{"id":29331,"date":"2025-01-30T10:53:40","date_gmt":"2025-01-30T09:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=29331"},"modified":"2025-01-30T10:53:43","modified_gmt":"2025-01-30T09:53:43","slug":"al-di-la-di-musk-come-lelite-tecno-cesarista-vuole-ricostruire-lamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/01\/30\/al-di-la-di-musk-come-lelite-tecno-cesarista-vuole-ricostruire-lamerica\/","title":{"rendered":"Al di l\u00e0 di Musk: come l’\u00e9lite tecno-cesarista vuole ricostruire l’America"},"content":{"rendered":"\n

Cast dei personaggi<\/em><\/h4>\n\n\n\n

Peter Thiel (1967), il contrarian<\/em> originario\u00a0
Elon Musk (1971), il “sovrumano”
Marc Andreessen (1971), il futurista\u00a0\u00a0
Palmer Luckey (1992), il cosplayer<\/em><\/p>\n\n\n\n

e<\/em><\/p>\n\n\n\n

J. D. Vance (1984), il vicepresidente\u00a0<\/p>\n\n\n\n

Dagli Appalachi alle spiagge nordcoreane\u00a0<\/h2>\n\n\n\n

Siamo a Cleveland, in Ohio. 21 luglio 2016: \u00e8 l\u2019ultimo giorno della convention repubblicana. Subito prima di Ivanka e Donald Trump, sul palco sale Peter Thiel. Si presenta cos\u00ec: \u201cCostruisco aziende e sto supportando le persone che stanno costruendo cose nuove, dai social network alle navi spaziali. Non sono un politico. Ma nemmeno Donald Trump lo \u00e8. \u00c8 un costruttore, ed \u00e8 ora di ricostruire l\u2019America\u201d. <\/p>\n\n\n\n

Thiel, in un discorso di pochi minuti, dice molte altre cose. Fa outing per dire che un omosessuale come lui non sopporta un\u2019America distratta dalle guerre culturali. Invece di pensare a sconfiggere l\u2019Unione Sovietica, come nella guerra fredda, ora pensiamo a chi deve usare un bagno o l\u2019altro. Invece di fare il Progetto Manhattan, usiamo il floppy disk nelle basi nucleari. Invece di andare su Marte, abbiamo invaso il Medio Oriente. \u201cInvece di qualcosa di grandioso, abbiamo fatto una schifezza\u201d: questo dispositivo retorico \u00e8 il marchio di fabbrica di Thiel, l\u2019impronta dell\u2019investitore nato in Germania. Dopo gli studi a Stanford, ha fatto la sua fortuna con PayPal all\u2019inizio del secolo ed \u00e8 divenuto celebre come primo investitore esterno in Facebook (con tanto di comparsa in \u201cThe Social Network\u201d) e co-fondatore di un\u2019azienda di software per difesa e sicurezza, Palantir, che ha attirato i capitali del venture capital della CIA e solletica ogni fantasia complottista, con profondo compiacimento di Thiel e dei suoi colleghi. Il marchio di Thiel ha trovato la sua formula definitiva con: \u201cCi avevano promesso le auto volanti e invece ci siamo beccati i 140 caratteri\u201d. <\/p>\n\n\n\n

Thiel gioca con quest\u2019identit\u00e0 di coscienza inquieta della Silicon Valley e col gusto costante della provocazione, dell\u2019essere contrarian. Ai circoli conservatori butta l\u00ec una citazione di Ren\u00e9 Girard mentre investe in DeepMind dopo un dialogo con Demis Hassabis sugli scacchi, comincia a finanziare i giovani promettenti per non frequentare l\u2019universit\u00e0. Soprattutto si chiede sempre, con tono oracolare, cosa sia successo al futuro. Thiel fa i soldi coi bit, col software, per poi andare in giro a dire che il software non basta, che l\u2019innovazione non pu\u00f2 avvenire solo l\u00ec, che l\u2019America non sa pi\u00f9 \u201ccostruire\u201d. Mentre Thiel si avvicina a Trump, per una delle sue numerose imprese che portano nomi tratti dal \u201cSignore degli Anelli\u201d lavora un ragazzo dell\u2019Ohio che come lui ha fatto studi giuridici e ha appena scritto un libro: si chiama James David Vance. <\/p>\n\n\n\n

