{"id":2890,"date":"2021-11-26T16:26:30","date_gmt":"2021-11-26T16:26:30","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2890"},"modified":"2021-12-09T10:11:39","modified_gmt":"2021-12-09T10:11:39","slug":"unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/","title":{"rendered":"Unione-Balcani occidentali: un futuro comune? Conversazione con Fabio Massimo Castaldo"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"in-occasione-del-secondo-vertice-dei-presidenti-dei-parlamenti-dei-balcani-occidentali-lo-scorso-giugno-il-presidente-sassoli-ha-dichiarato-che-l-allargamento-rappresenta-piu-che-mai-un-investimento-geostrategico-per-un-europa-stabile-forte-e-unita-qual-e-oggi-la-logica-politica-o-economica-dell-allargamento\"><strong>In occasione del Secondo Vertice dei Presidenti dei Parlamenti dei Balcani occidentali, lo scorso giugno, <\/strong><a href=\"https:\/\/the-president.europarl.europa.eu\/it\/newsroom\/sassoli-balcani-occidentali-i-parlamenti-motore-dellallargamento\"><strong>il presidente Sassoli ha dichiarato<\/strong><\/a><strong> che l\u2019allargamento rappresenta pi\u00f9 che mai un <em>investimento geostrategico per un&#8217;Europa stabile, forte e unita.<\/em> Qual \u00e8, oggi, la logica politica o economica dell\u2019allargamento?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Condivido appieno le parole del Presidente Sassoli: l\u2019allargamento dell\u2019Ue ai Balcani Occidentali rappresenta un investimento essenziale di lungo periodo per l\u2019Europa, dal quale dipenderanno la sicurezza e la stabilit\u00e0 dell\u2019Unione stessa e dei suoi Stati membri. Non possiamo lasciare che la regione torni a essere un\u2019area di instabilit\u00e0, un\u2019eventualit\u00e0 che avrebbe pesanti ricadute anche all\u2019interno dei confini dell\u2019Unione. Pensiamo, ad esempio, ai racket criminali che vi sono radicati, che potrebbero estendere le loro attivit\u00e0 anche all\u2019interno dell\u2019Ue, o perfino al potenziale transito di terroristi che potrebbero sfruttare la cosiddetta \u201crotta balcanica\u201d per raggiungere il Vecchio Continente e condurre attivit\u00e0 di proselitismo e attentati. Inoltre, i Balcani Occidentali stanno divenendo sempre pi\u00f9 un\u2019area di competizione geostrategica tra l\u2019Ue e altri attori internazionali che mirano a incrementare la propria influenza nella regione, propugnando spesso un modello alternativo a quello proposto da Bruxelles.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se l\u2019Unione europea vuole diventare un attore geopolitico credibile su scala globale \u00e8 fondamentale che sia in grado di assurgere al ruolo di protagonista nei Balcani Occidentali &#8211; anche in considerazione del fatto che il progetto europeo non potr\u00e0 dirsi completo fino alla piena inclusione di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia. Solo se saremo in grado di garantire una prospettiva di allargamento concreta per tutti i sei Paesi, motivandoli a implementare le riforme strutturali di cui necessitano, e mettendoci alla guida della loro definitiva stabilizzazione, potremo garantire la nostra stessa sicurezza e ritagliarci un ruolo di primo piano nelle dinamiche globali. L\u2019Ue dovrebbe pertanto adottare un approccio marcatamente politico con coraggio e lungimiranza, mettendo da parte le mere considerazioni economiche dietro le quali alcuni Stati membri si sono nascosti per rallentare il processo di adesione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ferma restando l\u2019essenzialit\u00e0 del rispetto dei criteri per l\u2019accesso, l\u2019Unione dovrebbe supportare in maniera consistente gli sforzi dei singoli Paesi dei Balcani Occidentali. Nello specifico, sarebbe fondamentale prevedere criteri di premialit\u00e0 come l\u2019apertura di nuovi capitoli negoziali e la stipula di accordi di natura economico-finanziaria quando i singoli Stati compiano dei passi in avanti e, al contempo, dotarsi di strumenti per sanzionare le battute d\u2019arresto. Insomma, dovremmo adottare un vero approccio \u201c<em>more for more, and less for less<\/em>\u201d, come peraltro previsto dalla nuova metodologia per l\u2019allargamento approvata nel marzo 2020. Solo cos\u00ec potremo inaugurare un \u201cnuovo momento balcanico&#8221; per l\u2019Ue, evitando che i sei Paesi dell\u2019allargamento finiscano per guardare altrove.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-2890' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/#easy-footnote-bottom-1-2890' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/the-president.europarl.europa.eu\/it\/newsroom\/sassoli-balcani-occidentali-i-parlamenti-motore-dellallargamento&quot;&gt;https:\/\/the-president.europarl.europa.eu\/it\/newsroom\/sassoli-balcani-occidentali-i-parlamenti-motore-dellallargamento&lt;\/a&gt;'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"il-vertice-ue-balcani-occidentali-in-slovenia-e-sembrato-andare-nella-giusta-direzione-tuttavia-l-assenza-di-un-orizzonte-temporale-definito-del-processo-negoziale-rischia-di-alimentare-le-frustrazioni-dei-paesi-nella-regione-come-interpreta-i-risultati-del-vertice-a-brdo-pri-kranju\"><strong>Il vertice UE-Balcani Occidentali in Slovenia \u00e8 sembrato andare nella giusta direzione, tuttavia l\u2019assenza di un orizzonte temporale definito del processo negoziale rischia di alimentare le frustrazioni dei paesi nella regione. Come interpreta i risultati del vertice a Brdo pri Kranju?