosa sia la neoreazione, poich\u00e9 occorre anche sottolineare la forma particolare che assume questa costellazione, ma possono senza dubbio servire come chiavi di lettura.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;aspetto autodidatta, marginale, quasi barbaro sembra caratterizzare molti di questi intellettuali che hanno fatto della navigazione in Internet la matrice della loro formazione e il loro spazio di espressione.<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Ha ragione a sottolineare questo aspetto cruciale. Gli autori neoreazionari sono ingegneri, blogger, informatici, startupper convertiti \u2013 il pi\u00f9 delle volte in modo autodidatta \u2013 alla filosofia politica e alla speculazione concettuale, che rimangono consapevoli delle loro radici, delle loro origini e dell&#8217;ecosistema che li ha visti nascere. Questa acuta consapevolezza delle origini digitali e della natura virtuale di questo pensiero costituisce, in una certa misura, sia la forza che la debolezza del movimento neoreazionario.<\/p>\n\n\n\n<p>Una forza da un lato perch\u00e9 la sua natura inclassificabile rende il pensiero neo-reazionario imprevedibile nei suoi effetti: non si basa su alcuna tradizione storica o dottrinale \u2014 come potrebbe fare, ad esempio, il neofascismo, al quale, nonostante le tensioni interne, una parte dell&#8217;Alt-Right rimane legata. Sostenuto da questa aura spettrale, il pensiero neo-reazionario tende a diffondersi, a dissolversi negli angoli della cultura dei&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;dei forum, della stessa Alt-Right, del movimento MAGA, senza tuttavia confondersi totalmente o esclusivamente con nessuno di questi elementi. Ci\u00f2 gli conferisce un notevole vantaggio competitivo in termini di efficacia comunicativa e diffusione del messaggio rispetto alle forme politiche \u00abclassiche\u00bb, rigide e fossilizzate. Ma \u00e8 anche una debolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 questo pensiero non \u00e8, in realt\u00e0, altro n\u00e9 molto pi\u00f9 che una \u00abblogizzazione\u00bb della filosofia politica: una riduzione provocatoria di concetti e autori a una dimensione univoca propria del digitale, il cui linguaggio presenta tratti spesso poco compatibili con la densit\u00e0 e la vertiginosa profondit\u00e0 della filosofia. Non appena si cimenta nella struttura o tenta di costituirsi in sistema, il pensiero neoreazionario rivela tutta la sua intrinseca fragilit\u00e0 e il suo caos concettuale.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono d&#8217;accordo, \u00e8 essenziale tenere conto del carattere digitale di questa costellazione intellettuale. \u00c8 parte integrante di essa. Si perderebbe l&#8217;originalit\u00e0 del fenomeno neoreazionario se non si considerasse il&nbsp;<em>mezzo&nbsp;<\/em>internet come condizione di produzione e diffusione delle sue idee politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che questo\u00a0<em>mezzo\u00a0<\/em>abbia permesso una libert\u00e0 di tono, ma anche di sviluppare in modo molto efficace reti intellettuali alternative \u2014 creando legami tra gli attori e consentendo la circolazione di riferimenti intellettuali prima sconosciuti.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, sono in profondo disaccordo con l&#8217;idea di fare della neoreazione una sorta di&nbsp;<em>hapax<\/em>. Sebbene singolare dal punto di vista formale, la neoreazione si inserisce innegabilmente nella storia delle idee politiche. Inoltre, non credo che l&#8217;uso dei&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;e dell&#8217;ironia operino una vera e propria riduzione del pensiero. Non \u00e8 perch\u00e9 un pensiero \u00e8 ironico o non sistematico che non \u00e8 un pensiero. Infine, non tutti i testi neoreazionari sono \u00abpronti all&#8217;uso\u00bb. Ad esempio, credo che non si possa comprendere l&#8217;approccio di Nick Land senza comprendere il contesto filosofico. Riducendo la neoreazione a una sorta di bozza digitale, credo che si rischi di perdere di vista l&#8217;essenziale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sebbene singolare dal punto di vista formale, la neoreazione si inserisce innegabilmente nella storia delle idee politiche.<\/p><cite>Arnaud Mimrand<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono gli autori che secondo lei hanno maggiore influenza alla Casa Bianca e perch\u00e9 questo fenomeno \u00e8 cos\u00ec intenso \u2013 come ammette lo stesso Curtis Yarvin \u2013 durante il secondo mandato di Donald Trump?