{"id":3356,"date":"2022-02-19T15:02:04","date_gmt":"2022-02-19T15:02:04","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3356"},"modified":"2022-02-19T15:26:49","modified_gmt":"2022-02-19T15:26:49","slug":"il-partenariato-tra-i-nostri-due-continenti-deve-passare-attraverso-limprenditoria-conversazione-con-papa-amadou-sarr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/19\/il-partenariato-tra-i-nostri-due-continenti-deve-passare-attraverso-limprenditoria-conversazione-con-papa-amadou-sarr\/","title":{"rendered":"“Il partenariato tra i nostri due continenti deve passare attraverso l’imprenditoria”, conversazione con Papa Amadou Sarr"},"content":{"rendered":"\n
\u202fAccolgo molto positivamente lo svolgimento di questo vertice di alto livello, che affronta le questioni pi\u00f9 urgenti del momento in termini di cooperazione tra i due continenti. \u00c8 noto che l’Unione Europea e l’Africa sono partner fondamentali e complementari. Ci sono forti legami tra l’UE e l’UA, in particolare su questioni di sicurezza, migrazione e commercio. Spero che le approfondite discussioni e le riflessioni intraprese in questi due giorni porteranno ad azioni concrete, come ha sottolineato il presidente Macky Sall. Sono d’accordo con lui quando dice aspettarsi ad “un partenariato rinnovato, modernizzato e pi\u00f9 orientato all’azione”. Questo \u00e8 un momento unico per rimodellare il partenariato tra UE e UA verso un futuro migliore e pi\u00f9 promettente, costruito su relazioni sane e vincenti, in modo che i capi di stato africani ed europei possano proporre quello che si potrebbe chiamare un “New Deal<\/em>” tra Europa e Africa – per riprendere la bella espressione usata da Achille Mbembe nell\u2019articolo pubblicato sulla vostra rivista<\/a>.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n Queste proposte toccano ovviamente diversi aspetti, tra cui il sostegno e la promozione del settore privato africano. Come capo della Delegazione generale per l’imprenditoria rapida dei giovani e delle donne (DER\/FJ) in Senegal, <\/a>il mio pi\u00f9 grande desiderio \u00e8 quello di vedere rafforzato il finanziamento del settore privato. \u202f <\/p>\n\n\n\n Pi\u00f9 concretamente, mi aspetto che i capi di stato dell’Unione Europea e dell’Unione Africana decidano di creare un fondo che vada da 1 a 5 miliardi di euro, per la promozione dell\u2019imprenditorialit\u00e0. Una promozione che pu\u00f2 essere fatta sulla base di modelli come il nostro, quello del DER\/FJ. Vale a dire, la creazione di meccanismi di finanziamento flessibili e adatti alle esigenze degli imprenditori: debito, sovvenzioni, garanzie, capitale di rischio, ma anche warrant e azioni. Dopo quattro anni di esistenza della DER\/FJ, abbiamo notato che gli imprenditori – fra i 25 e i 30 milioni di giovani e donne in tutto il continente, che lavorano inizialmente nel settore informale – hanno bisogno di essere sostenuti, finanziati e anche formalizzati per poter crescere. Sottolineo qui il ruolo basilare del settore informale nelle nostre economie: secondo la Banca Mondiale, impiega quasi il 90% della popolazione africana, l’80% nel caso del Senegal.\u202f <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n Per questo, spesso i meccanismi normalmente messi in atto dalle banche convenzionali non sono adatti a tali realt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n Gli imprenditori – fra i 25 e i 30 milioni di giovani e donne in tutto il continente, che lavorano inizialmente nel settore informale – hanno bisogno di essere sostenuti, finanziati e anche formalizzati per poter crescere.<\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n E al di l\u00e0 della promozione dell’imprenditorialit\u00e0?