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ritengo che il vertice Ue-Balcani Occidentali di Brdo pri Kranju possa essere visto, da un lato, come un\u2019ulteriore prova dell\u2019impegno costante di Bruxelles verso i sei Paesi dell\u2019allargamento, e dall\u2019altro come l\u2019ennesima occasione mancata&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-2890' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/#easy-footnote-bottom-2-2890' title='\u201cL\u2019assenza del riferimento al 2030 \u00e8 il risultato della discussione di oggi\u201d, ha dichiarato il premier sloveno Jan\u0161a. \u201cLa Slovenia voleva una data ultima su cui basare il calendario dei negoziati, come \u00e8 successo con noi nel 2004\u201d. Le cose per\u00f2 sono andate diversamente'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Gli aspetti positivi del summit riguardano prevalentemente l\u2019ambito economico-finanziario, un versante sul quale Bruxelles non ha mai fatto mancare il suo sostegno concreto e fattuale. Infatti, il piano economico e di investimenti da oltre 30 miliardi di euro presentato al vertice sloveno fornir\u00e0 un\u2019occasione unica per supportare la ripresa economica post-pandemia, favorendo al contempo l\u2019adozione di un modello produttivo votato alla sostenibilit\u00e0 e orientato al futuro grazie all\u2019enfasi posta sulla transizione digitale e la connettivit\u00e0. Proprio su quest\u2019ultimo punto \u00e8 importante notare come l\u2019impegno per il progressivo abbattimento delle tariffe di roaming telefonico e dei dati mobili sia un passo in avanti per avvicinare i Balcani Occidentali all\u2019Unione, offrendo nuove possibilit\u00e0 alle imprese e ai singoli cittadini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se l\u2019Unione europea vuole diventare un attore geopolitico credibile su scala globale \u00e8 fondamentale che sia in grado di assurgere al ruolo di protagonista nei Balcani Occidentali. <\/p><cite>fabio massimo castaldo<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questi elementi mostrano chiaramente come l\u2019Ue sia ad oggi il principale partner dei sei Paesi dell\u2019allargamento, un impegno che sar\u00e0 mantenuto e amplificato nel prossimo futuro anche grazie all\u2019incremento nella fornitura di vaccini contro il COVID, con l\u2019ambizione di raggiungere tassi di vaccinazione comparabili a quelli degli Stati membri entro la fine del 2021. Pur essendoci mossi con colpevole ritardo nella fornitura e distribuzione dei vaccini, questo rinnovato impegno ci permetter\u00e0 di rimediare parzialmente, riacquisendo quindi quella credibilit\u00e0 che era stata messa in dubbio dalla nostra inazione e dalle campagne propagandistiche di altri attori internazionali pi\u00f9 tempestivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, per quanto riguarda il lato politico, i risultati del summit appaiono decisamente meno soddisfacenti. La dichiarazione congiunta finale, infatti, si limita a rimarcare il \u201csostegno inequivocabile [dell\u2019Ue e dei suoi Stati membri] alla prospettiva europea dei Balcani occidentali\u201d, una frase ripetuta ormai decine di volte che per\u00f2 non ha ancora portato a progressi concreti. Anzi, molto spesso questa promessa \u00e8 stata completamente disattesa, come nel caso della mancata apertura dei negoziati con l\u2019Albania e la Macedonia del Nord. Se la prospettiva di allargamento al 2025 avanzata dalla precedente Commissione europea era sembrata fin dal principio troppo ottimista, l\u2019assenza di un orizzonte temporale per l\u2019accesso dei sei Paesi rischia di scoraggiare ulteriormente le popolazioni e le<em> leadership<\/em> politiche. Non si tratta di vendere illusioni per un accesso repentino e a costo zero, quanto piuttosto di riconoscere gli sforzi gi\u00e0 compiuti dai singoli Paesi, specie quelli che rimangono fermamente ancorati alla prospettiva europea e che, seppur con non poche difficolt\u00e0 di carattere interno, continuano a impegnarsi con seriet\u00e0 per soddisfare i criteri richiesti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se continueremo ad anteporre considerazioni legate ai tornaconti elettorali nazionali alla necessit\u00e0 strategica di procedere con convinzione nel processo di allargamento, rischiamo di far scemare l\u2019entusiasmo europeista che resiste ancora nella regione. Ai margini del vertice sloveno, il Premier albanese Edi Rama ha dichiarato come non ci fosse un sentimento di delusione per gli esiti del vertice, perch\u00e9 non c\u2019era mai stata l\u2019illusione che questo potesse essere decisivo. Ecco, per ora l\u2019integrazione nell\u2019Unione rimane la stella polare per il cammino dell\u2019Albania e di quasi tutti gli altri Paesi, ma se continueremo a non offrire certezze non si pu\u00f2 escludere che la frustrazione possa prendere il sopravvento, portando le singole capitali a guardare altrove, o perlomeno a mettere in discussione l\u2019opportunit\u00e0 di intraprendere processi di riforme costosi e faticosi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"quali-sono-le-azioni-concrete-che-il-parlamento-europeo-puo-condurre-nel-processo-di-allargamento\"><strong>Quali sono le azioni concrete che il Parlamento europeo pu\u00f2 condurre nel processo di allargamento?