{"id":28034,"date":"2024-12-16T12:50:36","date_gmt":"2024-12-16T11:50:36","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=28034"},"modified":"2024-12-16T12:50:39","modified_gmt":"2024-12-16T11:50:39","slug":"non-ci-fermeremo-finche-non-diventeremo-il-paese-piu-libero-del-mondo-la-dottrina-milei-un-anno-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/16\/non-ci-fermeremo-finche-non-diventeremo-il-paese-piu-libero-del-mondo-la-dottrina-milei-un-anno-dopo\/","title":{"rendered":"\u201cNon ci fermeremo finch\u00e9 non diventeremo il Paese pi\u00f9 libero del mondo\u201d: la dottrina Milei un anno dopo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Il giorno del primo anniversario del suo insediamento, il Presidente argentino Javier Milei ha tracciato un primo bilancio dei suoi risultati in un discorso trasmesso dalle emittenti radiofoniche e televisive del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">La messa in scena di questo tipo di discorso presidenziale \u00e8 un po&#8217; diversa dalla prassi abituale. Il Presidente non appare da solo davanti alle telecamere: \u00e8 circondato dalla maggior parte dei suoi ministri e da alcuni alti funzionari del governo. Questa messa in scena ha lo scopo di trasmettere un&#8217;immagine di unit\u00e0 e disciplina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Unit\u00e0: mentre il Presidente continua a essere percepito come una figura impulsiva e collerica, la presenza dei suoi ministri evidenzia la natura collegiale e condivisa delle drastiche politiche attuate dal governo nell&#8217;ultimo anno.Trasmettere questa immagine di unit\u00e0 appare tanto pi\u00f9 necessario se si considera il massiccio turnover nei dipartimenti governativi avvenuto nel corso dell&#8217;anno &#8211; con la sostituzione di un centinaio di figure governative (inserendo nel calcolo anche gerarchie equivalenti alla carica di sottosegretario di Stato).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Disciplina: con solo una minoranza di membri del partito presidenziale La Libertad Avanza al governo, sembra ancora pi\u00f9 essenziale mostrare l&#8217;incontestabilit\u00e0 della leadership del presidente. In effetti, il presidente argentino \u00e8 riuscito a reclutare, all&#8217;interno delle amministrazioni chiave, dirigenti di tutti gli schieramenti politici, dal peronismo alla destra, provocando cos\u00ec una divisione nell&#8217;opposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Cari argentini, vorrei iniziare ringraziando tutti voi. Grazie per avermi fatto l&#8217;onore di essere il Presidente di questa grande nazione e grazie per aver sopportato, come l\u2019avete fatto, i mesi difficili che abbiamo vissuto all&#8217;inizio della nostra amministrazione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei ringraziare in particolare gli argentini che sono stati colpiti dall&#8217;ingiusta Casta, coloro che non vivono grazie allo Stato, i salariati o coloro che coniugano due lavori per mantenere una famiglia, tutti coloro che lottano, infaticabili, ogni giorno. In una parola, voglio ringraziare gli argentini normali, che per decenni sono stati trattati come cittadini di seconda classe e ai quali ora vogliamo restituire il posto che meritano. Il sacrificio che avete fatto \u00e8 ammirevole. Vi assicuro che non sar\u00e0 vano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">A un anno dalla sua investitura, Javier Milei continua a rivolgersi al pubblico come un leader di parte, mobilitando un registro di discorso antagonistico. Il suo discorso distingue tra la \u201cbrava gente\u201d e la \u201ccasta\u201d, un termine volto a vilipendere i politici tradizionali e coloro che ricevono benefici sociali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Fin dall&#8217;inizio, il discorso del Presidente assume un tono offensivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente Menem ha detto che il coraggio di un popolo si misura dalla quantit\u00e0 di verit\u00e0 che \u00e8 disposto a sopportare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il presidente Milei segue immediatamente le orme del suo predecessore Carlos Menem. Menem era un peronista che ha guidato l&#8217;Argentina tra il 1989 e il 2009. Il suo mandato \u00e8 stato caratterizzato da una massiccia riforma dello Stato, con numerose privatizzazioni di aziende pubbliche, e dall&#8217;introduzione della \u201cconvertibilit\u00e0\u201d, una politica monetaria che stabilisce la parit\u00e0 tra il peso e il dollaro. Queste politiche furono accompagnate da clamorosi scandali di corruzione e da un&#8217;accelerazione del debito, il cui corollario fu la crisi sociale, economica e politica del 2001.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ho assunto la presidenza, esattamente un anno fa, avevo lanciato un avvertimento: se avessimo voluto risollevare il Paese dalla miseria in cui la Casta ci aveva fatto precipitare, avremmo dovuto attraversare una transizione dolorosa, persino peggiore di quella che l&#8217;Argentina stava gi\u00e0 vivendo. Era una vera e propria cartina di tornasole. Avete raccolto questa sfida, sopportando questa verit\u00e0 e ingoiando l&#8217;amaro boccone a testa alta, nonostante tutto quello che avevate gi\u00e0 perso.