{"id":34407,"date":"2025-06-06T18:26:35","date_gmt":"2025-06-06T16:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=34407"},"modified":"2025-06-07T18:15:33","modified_gmt":"2025-06-07T16:15:33","slug":"le-possibilita-di-un-accordo-con-liran-sono-oggi-del-60-analisi-dei-negoziati-sul-nucleare-tra-trump-e-teheran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/06\/le-possibilita-di-un-accordo-con-liran-sono-oggi-del-60-analisi-dei-negoziati-sul-nucleare-tra-trump-e-teheran\/","title":{"rendered":"\u00abLe possibilit\u00e0 di un accordo con l’Iran sono oggi del 60%\u00bb: analisi dei negoziati sul nucleare tra Trump e Teheran"},"content":{"rendered":"\n
Sono segno di profonde divergenze all’interno dell’amministrazione americana sulla strategia dei negoziati sul nucleare.<\/p>\n\n\n\n
Tradizionalmente, processi chiari permettevano di superarle e di dare il vantaggio a una parte o all’altra, in modo che almeno quando i negoziatori si sedevano al tavolo delle trattative fossero in grado di adottare una posizione unica. Ma all’interno dell’amministrazione Trump non esistono arbitrati di questo tipo. Le fluttuazioni nelle posizioni assunte sono evidenti sia in privato che in pubblico.\u00a0<\/p>\n\n\n\n
In secondo luogo, sembra che Trump sia molto pi\u00f9 interessato a ottenere un accordo in s\u00e9 che ai suoi dettagli, purch\u00e9 il suo accordo<\/em> possa essere presentato come migliore di quello concluso da Obama nel 2015. \u00c8 l’unica cosa di cui ha bisogno per cantare vittoria.<\/p>\n\n\n\n Altri membri della sua amministrazione hanno una posizione molto pi\u00f9 rigida sul programma nucleare iraniano, persino bellicista nel caso di Marco Rubio.<\/p>\n\n\n\n Alcuni repubblicani, come Lindsey Graham, esercitano da tempo pressioni per rifiutare qualsiasi forma di arricchimento nucleare in Iran e oggi cercano di influenzare il presidente sostenendo che si tratterebbe di un momento di particolare debolezza per l’Iran a causa delle battute d’arresto inflitte da Israele a Teheran negli ultimi mesi e del fallimento del suo tentativo di scontro diretto nell’ottobre 2024.<\/p>\n\n\n\n A ci\u00f2 si aggiungono le difficolt\u00e0 economiche che l’Iran sta attraversando a causa dell’impatto cumulativo delle sanzioni, della corruzione e della cattiva gestione dell’economia del paese.<\/p>\n\n\n\n Per alcuni falchi a Washington, non ci sarebbe quindi motivo di cedere e accettare che l’Iran mantenga la capacit\u00e0 di arricchimento, almeno non all’inizio dei negoziati.<\/p>\n\n\n\n La posizione pi\u00f9 sintetica che concilia le incoerenze degli ultimi mesi \u00e8 probabilmente quella espressa da Steve Witkoff nel mese di aprile sulle pagine del Wall Street Journal<\/em> <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n In questa intervista, egli afferma che la completa assenza di arricchimento \u00e8 l’obiettivo finale che gli Stati Uniti desiderano raggiungere in questi negoziati, ma che Washington sarebbe disposta a negoziare al di sotto di questa richiesta massimalista per ottenere come minimo<\/em> una riduzione e un controllo del programma di arricchimento.<\/p>\n\n\n\n L’offerta che \u00e8 stata messa sul tavolo durante il quinto ciclo di negoziati \u2013 poi precisata in una lettera inviata all’Iran lo scorso fine settimana tramite il ministro degli Esteri dell’Oman, e il cui contenuto \u00e8 trapelato alla stampa <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/a> \u2013 \u00e8 in realt\u00e0 la prima proposta concreta degli Stati Uniti in questi negoziati.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 possibile che gli Stati Uniti dimostrino una certa flessibilit\u00e0, dato che l’alternativa a un accordo negoziato non \u00e8 allettante per il presidente Trump. La sua amministrazione sembra voler affrontare in modo innovativo la delicata questione dell’arricchimento, cercando di convincere l’Iran a rinunciarvi completamente non all’inizio dei negoziati, ma alla loro conclusione.<\/p>\n\n\n\n Nonostante le incoerenze americane, sembrano esserci possibilit\u00e0 di raggiungere un accordo.<\/p>Ali Vaez<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Infatti, secondo questa nuova logica, quando le restrizioni temporali e le misure di trasparenza relative al programma nucleare iraniano giungessero a termine, la capacit\u00e0 di arricchimento dell’Iran scomparirebbe gradualmente.<\/p>\n\n\n\n Ci\u00f2 potrebbe avvenire dopo la creazione di un consorzio regionale che consentirebbe all’Iran di avere accesso al combustibile nucleare senza necessariamente procedere all’arricchimento sul proprio territorio, oppure perch\u00e9 l’Occidente avrebbe dimostrato di essere disposto a costruire e fornire reattori e a rifornirli di combustibile nucleare. Pertanto, dopo un periodo in cui l’Iran avrebbe acquisito fiducia nella propria capacit\u00e0 di accedere alla tecnologia e all’approvvigionamento di combustibile nucleare, non avrebbe pi\u00f9 bisogno di arricchire il proprio uranio, pur conservando i diritti e le conoscenze acquisiti nel frattempo.<\/p>\n\n\n\n Nonostante le incoerenze americane, sembrano quindi esserci possibilit\u00e0 di raggiungere un accordo.<\/p>\n\n\n\n Attualmente le ritengo superiori al 60%, ma \u00e8 anche possibile che le parti inciampino e non riescano a trovare un accordo nel prossimo futuro.<\/p>\n\n\n\n Questa amministrazione \u00e8 particolarmente caotica, tanto che non si sa bene chi abbia l’ultima parola e chi elabori effettivamente queste politiche. Se \u00e8 chiaro che Steve Witkoff ha un canale diretto con il presidente Trump, non si sa chi tra gli isolazionisti \u00abMAGA\u00bb e i falchi eserciti la maggiore influenza.<\/p>\n\n\n\nQual \u00e8 quindi oggi la vera posizione americana?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Si tratterebbe quindi di una logica opposta a quella prevalente nell’accordo nucleare iraniano (JCPOA).<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Lei ha menzionato i diversi gruppi e posizionamenti a Washington. Come funziona concretamente il processo decisionale nei confronti dell’Iran intorno a Trump? Come \u00e8 composto il \u00abteam Iran\u00bb<\/strong>?<\/h3>\n\n\n\n