{"id":3356,"date":"2022-02-19T15:02:04","date_gmt":"2022-02-19T15:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3356"},"modified":"2022-02-19T15:26:49","modified_gmt":"2022-02-19T15:26:49","slug":"il-partenariato-tra-i-nostri-due-continenti-deve-passare-attraverso-limprenditoria-conversazione-con-papa-amadou-sarr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/19\/il-partenariato-tra-i-nostri-due-continenti-deve-passare-attraverso-limprenditoria-conversazione-con-papa-amadou-sarr\/","title":{"rendered":"“Il partenariato tra i nostri due continenti deve passare attraverso l’imprenditoria”, conversazione con Papa Amadou Sarr"},"content":{"rendered":"\n

Questo 17 e 18 febbraio 2022, l’Africa e l’Europa si sono incontrate per un vertice di alto livello a Bruxelles. Il futuro e il destino del Sahel sono all’ordine del giorno di questi scambi, cos\u00ec come il futuro della cooperazione fra i due continenti. Quali sono le sue aspettative?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n

\u202fAccolgo molto positivamente lo svolgimento di questo vertice di alto livello, che affronta le questioni pi\u00f9 urgenti del momento in termini di cooperazione tra i due continenti. \u00c8 noto che l’Unione Europea e l’Africa sono partner fondamentali e complementari. Ci sono forti legami tra l’UE e l’UA, in particolare su questioni di sicurezza, migrazione e commercio. Spero che le approfondite discussioni e le riflessioni intraprese in questi due giorni porteranno ad azioni concrete, come ha sottolineato il presidente Macky Sall. Sono d’accordo con lui quando dice aspettarsi ad “un partenariato rinnovato, modernizzato e pi\u00f9 orientato all’azione”. Questo \u00e8 un momento unico per rimodellare il partenariato tra UE e UA verso un futuro migliore e pi\u00f9 promettente, costruito su relazioni sane e vincenti, in modo che i capi di stato africani ed europei possano proporre quello che si potrebbe chiamare un “New Deal<\/em>” tra Europa e Africa – per riprendere la bella espressione usata da Achille Mbembe nell\u2019articolo pubblicato sulla vostra rivista<\/a>.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n

Queste proposte toccano ovviamente diversi aspetti, tra cui il sostegno e la promozione del settore privato africano. Come capo della Delegazione generale per l’imprenditoria rapida dei giovani e delle donne (DER\/FJ) in Senegal, <\/a>il mio pi\u00f9 grande desiderio \u00e8 quello di vedere rafforzato il finanziamento del settore privato. \u202f <\/p>\n\n\n\n

Pi\u00f9 concretamente, mi aspetto che i capi di stato dell’Unione Europea e dell’Unione Africana decidano di creare un fondo che vada da 1 a 5 miliardi di euro, per la promozione dell\u2019imprenditorialit\u00e0. Una promozione che pu\u00f2 essere fatta sulla base di modelli come il nostro, quello del DER\/FJ. Vale a dire, la creazione di meccanismi di finanziamento flessibili e adatti alle esigenze degli imprenditori: debito, sovvenzioni, garanzie, capitale di rischio, ma anche warrant e azioni. Dopo quattro anni di esistenza della  DER\/FJ, abbiamo notato che gli imprenditori – fra i 25 e i 30 milioni di giovani e donne in tutto il continente, che lavorano inizialmente nel settore informale – hanno bisogno di essere sostenuti, finanziati e anche formalizzati per poter crescere. Sottolineo qui il ruolo basilare del settore informale nelle nostre economie: secondo la Banca Mondiale, impiega quasi il 90% della popolazione africana, l’80% nel caso del Senegal.\u202f <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n

Per questo, spesso i meccanismi  normalmente messi in atto dalle banche convenzionali non sono adatti a tali realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n

Gli imprenditori – fra i 25 e i 30 milioni di giovani e donne in tutto il continente, che lavorano inizialmente nel settore informale – hanno bisogno di essere sostenuti, finanziati e anche formalizzati per poter crescere.<\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

E al di l\u00e0 della promozione dell’imprenditorialit\u00e0?\u202f <\/strong><\/p>\n\n\n\n