<\/p>\n\n\n\n<p>Un proverbio dice che \u201ci tempi buoni creano uomini deboli, gli uomini deboli creano tempi difficili, i tempi difficili creano uomini forti e gli uomini forti creano tempi buoni\u201d. Quest&#8217;anno gli argentini hanno dimostrato di essere uomini e donne forti, forgiati dal calore dei tempi difficili.Abbiamo dimostrato che quando un popolo raggiunge il fondo dell&#8217;abisso, l&#8217;urgenza di intraprendere cambiamenti profondi e irreversibili ci trasforma in una vera forza della natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Qui Javier Milei fa riferimento &#8211; in modo molto allusivo &#8211; a una serie di indicatori economici e sociali che (insieme al calo dell&#8217;inflazione, su cui, senza sorpresa, dir\u00e0 di pi\u00f9) sono al centro del suo attuale operato. Nel giro di un anno, il tasso di povert\u00e0 \u00e8 balzato dal 40% a quasi il 53%, il tasso di indigenza dal 12% al 18% e la recessione si \u00e8 aggravata, passando dal -1,3% del 2023 alle previsioni del -3,8% del 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment \">Nonostante ci\u00f2, questo bilancio viene assunto e rivendicato come una medicina amara che forgia il carattere. Tutto ci\u00f2 \u00e8 accompagnato da una valorizzazione maschilista della &#8220;forza&#8221;, in cui ritroviamo l&#8217;opposizione dottrinaria di Milei alle politiche statali di lotta agli stereotipi e alle disuguaglianze di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, con orgoglio e speranza, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/10\/qual-e-il-bilancio-di-milei-a-un-anno-di-distanza\/\">posso dirvi che abbiamo superato la prova del fuoco<\/a>. Stiamo completando la traversata del deserto: la recessione \u00e8 finita e il Paese ha finalmente iniziato a crescere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Secondo i dati dell&#8217;INDEC (Instituto Nacional de Estad\u00edsticas y Censos de la Rep\u00fablica Argentina), l&#8217;attivit\u00e0 economica ha iniziato a riprendersi a giugno. Tuttavia, la ripresa della crescita \u00e8 stata discontinua (\u00e8 calata nuovamente a settembre) e il PIL argentino rimane oggi inferiore a quello del novembre 2023. Quindi, la recessione non \u00e8 ancora finita, come lo afferma Javier Milei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Questa parte del discorso preannuncia il resto: un elenco di dati macroeconomici, in parte reali, in parte distorti o inverosimili. Prendiamo ad esempio il tasso di inflazione del 17.000%, che un anno fa si aggirava in realt\u00e0 intorno al 250% (una cifra estremamente elevata, tra l&#8217;altro). La cifra del 17.000% \u00e8 stata in realt\u00e0 utilizzata da Milei un anno fa come previsione apocalittica di ci\u00f2 che sarebbe accaduto al Paese se il suo programma radicale non fosse stato attuato. La cifra viene ora utilizzata per descrivere una situazione che in realt\u00e0 non \u00e8 mai esistita.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie per aver riposto la vostra fiducia in questo governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non significa che siamo al sicuro, ma che possiamo chiudere l&#8217;anno con il sollievo di esserci lasciati il peggio alle spalle e iniziare il prossimo anno con la certezza che l\u2019avvenire sar\u00e0 sempre migliore. L&#8217;Argentina ha un futuro luminoso davanti a s\u00e9. Ma, per lo stesso motivo, tutti noi dobbiamo tenere conto di ci\u00f2 che abbiamo ottenuto quest&#8217;anno, in modo da salvaguardare e non dare per scontato ci\u00f2 per cui abbiamo lavorato cos\u00ec duramente.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, il tasso di inflazione aveva raggiunto il 17.000% per l&#8217;indice dei prezzi all&#8217;ingrosso. Ci siamo ritrovati con un&#8217;iperinflazione che, date le condizioni sociali in cui si trovava gi\u00e0 l&#8217;Argentina, era sul punto di causare una miseria senza precedenti. Non con il Rodrigazo, non con l&#8217;iper dell&#8217;89, non con il 2001, non con tutte e tre le crisi messe insieme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il \u201cpiano di aggiustamento\u201d noto come <em>Rodrigazo<\/em> deve il suo nome al ministro dell&#8217;Economia argentino, Celestino Rodrigo (1915-1987), che lo annunci\u00f2 il 4 giugno 1975 &#8211; durante la presidenza di Mar\u00eda Estela Mart\u00ednez de Per\u00f3n.Il piano cercava di eliminare la \u201cdistorsione\u201d dei prezzi relativi introducendo una serie di misure d&#8217;urto che fecero salire l&#8217;inflazione dal 24% del 1974 al 182% del 1975, segnando l&#8217;inizio di un decennio e mezzo di tassi di inflazione superiori al 100% annuo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">L&#8217;\u201ciper dell&#8217;89\u201d si riferisce all&#8217;iperinflazione argentina del 1989 e del 1990. Questa crisi economica spinse il presidente radicale Ra\u00fal Alfons\u00edn ad anticipare le elezioni presidenziali al 14 maggio 1989, permettendo al candidato peronista Carlos Menem di vincerle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">2001 si riferisce alla crisi politica, economica e sociale del dicembre 2001. Lo slogan delle massicce manifestazioni di piazza era \u201c\u00a1Que se vayan todos!\u201d (\u201cChe se ne vadano tutti\u201d). Il presidente di allora, Fernando de la R\u00faa, alla fine si dimise.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, quello stesso indice dei prezzi all&#8217;ingrosso \u00e8 dell&#8217;1,2% per il mese di ottobre, e continua a scendere. Ogni giorno che passa, l&#8217;inflazione diventa un lontano ricordo. Esattamente un anno fa, avevamo un deficit fiscale consolidato di 15 punti, di cui cinque per il Tesoro e dieci per la Banca Centrale. Il deficit era all\u2019origine di tutti i nostri mali: senza deficit non ci sarebbe stato debito, emissione e inflazione. Oggi, per la prima volta negli ultimi 123 anni, abbiamo raggiunto un avanzo di bilancio sostenibile, non in deficit. Questo risultato \u00e8 stato ottenuto grazie al pi\u00f9 grande aggiustamento della storia dell&#8217;umanit\u00e0 e al blocco dell&#8217;emissione di moneta, che \u00e8 stata ridotta a zero.