{"id":34561,"date":"2025-06-07T11:00:00","date_gmt":"2025-06-07T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=34561"},"modified":"2025-06-10T15:03:58","modified_gmt":"2025-06-10T13:03:58","slug":"nietzsche-e-la-silicon-valley-una-critica-filosofica-al-tecno-ottimismo-di-marc-andreessen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/07\/nietzsche-e-la-silicon-valley-una-critica-filosofica-al-tecno-ottimismo-di-marc-andreessen\/","title":{"rendered":"Nietzsche e la Silicon Valley: una critica filosofica al \u201ctecno-ottimismo\u201d di Marc Andreessen"},"content":{"rendered":"\n
In <\/em>L’Empire de l’ombre, ultimo numero cartaceo della rivista pubblicata da Gallimard, Le Grand Continent propone la prima traduzione integrale in francese del \u00abManifesto del movimento tecno-ottimista\u00bb di Marc Andreessen, investitore emblematico <\/em>dell’\u00e9lite tecnologica americana<\/em><\/a> e promotore di un capitalismo autoritario e tecnofilo.<\/em><\/p>\n\n\n\n Questo testo \u2014 <\/em>che potete leggere acquistando la rivista cartacea o abbonandovi all’offerta integrale<\/em><\/a> \u2014 allo stesso tempo fulminante e sconcertante, sintetizza i principi di un nuovo immaginario politico proveniente dalla Silicon Valley, dove si mescolano un individualismo radicale, una fede incondizionata nella tecnologia e un rifiuto virulento delle istituzioni democratiche liberali. Esso catalizza una componente sempre pi\u00f9 strutturante della dottrina trumpiana, di cui la rivista si sforza, da diversi mesi, di <\/em>mappare le basi ideologiche da Curtis Yarvin a Peter Thiel<\/em><\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n Oltre alla parodia di Marinetti e del futurismo, questo manifesto rivendica in modo eccessivo l’eredit\u00e0 nietzschiana: abbiamo voluto analizzarlo in profondit\u00e0 chiedendo l’intervento di uno dei migliori studiosi francofoni di Nietzsche, Patrick Wotling. Professore di filosofia all’Universit\u00e0 di Reims, cofondatore del Groupe international de recherche sur Nietzsche e autore di numerose opere importanti sul pensiero nietzscheano, Wotling ha contribuito a liberare Nietzsche da alcune caricature per restituirgli la sua profonda coerenza filosofica, in particolare attraverso una rilettura minuziosa dei suoi concetti di volont\u00e0 di potenza, critica dei valori e genealogia della morale.<\/em><\/p>\n\n\n\n Dandogli voce, continuiamo il nostro lavoro di analisi critica delle idee che plasmano il nostro presente politico \u2014 <\/em>al di l\u00e0 degli slogan, nel cuore dei testi<\/em><\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\n Come voi, constato che Nietzsche \u00e8 stato utilizzato, ormai da centocinquanta anni, in tutti i modi ideologici possibili e immaginabili, compresi i pi\u00f9 estremi, ma anche i pi\u00f9 contrari, i pi\u00f9 incompatibili e i pi\u00f9 contraddittori con la sua opera. Molto spesso Nietzsche viene mobilitato per fungere da sorta di garante intellettuale.<\/p>\n\n\n\n In materia politica, questo bisogno di trovare appoggi intellettuali \u00e8 molto evidente. Perch\u00e9 questo ricade su Nietzsche pi\u00f9 che su altri filosofi? Alcuni hanno subito la stessa sorte, ma forse in misura minore.<\/p>\n\n\n\n Dato che questo fenomeno \u00e8 piuttosto persistente con Nietzsche, si pu\u00f2 pensare che derivi da un elemento proprio della sua filosofia.<\/p>\n\n\n\n Mi chiedo \u2013 ma \u00e8 solo un’ipotesi \u2013 se ci\u00f2 non sia dovuto al suo atteggiamento molto singolare, \u00abinattuale\u00bb per usare il suo vocabolario, cio\u00e8 al di fuori delle correnti maggioritarie, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 istituzionale. La sua capacit\u00e0 di interrogarsi, che \u00e8 al centro della sua opera, e la posizione critica che attribuisce ai filosofi sono fattori di forte attrazione.