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Paradossalmente, Nick Land pi\u00f9 di Curtis Yarvin. Dico paradossalmente perch\u00e9 Yarvin \u00e8 senza dubbio molto pi\u00f9 citato dalle figure di spicco dell&#8217;amministrazione Trump e dall&#8217;apparato tecno-industriale, cos\u00ec come Bronze Age Pervert \u00e8 letto da molti giovanissimi consiglieri della Casa Bianca. Ma\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/04\/01\/cowboy-coding\/\">il \u00ab<em>cowboy coding<\/em>\u00bb messo in pratica dal DOGE<\/a>\u00a0ha una vocazione accelerazionista che alla fine \u00e8 meno debitrice al pensiero neo-cameralista tech di Yarvin di quanto si potrebbe pensare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che quest&#8217;ultimo abbia violentemente criticato il DOGE sul&nbsp;<em>Washington Post<\/em>&nbsp;all&#8217;inizio di maggio 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Land \u00e8 citato, come \u00e8 noto, nel\u00a0<em>Manifesto del tecno-ottimismo<\/em>\u00a0di Marc Andreessen. Oserei dire che \u00e8 una delle poche citazioni espresse con cognizione di causa in un documento\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/07\/nietzsche-e-la-silicon-valley-una-critica-filosofica-al-tecno-ottimismo-di-marc-andreessen\/\">che \u00e8 un florilegio di autori spesso in contraddizione tra loro<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Andreessen si definisce, senza sorpresa, un accelerazionista efficace. E parlerei di \u00abaccelerazionismo efficace\u00bb in riferimento alla produzione normativa dell&#8217;amministrazione Trump, pensando ad esempio all&#8217;<em>executive order<\/em>\u00a0sulla deregolamentazione totale per lo sviluppo dell&#8217;IA.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono perfettamente d&#8217;accordo. Yarvin \u00e8 la figura pi\u00f9 citata, ma da solo non basta a comprendere il pensiero neoreazionario. Yarvin \u00e8 filocapitalista, ma non \u00e8 convinto dall&#8217;approccio accelerazionista. Del resto, per sua stessa ammissione, non ha letto i testi di Nick Land. Pensiamo anche al suo \u00abmanifesto tecnopessimista\u00bb, risposta ironico-scettica al testo di Andreessen. Se Yarvin \u00e8 una figura di spicco, \u00e8 anche perch\u00e9 \u00e8 un buon pamphlettista (ricordiamo che \u00e8 a lui che dobbiamo le espressioni virali \u00ab<em>red pill<\/em>\u00bb, \u00abCattedrale\u00bb, \u00abRAGE\u00bb per Retire All Government Employee, ecc.)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Dal punto di vista della storia del pensiero, penso che Nick Land sia l&#8217;autore pi\u00f9 interessante, anche se i suoi testi sono sicuramente i pi\u00f9 ermetici.<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 sono convinto che sia necessario leggere altri autori importanti della corrente neoreazionaria come Bronze Age Pervert, Anomaly UK o Spandrell, che non condividono esattamente la posizione di Yarvin \u2013 e vorrei rendere omaggio al Grand Continent che svolge questo importante lavoro di contestualizzazione e di messa a disposizione dei testi. Infine, dal punto di vista della storia del pensiero, penso che Nick Land sia l&#8217;autore pi\u00f9 interessante, anche se i suoi testi sono sicuramente i pi\u00f9 ermetici. Infatti, \u00e8 quello che va pi\u00f9 lontano nella difesa del tecnocapitalismo. Lo studio del suo percorso intellettuale \u2014 era un pensatore di avanguardia di sinistra negli anni &#8217;90! \u2014 mi sembra estremamente fecondo per comprendere cosa ci possa essere di seducente nel pensiero neoreazionario.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Torneremo su Nick Land la prossima settimana. In questa prospettiva, l&#8217;inizio della nuova amministrazione americana ha costituito un primo caso di applicazione, pi\u00f9 o meno riuscita, del pensiero neoreazionario e accelerazionista a una forma di governo. Qual \u00e8 il bilancio, a quasi sei mesi dall&#8217;insediamento di Donald Trump?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Non direi necessariamente che si tratti di un&#8217;applicazione pura e semplice. Vedrei pi\u00f9 modestamente i segni della sua influenza \u2014 con tutta la cautela che si addice all&#8217;uso di questo termine \u2014 sulla nuova amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni segni sono abbastanza chiari: il presidenzialismo assunto fin dai primi giorni del mandato, la creazione del DOGE, il neomercantilismo, il piano per la Palestina,\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/02\/14\/cambio-di-regime-il-discorso-integrale-di-j-d-vance-a-monaco\/\">il discorso di J.D. Vance a Monaco<\/a>, gli attacchi alle universit\u00e0, l&#8217;insistenza pi\u00f9 o meno ironica sulla dimensione regale di Donald Trump, ecc. Per sapere se queste decisioni siano state concretamente ispirate da proposte neoreazionarie, sarebbe necessario condurre un&#8217;indagine approfondita e dimostrare l&#8217;esistenza di meccanismi di influenza degli intellettuali sugli attori politici \u2014 per il momento possiamo solo formulare ipotesi.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Di fronte alla brutalit\u00e0 di questa amministrazione, io sarei meno sfumato. Alcuni&nbsp;<em>executive orders<\/em>&nbsp;tradiscono chiaramente una concezione accelerazionista e, in una certa misura, neoreazionaria. I decreti sull&#8217;intelligenza artificiale e sull&#8217;ambiente, che dovrebbero essere riportati sotto il dominio dell&#8217;uomo, sono senza dubbio accelerazionisti, un concetto gi\u00e0 chiaramente espresso nel 2023 da Marc Andreessen, in opposizione frontale all&#8217;ecologismo ideologico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Parlo di \u00abaccelerazionismo efficace\u00bb in riferimento alla produzione normativa dell&#8217;amministrazione Trump.