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>All\u2019interno del processo di allargamento, l\u2019organo istituzionale dell\u2019Ue maggiormente coinvolto \u00e8 il <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/09\/08\/charles-michel\/\">Consiglio<\/a>. Dall\u2019approvazione all\u2019unanimit\u00e0 di quest\u2019ultimo, infatti, dipende la possibilit\u00e0 di aprire i negoziati per l\u2019adesione dei singoli Paesi e, pertanto, l\u2019opposizione di alcuni Stati membri dell\u2019Ue pu\u00f2 risultare una discriminante capace di bloccare l\u2019avvio e l\u2019avanzamento dell\u2019iter negoziale. La dipendenza dall\u2019unanimit\u00e0 in sede di Consiglio ha aperto qualche frizione tra le istituzioni dell\u2019Ue, in quanto esso si \u00e8 sempre contraddistinto per un parziale conservatorismo e una scarsa attitudine all\u2019innovazione per quanto riguarda l\u2019allargamento. Al contrario, il Parlamento europeo si \u00e8 spesso mostrato molto pi\u00f9 possibilista e ha fatto sentire la sua voce a favore del progressivo avanzamento dei negoziati. Questa ferma volont\u00e0 dell\u2019Europarlamento \u00e8 stata dimostrata recentemente dalla richiesta alla Commissione e al Consiglio, nata da una lettera di cui sono stato promotore e firmatario insieme ad altri 17 europarlamentari, di identificare gli strumenti pi\u00f9 appropriati per includere i Paesi dell\u2019allargamento nella Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa, un esercizio di democrazia diretta che garantir\u00e0 la partecipazione e lo scambio di idee dal basso e che, pertanto, non potr\u00e0 prescindere dalla partecipazione dei suoi futuri cittadini, ossia quelli dei sei Paesi dei Balcani Occidentali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se continueremo ad anteporre considerazioni legate ai tornaconti elettorali nazionali alla necessit\u00e0 strategica di procedere con convinzione nel processo di allargamento, rischiamo di far scemare l\u2019entusiasmo europeista che persiste ancora nella regione. <\/p><cite>fabio massimo castaldo<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tra le attivit\u00e0 che pu\u00f2 condurre il Parlamento europeo, la pi\u00f9 significativa \u00e8 quella di dare il suo parere favorevole, in base all\u2019articolo 49 del TUE, ad ogni nuova adesione all&#8217;UE, un potere che viene per\u00f2 esercitato solo nella fase finale dei negoziati. Tuttavia, anche durante la fase negoziale il Parlamento svolge un importantissimo ruolo diplomatico e di controllo. La commissione per gli affari esteri \u00e8 infatti la commissione politicamente responsabile dei lavori dell&#8217;istituzione in materia di allargamento e nomina i relatori permanenti per tutti i paesi candidati e potenziali candidati. Inoltre, il Parlamento esprime ogni anno le proprie posizioni sull&#8217;allargamento sotto forma di risoluzioni in risposta alle relazioni elaborate dalla Commissione sullo stato dell\u2019arte e i progressi registrati dai singoli Paesi dell\u2019allargamento rispetto ai criteri per l\u2019accesso. \u00c8 importante segnalare inoltre che le decisioni del Parlamento hanno anche un peso significativo sugli aspetti finanziari dell&#8217;adesione: i suoi poteri di bilancio gli danno un&#8217;influenza diretta sugli importi destinati allo strumento di assistenza preadesione (IPA). Grazie alla mediazione del Parlamento abbiamo recentemente raggiunto un accordo per 14,2 miliardi in IPA per il periodo 2021-2027. Questo strumento permetter\u00e0 un sostegno pi\u00f9 intelligente, pi\u00f9 mirato, visibile e sostenibile per i paesi dei Balcani occidentali nel loro percorso verso l&#8217;UE.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a queste azioni, uno degli elementi distintivi e pi\u00f9 importanti del ruolo del Parlamento europeo nel processo di allargamento \u00e8 legato alla diplomazia parlamentare. Infatti, come europarlamentari abbiamo la possibilit\u00e0 di stabilire relazioni bilaterali con i parlamenti dei paesi dei Balcani occidentali su base regolare, incontrandoci in media due volte all&#8217;anno per discutere le questioni inerenti al processo di adesione e trovare soluzioni comuni. In particolare, ad oggi il Parlamento sta facilitando la riconciliazione tra i partiti politici in Macedonia del Nord e in Serbia. L&#8217;avanzamento di tutti i sei Paesi verso l&#8217;adesione all&#8217;UE dipende da riforme durature, profonde e irreversibili in settori fondamentali come lo stato di diritto e il funzionamento efficace delle istituzioni democratiche, come \u00e8 stato ricordato anche al recente summit di Brdo. Visto il ruolo chiave del Parlamento in questi ambiti, \u00e8 nell&#8217;interesse dell\u2019Ue stessa assicurarne la partecipazione attiva in tutte le fasi chiave dei negoziati di