Costruire \u00e8 il verbo che segna la nuova terra promessa disegnata dai soldi e dai sogni di Thiel. Costruire, che cosa? Costruire strade, per reclamare spazio alle terre selvagge. Costruire ferrovie. Costruire dighe. Costruire il Pentagono. Erigere intere citt\u00e0 in poche settimane, come ha fatto l\u2019esercito sotto la guida di Leslie Groves, che solo anni dopo la maggior parte degli americani conosceranno grazie a Christopher Nolan in \u201cOppenheimer\u201d. Costruire qualunque cosa, compreso ci\u00f2 che ci conduce oltre questa terra angusta, verso nuovi pianeti dove potremo, dovremo, di nuovo costruire. Costruire per portare avanti la frontiera. <\/p>\n\n\n\n

Cos\u00ec Thiel, col suo gusto della provocazione, seleziona il costruttore perfetto, quello che pu\u00f2 far incazzare tutti: Donald Trump. Lo finanzia e lo supporta, compiacendosi dello scandalo assoluto che il suo gesto suscita nella Silicon Valley. Thiel scommette, e vince. <\/p>\n\n\n\n

C\u2019\u00e8 un momento incredibile delle tre ore di dialogo tra Joe Rogan e Donald Trump, che ha ottenuto decine di milioni di visualizzazioni, in cui Trump comincia a parlare del suo rapporto con Kim Jong-un. Trump inizia a elogiare le spiagge della Corea del Nord col leader nordcoreano. \u201cAvete spiagge bellissime\u201d, gli fa. E poi aggiunge che invece di costruire missili, bisogna costruire appartamenti in spiaggia. Trump gli dice che devono costruire insieme, perch\u00e9 lui \u00e8 un costruttore. <\/p>\n\n\n\n

Costruzione sovrumana\u00a0<\/h2>\n\n\n\n

Quando Thiel parla della gente che costruisce navi spaziali, si riferisce a Elon Musk. Con lui ha condiviso l\u2019esperienza di PayPal, che ha avviato la celeberrima \u201cPayPal Mafia\u201d: un circolo di persone influenti che diventano mentori di altri investitori e imprenditori, condividendo progetti e ideologie, e soprattutto facendo soldi. Tra di loro, David Sacks, co-autore di The Myth of Diversity<\/em> con Thiel nel 1995 che celebra il trentennale della pubblicazione con la nomina a \u201czar crypto e intelligenza artificiale\u201d della nuova amministrazione Trump. <\/p>\n\n\n\n

Com\u2019\u00e8 noto, Musk ha preso i soldi di PayPal e li ha investiti in due imprese all\u2019inizio del secolo: SpaceX e Tesla. Vuole rendere l\u2019umanit\u00e0 una specie multiplanetaria e in questa strada servir\u00e0 energia e servir\u00e0 cambiare la mobilit\u00e0. Con Thiel, Musk condivide il gusto della provocazione. Al contrario di Thiel, che sa di essere una figura del mondo del software, Musk ha un senso tutto suo per l\u2019America manifatturiera. <\/p>\n\n\n\n

Nel 2011, con l\u2019amministrazione Obama, lo Space Shuttle ha completato la sua ultima missione, pochi mesi dopo le sagaci battute di Obama verso Trump nella cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il momento in cui il tycoon ha deciso di entrare in politica. Il veicolo spaziale simbolo della forza dell\u2019America \u00e8 cos\u00ec finito in un museo. Per portare gli astronauti americani alla Stazione Spaziale Internazionale, la NASA finir\u00e0 per pagare l\u2019agenzia spaziale russa, sempre con Obama.  <\/p>\n\n\n\n

