{"id":3325,"date":"2022-02-14T16:48:45","date_gmt":"2022-02-14T16:48:45","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=3325"},"modified":"2022-02-15T09:47:24","modified_gmt":"2022-02-15T09:47:24","slug":"un-new-deal-tra-africa-ed-europa-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/14\/un-new-deal-tra-africa-ed-europa-e-possibile\/","title":{"rendered":"Un New Deal tra Africa ed Europa \u00e8 possibile?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Il sostegno all&#8217;innovazione per la democrazia e lo Stato di diritto non \u00e8 un obiettivo strategico dell&#8217;Unione europea in Africa. Tuttavia, su scala globale \u00e8 in corso una competizione feroce tra diversi modelli politici, che non vede pi\u00f9 i regimi comunisti o socialisti contro i regimi capitalisti, il libero mercato contro l&#8217;economia amministrata. Oggi, l\u2019oggetto del contendere \u00e8 la democrazia. Essa \u00e8 minacciata tanto dal neoliberalismo quanto dal nuovo autoritarismo, sia nella sua forma populista che nazionalista. L&#8217;Africa \u00e8 uno dei teatri privilegiati di questo confronto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-futuro-della-democrazia-e-la-nuova-questione-geopolitica\"><strong>Il futuro della democrazia \u00e8 la nuova questione geopolitica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Molti attori internazionali hanno capito che l&#8217;importanza del continente nella politica mondiale crescer\u00e0 nel XXI secolo, sia geopoliticamente che in termini di accesso a risorse scarse e di conquista di mercati, e la loro futura cooperazione con gli stati e le societ\u00e0 africane avr\u00e0 enormi implicazioni per la loro stessa posizione politica, economica, culturale e persino militare nel mondo. La maggior parte delle grandi potenze sta quindi sviluppando &#8220;nuove strategie globali con l&#8217;Africa&#8221;. A tal fine, hanno messo in atto programmi destinati non solo a riposizionarsi sul continente, ma anche a dimostrare che l&#8217;autoritarismo pu\u00f2 essere un modello di sviluppo valido ed efficace come qualsiasi altro. Questo \u00e8 il caso, per esempio, della Cina, il cui commercio con il continente si sta allontanando solo superficialmente dal vecchio modello dell&#8217;economia degli avamposti commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per competere con la Cina, altre potenze stanno ripensando i loro interventi in Africa. Si concentrano sulla stimolazione degli investimenti (soprattutto nel settore privato), sulla transizione verde e digitale, sullo sviluppo di grandi infrastrutture e, possibilmente, sulla creazione di posti di lavoro. Questo \u00e8 il caso dell&#8217;Unione europea&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-3325' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/14\/un-new-deal-tra-africa-ed-europa-e-possibile\/#easy-footnote-bottom-1-3325' title='Commissione europea e Servizio europeo di azione esterna, &lt;em&gt;Comunicazione congiunta al Parlamento europeo&lt;\/em&gt;. Verso una strategia globale con l&amp;#8217;Africa, Bruxelles, 2020'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ma \u00e8 anche il caso di Russia, Turchia, India, alcuni Stati del Golfo e altre potenze emergenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La maggior parte delle grandi potenze sta quindi sviluppando &#8220;nuove strategie globali con l&#8217;Africa&#8221;.<\/p><cite>achille mbembe<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il rapporto presentato al presidente Emmanuel Macron prima del nuovo vertice Africa-Francia tenutosi a Montpellier nell&#8217;ottobre 2020 ha presentato una panoramica relativamente dettagliata delle &#8220;situazioni della democrazia&#8221; in Africa dal 1990&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-3325' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/14\/un-new-deal-tra-africa-ed-europa-e-possibile\/#easy-footnote-bottom-2-3325' title='Les nouvelles relations Afrique-France: relever ensemble les d\u00e9fis de demain &amp;#8211; Elysee.fr'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ha sottolineato i cambiamenti di ogni tipo in corso nel continente &#8211; i cambiamenti demografici, l&#8217;urbanizzazione e la digitalizzazione, il desiderio di mobilit\u00e0 e di spostamento, i rischi e le sfide legate in particolare alla sostenibilit\u00e0 ecologica &#8211; e ha incoraggiato la Francia a proiettarsi nel secolo e a immaginare un nuovo rapporto con i paesi africani basato su un equilibrio dinamico tra interessi ben compresi e la ricerca di senso che anima le generazioni attuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;emergenza democratica, tre delle conclusioni del rapporto meritano di essere ricordate brevemente.