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, lo smantellamento del Ministero dell&#8217;Istruzione e il ritorno delle competenze educative a livello statale, e non pi\u00f9 federale, \u00e8 una battaglia storica condotta da una certa destra e dalla \u00abPayPal Mafia\u00bb, che vedono nelle istituzioni scolastiche, a tutti i livelli, un meccanismo di propaganda e indottrinamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Yarvin ne parlerebbe come di un elemento saliente della \u00abCattedrale\u00bb e osservazioni simili si trovano nel libro di J. D. Vance,&nbsp;<em>Hillbilly Elegy<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 in generale, la stessa riorganizzazione della forma di governo attorno a una centralizzazione iper-verticalista nelle mani del presidente e l&#8217;intolleranza nei confronti dei contrappesi giudiziari tradiscono un pensiero fondamentalmente associato all&#8217;efficacia accelerata e radicale della tecnologia, che evolve a una latitudine diversa da quella delle coordinate liberaldemocratiche abituali. Non \u00e8 una semplice coincidenza che il principale movimento popolare contro Donald Trump si sia chiamato&nbsp;<em>No Kings Day<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nell&#8217;Atlante figurano due signori della tecnologia che cercano di darsi una vocazione intellettuale: Marc Andreessen e Peter Thiel. Qual \u00e8 il loro rapporto con il pensiero neoreazionario?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Queste due figure hanno un rapporto molto diverso con la neoreazione, innanzitutto per quanto riguarda la loro importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Thiel \u00e8 un alleato di lunga data dei pensatori neoreazionari. Lui stesso ha seguito un percorso che lo ha portato dal libertarismo a posizioni chiaramente antidemocratiche, il che ha contribuito al suo avvicinamento a Curtis Yarvin, di cui ha finanziato la start-up. Oggi credo che la posizione di Thiel sia quella di un motore di avvicinamento strategico tra i tecnolibertari e i conservatori cattolici. I suoi stessi testi \u2014 sull&#8217;apok\u00e1lypsis trumpista,\u00a0l&#8217;apocalisse zombie\u00a0o\u00a0l&#8217;Anticristo\u00a0\u2014 sono piuttosto significativi a questo proposito. Ora, come ho detto sopra, questo avvicinamento \u00e8 una delle sfide principali dello sviluppo della neoreazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Peter Thiel si posiziona come motore di avvicinamento strategico tra i tecnolibertari e i conservatori cattolici.<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il ruolo di Marc Andreessen \u00e8 meno importante, ma mi sembra interessante perch\u00e9 sintomatico. Andreessen fa parte di quei boss della&nbsp;<em>tech<\/em>&nbsp;convertiti al trumpismo, nonostante in precedenza fosse democratico. \u00c8 in qualche modo la prova del successo delle idee neoreazionarie.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Peter Thiel \u00e8 il padrino di esperimenti istituzionali che tentano di organizzare un&#8217;uscita dalla democrazia. Penso in particolare ai progetti di conquista oceanica (<em>Seasteading<\/em>) di Patri Friedman o allo stesso Yarvin, di cui non solo ha finanziato la start-up, ma che ha anche pubblicamente elogiato per le sue qualit\u00e0 di pensatore \u2014 il che ha sicuramente giocato un ruolo nelle numerose riprese del lavoro di Yarvin da parte di J.D. Vance.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Thiel ha lui stesso una vocazione filosofica, innervata da una pratica imprenditoriale situata su una linea di cresta tra pragmatismo e visione. Il suo pensiero \u00e8 molto diverso da quello di Yarvin, di cui fondamentalmente non ha bisogno per dettare la sua agenda filosofica e operativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si vuole davvero capire Thiel e cogliere la logica che sta dietro a realt\u00e0 imprenditoriali come Palantir, il testo da leggere assolutamente \u00e8 \u00ab<em>The Straussian Moment<\/em>\u00bb \u2014 che i lettori di Grand Continent potranno scoprire in autunno in un&#8217;edizione critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Consiglio anche la lettura del libro\u00a0<em>The Technological Republic<\/em>\u00a0di Alexander Karp, che contiene idee messe in pratica empiricamente dall&#8217;amministrazione Trump, come l&#8217;efficace e assoluta convergenza tra tecnologia e sicurezza nazionale e l&#8217;idea di un ricorso massiccio all&#8217;alta tecnologia per ottimizzare le istituzioni democratiche in declino.