{"id":34183,"date":"2025-06-04T14:54:56","date_gmt":"2025-06-04T12:54:56","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=34183"},"modified":"2025-06-16T10:33:44","modified_gmt":"2025-06-16T08:33:44","slug":"siberizzazione-la-teoria-della-felicita-in-russia-secondo-karaganov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/04\/siberizzazione-la-teoria-della-felicita-in-russia-secondo-karaganov\/","title":{"rendered":"Siberizzazione: la teoria della felicit\u00e0 in Russia secondo Karaganov"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Sergej Karaganov non \u00e8 sconosciuto alle lettrici e ai lettori del <em>Grand Continent<\/em>, che lo conoscono come il principale artefice della nuova dottrina geopolitica del regime putiniano. In questa veste, si \u00e8 distinto in particolare per le minacce esplicite rivolte a diversi paesi occidentali, per i suoi appelli a un riassetto degli equilibri mondiali, per la sua aspirazione alla rinascita del sogno eurasiatico della Russia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Meno noto \u00e8 invece il suo progetto riguardante la Russia stessa, il suo sviluppo economico, culturale e spirituale. Questa visione si riassume in una parola: siberizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Per tornare a essere se stessa, in altre parole per ricongiungersi con l&#8217;ideale di grandezza che si suppone sia inscritto nel profondo del suo essere transistorico, la Russia avrebbe un solo futuro possibile: dare un nuovo slancio alle regioni orientali e meridionali del Paese, concepite sia come una finestra sull&#8217;Asia nel quadro di una nuova lotta tra grandi potenze, sia come fonte dell&#8217;identit\u00e0 russa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Il testo che traduciamo qui di seguito sviluppa questa visione in tono ora esaltato, ora aggressivo, a seconda che evochi l&#8217;epopea di Alessandro Nevskij e la conquista dell&#8217;Estremo Oriente russo o che sottolinei piuttosto la necessit\u00e0 vitale di ottenere oggi la vittoria sul terreno ucraino \u2014 con l&#8217;aiuto di attacchi nucleari se necessario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Queste idee hanno il vento in poppa. Sono state presentate solennemente a Tobolsk, lo scorso aprile, nell&#8217;ambito delle \u00abLetture di Tobolsk\u00bb, un nuovo <em>think tank<\/em> interamente dedicato alla promozione della siberizzazione come \u00abidea nazionale del XXI secolo\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Bisogna constatare che non siamo ancora a quel punto. La Siberia \u00e8 oggi dilaniata tra poli di estrazione di idrocarburi, di cui l\u2019autore preferisce non parlare per sottolineare come la sua visione vada oltre le citt\u00e0 cupe, dove i giovani uomini tornano in bara dal fronte ucraino, e oltre i villaggi che sopravvivono a stento o agonizzano. Sergej Karaganov ha ragione a sottolineare che tutto ci\u00f2 non toglie nulla al potenziale, ampiamente sottoutilizzato, della regione, n\u00e9 alle prospettive di apertura verso l&#8217;Iran, l&#8217;India, la Cina, l&#8217;Asia centrale o sud-orientale. D&#8217;altra parte, \u00e8 dubbio che giovani moscoviti o pietroburghesi perfettamente occidentalizzati nelle loro abitudini culturali, alimentari, professionali, sportive o religiose \u2014 nonostante ci\u00f2 dispiaccia a questo cantore dell\u2019identit\u00e0 russa eterna \u2014 sognino, da qui a dieci anni, di andare a vivere a Novokuzneck, Omsk o Ulan-Ud\u0117.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\"><em>Perch\u00e9 ogni resistenza inizia con la conoscenza e per tornare alle origini dei progetti imperiali che minacciano l&#8217;Europa, Le Grand Continent traduce, introduce, contestualizza e commenta riga per riga i dottrinari della <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/category\/politica\/dottrine-della-russia-di-putin\/\">Russia di Putin<\/a>, della <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/category\/dottrine-della-cina-di-xi-jinping\/\">Cina di Xi Jinping<\/a> e dell&#8217;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/category\/politica\/trump-origini-intelletuali-di-una-rivoluzione-culturale\/\">America di Trump<\/a>. Questo testo va letto in parallelo a un&#8217;intervista esclusiva della rivista con Sergej Karaganov che uscir\u00e0 nei prossimi giorni. Per riceverla in anteprima, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/offerta\/\">abbonatevi