{"id":339,"date":"2020-12-06T20:16:50","date_gmt":"2020-12-06T20:16:50","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=339"},"modified":"2021-03-19T18:17:27","modified_gmt":"2021-03-19T18:17:27","slug":"lera-del-tecnopopulismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/","title":{"rendered":"L&#8217;era del tecnopopulismo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Le recenti elezioni politiche italiane&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-1-339' title='Questo articolo \u00e8 stato pubblicato per la prima volta su Le Grand Continent il 16 marzo 2018, a qualche giorno dalle elezioni legislative italiane'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> hanno assegnato ai partiti populisti oltre il 50 % dei voti e, in particolare, il Movimento 5 Stelle, movimento anti-politico e <em>antiestablishment<\/em>, ha ottenuto oltre il 32 % dei consensi, ma cosa ci si pu\u00f2 aspettare da un movimento populista che va al governo ?<\/p>\n\n\n\n<p>La storia recente fornisce alcuni indizi che permettono di sventare la possibilit\u00e0 di un governo populista tout court, cio\u00e8 formato da politici dei movimenti anti-establishment. Al contrario ci si potrebbe aspettare un regime misto tra tecnici e politici con policies che potrebbero essere orientate ed influenzate dalla tecnocrazia nazionale e sovranazionale. Andiamo con ordine e partiamo da Roma, la capitale governata dai grillini.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giugno 2016 il Movimento 5 Stelle ha espugnato la Capitale Italiana e la protesta anti-politica ha conquistato la maggioranza dell\u2019aula Giulio Cesare, da cui si scorge un panorama mozzafiato dei fori imperiali, ed eleggendo Virginia Raggi allo scranno pi\u00f9 alto del Campidoglio.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-full\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"393\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1-330x97.png\"\r\n                media=\"(max-width:  330px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1-690x202.png\"\r\n                media=\"(max-width:  690px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1-990x290.png\"\r\n                media=\"(max-width:  990px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1340px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1600px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1.png\"\r\n                media=\"(min-width: 1601px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.23.17-1340x393-1-125x37.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La storia recente fornisce alcuni indizi che permettono di sventare la possibilit\u00e0 di un governo populista tout court, cio\u00e8 formato da politici dei movimenti anti-establishment. Al contrario ci si potrebbe aspettare un regime misto tra tecnici e politici con policies che potrebbero essere orientate ed influenzate dalla tecnocrazia nazionale e sovranazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Andiamo con ordine e partiamo da Roma, la capitale governata dai grillini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo del Movimento 5 stelle a Roma \u00e8 un <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/2018\/03\/10\/de-quoi-le-movimento-cinque-stelle-est-il-le-nom\/\">caso politico-istituzionale interessante<\/a> perch\u00e9 mostra plasticamente i due grandi pilastri intorno a cui si sta svolgendo il processo di riorganizzazione del potere potere politico : il populismo e la tecnocrazia. Da un lato, il Movimento 5 Stelle ha vinto le elezioni con una candidata costruita in laboratorio dalla Casaleggio &amp; Associati, societ\u00e0 di comunicazione dei pentastellati, e sfruttando il voto di protesta contro le \u00e9lites partitiche corrotte che hanno governato la Capitale. Nella retorica elettorale grillina si \u00e8 sviluppata una ricetta populista composta di giustizialismo, giacobinismo dell\u2019onest\u00e0, periferie abbandonate, antipolitica e sovranismo. Dall\u2019altro lato, una volta sbarcati al Campidoglio i grillini si sono accorti di non disporre di una classe politica in grado di affrontare l\u2019intrinseca complessit\u00e0 del governo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Arrivati al governo della capitale i grillini si sono accorti di non disporre di una classe politica, l\u2019unica soluzione possibile \u00e8 stata quella della costituzione di una giunta tecnocratica.<\/p><cite>LORENZO CASTELLANI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019unica soluzione possibile \u00e8 stata quella della costituzione di una giunta tecnocratica. Infatti, se si guarda agli assessori del sindaco Raggi non c\u2019\u00e8 traccia di politica pratica, non c\u2019\u00e8 un assessore eletto come consigliere comunale, i profili scelti sono quelli di alti burocrati, magistrati, accademici e professionisti mai avvistati in nessun meet-up grillino. Nonostante i 5 stelle abbiano sfiorato il 70 % dei consensi al ballottaggio che gli ha consegnato il governo di Roma non c\u2019\u00e8 stato segno alcuno della \u00ab politica classica \u00bb, fatta di consenso e pragmatismo amministrativo. Virginia Raggi \u00e8 un sindaco circondato esclusivamente da tecnocrati.<\/p>\n\n\n\n<p>Si annida qui, nelle categorie politiche, tutta la contraddizione del messaggio grillino : sobillare la rivolta del popolo contro i vecchi partiti, i tecnici, i poteri forti e poi comporre proprio una giunta di tecnocrati perch\u00e9 il vero risultato della filosofia a 5 stelle, la sua conseguenza non intenzionale, \u00e8 la distruzione di quella classe politica professionalizzata teorizzata da Max Weber un secolo fa. Cio\u00e8 di personale politico che nelle democrazie mature \u00e8 capace di gestire la macchina amministrativa, guidare i processi decisionali, mediare interessi e stabilire collaborazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella campale lotta pentastellata alla <em>mal-administration<\/em> capitolina la rabbia \u00e8 tutta canalizzata verso la politica tradizionale e non v\u2019\u00e8 strategia d\u2019attacco al problema pi\u00f9 complesso e grande di Roma: una macchina burocratica traboccante di privilegi, inefficienze e disfunzioni. E non \u00e8 un caso se \u00e8 proprio nelle nomine di sottogoverno, negli incarichi dei dirigenti pubblici e nell\u2019esercizio del patronage burocratico, che si sono verificati i problemi maggiori per l\u2019inesperta Raggi. Si evidenzia, dunque, un rischio legato all\u2019affermazione populista e alla sua colonizzazione da parte degli interessi costituiti, di cui \u00e8 spesso espressione la tecnocrazia, che \u00e8 quello di avere le urne piene, ma il governo vuoto. Con una classe politica inesperta ed inadeguata sostituita da tecnici solo formalmente neutrali, ma nella realt\u00e0 legati al precedente sistema di potere.