La storia americana di questo secolo \u00e8 anche la storia dei luoghi d\u2019America, fuori dalle rotte della Silicon Valley, in cui le aziende di Musk hanno riportato una capacit\u00e0 produttiva capace di incidere sui rapporti di forza internazionali. Tesla, certo, ma soprattutto SpaceX, e soprattutto in Texas. Poche settimane prima della rielezione di Trump, a testimoniare alla Camera dei rappresentanti in Texas c\u2019\u00e8 la presidente e direttrice operativa di SpaceX Gwynne Shotwell. \u00c8 una delle manager pi\u00f9 importanti al mondo. La scomoda verit\u00e0 \u00e8 che, se non lavorasse per Musk, sarebbe celebrata ogni settimana nelle copertine delle riviste femminili come modello da seguire per tutte le ragazze del pianeta. Shotwell nella sua testimonianza dice tre cose principali. In primo luogo, dice che la capacit\u00e0 produttiva di SpaceX \u00e8 ormai un fattore di sicurezza nazionale per gli Stati Uniti, garanzia per primeggiare rispetto alla Cina. In secondo luogo, che la fabbrica di Bastrop operata da SpaceX \u00e8 il principale luogo di produzione di circuiti stampati negli Stati Uniti e che la sua produttivit\u00e0 pu\u00f2 competere col Sud-est asiatico. In terzo luogo, Shotwell dice che l\u2019azienda in Texas non ha avuto problemi normativi, al contrario delle difficolt\u00e0 incontrate a livello federale, e ha lodato il lavoro svolto con la TCEQ (Texas Commission on Environmental Quality). Shotwell dice, letteralmente: \u201cA livello federale possiamo costruire un razzo e prepararlo per il lancio pi\u00f9 velocemente di quanto possiamo ottenere dalla burocrazia l\u2019approvazione per il lancio\u201d. Una frase chiave per comprendere l\u2019epoca dei costruttori. <\/p>\n\n\n\n

I legami dell\u2019America interna di Musk ci possono portare molto oltre, verso la costruzione delle costruzioni, che ci porta a quella capitale della storia dell\u2019intelligenza artificiale che \u00e8 Oneida, il pugno di abitanti della Clay County del Kentucky, dove Trump ha preso circa il 90% ma soprattutto dove oltre cinquant\u2019anni fa Jensen Huang ha iniziato il suo sogno americano, che ha portato alla fondazione di NVIDIA, l\u2019azienda fondamentale dell\u2019epoca dell\u2019intelligenza artificiale. Poco tempo fa, Jensen Huang con l\u2019immancabile giubbotto in pelle ha iniziato a parlare del data center Colossus, l\u2019iniziativa voluta da Musk con la sua societ\u00e0 xAI, con cui il fondatore di SpaceX e Tesla continua il suo inseguimento di OpenAI, l\u2019azienda che del resto ha senza alcun dubbio ideato lui nel 2015, come ricordo nel mio libro Geopolitica dell\u2019intelligenza artificiale<\/em>. In Tennessee, a Memphis, Musk ha coordinato il lavoro di una squadra di operai, ingegneri e tecnici, per costruire un cluster di addestramento di intelligenza artificiale, chiamato Colossus, con gli immancabili sistemi di NVIDIA, con notevole consumo di acqua ed energia, come \u00e8 inevitabile in questi progetti. L\u2019artefice di NVIDIA riconosce che l\u2019attivit\u00e0 di Musk, all\u2019interno della campagna di cento, o meglio mille, fiori di data center che sbocciano negli Stati Uniti, ha qualcosa che la distingue da tutti gli altri: la capacit\u00e0 di esecuzione nella manifattura su vasta scala. Ci\u00f2 che gli altri sono in grado di fare in molti mesi, con Musk avviene molto pi\u00f9 in fretta. La costruzione effettiva di Colossus \u00e8 avvenuta in 19 giorni. Per Jensen, quello che \u00e8 avvenuto \u00e8 \u201csovrumano\u201d. Musk \u00e8 lo sfacciato supereroe dell\u2019America che costruisce. <\/p>\n\n\n\n