Oltre all’imprenditorialit\u00e0, ci sono ovviamente altre grandi priorit\u00e0 per  lo sviluppo economico dell’Africa. Queste includono investimenti in infrastrutture, agricoltura, PMI e altre iniziative volte a integrare il continente africano.  Integrazione che avviene soprattutto attraverso i binari, le autostrade e le ferrovie, elementi che, spero, avvicineranno concretamente i nostri continenti. In questo senso, c’\u00e8 una frontiera comune tra Europa e Africa, quella del Marocco. Oggi, per esempio, i camion marocchini che partono dalle montagne dell’Atlante arrivano in Senegal e partono con prodotti da vendere  in Europa. Questa interazione tra i due continenti, attraverso il Mediterraneo e l’Atlantico, dovrebbe essere ulteriormente rafforzata. Infine, credo che il trasferimento di competenze, la costruzione di capacit\u00e0, il trasferimento di tecnologia e i programmi di scambio universitario siano assolutamente fondamentali. Questi possono costituire elementi centrali nella costruzione di un partenariato tra l’UE e l’UA che benefici entrambi i continenti.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n

\u202fCosa pensa <\/strong>dell’articolo di Achille Mbembe<\/strong><\/a> pubblicato recentemente sul Grand Continent<\/em>, in cui ci invita a uscire da una visione apolitica dello sviluppo – o pi\u00f9 precisamente, come<\/strong> ha detto citandolo il presidente Macron mercoled\u00ec alla Station F<\/em>,<\/strong><\/a> a “passare da un approccio apolitico e tecnocratico all’aiuto allo sviluppo a un approccio nuovo, che possa dare un senso, costruire un progetto, un percorso a un rapporto che viveva nel passato”? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Ho letto con grande interesse e attenzione l’articolo pubblicato da Achille Mbembe. Ovviamente, le sue riflessioni possono essere utilizzate per alimentare il dialogo tra l’Unione europea e l’Unione africana. Mbembe propone il coinvolgimento dell’UE nel sostegno all’innovazione e alla democrazia in Africa, date le sfide che rappresenta. Come sapete, costruire la pace e la democrazia in Africa \u00e8 una delle principali ambizioni dell’UA. Ma al di l\u00e0 della governance democratica, altre questioni strategiche riguardanti il riequilibrio delle relazioni tra i due continenti sono all’ordine del giorno. Penso che i presidenti Macron e Sall l’abbiano presentato molto bene.\u202f <\/p>\n\n\n\n

Si \u00e8 parlato di una <\/strong>“dottrina Macron”<\/strong><\/a>, che consisterebbe nel dare priorit\u00e0 all’asse euro-africano nella strategia di politica estera dell’Unione europea. Questa visione potrebbe essere condivisa dagli africani?\u202f\u202f\u202f<\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Come ho gi\u00e0 detto, il partenariato tra Europa e Africa deve essere prima di tutto inserito in una dinamica win-win.<\/em> Per esempio, promuovendo il settore privato da entrambe le parti, creando opportunit\u00e0 di investimento per le aziende europee in Africa e opportunit\u00e0 di investimento ed esportazione in Europa per le aziende africane. Questo naturalmente va di pari passo con la questione della migrazione, che a mio parere – e come richiesto da imprenditori, giovani, studenti, accademici o dal settore privato – dovrebbe essere affrontata sulla base di una maggiore e pi\u00f9 flessibile circolazione di persone e di merci. Questo implicherebbe una maggiore flessibilit\u00e0 e facilit\u00e0 nell’ottenere i visti per soggiorni brevi, medi e lunghi, al fine di  permettere agli imprenditori, agli scienziati e, pi\u00f9 in generale, agli africani di viaggiare da e verso l’Europa nelle migliori condizioni possibili.\u202fLa difficolt\u00e0 di ottenere un visto blocca gli africani, li paralizza. Questo \u00e8 particolarmente vero per coloro che sono in Europa e sono scoraggiati dal viaggiare avanti e indietro. Il risultato \u00e8 che non tornano pi\u00f9 in Africa.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n

Il partenariato tra Europa e Africa deve essere prima di tutto inserito in una dinamica win-win.<\/em> <\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Condivido quindi la visione del presidente Emmanuel Macron che, nella sua prospettiva europea, vorrebbe rafforzare l’asse euro-africano, facendone una delle priorit\u00e0 della politica estera dell’Unione europea. L’obiettivo \u00e8 quello di rafforzare un partenariato Europa-Africa che, va ricordato, \u00e8 talvolta minato di fronte ai partner emergenti dell’Africa – pi\u00f9 che emergenti: solidi -, come la Cina, la Russia, la Turchia e altri paesi asiatici.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n