<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/wp-admin\/edit.php?post_type=post\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Se alziamo lo sguardo dalle vicende di cronaca il caso Roma spiega l\u2019emergere di una nuova categoria della politica che si sta dispiegando in tutto il mondo occidentale: il <em>tecnopopulismo<\/em>, cio\u00e8 la tensione e compenetrazione tra tecnocrazia e nuovi movimenti radicalizzati e anti-politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella crisi infinita dei partiti tradizionali cresce un messaggio di profonda contestazione alle classi politiche, amministrative ed economiche in nome della protezione e del riscatto del popolo mentre, al tempo stesso, il capitalismo globale non pu\u00f2 fare a meno dei tecnici per gestire le sue complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La stessa elezione in Francia del nuovo Presidente della Repubblica, che ha visto trionfare Emmanuel Macron, \u00e8 un indizio di tecnopopulismo.<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>I segni e gli effetti su larga scala della tensione tecnopopulista sono evidenti: le contrattazioni del TTIP, l\u2019accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti d\u2019America, si sono bloccate definitivamente per le proteste dei movimenti populisti e le indecisioni dei <em>committees<\/em> tecnocratici; il problema dell\u2019immigrazione ha partorito molte risposte tecnico-amministrative e costituisce un capitale politico per molti dei nuovi partiti europei, ma non ha delineato risposte decise da parte dei governi, cio\u00e8 della politica tradizionale; la Brexit \u00e8 stata la risposta rancorosa del popolo alle regole della burocrazia europea, ma anche la rivolta contro un gruppo di professionisti della politica, guidato da David Cameron e George Osborne, da sostituire con un\u2019altra squadra, maggiormente aggressiva e vicina alle istanze dell\u2019uomo della strada; in Grecia Alexis Tsipras ha portato in piazza il popolo greco, conquistato un forte appoggio popolare e vinto i referendum sul programma di riforme proposto dall\u2019Europa, ma una volta conquistato il governo ha, in poche settimane, ripiegato la propria azione politica sull\u2019esecuzione delle volont\u00e0 della Troika.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta: tensione e compenetrazione tra il politico schmittiano, con i suoi effetti disordinanti sull\u2019ordine politico, e la tecnocrazia, con la sua logica dell\u2019efficienza.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa elezione in Francia del nuovo Presidente della Repubblica, che ha visto trionfare Emmanuel Macron, \u00e8 un indizio di tecnopopulismo. L\u2019ex ministro delle Finanze, infatti, ha rotto con il suo vecchio partito e avviato un movimento nuovo che in pochi mesi lo ha portato all\u2019Eliseo sfruttando l\u2019onda di malcontento nei confronti della politica tradizionale. Il nuovo governo francese appare, pertanto, un esperimento tecnocesarista con un Presidente della Repubblica, direttamente eletto dal popolo e che ha gi\u00e0 mostrato una vena accentratrice nel <em>policy-making<\/em>, contornato da una serie di ministri tecnici, cio\u00e8 di formazione tecnocratica prima che politica, volti ad implementare le decisioni dell\u2019Eliseo pi\u00f9 che contribuire alla formazione delle stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, chi paga il prezzo della dialettica tecnopopulista sono proprio le classi politiche e le arti che queste rappresentano: mediazione, moderazione, prudenza, ricerca del compromesso. Tuttavia, il tecnopopulismo \u00e8 una realt\u00e0 politica che si va delineando, ma difficilmente costituir\u00e0 la soluzione alla crisi di legittimazione delle istituzioni democratiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il populismo non riesce a governare come vorrebbe perch\u00e9 teme di perdere il consenso nella complessit\u00e0 dell\u2019amministrazione, proprio come insegna il caso Raggi, sia perch\u00e9 il rischio d\u2019intraprendere <em>policies<\/em> scelte sull\u2019onda emotiva e popolare \u00e8 troppo elevato perch\u00e9 il sistema capitalistico globale e quello amministrativo dello Stato non reagisca sabotandone le intenzioni. Allo stesso tempo, la tecnocrazia pu\u00f2 essere un accessorio importante per il governo, ma resta una funzione strumentale. Pu\u00f2 esercitare azioni di implementazione e di controllo, ma non risolve il problema della discrezionalit\u00e0 politica che sta al cuore del governo perch\u00e9, come scriveva Wilfredo Pareto : &#8220;si pu\u00f2 peccare per ignoranza, ma si pu\u00f2 peccare anche per interesse. La competenza tecnica pu\u00f2 evitare il primo male, ma non pu\u00f2 nulla contro il secondo.&#8221; In definitiva, la tecnocrazia non pu\u00f2 neutralizzare la dialettica degli interessi contrapposti nella decisione politica.<\/p>\n\n\n\n<p>E fu sempre Pareto nel suo libro <em>Trasformazione della Democrazia<\/em> del 1927 ad individuare, in quel contesto storico, una tensione tra &#8220;forze plutocratiche&#8221; e &#8220;politica demagogica&#8221; che mostra alcune affinit\u00e0 con il nuovo regime politico del ventunesimo secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tecno-populismo appare come un cristallo dalle molteplici facce ed i tempi appaiono oggi maturi per una prima analisi relativa alle caratteristiche di questo nuovo regime politico che sta prendendo piede nel mondo occidentale.