{"id":34233,"date":"2025-06-04T14:52:39","date_gmt":"2025-06-04T12:52:39","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=34233"},"modified":"2025-06-04T14:52:42","modified_gmt":"2025-06-04T12:52:42","slug":"emmanuel-macron-e-giorgia-meloni-a-roma-il-quadro-complessivo-di-una-spiegazione-strategica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/04\/emmanuel-macron-e-giorgia-meloni-a-roma-il-quadro-complessivo-di-una-spiegazione-strategica\/","title":{"rendered":"Emmanuel Macron e Giorgia Meloni a Roma: il quadro complessivo di una spiegazione strategica"},"content":{"rendered":"\n
Il 3 giugno, a Roma, Giorgia Meloni ha ricevuto Emmanuel Macron. L’incontro era molto atteso, soprattutto da parte italiana. In realt\u00e0, \u00e8 stato piuttosto discreto: un t\u00eate-\u00e0-t\u00eate seguito da una cena di lavoro, nessuna conferenza stampa, nessuna dichiarazione congiunta. Tuttavia, il colloquio tra il capo dello Stato e il capo del governo \u00e8 durato molto pi\u00f9 a lungo del previsto ed \u00e8 stato pubblicato un comunicato stampa piuttosto dettagliato, in cui si rilevano numerosi punti di accordo. Esso attesta la volont\u00e0 comune di lavorare per un’Europa pi\u00f9 sovrana, pi\u00f9 forte e pi\u00f9 prospera, indicando numerosi temi su cui intervenire, afferma il sostegno incondizionato della Francia e dell’Italia all’Ucraina, che passa attraverso un ambizioso cambiamento di scala della difesa europea e spiega che i due leader hanno affrontato altre questioni, come quelle della Libia e del Medio Oriente. Se il presidente francese ha proposto questa visita a Roma, \u00e8 perch\u00e9 si era creato un certo malessere tra Parigi e Roma.\u00a0<\/p>\n\n\n\n
\u00c8 evidente che l’incontro del 3 giugno abbia contribuito ad allentare un clima che stava diventando seriamente teso.<\/p>\n\n\n\n
Tuttavia, non poteva pretendere di risolvere in poche ore i problemi di fondo che esistono tra i due governi, ideologicamente e politicamente distanti. Infatti, sono emerse alcune divergenze tra il presidente della Repubblica e la presidente del Consiglio sull’Ucraina, in particolare sulla questione dell’invio di truppe da parte dei paesi volontari dopo la conclusione di un accordo di pace. Da parte italiana, la stampa di destra alimenta quasi quotidianamente il fuoco, amplificando i punti di attrito e accusando costantemente Emmanuel Macron di tramare colpi bassi a vantaggio della sola Francia. Ci\u00f2 contrasta con la relativa indifferenza dei media francesi, che seguono da lontano l’attualit\u00e0 italiana. A dire il vero, dalla netta vittoria della coalizione di destra, composta dalla Lega di Matteo Salvini, da Forza Italia guidata da Antonio Tajani e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni alle elezioni politiche del 25 settembre 2022, sono spesso scoppiate tensioni franco-italiane. Alcune dichiarazioni di ministri francesi sulle possibili minacce che Fratelli d’Italia, un partito di matrice neofascista, rappresenterebbe per il futuro della democrazia nella penisola, hanno suscitato l’indignazione del governo italiano. Nel 2022, il ministro dell’Interno G\u00e9rald Darmanin aveva criticato Roma per aver rifiutato di far sbarcare i migranti a bordo di una nave, la Ocean Viking, dell’ONG SOS M\u00e9diterran\u00e9e. Qualche mese dopo, nel maggio 2023, dichiarava: \u00abLa signora Meloni, governo di estrema destra scelto dagli amici della signora Le Pen, \u00e8 incapace di risolvere i problemi migratori per cui \u00e8 stata eletta\u00bb. In segno di protesta, Antonio Tajani, ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, aveva annullato all’ultimo momento la visita che stava per compiere alla sua omologa francese.<\/p>\n\n\n\n I rapporti tra i due paesi attraversano regolarmente momenti di grande convergenza, in cui si celebra l’amicizia indissolubile tra le due sorelle latine, e fasi di tensione che a volte sfociano in vere e proprie crisi.