al Grand Continent<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine degli anni 2000, insieme a un gruppo di giovani colleghi, ho iniziato a difendere l&#8217;interesse, e persino la necessit\u00e0, di una svolta della Russia verso l&#8217;Est, in concomitanza con l&#8217;attuale ministro della Difesa, Sergej \u0160ojgu, che parallelamente portava avanti un progetto simile con i propri collaboratori. A quella data, la suddetta \u201csvolta\u201d comprendeva, nei suoi concetti fondamentali e nelle sue prospettive, l&#8217;intera Siberia e il pre-Ural, una regione che costituisce un&#8217;unica entit\u00e0 dal punto di vista storico, economico e umano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 infine nato un progetto alternativo: quello che qui chiamer\u00f2 la \u00abPrimo Svolta\u00bb verso l\u2019Asia e i suoi mercati. A livello amministrativo, si \u00e8 data priorit\u00e0 all\u2019espansione verso la Siberia pacifica, e poi verso l\u2019Artico. Questo Svolta orientale, iniziata negli anni 2010, ha conosciuto alcuni successi, ma si \u00e8 trattato di successi parziali. Se sono stati solo parziali, \u00e8 anche perch\u00e9 si era separato artificialmente l\u2019Estremo Oriente dalla Siberia orientale e occidentale, due regioni molto pi\u00f9 potenti in termini di risorse umane, industriali e naturali, che per\u00f2 continuavano a soffrire della \u00abmaledizione continentale\u00bb \u2014 il loro isolamento rispetto ai mercati.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova configurazione geostrategica che si sta delineando oggi richiede un ritorno all&#8217;idea originaria, quella di una svolta orientale di tutta la Russia che ponga l&#8217;accento sullo sviluppo dell&#8217;intera Siberia, compresa la regione pre-uralica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno oggi \u00e8 una siberizzazione dell&#8217;intero Paese.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli addii della Russia all\u2019Europa<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa si \u00e8 chiusa in se stessa per gli anni a venire. Non potr\u00e0 \u2014 n\u00e9 dovr\u00e0 \u2014 mai pi\u00f9 essere un partner di primo piano. L&#8217;Asia, al contrario, sta vivendo un vigoroso sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra provocata e intrapresa dall\u2019Occidente in Ucraina non deve farci perdere di vista questo movimento essenziale verso Sud e verso Est, cio\u00e8 verso quegli spazi dove, proprio in questo momento, si sta spostando l\u2019epicentro dello sviluppo dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Come passaggio obbligato nella propaganda putiniana, l\u2019inversione accusatoria secondo cui sarebbe stato \u00abl\u2019Occidente\u00bb a scatenare la guerra in Ucraina compare molto presto nel testo. Qualora fosse ancora necessario ricordarlo, quella che il Cremlino chiama \u00aboperazione militare speciale\u00bb \u00e8 stata avviata dalla Russia di Putin il 24 febbraio 2022, dopo oltre otto anni di preparativi per questo tentativo di invasione su larga scala di un paese sovrano, attraverso atti ostili e bellicosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa nuova situazione, che si preannunciava da tempo, ci assegna dei compiti, ci esorta a \u00abtornare a casa\u00bb. \u00c8 pi\u00f9 che mai tempo di porre fine all&#8217;avventura europea, questa avventura lunga pi\u00f9 di trecento anni, che ci ha dato molto, ma i cui benefici si sono esauriti da un secolo. Senza dubbio, senza questa avventura, questo viaggio iniziato da Pietro il Grande, la Russia avrebbe perso molti successi. Il pi\u00f9 prezioso di questi \u00e8 senza dubbio la nostra letteratura, la pi\u00f9 grande letteratura del mondo, frutto dell&#8217;incontro tra la cultura, la religione e la morale russe e la cultura europea. Dostoevskij, Tolstoj, Pushkin, Gogol, poi Blok, Pasternak, Solzhenitsyn e gli altri colossi dello spirito che hanno forgiato la nostra identit\u00e0 moderna, non sarebbero probabilmente mai esistiti senza questo \u00abinnesto europeo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Senza commentare l&#8217;idea stessa delle \u00abclassifiche\u00bb mondiali delle letterature nazionali, non si pu\u00f2 fare a meno di sottolineare l&#8217;assurdit\u00e0 dell&#8217;essenzializzazione di una \u00abcultura russa\u00bb da un lato e di una \u00abcultura europea\u00bb dall&#8217;altro. Esempi sufficienti sembrano dimostrare che la cultura danese, se esiste, non \u00e8 esattamente la cultura portoghese, se esiste.