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-full\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"364\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1-330x90.png\"\r\n                media=\"(max-width:  330px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1-690x187.png\"\r\n                media=\"(max-width:  690px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1-990x269.png\"\r\n                media=\"(max-width:  990px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1340px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1600px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1.png\"\r\n                media=\"(min-width: 1601px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.32.36-1340x364-1-125x34.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Trasformazioni della democrazia postmoderna<\/h3>\n\n\n\n<p>Come si \u00e8 visto, le trasformazioni sembrano essere numerose e sostanziali, ma prima di addentrarci nell\u2019analisi \u00e8 bene sviluppare brevemente un idealtipo che permetta di osservare e classificare questi avvenimenti. L\u2019approccio qui utilizzato \u00e8, come evidenziato, realista ovvero volto a cercare, per citare Niccol\u00f2 Machiavelli, &#8220;la realt\u00e0 effettuale della cosa&#8221; senza aggiungere valutazioni morali o interpretazioni ideologiche rispetto a quanto derivi da fatti e accadimenti rintracciabili nella realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In un altro lavoro&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-2-339' title='Si vedano Castellani L. e Rico A. &lt;em&gt;La fine della politica ? Tecnocrazia, populismo, multiculturalismo&lt;\/em&gt;, Historica Edizioni, 2017 e Castellani L., &lt;em&gt;Il potere vuoto. Le democrazie liberali e il ventunesimo secolo&lt;\/em&gt;, Milano : Guerini e Associati, 2016'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> questo regime politico, che ci apprestiamo ad analizzare, \u00e8 stato definito &#8220;tecno-populismo&#8221; intendendo con questa espressione un\u2019organizzazione del potere politico caratterizzata da interazioni fra democrazie nazionali, sistemi di capitalismo avanzato su scala globale, istituzioni sovranazionali, sistemi d\u2019informazione e comunicazione tecnologica pervasiva, nuovi movimenti politici radicalizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dal punto di vista economico e giuridico la globalizzazione ha avuto una forte accelerazione a partire dalla fine degli anni ottanta, i sistemi d\u2019informazione e la tecnologia sono risultati particolarmente impattanti negli ultimi vent\u2019anni e, per quanto riguarda la politica, negli ultimi dieci anni con lo sviluppo di internet e dei <em>social network.<\/em> Si \u00e8 passati cos\u00ec da una prima fase della globalizzazione ad una globalizzazione 2.0, dall\u2019<em>homo oeconomicus<\/em> all\u2019<em>homo cyberneticus.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La prima fase ha riguardato prevalentemente le trasformazioni dell\u2019economia su vasta scala, della politica economica degli stati e il decentramento delle istituzioni su scala sovranazionale, mentre la seconda risulta maggiormente penetrante rispetto alle forme della politica e ai sistemi organizzativi.<\/p>\n\n\n\n<p>La combinazione di questi fattori ha trasformato le democrazie contemporanee nel modo con cui vengono prese le decisioni politiche, il livello a cui queste vengono prese, e le modalit\u00e0 attraverso cui vengono implementate. Questo perch\u00e9 sono cambiate le forme partito, le forma di comunicazione, le relazioni tra rappresentanti e rappresentati, quelle tra informazione e politica, tra diritto e processi politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sono le tendenze di questa trasformazione della democrazia liberale che, per alcuni aspetti, ne determinano la sua crisi ?<\/p>\n\n\n\n<p>Possono essere sintetizzate nei seguenti punti: a) aumento della domanda di partecipazione dell\u2019elettorato attraverso le nuove tecnologie alla vita pubblica, disintermediazione del rapporto tra <em>leadership<\/em> politiche ed elettori; b) polarizzazione o radicalizzazione dell\u2019offerta politica dei nuovi partiti che sono arrivati sulla scena politica delle democrazie occidentali e hanno guadagnato consensi negli ultimi dieci anni, diffusione di uno stile populista e contestazione radicale del sistema di potere vigente a livello nazionale e sovranazionale; c) aumento della distanza tra le aspettative dei singoli cittadini e la capacit\u00e0 di soddisfarle da parte dei governi, con conseguente crisi dei sistemi di <em>welfare<\/em>; d) moltiplicazione dei centri di sovranit\u00e0 attraverso cui vengono prodotte decisioni politiche e regole con il conseguente passaggio da una sovranit\u00e0 monistica ad una pluralista; e) rafforzamento degli elementi di depoliticizzazione della democrazia ossia la crescente influenza degli incarichi non elettivi e ad alto tasso di specificit\u00e0 tecnica; f) crescente influenza delle decisione giudiziarie nella vita politica delle democrazie occidentali; g) crescente importanza del potere esecutivo rispetto agli altri poteri pubblici, in particolare rispetto al potere legislativo.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo saggio ci concentriamo prevalentemente su due aspetti che appaiono particolarmente importanti a chi scrive proprio perch\u00e9 correlati tra loro: la radicalizzazione dell\u2019offerta politica e la depoliticizzazione delle democrazie. Tuttavia, nel trattare questi due <em>megatrends<\/em> toccheremo rapidamente, seppure senza un adeguato approfondimento gi\u00e0 svolto in un precedente lavoro, anche gli altri cinque elementi della trasformazione dei regimi liberal-democratici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-3-339' title='Castellani L., &lt;em&gt;Op.Cit&lt;\/em&gt;., 2016'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La tecnocrazia ovvero il processo di depoliticizzazione della democrazia<\/h3>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, la democrazia liberale si regge sempre su un sottile equilibrio tra la logica della disciplina, data dagli ordinamenti giuridici e dalle burocrazie nazionali e sovranazionali, e la logica della democrazia, espressione delle manifestazioni della politica. Se volessimo aprire la discussione sul rapporto tra tecnocrazia e democrazia potremmo sostenere che la democrazia \u00e8 una oligarchia in cui si vota periodicamente per cambiare o confermare gli oligarchi. Oppure, per dirla con Raymond Aron, le democrazie liberali sono dei regimi di esperti che operano sotto la direzione di dilettanti. Nonostante queste possano apparire delle brutali semplificazioni non siamo poi molto lontani dalla realt\u00e0 perch\u00e9, come notava Roberto Michels&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-4-339' title='Michels R., Op.Cit., 1911'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>, la sostanza della democrazia \u00e8 permeata da elementi oligarchici. Da una lato, infatti, abbiamo un\u2019aristocrazia, non elettiva, scelta per supposta competenza e legittimata dalle forme democratiche e dall\u2019altro una democrazia dal contenuto aristocratico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per dirla con Raymond Aron, le democrazie liberali sono dei regimi di esperti che operano sotto la direzione di dilettanti.