<\/p>Marc Lazar<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Anche la questione dell’Ucraina ha suscitato polemiche tra Roma e Parigi.<\/p>\n\n\n\n Lo scorso febbraio, Giorgia Meloni aveva manifestato il suo malumore durante un vertice convocato all’Eliseo. Il 16 maggio aveva rimproverato a Emmanuel Macron di non averla invitata a una riunione alla quale hanno partecipato il presidente Volodymyr Zelensky, il primo ministro Keir Starmer, il cancelliere Friedrich Merz e il capo del governo Donald Tusk, al termine della quale hanno avuto un colloquio telefonico con Donald Trump. Tuttavia, precisando che il vertice era dedicato alla questione del dispiegamento di soldati in Ucraina, cosa che l’Italia non prevede, il presidente francese ha smentito, parlando di \u00abfake news<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Dall’Unit\u00e0 d’Italia, i rapporti tra i due paesi attraversano regolarmente momenti di grande convergenza, in cui si celebra l’amicizia indissolubile tra le due sorelle latine, e fasi di tensione che talvolta sfociano in vere e proprie crisi.<\/p>\n\n\n\n In questo periodo, dal punto di vista politico, Emmanuel Macron e Giorgia Meloni divergono su tre temi principali strettamente interconnessi: l’Europa, l’Ucraina e gli Stati Uniti di Donald Trump.<\/p>\n\n\n\n Sull’Europa, i punti di vista sono chiaramente opposti.<\/p>\n\n\n\n Se, sin dal suo primo mandato, Emmanuel Macron ha cambiato spesso orientamento su numerose questioni politiche, ad esempio l’immigrazione, l’ordine pubblico e la sicurezza, ha dato prova di grande coerenza sull’Europa. Egli invoca incessantemente un’Europa pi\u00f9 sovrana, pi\u00f9 integrata politicamente, pi\u00f9 potente, pi\u00f9 dinamica, pi\u00f9 autonoma e in grado di garantire la propria difesa.<\/p>\n\n\n\n Ancor prima di arrivare al potere, Giorgia Meloni aveva rinunciato all’uscita dall’Unione e all’abbandono dell’euro, posizioni che inizialmente difendeva. In qualit\u00e0 di capo del governo, ha indubbiamente dato prova di uno spirito pi\u00f9 costruttivo, pragmatico e orientato al raggiungimento di obiettivi politici precisi. Pragmatismo, perch\u00e9 l’Italia ha un bisogno imperativo della massiccia manna di denaro del programma Next Generation EU per realizzare investimenti pubblici e rilanciare la sua economia. Se l’opinione pubblica italiana \u00e8 diventata critica nei confronti dell’Unione dalla met\u00e0 degli anni ’90, non vuole per\u00f2 in alcun modo separarsene \u2014 a fortiori<\/em> i capi delle milioni di dinamiche piccole e medie imprese che dipendono dal mercato europeo. Nelle ultime elezioni, quelle del 2022 e quelle del Parlamento europeo, Fratelli d’Italia si \u00e8 affermato come primo partito, fortemente radicato nel nord della penisola, la zona pi\u00f9 interessata all’Europa per ragioni storiche, geografiche, economiche e culturali.<\/p>\n\n\n\n Parallelamente alla presa in considerazione degli interessi materiali del suo Paese, Giorgia Meloni, pur accettando il quadro europeo, persegue un obiettivo politico e ideologico abbastanza chiaro. Essa pretende di rompere con la lunga tradizione italiana iniziata all’indomani della Seconda guerra mondiale, molto favorevole alla costruzione europea. Ci\u00f2 si \u00e8 tradotto nella continua ricerca di compromessi con gli altri protagonisti della costruzione europea, nell’accettazione, anche se spesso mal accettata, della preminenza del \u00abmotore franco-tedesco\u00bb per ovvie ragioni storiche, ma anche perch\u00e9 la Francia siede nel Consiglio di sicurezza dell’ONU e rappresenta una potenza nucleare, mentre la Germania era un gigante economico da cui l’Italia dipendeva fortemente \u2013 e da cui continua, del resto, a dipendere.