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">\u00c8 invece certo che l&#8217;Europa e la Russia si sono arricchite reciprocamente grazie ai loro scambi culturali di lunga data e che lo strappo dall&#8217;Europa auspicata da Karaganov rischia fortemente di non convincere l&#8217;intera popolazione russa odierna, che legge pi\u00f9 Erich Maria Remarque e Georges Orwell che Sadegh Hedayat o Lokenath Bhattacharya, per restare in ambito culturale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La conquista dell&#8217;Est<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel corso di questi tre secoli, abbiamo quasi dimenticato le radici orientali del nostro Stato e del nostro popolo. I mongoli ci hanno certamente saccheggiato, ma hanno anche contribuito al nostro sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La storiografia ritiene che la Russia medievale abbia vissuto sotto il \u00abgiogo mongolo\u00bb o \u00abtataro-mongolo\u00bb dal XIII al XV secolo, tra il momento in cui l&#8217;Orda d&#8217;Oro impose un tributo ai principi russi in cambio di una lettera patente (di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 avanti nel testo) e lo scontro tra Ivan III di Mosca e Akhmat Khan, che si concluse con il ritiro dei mongoli nel 1480.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, sia nel confronto che nella collaborazione, abbiamo integrato molti elementi della loro struttura statale, il che ci ha permesso di dare vita a un potente Stato centralizzato e a un pensiero su scala continentale. \u00c8 all&#8217;impero di Gengis Khan che dobbiamo la nostra apertura culturale, nazionale e religiosa, un&#8217;apertura unica al mondo. I mongoli non imponevano n\u00e9 la loro cultura n\u00e9 la loro fede, erano perfettamente aperti sul piano religioso. Per questo motivo, fu proprio con loro che il santo e nobile principe Alessandro Nevskij ritenne opportuno stringere un&#8217;alleanza per preservare la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>La Grande Russia non sarebbe mai nata, non sarebbe mai uscita dalla pianura russa, circondata dai suoi avversari e nemici a ovest e a sud, se i russi del XVI secolo non si fossero lanciati in massa \u00aboltre la Roccia\u00bb, oltre gli Urali, \u00aball&#8217;incontro con il Sole\u00bb. Non si pu\u00f2 spiegare questo improvviso slancio senza ricorrere alla volont\u00e0 divina. In sessant&#8217;anni, i cosacchi raggiunsero il Grande Oceano.<\/p>\n\n\n\n<p>La conquista della Siberia segn\u00f2 la rottura con l&#8217;antica Russia, il regno di Russia, per far emergere la Grande Russia. Ancor prima della proclamazione dell&#8217;Impero, le risorse della Siberia \u2013 prima \u00abl&#8217;oro dolce\u00bb, le pellicce, poi l&#8217;argento, l&#8217;oro, vari minerali \u2013 resero possibile la creazione e il mantenimento di un potente esercito e di una flotta. Anche le carovane della Via della Seta settentrionale hanno svolto il loro ruolo, portando in Russia, via Kiakhta, merci cinesi scambiate con pellicce. \u00c8 ancora l\u00ec, in Siberia, che i russi hanno iniziato, attraverso la concorrenza e gli scambi, a interagire con i popoli dell&#8217;Asia centrale, i Bukharani, come venivano chiamati allora.<\/p>\n\n\n\n<p>La Siberia ha consolidato il meglio del carattere russo: l&#8217;apertura culturale e nazionale, la sete di libert\u00e0, il coraggio senza limiti. La conquista della Siberia \u00e8 stata opera di una decina di nazionalit\u00e0 che si sono mescolate con le popolazioni locali. Da qui, naturalmente, il senso della collettivit\u00e0: senza aiutarsi a vicenda, nessuno poteva sopravvivere, trionfare sulle distese infinite e sugli elementi. Cos\u00ec si \u00e8 formato il siberiano, un precipitato del meglio dell&#8217;uomo russo, che si tratti del russo russo, del russo tataro, del russo buriato, del russo giacuto, del russo ceceno e di molti altri ancora. Il famoso giornalista e scrittore Anatoli Omeltchouk, di Tioumen, ha perfettamente ragione nel vedere nella Siberia \u00abl&#8217;infusione del carattere russo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto segu\u00ec un&#8217;impresa senza pari, sotto l&#8217;azione delle \u00e9lite (Witte, Stolypin e i loro collaboratori) e del popolo stesso, che costruirono la Transiberiana in tempo record. Sembravano guidati dal vecchio motto: \u00abAndiamo incontro al sole\u00bb, che si mescolava a una nuova idea: \u00abAvanti, il Grande Oceano ci aspetta!