<\/p><cite>lORENZO CASTELLANI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo perch\u00e9, secondo il politologo elitista, dovunque esiste una forma di organizzazione vi \u00e8 l\u2019origine di una gerarchia spontanea. Anche nelle democrazie liberali \u00e8 l\u2019organizzazione che d\u00e0 alla luce il governo degli eletti sugli elettori, dei mandatari sui mandanti, dei deleganti sui deleganti. Chi dice organizzazione, per Michels, dice tendenza all\u2019oligarchia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nei regimi democratici, dunque, il corpo elettorale sceglie per un certo tempo i propri rappresentanti, ma la macchina del potere, sin dall\u2019avvento del suffragio universale, \u00e8 sempre stata molto pi\u00f9 complessa. In ogni sistema democratico si dipana, infatti, una continua tensione tra la politica e la competenza, tra la democrazia e la tecnocrazia. Chi \u00e8 il migliore, il politico o il tecnico, cio\u00e8 il manager?&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-5-339' title='Burnham J. La rivoluzione manageriale, Torino : Bollati Boringhieri, 1993'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la democrazia \u00e8 una delle forme di governo in cui il principio del primato della politica si esprime, la tecnocrazia \u00e8 una delle forme di governo in cui si esprime il primato dell\u2019economia. Lo sviluppo industriale caratterizza la societ\u00e0 moderna proprio perch\u00e9 l\u2019industria \u00e8 il vessillo della modernit\u00e0 e chi guida il processo produttivo, pilastro fondamentale della societ\u00e0 libera, \u00e8 chiamato inevitabilmente a guidare l\u2019intera societ\u00e0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-6-339' title='Fisichella D. Autorit\u00e0 e libert\u00e0. Momenti di storia delle idee, Roma:Carrocci, 2012'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Democrazia e tecnocrazia sono l\u2019espressione delle due grandi caratteristiche, divergenti ma dialoganti, della cultura politica occidentale: il primato del potere politico e il primato dell\u2019organizzazione aziendale privata. Da questi due concetti, che nelle democrazie liberali contemporanee non possono che convivere, si originano due modalit\u00e0 diverse di selezione della classe dirigente: la scelta dei migliori in democrazia \u00e8 affidata al voto, mentre in tutte le realt\u00e0 in cui vige la competenza tecnico-scientifica la selezione non pu\u00f2 che essere affidata alla cooptazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Si intende per tecnopopulismo un&#8217;organizzazione del potere politico caratterizzata da interazioni tra  democrazie nazionali, sistemi di capitalismo avanzato su scala globale, istituzioni sovranazionali, sistemi d&#8217;informazione e comunicazione tecnologica pervasiva, e nuovi movimenti politici radicali. <\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Si sono sviluppate cos\u00ec le burocrazie che eseguono le decisioni politiche, la magistratura che trasforma in diritto i prodotti del legislativo, la Corte Costituzionale che giudica sui parametri di costituzionalit\u00e0, le magistrature contabili che valutano le decisioni di politica economica, le autorit\u00e0 indipendenti che regolano i mercati, le banche centrali che gestiscono l\u2019offerta di moneta. Inoltre, a queste negli ultimi trent\u2019anni si sono aggiunte numerose istituzioni sovranazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pensi all\u2019Unione Europea, oggi titolare di oltre il 70 % della produzione legislativa, e, in termini pi\u00f9 generali, a quegli organismi che regolano i mercati internazionali. Questi ultimi risultano particolarmente interessanti: ci sono le norme che regolano internet, le telecomunicazioni, il trasporto ferroviario, aereo e navale, le attivit\u00e0 di pesca ed estrazione, il commercio internazionale. Sono tutti organi con una governance mista: alcuni di essi sono interamente privati, altri alternano attori pubblici e privati, altri ancora hanno un assetto prevalentemente intergovernamentale. <\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 della composizione questi hanno una serie di caratteristiche comune che impattano sulle democrazie contemporanee: sono composti da tecnici e specialisti, i componenti vengono nominati dai governi e non eletti dai cittadini, producono norme che vengono trasposte sugli ordinamenti interni degli Stati, e queste regole non sono giustiziabili dai tribunali nazionali. Con lo sviluppo del capitalismo globale, quindi a partire dalla fine degli anni ottanta, siamo di fronte ad una ramificazione dei centri di produzione del diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Significa che, mentre in uno scenario bloccato e solo parzialmente integrato come quello della Guerra fredda governi, parlamenti e giudici nazionali erano essenzialmente sovrani su quasi tutto ci\u00f2 che veniva regolato, oggi questo potere si \u00e8 grandemente affievolito. Gli apparati di potere nazionale hanno perso, con la globalizzazione dei mercati, potere decisionale su molte materie che riguardano prevalentemente settori economici.