{"id":3390,"date":"2022-02-25T22:57:35","date_gmt":"2022-02-25T22:57:35","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3390"},"modified":"2022-02-26T10:01:51","modified_gmt":"2022-02-26T10:01:51","slug":"castoriadis-il-filosofo-che-aveva-denunciato-lespansionismo-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/25\/castoriadis-il-filosofo-che-aveva-denunciato-lespansionismo-russo\/","title":{"rendered":"Il filosofo che aveva denunciato l\u2019espansionismo russo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>\u201cLa Russia \u00e8 condannata a preparare la Guerra perch\u00e9 non pu\u00f2 e non sa fare nient\u2019altro\u201d <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Cornelius Castoriadis<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Il nome di Cornelius Castoriadis \u00e8 indissolubilmente legato all\u2019esperienza del gruppo <em>Socialisme ou Barbarie<\/em>, da lui fondato assieme a Claude Lefort nel 1949 in rottura contro la sinistra dell\u2019epoca, accusata di essere troppo tiepida con l\u2019Unione Sovietica. Secondo i membri del gruppo, che ebbe un\u2019influenza fondatrice sull\u2019ultrasinistra francese e non solo, il sedicente \u201csocialismo\u201d realizzato da Lenin e dai suoi successori non era altro che una forma di capitalismo pi\u00f9 avanzata e brutale, caratterizzato dalla dimensione burocratica. Filosofo, economista e teorico politico, Castoriadis difese per decenni un altro tipo di socialismo, contaminato con la tradizione anarchica, sindacalista e consiliarista, che lo port\u00f2 a teorizzare il concetto di <em>autonomia<\/em>: dalla sua riflessione e dalla sua militanza nacquero i semi del Sessantotto, ma oggi viene considerato anche come precursore dell\u2019ecologia politica. Anche economista di primo piano all\u2019OCSE, fu tra gli ispiratori di un approccio nuovo alle politiche di sviluppo, centrato sulla dimensione sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1981, una vivace polemica accompagn\u00f2 l\u2019uscita del suo libro <em>Devant la guerre<\/em>, nel quale Castoriadis denunciava la minaccia militare dell\u2019espansionismo russo ricorrendo ad ampia documentazione e a una teoria originale del capitalismo burocratico. All\u2019epoca le sue previsioni parvero eccessive, se non addirittura russofobe. La caduta dell\u2019Unione Sovietica, pochi anni dopo, sembr\u00f2 confutare le sue paure. Ma il rischio non era stato cancellato: era solo stato rimandato. Quarant\u2019anni dopo, nell\u2019anno del centenario della nascita di Castoriadis, sembra essere giunto il momento di rileggere <em>Devant la guerre<\/em> per capire la crisi ucraina: la sua attualit\u00e0 appare sorprendente. E poi che cosa sono quarant\u2019anni, visti dal promontorio della storia, se non un lieve ritardo?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-prospettiva-di-una-guerra-mondiale\">La prospettiva di una guerra mondiale<\/h2>\n\n\n\n<p>Castoriadis non intendeva fare profezie, ma era convinto che una pi\u00f9 nitida comprensione della situazione potesse aiutare a \u201csfuggire alla trappola in cui la storia sembra volerci rinchiudere\u201d, ovvero l\u2019<em>escalation<\/em> bellica. Se la terza guerra mondiale ci sar\u00e0 o non ci sar\u00e0 dipender\u00e0 da innumerevoli fattori, ma comunque vadano le cose (all\u2019epoca come oggi) tutti agiscono tenendo in considerazione questa possibilit\u00e0. Si vive non \u201c<em>prima della guerra<\/em>\u201d, appunto, ma \u201c<em>davanti alla guerra<\/em>\u201d. Si tratta per lui d\u2019individuare delle tendenze e delle aspettative che strutturano il campo geopolitico, che \u201cappare intelligibile soltanto nella prospettiva di un potenziale conflitto\u201d. Nella filosofia di Castoriadis \u00e8 centrale l\u2019idea che non esistono determinismi storici, sensi della storia o destini ineluttabili, perch\u00e9 tutto deve essere immaginato e istituito.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta quindi innanzitutto di capire quali siano le caratteristiche essenziali del capitalismo di stato sovietico: la Russia \u201cpersegue incessantemente l\u2019espansione della propria potenza, processo che si incarna nell\u2019aumento continuo del suo potenziale militare e si manifesta in varie forme di conquiste territoriali indirette.