Hardware e sicurezza nazionale\u00a0<\/h2>\n\n\n\n

Marc Andreessen, nato in Iowa nel 1971, cresciuto in Wisconsin, ha creato Mosaic, il primo browser web grafico, e poi Netscape, il browser di maggiore successo degli anni \u201990, venduto nel 1999 per oltre 4 miliardi di dollari. In questo secolo, l\u2019informatico Andreessen \u00e8 divenuto un investitore, con la fondazione di Andreessen Horowitz, che ha supportato societ\u00e0 come Facebook, Github, Instagram, Skype. Andreessen somiglia a Thiel (e si \u00e8 spesso confrontato con lui) perch\u00e9 affianca alla sua attivit\u00e0 principale \u2013 investire \u2013 la produzione di scritti o di concetti che cercano di spiegare quello che sta facendo, con un\u2019aura intellettuale. <\/p>\n\n\n\n

Due formule raccontano l\u2019evoluzione di Andreessen, nello schema dei costruttori. La prima, datata 2011, \u00e8 \u201cil software sta mangiando il mondo\u201d. La seconda, del 2020, \u201c\u00e8 tempo di costruire\u201d. Nel primo scritto, Andresseen dice che le industrie tradizionali saranno attraversate da una softwarizzazione sempre pi\u00f9 ampia: riduzione delle barriere d\u2019ingresso per aziende snelle, digitalizzazione ovunque. Il secondo scritto \u00e8 un complemento del primo, anche per via dello shock della pandemia. Certo, il software crea enorme valore ed \u00e8 parte essenziale degli stessi processi produttivi, ma arriva il momento inevitabile in cui ci rendiamo conto che non \u00e8 autosufficiente. I proprietari e i creator di OnlyFans fanno un sacco di soldi, ma alla fine della fiera cosa ce ne frega? In che modo questo cambia le dinamiche del mondo? Se siamo ossessionati da fare soldi su OnlyFans, magari siamo ricchi, ma siamo morti. E, nella nostra vita su OnlyFans, comunque dipendiamo dalla Cina e da Taiwan, non possiamo avere nemmeno l\u2019autonomia strategica del cliccare sui piedi. <\/p>\n\n\n\n

Andreessen scrive: <\/p>\n\n\n\n

La nostra nazione e la nostra civilt\u00e0 sono state costruite sulla produzione, sulla costruzione. I nostri antenati e le nostre antenate costruirono strade e treni, fattorie e fabbriche, poi il computer, il microchip, lo smartphone e innumerevoli altre migliaia di altre cose che ora diamo per scontate, che sono intorno a noi, che definiscono le nostre vite e provvedono al nostro benessere. C\u2019\u00e8 solo un modo per onorare la loro eredit\u00e0 e creare il futuro che vogliamo per i nostri figli e nipoti: costruire.    <\/em><\/p>\n\n\n\n

Costruire \u00e8 l\u2019imperativo per avere futuro. Per essere letteralmente futuristi, interpreti della nuova et\u00e0 delle macchine. E Andreessen si dichiarer\u00e0 futurista, in un nuovo manifesto in cui cita Marinetti prima delle elezioni del 2024, in cui render\u00e0 esplicito il suo supporto per Trump. Da Trump il mondo di Andreessen, che si definisce \u201clittle tech\u201d, vuole una riduzione assoluta delle tasse ma soprattutto delle regole, compresi i vincoli allo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale, in cui vede l\u2019influenza eccessiva di attori gi\u00e0 consolidati, come OpenAI, Anthropic e le \u201cBig tech\u201d che controllano queste societ\u00e0.  <\/p>\n\n\n\n