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/11\/palantir-e-peter-thiel-continuano-ad-ampliare-il-loro-controllo-sullinfrastruttura-digitale-dello-stato-americano\/\">Il contratto che assegna a Palantir<\/a>\u00a0la razionalizzazione algoritmica dei dati detenuti da tutte le amministrazioni americane \u2013 dati che saranno integrati nell&#8217;\u00ab<em>Ontology<\/em>\u00bb di Palantir \u2013 finir\u00e0 per produrre una forma di governo dalla razionalit\u00e0 algoritmica, che svilupper\u00e0\u00a0<em>modelli<\/em>\u00a0decisionali in cui il quoziente tecnologico finir\u00e0 per superare, anche in modo non dichiarato, il decisore politico umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nick Land ne sarebbe sicuramente felice. Yarvin, solo in parte, perch\u00e9 questa politica non implica necessariamente una figura eroica al vertice, un re-CEO: \u00e8 piuttosto il politico che viene travolto dalla tecnologia, rispondendo in una certa misura all&#8217;alternativa che Thiel poneva alla fine di \u201c<em>The Straussian Moment<\/em>\u201d \u2014 e questo \u00e8 uno dei punti decisivi dell&#8217;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/04\/18\/curtis-yarvin-trump-e-lapocalisse-miti-contraddizioni-e-bugie-terza-parte-della-nostra-lunga-intervista\/\">intervista realizzata dal Grand Continent<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Andreessen \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/07\/nietzsche-e-la-silicon-valley-una-critica-filosofica-al-tecno-ottimismo-di-marc-andreessen\/\">meno incentrato sulla filosofia<\/a>. Il suo \u00abManifesto\u00bb non regge il confronto con \u00ab<em>The Straussian Moment<\/em>\u00bb, ma in qualit\u00e0 di investitore in capitale di rischio e personalit\u00e0 influente nella nuova amministrazione, ha ovviamente contribuito a diffondere il nome e le idee di Yarvin, che definisce un \u00abamico\u00bb, e quelle di Nick Land, oltre ad aver reclutato lui stesso parte del personale del DOGE e ad aver ispirato alcuni\u00a0<em>executive orders<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo&nbsp;<em>Manifesto<\/em>&nbsp;rimane comunque un buon punto di partenza per verificare la persistenza dell&#8217;ossessione della Silicon Valley per la meritocrazia, l&#8217;efficienza e la logica delle&nbsp;<em>start-up<\/em>&nbsp;da trasporre nell&#8217;azione di governo, una sorta di sintesi evolutiva tra Vilfredo Pareto, Nick Land, Filippo Tommaso Marinetti e Milton Friedman.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 il ruolo di J. D. Vance in questo movimento?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Per molti membri di questo movimento, J.D. Vance \u00e8 l&#8217;aspirante successore che, prima o poi, dovr\u00e0 prendere il posto di Donald Trump e consacrare, almeno in apparenza, la vittoria definitiva della&nbsp;<em>Tech Right<\/em>&nbsp;sulla base popolare del movimento MAGA.<\/p>\n\n\n\n<p>Dico \u00abin apparenza\u00bb perch\u00e9 Vance ha elogiato Yarvin anni fa \u2014 probabilmente lo ha letto e apprezzato sotto certi aspetti \u2014ma la sua formazione mi sembra pi\u00f9 vicina a un certo radicalismo americano di destra, con forti accenti religiosi, in cui la libert\u00e0 economica e il libero mercato si articolano con accenti quasi autarchici e comunitaristi. La retorica della piccola impresa di successo, ad esempio, \u00e8 onnipresente nel suo discorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto certi aspetti, Vance sembra quindi ideologicamente pi\u00f9 vicino a Howard Lutnick che a Peter Thiel, che pure lo ha creato, politicamente e professionalmente parlando.<\/p>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere definito genericamente come un reazionario \u2014 e non credo che questo gli dispiacerebbe \u2014 ma in un senso in definitiva pi\u00f9 classico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per molti membri di questo movimento, J.D. Vance \u00e8 l&#8217;aspirante successore che dovr\u00e0 consacrare \u2014 almeno in apparenza \u2014 la vittoria definitiva della Tech Right sulla base popolare del movimento MAGA.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come lo stesso Yarvin ha ammesso alcuni mesi fa in un&#8217;intervista video concessa al&nbsp;<em>New York Times<\/em>, l&#8217;aspetto che sembra unire la visione politica di Vance e quella dell&#8217;ambiente intellettuale che lo circonda, sebbene molto eterogeneo, \u00e8 il concetto di \u00abbene comune\u00bb, interpretato in un&#8217;ottica post-liberale e quasi religiosa, che non ha molto a che vedere con i \u00abbeni comuni\u00bb di cui parlano gli economisti e i teorici della sussidiariet\u00e0, e che probabilmente non si adatta meglio alla democrazia rappresentativa che all&#8217;individualismo&nbsp;<em>libertario<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>J. D. Vance \u00e8 una figura estremamente interessante per lo sviluppo della neoreazione, molto pi\u00f9 di Trump. Innanzitutto, bisogna capire che deve in parte la sua esplosione politica a Thiel e che si \u00e8 mostrato sensibile alle idee neoreazionarie, arrivando persino a citare pubblicamente Yarvin in alcuni podcast.