<\/p>\n\n\n\n Non appena una corrente di pensiero pretende di costruirsi in opposizione a un potere costituito, il riferimento a Nietzsche viene abbastanza facilmente.<\/p> Patrick Wotling<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n A mio avviso, non sono le dottrine o le tesi \u2013 che del resto non esistono realmente in Nietzsche \u2013 ad attrarre queste persone, ma probabilmente questo atteggiamento marginale, questo atteggiamento che interroga. Non appena una corrente di pensiero pretende di costruirsi in opposizione a un potere costituito, il riferimento a Nietzsche viene abbastanza facilmente. La corrente pu\u00f2 quindi vantare un grande antenato, un padre fondatore: questo \u00e8 sicuramente un elemento che gioca un ruolo importante. Non vedo invece alcun elemento dottrinale che spieghi il riferimento, poich\u00e9 le correnti che lo recuperano sono davvero troppo varie. In poco pi\u00f9 di un secolo hanno coperto quasi tutto lo spettro politico. \u00c8 quindi difficile immaginare che ci sia qualcosa di comune nella costruzione delle idee tra tutte queste correnti.<\/p>\n\n\n \u00abL’Empire de l’ombre. Guerre et terre au temps de l’IA\u00bb<\/p>\n A cura di Giuliano da Empoli. Postfazione di Benjam\u00edn Labatut.<\/p>\n Con i contributi di Daron Acemo\u011flu, Sam Altman, Marc Andreessen, Lorenzo Castellani, Adam Curtis, Mario Draghi, He Jiayan, Marietje Schaake, Vladislav Sourkov, Peter Thiel, Svetlana Tikhanovska\u00efa, Jianwei Xun e Curtis Yarvin.<\/p>\n Da scoprire in libreria e abbonandosi alla rivista.<\/p>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t C’\u00e8 una cosa divertente \u2013 tragicamente divertente \u2013 in questo manifesto, ed \u00e8 questa straordinaria arte dell’autodistruzione, dell’autoinannientamento, poich\u00e9 Marc Andreessen usa Nietzsche per criticare tutto ci\u00f2 che corrisponde al tecno-ottimismo.<\/p>\n\n\n\n Ad esempio, ed \u00e8 piuttosto buffo, la citazione sull’Ultimo Uomo, peraltro troncata, tratta dal prologo di Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/em>, ricorda le caratteristiche dei sostenitori del manifesto, che corrispondono perfettamente all’immagine di questo Ultimo Uomo che essi pretendono di denunciare.<\/p>\n\n\n\n Il disaccordo \u00e8 assoluto, il controsenso totale.<\/p>\n\n\n\n Ma non sono sicuro che per queste persone, questi ideologi, abbia molta importanza. Il loro obiettivo non \u00e8 certamente quello di essere fedeli al pensiero nietzschiano, ma piuttosto quello di avere un’autorit\u00e0 intellettuale che, a un esame non troppo approfondito, dia l’impressione che ci siano degli intellettuali dalla loro parte. L’elenco dei \u00absanti patroni del tecno-ottimismo\u00bb presentato alla fine del manifesto \u00e8 molto lungo e comprende altri riferimenti artificiali, come quello a Bertrand Russell, per esempio.<\/p>\n\n\n\n La domanda che lei pone \u00e8 se queste persone siano sincere o meno, in altre parole se si tratti di cinismo o ingenuit\u00e0. Quasi tutto ci\u00f2 che viene detto su Nietzsche \u00e8 molto vago, molto generico, molto confuso e spesso estremamente falso.<\/p>\n\n\n\n Il \u00abManifesto del movimento tecno-ottimista\u00bb \u00e8 un festival di controsensi e distorsioni.