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, la domanda di democrazia in Africa \u00e8 endogena. Non risale a oggi, ma al periodo coloniale, quando la richiesta di autonomia e la ricerca di autodeterminazione andavano di pari passo con l&#8217;aspirazione all&#8217;uguaglianza sociale nel quadro dello stato di diritto. A quel tempo, prevaleva l&#8217;idea che la democrazia dovesse basarsi sui diritti, a partire dal diritto dei popoli a governarsi. In futuro, la sua resilienza sarebbe dipesa, si pensava, dalla qualit\u00e0 e dalla solidit\u00e0 delle istituzioni, che sole avrebbero potuto contrastare l&#8217;ascesa di poteri personalistici una volta completata la decolonizzazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli anni &#8217;90 in poi, quando la maggior parte degli stati africani sono stati sottoposti a piani di aggiustamento strutturale e costretti a ripagare i debiti che avevano nei confronti delle istituzioni finanziarie internazionali, l&#8217;accento \u00e8 stato posto sul riequilibrio del rapporto tra stato e societ\u00e0 e sui principi di partecipazione, rappresentanza e responsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine degli anni 2000 \u00e8 stato raggiunto un punto di svolta. Mentre l&#8217;ascesa delle societ\u00e0 civili veniva confermata, veniva sollevata sempre pi\u00f9 spesso la questione della democrazia in riferimento alla problematica degli esseri viventi. Di fronte allo sviluppo di varie pandemie, agli effetti del riscaldamento globale e alla perdita di biodiversit\u00e0, molte persone riconoscono oggi l&#8217;esistenza di una continuit\u00e0 essenziale tra ambienti naturali, ecosistemi e mondi umani. In un contesto di pressione elevata sugli esseri viventi e in risposta alle crescenti vulnerabilit\u00e0, la democrazia \u00e8 sempre pi\u00f9 formulata in termini di ridistribuzione pi\u00f9 equa possibile dei mezzi di sussistenza, in vista della sostenibilit\u00e0 ecologica e sociale del continente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In un contesto di pressione elevata sugli esseri viventi e in risposta alle crescenti vulnerabilit\u00e0, la democrazia \u00e8 sempre pi\u00f9 formulata in termini di ridistribuzione pi\u00f9 equa possibile dei mezzi di sussistenza, in vista della sostenibilit\u00e0 ecologica e sociale del continente.<\/p><cite>achille mbembe<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"e-in-africa-che-si-gioca-il-futuro-della-democrazia\"><strong>\u00c8 in Africa che si gioca il futuro della democrazia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A dire il vero, il bilancio dei processi di democratizzazione dagli anni &#8217;90 in poi appare deludente. La recente evoluzione politica dei regimi politici africani mostra un chiaro declino dei progressi fatti dall&#8217;introduzione del multipartitismo e una polarizzazione sociale tanto pi\u00f9 accentuata in quanto in molti paesi le grandi riforme politiche e costituzionali sono state semplicemente abbandonate&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-3325' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/14\/un-new-deal-tra-africa-ed-europa-e-possibile\/#easy-footnote-bottom-3-3325' title='V-Dem, Varieties of Democracy. Standard globali, conoscenza locale, 2019. Vedere https:\/\/www.v-dem.net\/en\/data\/data-version-10\/'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Oggi, il continente \u00e8 di nuovo afflitto dalla recrudescenza di conflitti di tipo etnico o religioso. Quasi ovunque, i regimi dei partiti dominanti sono arrivati al potere e tendono a perpetuare politiche che intrappolano molte comunit\u00e0 locali in un ciclo vizioso di vulnerabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, le particolarit\u00e0 nazionali e i diversi contesti devono essere presi in considerazione. In molti paesi, tuttavia, c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;erosione talvolta significativa delle libert\u00e0 civili e politiche. In Africa centrale, in alcune parti del Nord Africa o in Sudan, la repressione \u00e8 aumentata. I raduni dei partiti di opposizione sono vietati o dispersi con la violenza. Attivisti e militanti sono arrestati e imprigionati, spesso senza processo. La violenza contro i &#8220;cadetti sociali&#8221; (i &#8220;senza lavoro&#8221;, le donne, le minoranze sessuali, religiose o linguistiche) \u00e8 in aumento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver contribuito attivamente al consolidamento di un&#8217;ecologia della brutalit\u00e0, molti stati stanno affrontando crisi multiformi e conflitti talvolta sanguinosi. Lungi dallo stabilire la legittimit\u00e0 dei regimi al potere, le elezioni sono diventate un innesco di gravi disordini. Spesso truccate, a volte risultano in perdite significative di vite umane, e in molti casi hanno aperto la strada a crisi costituzionali punteggiate da colpi di stato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Dopo aver contribuito attivamente al consolidamento di un&#8217;ecologia della brutalit\u00e0, molti stati stanno affrontando crisi multiformi e conflitti talvolta sanguinosi. Lungi dallo stabilire la legittimit\u00e0 dei regimi al potere, le elezioni sono diventate un innesco di gravi disordini.