\u201d Affermare che \u201cci troviamo, di nuovo, nell\u2019ottica di una guerra mondiale\u201d significa che quest\u2019ottica \u00e8 quella che motiva gli attori politici nelle loro scelte, nei loro investimenti, nelle loro paure, nelle loro decisioni: questa prospettiva \u201capre la possibilit\u00e0 effettiva di un conflitto aperto tra le due superpotenze\u201d, USA e Russia. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo era vero quarant\u2019anni fa, non ha cessato di essere vero da allora ed \u00e8 tanto pi\u00f9 vero oggi: rinunciando alla prospettiva della guerra come \u201cfattore di formazione di sviluppi effettivi\u201d sarebbe difficile spiegare alcunch\u00e9 di questa crisi. Putin non motiva forse la sua operazione militare accusando le basi americane troppo vicine al suo territorio? E queste basi non sono state disposte precisamente per contrastare una potenziale minaccia russa? Come nei pi\u00f9 tragici dilemmi della teoria dei giochi, ampiamente citati nel libro, non si capisce bene se sia nato prima l\u2019uovo o la gallina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nella filosofia di Castoriadis \u00e8 centrale l\u2019idea che non esistono determinismi storici, sensi della storia o destini ineluttabili, perch\u00e9 tutto deve essere immaginato e istituito.<\/p><cite>raffaele alberto ventura<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"la-militarizzazione-dell-economia-russa\">La militarizzazione dell\u2019economia russa<\/h2>\n\n\n\n<p>La tesi centrale di<em> Devant la guerre<\/em> era che l\u2019Unione sovietica aveva un\u2019economia a due velocit\u00e0: un\u2019economia civile miserabile e un\u2019economia militare fiorente, capace di sottomettere altre nazioni. Castoriadis illustra come secondo lui l\u2019industria militare russa fosse, per le sue caratteristiche tecniche, chiaramente progettata per l\u2019attacco e non per la difesa. Pagine e pagine del libro sono dedicate all\u2019esame preciso delle forze in campo, dette \u201cconti di chincaglieria militare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il cuore del libro \u00e8 l\u2019esame del funzionamento di questa economia di guerra, attraverso il duplice sguardo di un teorico marxista e di un economista abituato a esaminare i conti nazionali. Secondo Castoriadis, l\u2019economia sovietica \u201cscrema sistematicamente le migliori risorse, tra cui ovviamente quelle umane, per orientarle verso l\u2019apparato militare\u201d. Il che, inevitabilmente, lasciava scoperta l\u2019economia civile: da una parte si accumulano armi, con risultati quantitativi e qualitativi sorprendenti, mentre dall\u2019altra non si riescono a soddisfare i bisogni \u201celementari\u201d della popolazione, a partire da quelli alimentari. La tesi centrale \u00e8 che la Russia si stava compiutamente trasformando in una \u201c<em>stratocrazia<\/em>\u201d, dal greco \u201c<em>stratos<\/em>\u201d per esercito. Secondo Castoriadis, \u201cl\u2019esercito diventa il corpo sociale che assume la direzione e l\u2019orientamento dell\u2019intera societ\u00e0\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa militarizzazione avveniva all\u2019epoca in un contesto di crisi: \u201ccrisi energetica, inflazione accelerata, sommovimento e rallentamento del corso apparentemente segnato del capitalismo moderno\u201d. All\u2019epoca come oggi, insomma, le tensioni internazionali appaiono direttamente collegate alle scosse sistemiche: \u201cgli eventi e i loro effetti si accumulano e si influenzano a vicenda, si amplificano\u201d nel contesto di una crisi dell\u2019ordine mondiale che aveva retto tra il 1953 e il 1973.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La tesi centrale di<em> Devant la guerre<\/em> era che l\u2019Unione sovietica aveva un\u2019economia a due velocit\u00e0: un\u2019economia civile miserabile e un\u2019economia militare fiorente, capace di sottomettere altre nazioni.