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, un degenerato fiscale di cui non far\u00f2 il nome stampava 13 punti di PIL in un anno per vincere le elezioni, senza preoccuparsi dell&#8217;inflazione che avrebbe generato. Oggi l\u2019emissione di moneta non \u00e8 altro che un brutto ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, il debito nei confronti degli importatori ammontava a ben 42,6 miliardi di dollari, mettendo a repentaglio la capacit\u00e0 di effettuare i pagamenti. Oggi, non solo il debito \u00e8 stato azzerato, ma anche il flusso delle importazioni, che vengono pagate per intero, avviene regolarmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, avevamo un deficit commerciale di oltre un punto di PIL e riserve nette negative per 11 miliardi di dollari. Oggi abbiamo un surplus commerciale che cresce a vista d&#8217;occhio e grazie al quale abbiamo gi\u00e0 potuto acquistare pi\u00f9 di 20 miliardi di dollari, un record assoluto per il nostro Paese, sia per accumulare riserve che per far fronte ai vari pagamenti che avevamo e abbiamo ancora davanti a noi. In altre parole, stiamo pagando il debito che ci hanno lasciato gli indebitati di serie.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, il differenziale del tasso di cambio era del 180%. Oggi il differenziale del tasso di cambio \u00e8 praticamente nullo e il dollaro libero ha lo stesso valore di un anno fa. \u00c8 la prima volta in 16 anni che una cosa del genere accade nel nostro Paese. Il salario medio di base \u00e8 passato da 300 a 1.100 dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, avevamo un rischio paese di 1.900 punti, che era ancora pi\u00f9 alto, con le obbligazioni nazionali scambiate a 35 dollari. Oggi il rischio paese \u00e8 inferiore a 700 punti e le nostre obbligazioni sono gi\u00e0 sopra i 70 dollari. Non si tratta di un valore astratto di cui dovrebbero preoccuparsi solo gli economisti. Abbassare il rischio paese ci permette di ridurre i tassi d&#8217;interesse, in altre parole di migliorare la capacit\u00e0 di tutti gli attori dell&#8217;economia di accedere a un credito pi\u00f9 conveniente, che facilita gli investimenti e crea posti di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, il tasso del mercato monetario era del 133%. Oggi \u00e8 del 32%, il che riduce il costo complessivo del credito. Per capire il ruolo della politica monetaria, dobbiamo considerare quanto lo Stato paga per il denaro che prende in prestito. Se lo Stato paga molto, le banche preferiscono prestare allo Stato; se lo Stato paga poco, le banche preferiscono prestare al settore privato. In altre parole, oggi, per la prima volta dopo tanto tempo, le banche preferiscono lavorare come delle vere banche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Al di l\u00e0 di questo lungo elenco di dati, Milei torna ad indossare il ruolo che lo ha reso noto al grande pubblico argentino: quello dell&#8217;economista, che promuove la sua \u201ccompetenza\u201d nei media, cercando di distinguersi dai politici di professione. Le sue solite battute si mescolano spesso nel suo discorso con una presentazione un po&#8217; asciutta (e molto veloce) di dati e teorie economiche, presentate con un tono professorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, un anno fa erano scomparsi gli acquisti a rate. Oggi, oltre all&#8217;acquisto rateale, offriamo anche mutui trentennali e abbiamo ricevuto oltre 250.000 domande per potervi accedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, l&#8217;economia era completamente paralizzata da normative che rendevano la vita difficile a tutti e spaventavano qualsiasi tipo di investimento. Oggi abbiamo gi\u00e0 eliminato pi\u00f9 di 800 norme &#8211; al ritmo di pi\u00f9 di 2 al giorno &#8211; come l&#8217;apertura dei cieli, la deregolamentazione dei trasporti terrestri, l&#8217;eliminazione dei tetti di prezzo e dei divieti di esportazione. Abbiamo abrogato la \u201cley de g\u00f3ndolas\u201d (legge sugli scaffali), eliminato gli eccessi della SADAIC (Societ\u00e0 argentina degli autori e compositori di musica) e delle societ\u00e0 di gestione collettiva, permesso l&#8217;accesso a Internet via satellite e aumentato la concorrenza nel settore medico.<\/p>\n\n\n\n<p>Se consideriamo le <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/01\/10\/cosa-contiene-il-mega-progetto-di-legge-del-governo-milei\/\">Ley Bases<\/a> e la DNU nel suo complesso, abbiamo realizzato la pi\u00f9 grande riforma strutturale della storia, otto volte superiore a quella di Menem.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">All&#8217;inizio del suo mandato, Milei ha emanato un \u201cDecreto di Necessit\u00e0 e Urgenza\u201d (DNU) volto a modificare o abrogare pi\u00f9 di 300 norme, tra cui l&#8217;abolizione del controllo degli affitti, la fine dell&#8217;intervento statale per proteggere i prezzi dei prodotti essenziali, l&#8217;indebolimento della protezione dei lavoratori e l&#8217;autorizzazione delle privatizzazioni. Questo decreto \u00e8 stato integrato a giugno dall&#8217;approvazione parlamentare della legge \u201cBases y Puntos de Partida para la Libertad de los Argentinos\u201d, contenente quasi 250 articoli che introducono importanti riforme economiche (volte in particolare a facilitare le privatizzazioni) e delegano poteri all&#8217;esecutivo in materia amministrativa, economica e fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, avevamo ancora la disastrosa legge sugli affitti, che ha portato a un calo dell&#8217;offerta immobiliare e a un aumento dei prezzi degli affitti ben superiore all&#8217;inflazione. Oggi i contratti di locazione sono accordi liberi tra le parti, l&#8217;offerta di immobili continua ad aumentare e l&#8217;affitto medio \u00e8 diminuito del 30% in termini reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, avevamo il famigerato sistema SIRA, gestito da un gruppo di cleptocrati per riscuotere tangenti sulle importazioni. Oggi chiunque voglia importare qualcosa pu\u00f2 farlo e ogni giorno riduciamo i dazi doganali su un numero sempre maggiore di prodotti come erbicidi, urea, materie prime plastiche, pneumatici, elettrodomestici, motociclette, prodotti a LED e molti altri ancora, facendo calare i prezzi e avvantaggiando l&#8217;intera societ\u00e0 grazie alla concorrenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno fa eravamo uno dei 35 Paesi peggio classificati al mondo in termini di libert\u00e0 economica. Oggi siamo gi\u00e0 nella met\u00e0 superiore della classifica e non ci fermeremo finch\u00e9 non saremo il Paese