<\/p>\n\n\n\n Per quanto riguarda il rapporto di Nietzsche con la tecnica, non sono sicuro che si possa sostenere che vi sia ambivalenza. Nietzsche non nutre una particolare ammirazione per la tecnica, n\u00e9 tantomeno la critica: Nietzsche non \u00e8 Heidegger. Non credo quindi che vi sia il tipo di tensione che lei sospetta.<\/p>\n\n\n\n D’altra parte, Nietzsche pu\u00f2 criticare l’organizzazione del lavoro nelle societ\u00e0 europee contemporanee e il posto che viene dato al lavoro nell’epoca contemporanea. Il lavoro, ad esempio, \u00e8 diventato un obbligo vitale, cosa che non \u00e8 stata sistematicamente il caso per gran parte della storia dell’umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Il secondo elemento che Nietzsche critica \u00e8 la prosternazione davanti agli strumenti di questa organizzazione del lavoro. \u00c8 su questo punto che interviene la tecnica: spesso essa ne fa parte, e sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n Marc Andreessen utilizza Nietzsche per criticare in realt\u00e0 tutto ci\u00f2 che corrisponde al tecno-ottimismo.<\/p> Patrick Wotling<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Del resto, i tecno-ottimisti ci propongono esattamente questo progetto di prosternazione davanti alla tecnica, davanti alla tecnologia. C’\u00e8 quindi di nuovo una contraddizione. Di per s\u00e9, per Nietzsche, una tecnica o un’evoluzione tecnica non \u00e8 n\u00e9 buona n\u00e9 cattiva, \u00e8 semplicemente uno strumento, come l’aratro, il fucile o la penna a sfera. Tutto dipende in definitiva <\/em>dall’uso che se ne fa, quindi dall’intelligenza umana che la sfrutta e dagli scopi per cui queste tecniche vengono utilizzate.<\/p>\n\n\n\n L’intelligenza artificiale non innova da questo punto di vista, se non per la sua fenomenale potenza di calcolo: nell’idea, nell’orientamento, \u00e8 un’innovazione tecnica esattamente come le altre. Non cambia nulla nella sostanza e non giustifica in alcun caso fantasie messianiche o millenaristiche.<\/p>\n\n\n\n Assolutamente s\u00ec, ma non direi che \u00e8 una novit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n Ci\u00f2 che mi colpisce davvero in questo manifesto \u00e8 quanto non sia nuovo, quanto siano vecchie idee, al di l\u00e0 dell’essere un ambiguo intellettuale.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 la pura e semplice ripresa di pregiudizi e fantasie del tutto triti e ritriti, che abbiamo visto e rivisto mille volte. Come dicevo, quando si legge questo manifesto, non si pu\u00f2 fare a meno di chiedersi se sia ingenuo o cinico.<\/p>\n\n\n\n Sono molto scettico su questo discorso. Un uomo che porta gli occhiali, come me in alcune circostanze, \u00e8 un uomo potenziato. Non occorre andare molto lontano per trovare il miglioramento delle prestazioni delle capacit\u00e0 dell’individuo umano. Un uomo che ha subito un trapianto \u00e8 un uomo potenziato. Un uomo che ha un’aspettativa di vita di 85 anni \u00e8 un uomo potenziato rispetto a ci\u00f2 che \u00e8 stata l’umanit\u00e0 per il 99,99% della sua storia.<\/p>\n\n\n\n Andare oltre, invece, \u00e8 pura fantasia.<\/p>\n\n\n\n Da questo punto di vista, il transumanesimo \u00e8 un termine, come l’intelligenza artificiale, che va preso per quello che \u00e8: un’immagine, un’immagine molto negativa.<\/p>\n\n\n\n Non c’\u00e8 alcun motivo serio per immaginare che si possa uscire dal rigido quadro dell’esistenza umana biologica. Si possono aumentare alcune cose, come si \u00e8 aumentata la durata della vita, l’igiene di vita, la capacit\u00e0 di risposta agli agenti patogeni, ecc. Ma parlare di una modifica della specie \u00e8 pura fantasia. E, del resto, questo non ha nulla a che vedere con il pensiero di Nietzsche.