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa situazione evidenzia due conseguenze: la crescente importanza dei tecnici e delle figure non elettive e un costante allontanamento delle istituzioni dal cittadino-elettore. Per quanto riguarda il primo aspetto, la crescita del numero di figure non elettive nelle democrazie non \u00e8 un fatto nuovo. Se si prendono, ad esempio, i report del governo del Regno Unito dal dopoguerra a oggi sui <em>Quangos<\/em>, ovvero i <em>Quasi-non governmental body<\/em>, che sono quei corpi amministrativi locali e nazionali che si occupano prevalentemente della gestione dei servizi pubblici, si rintraccia un costante aumento di queste figure tecniche a discapito dei politici eletti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-7-339' title='Flinders M., Op.Cit., 2014'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, si pensi alla crescente importanza delle Corti Costituzionali che risultano un attore politico fondamentale nel dibattito pubblico e nelle decisioni politiche. La Corte Costituzionale italiana in presenza di governi deboli ha svolto una funzione di supplenza su molte istanze, la Corte Suprema americana \u00e8 stata fondamentale nel decidere sulla legittimit\u00e0 della riforma sanitaria del Presidente Obama, quella tedesca nelle misure economiche d\u2019emergenza a livello europeo tra il 2011 e il 2013.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, queste sono composte da giudici nominati da vari soggetti istituzionali a seconda delle prescrizioni costituzionali di ciascun paese, e restano in ogni caso organi non elettivi e tecnocratici. Lo stesso pu\u00f2 dirsi delle banche centrali, anch\u2019esse composte da tecnici di alto livello selezionati dai governi, ed esse stesse enormemente influenti nelle decisioni governative o, come nel caso dell\u2019Unione Europea, per i destini del Continente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giurista italiano Sabino Cassese&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-8-339' title='Cassese S. Chi governa il mondo ?, Bologna : Il Mulino, 2013'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span> ha rilevato lo sviluppo di una<em> global polity<\/em>, ovvero di un ordinamento giuridico non sistematico che nasce dall\u2019esigenza di regolare alcune tematiche globali come la finanza, l\u2019ambiente, il commercio internazionale che non possono essere affrontate singolarmente dai governi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 avviato in questo modo un doppio meccanismo: i governi partecipano alle decisioni di questi corpi sovranazionali, in molti casi dotati di una governance mista tra pubblico e privato, e allo stesso tempo le regole prodotte affliggono gli Stati stessi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Come hanno cambiato le democrazie occidentali questi nuovi centri di produzione giuridica ? Hanno determinato quella che potremmo chiamare la \u00ab depoliticizzazione \u00bb delle democrazie.<\/p><cite>LORENZO CASTELLANI<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli esecutivi dei governi del ventunesimo secolo diventano cos\u00ec, allo stesso tempo, promotori e oggetto delle regole internazionali. Una rete di poteri, pubblici e privati, elettivi e non, informa lo spazio giuridico-politico globale in cui si muovono gli Stati a livello governativo e quasi mai parlamentare. Una ragnatela che disarticola il concetto di sovranit\u00e0 politica, come pi\u00f9 avanti vedremo, e che pone quesiti futuri riguardanti l\u2019<em>accountability<\/em> e la responsabilit\u00e0 di questi organi non elettivi ma capaci quanto meno di influenzare la legislazione degli Stati nazionali. Ci\u00f2 fa della globalizzazione e dello sviluppo tecnologico due elementi di per s\u00e9 portatori di trans-nazionalit\u00e0 nel diritto e nelle decisioni politiche cos\u00ec come di depoliticizzazione delle democrazie.<\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni casi, i tecnocrati si sono fatti politici assumendo la guida dei governi italiani come nel caso di Carlo Azeglio Ciampi a met\u00e0 anni novanta e Mario Monti nel 2011. Profili accademici ed internazionali di alto livello cos\u00ec come una serie di ruoli di prestigio e alta burocrazia ricoperti a livello domestico ed europeo hanno favorito la loro ascesa alla testa del governo. Dunque, in momenti di crisi economica e politica la democrazia italiana si \u00e8 affidata a figure non politiche per condurre l\u2019esecutivo con i partiti che hanno compiuto un passo indietro sostenendo i governi tecnici in Parlamento. Un esempio di come la politica partitica, in momenti di crisi, pu\u00f2 scegliere di auto-depoliticizzarsi, scaricando sulla tecnocrazia la responsabilit\u00e0 delle scelte politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario le istituzioni appaiono allontanarsi dai livelli decisionali a cui i cittadini si erano abituati, non ci sono pi\u00f9 decisioni locali o nazionali ma locali, nazionali, sovranazionali, internazionali a cui si aggiungono corti nazionali, sovranazionali, internazionali, tribunali arbitrari.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allontanamento istituzionale sfocia in un problema di <em>accountability<\/em>: dove si decide, su cosa e chi lo decide sono spesso domande a cui i cittadini non riescono a dare risposta. Accettare scelte che riguardano la vita quotidiana prese da centri di poteri lontani e senza volto contribuisce a creare quelle tendenze che abbiamo gi\u00e0 riscontrato nei paragrafi precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono istituzioni sovranazionali che nascono dalla logica della disciplina, una logica senza confini, improntata all\u2019efficienza economica e uniformante per tutti i Paesi occidentali che ha supportato la costruzione del mercato globale. Una logica che oggi si scontra con la logica della democrazia, il ritorno del &#8220;politico disordinante&#8221; all\u2019interno degli Stati nazionali che sta ridefinendo i confini della scena politica e parlamentare. Il tecno-populismo appare come il punto di contatto tra la piramide che si sviluppa dal basso verso l\u2019alto del populismo e quella che si muove dall\u2019alto verso il basso della tecnocrazia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Fast democracy<\/em> e radicalit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Con lo sviluppo delle reti di comunicazione di massa si \u00e8 entrati nella seconda fase della globalizzazione. Dalla libera circolazione delle merci si \u00e8 passati a condividere, soprattutto con l\u2019avvento di Internet, un\u2019enorme quantit\u00e0 di informazioni e connessioni. Inoltre, sono cambiate le modalit\u00e0 d\u2019interazione tra esseri umani affiancando al rapporto visivo e verbale quello