{"id":346,"date":"2020-12-06T11:14:00","date_gmt":"2020-12-06T11:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=346"},"modified":"2020-12-07T07:07:38","modified_gmt":"2020-12-07T07:07:38","slug":"i-nuovi-tecnopopulisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/i-nuovi-tecnopopulisti\/","title":{"rendered":"I nuovi tecnopopulisti"},"content":{"rendered":"\n
Le banche centrali, dopo essere state protagoniste nella gestione della crisi economica del 2008, sono al centro della scena anche nel fronteggiare l\u2019epidemia di coronavirus. <\/p>\n\n\n\n
\u00c8 evidente che tali istituzioni agiscano su impulsi politici di governi democraticamente eletti, ma \u00e8 altrettanto palese che i centri delle decisioni fondamentali sono sempre pi\u00f9 dislocati in corpi a carattere tecnocratico.<\/p>\n\n\n\n
Negli ultimi anni ho pi\u00f9 volte definito i nostri regimi politici come tecnopopulismo<\/a>,<\/a> per identificare le due tendenze prevalenti, quella tecnocratica e quella populista appunto, che li attraversavano. Di fronte alla pandemia, l\u2019impressione \u00e8 che si corrobori la tesi della compresenza di queste due spinte all\u2019interno delle democrazie europee.<\/p>\n\n\n\n L\u2019attuale agenda politica, radicalmente trasformata dall\u2019emergenza, \u00e8 per gran parte espressione delle richieste dei nuovi partiti populisti (di destra e sinistra) e nazionalisti. Maggiore interventismo monetario della BCE, maggiore flessibilit\u00e0 delle regole sui bilanci pubblici, maggiore controllo sui confini, ri-nazionalizzazioni di alcune utilities<\/em>, barriere protezionistiche e massicci piani d\u2019azione gestiti ed attuati dagli Stati nazionali sono tutte proposte che hanno attraversato i programmi di gran parte dei partiti radicalizzati di destra e sinistra.<\/p>\n\n\n\n Grazie alla pandemia, le strutture tecnocratiche realizzeranno il programma politico dei populisti<\/p>Lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Il paradosso \u00e8 che l\u2019implementazione di queste politiche vedr\u00e0, con ottime probabilit\u00e0, il coinvolgimento di un gran numero di tecnocrati. Infatti, come la banca centrale aumenta il flusso monetario, cos\u00ec serviranno a breve burocrazie pubbliche e private, nazionali e sovranazionali, per pianificare e svolgere gli interventi economici. In altre parole, le strutture tecnocratiche svolgeranno l\u2019agenda politica dei populisti. <\/p>\n\n\n\n D\u2019altronde, questo esito era prevedibile: dopo la seconda guerra mondiale ci fu s\u00ec una positiva esplosione democratica con la ri-organizzazione dei partiti di massa, ma a seguito del piano Marshall e della linea economica keynesiana vi fu anche uno straordinario sviluppo degli enti e delle aziende statali per gestire sia le economie nazionali che lo sviluppo del welfare state.<\/em><\/p>\n\n\n\n Nei prossimi anni le fabbriche della competenza, le universit\u00e0, i think tank <\/em>e gli enti di formazione non conosceranno crisi e lavoreranno senza sosta per certificare nuovi esperti e tecnici. L\u2019azione di impulso monetario ed i futuri piani di spesa dei governi europei necessiteranno di economisti, statistici ed informatici; le nuove infrastrutture richiederanno una nuova leva di ingegneri e progettisti; il \u201cNew Deal\u201d<\/em> sanitario reclamer\u00e0 pi\u00f9 medici e scienziati; si moltiplicheranno le agenzie, le autorit\u00e0, gli istituti e gli enti specialistici per fronteggiare l\u2019emergenza sia a livello nazionale che europeo; le grandi aziende coinvolte nelle commesse di Stato aumenteranno l\u2019osmosi tra burocrati, manager e