adesione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"l-istituto-di-studi-sulla-sicurezza-dell-ue-nel-2018-ha-pubblicato-un-chaillot-paper-nel-quale-si-prospettavano-tre-potenziali-e-contrastanti-scenari-per-il-futuro-dei-balcani-occidentali-nell-orizzonte-temporale-del-2025-il-primo-scenario-l-ora-dell-europa-disegna-un-ottimistico-futuro-di-inclusione-della-regione-verso-l-integrazione-europea-a-questo-si-affianca-uno-scenario-dalle-prospettive-piu-moderate-i-balcani-nel-limbo-il-cammino-di-integrazione-europea-sara-ancora-in-corso-ma-non-senza-difficolta-infine-se-l-ue-non-dovesse-riuscire-ad-imporsi-come-partner-geostrategico-nella-regione-l-iss-prospetta-lo-scenario-piu-buio-i-balcani-occidentali-saranno-perseguitati-dai-fantasmi-del-passato-quale-scenario-ritiene-realisticamente-ipotizzabile\">L\u2019Istituto di Studi sulla Sicurezza dell\u2019UE, nel 2018, ha pubblicato un <em>Chaillot Paper <\/em>nel quale si prospettavano tre potenziali, e contrastanti, scenari per il futuro dei Balcani Occidentali nell\u2019orizzonte temporale del 2025. Il primo scenario, \u201c<em>L<\/em>\u2019<em>ora dell<\/em>\u2019<em>Europa<\/em>\u201d, disegna un ottimistico futuro di inclusione della regione verso l\u2019integrazione europea. A questo si affianca uno scenario dalle prospettive pi\u00f9 moderate, \u201c<em>I Balcani nel limb<\/em>o\u201d: il cammino di integrazione europea sar\u00e0 ancora in corso, ma non senza difficolt\u00e0. Infine, se l\u2019UE non dovesse riuscire ad imporsi come partner geostrategico nella regione, l\u2019ISS prospetta lo scenario pi\u00f9 buio: i Balcani occidentali saranno perseguitati dai &#8220;f<em>antasmi del passato<\/em>&#8220;. Quale scenario ritiene realisticamente ipotizzabile?<\/h3>\n\n\n\n<p>Ritengo che il secondo scenario descritto, <em>I Balcani nel limbo<\/em>, sia quello che rappresenta pi\u00f9 realisticamente la situazione da qui al 2025&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-2890' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/#easy-footnote-bottom-3-2890' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.iss.europa.eu\/content\/balkan-futures-three-scenarios-2025&quot;&gt;https:\/\/www.iss.europa.eu\/content\/balkan-futures-three-scenarios-2025&lt;\/a&gt;'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Potremmo definire questo scenario come \u201cci\u00f2 che sar\u00e0\u201d, mentre il primo e il terzo rappresentano rispettivamente \u201cci\u00f2 che sarebbe dovuto essere\u201d e \u201cci\u00f2 che dobbiamo assolutamente scongiurare\u201d. Purtroppo non \u00e8 stato possibile portare avanti il processo di allargamento alla velocit\u00e0 sperata, e l\u2019obiettivo di arrivare all\u2019accesso della Serbia e del Montenegro nel 2025 auspicato dalla precedente Commissione guidata da Jean-Claude Juncker appare oggi completamente irrealizzabile, cos\u00ec come i consistenti passi in avanti che era lecito aspettarsi dagli altri quattro Paesi sono stati in realt\u00e0 piuttosto esigui. Da un lato, non si \u00e8 registrata un\u2019accelerazione sufficiente da parte dei singoli Paesi dei Balcani Occidentali per quanto riguarda il raggiungimento dei requisiti per l\u2019accesso nell\u2019Ue: anzi, nel caso della Serbia si sono registrati veri e propri passi indietro, che sono coincisi con l\u2019avvicinamento a due <em>competitor<\/em> geopolitici dell\u2019Ue nella regione come la Russia e la Cina. Dall\u2019altro lato, all\u2019Unione, e soprattutto ad alcuni dei suoi Stati membri, \u00e8 mancato il coraggio di investire in maniera consistente, chiara e univoca sul futuro europeo dei Balcani Occidentali. Pensiamo ai veti di Francia, Danimarca e Paesi Bassi sull\u2019apertura dei negoziati con Albania e Macedonia del Nord in occasione del Consiglio europeo di ottobre 2019.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p> All\u2019Unione, e soprattutto ad alcuni dei suoi Stati membri, \u00e8 mancato il coraggio di investire in maniera consistente, chiara e univoca sul futuro europeo dei Balcani Occidentali.<\/p><cite>fabio massimo castaldo<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Pertanto, resto convinto del fatto che, a meno di una decisa inversione di rotta da parte dell\u2019Ue e dei suoi Stati membri, il processo di allargamento proceder\u00e0 a rilento, e che tanto sulla stabilit\u00e0 regionale, quanto sulla collocazione geopolitica dei singoli Stati rimarr\u00e0 un velo di incertezza. Le crescenti tensioni tra la Serbia e il Kosovo ai valichi di confine di Jarinje e Brnjak sono l\u00ec a ricordarci come, senza una definitiva stabilizzazione che potr\u00e0 avvenire solo in seno all\u2019Ue, la possibilit\u00e0 che i fantasmi del passato possano tornare a tormentare la regione sia tutt\u2019altro che remota &#8211; con gravi effetti a cascata sull\u2019intero continente europeo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"come-spiega-la-mancanza-di-pragmatismo-che-ha-caratterizzato-la-condotta-dell-ue-nei-balcani-concedendo-spazio-di-manovra-ad-altri-attori-nella-regione-tra-cui-russia-cina-turchia-e-paesi-del-golfo\"><strong>Come spiega la mancanza di pragmatismo che ha caratterizzato la condotta dell\u2019UE nei Balcani, concedendo spazio di manovra ad altri attori nella regione, tra cui Russia, Cina, Turchia e Paesi del Golfo?