virtuale, immediato e diretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste trasformazioni della societ\u00e0 sommariamente descritte hanno travolto le forme tradizionali della politica. I sociologi contemporanei hanno individuato nella disintermediazione tra <em>leadership<\/em> politiche ed elettori il tratto caratterizzante del tempo presente. L\u2019elettore viene coinvolto dalla rete e dai <em>social network<\/em> in un dibattito permanente e diretto, ha la possibilit\u00e0 d\u2019interloquire in modo molto pi\u00f9 agile e semplice con i propri rappresentanti, pu\u00f2 apprenderne lo stile di vita, i costumi privati oltre che le dichiarazioni e i programmi dei politici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-9-339' title='Salmon C. La politica nell\u2019era dello storytelling, Milano:Fazi Editore, 2014'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro lato, per il politico ci\u00f2 significa saltare i passaggi della rappresentanza tradizionale cio\u00e8 scavalcare le organizzazioni partitiche e burocratiche. I leader possono dialogare e rivolgersi in continuazione ad una enorme platea di elettori, possono studiarne le reazioni, indagarne le preferenze, tracciare gli umori e muoversi di conseguenza. Il rapporto tra politica e pubblico si \u00e8 fatto via via molto pi\u00f9 intimo e confidenziale seppur attraverso fibre ottiche ed onde elettromagnetiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, in un certo senso, si intravede la soglia di una nuova fase che potremmo chiamare della \u00ab democrazia istantanea \u00bb, la <em>fast democracy<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-10-339' title='Castellani L., Op.Cit., 2016'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>I <em>social network <\/em>combinati ai <em>mass media <\/em>gi\u00e0 esistenti hanno accentuato il processo di personalizzazione e spettacolarizzazione della politica. E fanno di essa una della cause dell\u2019estremizzazione dell\u2019offerta politica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immediatezza \u00e8 la caratteristica pi\u00f9 penetrante che internet abbia fornito alle forme della politica. Il giurista Sunstein rileva quanto i<em> social network <\/em>abbiano aumentato il \u00ab rumore \u00bb delle informazioni a disposizioni del cittadino, ma le abbiano anche personalizzate creando all\u2019interno della rete delle comunit\u00e0 dai confini molto solidi da cui \u00e8 difficile uscire, perch\u00e9 gli algoritmi dei social ripropongono all\u2019individuo solo contenuti verso i quali aveva gi\u00e0 espresso interesse consolidando le convinzioni dello stesso. In altre parole, per il giurista americano i nuovi media frazionano e polarizzano la societ\u00e0 riducendo la moderazione delle opinioni e il dialogo ragionevole. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 ha determinato due effetti: da un lato i leader centrano tutta la propria azione politica sulla comunicazione tralasciando i programmi politici e puntando tutto sulle emozioni, dall\u2019altro tendono a polarizzare, cio\u00e8 a radicalizzare ed estremizzare, la propria offerta politica cos\u00ec da sfruttare i nuovi media per intercettare la varie frazioni e polarizzazioni da questi create&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-11-339' title='Sunstein C. #Republic. Divided Democracy in the age of social media, Princeton: Princeton University Press, 2017'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fenomeno ha dato origine ad un cortocircuito tra la politica e l\u2019opinione pubblica: l\u2019ultima spinge sulla prima tanto attraverso i media quanto attraverso le organizzazioni di rappresentanza di interessi, questa pressione politica a soddisfare le pretese degli elettori porta i leader a promettere pi\u00f9 di quanto non possano permettersi, si crea cos\u00ec un <em>gap<\/em> di aspettative tra quanto suscitato dai politici nell\u2019opinione e quanto sia possibile realizzare tramite le strutture dello Stato, che produce sfiducia e protesta nei confronti della politica. Il meccanismo si ripete circolarmente verso i vari partiti politici ed alimenta una vera e proprio effetto a \u00ab montagne russe \u00bb che porta a successi e cadute repentine dei partiti politici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-12-339' title='Flinders M., Op.Cit., 2012'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo, l\u2019ipotesi weberiana del leader carismatico come figura caratterizzante delle democrazie torna a dominare la scena politica attraverso i canali della comunicazione di massa e del web, origina un metodo nuovo nella formazione del consenso basato sul rapporto interpersonale, faccia a faccia, tra il capo politico e i suoi <em>followers<\/em> che alcuni hanno interpretato come l\u2019affermazione di una democrazia recitativa, una trasformazione che per ora si mostra pi\u00f9 nella facciata che nelle fondamenta delle istituzioni politiche&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-13-339' title='Gentile E., Il Capo e la Folla, Roma-Bari : Laterza, 2016'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>La democrazia istantanea non lascia spazio ad altri attori che al leader di partito, proprio perch\u00e9 conta solamente l\u2019immediatezza dell\u2019opinione, la presa di posizione sui social e la storia con cui questa viene accompagnata riducendo i comunicati stampa, le assemblee, i dirigenti partitici a dei gusci vuoti.