<\/p><cite>achille mbembe<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>A ben guardare, la maggioranza degli africani non gode ancora di alcuna garanzia sui diritti sociali e civili (diritto di associazione, libert\u00e0 dei media, libert\u00e0 di espressione) o sulle libert\u00e0 fondamentali. Inoltre, data l&#8217;opportunit\u00e0, molti sarebbero disposti a scambiare diritti socio-economici minimi con diritti politici e civili. Infine, molti continuano a chiedersi se, nella competizione tra regimi democratici e autoritari, questi ultimi non siano, come la Cina, pi\u00f9 efficaci nel ridurre la povert\u00e0, costruire sistemi sanitari ed educativi funzionali, garantire la sicurezza e promuovere una crescita economica inclusiva rispetto ai cosiddetti regimi democratici.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/02\/SIPA_REX40430906_000022-1340x894-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"894\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/02\/SIPA_REX40430906_000022-1340x894-1-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/02\/SIPA_REX40430906_000022-1340x894-1-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/02\/SIPA_REX40430906_000022-1340x894-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2022\/02\/SIPA_REX40430906_000022-1340x894-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Maja Smiejkowska\/REX\/Shutterstock (El Anatsui, \u2018Focus\u2019)<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>In vista della vasta transizione sociale in corso nel continente, colmare il divario tra il potere creativo culturale delle societ\u00e0 e delle comunit\u00e0 e la bassa qualit\u00e0 della vita pubblica e istituzionale \u00e8 dunque una questione urgente. L&#8217;emergere, quasi ovunque, di nuove forme di organizzazione, espressione e mobilitazione tra le giovani generazioni testimonia la vitalit\u00e0 dei movimenti sociali e la forza delle innovazioni in corso nel campo della creazione generale. L&#8217;accesso alle reti digitali, per esempio, sta contribuendo alla crescita delle capacit\u00e0 deliberative. In questo contesto, il futuro della democrazia dipender\u00e0 da due condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, da come le risorse di immaginazione sociale generate attraverso queste pratiche saranno sfruttate per aumentare le forme di auto-organizzazione e mettere in comune gli sforzi necessari per ricostruire il continente. In secondo luogo, dipender\u00e0 anche da quanto le forze internazionali sosterranno gli ideali democratici nel continente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"l-europa-e-in-ritardo\"><strong>L&#8217;Europa \u00e8 in ritardo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In teoria, questo sostegno fa parte degli obiettivi generali della politica estera dell&#8217;Unione europea (articolo 21 del trattato di Lisbona). Per esempio, la legge francese di orientamento e di programmazione della politica di sviluppo e di solidariet\u00e0 internazionale del 4 agosto 2021 menziona esplicitamente la difesa delle libert\u00e0 fondamentali, la promozione dei valori della democrazia e dello Stato di diritto e il sostegno ai meccanismi di buon governo. In entrambi i casi, tuttavia, esistono pochi strumenti per promuovere l&#8217;effettiva attuazione di questi ideali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove queste intenzioni sono state tradotte in interventi concreti, spesso mancano di leggibilit\u00e0, coerenza e impatto, e soprattutto di articolazione con le dinamiche locali pi\u00f9 creative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte dei grandi paesi occidentali ha comunque creato dei meccanismi di sostegno nel campo dei diritti umani. Essi variano in portata. L&#8217;Unione europea, in particolare, dispone di strumenti per sostenere le riforme amministrative. Infatti, si stima che circa il 10% dell&#8217;assistenza ufficiale allo sviluppo dei paesi africani sia dedicato ai diritti umani. Poich\u00e9 questi importi sono divisi tra diverse &#8220;finestre&#8221;, tra cui lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), il Fondo europeo di sviluppo (FES) e lo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI), non \u00e8 facile tracciare i finanziamenti effettivamente dedicati alla democrazia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sia nelle relazioni bilaterali che in quelle con l&#8217;Unione europea, non esiste quindi una cooperazione sistematica con i governi africani sulle riforme politiche volte a garantire una <em>governance<\/em> inclusiva e democratica. Dalla met\u00e0 degli anni 2000 sono stati tentati degli sforzi per colmare questa lacuna.