<\/p>\n\n\n\n Pur avendo opinioni molto convergenti con quelle del suo grande amico Viktor Orb\u00e1n, Meloni non lo segue nella sua strategia di scontro diretto con Bruxelles.<\/p>Marc Lazar<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Giorgia Meloni \u00e8 una delle ultime grandi leader politiche ad aver acquisito la propria formazione in un partito, in questo caso il Movimento Sociale Italiano, il partito neofascista. \u00c8 quindi fortemente influenzata da una cultura politica che non si caratterizza certo per il suo entusiasmo europeista. Certo, \u00e8 indubbiamente cambiata. Tuttavia, ritiene che l’Italia debba contare di pi\u00f9, far sentire chiaramente la propria voce, imporre le proprie soluzioni, affermarsi come potenza media che gode anche di credibilit\u00e0 internazionale, da cui il moltiplicarsi dei suoi viaggi in tutto il mondo. Si \u00e8 quindi impegnata a mantenere buoni rapporti con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. \u00c8 riuscita a far nominare Raffaele Fitto, membro del suo partito ma proveniente dalla Democrazia Cristiana, passato da Forza Italia e considerato filoeuropeo, alla carica di vicepresidente esecutivo della Commissione e commissario per la politica di coesione, lo sviluppo regionale e le citt\u00e0. Allo stesso modo, lei e i suoi eletti al Parlamento europeo che siedono nel gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei stanno manovrando per agire di concerto con i deputati del Partito Popolare Europeo. L’Italia ha cos\u00ec svolto un ruolo importante nell’elaborazione del patto sull’immigrazione. Ora intende inasprire ulteriormente le politiche migratorie a livello europeo ispirandosi a quanto fatto nella penisola. La sua politica sembra fare sempre pi\u00f9 scuola tra i membri dell’Unione e anche tra i laburisti del Regno Unito<\/a>: accordi con i paesi del sud del Mediterraneo per arginare i flussi migratori, drastica limitazione delle attivit\u00e0 delle ONG, riduzione al minimo indispensabile del diritto di asilo, esternalizzazione del trattamento dei migranti (l’Italia ha firmato un accordo in tal senso con l’Albania). Inoltre, Giorgia Meloni sta cercando di rimettere in discussione il Green Deal, senza per\u00f2 poter essere definita realmente scettica sul clima. Ma lei agisce, sostiene, per difendere l’intero settore dell’industria automobilistica. Anche in questo caso, per\u00f2, sta guadagnando punti all’interno del PPE e presso vari capi di governo che condividono le sue opinioni e stanno facendo marcia indietro sull’impegno nella lotta al riscaldamento globale. In Francia, molti media hanno creduto di poter affermare che si fosse convertita all’Europa e se ne sono rallegrati.\u00a0<\/p>\n\n\n\n In realt\u00e0, l’europeismo di Meloni \u00e8 particolare.<\/p>\n\n\n\n Il suo obiettivo finale \u00e8 quello di recuperare una maggiore sovranit\u00e0 nazionale, rifondare i valori europei sulla base della trilogia Dio, famiglia, patria, di fronte alla minaccia islamica ma anche al \u00abwokismo\u00bb e in particolare alle teorie di genere che lei aborrisce, insomma a tutto ci\u00f2 che lei definisce l’egemonia della sinistra che vuole spezzare. Per questo motivo, durante le elezioni europee, ha dato un forte sostegno al partito di estrema destra Vox in Spagna, prima che questo la deludesse entrando a far parte del gruppo dei Patrioti Europei dopo le elezioni. Allo stesso modo, recentemente si \u00e8 schierata al fianco dei leader dei partiti membri del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei, di cui Fratelli d’Italia \u00e8 membro attivo: il rumeno George Simion e il polacco Karol Nawrocki<\/a>, che ha calorosamente congratulato dopo la sua elezione alla presidenza della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n Giorgia Meloni sta agendo per cercare di riorientare la politica europea, con il sostegno di Petr Fiala, primo ministro ceco, e Bart de Wever, capo dell’esecutivo belga, i cui partiti appartengono al Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei. Pur avendo opinioni molto convergenti con quelle del suo grande amico Viktor Orb\u00e1n, non lo segue nella sua strategia di scontro diretto con Bruxelles.