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli elettori sono passati dalla <em>membership<\/em> partitica alla <em>leadership<\/em> politica, mentre lo <em>storytelling<\/em>, il racconto del politico e della politica, si \u00e8 erto a sovrano dispotico della politica contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, se si guarda all\u2019Europa e agli Stati Uniti, hanno vinto quei candidati che si sono scagliati contro l\u2019<em>establishment<\/em> di partito, contro quella classe dirigente che negli anni precedenti aveva promesso molto e realizzato poco. Le preferenze dei cittadini sono andate a candidati<em> outsider<\/em>, lontani dalla politica tradizionale, in alcuni casi novizi della politica e a nuovi movimenti che hanno saputo intercettare scontento, sfiducia e rabbia verso le istituzioni. Ha vinto chi ha costruito una contro-narrazione, con una forte personalit\u00e0 e un rapporto diretto, intimo, immediato con gli elettori. La personalizzazione \u00e8 ritornata un elemento chiave della politica contemporanea superando, o comunque rompendo, quel processo di razionalizzazione che avevano fatto della spersonalizzazione statuale il pilastro dell\u2019ordine politico e costituzionale della modernit\u00e0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-14-339' title='Sulla razionalizzazione come processo istituzionale nella storia della politica occidentale si vedano Miglio G. Le regolarit\u00e0 della politica. Scritti raccolti dagli allievi, Milano : Giuffr\u00e8, 1988 ; Rebuffa G. Il crepuscolo della democrazia, Bologna : Il Mulino, 1991 ; Weber M. Parlamento e governo nel nuovo ordinamento della Germania e altri scritti politici, Torino : Einaudi, 1983'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u00ab fabbrica del carisma \u00bb \u00e8 diventata, in misura di gran lunga maggiore rispetto al passato, l\u2019officina del successo politico. Gli elettori sono passati dalla <em>membership<\/em> partitica alla <em>leadership<\/em> politica, mentre lo <em>storytelling<\/em>, il racconto del politico e della politica, si \u00e8 erto a sovrano dispotico della politica contemporanea. E ha fornito la materia prima, il carburante fondamentale, per l\u2019estremizzazione dell\u2019offerta politica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nell\u2019era del tecnopopulismo<\/h3>\n\n\n\n<p>Come si \u00e8 visto gli ultimi trent\u2019anni con il progresso tecnologico, la globalizzazione, i cambiamenti sociali e la crisi economica, hanno oggi generato due grandi fenomeni in grado di trasformare la struttura delle democrazie liberali: la tecnocrazia e il populismo, al di l\u00e0 della vaghezza che questi termini, come si \u00e8 visto, intrinsecamente possiedono.<\/p>\n\n\n\n<p>Per <strong><em>tecnocrazia <\/em><\/strong>intendiamo tutti quei corpi non elettivi a livello nazionale, sovranazionale e globale i cui vertici e le cui strutture sono scelte senza un processo democratico, ma attraverso la selezione delle competenze pi\u00f9 appropriate per lo svolgimento di funzioni di quel determinato organo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per<strong><em> populismo<\/em><\/strong>, o politica polarizzata\/radicalizzata, intendiamo quei movimenti politici alternativi ai partiti tradizionali che contestano le scelte politiche di questi a livello nazionale e sovranazionale con l\u2019intento di rimpiazzare la classe politica espressa dai partiti tradizionali con una classe politica nuova idealmente vicina alle istanze del popolo, avversa nel nome e nella rappresentanza di questi umori popolari alle azioni dei gruppi politici al governo fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il tecnocrate sceglie come soluzione migliore quella che funziona, la quale non \u00e8 sempre quella percepita come pi\u00f9 giusta dalla dialettica democratica.<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questi due fenomeni che prendono corpo dentro e fuori le democrazie caricano di pressione l\u2019attuale classe politica esponente dei partiti tradizionali al fine di ottenere un cambiamento delle politiche a livello nazionale e sovranazionale. Tuttavia, populismo e democrazia raramente condividono gli stessi obiettivi e la stessa logica, seppure \u00e8 capitato, come nel caso della denuncia dei privilegi della classe politica italiana sia da parte del Movimento 5 Stelle che della lettera inviata dalla BCE al governo italiano nel 2011, che questi potessero coincidere.<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnocrazia, in particolar modo quella internazionale e sovranazionale, si fonda sul concetto di efficienza ed effettivit\u00e0 per valutare l\u2019operato dei governi. Si avvale di strumenti finanziari, di risorse economiche e soprattutto di regole per raggiungere i propri obiettivi secondo una logica prettamente razionale, quella che Alaisdair Roberts ha chiamato la logica della disciplina. Il tecnocrate sceglie come soluzione migliore quella che funziona, la quale non \u00e8 sempre quella percepita come pi\u00f9 giusta dalla dialettica democratica. Tuttavia, i tecnocrati che esercitano un potere decisionale non si cimentano con il dibattito ideologico n\u00e9 con le pratiche democratiche di formazione del consenso perch\u00e9 questi passaggi possono condurre a risultati inefficienti dal loro punto di vista&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-339' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/#easy-footnote-bottom-15-339' title='Roberts A., &lt;em&gt;The Logic of Discipline. Global Capitalism and the Architecture of Government&lt;\/em&gt;, Oxford : Oxford University Press, 2010'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la pressione populista questa condiziona l\u2019agenda politica in due modi. Da un lato sposta l\u2019asse della politica e del dibattito pubblico dai partiti tradizionali ai nuovi movimenti, alle <em>leadership<\/em> emergenti e alla &#8220;rivolta delle masse&#8221; contro le politiche dei governi, le istituzioni e le strutture sovranazionali. Dall\u2019altro sfrutta la mediatizzazione della <em>fast democracy <\/em>spingendo sull\u2019emotivit\u00e0 e l\u2019irrazionalit\u00e0 della massa attraverso scandali, disastri naturali, complotti e dietrologie per rinfocolare la protesta e aumentare la disaffezione verso l\u2019ordine costituito.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo, quindi, definire il tecno-populismo come una serie di trasformazioni politiche derivanti dalla pressione esercitata, dalla tecnocrazia internazionale\/sovranazionale e dai nuovi movimenti politici polarizzati all\u2019interno delle democrazie, sugli esecutivi nazionali al fine di ottenere cambiamenti nelle politiche pubbliche e sostituzione della classe politica nelle istituzioni. In questo contesto si determina l\u2019attrito tra le proposte efficienti, razionali e impopolari della tecnocrazia e la proposta di cambiamento democratico, perci\u00f2 a tratti istintivo, umorale, irrazionale, dei nuovi partiti contro le politiche e le istituzioni della classe politico-burocratica espressione dei partiti tradizionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora la domanda \u00e8 come poter cercare di controllare questo attrito tra tecnocrazia e populismo indirizzandolo verso trasformazioni che non pregiudichino le libert\u00e0 dei cittadini e lo sviluppo economico delle democrazie occidentali.