\u202f <\/strong><\/p>\n\n\n\n Oltre all’imprenditorialit\u00e0, ci sono ovviamente altre grandi priorit\u00e0 per lo sviluppo economico dell’Africa. Queste includono investimenti in infrastrutture, agricoltura, PMI e altre iniziative volte a integrare il continente africano. Integrazione che avviene soprattutto attraverso i binari, le autostrade e le ferrovie, elementi che, spero, avvicineranno concretamente i nostri continenti. In questo senso, c’\u00e8 una frontiera comune tra Europa e Africa, quella del Marocco. Oggi, per esempio, i camion marocchini che partono dalle montagne dell’Atlante arrivano in Senegal e partono con prodotti da vendere in Europa. Questa interazione tra i due continenti, attraverso il Mediterraneo e l’Atlantico, dovrebbe essere ulteriormente rafforzata. Infine, credo che il trasferimento di competenze, la costruzione di capacit\u00e0, il trasferimento di tecnologia e i programmi di scambio universitario siano assolutamente fondamentali. Questi possono costituire elementi centrali nella costruzione di un partenariato tra l’UE e l’UA che benefici entrambi i continenti.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n Ho letto con grande interesse e attenzione l’articolo pubblicato da Achille Mbembe. Ovviamente, le sue riflessioni possono essere utilizzate per alimentare il dialogo tra l’Unione europea e l’Unione africana. Mbembe propone il coinvolgimento dell’UE nel sostegno all’innovazione e alla democrazia in Africa, date le sfide che rappresenta. Come sapete, costruire la pace e la democrazia in Africa \u00e8 una delle principali ambizioni dell’UA. Ma al di l\u00e0 della governance democratica, altre questioni strategiche riguardanti il riequilibrio delle relazioni tra i due continenti sono all’ordine del giorno. Penso che i presidenti Macron e Sall l’abbiano presentato molto bene.\u202f <\/p>\n\n\n\n Come ho gi\u00e0 detto, il partenariato tra Europa e Africa deve essere prima di tutto inserito in una dinamica win-win.<\/em> Per esempio, promuovendo il settore privato da entrambe le parti, creando opportunit\u00e0 di investimento per le aziende europee in Africa e opportunit\u00e0 di investimento ed esportazione in Europa per le aziende africane. Questo naturalmente va di pari passo con la questione della migrazione, che a mio parere – e come richiesto da imprenditori, giovani, studenti, accademici o dal settore privato – dovrebbe essere affrontata sulla base di una maggiore e pi\u00f9 flessibile circolazione di persone e di merci. Questo implicherebbe una maggiore flessibilit\u00e0 e facilit\u00e0 nell’ottenere i visti per soggiorni brevi, medi e lunghi, al fine di permettere agli imprenditori, agli scienziati e, pi\u00f9 in generale, agli africani di viaggiare da e verso l’Europa nelle migliori condizioni possibili.\u202fLa difficolt\u00e0 di ottenere un visto blocca gli africani, li paralizza. Questo \u00e8 particolarmente vero per coloro che sono in Europa e sono scoraggiati dal viaggiare avanti e indietro. Il risultato \u00e8 che non tornano pi\u00f9 in Africa.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n Il partenariato tra Europa e Africa deve essere prima di tutto inserito in una dinamica win-win.<\/em> <\/p>papa amadou sarr<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Condivido quindi la visione del presidente Emmanuel Macron che, nella sua prospettiva europea, vorrebbe rafforzare l’asse euro-africano, facendone una delle priorit\u00e0 della politica estera dell’Unione europea. L’obiettivo \u00e8 quello di rafforzare un partenariato Europa-Africa che, va ricordato, \u00e8 talvolta minato di fronte ai partner emergenti dell’Africa – pi\u00f9 che emergenti: solidi -, come la Cina, la Russia, la Turchia e altri paesi asiatici.