Dobbiamo compiere un altro passaggio essenziale, dentro l\u2019epoca del capitalismo politico. Se l\u2019America non costruisce pi\u00f9, se l\u2019anima dell\u2019America \u00e8 costruire, chi \u00e8 invece, nel mondo, a costruire? Dov\u2019\u00e8 che spuntano le fabbriche? Dov\u2019\u00e8 che si erigono citt\u00e0 su citt\u00e0, per essere popolate o per restare vuote? Dov\u2019\u00e8 che si muove la nuova geografia dell\u2019acciaio? Dov\u2019\u00e8 che si installano le stazioni di comunicazione? Dov\u2019\u00e8 che spuntano migliaia e migliaia di chilometri di ferrovie, che si erigono nuovi aeroporti? Dov\u2019\u00e8 che si assemblano le \u201cinnumerevoli migliaia di cose che ora diamo per scontate\u201d? La risposta \u00e8 semplice: in Cina. <\/p>\n\n\n\n

Ecco il punto: la nascente ideologia della costruzione, alimentata dallo scacco dell\u2019America, \u00e8 pronta a rinsaldarsi col consenso che va emergendo sul conflitto con la Cina, citato anche da Anthropic e OpenAI nel loro tentativo di riciclarsi nell\u2019era trumpiana con una spruzzata di sicurezza nazionale, che come il rosa o il nero sta bene con tutto. I mercati restano il motore principale per la creazione della ricchezza e del benessere ma sono vincolati sempre di pi\u00f9 dall\u2019allargamento della sicurezza nazionale, secondo la logica del capitalismo politico, che contagia un numero sempre maggiore di settori, a partire dall\u2019industria fondamentale del mondo digitale, quella dei semiconduttori, essa stessa basata sulla costruzione sempre pi\u00f9 precisa, sulla manifattura su scala. L\u2019ideologia della sicurezza nazionale in un\u2019epoca di conflitti \u00e8 la stessa tesi di Palantir, l\u2019azienda co-fondata da Peter Thiel, ma dal lato del software: siccome il mondo non \u00e8 in pace, siccome gli apparati della sicurezza sono minacciati, allora hanno bisogno di abbandonare le loro vecchie pratiche, i loro vecchi fornitori, la loro vecchia modalit\u00e0 di gestione delle manutenzioni, per abbracciare una modernizzazione tecnologica. Deve esserci un nuovo matrimonio tra il Pentagono e la Silicon Valley. Il matrimonio, oltre che nel software, deve avvenire nell\u2019hardware. <\/p>\n\n\n\n

Sempre nel 2011, mentre ridiamo delle battute di Obama su Trump, Palmer Luckey deve ancora compiere 19 anni. Questo ragazzino californiano contatta Mark Bolas, un docente che si occupa di realt\u00e0 virtuale da circa 25 anni, per collaborare con lui. Bolas in quel momento si lavora al Mixed Reality Lab, sponsorizzato dal Pentagono per aiutare i veterani ad affrontare lo stress post-traumatico. Bolas \u00e8 sorpreso da quanto quel ragazzino conosca del suo lavoro, con una cultura alimentata dalle discussioni nei forum online e dall\u2019interesse per smontare e rimontare quei prodotti. Mentre gli adulti si muovono sulla nuova scena americana che prende forma, la scena della costruzione, Luckey smonta vecchi visori in un furgoncino. Nella sua epica, convince il suo amico di sempre a non andare all\u2019universit\u00e0 perch\u00e9 devono costruire insieme i prototipi. I visori di Luckey nel 2012 attirano l\u2019attenzione di John Carmack, una divinit\u00e0 del mondo dei videogiochi che ha creato negli anni \u201990 Wolfenstein, Doom, Quake. Carmack lascia la sua azienda di videogiochi per lavorare con Luckey in Oculus, azienda di realt\u00e0 virtuale che sar\u00e0 finanziata dai fondi di Andreessen e di Thiel, e poi venduta a Facebook nel 2014, come parte dell\u2019ambizioso piano di Zuckerberg sul metaverso. Luckey diventa ricco ma continua a vestirsi con camicie hawaiiane e infradito, fino al momento della sua provvisoria caduta, determinata dai suoi finanziamenti nel 2016 a un gruppo di meme online filotrumpiani e anticlintoniani. Nel 2017, Luckey viene licenziato da Facebook e dopo qualche tempo ricompare in Giappone come cosplayer. Luckey \u00e8 un divoratore non solo di videogiochi, ma anche di manga, anime e di tutte le diramazioni delle controculture popolari giapponesi che hanno formato una generazione, compreso il cosplaying. In fondo, con le sue camicie sgargianti e le infradito, che indossa apposta nelle occasioni ufficiali per essere il personaggio che tutti si aspettano, Luckey \u00e8 un cosplayer. Ogni cosplayer \u00e8 consapevole di esserlo e vuole divertirsi. Ma Luckey vuole fare anche un\u2019altra cosa: rinsaldare la sicurezza nazionale e l\u2019hardware. <\/p>\n\n\n\n