La proposta di una rinnovata cooperazione tra i due continenti, difesa dal presidente francese, implica la promozione, tra l’altro, di partenariati pubblico-privati destinati ad attirare investitori globali. Tuttavia, questo meccanismo non \u00e8 esente a critiche. <\/strong>Gli economisti Daniela Gabor e Ndongo Samba Sylla <\/strong><\/a>lo definiscono una “bomba a orologeria per il bilancio” dei paesi africani. Cosa ne pensa? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

\u202fOggi l’Africa presenta grandi opportunit\u00e0 di crescita economica, che \u00e8 gi\u00e0 alta, con prospettive promettenti. Le opportunit\u00e0 di investimento e il potenziale da sfruttare rimangono immensi. Ma per far s\u00ec che la crescita economica in un continente gi\u00e0 molto in ritardo  sia sostenibile e sostenuta, l’investimento nelle infrastrutture rimane essenziale. Pi\u00f9 in generale, la crescita dovrebbe essere combinata a nuovi e migliori servizi pubblici, che contribuiscono alla trasformazione strutturale dell’economia del continente africano. A questo proposito, i partenariati pubblico-privato (PPP) potrebbero giocare un ruolo importante, poich\u00e9 i fondi privati sono essenziali per lo sviluppo del continente. Al di l\u00e0 del settore privato regionale, l’Africa, con solo il 2% dei flussi di investimenti diretti esteri del mondo, dovrebbe attirare pi\u00f9 interesse da parte degli investitori stranieri tramite PPP. Esempi di PPP di successo esistono in tutta l’Africa; tuttavia, anche se offrono diversi vantaggi, bisogna riconoscere che sono soggetti a diverse critiche (instabilit\u00e0 di bilancio, occultamento dei prestiti pubblici, influenza dei mercati finanziari, complessit\u00e0 dei contratti, trattative riservate, ecc.). Il quadro giuridico per i PPP dovrebbe quindi essere rafforzato per una migliore efficienza, e i PPP dovrebbero essere costruiti in condizioni di parit\u00e0.     <\/p>\n\n\n\n

Parallelamente al vertice UA\/UE, \u00e8 appena iniziata la presidenza dell’Unione Africana da parte del Senegal. Il presidente Macky Sall ha sottolineato la necessit\u00e0 di rispondere alle emergenze sanitarie ed economiche del continente, nello spirito di una “Africa emergente”. Cosa si aspetta dalla presidenza senegalese in merito?\u202f\u202f <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Il presidente Macky Sall ha assunto la presidenza dell’Unione africana il 1\u00b0 febbraio 2022. L’organizzazione comunitaria pu\u00f2 contare sulla sua leadership<\/em>. In effetti, il nostro presidente ha acquisito una grande credibilit\u00e0 a livello internazionale: il nostro paese rappresenta un modello di democrazia e di stabilit\u00e0 in Africa, e in particolare in Africa occidentale. Per noi, questo \u00e8 ovviamente un momento fortemente simbolico, nella misura in cui l’inizio del mandato del presidente Macky Sall a capo dell’UA \u00e8 coinciso con il vertice UA\/UE.\u202f  <\/p>\n\n\n\n

La presidenza dell’UA di Macky Sall ha proposto e si prepara ad affrontare diverse questioni, tra cui la stabilit\u00e0 economica e finanziaria, la questione dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP), la sicurezza e il clima, senza dimenticare l’importante questione della giovent\u00f9, che comporta necessariamente la formazione, l’occupazione e, pi\u00f9 in particolare, l’imprenditorialit\u00e0.\u202fOggi, l’Africa ha la popolazione pi\u00f9 giovane del mondo, con il 70-75% della popolazione tra i 12 e i 25 anni.  Presentando un dividendo demografico che definisce l’Africa come il continente del futuro, gli stati africani devono essere sufficientemente preparati per non perdere questo grande appuntamento con la storia. \u00c8 assolutamente necessario trovare posti di lavoro per questi giovani, formazione e finanziamenti affinch\u00e9 i loro progetti possano essere realizzati.\u202f\u00c8 rispetto a questo obiettivo, quello di promuovere l’imprenditorialit\u00e0 femminile e giovanile, al fine di  rendere questi segmenti – maggioritari –  della nostra societ\u00e0 attori autonomi e indipendenti nell’economia africana, che il presidente Macky Sall ha creato il DER\/FJ nel 2018.\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n