pi\u00f9 libero del mondo. Ecco perch\u00e9 il nostro obiettivo \u00e8 quello di realizzare altre 3.200 riforme strutturali prima della fine del nostro mandato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, sembrava normale che le strade delle nostre citt\u00e0 fossero occupate dai picchetti. Pensate: nel 2023 c&#8217;erano pi\u00f9 di 8.000 picchetti, una media di 32 picchetti per giorno lavorativo in tutto il Paese. Oggi gli scioperanti hanno paura di scendere in strada e la gente pu\u00f2 circolare tranquillamente &#8211; e giustamente, perch\u00e9 per noi l&#8217;ordine pubblico \u00e8 sacro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Appena insediato, Milei ha attuato un protocollo di polizia estremamente restrittivo. Le manifestazioni sulle strade pubbliche che ostacolano il traffico sono, in linea di principio, vietate; anche i costi associati al mantenimento dell&#8217;ordine durante una manifestazione dovrebbero essere a carico degli organizzatori. Queste misure, di difficile attuazione, sono state in realt\u00e0 applicate dalla polizia solo in misura limitata. Lo stesso vale per la proposta di legge che prevedeva l&#8217;obbligo di dichiarare preventivamente al Ministero della Sicurezza ogni assembramento di tre o pi\u00f9 persone sulla strada pubblica, che \u00e8 stato finalmente abbandonata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Tali misure parziali, volte a limitare l&#8217;espressione politica in pubblico, hanno comunque contribuito a un fenomeno di &#8220;spettacolarizzazione&#8221; della repressione, che ha indubbiamente ostacolato i movimenti sociali nell&#8217;ultimo anno. Inoltre, in Argentina si \u00e8 assistito a un aumento della violenza della polizia contro i manifestanti nel 2024. Nel novembre 2024, il Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS) ha pubblicato un rapporto secondo cui, da quando Javier Milei \u00e8 al potere, la polizia ha ferito 723 persone (tra cui 50 giornalisti) in occasione di manifestazioni di protesta. La &#8220;paura&#8221; a cui Milei fa riferimento nel suo discorso \u00e8 una realt\u00e0 concreta: ostacola la capacit\u00e0 di azione dei piqueteros (gruppi di manifestanti che organizzano &#8220;picchetti&#8221; per bloccare le strade) ma anche, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;intera societ\u00e0 civile argentina.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 accaduto anche perch\u00e9, un anno fa, il sistema di rappresentanza era basato sulla rappresentanza forzata: lo Stato costringeva i soggetti pi\u00f9 vulnerabili a dipendere da diversi gestori della povert\u00e0 che li obbligavano a partecipare a scioperi per ricevere il loro piano. Oggi, tutti gli aiuti sociali vengono assegnati direttamente ai beneficiari, senza intermediari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno fa, la tessera alimentare universale per i bambini non copriva il 60% del paniere alimentare di base. Nel corso di quest&#8217;anno, sono raddoppiati in termini reali e ora coprono gi\u00e0 il 100%. In altre parole, abbiamo mantenuto la nostra promessa di occuparci dei pi\u00f9 vulnerabili durante il periodo di adeguamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno fa, le nostre forze di polizia erano disprezzate dalla classe politica, le strade erano terra di nessuno e prevaleva l&#8217;atteggiamento \u201csi salvi chi pu\u00f2\u201d. Abbiamo chiuso l&#8217;anno con pi\u00f9 di 250 omicidi a Rosario, che era stata completamente cooptata dal narcotraffico. Oggi i colpevoli pagano. Abbiamo lanciato il Piano Bandera e siamo riusciti a ridurre il numero di omicidi a Rosario del 63%. Stiamo anche mettendo i detenuti a lavorare in tutto il Paese, affinch\u00e9 possano, in un modo o nell&#8217;altro, ripagare la societ\u00e0 per tutti i danni che hanno causato.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo intrapreso l&#8217;unica strada possibile per porre fine all&#8217;insicurezza, una delle battaglie pi\u00f9 lunghe e difficili che l&#8217;Argentina abbia mai affrontato.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno fa, i governi argentini si erano abituati a essere lo zimbello del mondo, associati alle peggiori dittature e ai regimi criminali. Era una prassi pluridecennale, secondo la quale eravamo, nella migliore delle ipotesi, un Paese poco importante e, nella peggiore, un esempio per il mondo di cosa non fare o dire.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il mondo guarda di nuovo all&#8217;Argentina per le ragioni giuste. Persone e investitori di tutto il mondo stanno prendendo in considerazione l&#8217;idea di vivere qui e, per quanto riguarda l&#8217;economia, una potenza come gli Stati Uniti sta istituendo il Dipartimento di Deregolamentazione (DOGE) ispirandosi al nostro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Milei evidenzia un elemento fondamentale nel modo in cui il suo governo \u00e8 percepito all&#8217;estero. La sua ascesa politica \u00e8 stata spesso accompagnata da un&#8217;aria di condiscendenza ed esotismo, un&#8217;aria che pu\u00f2 essere riassunta dal soprannome &#8220;Trump della pampa&#8221;, con cui \u00e8 stato spesso associato in Europa. A distanza di un anno, sta comunque emergendo come modello per una serie di imprese politiche e mediatiche in tutto il mondo. Elon Musk e Donald Trump hanno elogiato le politiche perseguite dal presidente argentino. Lo stesso vale per i leader politici di destra, come Eric Ciotti in Francia. Questo elogio, diffuso in una parte dello spettro politico, riguarda sia le politiche antiliberali del presidente argentino sia la \u201cbattaglia culturale\u201d che egli sostiene di condurre contro il \u201cwokismo\u201d o \u201cmarxismo culturale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno fa ci dicevano che non saremmo arrivati a gennaio. Oggi siamo gi\u00e0 a dicembre. Quelli che lo dicevano volevano che non fossimo troppo veloci e che non scoprissimo i loro errori, ma indovinate un po&#8217;: li stiamo scoprendo uno dopo l&#8217;altro, senza dar loro un attimo di tregua. E non andiamo da nessuna parte. Vi chiederete se quello che stiamo facendo sta funzionando: se la politica fiscale ortodossa sta funzionando, se l&#8217;intransigenza nei confronti dell&#8217;estorsione e della criminalit\u00e0 sta funzionando, se il ridimensionamento dello Stato per rendere pi\u00f9 grande la societ\u00e0 sta funzionando. Perch\u00e9 nessuno l&#8217;ha fatto prima?