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La mancanza di coraggio e ambizione da parte di alcuni leader europei pu\u00f2 essere considerata come la causa della mancanza di pragmatismo dell\u2019Ue verso i Balcani Occidentali, e ha agevolato l\u2019accresciuta presenza di altri attori internazionali. Parlo di agevolazione del ruolo di altri attori in quanto, soprattutto nel caso della Russia e della Turchia, esistono legami storici con alcuni dei Paesi della regione e le loro componenti etnico-religiose. Mosca, ad esempio, si \u00e8 sempre proposta come guida delle comunit\u00e0 ortodosse, creando quindi forti legami di lungo periodo soprattutto con la Serbia, mentre Ankara ha spinto sull\u2019eredit\u00e0 dell\u2019Impero Ottomano per mantenere solide relazioni con le comunit\u00e0 di fede islamica e i Paesi a maggioranza musulmana. Grazie a tali \u201ccanali privilegiati\u201d, questi due attori sono stati in grado di sfruttare elementi di <em>soft-power<\/em>, come l\u2019utilizzo dei media o la costruzione di luoghi di culto, per portare dalla loro parte le leadership politiche e una porzione della societ\u00e0 civile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A essi si aggiungono i Paesi del Golfo che, oltre a investire copiosamente in campo infrastrutturale ed energetico, risultano molto attivi anche in settori pi\u00f9 tradizionali, come quello religioso e quello sociale, dove si pongono in contrapposizione all\u2019operato di Ankara, riproponendo lo scontro gi\u00e0 presente in altri teatri. Invece, la Cina non pu\u00f2 contare sugli stessi canali, e si \u00e8 pertanto concentrata principalmente sul versante economico investendo nei singoli Paesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca di influenza nella regione da parte di questi attori internazionali \u00e8 stata sempre accompagnata da attivit\u00e0 di propaganda e disinformazione. La loro finalit\u00e0 appare essere quella di ingigantire il supporto fornito dai rispettivi stati e minimizzare quello proveniente dall\u2019Ue, la quale viene spesso descritta come un partner disinteressato e distante nonostante sia, nei fatti, il principale investitore e <em>donor<\/em> nella regione. Quanto successo durante le prime fasi della pandemia di COVID-19 \u00e8 esemplificativo delle attivit\u00e0 di disinformazione condotte nei Balcani Occidentali. Bench\u00e9 l\u2019Ue avesse messo a disposizione ingenti capitali e garantito l\u2019invio di strumentazione medica essenziale, i media tradizionali e, soprattutto, i<em> social media<\/em> dei singoli Paesi erano bombardati di informazioni parziali o fallaci sul ruolo giocato da altri attori internazionali, mentre il supporto dell\u2019Unione veniva lasciato in secondo piano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La mancanza di coraggio e ambizione da parte di alcuni leader europei pu\u00f2 essere considerata come la causa della mancanza di pragmatismo dell\u2019Ue verso i Balcani Occidentali, e ha agevolato l\u2019accresciuta presenza di altri attori internazionali.<\/p><cite>fabio massimo castaldo<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche alla luce del fatto che l\u2019operato dei <em>competitor<\/em> dell\u2019Ue nella regione \u00e8 spesso motivato da meri interessi geostrategici pi\u00f9 che dalla sincera volont\u00e0 di sostenere i Paesi della regione, come esemplificato dalla richiesta di rimborso del debito contratto dal Montenegro con Pechino per la costruzione dell\u2019autostrada tra le citt\u00e0 di Bar e Boljare, l\u2019Ue ha il dovere di contrastare l\u2019influenza di attori terzi. Ci\u00f2 richiede un consistente impegno politico per confermarsi come partner principale e credibile. Nell\u2019immediato, si rende necessario contrastare la disinformazione attraverso apposite campagne di comunicazione strategica basate sulla presentazione di quanto fatto da Bruxelles e sul <em>fact-checking <\/em>delle informazioni riportate da alcuni media ostili. Oltre a ci\u00f2, il Piano economico e di investimento per i Balcani Occidentali varato lo scorso novembre, che garantir\u00e0 investimenti europei fino a 9 miliardi di euro per sostenere la ripresa economica post-pandemia e la convergenza con gli standard dell\u2019Ue, va nella giusta direzione. Sar\u00e0 essenziale dare sostanza all\u2019iniziativa e presentare al meglio i risultati raggiunti ai cittadini della regione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"a-questo-riguardo-lo-scorso-maggio-si-e-fatto-promotore-di-un-altra-lettera-questa-volta-alla-commissione-e-all-alto-rappresentante-borrell-per-correggere-la-situazione-ha-avuto-riscontri\"><strong>A questo riguardo, lo scorso maggio si \u00e8 fatto promotore di un\u2019altra lettera, questa volta alla Commissione e all\u2019Alto Rappresentante Borrell, per correggere la situazione. Ha avuto riscontri?