\u202f\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n \u202fOggi l’Africa presenta grandi opportunit\u00e0 di crescita economica, che \u00e8 gi\u00e0 alta, con prospettive promettenti. Le opportunit\u00e0 di investimento e il potenziale da sfruttare rimangono immensi. Ma per far s\u00ec che la crescita economica in un continente gi\u00e0 molto in ritardo sia sostenibile e sostenuta, l’investimento nelle infrastrutture rimane essenziale. Pi\u00f9 in generale, la crescita dovrebbe essere combinata a nuovi e migliori servizi pubblici, che contribuiscono alla trasformazione strutturale dell’economia del continente africano. A questo proposito, i partenariati pubblico-privato (PPP) potrebbero giocare un ruolo importante, poich\u00e9 i fondi privati sono essenziali per lo sviluppo del continente. Al di l\u00e0 del settore privato regionale, l’Africa, con solo il 2% dei flussi di investimenti diretti esteri del mondo, dovrebbe attirare pi\u00f9 interesse da parte degli investitori stranieri tramite PPP. Esempi di PPP di successo esistono in tutta l’Africa; tuttavia, anche se offrono diversi vantaggi, bisogna riconoscere che sono soggetti a diverse critiche (instabilit\u00e0 di bilancio, occultamento dei prestiti pubblici, influenza dei mercati finanziari, complessit\u00e0 dei contratti, trattative riservate, ecc.). Il quadro giuridico per i PPP dovrebbe quindi essere rafforzato per una migliore efficienza, e i PPP dovrebbero essere costruiti in condizioni di parit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n Il presidente Macky Sall ha assunto la presidenza dell’Unione africana il 1\u00b0 febbraio 2022. L’organizzazione comunitaria pu\u00f2 contare sulla sua leadership<\/em>. In effetti, il nostro presidente ha acquisito una grande credibilit\u00e0 a livello internazionale: il nostro paese rappresenta un modello di democrazia e di stabilit\u00e0 in Africa, e in particolare in Africa occidentale. Per noi, questo \u00e8 ovviamente un momento fortemente simbolico, nella misura in cui l’inizio del mandato del presidente Macky Sall a capo dell’UA \u00e8 coinciso con il vertice UA\/UE.\u202f <\/p>\n\n\n\n La presidenza dell’UA di Macky Sall ha proposto e si prepara ad affrontare diverse questioni, tra cui la stabilit\u00e0 economica e finanziaria, la questione dei Diritti Speciali di Prelievo (DSP), la sicurezza e il clima, senza dimenticare l’importante questione della giovent\u00f9, che comporta necessariamente la formazione, l’occupazione e, pi\u00f9 in particolare, l’imprenditorialit\u00e0.\u202fOggi, l’Africa ha la popolazione pi\u00f9 giovane del mondo, con il 70-75% della popolazione tra i 12 e i 25 anni. Presentando un dividendo demografico che definisce l’Africa come il continente del futuro, gli stati africani devono essere sufficientemente preparati per non perdere questo grande appuntamento con la storia. \u00c8 assolutamente necessario trovare posti di lavoro per questi giovani, formazione e finanziamenti affinch\u00e9 i loro progetti possano essere realizzati.\u202f\u00c8 rispetto a questo obiettivo, quello di promuovere l’imprenditorialit\u00e0 femminile e giovanile, al fine di rendere questi segmenti – maggioritari – della nostra societ\u00e0 attori autonomi e indipendenti nell’economia africana, che il presidente Macky Sall ha creato il DER\/FJ nel 2018.\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n Abbiamo effettivamente ricevuto molti incoraggiamenti a livello internazionale, in particolare dal FMI, dall’AfDB – uno dei nostri primi partner finanziari – e da personalit\u00e0 europee come il Commissario Vestager. \u202fSoprattutto, abbiamo guadagnato la fiducia di molti partner, tra cui molti donatori internazionali, come l’AfDB appena citato, l’Agenzia francese per lo sviluppo (AFD), il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), la Fondazione Bill e Melinda Gates, ecc. Questi ultimi hanno riposto la loro fiducia in noi con piena cognizione di causa. Sono stati convinti dell’efficacia e della fattibilit\u00e0 del modello DER\/FJ, i cui risultati parlano da soli. Dal lancio delle nostre attivit\u00e0 quattro anni fa, abbiamo concesso pi\u00f9 di 188.220 prestiti a pi\u00f9 di 153.514 beneficiari, per un totale di 80 miliardi di franchi CFA [circa 122 milioni di euro].