Il modello DER\/FJ ha attirato l’interesse della direttrice  generale del Fondo monetario internazionale (FMI), del presidente della Banca africana di sviluppo (AfDB) e altre personalit\u00e0\u2026 Quali sono le motivazioni di questo successo? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Abbiamo effettivamente ricevuto molti incoraggiamenti a livello internazionale, in particolare dal FMI, dall’AfDB – uno dei nostri primi partner finanziari – e da personalit\u00e0 europee come il Commissario Vestager. \u202fSoprattutto, abbiamo guadagnato la fiducia di molti partner, tra cui molti donatori internazionali, come l’AfDB appena citato, l’Agenzia francese per lo sviluppo (AFD), il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), la Fondazione Bill e Melinda Gates, ecc. Questi ultimi hanno riposto la loro fiducia in noi con piena cognizione di causa. Sono stati convinti dell’efficacia e della fattibilit\u00e0 del modello DER\/FJ, i cui risultati parlano da soli. Dal lancio delle nostre attivit\u00e0 quattro anni fa, abbiamo concesso pi\u00f9 di 188.220 prestiti a pi\u00f9 di 153.514 beneficiari, per un totale di 80 miliardi di franchi CFA [circa 122 milioni di euro].\u202f<\/em>\u202f <\/p>\n\n\n\n\n\n

\n \n \r\n \r\n \r\n \r\n \r\n <\/picture>\r\n \n <\/a>\n<\/figure>\n\n\n

Il successo del modello DER sembra basarsi principalmente, da un lato, sulla diversificazione dei servizi offerti e, dall’altro, sulla proposta di diversi importi di finanziamenti. \u202f <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Fin dall’inizio, ci siamo resi conto dell’importanza della diversificazione. A tal fine, offriamo una gamma integrata di supporto agli imprenditori, al fine di massimizzare le loro possibilit\u00e0 di successo. Abbiamo quindi istituito la politica delle 3F (Formalizzazione, Formazione e Finanziamento). Come suggerisce il nome, la Formalizzazione (supporto alla registrazione e contributo all’inclusione finanziaria) e la Formazione (capacity building<\/em>, mentoring,<\/em> workshop<\/em>, ecc.) sono servizi aggiuntivi di natura diversa dal Finanziamento. Sono assolutamente indispensabili se teniamo conto della struttura delle nostre societ\u00e0 che, come ho detto prima, si basano soprattutto sul lavoro informale. Allo stesso modo, abbiamo messo in atto diversi prodotti di finanziamento, attraverso tre diverse tranche<\/em> (da 10.000 FCFA [15 euro] <\/em>a pi\u00f9 di 300 milioni di FCFA [circa 457.000 euro],<\/em> al fine di rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze di tutti i segmenti della popolazione.\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n

Fin dall’inizio, ci siamo resi conto dell’importanza della diversificazione. A tal fine, offriamo una gamma integrata di supporto agli imprenditori, al fine di massimizzare le loro possibilit\u00e0 di successo. <\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Pu\u00f2 presentare un tipo d<\/strong>i <\/strong>tranche<\/em><\/strong> <\/strong>di finanziamento? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

La prima tranche, di un ammontare inferiore a un milione di franchi CFA [circa 1525 euro]<\/em>, \u00e8 destinata ai gruppi pi\u00f9 vulnerabili, il cui empowerment <\/em>economico deve essere promosso. Uno dei nostri programmi di punta, o almeno di maggior successo, \u00e8 il Nano-Credito, che rientra in questa categoria, con importi che vanno da 10.000 FCFA [15 euro]<\/em> a 300.000 FCFA [456 euro]<\/em> <\/span>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, rimborsabili in un periodo da tre mesi – o anche sei per gli importi pi\u00f9 alti. \u00c8 uno strumento estremamente efficace che \u00e8 stato progettato per includere coloro che erano generalmente esclusi dal sistema finanziario convenzionale. Deve la sua efficienza al fatto di essere ancorato ai mercati tradizionali, ai mercati del pesce, nei quartieri popolari, ecc. I nostri primi promotori sono stati i beneficiari stessi: soprattutto le donne, particolarmente soddisfatte del nostro servizio, che hanno incoraggiato le loro colleghe e colleghi  delle federazioni o cooperative di cui fanno parte ad adottare il Nano-Credito.<\/p>\n\n\n\n