<\/p>\n\n\n\n Non c’\u00e8 alcun motivo serio per immaginare che si possa uscire dal rigido quadro dell’esistenza biologica umana. <\/p> Patrick Wotling<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n S\u00ec, certamente. La societ\u00e0 industriale europea del XIX secolo, in cui vive Nietzsche, \u00e8 essa stessa caratterizzata da un fascino per la tecnica, la produttivit\u00e0, il produttivismo, l’economia di mercato. Tutte queste cose, che sono collegate tra loro, esistono gi\u00e0, anche se non nelle proporzioni tecnicistiche che conosciamo oggi. Quindi, anche se Nietzsche si pone ai margini di queste questioni, pu\u00f2 servire come strumento di riflessione.<\/p>\n\n\n\n Va precisato innanzitutto che la risposta di Nietzsche non \u00e8 una risposta politica. La politica \u00e8 oggetto di una sua minimizzazione, di una sua negazione. Lo strato che, secondo lui, \u00e8 veramente determinante nella vita umana \u00e8 quello dei valori. La politica nel senso comune non raggiunge questa profonda assiologia e rimane quindi in uno stato relativamente superficiale. Questo \u00e8 il motivo per cui Nietzsche poteva considerare che la politica non fosse interessante e che non ci fosse un’enorme divergenza tra le diverse dottrine politiche.<\/p>\n\n\n\n D’altra parte, la sua risposta filosofica e intellettuale \u00e8 interessante.<\/p>\n\n\n\n A questo proposito si possono ricordare due cose: da un lato, il pensiero della probit\u00e0 e, dall’altro, il pensiero dell’educazione e della formazione intellettuale.<\/p>\n\n\n\n Filosoficamente, al centro del pensiero nietzscheano c’\u00e8 la capacit\u00e0 di educarsi, di pensare con la propria testa, il che significa innanzitutto analizzare i discorsi e saper riflettere per individuare i pregiudizi, che Nietzsche rileva anche nei filosofi, il che dimostra quanto sia elevata la sua esigenza di probit\u00e0. Egli incoraggia l’identificazione dei passi falsi, delle insufficienze, delle facilit\u00e0, delle omissioni, dei riflessi ideologici, della servilit\u00e0 nei confronti delle correnti dominanti, del gregarismo, ecc. \u00c8 questo che egli chiama essere \u00abinattuale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n La formula \u00abdiventare la cattiva coscienza del proprio tempo\u00bb definisce bene il filosofo.<\/p>\n\n\n\n Questa esigenza di probit\u00e0 intellettuale, di verifica, di giustificazione, di rifiuto di tutto ci\u00f2 che \u00e8 vago o impreciso, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 approssimativo, allusivo o fantastico \u00e8 al centro del pensiero nietzscheano. In questo senso, ogni parola del manifesto del tecno-ottimismo cadrebbe sotto questo tipo di accuse.<\/p>\n\n\n\n Ogni parola del manifesto del tecno-ottimismo ricadrebbe sotto l’esigenza nietzscheana di probit\u00e0 intellettuale.<\/p>Patrick Wotling<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Nietzsche \u00e8 un pensatore della probit\u00e0, ma anche un pensatore dell’educazione, perch\u00e9 la probit\u00e0 intellettuale e il rigore argomentativo sono cose che richiedono allenamento.<\/p>\n\n\n\n In sintesi, non sono quindi le dottrine particolari di Nietzsche che devono essere citate qui come risposta, ma piuttosto gli elementi che possono fungere da baluardo efficace contro le derive e l’assopimento intellettuale \u2013 tecnicista o di altro tipo: l’onest\u00e0, la capacit\u00e0 di testare, verificare o di qualche modo di essere esperti sono qualit\u00e0 intellettuali che devono essere risvegliate e allenate.