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 giunto il momento di lanciare un nuovo motto: \u00abAvanti verso la grande Eurasia!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il tempo dei grandi progetti<\/h2>\n\n\n\n<p>Tutti coloro che hanno lavorato con fatica e abnegazione a questa grande missione meritano la nostra gratitudine, compresi coloro che sono arrivati in Siberia contro la loro volont\u00e0. Non si pu\u00f2 sottovalutare il contributo dei forzati e dei detenuti del Gulag allo sviluppo del Paese, anche se questo rimane insufficientemente riconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u00ec che prese forma un progetto entusiasmante, quello della conquista sovietica dell&#8217;Artico; fu l\u00ec che nacquero i grandi cantieri del Komsomol, dove le famiglie di tutti i popoli dell&#8217;Unione Sovietica stringevano amicizia e lavoravano fianco a fianco. Il burro, i cereali, le pellicce della Siberia, i cavalli della Mongolia, della Buriazia e della Tuva e, naturalmente, le truppe siberiane: tutti questi elementi furono determinanti per la vittoria e la salvezza di Mosca durante la Grande Guerra Patriottica.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;era del petrolio e del gas siberiano inizi\u00f2 solo in un secondo momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il principale contributo della Siberia al tesoro comune di tutta la Russia rimane la sua popolazione, un popolo audace, tenace, forte, intraprendente: in una parola, l&#8217;incarnazione dello spirito russo. Oggi non solo \u00e8 necessario incoraggiare la migrazione dei cittadini russi dal centro del Paese (compresi i territori riunificati) verso la Siberia, ma anche invitare i siberiani, con la loro ricca esperienza, il loro orizzonte culturale e il loro senso di vicinanza all&#8217;Asia, a partecipare alla gestione del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Le generazioni di cittadini russi che hanno contribuito allo sviluppo della Siberia, compresi i pi\u00f9 visionari tra loro, non hanno sempre percepito chiaramente che collegando la Russia ai mercati asiatici la rendevano una grande potenza eurasiatica. Questo futuro si \u00e8 realizzato.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">All&#8217;ombra della terza guerra mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo scontro avviato dall\u2019Occidente, la dissoluzione delle sue societ\u00e0 alimentata dalle sue stesse \u00e9lite, cos\u00ec come il rallentamento duraturo dello sviluppo dell\u2019Europa: tutti questi elementi confermano che il futuro della Russia \u00e8 a Est e a Sud, l\u00e0 dove si sta spostando il vero centro del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto alla Russia, con la sua cultura e la sua apertura uniche, \u00e8 innegabilmente destinata a diventare una parte importante di questo cambiamento, una delle sue figure di spicco: \u00e8 destinata a diventare ci\u00f2 che il destino, Dio e gli sforzi costanti dei nostri antenati le hanno riservato: l&#8217;Eurasia settentrionale. Deve essere il suo punto di equilibrio, il suo pilastro militare e strategico, la garante di una rinascita libera da ogni dominio, da ogni oppressione di cui hanno sofferto in passato tante culture, paesi e civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo mondo. Da questo punto di vista, abbiamo in un certo senso svolto il ruolo di levatrici, minando il principale fondamento del dominio dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente, un dominio che dura da oltre cinque secoli: la sua superiorit\u00e0 militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi respingiamo quella che speriamo sia l&#8217;ultima offensiva di un Occidente in declino, che cerca di riportare indietro la storia infliggendoci una sconfitta strategica sui campi di battaglia dell&#8217;Ucraina. Dobbiamo uscire vincitori da questa lotta. Non dobbiamo temere, se necessario, di minacciare o addirittura di ricorrere ai mezzi pi\u00f9 drastici. \u00c8 una condizione indispensabile non solo per garantire la vittoria del nostro Paese, ma anche per prevenire lo scoppio di una terza guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova rinascita orientale<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo ripeto: lo scontro con l&#8217;Occidente non deve distoglierci dai nostri compiti costruttivi pi\u00f9 essenziali, primo