consulenti. <\/p>\n\n\n\n \u00c8 evidente che questo personale tecnico sar\u00e0 coinvolto nello sviluppo delle politiche, ricever\u00e0 impulso dalla politica, ma svolger\u00e0 un ruolo fondamentale nel definire praticamente quelle decisioni prese dai governi. Di fatto, gi\u00e0 nei primi giorni della crisi del coronavirus abbiamo visto un\u2019influenza senza precedenti da parte di medici, scienziati e istituzioni sanitarie sulle decisioni ed i provvedimenti assunti dalla politica. \u201cTutte le decisioni prese dal governo sono supportate scientificamente\u201d ha dichiarato il segretario di stato del Primo ministro francese.<\/p>\n\n\n\n A dimostrazione che le idee politiche possono cambiare molto pi\u00f9 rapidamente delle infrastrutture istituzionali, un ordine che continua ad operare anche di fronte ai cambi di paradigma politico. <\/p>\n\n\n\n Il personale tecnico sar\u00e0 coinvolto nello sviluppo delle politiche, ricever\u00e0 impulso dalla politica, ma svolger\u00e0 un ruolo fondamentale nel definire praticamente quelle decisioni prese dai governi.<\/p>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Alexis de Tocqueville nel suo fondamentale libro \u201cL\u2019antico regime e la rivoluzione\u201d <\/em>fu forse il primo storico della modernit\u00e0 a mettere a fuoco la continuit\u00e0 delle istituzioni di fronte alle rivoluzioni politiche: in una scena politica completamente mutata nell\u2019arco di pochi anni, la centralizzazione dello Stato francese non solo resisteva, ma ne usciva rafforzata. Con il sistema delle istituzioni burocratiche e tecnocratiche, nazionali e sovranazionali, andr\u00e0 probabilmente alla stessa maniera. Non vi sar\u00e0 alcuna decentralizzazione o democratizzazione delle istituzioni come sognano alcuni teorici populisti, sovranisti e anche libertari. Esse si perpetuano, pur nel rovesciamento delle idee politiche e nell\u2019alternarsi delle correnti del pensiero economico.<\/p>\n\n\n\n Certo, questo non significa che non possano farsi spazio tecnici e specialisti d\u2019idee diverse rispetto a quelli del passato. La realt\u00e0 spesso non corrobora le teorie politiche ed economiche, e gli ultimi quindici anni ce lo testimoniano. Questa fragilit\u00e0 delle scienze sociali ci mostra forse la debolezza maggiore del sistema di governance <\/em>tecnocratica, e cio\u00e8 la difficolt\u00e0 di legittimare a lungo la propria posizione da parte dei tecnici al potere. La legge di circolazione delle \u00e9lite si applica alla gestione tecnocratica allo stesso modo che per la politica rappresentativa. <\/p>\n\n\n\n La legge di circolazione delle \u00e9lite si applica alla gestione tecnocratica allo stesso modo che per la politica rappresentativa.<\/p>lORENZO CASTELLANI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Essendo afferenti al kratos<\/em>, al potere, essi di fatto incorrono nelle dinamiche della politica. Occupano il loro posto sulla base del principio di competenza e non di quello democratico, ma non sono protetti dalla scientificit\u00e0 del loro sapere di fronte ai rivolgimenti politici. Di fatto, una posizione politica pu\u00f2 essere mascherata, per essere meglio legittimata sotto forma di scienza, tecnica o regole, ma al fondo resta sempre tale. Pu\u00f2 vincere o perdere a seconda degli eventi. E pi\u00f9 si nasconde il suo essere politica, pi\u00f9 \u00e8 rovinosa la caduta nella sconfitta. Questa appare dunque la maggiore difficolt\u00e0 della classe tecnocratica, costretta a rinnovarsi tanto rapidamente quanto quella politica di fronte alle deviazioni della realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n