Il vostro approccio contribuisce alla creazione di un vero e proprio ecosistema imprenditoriale e alla strutturazione di catene di valore che interessano diversi settori, dall’agricoltura all’artigianato, passando dalla pesca, l’allevamento e i servizi\u2026 <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

\u00c8 fondamentale per lo sviluppo sostenibile del nostro paese e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019intero continente, strutturare e rafforzare le catene di valore, a livello nazionale e regionale. Per quanto riguarda il nostro approccio alla strutturazione delle catene, abbiamo implementato una serie di attivit\u00e0 focalizzate su settori promettenti (sale, anacardi, latte, pelli, riso, ecc.), al fine di stabilire ecosistemi sostenibili che rispettino l’equit\u00e0 territoriale. Questo va di pari passo con la facilitazione dell’accesso ai finanziamenti e la soddisfazione della domanda del mercato. Un approccio integrato attraverso uno dei nostri programmi di punta, PAVIE (Projet d’Appui et de Valorisation des Initiatives Entrepreneuriales<\/em>), mira a intervenire sugli anelli essenziali delle diverse catene di valore ad alto potenziale dell’economia senegalese per rimuovere gli ostacoli strutturali al loro rendimento. Oltre a sostenere e finanziare i mezzi tecnici per migliorare la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dei prodotti, l’obiettivo principale \u00e8 promuovere la federazione dei produttori interessati e le relazioni contrattuali tra gli attori dei diversi anelli della catena, al fine di aumentare collettivamente i loro vantaggi competitivi e consentire una migliore distribuzione del valore aggiunto. Ad oggi, abbiamo finanziato pi\u00f9 di 12.650 iniziative imprenditoriali nel quadro di  questa iniziativa. <\/p>\n\n\n\n

Una delle aree prioritarie del DER\/FJ \u00e8 il sostegno al settore digitale. Pu\u00f2 spiegare il suo approccio e la sua strategia per il futuro, al fine di accelerare il processo di digitalizzazione delle imprese e delle attivit\u00e0 economiche senegalesi?   <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

La nostra ambizione \u00e8 quella di rendere il Senegal un Digital Hub<\/em> di riferimento per l’Africa occidentale. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo istituito un Fondo di sostegno per l’innovazione e il settore digitale (FSI-N). Attualmente, pi\u00f9 di 192 startup e PMI innovative beneficiano del nostro sostegno e finanziamento. Rispetto ad altri settori di attivit\u00e0, il settore digitale ha una particolarit\u00e0: era molto pi\u00f9 difficile per i progetti innovativi trovare finanziamenti a causa della loro minore percentuale di successo. Inoltre, abbiamo messo a disposizione dell’ecosistema digitale senegalese e internazionale il DER Innovation Hub<\/em> (o “D-Hub”), che \u00e8 uno spazio che serve come quadro di riferimento e luogo di incontro. Abbiamo anche appena lanciato la costruzione del Mohammed Bin Zayed Centre for Innovation and Entrepreneurship (MBZ)<\/em>, nel quartiere di Mermoz, a Dakar. Questo centro mira a diventare un riferimento africano nel campo dell’accelerazione dello sviluppo dell’ecosistema digitale e delle startup<\/em>.  <\/p>\n\n\n\n

Tutte queste iniziative possono essere riassunte in una strategia globale di sviluppo digitale, che si concentra sulla costruzione di ecosistemi e reti di attori chiave nel sostegno all’innovazione e alle sinergie tecnologiche. Questo viene fatto attraverso lo sviluppo di cluster forti e dinamici, che coprono diversi settori (e-health, agritech<\/em>), la mobilitazione di fondi per moltiplicare l’impatto delle azioni realizzate e la creazione di partenariati internazionali con ecosistemi di innovazione stranieri. Da questo punto di vista, sottolineo l’importanza e la rilevanza di questa visione nella prospettiva del vertice UA\/UE. Parallelamente a ci\u00f2 che troviamo in Europa, con progetti politici come la “start-up nation<\/em>” promossa dal presidente Emmanuel Macron o con iniziative private, il settore digitale si sta espandendo in tutto il continente africano. Cos\u00ec, la creazione di partenariati tra i vari hub e start-up presenti nei due continenti \u00e8 un ottimo esempio di cooperazione. Ad esempio, questo mercoled\u00ec ho partecipato a una tavola rotonda pre-Summit alla Station F<\/em>, l’hub digitale francese per eccellenza, sul tema “Investire insieme per una nuova alleanza tra Africa ed Europa”. <\/p>\n\n\n\n