<\/p><cite>raffaele alberto ventura<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il sistema sovietico viveva allora \u201cuna malattia cronica\u201d, in quanto \u201cincapace di riformarsi\u201d. E di fronte a questa \u201cparalisi della societ\u00e0 burocratica russa\u201d, conseguenza del fallimento del suo modello economico sedicente \u201csocialista\u201d, non restava altro che la \u201cfuga in avanti nell\u2019espansione imperialista\u201d. Non poteva andare altrimenti, perch\u00e9 la scelta di dare priorit\u00e0 alla casta burocratica \u201cparassitaria\u201d sottraeva inevitabilmente risorse all\u2019economia reale. Secondo Castoriadis, che a simili calcoli aveva dedicato vent\u2019anni all\u2019OCSE, una diversa allocazione delle risorse avrebbe garantito al paese un\u2019economia pi\u00f9 prospera, egualitaria e quindi pacifica. Ma questo non conviene alle classi dominanti, perch\u00e9 un\u2019economia che cresce porta alla formazione di una societ\u00e0 civile, e chi dice societ\u00e0 civile annuncia il rischio che emerga una domanda di emancipazione che metterebbe in crisi il sistema: \u201clo sviluppo dell\u2019economia civile non interessa\u201d ai dirigenti russi, \u201cperch\u00e9 questo sviluppo sarebbe anche, in una certa misura, sviluppo della societ\u00e0 stessa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Al cuore della teoria di Castoriadis c\u2019\u00e8 l\u2019idea che la Russia \u00e8 condannata all\u2019espansione dalla struttura stessa del suo regime politico-economico. Se i regimi occidentali \u201csi trovano a uno stadio del loro sviluppo che non richiede un\u2019estensione territoriale della dominazione, e ancor meno una dominazione territoriale diretta\u201d, questo non vale per la Russia, dove \u201cle forze e le inerzie spingono irresistibilmente a una politica di espansione\u201d. Questo perch\u00e9 da una parte l\u2019economia socialista non garantisce la crescita, mentre dall\u2019altra la casta dominante pretende comunque di prelevare la sua quota di plusvalore, e quindi l\u2019espansione \u00e8 l\u2019unico sbocco. La militarizzazione nasce da un fallimento: \u201cLa Russia \u00e8 condannata a preparare la Guerra perch\u00e9 non sa e non pu\u00f2 fare nient\u2019altro\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"dietro-il-socialismo-l-ideologia-imperiale-russa\">Dietro il socialismo, l\u2019ideologia imperiale russa<\/h2>\n\n\n\n<p>Ma queste analisi possono applicarsi ancora alla Russia di Putin? Ci sono almeno due ragioni per ritenerlo. La prima \u00e8 che Castoriadis ha molto insistito sul carattere irreversibile delle trasformazioni realizzate dai regimi socialisti: insomma non c\u2019\u00e8 ragione di ritenere che la societ\u00e0 russa abbia preso un\u2019altra strada. Il marxismo-leninismo, anzi, ha aiutato a far emergere un immaginario centrato sulla forza e sull\u2019espansione, necessario per mobilitare la popolazione attorno ai fini imperialisti di una ridotta \u00e9lite dirigente. La seconda ragione \u00e8 che il tramonto dell\u2019URSS finiva per operare lo smascheramento di qualcosa di pi\u00f9 profondo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>La sola \u00ab ideologia \u00bb che in Russia resta viva, o che pu\u00f2 restarlo, \u00e8 lo sciovinismo della grande Russia. Il solo immaginario che conserva un\u2019efficacia storia, \u00e8 l\u2019immaginario nazionalista o imperiale. Questo immaginario non aveva bisogno del Partito se non come maschera.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Castoriadis non soltanto aveva inquadrato le cause del collasso dell\u2019economia civile sovietica \u2014 \u201cda sessant\u2019anni il Partito cerca di modernizzare la societ\u00e0 senza riuscirci\u201d \u2014 ma inoltre aveva capito che in seguito a quello smascheramento sarebbe rimasto soltanto il potere dell\u2019apparato burocratico-militare \u2014 quello stesso, aggiungiamo noi, da cui viene il funzionario del KGB che governa il paese da vent\u2019anni. Nel 1981 era gi\u00e0 scorretto, per Castoriadis, \u201cparlare della Russia come di una societ\u00e0 dominata dal Partito o di uno stato totalitario, creazione di Lenin perfezionata da Stalin\u201d, perch\u00e9 bisognava prendere atto della sua trasformazione in societ\u00e0 stratocratica, \u201cnella quale il corpo sociale dell\u2019Esercito \u00e8 l\u2019organo principale della dominazione effettiva e non soltanto il garante dell\u2019ordine\u201d. O per dirla altrimenti:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>L\u2019Esercito \u00e8 il solo settore e corpo moderno in una societ\u00e0 arretrata, il solo che funziona efficacemente, e inoltre il solo a essere efficace ideologicamente, sul piano dell\u2019immaginario, in quanto incarnazione organica e naturale dell\u2019ideologia e dell\u2019immaginario nazionalista, della grande Russia, imperiale, mentre l\u2019ideologia del Partito diventa sempre pi\u00f9 insignificante.