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 una posizione piuttosto interessante. Ci\u00f2 che farebbe sicuramente reagire Nietzsche di fronte al manifesto di Marc Andreessen \u2013 oltre alla sua prodigiosa inettitudine \u2013 \u00e8 questa fantasia di controllo totale, questa paranoia unita a una volont\u00e0 di controllo generalizzato.<\/p>\n\n\n\n Si pu\u00f2 effettivamente preoccuparsi dell’ascesa di questa ipnosi tecnologica. Ma Nietzsche le risponderebbe che non esiste l’ipnosi totale. L’ipnosi generale, il controllo, la corrente irresistibile portata da un’ideologia sono costanti nella storia umana. La logica del cristianesimo \u00e8 una forma di ipnosi. In certi momenti della storia, una popolazione pu\u00f2 reagire a un’ideologia o a una dottrina, anche se le si dimostrasse mille volte a livello teorico che \u00e8 piena di contraddizioni. Ci\u00f2 non impedisce l’adesione.<\/p>\n\n\n\n Per Nietzsche, tuttavia, la capacit\u00e0 delle menti libere di analizzare e resistere rimane garantita, anche di fronte a minacce reali e importanti, come l’azione della corrente che ispira questo manifesto.<\/p>\n\n\n\n S\u00ec, assolutamente. Il manifesto riporta una lunga citazione dal preambolo di Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra.<\/p>\n\n\n\n \u00abChe cos’\u00e8 l’amore? Che cos’\u00e8 la creazione? Che cos’\u00e8 il desiderio? Che cos’\u00e8 una stella? \u2013 chiede l’Ultimo Uomo, e sbatte le palpebre.<\/em><\/p>\n\n\n\n La terra \u00e8 diventata piccola, e su di essa salta l’Ultimo Uomo, che rende tutto piccolo. La sua specie \u00e8 inestirpabile come la pulce; l’ultimo uomo vive pi\u00f9 a lungo…<\/em><\/p>\n\n\n\n Si lavora ancora, perch\u00e9 il lavoro \u00e8 un passatempo. Ma si sta attenti che questo passatempo non ci ferisca.<\/em><\/p>\n\n\n\n Non si diventa pi\u00f9 poveri n\u00e9 ricchi; entrambi sono troppo pesanti…<\/em><\/p>\n\n\n\n Nessun pastore e un solo gregge! Tutti vogliono la stessa cosa; tutti sono uguali: chi la pensa diversamente entra volontariamente nella casa dei pazzi\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n Per Nietzsche, la capacit\u00e0 delle menti libere di analizzare e resistere rimane garantita, anche di fronte a minacce reali e importanti, come l’azione della corrente che ispira questo manifesto.<\/p>Patrick Wotling<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Quando si conosce questo testo, si nota \u2013 \u00e8 divertente \u2013 che una parte \u00e8 stata troncata senza alcun segno di interruzione dopo \u00abNon si diventa pi\u00f9 poveri n\u00e9 ricchi; entrambi sono troppo pesanti\u00bb. Questo passaggio dice: \u00abChi vuole ancora governare? Chi vuole ancora obbedire? Sono due cose troppo penose\u00bb.<\/p>\n\n\n\n \u00abChi vuole ancora governare?\u00bb \u00e8 ovviamente la domanda che non si pu\u00f2 fare a meno di porsi quando si legge questo manifesto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Curtis Yarvin, Bronze Age Pervert, Marc Andreessen. Negli scritti della nebulosa composita del canone trumpista, un nome ricorre spesso: Friedrich Nietzsche.<\/p>\n Eretto a santo patrono, l’autore di Zarathustra<\/em> \u00e8 tuttavia oggetto di un totale fraintendimento da parte dei tecno-cesaristi della Silicon Valley.<\/p>\n Patrick Wotling, uno dei maggiori esperti di Nietzsche, cerca di spiegarne il motivo.