<\/p>\n\n\n\n<p>Se i neoreazionari ripongono cos\u00ec tante speranze in J. D. Vance, \u00e8 perch\u00e9 potrebbe incarnare l&#8217;atteso punto di incontro tra cattolici tradizionalisti, identitari e tecnolibertari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo fallimento potrebbe invece segnare l&#8217;impossibilit\u00e0 del progetto neoreazionario, e in particolare l&#8217;incapacit\u00e0 di far convergere in modo duraturo i tradizionalisti con i tecnolibertari.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pi\u00f9 in generale, qual \u00e8 l&#8217;accoglienza riservata al pensiero neoreazionario all&#8217;interno del movimento MAGA?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 facile pronunciarsi in modo definitivo su questa questione. Da un lato perch\u00e9 stiamo parlando di una realt\u00e0 in divenire, dall&#8217;altro perch\u00e9 le etichette non sono n\u00e9 perfettamente definite n\u00e9 chiare per tutti gli attori. Risponder\u00f2 alla sua domanda menzionando due punti importanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, credo che sia necessario distinguere tra neoreazione e&nbsp;<em>alt-right<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<em>alt-right<\/em>&nbsp;\u00e8 piuttosto populista, mentre la neoreazione \u00e8 fondamentalmente elitaria e condanna il populismo come una forma di democrazia deviata. In questo senso, la corrente MAGA mi sembra piuttosto ispirata al populismo vicino a quello che viene chiamato&nbsp;<em>alt-right<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, esistono ovviamente delle porosit\u00e0 e dei casi limite. Ad esempio, come classificare qualcuno come Steve Bannon? Sarebbe facile etichettarlo come una delle figure di spicco dell&#8217;alt-right. D&#8217;altra parte, ha molti punti in comune con la neoreazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che ci siano stati tentativi di convergenza e personalmente ho interpretato la famosa espressione \u00ab<em>Dark<\/em>&nbsp;MAGA\u00bb come un modo per collegare i neoreazionari elitari alla versione populista del trumpismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La neoreazione \u00e8 fondamentalmente elitaria.<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Nel momento che stiamo attraversando, l&#8217;impressione che emerge \u00e8 quella di un movimento MAGA fondamentalmente diviso in diversi sottogruppi. La guerra tra Iran e Israele ha aperto una frattura molto importante e Israele, in generale, rappresenta un potenziale elemento di conflitto molto violento all&#8217;interno del gruppo MAGA e delle sue diverse fazioni, una delle quali \u00e8 apertamente antisemita, mentre altre sono decisamente filoisraeliane.<\/p>\n\n\n\n<p>Una parte del movimento MAGA \u00e8 senza dubbio interessata all&#8217;idea neomonarchica di Yarvin e, quando sente Trump essere definito \u00abre\u00bb, la prende sul serio. Non dimentichiamo che Tucker Carlson \u00e8 stato uno dei primi a intervistare Curtis Yarvin alcuni anni fa, offrendogli una visibilit\u00e0 che fino ad allora sarebbe stata del tutto impensabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;altra parte mi sembra tuttavia piuttosto impermeabile a queste idee: \u00e8 quella parte dell&#8217;America profonda che vuole meno governo, meno interventismo, meno centralismo e ancora meno aderire a una potenziale monarchia tecnologica. Le feroci critiche rivolte a Trump da una parte non trascurabile del mondo MAGA dimostrano che, se esiste una teoria dell&#8217;autorit\u00e0 del movimento MAGA, essa non \u00e8 necessariamente favorevole a vedere un nuovo re salire al trono d&#8217;America.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono ovviamente aspetti contingenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, quando Yarvin sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero lasciare mano libera alla Russia in Europa, non c&#8217;\u00e8 dubbio che i MAGA siano d&#8217;accordo. L&#8217;universo MAGA \u00e8 generalmente favorevole all&#8217;uomo forte, all&#8217;autoritarismo, ma poi bisogna trovare la parte costruttiva: i MAGA sono spesso pi\u00f9 uniti nel \u00abno\u00bb e nell&#8217;opposizione che su ci\u00f2 che bisogna costruire in positivo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Una parte non trascurabile del mondo MAGA non \u00e8 necessariamente favorevole a vedere un nuovo re salire al trono d&#8217;America.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Per quanto possa sembrare paradossale, molti sostenitori di MAGA vogliono un uomo forte non per essere tiranneggiati o sottomessi a un&#8217;autorit\u00e0 regale, ma perch\u00e9 pensano che solo un uomo forte possa liberarli dalla tirannia centralizzatrice del governo e dalla \u201cpalude\u201d, il&nbsp;<em>Deep State<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, coloro che non condividono in alcun modo gli approcci isolazionisti e riduzionisti sono l&#8217;apparato tecno-industriale, la \u00abtecno-destra\u00bb, desiderosa di esportare e vendere i propri prodotti tecno-militari, che finora sono stati utilizzati con successo dagli ucraini per difendersi dall&#8217;aggressione di Putin. Lo stesso universo MAGA deve fare i conti con questa realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come spiega la conversione di una parte della Silicon Valley alle tesi neoreazionarie? Si tratta di una trasformazione radicale o di una forma di continuit\u00e0?