<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 quello che succede \u00e8 che, il pi\u00f9 delle volte, ci\u00f2 che \u00e8 buono per la societ\u00e0 \u00e8 cattivo per la politica e viceversa. \u00c8 la natura stessa della Casta. Hanno bisogno che la societ\u00e0 vada male perch\u00e9 tutto vada bene per loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo capire perch\u00e9 la Casta si comporta cos\u00ec: non le interessa il lungo termine. Non ha in mente un progetto nazionale, ma sperpera il futuro a vantaggio dell&#8217;immediato presente. \u00c8 nel loro DNA. Pensano solo a sfruttare la societ\u00e0 nel presente il pi\u00f9 possibile per il proprio tornaconto politico. Quando il re francese Luigi XV sperperava le ricchezze del regno per i propri piaceri, aveva un detto: \u201cApr\u00e8s nous, le d\u00e9luge\u201d (\u201cDopo di noi, il diluvio\u201d). In altre parole, la Casta non si preoccupa mai del futuro; lascia che le generazioni future si arrangino come meglio possono.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre i politici hanno imparato a bruciare il futuro dell&#8217;Argentina per il proprio tornaconto, gran parte della societ\u00e0 si \u00e8 abituata alla stessa dinamica.<\/p>\n\n\n\n<p>Costretta dal breve termine imposto dall&#8217;alto, non vedeva altra via d&#8217;uscita che scambiare il proprio voto con benefici sempre pi\u00f9 immediati. L&#8217;emissione sconsiderata di denaro e l&#8217;espansione dello Stato sono due espressioni di questo fenomeno. Entrambe si basano sulla produzione di una sensazione di beneficio immediato, mentre i loro effetti negativi si fanno sentire solo nel tempo. Intere carriere politiche sono state costruite in questo modo, lasciando le societ\u00e0 sempre pi\u00f9 distrutte &#8211; con uno Stato sempre pi\u00f9 grande e sempre pi\u00f9 costoso. Sempre pi\u00f9 persone privilegiate dall&#8217;onnipresente Stato sono diventate attori e difensori dello <em>status quo<\/em>. Questo spiega perch\u00e9 giornalisti, sindacati, organizzazioni sociali e politici di ogni genere, che fino a poco tempo fa si strappavano gli occhi a vicenda, si sono uniti per difendere lo <em>status quo <\/em>come se appartenessero allo stesso partito: il partito dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Vogliono vivere nella loro torre d&#8217;avorio, nel loro paradiso fittizio, costruito su una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 impoverita. Chiamano i loro privilegi \u201cdiritti acquisiti\u201d, quasi fossero una sorta di nobilt\u00e0 con il diritto divino di vivere a spese della societ\u00e0. Ma noi siamo venuti per smantellare questo sistema alla radice. Siamo arrivati al punto di porre fine a questo sistema di privilegi che ha trasformato i bravi argentini in cittadini di seconda classe. Il tempo del cittadino comune \u00e8 arrivato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 abbiamo tagliato con la motosega la spesa pubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo posto fine alla pubblicit\u00e0 sui media, che solo nel 2023 varr\u00e0 pi\u00f9 di 100 miliardi di pesos in termini di valore attuale. Abbiamo ridotto il numero dei ministeri da 18 a 8, abolito quasi 100 segreterie e sottosegretariati e chiuso pi\u00f9 di 200 settori le cui funzioni erano dei doppioni o obsolete. Abbiamo congelato gli stipendi degli alti funzionari pubblici da gennaio a oggi. Abbiamo chiuso TELAM, che operava come agenzia di propaganda per il kirchnerismo e che, solo quest&#8217;anno, prevedeva una perdita di 20 miliardi di pesos. Abbiamo licenziato 34.000 dipendenti pubblici e stiamo sottoponendo gli altri ad un test attitudinale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo abbiamo anche abolito le cariche ereditarie all&#8217;interno dello Stato, che erano un ritorno all&#8217;epoca coloniale dei privilegi nobiliari. Abbiamo chiuso l&#8217;INADI e il Ministero per la Donna, che erano covi di militanti e venivano usati per perseguitare gli oppositori politici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Nell&#8217;elenco delle istituzioni pubbliche prese di mira dall&#8217;amministrazione Milei nell&#8217;ambito dei tagli generali al bilancio, l&#8217;INADI (Istituto Nazionale contro la Discriminazione, la Xenofobia e il Razzismo), il Ministero per le Donne, il Genere e la Diversit\u00e0 &#8211; e non il \u201cMinistero per la Donna\u201d come lo chiama &#8211; e l&#8217;INCAA (Istituto Nazionale per il Cinema e le Arti Audiovisive) sono tra i primi obiettivi. Esse incarnano particolarmente bene la doppia razionalit\u00e0 del governo di Milei nel suo tentativo di ridurre la sfera dell&#8217;intervento statale: una razionalit\u00e0 economica, volta semplicemente a ridurre i costi e gli ambiti dell&#8217;intervento statale per facilitare l&#8217;iniziativa del settore privato (ad esempio nel caso del cinema), in una logica di efficienza economica; una razionalit\u00e0 ideologica, in quanto le istituzioni che sono state oggetto degli attacchi pi\u00f9 immediati e\/o radicali sono spesso associate alla lotta contro la disuguaglianza e\/o alla promozione di un&#8217;agenda culturale \u201cmarxista\u201d (per usare la terminologia del presidente argentino).