La nostra ambizione \u00e8 quella di rendere il Senegal un Digital Hub<\/em> di riferimento per l’Africa occidentale.<\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

Quali soluzioni consiglierebbe per migliorare l’imprenditorialit\u00e0 in Africa occidentale?  <\/strong> <\/h3>\n\n\n\n

Cominciamo con le soluzioni a livello nazionale. Prima di tutto, l’ecosistema imprenditoriale dovrebbe essere rafforzato creando un ambiente favorevole: mobilitando pi\u00f9 fondi dedicati all’imprenditoria giovanile e femminile e promuovendo gli incubatori di imprese a livello locale, cos\u00ec come le strutture di supporto per gli imprenditori. In secondo luogo, le procedure amministrative per la creazione di un’impresa dovrebbero essere semplificate e alleggerite, e dovrebbe essere messo in atto un sistema di sostegno personalizzato e di follow-up<\/em> per i nuovi imprenditori. Questo dovrebbe essere accompagnato dalla creazione di ricchezza nei vari settori di attivit\u00e0, prima di tutto il settore agricolo.  <\/p>\n\n\n\n

Queste iniziative vanno di pari passo, da un lato, con il miglioramento dell’occupabilit\u00e0 dei giovani, che ovviamente richiede investire sulla  formazione e l’istruzione degli imprenditori, con contenuti adeguati alle esigenze del mercato del lavoro. D’altra parte, ci dovrebbe essere un maggiore spostamento verso un’economia formale, connettendo, ad esempio, il settore informale con i mercati di crescita e aumentando il livello di finanziamento dei progetti e la produttivit\u00e0 del settore.   <\/p>\n\n\n\n

Per quel che concerne l\u2019Africa occidentale pi\u00f9 in generale, si dovrebbe istituire un fondo dedicato all’imprenditoria femminile e giovanile, e creare una sinergia fra le azioni dei vari  stati – compresi incubatori, acceleratori e altri spazi di lavoro collaborativo. Questo potrebbe andare di pari passo con la creazione di un mercato unico dell’imprenditoria a livello dell’Africa occidentale, attraverso l’abolizione dei vincoli finanziari legati alla mobilit\u00e0, al finanziamento del soggiorno o anche all’assistenza… Aggiungerei che alcuni dei nostri progetti faro gi\u00e0 menzionati, tra cui PAVIE e MBZ, hanno una gi\u00e0 una vocazione sub-regionale.  <\/p>\n\n\n\n

Incoraggiare questo tipo di integrazione sub-regionale andrebbe di pari passo con l’esportazione del modello DER in altri paesi? Pensa che questo modello possa essere replicato in Africa occidentale e oltre?  <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Certamente, anche se non si tratta di fare un copia-incolla. Ci\u00f2 che \u00e8 necessario soprattutto \u00e8 proporre e adattare il modello DER a seconda delle necessit\u00e0 e caratteristiche degli altri paesi. Abbiamo gi\u00e0 partecipato a otto iniziative di assistenza tecnica e di condivisione di esperienze con i paesi vicini. La Mauritania sta per implementare il Nano-credito, come quello della DER. La condivisione delle competenze a livello locale potrebbe ovviamente favorire la creazione di un forte ecosistema imprenditoriale transregionale, con il conseguente rafforzamento delle catene di valore regionali. Per il resto, la direttrice del FMI e il presidente dell\u2019AfDB hanno espresso il desiderio di vedere il modello DER replicato nei paesi africani coperti dalle due istituzioni, oltre la subregione dell’Africa occidentale. Tuttavia, la condivisione di competenze e conoscenze potrebbe anche essere proposta ed avviata con altre regioni del mondo, come l’America Latina. Per questo, chiediamo un rafforzamento del dialogo multilaterale e delle piattaforme peer-to-peer.<\/em> Fortunatamente, tali istituzioni esistono gi\u00e0, come il Centro di Sviluppo dell’OCSE. A mio parere, sarebbe interessante creare o rafforzare piattaforme multilaterali, rappresentative e al contempo agili, rivolte a temi specifici e inerenti a diversi paesi – dai paesi in via di sviluppo ai paesi ‘OCSE, compresi, ovviamente, quelli dell’Unione Europea. L\u2019Italia, fra l\u2019altro, costituisce un ottimo esempio e candidato per la condivisione di \u201cbuone pratiche\u201d, essendo un paese storicamente volto – perlomeno, per quel che riguarda alcune regioni – alla promozione delle PMI. Di nuovo, uno spunto di riflessione per il dopo-vertice.<\/p>\n\n\n\n