fra tutti la riconquista e il risanamento di tutta la parte orientale del Paese. Le sfide geoeconomiche e geopolitiche, ma anche l&#8217;inevitabile cambiamento climatico dei prossimi decenni, rendono necessaria e confermano la fattibilit\u00e0 e la pertinenza di una nuova svolta siberiana della Russia, di uno spostamento verso est del suo centro di sviluppo spirituale, umano ed economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Le risorse minerarie della Russia, le sue terre ricche, le sue foreste, la sua acqua dolce in abbondanza sono destinate a diventare, grazie alle moderne tecnologie e, soprattutto, agli stessi siberiani, uno dei pilastri dello sviluppo dell&#8217;Eurasia. Il compito che ci attende \u00e8 quello di aggrapparci saldamente alla Siberia e svilupparla al meglio delle nostre possibilit\u00e0, per il bene dei nostri cittadini, del nostro Paese e dell&#8217;umanit\u00e0 intera.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il momento, ne estraiamo soprattutto risorse poco trasformate. La sfida consiste nel creare, sotto la guida dello Stato, complessi industriali su scala nazionale. L&#8217;industria meccanica siberiana deve essere ricostruita su basi completamente nuove e basarsi sul flusso continuo di ordini delle imprese della difesa. Allo stesso modo, \u00e8 indispensabile trasferire verso est una serie di centri amministrativi di livello nazionale, dai ministeri agli organi legislativi, passando per le sedi delle grandi imprese, e con essi la giovent\u00f9 ambiziosa e patriottica, nel senso migliore del termine. Se Pietro il Grande fosse ancora vivo, non mancherebbe di fondare una nuova capitale in Siberia, aprendo cos\u00ec un&#8217;immensa finestra sull&#8217;Asia.<\/p>\n\n\n\n<p>So che molti abitanti degli Urali e di oltre gli Urali portano in s\u00e9 lo spirito ardente dei loro antenati, quei grandi pionieri. So che molti desiderano la rinascita e la prosperit\u00e0 della Russia, innanzitutto attraverso il rilancio della Siberia stessa. Purtroppo, una parte significativa di loro, non vedendo sul posto n\u00e9 prospettive per il futuro n\u00e9 opportunit\u00e0 per realizzare i propri sogni e mettere a frutto i propri talenti, sceglie di spostarsi verso le regioni centrali pi\u00f9 sviluppate, quando non si rassegna a sfiorire in silenzio nelle piccole citt\u00e0 e nei villaggi delle regioni orientali del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Abbiamo accennato in precedenza a questo divario crescente tra la Russia centrale, pi\u00f9 visibile mediaticamente, culturalmente ed economicamente, e le Russie periferiche \u2014 che, dall\u2019inizio dell\u2019invasione dell\u2019Ucraina, si trovano ancor pi\u00f9 isolate sotto ogni aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in nostro potere ed \u00e8 nel nostro interesse valorizzare questo considerevole capitale umano, abbattere le barriere indesiderate tra le regioni pi\u00f9 remote della Siberia, i grandi centri amministrativi del centro e il resto della Russia, ricostituendo il grande asse geografico e civile che struttura la nostra storia. Il riorientamento della coscienza nazionale e del modo di pensare di tutti i nostri concittadini, la riunificazione con tutto il passato, il presente e il glorioso futuro della Siberia, \u00e8 nell&#8217;interesse dell&#8217;intero Paese. Non mancheranno di trovare eco nel cuore stesso dei siberiani. Lo ripeto: non sono solo le regioni degli Urali, della Siberia o dell&#8217;Estremo Oriente ad aver bisogno di una strategia siberiana, ma tutta la Russia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una strategia culturale ed economica<\/h2>\n\n\n\n<p>Questa strategia non deve basarsi su freddi calcoli economici, anche se questi esistono gi\u00e0 e sono perfettamente convincenti, come hanno dimostrato gli studi dei ricercatori di Novosibirsk e dei loro colleghi di Mosca. L&#8217;essenziale \u00e8 il ritorno spirituale e culturale al centro stesso della coscienza nazionale russa, allo spirito grandioso e affascinante della conquista della Russia asiatica. Ogni cittadino patriota del nostro Paese deve poter fare propria questa storia della Siberia, ricca di avventure, vittorie e colpi di scena. La conquista dell&#8217;Ovest americano, che tutti conoscono, \u00e8 solo un vano fantasma in confronto alle imprese dei nostri antenati, senza contare che questi ultimi non hanno commesso genocidi, ma si sono letteralmente fusi con le popolazioni locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Karaganov va qui contro tutto ci\u00f2 che si sa della storia della conquista dell&#8217;Est da parte dei russi che, sebbene meno devastante in termini numerici di quella dell&#8217;ovest degli Stati Uniti, non fu meno violenta. La conquista della Siberia fu accompagnata da una serie di massacri tra il XVI e il XVIII secolo, uno dei pi\u00f9 famosi dei quali fu quello degli Ciukci, una delle popolazioni indigene, ad opera di Dmitri Pavloutski. Indipendentemente dall&#8217;avanzata verso est, anche l&#8217;espansione della Russia verso sud ha causato violenze di massa, tra cui la pulizia etnica dei circassi. L&#8217;eccezionale \u00abapertura\u00bb russa ha quindi le mani sporche di sangue, storicamente, quanto quelle di qualsiasi potenza coloniale dell&#8217;epoca moderna o contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, la maggior parte dei russi, compresa gran parte dell&#8217;intellighenzia, non sa praticamente nulla di questa storia. Chi conosce la spedizione intrapresa da Alessandro Nevskij alla fine degli anni &#8217;40 del XIII secolo, che dur\u00f2 quasi un anno e mezzo e attravers\u00f2 tutta l&#8217;Asia centrale e la Siberia meridionale fino a Karakorum, la capitale dell&#8217;Impero mongolo, per ottenere una lettera patente? \u00c8 l\u00ec che risiedeva, nello stesso periodo, Kubila\u00ef-Khan, ben noto grazie ai racconti di Marco Polo, che si apprestava a diventare imperatore, a fondare la dinastia Yuan e a unificare la Cina. \u00c8 quasi certo che si siano incontrati. \u00c8 quindi con la spedizione di Alessandro Nevskij che deve iniziare la storia della conquista della Siberia e delle relazioni tra Russia e Cina, oggi alleate e destinate a diventare il pilastro del nuovo ordine mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 inoltre necessario costruire nuovi corridoi meridionali per collegare il sud della Siberia alla rotta marittima settentrionale, che sbocca sulla Cina e, attraverso di essa, verso il Sud-Est asiatico. Il Pre-Ural e la Siberia occidentale devono invece ottenere un accesso all&#8217;India, ai paesi dell&#8217;Asia meridionale e al Medio Oriente. A questo proposito, non si pu\u00f2 che rallegrarsi del fatto che sia finalmente iniziata, anche se con un certo ritardo, la costruzione della linea ferroviaria che unir\u00e0 la Russia, comprese le regioni siberiane, all&#8217;Oceano Indiano attraverso l&#8217;Iran.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo della Siberia, con le sue notevoli risorse idriche, deve anche integrare i paesi amici dell&#8217;Asia centrale che soffrono sia di carenza idrica che di eccesso di manodopera. Questa iniziativa non deve sfociare in progetti assurdi di deviazione dei corsi d&#8217;acqua, ma nella creazione collettiva di un&#8217;industria in settori ad alto consumo idrico: si tratterebbe, in sostanza, di un&#8217;esportazione di \u00abacqua virtuale\u00bb destinata alla produzione di beni alimentari e di altre merci. Questa simbiosi di sviluppo tra la Siberia e l&#8217;Asia centrale rappresenter\u00e0 un enorme vantaggio per tutti gli attori che vi si impegneranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la carenza di manodopera deve essere in parte compensata dal reclutamento massiccio di lavoratori nordcoreani, laboriosi e disciplinati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Si misura nuovamente il valore di questa \u00abapertura\u00bb russa celebrata da Karaganov e il carattere strettamente interessato di questa mano tesa a un \u00abpaese amico\u00bb, che consiste essenzialmente nel fornire carne da cannone e manodopera alle fabbriche, senza la minima prospettiva di uno scambio equo.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo finalmente abbandonato la stupida imitazione della linea occidentale nei confronti della Corea del Nord, per ristabilire con essa relazioni amichevoli. So inoltre che l&#8217;India e il Pakistan hanno manifestato il loro interesse per questo progetto di fornitura di manodopera, anche stagionale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La seconda svolta verso l&#8217;Est<\/h2>\n\n\n\n<p>Inauguriamo oggi il progetto \u00abSeconda Svolta verso l\u2019Est\u00bb, orientato alla Siberizzazione della Russia, all\u2019interno della Scuola superiore di economia e in collaborazione con l\u2019Istituto di economia e organizzazione della produzione industriale della Divisione siberiana dell\u2019Accademia delle scienze di Russia, nonch\u00e9 con altri istituti delle divisioni siberiana e dell\u2019Estremo Oriente dell\u2019Accademia, e infine in partenariato con le universit\u00e0 di Tomsk, Barnaul, Chabarovsk e Krasnojarsk.