<\/p>\n","protected":false},"author":47071,"featured_media":34430,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2263],"tags":[],"staff":[2321],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2161],"class_list":["post-34561","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-trump-origini-intelletuali-di-una-rivoluzione-culturale","staff-alexandre-pointier","geo-americhe"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"\nIl pensiero di Nietzsche sembra particolarmente soggetto a fraintendimenti, semplificazioni, persino a distorsioni ideologiche \u2014 pi\u00f9 o meno abili. Perch\u00e9 Nietzsche si presta cos\u00ec tanto a queste interpretazioni abusive? Cosa rivela questo della struttura stessa della sua opera?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a> \n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/section>\n\n\n\nIl \u201cManifesto del movimento tecno-ottimista\u201d si apre denunciando una visione del mondo basata sulla paura, il malthusianesimo e l’odio di s\u00e9, una morale \u201canti-vita\u201d secondo i termini di Marc Andreessen. Questa diagnosi pu\u00f2 sembrare fedele all’intuizione nietzscheana di un nichilismo passivo moderno, come quello che ritroviamo nella figura dell’Ultimo Uomo citata nel testo? In che misura questa denuncia, in particolare della regolamentazione, del principio di precauzione e dello statalismo, \u00e8 conforme \u2013 o meno \u2013 all’ambizione nietzscheana di rivalutare tutti i valori?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
\u00c8 vero, ma Nietzsche occupa un posto particolare. Al di l\u00e0 del testo sull’Ultimo Uomo, viene mobilitato tutto un vocabolario nietzscheano (superuomo, risentimento, ecc.) e Nietzsche sembra davvero essere il filo conduttore del discorso. Si pu\u00f2 comunque dire che il rapporto del filosofo con la tecnica \u00e8 ambivalente: critica della civilt\u00e0 meccanicistica, ma ammirazione per le forze creative che la tecnologia libera. \u00c8 su questo che pu\u00f2 basarsi il manifesto?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Direbbe quindi che il discorso tecno-ottimista \u00e8 una nuova forma di illusione di cui Nietzsche fa una critica radicale?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Se volessimo dire che c’\u00e8 una novit\u00e0, forse sarebbe l’effettiva vicinanza a un transumanesimo reale. La credenza nell’infinita perfettibilit\u00e0 dell’uomo \u00e8 certamente sempre esistita, ma l’accelerazione degli sviluppi tecnologici rende questo orizzonte meno lontano.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Si pu\u00f2 tuttavia leggere Nietzsche come una risorsa per inventare un atteggiamento lucido nei confronti del mondo tecnologico, una sorta di \u00abgrande stile\u00bb in un mondo saturo di dispositivi tecnici, digitali e normativi?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Tra i testi presentati nell’ultimo volume cartaceo di Grand Continent, c’\u00e8 un testo di<\/strong> Jianwei Xun<\/strong><\/a> che difende il concetto di ipnocrazia. In sostanza e in modo molto semplificato, Xun sostiene l’idea che l’IA e le piattaforme americane siano ipnotizzatori che ci mettono in trance, una trance totale, permanente e senza punto focale. La lotta consisterebbe quindi nello sviluppare un doppio gioco di coscienza, una coscienza all’interno della trance e una coscienza all’esterno della trance, che sarebbe un modo per rimanere svegli, per affermare lo stile nella trance, in definitiva. Non \u00e8 un po’ quello che ci dice quando parla dell’esigenza di probit\u00e0 e di educazione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Prima ha citato il brano di Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra<\/em> utilizzato nel manifesto, quello sull’ultimo uomo. Ha detto che il brano era troncato e che sarebbe interessante analizzare ci\u00f2 che \u00e8 stato omesso. Potrebbe approfondire questo punto?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n