Per questo, dopo la sconfitta con Facebook, nel 2017 riemerge con la fondazione di una nuova azienda: Anduril. Il nome \u00e8 tratto come sempre dal \u201cSignore degli Anelli\u201d: \u00e8 la spada di Aragorn. Anduril ha una tesi simile a quella originale di Palantir, la modernizzazione dei sistemi di difesa degli Stati Uniti, ma riguarda l\u2019hardware in modo pi\u00f9 esplicito. Luckey vuole costruire. A 16 anni voleva costruire visori. Adesso vuole costruire sistemi d\u2019arma per i \u201csupereroi\u201d americani, cio\u00e8 i soldati. Luckey, che \u00e8 repubblicano e sostenitore di Trump anche nel 2024, utilizza l\u2019epoca della guerra estesa per confermare la sua visione, esposta con la stessa disinvoltura mentre parla di alieni nel podcast di Logan Paul oppure con gli apparati di sicurezza di AUKUS: la pace dipende da una deterrenza che si pu\u00f2 garantire solo con la capacit\u00e0 produttiva. Con le sue camicie hawaiiane e le infradito, Luckey cita \u201cLa Grande Illusione\u201d di Norman Angell, attacca le aziende militari tradizionali americane e propone la costruzione di un nuovo \u201carsenale della democrazia\u201d. Riprende Roosevelt, tra meme e cazzeggi. A un immaginario patriottico, con una grafica accattivante, si uniscono i passaggi concreti della manifattura. Appena prima dell\u2019inaugurazione di Trump, il 16 gennaio viene annunciata la localit\u00e0 dove sorger\u00e0 la struttura manifatturiera avanzata di Arsenal-1: Columbus, Ohio. Non a caso Anduril vuole portare 4.000 posti di lavoro diretti in uno degli Stati simbolo del dibattito sulla sofferenza manifatturiera e sociale statunitense. La forza aerea degli Stati Uniti vuole volare in infradito e camicie hawaaiane.  <\/p>\n\n\n\n

Lo stesso paesaggio culturale \u00e8 disegnato dal fondo di Andreessen, che lancia nel 2023 l\u2019iniziativa American Dynamism, curata dalla general partner Katherine Boyle,<\/sup>, per investire in \u201caziende che supportano l\u2019interesse nazionale: aerospazio, difesa, pubblica sicurezza, istruzione, edilizia, supply chain, attivit\u00e0 industriali e manifattura\u201d. La vicesegretaria alla Difesa Kathleen Hicks ha partecipato ad American Dynamism a Washington, per dire che \u201cle storie e i destini\u201d del Pentagono e della comunit\u00e0 tecnologica sono congiunti in profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n

Questa \u00e8 l\u2019America dei costruttori, ed \u00e8 una delle principali storie del nostro tempo. <\/p>\n\n\n\n