<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo posto fine ai privilegi della casta sindacale in aziende pubbliche come Aerol\u00edneas e Intercargo, e anche se vorranno ancora estorcerci denaro, non cederemo. Stiamo facendo capire a molti dipendenti pubblici che si ritenevano superiori che sono dipendenti pubblici e che sono l\u00ec per fornire un servizio di qualit\u00e0 a chi paga le tasse. Abbiamo anche abolito pi\u00f9 di 15 fondi fiduciari che erano monete politiche. Abbiamo eliminato le sovvenzioni all&#8217;Istituto Nazionale di Cinema e Arti Audiovisive (INCAA), che \u00e8 passato da un deficit di 2 milioni di dollari a un surplus di oltre 4 milioni. Abbiamo anche posto fine all\u2019inganno del Registro unico dei trasporti a motore, che ha fatto risparmiare agli argentini oltre 36 miliardi di pesos all&#8217;anno. Grazie alla SIGEN (<em>Sindicatura General de la Naci\u00f3n<\/em>), abbiamo realizzato un audit dell&#8217;intero Stato e stiamo per avviare un audit delle universit\u00e0 pubbliche, che devono anch&#8217;esse rendere conto alla societ\u00e0, anche se sono riluttanti a farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non \u00e8 un canto di vittoria prima del tempo, ma il riconoscimento che abbiamo raggiunto l&#8217;obiettivo che ci eravamo prefissati e la conferma che anche i nostri prossimi obiettivi saranno una realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa, nel dibattito pubblico e nei media c&#8217;era molto scetticismo sulla capacit\u00e0 di successo del nostro governo. Nella migliore delle ipotesi, dicevano che non avevamo l&#8217;esperienza, la capacit\u00e0 o il potere politico per raggiungere i nostri obiettivi. Nel peggiore dei casi, dicevano che il nostro governo non sarebbe durato tre mesi, e molti scagnozzi della Casta hanno cercato di far avverare questa previsione con la forza bruta. Ma siamo riusciti a stabilizzare l&#8217;economia e a scongiurare la catastrofe che ci attendeva. Con appena il 15% dei deputati e il 10% dei senatori, abbiamo realizzato la pi\u00f9 grande riforma strutturale della storia argentina.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che intendo \u00e8 che se siamo riusciti a ottenere tutto questo nonostante tutti fossero contro di noi, immaginate cosa potremmo fare se avessimo il vento in poppa.<\/p>\n\n\n\n<p>Potrei andare due volte pi\u00f9 lontano, due volte pi\u00f9 veloce. Potrei passare un anno intero a descrivere le cose che sono cambiate nell&#8217;ultimo anno, ma non voglio farvi perdere tutto questo tempo, perch\u00e9 un&#8217;altra cosa che \u00e8 cambiata in questi dodici mesi \u00e8 che abbiamo smesso di guardare indietro e abbiamo iniziato a guardare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio dedicare qualche minuto di questo anno di bilancio per spiegarvi come sar\u00e0 questo futuro prospero, in modo che possiate pianificare il vostro destino e quello della vostra famiglia &#8211; e ci\u00f2 sempre in piena libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Come avevamo annunciato nel secondo trimestre, l&#8217;attivit\u00e0 ha gi\u00e0 iniziato a crescere. In altre parole, il lavoro di preparazione sta dando i suoi frutti. Questa tendenza continuer\u00e0 anche l&#8217;anno prossimo. Stiamo entrando in un anno di bassa inflazione, di forte crescita economica e, di conseguenza, di crescita sostenuta del potere d&#8217;acquisto degli argentini, come non accadeva da decenni. Perch\u00e9 dico che il prossimo anno avremo una crescita sostenuta? Essenzialmente per due motivi. In primo luogo, stiamo gi\u00e0 osservando una cosa: l&#8217;economia \u00e8 entrata in una ripresa ciclica che ci sta tirando fuori dalla situazione di stallo in cui ci trovavamo. Questa ripresa ciclica si basa su due fattori: da un lato, la ricomposizione dei salari reali e delle pensioni, dovuta alla riduzione dell&#8217;inflazione; dall&#8217;altro, la ricomposizione delle scorte delle imprese, che far\u00e0 ripartire l&#8217;economia dopo la liquidazione delle scorte nella prima met\u00e0 di quest&#8217;anno. Tuttavia, si tratta di un fenomeno ciclico e fa parte di ci\u00f2 che stiamo osservando oggi, spiegando l&#8217;improvvisa crescita dell&#8217;economia nell&#8217;ultimo trimestre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche una ragione strutturale. I risparmi di 15 punti di PIL ottenuti quest&#8217;anno &#8211; che erano stati sperperati dai politici &#8211; sono stati restituiti al settore privato, il che generer\u00e0 un aumento sia degli investimenti che dei consumi.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, il calo del rischio paese e, di conseguenza, del tasso di interesse, riduce il costo del capitale e porter\u00e0 quindi a un aumento diretto degli investimenti. A questi due fattori se ne aggiunge un terzo, ovvero la riduzione della pressione fiscale totale, attraverso l&#8217;eliminazione dell&#8217;imposta sull&#8217;inflazione e\/o la riduzione delle imposte esplicite che dovremo affrontare il prossimo anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, il mio team sta ultimando una riforma fiscale strutturale che ridurr\u00e0 le imposte nazionali del 90% e restituir\u00e0 alle province l&#8217;autonomia fiscale che non avrebbero mai dovuto perdere. Di conseguenza, l&#8217;anno prossimo assisteremo a una vera e propria competizione fiscale tra le province argentine per vedere chi riuscir\u00e0 ad attrarre pi\u00f9 investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il progetto di riforma fiscale \u00e8 uno dei principali annunci del discorso del Presidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In primo luogo, perch\u00e9 una riduzione delle tasse del 90% sarebbe necessariamente associata a una profonda trasformazione del funzionamento del sistema politico e sociale argentino. \u00c8 difficile immaginare come l&#8217;esistenza di un sistema sanitario ed educativo pubblico &#8211; anche di bassa qualit\u00e0 &#8211; possa essere mantenuto in queste condizioni. Tuttavia, la portata di questa riduzione fiscale non \u00e8 specificata: include anche le imposte sul valore aggiunto (IVA) o sulle esportazioni? I dettagli non sono trascurabili: l&#8217;IVA, ad esempio, rappresenter\u00e0 il 24% delle risorse raccolte dallo Stato nel 2022, contro il 19% dell&#8217;imposta