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta al problema dei tecnocrati, fino ad oggi, \u00e8 stata quella di imbrigliare con le regole di bilancio, produzione e organizzazione, i movimenti di protesta che arrivano al governo. Le regole che la politica sceglie di darsi attraverso costituzioni e leggi (nazionali e sovranazionali) sono importati per limitare il potere della politica stessa, l\u2019intrusione del pubblico nella vita dei cittadini, per evitare scelte politiche avventate che possono distruggere la ricchezza delle nazioni o di azzerare la crescita del benessere (come \u00e8 accaduto in molti paesi meridionali dell\u2019Unione Europea).<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, quando le regole vengono calate dall\u2019alto verso il basso, ovvero svincolate dalla dialettica democratica, possono determinare reazioni e conflittualit\u00e0 politica. E questo, magari, non perch\u00e9 queste regole siano razionalmente sbagliate, ma perch\u00e9 prive della legittimit\u00e0 politica necessaria per essere sopportate dalla logica democratica, come \u00e8 accaduto per alcune regolamentazioni del mercato unico europeo, per provvedimenti di disciplina fiscale come il fiscal compact o per i limiti al rapporto deficit\/PIL.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Possiamo definire il tecnopopulismo come una serie di trasformazioni politiche derivanti dalla pressione esercitata dalla tecnocrazia internazionale\/sovranazionale e dai nuovi movimenti politici polarizzati all\u2019interno delle democrazie sugli esecutivi nazionali al fine di ottenere cambiamenti nelle politiche pubbliche e sostituzione della classe politica nelle istituzioni.<\/p><cite>lorenzo castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Una struttura decisionale di questo genere rischia di avviare un cortocircuito crescente tra tecnica e politica che si estrinseca con la vittoria della proposta maggiormente polarizzata contro l\u2019ordine costituito come \u00e8 avvenuto, ad esempio, tra Bruxelles e Londra con il voto a favore della Brexit e nell\u2019elezione di Donald Trump negli Stati Uniti tra le politiche, le logiche, le regole di Washington e la reazione delle periferie del paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, per\u00f2, si corre il rischio che il \u00ab populismo di governo \u00bb si trasformi, in termini di politiche pubbliche, nella fotocopia dell\u2019establishment che l\u2019aveva preceduto ai posti di comando a causa dei forti constraints che il capitalismo globale impone alla politica nazionale e per l\u2019ancora debole visione alternativa all\u2019ordine costituito elaborata dai nuovi movimenti politici.<\/p>\n\n\n\n<p>Una terza via tra la tecnocrazia e il populismo sar\u00e0 forse possibile quando le classi politiche decideranno di orientare sia il malcontento popolare delle democrazie occidentali, sia le crescenti competenze tecniche derivanti dal mercato globale, verso nuove forme istituzionali di rapporto tra politica e cittadini che possano soddisfare tanto la logica della disciplina quanto la logica della democrazia. Una sfida che oggi non sembra ancora trovare alcuna risposta soddisfacente n\u00e9 a livello europeo n\u00e9 a livello di Stati nazionali.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-full\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"322\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1-330x79.png\"\r\n                media=\"(max-width:  330px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1-690x166.png\"\r\n                media=\"(max-width:  690px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1-990x238.png\"\r\n                media=\"(max-width:  990px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1340px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1600px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1.png\"\r\n                media=\"(min-width: 1601px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2020\/12\/Capture-de\u0301cran-2019-04-04-a\u0300-09.56.41-1340x322-1-125x30.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il tecno-populismo rappresenta, dunque, un nuovo regime politico che caratterizza le democrazia del ventunesimo secolo. \u00c8 costruito da una tensione tra due vie di fuga alla crisi della democrazia parlamentare: una verso l\u2019alto, la tecnocrazia, e una verso il basso, il populismo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 probabile che i prossimi anni della politica europea saranno caratterizzati dal tentativo di amalgamare la &#8220;logica della disciplina&#8221; prodotta dai mercati globali e dal neoliberalismo con una &#8220;logica della democrazia&#8221; sempre pi\u00f9 stressata dagli effetti disordinanti del &#8220;politico&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Soltanto la ricerca di questo nuovo equilibrio permetter\u00e0 alla democrazie liberali di salvarsi mantenendo sistemi capaci di produrre ricchezza diffusa e, allo stesso tempo, di conservare una forte legittimazione politica. Una ricerca che richieder\u00e0, necessariamente, la formazione di nuove <em>\u00e9lite<\/em> e di nuove teorie politiche. Servir\u00e0 un lavoro di riesame profondo delle democrazie contemporanee, dei loro vizi e delle loro disfunzioni. Formule migliori, pi\u00f9 realistiche, pi\u00f9 oneste e pi\u00f9 funzionali delle democrazie andranno incessantemente ricercate nel prossimo futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiave di volta per capire il nuovo regime di governo europeo.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":369,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[],"staff":[1564],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-339","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","staff-lorenzo-castellani"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;era del tecnopopulismo - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2020\/12\/06\/lera-del-tecnopopulismo\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;era del tecnopopulismo - 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