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>In effetti, a maggio 2021&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-2890' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/#easy-footnote-bottom-4-2890' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Europarlamentari-scrivono-alle-istituzioni-UE-rimettere-al-centro-i-Balcani-occidentali-210840&quot;&gt;https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Europarlamentari-scrivono-alle-istituzioni-UE-rimettere-al-centro-i-Balcani-occidentali-210840&lt;\/a&gt;'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span> sono stato promotore e firmatario insieme ad altri 16 deputati di una lettera indirizzata all&#8217;Alto Rappresentante Borrell, al Vicepresidente esecutivo Vestager, al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Kyriakides, e al Commissario per il vicinato e l\u2019allargamento V\u00e1rhelyi, chiedendo che l\u2019Ue aumentasse il proprio sostegno ai Balcani Occidentali nei loro sforzi per attivare tempestivamente e in maniera massiccia dei piani di vaccinazione anti-COVID-19 per porre fine all\u2019emergenza sanitaria. La stesura della lettera \u00e8 stata preceduta da incontri bilaterali con gli Ambasciatori dei sei Paesi dell\u2019allargamento per far luce sulle difficolt\u00e0 che stavano incontrando e comprendere al meglio che cosa l\u2019Ue avrebbe potuto cambiare nel suo approccio alla questione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dagli incontri \u00e8 emerso come i Paesi dei Balcani Occidentali si sentissero in qualche modo abbandonati dall\u2019Ue, la quale era stata fino a quel momento praticamente inattiva sulla questione. Infatti, la Commissione si \u00e8 impegnata a consegnare un numero considerevole di dosi di vaccino (651.000 unit\u00e0 di Pfizer\/BioNTech) ad Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia solo alla fine di aprile, e le operazioni di consegna sono iniziate circa un mese dopo. A quel punto, e complice anche i ritardi delle consegne attraverso il programma internazionale COVAX, alcuni dei paesi dei Balcani avevano gi\u00e0 iniziato a guardare altrove per ricevere supporto, trovando interlocutori &#8211; soprattutto Cina e Russia, come abbiamo gi\u00e0 ricordato &#8211; ben disposti a mostrarsi come partner pi\u00f9 benevolenti e interessati dell\u2019Ue nella lotta al coronavirus.<\/p>\n\n\n\n<p>Indipendentemente dalla condotta di altri attori internazionali, per\u00f2, va sottolineato come il ritardo della nostra azione non fosse accettabile nello spirito del nostro partenariato con i Balcani Occidentali e incompatibile con i precetti della politica di allargamento. I ritardi accumulati e le titubanze mostrate hanno rappresentato sicuramente un errore di portata considerevole non solo da un punto di vista di salute pubblica, ma anche in termini di mancanza di visione politica e geostrategica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il ritardo della nostra azione non era accettabile nello spirito del nostro partenariato con i Balcani Occidentali e incompatibile con i precetti della politica di allargamento. <\/p><cite>fabio massimo castaldo <\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Credo per\u00f2 che la lettera inviata insieme ai colleghi europarlamentari abbia sortito buoni effetti, in quanto la consegna dei vaccini \u00e8 stata accelerata, e il sostegno dell&#8217;Unione europea ai paesi dei Balcani occidentali si \u00e8 intensificato anche dal punto di vista degli aiuti economici per la ripresa post-pandemia &#8211; come dimostra, in ultimo, il recente summit di Brdo.&nbsp; Nonostante un iniziale lento avvio, l&#8217;UE ha infatti continuato a sostenere i Balcani occidentali nella loro lotta contro il coronavirus.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo tutti trarre una lezione da quanto accaduto: spesso il costo dell\u2019inazione supera enormemente quello dell\u2019azione. Pertanto, in futuro sar\u00e0 necessario agire con tempestivit\u00e0 e in maniera efficace, altrimenti rischieremo di venire continuamente sorpassati &#8211; almeno nella percezione pubblica e nelle simpatie delle \u00e9lites politiche &#8211; da attori che non aspettano altro che l\u2019occasione giusta per incrementare la propria influenza nella regione a scapito dell\u2019Ue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"non-crede-che-spesso-le-incertezze-europee-nei-balcani-siano-dovute-ad-un-problema-non-solo-politico-ma-di-percezione\"><strong>Non crede che, spesso, le incertezze europee nei Balcani siano dovute ad un problema non solo politico, ma di percezione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Credo che all\u2019interno dell\u2019Unione, e in particolar modo nelle capitali di alcuni Stati membri, esistano senza dubbio problemi di percezione per quanto riguarda i Balcani Occidentali, i quali si accompagnano a logiche di politica interna volte a ottenere facili consensi elettorali nell\u2019immediato, che per\u00f2 lasciano da parte considerazioni geostrategiche di lungo periodo. Infatti, in alcuni Stati membri l\u2019eventuale allargamento ai Balcani Occidentali viene visto pi\u00f9 come un ulteriore fattore di debolezza per l\u2019Ue che come il tassello finale dell\u2019integrazione europea. Alle gi\u00e0 evidenti difficolt\u00e0 dei sei Paesi a soddisfare i criteri fissati per l\u2019adesione, sia sul versante economico che sui principi fondamentali, che hanno raffreddato fino a oggi&nbsp;l\u2019entusiasmo degli Stati membri pi\u00f9 \u201crigoristi\u201d circa l\u2019avanzamento