<\/p>\n\n\n\n Al contrario, si sforza di riunire attorno a s\u00e9 il PPE per isolare i socialisti, i verdi e Renew e quindi far passare le sue linee politiche.<\/p>\n\n\n\n La Francia e l’Italia si ritrovano su fronti opposti.<\/p>\n\n\n\n Emmanuel Macron rompe in parte non solo con la visione gollista dell’Europa delle nazioni che influenza ancora i politici di destra e in parte anche la sinistra radicale, ma coltiva anche quella concezione molto diffusa in Francia, indipendentemente da chi occupi l’Eliseo, di un’Europa che dovrebbe essere a immagine e somiglianza della Francia.<\/p>\n\n\n\n Da parte sua, Giorgia Meloni modifica la tradizionale politica europea di matrice federalista storicamente promossa dalla Democrazia Cristiana e alla quale si erano progressivamente allineati i socialisti e poi, in misura pi\u00f9 o meno netta, i comunisti. Una concezione che ha quindi trovato consenso e che \u00e8 stata pi\u00f9 o meno portata avanti dopo il big bang<\/em> dei partiti negli anni ’90: Giorgia Meloni si richiama al gollismo e, di conseguenza, difende un’Europa delle nazioni e dei popoli.<\/p>\n\n\n\n Per quanto riguarda l’Ucraina, fin dall’inizio dell’invasione russa, Fratelli d’Italia, allora all’opposizione, ha sostenuto il governo di Mario Draghi che l’aveva condannata e aveva inviato armi all’Ucraina. Al potere, ha proseguito questa politica senza esitazione. In questo senso, converge con la Francia. Ma al momento se ne discosta per diversi motivi.<\/p>\n\n\n\n Da un lato, dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, nonostante la sua vicinanza al presidente americano, \u00e8 sconcertata dal suo comportamento e dai suoi atteggiamenti erratici nei confronti dei presidenti Volodymyr Zelensky \u2013 con cui Meloni si \u00e8 sempre mostrata apertamente amichevole \u2013 e Vladimir Putin. Non vuole apparire in opposizione alla politica americana ed \u00e8 per questo che, per il momento, rifiuta di inviare soldati italiani in Ucraina dopo un accordo di pace, subordinando un’eventuale partecipazione italiana a una decisione dell’ONU \u2013 ovviamente impossibile, visti i veti di Russia e Cina. Allo stesso modo, secondo lei, la difesa militare europea pu\u00f2 essere concepita solo nell’ambito della NATO. Ma queste riserve del governo italiano si spiegano anche con il forte pacifismo italiano. Esso \u00e8 veicolato dalla Lega di Matteo Salvini, che conduce una guerriglia permanente contro di lei nel tentativo di recuperare gli elettori che l’hanno abbandonato per passare a Fratelli d’Italia, dal Movimento 5 Stelle e da una buona parte del Partito Democratico, che tuttavia \u00e8 all’opposizione.<\/p>\n\n\n\n Giorgia Meloni si richiama al gollismo e, di conseguenza, difende un’Europa delle nazioni e dei popoli.<\/p>Marc Lazar<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Questo pacifismo, diffuso e popolare, \u00e8 il prodotto di diversi fattori.<\/p>\n\n\n\n Da un lato, una cultura cattolica che, nonostante l’importante secolarizzazione che ha colpito l’Italia, rimane vigorosa; dall’altro i residui della cultura dell’ex Partito Comunista Italiano, il pi\u00f9 potente d’Europa occidentale, scomparso nel 1991 ma che, come un astro spento, continua a irradiare; infine, l’aspirazione alla pace immediata \u2013 a qualsiasi prezzo per gli ucraini \u2013 da parte degli imprenditori desiderosi di riprendere al pi\u00f9 presto i loro affari con Kiev e Mosca.