Riprendiamo un punto da lei gi\u00e0 sollevato, relativo alle migrazioni. Circa il 12% del PIL del Senegal proviene dalle rimesse della diaspora. Lo stesso vale per molti altri paesi africani. Come possiamo includere e sfruttare al meglio queste risorse?  <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Lo scorso novembre a Dakar, e questa settimana a Parigi, abbiamo lanciato il Fondo Diaspora della DER\/FJ, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri senegalese. L’obiettivo \u00e8 di mobilitare le competenze della diaspora per lo sviluppo locale e di incoraggiare gli investimenti dei senegalesi all’estero nella loro localit\u00e0 d’origine. Infatti, il 9,3% delle rimesse degli emigranti sono destinate agli investimenti (soprattutto immobiliari), contro il 90,7% per le spese correnti delle loro famiglie. \u00c8 quindi necessario incoraggiare i nostri compatrioti a cofinanziare, nel modo meno rischioso possibile, reindirizzando parte delle loro rimesse verso investimenti produttivi destinati ai settori chiave della nostra economia. Allo stesso modo, dobbiamo sostenere la reintegrazione dei senegalesi che desiderano tornare nel loro paese.  <\/p>\n\n\n\n

Nel contesto del vertice UA\/UE e del cambiamento della narrazione e della percezione dell’Africa da parte dell’Europa, il punto di partenza dovrebbe essere una questione di vocabolario: \u00e8 ora di sostituire il termine migrazione<\/em> con mobilit\u00e0<\/em>. <\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n

In questo senso, come si pu\u00f2 combinare la promozione dell’imprenditorialit\u00e0 in Africa con iniziative di partenariato per la mobilit\u00e0 delle competenze?  <\/strong><\/h3>\n\n\n\n

Ovviamente sono favorevole a facilitare la mobilit\u00e0 incrociata tra l’Europa e l’Africa per promuovere il talento africano, in particolare nei settori dell’imprenditoria, dell’istruzione, della ricerca, dell’innovazione, della cultura e dello sport. Questo sarebbe possibile con l’attuazione di una “carta blu” europea, che contribuirebbe alla realizzazione di una “mobilit\u00e0 circolare positiva” da un continente all’altro. Si tratta di una dinamica che pu\u00f2 ovviamente essere dispiegata attraverso la creazione di imprese a cavallo tra i due continenti e la promozione dell’imprenditorialit\u00e0, alimentata da una forza lavoro africana giovane e qualificata. \u00c8 anche fondamentale favorire la mobilit\u00e0 degli studenti, in un mondo in cui l’occupabilit\u00e0 \u00e8 “pi\u00f9 alta” in settori promettenti (digitale, big data,<\/em> ingegneria, agricoltura, sviluppo sostenibile). C’\u00e8 molto spazio per creare doppie lauree o centri di formazione per competenze specifiche – legate, per esempio, al settore digitale. Nel contesto del vertice UA\/UE e del cambiamento della narrazione e della percezione dell’Africa da parte dell’Europa, il punto di partenza dovrebbe essere una questione di vocabolario: \u00e8 ora di sostituire il termine migrazione<\/em> con mobilit\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n

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Papa Amadou Sarr \u00e8 ministro, delegato generale per l’imprenditoria rapida dei giovani e delle donne (DER\/FJ) del Senegal, una struttura creata dal presidente Macky Sall nel 2018. In questa intervista discute le principali questioni in gioco nel vertice Unione Africana\/Unione Europea che si \u00e8 appena concluso, cos\u00ec come quelle relative alla presidenza del Senegal dell’Unione Africana nel 2022. 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