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista delle idee, non \u00e8 una sorpresa. La neoreazione si basa su una tradizione libertaria critica della democrazia, che si pensi a Murray Rothbard o, ancora di pi\u00f9, al suo discepolo Hans-Hermann Hoppe.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si ripercorre la storia del libertarismo \u2013 rimando qui agli appassionanti lavori di S\u00e9bastien Car\u00e9 sull&#8217;argomento, in particolare&nbsp;<em>La pens\u00e9e libertarienne&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>Les libertariens aux \u00c9tats-Unis<\/em>&nbsp;\u2013 si vede chiaramente che il libertarismo \u00e8 ben lungi dall&#8217;essere essenzialmente democratico, libertario o progressista. Tuttavia, l&#8217;onnipresenza del libertarismo negli ambienti della&nbsp;<em>tech<\/em>&nbsp;californiana mi sembra fornire un terreno fertile per la diffusione delle idee neoreazionarie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La neoreazione si basa su una tradizione libertaria<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che mi sembra invece pi\u00f9 sorprendente \u00e8 la rapidit\u00e0 e la radicalit\u00e0 con cui alcuni imprenditori cambiano orientamento politico. Ancora una volta, trovo che il caso di Marc Andreessen sia sintomatico di questa trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 del caso specifico della neoreazione, la recente svolta a destra del mondo della&nbsp;<em>tecnologia&nbsp;<\/em>e dei libertari in generale \u00e8 un fenomeno affascinante. Il podcast di Joe Rogan (uno dei podcast pi\u00f9 ascoltati al mondo) \u00e8 esemplare in questo senso. Per comprendere i mutamenti ideologici degli imprenditori del&nbsp;<em>tech<\/em>, penso che sia del tutto pertinente e illuminante studiare i passaggi di Musk, Andreessen o Zuckerberg al microfono di Rogan.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h3>\n\n\n\n<p>Proprio come Carl Schmitt aveva fatto di Donoso Cort\u00e9s un profeta dell&#8217;escatologia \u2013 segno araldico di una civilt\u00e0 alla deriva, inquadrando il suo pensiero in un sistema organico e coerente che integrava idee reazionarie in una ricostruzione cristallina della politica \u2013 Curtis Yarvin ha fatto di Thomas Carlyle un profeta del&nbsp;<em>meme<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Intendiamoci bene: questa considerazione non \u00e8 peggiorativa. Come fenomeno culturale, i&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;sono una cosa estremamente seria.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;era digitale, il&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;\u00e8 diventato a tutti gli effetti uno strumento di lotta politica solido, efficace e spesso decisivo, come ha dimostrato la campagna elettorale americana del 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel senso di Nick Land, un&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;\u00e8 un&#8217;iperstizione, una profezia che si autoavvera e si avvolge sulla propria architettura.<\/p>\n\n\n\n<p>Un&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;\u00e8 ci\u00f2 che pu\u00f2 essere compreso e accettato alla velocit\u00e0 accelerata della Silicon Valley. Grazie a Yarvin, grazie al suo lavoro di riduzione di Carlyle e di un certo pensiero reazionario all&#8217;immagine digitale, nomi e concetti hanno iniziato a filtrare in un contesto organicamente digitale dove queste idee non avrebbero mai potuto passare attraverso altri canali, come ad esempio il classico canale della lettura di un libro. Ad eccezione di Peter Thiel, che ha letto e in parte compreso Carl Schmitt, Leo Strauss o Joseph de Maistre, per gran parte della techno-destra americana il cambiamento e l&#8217;interesse sono determinati, in primo luogo, dal&nbsp;<em>meme<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Un\u00a0<em>meme<\/em>\u00a0\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere compreso e accettato nella realt\u00e0 accelerata della Silicon Valley.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 il cambiamento, la conversione se vogliamo, \u00e8 stato determinato dal fascino esercitato da idee colorite in chiave pop e presentate in una certa misura&nbsp;<em>ad usum Delphini<\/em>: il Carlyle di Yarvin esiste solo sulle pagine digitali di&nbsp;<em>Unqualified Reservations<\/em>. Proprio per questo motivo sostengo che la neoreazione non ha molto a che vedere, in termini concettuali, filosofici e storici, con il pensiero reazionario comunemente inteso.