Il fattore cinese e la barzelletta Europa<\/h2>\n\n\n\n

La questione cinese plana sull\u2019America dei costruttori, ed \u00e8 destinata a caratterizzare ancora il nostro tempo. Nei numerosi interventi sulla politica estera di J.D. Vance, vicepresidente eletto degli Stati Uniti, c\u2019\u00e8 un passaggio in cui alla critica della posizione statunitense verso il mondo, si accompagna il riconoscimento alla capacit\u00e0 cinese di \u201ccostruire\u201d, all\u2019immagine della Cina che costruisce come fattore diplomatico.  <\/p>\n\n\n\n

Se l\u2019ascesa dei costruttori \u00e8 determinata anche dal capitalismo politico e dalla competizione con la Cina in un gioco a somma zero (costruire in America per non dipendere dalla Cina), chi non aderisce del tutto a questa dinamica \u00e8 proprio l\u2019attore sovrumano della nostra storia: Elon Musk. Il fondatore di SpaceX e di Tesla ha spesso elogiato le capacit\u00e0 cinesi, in termini di filiera, di organizzazione, di forza lavoro. Si \u00e8 perfino pentito pubblicamente di aver deriso le auto di BYD, dopo che il rivale cinese ha dimostrato tutto il suo valore. La sua fabbrica di Shanghai \u00e8 un progetto decisivo per la struttura produttiva di Tesla. I suoi contatti col Partito Comunista Cinese sono frequenti. \u00c8 stato accolto con tutti gli onori dall\u2019attuale premier, con cui ha lavorato proprio per la fabbrica di Shanghai. E dalla Cina \u00e8 probabilmente emerso il rumor di Musk come acquirente di TikTok, ponte verso Trump. <\/p>\n\n\n\n

Probabile obiettivo di Musk \u00e8 promuovere un \u201cgrande accordo\u201d tra Trump e Xi Jinping, in modo che giunga finalmente una grande pace capitalista. Obiettivo remoto ma in cui Musk intuisce un orizzonte di gloria. Di gloria sovrumana. <\/p>\n\n\n\n

E invece: qual \u00e8 il ruolo dell\u2019Europa nell\u2019ideologia dei costruttori? \u00c8 semplice: siamo una barzelletta. Forse non ci \u00e8 ancora abbastanza chiaro e quindi \u00e8 bene ripeterlo con la massima durezza. Noi siamo il meme sul tappo di bottiglia vicino a Jensen Huang, noi siamo il viso di Thierry Breton spalmato per commentare ogni successo dell\u2019economia statunitense, a fronte del motore inceppato dell\u2019Europa. I costruttori sono zelanti predicatori di un\u2019America \u201caccelerazionista\u201d, che si muove senza essere frenata da regole di nessun genere, che fa piazza pulita delle autorizzazioni inutili. Nella visione accelerazionista, che comunque viene ormai ripetuta negli Stati Uniti in modo quasi unanime nello spettro politico ed economico, l\u2019Unione Europea \u00e8 l\u2019esempio di come si finisce se non si sa costruire e si persegue l\u2019idea assurda della potenza della regolamentazione, certificando il proprio declino in questo secolo. Questa visione trova conferma nel rapporto Draghi, soprattutto nelle parti legate al peso regolatorio, che infatti sono elogiate nella prospettiva accelerazionista. Noi cosa abbiamo fatto in tutti questi anni, mentre Luckey smontava e costruiva nel suo garage, per poi mettersi a costruire un nuovo arsenale della democrazia? ASML \u00e8 nata lo stesso anno di Vance, il 1984. E poi? In questo secolo, cosa abbiamo fatto? Certo, abbiamo fatto qualche discorso sul futuro dell\u2019Europa, e poi qualche seminario sul futuro dell\u2019Europa, e poi ancora qualche conferenza sul futuro dell\u2019Europa. Ma la domanda \u00e8: noi, cosa abbiamo costruito? Pi\u00f9 si parla senza fare, pi\u00f9 si \u00e8 deboli. Sarebbe meglio stare zitti, per rendersi meno ridicoli. Per questo i costruttori, col potere della loro innovazione, ci mettono davanti a uno specchio. <\/p>\n\n\n\n

