{"id":34642,"date":"2025-06-10T18:51:00","date_gmt":"2025-06-10T16:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=34642"},"modified":"2025-06-11T14:02:02","modified_gmt":"2025-06-11T12:02:02","slug":"vincere-la-guerra-dellindipendenza-numerica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/10\/vincere-la-guerra-dellindipendenza-numerica-europea\/","title":{"rendered":"Vincere la guerra dell’indipendenza numerica europea"},"content":{"rendered":"\n

Durante il discorso tenuto in occasione della consegna del Premio Carlo Magno ad Aquisgrana, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha auspicato una \u00abindipendenza europea\u00bb. Secondo lei, sarebbe possibile realizzare tale ambizione aumentando la spesa per la difesa, accelerando l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione, sostenendo una capacit\u00e0 di innovazione tecnologica autonoma e rafforzando la democrazia. Elencando queste priorit\u00e0, la presidente suggerisce senza dubbio che esse sono strettamente interconnesse, come condizioni indispensabili per la libert\u00e0 degli europei.<\/p>\n\n\n\n

Parallelamente alla diffusione dirompente e trasformativa delle tecnologie digitali, si \u00e8 sviluppato un ecosistema mediatico di nuovo tipo. Se da un lato alimenta un certo sviluppo economico e la circolazione delle conoscenze necessarie ai cittadini nelle democrazie, dall’altro \u00e8 diventato lo strumento privilegiato di una guerra cognitiva.<\/p>\n\n\n\n

Questo \u00e8 il motivo per cui, senza indipendenza digitale, non potr\u00e0 esserci indipendenza europea.<\/p>\n\n\n\n

Ma l\u2019indipendenza digitale non si dichiara.<\/p>\n\n\n\n

Si progetta e si realizza con energia, innovazione, preparazione e visione a 360\u00b0.<\/p>\n\n\n\n

A questo proposito, serve immaginare un nuovo inizio. <\/p>\n\n\n\n

Un imperativo europeo: ripensare la politica delle piattaforme<\/h2>\n\n\n\n

In quasi vent\u2019anni, tra il 2007 e il 2025, l\u2019Europa ha concesso alle grandi piattaforme americane un vero e proprio oligopolio sulle infrastrutture digitali che organizzano l\u2019economia della conoscenza.<\/p>\n\n\n\n

Queste piattaforme godono di un potente effetto-rete che le favorisce nei confronti di qualsiasi concorrenza, sono in grado di controllare i mercati nei quali operano e di raccogliere ingenti risorse economiche e finanziarie. Intanto, concentrano un patrimonio di dati immenso sulle persone, le organizzazioni, le loro relazioni, i loro comportamenti, i loro valori. Sicch\u00e9 sono anche fortissime nei large language model e l\u2019intelligenza artificiale generativa.<\/p>\n\n\n\n

Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n

L’importanza economica e tecnologica delle aziende che controllano le grandi piattaforme si traduce ormai in un potere politico che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ignorato e che, da relativamente occulto, \u00e8 diventato manifesto con l’arrivo a Washington dei tecnocrati della Silicon Valley.<\/p>\n\n\n

\n\t
\n\t\t
\n\t\t\t
\n\t\t\t\t
\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\tIl colpo di Stato permanente della Silicon Valley\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t
\n\t\t\t\t\t\t\t

A cura di Giuliano da Empoli. Postfazione di Benjam\u00edn Labatut.<\/p>\n

Con i contributi di Daron Acemo\u011flu, Sam Altman, Marc Andreessen, Lorenzo Castellani, Adam Curtis, Mario Draghi, He Jiayan, Marietje Schaake, Vladislav Sourkov, Peter Thiel, Svetlana Tikhanovska\u00efa, Jianwei Xun e Curtis Yarvin.<\/p>\n

In libreria o in abbonamento.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t

\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\u2192<\/span> Ordinare il volume (in francese)<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\u2192<\/span> Scoprire tutte le nostre offerte<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t