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Yarvin ha dedicato tre lunghi articoli a Carlyle, pubblicati nel 2009 e nel 2010, talmente lunghi da essere raccolti in un&nbsp;<em>e-book<\/em>&nbsp;di circa 90 pagine. Qual \u00e8 la sua lettura?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Lo legge modificandolo profondamente, ad esempio eliminando gli accenti socialisti e le critiche all&#8217;industrializzazione, passaggi che sarebbero stati indigesti per i magnati della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo riduce cos\u00ec a un puro dispositivo pop: una voce di forum, un&nbsp;<em>meme<\/em>&nbsp;ad uso e consumo di un pubblico che non si sente incline alla lettura e ritiene che la cultura digitale sia sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>I magnati della tecnologia, con il loro potere di trasformazione, sono costantemente alla ricerca di idee intellettuali che diano un senso in pi\u00f9 a ci\u00f2 che fanno. Considerano Yarvin un \u00abgrande storico\u00bb o un pensatore dalle idee brillanti perch\u00e9 seziona, sintetizza, assembla, modifica e adatta le idee di pensatori, filosofi e storici per presentarle esattamente come desiderano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Curtis Yarvin riduce Thomas Carlyle a un puro dispositivo pop.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Condivido anche l&#8217;osservazione sul ruolo centrale dei podcast, che finisce per inserirsi in questa dinamica accelerata e destrutturata di comunicazione delle idee: i magnati della tecnologia amano i podcast e spesso, come Joe Lonsdale ad esempio, ne hanno uno proprio.<\/p>\n\n\n\n<p>Direi che la Silicon Valley era quasi fisiologicamente e inevitabilmente incline ad accogliere teorie che, tra l&#8217;eroismo alla Carlyle, il governo dei filosofi alla Platone e le rivisitazioni della teoria delle \u00e9lite alla Pareto, fanno eco a quel massimalismo meritocratico che \u00e8 sempre stato al centro dello spirito e delle ambizioni della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I temi e le tesi neo-reazionarie sono presenti nello spazio politico europeo?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Concettualmente, non c&#8217;\u00e8 dubbio. Del resto, lo stesso accelerazionismo si \u00e8 sviluppato in Inghilterra.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, alle sue origini, appare pi\u00f9 come una ricontestualizzazione cyber-esoterica del post-strutturalismo francese che come ci\u00f2 che sarebbe diventato il Black Enlightenment, ma il seme dell&#8217;accelerazione tecnologica come dato fondamentale della pratica politica era stato comunque piantato.<\/p>\n\n\n\n<p>In Europa, tuttavia, l&#8217;accelerazionismo sembra ancora oggi evolversi maggiormente nelle file di una certa sinistra radicale, pi\u00f9 vicina all&#8217;insegnamento di Mark Fisher o Nick Srnicek che all&#8217;ultimo Nick Land.<\/p>\n\n\n\n<p>Concretamente, quindi, c&#8217;\u00e8 poca circolazione e si tratta essenzialmente di nicchie digitali, fanzine individuali,&nbsp;<em>fan<\/em>&nbsp;che popolano i forum online, senza che si assista all&#8217;emergere di un vero e proprio programma o di una piattaforma con figure e pensatori di spicco. Nessun partito, nemmeno tra i pi\u00f9 ferocemente critici nei confronti della democrazia rappresentativa, sembra davvero familiare con la corrente neoreazionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 potrebbe facilmente spiegarsi con l&#8217;assenza, in Europa, del fattore tecnologico che \u00e8 diventato determinante nella politica americana.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la Francia, la penetrazione delle idee neoreazionarie rimane debole e in ritardo rispetto ad altri paesi europei come l&#8217;Italia. Ci\u00f2 potrebbe forse essere spiegato da una certa impermeabilit\u00e0 della cultura politica francese alle idee libertarie: non esiste una vera e propria destra libertaria che possa dare voce politica a queste idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non significa tuttavia che non vi sia alcuna ricezione intellettuale della neoreazione. Citiamo in particolare la rivista RAGE, che mi sembra essere il principale veicolo delle idee neoreazionarie in Francia. Il collettivo traduce in francese i testi principali, dando luogo ad alcune pubblicazioni di Curtis Yarvin e Nick Land nella casa editrice di Julien Rochedy. Inoltre, durante i suoi recenti viaggi in Francia, Yarvin ha incontrato diverse figure intellettuali della destra francese (tra cui, evidentemente, Renaud Camus ed \u00c9ric Zemmour) e diverse realt\u00e0 editoriali (nella rivista neoconservatrice&nbsp;<em>\u00c9l\u00e9ments<\/em>&nbsp;e nella rivista&nbsp;<em>Huis Clos<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 le forme pi\u00f9 radicali del pensiero neoreazionario non riescono ad esprimere forze di maggioranza in Europa, almeno fino ad ora?