sul reddito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In secondo luogo, l&#8217;annuncio del Presidente \u00e8 radicale in quanto comporta l&#8217;abbandono di uno dei principi del federalismo argentino: lo Stato nazionale raccoglie la maggior parte delle imposte, che poi redistribuisce tra le province. Questa redistribuzione delle risorse, che \u00e8 in parte discrezionale, \u00e8 una fonte ricorrente di tensione nella politica argentina. Le divergenze tra il livello nazionale e quello provinciale sono spesso accentuate dalle tensioni partitiche, soprattutto quando il presidente e i governatori non appartengono allo stesso schieramento politico. Questa struttura del processo fiscale \u00e8 quindi uno dei principali strumenti di pressione del Presidente sulle amministrazioni locali. In questo caso, verrebbe abbandonata a favore della concorrenza tra le singole province, che potrebbero implementare aliquote fiscali differenziate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quarto punto centrale del processo di crescita che vedremo dal prossimo anno riguarda la questione monetaria: la convergenza del tasso di cambio parallelo verso quello ufficiale, un fenomeno che stiamo osservando in questi giorni e che non si \u00e8 mai verificato nella storia dell\u2019umanit\u00e0, poich\u00e9, di solito, il tasso di cambio ufficiale converge sempre verso il livello del tasso parallelo &#8211; e non viceversa. Questo ci avvicina ogni giorno di pi\u00f9 alla fine definitiva della trappola dei tassi di cambio: un&#8217;aberrazione che non sarebbe mai dovuta accadere e che, con noi, finir\u00e0 l&#8217;anno prossimo e per sempre. A tal fine, stiamo lavorando a una soluzione definitiva al problema delle riserve della Banca Centrale, che potrebbe assumere la forma di un nuovo programma con il Fondo Monetario o di un accordo con investitori privati. Inoltre, per portare avanti il processo di chiusura della Banca Centrale che, come avevamo promesso, avrebbe posto definitivamente fine all&#8217;inflazione in Argentina, abbiamo annunciato un programma di concorrenza monetaria affinch\u00e9 tutti gli argentini possano utilizzare la valuta che desiderano nelle loro transazioni quotidiane. Che ci crediate o no \u2013 presto potrete effettuare transazioni nella valuta che desiderate \u2013 e stiamo per farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 significa che d&#8217;ora in poi ogni argentino potr\u00e0 acquistare, vendere e fatturare in dollari o nella valuta di sua scelta &#8211; ad eccezione del pagamento delle imposte, che per il momento continuer\u00e0 ad essere effettuato in pesos.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Qui il Presidente ripete e riafferma due delle sue principali promesse della campagna presidenziale del 2023: la chiusura della banca centrale e la dollarizzazione dell&#8217;economia. Queste due misure non sono state adottate durante il primo anno di mandato di Milei, poich\u00e9 gli ostacoli parlamentari e costituzionali si sono contrapposti ai suoi desideri iniziali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La chiusura della banca centrale ha senso in base a una visione dell&#8217;economia tipica del monetarismo, associata a figure come Milton Friedman: l&#8217;unica fonte dell&#8217;inflazione \u00e8 da ricercare nell&#8217;accelerazione della circolazione del denaro causata dalla stampa di troppa moneta da parte delle banche centrali. Abolire la banca centrale, secondo questa visione, equivarrebbe quindi ad abolire l&#8217;inflazione e a favorire la crescita attraverso l&#8217;autoregolazione del mercato, una soluzione molto dibattuta nella teoria economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Inoltre, il progetto di dollarizzazione delineato prevede l&#8217;introduzione della libera concorrenza tra le valute. Gli argentini, storicamente diffidenti nei confronti del peso, tenderebbero naturalmente a utilizzare il dollaro per le loro transazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 significa che questo processo di crescita sar\u00e0 sostenibile nel tempo. Stiamo lasciando alle spalle gli alti e bassi della nostra economia, che un anno cresceva e l&#8217;anno successivo calava, senza una crescita stabile per decenni e con una popolazione in diminuzione. Questa volta \u00e8 diverso: la crescita \u00e8 qui per restare, cos\u00ec come l&#8217;avanzo di bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p>Per accelerare la ripresa, \u00e8 fondamentale spezzare le catene del commercio estero che ci soffocano, cos\u00ec da poter esportare e importare beni e servizi di migliore qualit\u00e0 e a prezzi pi\u00f9 competitivi. Per questo, come ho annunciato al vertice del Mercosur, stiamo proponendo l&#8217;eliminazione delle barriere tariffarie che ostacolano il commercio all&#8217;interno del blocco e cercheremo anche di ridurre la tariffa esterna comune, che rende la vita pi\u00f9 costosa per tutti noi senza apportare alcun beneficio. Il nostro obiettivo finale all&#8217;interno del Mercosur \u00e8 quello di aumentare l&#8217;autonomia dei nostri membri nei confronti del resto del mondo, in modo che ogni Paese possa commerciare liberamente con chi vuole e come vuole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In questo passaggio, Milei annuncia una politica pi\u00f9 proattiva per l&#8217;Argentina all&#8217;interno del Mercosur.