<\/p><cite>achille mbembe<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Inoltre, mentre l&#8217;EIDHR permette all&#8217;UE di sostenere gli attori della democrazia senza l&#8217;accordo ufficiale dei governi africani, la maggior parte dei suoi interventi richiede il consenso di questi ultimi. Questo \u00e8 il caso del sostegno allo sviluppo delle capacit\u00e0. D&#8217;altra parte, meccanismi come il Fondo europeo per la democrazia (FES) hanno a disposizione importi sostanziali (quasi 100 milioni di euro nel 2021). Ma escludono l&#8217;Africa subsahariana dal loro campo d&#8217;intervento e le loro sovvenzioni sono riservate esclusivamente ai &#8220;vicini&#8221; immediati dell&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sia nelle relazioni bilaterali che in quelle con l&#8217;Unione europea, non esiste quindi una cooperazione sistematica con i governi africani sulle riforme politiche volte a garantire una <em>governance<\/em> inclusiva e democratica. Dalla met\u00e0 degli anni 2000 sono stati tentati degli sforzi per colmare questa lacuna. La creazione del Servizio per l\u2019Azione Esterna (SEAE) nel 2009 aveva lo scopo di rafforzare questo dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una moltitudine di iniziative piccole e spesso incoerenti ha preso il posto di un dialogo politico significativo. Questo \u00e8 vero per il sostegno ai processi elettorali, l&#8217;indipendenza del potere giudiziario, il pluralismo dei media, l&#8217;uguaglianza di genere e la difesa dei diritti umani. Lo stesso vale per gli interventi volti a migliorare la gestione delle finanze pubbliche, il sostegno alla decentralizzazione, lo sviluppo dei servizi giuridici e la modernizzazione dei tribunali. In questo caso, come in molti altri, il lavoro \u00e8 principalmente con i governi.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre iniziative riguardano il sostegno alle elezioni e alle missioni di osservazione elettorale. Il loro impatto sulla <em>governance<\/em> democratica \u00e8 incerto. Affinch\u00e9 il monitoraggio delle elezioni diventi un elemento chiave nei processi di democratizzazione deve essere parte di sforzi sistematici e a lungo termine per migliorare la qualit\u00e0 delle istituzioni. Tali sforzi richiedono investimenti in organizzazioni intermediarie come i media o i sindacati, nell&#8217;educazione civica e nel rafforzamento delle relazioni transnazionali tra le societ\u00e0 civili africane ed europee.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Una moltitudine di iniziative piccole e spesso incoerenti ha preso il posto di un dialogo politico significativo. <\/p><cite>achille mbembe<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Alcuni fondi sono di natura globale. Questo \u00e8 il caso del Fondo delle Nazioni Unite per la democrazia. Altri sono fondi regionali. \u00c8 il caso del Fondo europeo per la democrazia, le cui azioni sono limitate ai paesi vicini all&#8217;Europa. Altri ancora sono fondi nazionali. \u00c8 il caso del National Endowment for Democracy, della Westminster Foundation for Democracy, del Netherlands Institute for Multiparty Democracy. Tra tutti i paesi del mondo, la Germania \u00e8 quello che spende di pi\u00f9 per il sostegno alla democrazia &#8211; circa mezzo miliardo di euro all&#8217;anno attraverso fondazioni legate a partiti politici o sindacati.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte le attivit\u00e0 di queste varie organizzazioni vanno di pari passo, o in parallelo, con la ricerca. Essa viene svolta in centri specializzati all&#8217;interno delle universit\u00e0 o da <em>think-tank<\/em>. Gli Stati Uniti forniscono, di gran lunga, la maggior parte delle conoscenze mondiali in questo settore. Lo stesso vale per le reti di pubblicazione e per i collegamenti tra i vari settori.