<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Arnaud Miranda<\/h4>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 dell&#8217;assenza di una cultura libertaria, \u00e8 forse la preminenza di una destra critica nei confronti della tecnologia a spiegare la scarsa penetrazione delle idee neoreazionarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi riferisco ancora alla Francia, perch\u00e9 \u00e8 il contesto che conosco meglio. Che si tratti della Nuova Destra o della destra cattolica, un evento decisivo del decennio 2010 \u00e8 stata la Manif pour Tous, che ha avuto un ruolo determinante nell&#8217;orientamento ideologico dei pensatori di destra di quel periodo. La destra si \u00e8 in gran parte schierata su una posizione di conservatorismo bioetico (talvolta arrivando a rivendicare una posizione ecologista e decrescentista).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In Francia, la preminenza di una destra critica nei confronti della tecnologia pu\u00f2 spiegare la scarsa diffusione delle idee neoreazionarie.<\/p><cite>Arnaud Miranda<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Mi sembra di percepire che le cose stiano cambiando dall&#8217;inizio degli anni 2020, e questo potrebbe senza dubbio creare uno spazio per il pensiero neoreazionario. Alcuni attori, come Pierre \u00c9douard-St\u00e9rin, che \u00e8 sia cattolico che libertario, stanno senza dubbio lavorando per aprire questa breccia politica.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Andrea Venanzoni<\/h4>\n\n\n\n<p>Il fattore tecnologico non \u00e8 solo il terreno fertile per il pensiero NRx, ma \u00e8 anche la forza motrice che ha fatto emergere dall&#8217;ombra digitale figure come Bronze Age Pervert, Curtis Yarvin e lo stesso Nick Land, che promettono di risolvere le contraddizioni e le inefficienze del sistema democratico rappresentativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se potessimo immaginare un Curtis Yarvin europeo, non abbiamo un Thiel, un Andreessen, n\u00e9 tantomeno un Musk: in generale, non abbiamo&nbsp;<em>capitale di rischio<\/em>&nbsp;n\u00e9 piattaforme che rappresentino un elemento trasformativo,&nbsp;<em>dirompente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 proprio questo il punto chiave, secondo me: senza questi magnati, Yarvin stesso sarebbe rimasto una sorta di curiosit\u00e0 intellettuale riservata a una ristretta cerchia di internauti. Credo che lo stesso valga per Land.<\/p>\n\n\n\n<p>In Europa, un&#8217;esperienza istituzionale come il DOGE sembrerebbe inimmaginabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune di queste idee sono state discusse all&#8217;interno della Nuova Destra, anche in Italia, e in alcune nicchie \u201ctransumaniste\u201d, ma si tratta di elementi che hanno poca rilevanza nel dibattito politico e che presentano inoltre numerose contraddizioni. L&#8217;\u201carcheofuturismo\u201d di Guillaume Faye, che a volte vedo affiorare nei dibattiti sul pensiero neoreazionario, \u00e8 funzionalmente e concettualmente incompatibile con molti postulati NRx, a cominciare dal capitalismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se potessimo immaginare un Curtis Yarvin europeo, non avremmo n\u00e9 Thiel, n\u00e9 Andreessen, n\u00e9 tantomeno Musk.<\/p><cite>Andrea Venanzoni<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Per questo motivo condivido l&#8217;osservazione di Arnaud Miranda sul fatto che la presenza di una destra \u00absociale\u00bb, antilibertaria e persino antitecnologica ha costituito un ostacolo alla diffusione del pensiero NRx. Questa constatazione vale tanto per la Francia quanto per l&#8217;Italia, ma la estender\u00f2 anche ad altri paesi europei per le ragioni che ho evocato a proposito del fattore tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le idee che sono fisiologicamente legate all&#8217;alta tecnologia hanno meno presa nei paesi in cui esiste, direi quasi antropologicamente, un atteggiamento dubbioso, se non addirittura ostile, nei confronti dell&#8217;uso politico di questa stessa tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Curtis Yarvin a Bronze Age Pervert, passando per Peter Thiel e Nick Land, abbiamo appena pubblicato la prima bibliografia commentata dei principali ideologi di una delle correnti pi\u00f9 influenti, violente e pericolose che influenzano la Casa Bianca \u2014 l&#8217;Illuminismo Oscuro.<\/p>\n<p>Per cercare di comprendere e definire in cosa consiste questo pensiero neoreazionario, abbiamo intervistato i due ricercatori che hanno coordinato questo lavoro pionieristico.<\/p>\n<p>Ogni settimana pubblicheremo la traduzione e il commento di un testo inedito.<\/p>\n","protected":false},"author":47071,"featured_media":35617,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2263],"tags":[],"staff":[1584],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2161],"class_list":["post-35682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-trump-origini-intelletuali-di-una-rivoluzione-culturale","staff-gilles-gressani","geo-americhe"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Che cos&#039;\u00e8 il pensiero neoreazionario? 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