Un <\/strong>flashback<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Alla fine del 2016, Peter Thiel riunisce nella Trump Tower i principali leader tecnologici statunitensi. Stringe la mano a Trump. Agisce come regista della serata, in cui i grandi manager tributano il loro omaggio a Trump, parlando della competitivit\u00e0 degli Stati Uniti verso la Cina, dell\u2019importanza di investire in America. Thiel non entra nell\u2019amministrazione con ruoli formali o informali. Si concentra sulla quotazione di Palantir, da cui dipende buona parte del suo patrimonio. Cerca di facilitare i rapporti tra Trump e Zuckerberg, ma tra i due non scatta l\u2019alchimia. A un certo punto, Thiel si dedica alla riforma della FDA (Food and Drugs Administration) perch\u00e9 vuole accelerare lo sviluppo dei farmaci, abbattendo regole inutili e vincoli burocratici che continuano a frenare l\u2019incontenibile potere dell\u2019innovazione dell\u2019America. Alla fine, \u00e8 chiaro che Thiel si sta un po\u2019 annoiando, con questi giochi del governo che frenano la sua voglia di provocare e far succedere le cose, e cos\u00ec non succede niente di decisivo.  <\/p>\n\n\n\n

Vi suona familiare questa storia, nel sentire del nuovo impegno di Elon Musk, del Department of Government Efficiency (DOGE) con cui vuole cambiare in modo radicale la burocrazia federale, tagliare 2.000 miliardi di dollari di spese, permettere a SpaceX di lavorare senza difficolt\u00e0, come avviene in Texas, e ad altre aziende di svilupparsi liberamente? Dietro questa fanfara, potr\u00e0 esserci un nuovo pantano, oltre alla volont\u00e0 dei costruttori di fare i propri interessi?  <\/p>\n\n\n\n

La storia di Musk non ripete quella di Thiel. L\u2019influenza di Musk \u00e8 oggi ancora pi\u00f9 grande. Eppure, \u00e8 una storia che potrebbe fare rima. Il costruttore sovrumano, Musk, \u00e8 anche una personalit\u00e0 cos\u00ec ingombrante da poter avere in futuro qualche difficolt\u00e0 personale con lo stesso Trump, il quale quando sul palco del suo discorso della vittoria dice \u201c\u00e8 nata una star\u201d verso Musk e poi parla per vari minuti dei successi spaziali di Musk, un po\u2019 lo sta anche prendendo affettuosamente in giro, come sa fare Trump quando solletica la folla. Nel mentre, il vicepresidente eletto J.D. Vance, che conosce bene tutti questi mondi ma allo stesso tempo ha gi\u00e0 iniziato la sua esperienza nel pantano di Washington, \u00e8 stato in apparenza messo in ombra dall\u2019onnipresenza di Musk, il \u201cvero candidato vicepresidente\u201d, per citare l\u2019unica cosa memorabile detta da Tim Walz nella campagna elettorale. Ma Vance ha tempo e pu\u00f2 aspettare, a fianco dei costruttori e nella loro ombra. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Costruire. Ad ogni costo.<\/p>\n

Un imperativo \u00e8 diventato il mantra dei tecno-cesaristi di Trump.<\/p>\n

Alessandro Aresu racconta la storia di come Musk, Thiel, Andreessen e Palmer Luckey hanno preso in mano il futuro dell’America.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":29307,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2168],"tags":[],"geo":[2161],"class_list":["post-29331","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-capitalismi-politici-in-guerra","geo-americhe"],"acf":[],"yoast_head":"\nAl di l\u00e0 di Musk: come l'\u00e9lite tecno-cesarista vuole ricostruire l'America - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2025\/01\/30\/al-di-la-di-musk-come-lelite-tecno-cesarista-vuole-ricostruire-lamerica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Al di l\u00e0 di Musk: come l'\u00e9lite tecno-cesarista vuole ricostruire l'America - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Costruire. 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