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"uscire-da-una-visione-apolitica-dello-sviluppo\"><strong>Uscire da una visione apolitica dello sviluppo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre ci prepariamo al vertice dei capi di Stato UE-Unione Africana, vale forse la pena di ribadire perch\u00e9 l&#8217;Europa dovrebbe essere coinvolta nel sostenere l&#8217;innovazione e la democrazia in Africa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo motivo \u00e8 storico. La richiesta di democrazia non \u00e8 imposta dall&#8217;esterno. Viene dalle stesse societ\u00e0 africane. In effetti, \u00e8 sancita da norme regionali e codificato come tale in una serie di testi chiave delle stesse istituzioni africane&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-3325' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/02\/14\/un-new-deal-tra-africa-ed-europa-e-possibile\/#easy-footnote-bottom-4-3325' title='Unione africana, 2012, Carta africana sulla democrazia, le elezioni e la governance. Vedi https:\/\/au.int\/en\/treaties\/african-charter-democracy-elections-and-governance; Unione Africana, 2019, The Africa Governance Report: Promoting African Shared Values'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Dovrebbe quindi far parte di qualsiasi dialogo politico con i regimi africani, sia bilaterale che multilaterale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo motivo \u00e8 strumentale. Il sostegno alla democrazia e allo stato di diritto \u00e8 un mezzo diretto per affrontare le sfide centrali dell&#8217;Antropocene, mitigare e adattarsi al cambiamento climatico; proteggere la biodiversit\u00e0 e gli ecosistemi; ridurre le disuguaglianze sia nelle capacit\u00e0 di base che nella parit\u00e0 di genere; in breve, promuovere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. In sua assenza, \u00e8 difficile espandere la gamma di scelte disponibili per le societ\u00e0 e le comunit\u00e0, per aumentare le capacit\u00e0 umane necessarie per affrontare l&#8217;incertezza e i rischi sistemici. In effetti, le sfide dello sviluppo e della sicurezza umana in Africa richiedono soluzioni sistemiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo motivo \u00e8 geostrategico. Oltre ad essere una questione di valori, il sostegno alla democrazia risponde agli interessi politici e di sicurezza a lungo termine dell&#8217;Europa in Africa. L&#8217;aumento della violenza islamista non pu\u00f2 essere separato dai fallimenti democratici. Mentre le &#8220;alternative&#8221; estremiste fioriscono sul letto della delusione democratica, la democrazia \u00e8 una delle condizioni per la stabilit\u00e0 a lungo termine del continente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Oltre ad essere una questione di valori, il sostegno alla democrazia risponde agli interessi politici e di sicurezza a lungo termine dell&#8217;Europa in Africa. L&#8217;aumento della violenza islamista non pu\u00f2 essere separato dai fallimenti democratici. Mentre le &#8220;alternative&#8221; estremiste fioriscono sul letto della delusione democratica, la democrazia \u00e8 una delle condizioni per la stabilit\u00e0 a lungo termine del continente.<\/p><cite>achille mbembe<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;Unione Europea non l&#8217;ha capito a sufficienza. Procedendo come se i problemi di sviluppo socio-economico derivassero in ultima analisi da una mancanza di capacit\u00e0 finanziaria, tecnica e amministrativa e non fossero causati invece da strutture di potere e vulnerabilit\u00e0, si \u00e8 privata della capacit\u00e0 di dare uno sguardo propriamente geopolitico all&#8217;Africa. \u00c8 quindi il momento di abbandonare un approccio tecnico e apolitico all&#8217;assistenza ufficiale allo sviluppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sicurezza umana, la stabilit\u00e0 politica e la pace regionale sono compromesse laddove si permette a un&#8217;ecologia della brutalit\u00e0 di attecchire e consolidarsi, con l&#8217;inevitabile conseguenza di generare crisi su crisi. La politica di implacabile contenimento delle migrazioni \u00e8 diventata uno dei principali fattori di destabilizzazione del continente. Non \u00e8 solo insostenibile. \u00c8 inumano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista del vertice tra l&#8217;Unione Africana e l&#8217;Unione Europea, Achille Mbembe propone di uscire da una visione apolitica dello sviluppo.<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":3328,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[1988,1638,1646,1761,1991,1860,1989,1697,1990],"staff":[1987],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-3325","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-achille-mbembe","tag-africa","tag-europa","tag-geopolitica","tag-governance","tag-grand-continent","tag-summit-ue-africa","tag-ue","tag-unione-africana","staff-achille-mbembe"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un New Deal tra Africa ed Europa \u00e8 possibile? 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