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo Stato deve attuare una politica ambiziosa nel campo degli studi orientali, dell&#8217;apprendimento delle lingue, della conoscenza dei popoli e delle culture dell&#8217;Oriente, fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0. La Russia, con la sua apertura culturale e religiosa unica, gode di un vantaggio comparativo incommensurabile in questo campo. Lo deve ai suoi antenati che, migrando verso est, non hanno n\u00e9 asservito n\u00e9 distrutto, come hanno fatto gli europei, ma hanno integrato i popoli e le culture che incontravano sul loro cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>Sun Tzu, Confucio, Kautilya (o Vishnugupta), Rabindranath Tagore, Ferdowsi, il re Dario, Tamerlano, xal-Khw\u00e2rizm\u00ee, fondatore dell&#8217;algebra, Ibn Sina o Avicenna, padre della medicina moderna, Fatima al-Fihriya, fondatrice della prima universit\u00e0 del mondo: tutte queste figure dovrebbero essere familiari a un russo colto quanto lo sono Alessandro Magno, Galileo, Dante, Machiavelli o Goethe. Dobbiamo incorporare non solo l&#8217;essenza del cristianesimo ortodosso, ma anche quella dell&#8217;islam e del buddismo. Tutte queste religioni, tutte queste correnti spirituali sono gi\u00e0 profondamente radicate nella nostra memoria spirituale. Non ci resta che preservarle e coltivarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, tenendo conto degli inevitabili cambiamenti climatici dei prossimi decenni, la Siberia amplier\u00e0 notevolmente la zona abitabile dall&#8217;uomo. La natura stessa ci invita a questa nuova svolta siberiana verso est.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Ritroviamo qui l&#8217;idea di un necessario Lebensraum per la Russia di Vladimir Putin, questa volta inserita nel lungo periodo del cambiamento climatico che si profila all\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta: il lancio e l&#8217;attuazione di questo programma non hanno solo il valore di un ritorno alle fonti della nostra potenza e della nostra grandezza, ma anche di un&#8217;apertura di orizzonti, di orizzonti inediti per noi stessi e per le generazioni future, di una rinascita dell&#8217;antica idea-sogno russa, dai tratti sempre rinnovati: l&#8217;aspirazione alla grandezza del Paese, alla prosperit\u00e0 e alla libert\u00e0, alla libert\u00e0 russa, che incarnano il meglio di noi stessi: lo spirito dei russi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova idea sta prendendo piede nella Russia di Putin: provocare lo sviluppo economico e sociale delle periferie per realizzare il destino imperiale di un&#8217;espansione verso la \u201cGrande Eurasia\u201d.<\/p>\n<p>Questo bizzarro sogno ha ormai un nome: Siberizzazione \u2014 e ha persino un proprio think tank.<\/p>\n<p>Segno della sua importanza, il principale ideologo di Putin, Sergej Karaganov, se ne \u00e8 impossessato.<\/p>\n<p>Dal \u00absecondo voltaggio a est\u00bb al Lebensraum climatico, traduciamo e commentiamo la sua inquietante visione del futuro della Russia.<\/p>\n","protected":false},"author":47071,"featured_media":34201,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-speeches.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2290],"tags":[],"staff":[2032],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2162],"class_list":["post-34183","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-dottrine-della-russia-di-putin","staff-guillaume-lancereau","geo-asia-settentrionale"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Siberizzazione: la teoria della felicit\u00e0 in Russia secondo Karaganov - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/06\/04\/siberizzazione-la-teoria-della-felicita-in-russia-secondo-karaganov\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Siberizzazione: la teoria della felicit\u00e0 in Russia secondo Karaganov - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Una nuova idea sta prendendo piede nella Russia di Putin: provocare lo sviluppo economico e sociale delle periferie per realizzare il destino imperiale di un&#039;espansione verso la \u201cGrande Eurasia\u201d.  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