dei negoziati per l\u2019adesione, si sono aggiunti gli effetti di lungo periodo della crisi economico-finanziaria del 2009, della crisi migratoria del 2013 e, pi\u00f9 recentemente, della recessione economica legata alla pandemia da COVID-19 che temo ci accompagneranno anche per il prossimo futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti questi elementi hanno contribuito al trinceramento di alcuni Stati membri su posizioni conservatrici, facendo quindi diminuire la propensione ad accettare una sfida certamente complessa ma non pi\u00f9 procrastinabile come quella dell\u2019allargamento. Ci\u00f2 si \u00e8 ovviamente riverberato sulle decisioni prese in sede di Consiglio, rallentando l\u2019avanzamento dei negoziati per l\u2019accesso dei sei Paesi dell\u2019allargamento. Insomma, una mancanza di coraggio da parte dei leader europei, motivata principalmente da una percezione erronea e da interessi di partito.<strong> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"i-balcani-occidentali-non-sono-una-periferia-sconfitta-dell-occidente-ma-sono-il-cuore-pulsante-dell-unione-europea-ha-dichiarato-alla-luce-di-questo-pensa-che-la-conferenza-sul-futuro-dell-europa-possa-invertire-questa-tendenza-e-in-che-modo\">\u201cI Balcani occidentali non sono una periferia sconfitta dell\u2019Occidente, ma sono il cuore pulsante dell\u2019Unione europea\u201d, ha dichiarato. Alla luce di questo, pensa che la Conferenza sul futuro dell\u2019Europa possa invertire questa tendenza? E in che modo?<\/h3>\n\n\n\n<p>Mi sono battuto fin dalle fasi organizzative della Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa affinch\u00e9 i Balcani Occidentali fossero inclusi tra i partecipanti ai lavori&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-2890' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/#easy-footnote-bottom-5-2890' title='Qui il testo della dichiarazione dell&amp;#8217;On. Castaldo: &lt;a href=&quot;https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Massimo-Castaldo-Balcani-occidentali-cuore-pulsante-dell-UE-210490&quot;&gt;https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Balcani\/Massimo-Castaldo-Balcani-occidentali-cuore-pulsante-dell-UE-210490&lt;\/a&gt;'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Proprio in questo contesto ho ritenuto necessario farmi portavoce della lettera ai co-presidenti e ai membri del comitato esecutivo della Conferenza a cui si \u00e8 gi\u00e0 fatto riferimento in precedenza, chiedendo loro di considerare l&#8217;adozione urgente di alcune proposte per garantire un reale coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali e della societ\u00e0 civile dei Balcani occidentali nella Conferenza, compresa la convocazione di un panel dei Cittadini Europei con un focus specifico sull&#8217;allargamento. Questo avrebbe permesso non soltanto di ascoltare le idee che arrivano dal basso, ossia dai cittadini europei e degli Stati dei Balcani Occidentali in merito a come dovrebbe proseguire il processo di allargamento, ma avrebbe rappresentato anche un\u2019opportunit\u00e0 irripetibile e imperdibile per dare un segnale ai Paesi dell\u2019allargamento e alle loro societ\u00e0 civili circa il fatto che il loro futuro \u00e8 all\u2019interno dell\u2019Unione. Infatti, dobbiamo partire dall\u2019assunto che i Paesi dei Balcani Occidentali non sono semplici amici o partner privilegiati, ma rappresentano i futuri membri della grande famiglia europea. Pertanto, ritenevo illogico pensare di discutere del futuro della nostra Unione senza coinvolgere nel dibattito quelle persone e quei Paesi che un domani &#8211; auspicabilmente non troppo lontano &#8211; ne saranno parte integrante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Alle gi\u00e0 evidenti difficolt\u00e0 dei sei Paesi a soddisfare i criteri fissati per l\u2019adesione si sono aggiunti gli effetti di lungo periodo della crisi economico-finanziaria del 2009, della crisi migratoria del 2013 e, pi\u00f9 recentemente, della recessione economica legata alla pandemia da COVID-19.<\/p><cite>fabio massimo castaldo <\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Le reazioni alla richiesta sono state positive, in particolare con l\u2019istituzione di un panel dei cittadini a tema \u201cUE e mondo\u201d, di cui una parte dedicata alla politica di vicinato e allargamento. Tuttavia, non posso negare che ci aspettavamo che venisse attuata la possibilit\u00e0 di avere una partecipazione ufficiale e istituzionale dei sei Paesi alla Conferenza. Questo sarebbe stato certamente un modo per rinsaldare ulteriormente i legami tra Bruxelles e le sei capitali, mettendo sul tavolo della discussione le idee, le prerogative e i sogni comuni per il futuro dell\u2019Unione. Ci\u00f2 probabilmente non avverr\u00e0 a livello istituzionale, ma sono certo che lo scambio intellettuale e di conoscenze che si svilupper\u00e0 tra i cittadini, che rappresentano il vero cuore pulsante della democrazia, potr\u00e0 parzialmente sopperire a questa mancanza, rinvigorendo la convinzione e la speranza delle centinaia di migliaia di giovani dei sei Paesi dell\u2019allargamento che sognano un futuro nell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"qual-e-la-posizione-dell-unione-sull-iniziativa-open-balkan-c-e-il-rischio-che-questo-progetto-di-cooperazione-regionale-finisca-per-trasformarsi-in-una-valida-alternativa-di-medio-lungo-periodo-all-integrazione-dei-balcani-nell-ue\"><strong>Qual \u00e8 la posizione dell&#8217;Unione sull\u2019iniziativa Open Balkan? C\u2019\u00e8 il rischio che questo progetto di cooperazione regionale finisca per trasformarsi in una valida alternativa di medio-lungo periodo all\u2019integrazione dei Balcani nell\u2019UE?