<\/p>\n\n\n\n Questi vincoli di politica interna limitano il margine di manovra del capo dell’esecutivo italiano che, allo stesso tempo, per l’Unione e per soddisfare Donald Trump, si sforza di aumentare la spesa per la difesa dall’1,5% al 2% del PIL, evitando per\u00f2 di ricorrere al concetto di \u00abriarmo\u00bb per paura della reazione di un’opinione pubblica italiana legata alla pace per il ricordo del fascismo bellicista e al rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, che inizia con queste parole tanto ripetute in questo momento nella penisola: \u00abL’Italia ripudia la guerra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n Infine, e forse pi\u00f9 profondamente, Giorgia Meloni non pu\u00f2 condividere la visione e la narrazione di Emmanuel Macron. Quest’ultimo si era illuso di poter convincere Putin a non invadere l’Ucraina durante un memorabile incontro a Mosca, dove i due uomini sedevano alle estremit\u00e0 di un tavolo lungo sei metri il 6 febbraio 2022. Con l’attacco russo, ha capito che era avvenuto un cambiamento storico e ha continuato ad affermare e proclamare, a rischio di scandalizzare non solo i capi di governo europei ma anche l’opinione pubblica, che la guerra in Ucraina non riguardava solo quel Paese ma l’Europa intera e che, ormai, la guerra faceva parte della nostra vita. Nella visione francese, ci\u00f2 implica rispondere alla minaccia della Russia e dissuaderla dall’attaccare. L’Europa non \u00e8 pi\u00f9 quel continente di pace tanto celebrato sin dagli inizi della costruzione europea. \u00c8 diventato il continente dove la guerra esiste in Ucraina e dove domani potrebbe scoppiare altrove. Entra nel nostro orizzonte di aspettative. In Francia non si tratta di essere guerrafondai, ma di dissuadere una Russia tentata di lanciarsi in altre avventure militari; in Italia, un forte \u00abpacifismo d’atmosfera\u00bb impedisce a Giorgia Meloni di fare propria questa argomentazione, anche se la condividesse.<\/p>\n\n\n\n Di conseguenza, \u00e8 costretta ad affermare che deve esserci un cessate il fuoco senza penalizzare Kiev, nella speranza che questo conflitto armato rimanga limitato a questa parte d’Europa e che questa tragica parentesi si chiuda rapidamente.<\/p>\n\n\n\n La rielezione di Donald Trump e i primi cento giorni dell’amministrazione americana hanno suscitato reazioni contrastanti da parte della Francia e dell’Italia.<\/p>\n\n\n\n Se Emmanuel Macron non intende rompere con gli Stati Uniti, consapevole della dipendenza economica, militare e tecnologica della Francia e dell’Unione da Washington, ritiene tuttavia che si sia aperta una nuova era, gi\u00e0 iniziata ai tempi della presidenza Obama, che sta peggiorando in modo spettacolare e probabilmente inarrestabile.<\/p>\n\n\n\n L’Europa non \u00e8 una priorit\u00e0 per gli Stati Uniti, tanto meno con la nuova amministrazione di Washington, che vuole indebolirla, sanzionarla e persino farla esplodere sostenendo i vari partiti europei di estrema destra che non smettono di criticarla<\/a>. Dal punto di vista francese, \u00e8 pi\u00f9 che mai urgente rafforzare l’integrazione dell’Unione, garantirne la difesa e accrescerne il potere. Gli ostacoli sono numerosi, ma questo \u00e8 l’obiettivo che richiede un duro negoziato con Donald Trump, senza escludere un braccio di ferro con lui. Se i dazi doganali saranno effettivamente introdotti, l’Unione europea dovr\u00e0 reagire. Dopo un momento di esitazione, anche la presidente della Commissione europea potrebbe essersi convinta della giustezza di questa posizione.<\/p>\n\n\n\nFronti opposti: come il \u00abgaullismo\u00bb di Meloni vuole cambiare l’Europa di Macron<\/strong><\/h2>\n\n\n\n
Pacifismo, atlantismo e attriti sulla guerra in Ucraina<\/strong><\/h2>\n\n\n\n
Saper parlare con Trump: le cause profonde di una rivalit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n