<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Se l\u2019Esercito russo \u00e8 tanto pi\u00f9 efficace del Partito comunista, se l\u2019economia militare \u00e8 tanto pi\u00f9 efficiente della sua controparte civile, \u00e8 proprio perch\u00e9 \u201csi \u00e8 svincolata dall\u2019influenza del Partito, con le sue statistiche taroccate e le sue nomine clientelari\u201d. L\u2019ideologia marxista non era altro che uno strumento per fare carriera e garantire l\u2019espansione della classe dei burocrati: il risultato era quel \u201cnazional-comunismo che nascondeva dietro un lessico marxista dei significati immaginari &#8211; Nazione e Impero russo &#8211; funzionali al modo di dominazione e di sfruttamento tipicamente burocratico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi che la liquidazione del marxismo da parte del potere putiniano \u00e8 stata definitivamente realizzata, l\u2019analisi di Castoriadis appare pi\u00f9 attuale che mai: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>La Russia \u00e8 instradata, in modo costante, in un processo di espansione e di dominazione, diretta o indiretta, nel quale le fasi di distensione non sono altro che pause tattiche o imposte dall\u2019esterno. <\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ed ecco che gli ultimi decenni ci appaiono come nient\u2019altro che una lunga pausa, il tempo necessario al sistema economico per riprendere le sue forze dopo il collasso della sua incarnazione precedente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Oggi che la liquidazione del marxismo da parte del potere putiniano \u00e8 stata definitivamente realizzata, l\u2019analisi di Castoriadis appare pi\u00f9 attuale che mai.<\/p><cite>raffaele alberto ventura<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"usa-contro-russia\">USA contro Russia<\/h2>\n\n\n\n<p>Secondo Castoriadis, non bisogna credere al \u201cdiscorso ridicolo, e raramente innocente, sull\u2019accerchiamento della Russia, l\u2019insicurezza e l\u2019angoscia dei poveri abitanti del Cremlino\u201d. I russi parlano di accerchiamento, aggiunge ironicamente, \u201csoltanto perch\u00e9 la terra \u00e8 rotonda\u201d. Eppure molti giornalisti, negli ultimi giorni, hanno preso per oro colato le parole di Putin.<\/p>\n\n\n\n<p>Non stupisce che Castoriadis sia stato accusato all\u2019epoca di mettersi al servizio di una retorica atlantista, parlando della necessit\u00e0 per l\u2019Occidente di \u201copporsi efficacemente all\u2019espansione militare e territoriale russa\u201d, chiedendosi quando si riconoscer\u00e0 il superamento di un limite\u2026 Ma il filosofo non promuove un\u2019offensiva militare, bens\u00ec incoraggia i popoli e in particolare il popolo russo a opporsi a ogni <em>escalation<\/em> militare. Anche oggi, le speranze pi\u00f9 incoraggianti ci vengono dalle manifestazioni per la pace nelle strade delle citt\u00e0 russe. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Devant la guerre <\/em>non \u00e8, appunto, un libro anti-russo, in quanto precisamente denuncia lo sfruttamento del popolo russo da parte della sua classe dirigente come causale principale della dinamica espansionista. Ma queste manifestazioni non potranno avere effetto senza liquidare definitivamente l\u2019immaginario nazionalista, \u201cfinzione scialba, assemblaggio disordinato di pezzi\u201d, che parla di \u201cnazione\u201d in assenza di un vero riferimento se non \u201cla semplice giustapposizione di un gran numero d\u2019individui tenuti assieme dalla violenza dello Stato e qualche vaga somiglianza\u201d. Una reazione militare americana sarebbe, invece, catastrofica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se <em>Devant la guerre<\/em> \u00e8 stato considerato per anni come un libro datato, superato, forse anche sbagliato, ha ritrovato oggi la sua impressionante attualit\u00e0. Le sue analisi sono convincenti, le domande che pone sono urgenti. Come questa: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Cosa succeder\u00e0 quando gli americani decideranno che l\u2019accumulazione di vantaggi locali da parte dei russi costituisce un problema globale?<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Ma una simile attualit\u00e0 non \u00e8 certo una buona notizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Quello che sto dicendo \u00e8 che questa situazione \u00e8 intelligibile solo dal punto di vista del confronto&#8221;. 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