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La recente iniziativa Open Balkan&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-2890' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/11\/26\/unione-balcani-occidentali-un-futuro-comune-conversazione-con-fabio-massimo-castaldo\/#easy-footnote-bottom-6-2890' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/balkaninsight.com\/tag\/open-balkan\/&quot;&gt;https:\/\/balkaninsight.com\/tag\/open-balkan\/&lt;\/a&gt;'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>, in precedenza conosciuta come \u201cmini-Schengen\u201d, ratificata lo scorso 29 luglio dai Capi di Stato e di Governo di Albania, Macedonia del Nord e Serbia, ha il potenziale per rafforzare la cooperazione regionale e, dunque, anche per accelerare il processo d\u2019integrazione in seno all\u2019Unione. Appare infatti evidente come, affianco ai risparmi economici e all\u2019incremento del commercio intra-regionale, un progetto cooperativo di tale portata possa contribuire a fugare alcuni dei pregiudizi pi\u00f9 frequenti verso una regione dal passato turbolento e caratterizzata da tensioni etniche mai completamente sopite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ciononostante, l\u2019accelerazione che ha portato alla ratifica di Open Balkan ha destato alcune perplessit\u00e0 tra gli osservatori, in quanto ritenuta una parziale duplicazione di alcuni piani di sviluppo gi\u00e0 presentati al Vertice UE-Balcani Occidentali tenutosi a Sofia nel novembre 2020. Su tutti, il Common Regional Market (CRM) 2021-2024 che indicava tra i suoi obiettivi proprio quello di creare un\u2019area commerciale regionale per la libera circolazione di beni, servizi, capitali e persone in linea con gli standard dell\u2019Ue. Al pari di altre importanti iniziative europee, il CRM ha un respiro ben pi\u00f9 ampio rispetto a Open Balkan, in quanto ambisce anche a istituire un\u2019area digitale comune, propone un piano per armonizzare e razionalizzare gli investimenti su scala regionale in linea con le <em>best practices<\/em> dell\u2019Unione, e mira a creare un\u2019area regionale industriale e di innovazione per trasformare i settori produttivi e renderli competitivi sui mercati internazionali anche di fronte alle sfide del futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, per quanto riguarda Open Balkan, permangono alcune criticit\u00e0 legate alla mancata partecipazione di tre Stati della regione, ossia Bosnia ed Erzegovina, Kosovo e Montenegro, che hanno deciso per un <em>opt-out<\/em> per motivi molto differenti tra loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, ritengo che si debba guardare con favore a un\u2019iniziativa che si prefigge l\u2019obiettivo di rafforzare i legami transfrontalieri nella regione, ma questo non deve far spostare l\u2019attenzione da quelli che sono i programmi e i progetti gi\u00e0 avviati in seno all\u2019Unione. Non credo che iniziative come Open Balkan possano ambire a raggiungere la portata dei programmi e progetti lanciati dall\u2019Unione e, pertanto, dubito che essi possano rappresentare un\u2019alternativa credibile al futuro europeo dei sei Paesi dei Balcani Occidentali. Neanche un eventuale supporto a questo tipo di iniziative da parte di altri attori internazionali di primo piano come Russia, Turchia o Cina potrebbe soppiantare il ruolo dell\u2019Unione, con quest\u2019ultima che rimane il principale <em>donor<\/em> e partner commerciale della regione, bench\u00e9 il potenziale coinvolgimento di <em>competitor<\/em> geostrategici vada monitorato attentamente al fine di adottare delle contromisure all\u2019altezza della sfida.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa lunga intervista, il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo si sofferma sull&#8217;integrazione dei Balcani occidentali nell&#8217;Unione europea, che giudica necessaria sia per le ambizioni geopolitiche dell&#8217;Unione che per la stabilit\u00e0 della regione.  <\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":2946,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[1889,1883,1891,1888,1884,1628,1882,1761,1890,1887,1724,1886,1697],"staff":[1613],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-2890","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-albania","tag-balcani","tag-balcani-occidentali","tag-bosnia-erzegovina","tag-brdo","tag-covid-19","tag-fabio-massimo-castaldo","tag-geopolitica","tag-macedonia-del-nord","tag-montenegro","tag-parlamento-europeo","tag-serbia","tag-ue","staff-marta-gigli"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Unione-Balcani occidentali: un futuro comune? 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