\u202f<\/em>\u202f <\/p>\n\n\n\n\n\n Fin dall’inizio, ci siamo resi conto dell’importanza della diversificazione. A tal fine, offriamo una gamma integrata di supporto agli imprenditori, al fine di massimizzare le loro possibilit\u00e0 di successo. Abbiamo quindi istituito la politica delle 3F (Formalizzazione, Formazione e Finanziamento). Come suggerisce il nome, la Formalizzazione (supporto alla registrazione e contributo all’inclusione finanziaria) e la Formazione (capacity building<\/em>, mentoring,<\/em> workshop<\/em>, ecc.) sono servizi aggiuntivi di natura diversa dal Finanziamento. Sono assolutamente indispensabili se teniamo conto della struttura delle nostre societ\u00e0 che, come ho detto prima, si basano soprattutto sul lavoro informale. Allo stesso modo, abbiamo messo in atto diversi prodotti di finanziamento, attraverso tre diverse tranche<\/em> (da 10.000 FCFA [15 euro] <\/em>a pi\u00f9 di 300 milioni di FCFA [circa 457.000 euro],<\/em> al fine di rispondere nel miglior modo possibile alle esigenze di tutti i segmenti della popolazione.\u202f\u202f <\/p>\n\n\n\n\u202fCosa pensa <\/strong>dell’articolo di Achille Mbembe<\/strong><\/a> pubblicato recentemente sul Grand Continent<\/em>, in cui ci invita a uscire da una visione apolitica dello sviluppo – o pi\u00f9 precisamente, come<\/strong> ha detto citandolo il presidente Macron mercoled\u00ec alla Station F<\/em>,<\/strong><\/a> a “passare da un approccio apolitico e tecnocratico all’aiuto allo sviluppo a un approccio nuovo, che possa dare un senso, costruire un progetto, un percorso a un rapporto che viveva nel passato”? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Si \u00e8 parlato di una <\/strong>“dottrina Macron”<\/strong><\/a>, che consisterebbe nel dare priorit\u00e0 all’asse euro-africano nella strategia di politica estera dell’Unione europea. Questa visione potrebbe essere condivisa dagli africani?\u202f\u202f\u202f<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
La proposta di una rinnovata cooperazione tra i due continenti, difesa dal presidente francese, implica la promozione, tra l’altro, di partenariati pubblico-privati destinati ad attirare investitori globali. Tuttavia, questo meccanismo non \u00e8 esente a critiche. <\/strong>Gli economisti Daniela Gabor e Ndongo Samba Sylla <\/strong><\/a>lo definiscono una “bomba a orologeria per il bilancio” dei paesi africani. Cosa ne pensa? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Parallelamente al vertice UA\/UE, \u00e8 appena iniziata la presidenza dell’Unione Africana da parte del Senegal. Il presidente Macky Sall ha sottolineato la necessit\u00e0 di rispondere alle emergenze sanitarie ed economiche del continente, nello spirito di una “Africa emergente”. Cosa si aspetta dalla presidenza senegalese in merito?\u202f\u202f <\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Il modello DER\/FJ ha attirato l’interesse della direttrice generale del Fondo monetario internazionale (FMI), del presidente della Banca africana di sviluppo (AfDB) e altre personalit\u00e0\u2026 Quali sono le motivazioni di questo successo? <\/strong><\/h3>\n\n\n\n
\r\n <\/picture>\r\n \n <\/a>\n<\/figure>\n\n\nIl successo del modello DER sembra basarsi principalmente, da un lato, sulla diversificazione dei servizi offerti e, dall’altro, sulla proposta di diversi importi di finanziamenti. \u202f <\/strong><\/h3>\n\n\n\n