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In effetti, i primi dodici mesi della presidenza Milei sono stati segnati da un allontanamento dalle principali arene di discussione regionali. Milei ha persino saltato l&#8217;incontro principale dei capi di Stato del Mercosur nel luglio 2024 per partecipare alla CPAC (Conservative Political Action Conference) che si teneva nello stesso periodo in Brasile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Tuttavia, poich\u00e9 l&#8217;Argentina ha recentemente assunto la presidenza di turno del Mercosur, la politica della &#8216;sedia vuota&#8217; non sembra pi\u00f9 appropriata. Le dichiarazioni del Presidente, per\u00f2, riflettono la sua sfiducia nei confronti di questa organizzazione internazionale, che, pur promuovendo il libero commercio, lo limita e lo regola all&#8217;interno di un quadro multilaterale. Proponendo di \u201caumentare l&#8217;autonomia\u201d dei suoi membri, Milei propone in effetti di disfare il Mercosur dall&#8217;interno. \u00c8 una posizione che ricorda, a livello internazionale, il piano d&#8217;azione che egli rivendica come proprio a livello nazionale: \u201cSono la talpa che \u00e8 venuta a distruggere lo Stato dall&#8217;interno\u201d &#8211; affermava in un&#8217;intervista del giugno 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>In quest&#8217;ottica, il nostro primo obiettivo sar\u00e0 quello di spingere per la conclusione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti il prossimo anno &#8211; l&#8217;accordo che avrebbe dovuto essere concluso 19 anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginate la crescita che avremmo avuto negli ultimi due decenni se avessimo commerciato con la prima potenza mondiale. Tutta quella crescita ci \u00e8 stata portata via dalla semplice firma di un gruppo di burocrati contrari ai benefici del libero scambio. \u00c8 cos\u00ec che l&#8217;Argentina smetter\u00e0 di voltare le spalle al mondo e torner\u00e0 a essere protagonista del commercio mondiale. Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 prosperit\u00e0 senza commercio e non c&#8217;\u00e8 commercio senza libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In questo passaggio, Javier Milei si riferisce alla proposta di Accordo di Libero Commercio delle Americhe (ALCA in spagnolo), concluso tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi dell&#8217;America Latina negli anni Novanta. La firma del trattato nel 1994 \u00e8 spesso presentata come un fattore scatenante dell&#8217;insurrezione zapatista guidata dal Subcomandante Marcos nello stesso anno in Chiapas, Messico. Il trattato, che sarebbe dovuto entrare in vigore nel 2005 ma che \u00e8 stato abbandonato strada facendo, \u00e8 stato denunciato da tutti i partiti di sinistra latinoamericani. Un momento emblematico di questa denuncia \u00e8 stato il contro-vertice delle Americhe, organizzato nella citt\u00e0 argentina di Mar del Plata nel novembre 2005, durante il quale il presidente venezuelano Hugo Chavez ha pronunciato un famoso discorso che terminava con lo slogan \u201cALCA ALCA Al Carajo\u201d &#8211; un gioco di parole che potrebbe essere tradotto letteralmente come \u201cALCA ALCA gi\u00f9 per il cesso\u201d. Per Milei, proporre un ritorno alla firma di un accordo di libero scambio tra Argentina e Stati Uniti \u00e8 un altro modo per rimettere in discussione l&#8217;eredit\u00e0 politica ed economica del kirchnerismo e, pi\u00f9 in generale, dell&#8217;\u201conda rosa\u201d dei governi progressisti latinoamericani degli anni 2000.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, grazie alla RIGI, avremo un campo di crescita pieno di nuovi attori che non sono mai esistiti nel nostro Paese. Sulla base di un quadro fiscale logico per gli investimenti superiori a 200 milioni di dollari, abbiamo gi\u00e0 richieste di approvazione di investimenti per oltre 11,8 miliardi di dollari, e altri miliardi sono gi\u00e0 stati annunciati in settori come le infrastrutture, le miniere, l&#8217;acciaio, l&#8217;energia, le automobili, la tecnologia, il petrolio e il gas. Questo d\u00e0 un assaggio di come sar\u00e0 il nostro futuro regime fiscale agevolato. I grandi investimenti del programma porteranno a un boom delle imprese perch\u00e9, oltre a creare nuovi posti di lavoro diretti, richiederanno beni e servizi alle imprese esistenti, creando migliaia di posti di lavoro indiretti e migliorando la produttivit\u00e0. Questi investimenti agiranno come un&#8217;iniezione di steroidi nella nostra economia, portandoci laddove avremmo dovuto essere molti anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, il Ministro per la Deregolamentazione continua la sua maratona, abbassando ogni giorno i costi dell&#8217;Argentina e rendendoci pi\u00f9 competitivi, il che si tradurr\u00e0 anche in un aumento della produttivit\u00e0 in tutti i settori dell&#8217;economia, oltre a tutto ci\u00f2 che ho menzionato prima. Per quanto riguarda la riforma dello Stato, quest&#8217;anno vi abbiamo presentato solo la superficie della motosega, che consisteva principalmente nell&#8217;invertire gli eccessi degli ultimi anni di kirchnerismo. Ora \u00e8 il momento della motosega profonda. Perch\u00e9 ci\u00f2 che dobbiamo disfare sono strati geologici di organi e funzioni statali ingiustificati. Ci siamo abituati a vedere lo Stato nazionale come una tata che deve occuparsi di tutto, dall&#8217;alimentazione all&#8217;intrattenimento di ogni cittadino.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando uno Stato si assume compiti che non gli competono, oltre a distruggere il settore privato, finisce per venir meno ai suoi obblighi pi\u00f9 fondamentali, come il mantenimento dell&#8217;ordine pubblico o la stabilit\u00e0 della moneta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo abbiamo imparato a nostre spese negli ultimi vent&#8217;anni. Permettetemi di dirlo senza mezzi termini: \u00e8 sempre controproducente che il governo nazionale si faccia carico di questioni che possono essere risolte da organismi subnazionali o che sono meglio gestite dal settore privato attraverso meccanismi di mercato. Per questo motivo, ci accingiamo a condurre una revisione contabile senza compromessi, al fine di realizzare la pi\u00f9 grande riduzione della spesa pubblica nella storia dell&#8217;Argentina. Il risultato sar\u00e0 uno Stato pi\u00f9 piccolo, pi\u00f9 efficiente e meno costoso per tutti i contribuenti. Continueremo a eliminare agenzie, segreterie, sottosegretariati, aziende pubbliche e tutti gli altri enti pubblici che non dovrebbero esistere. Ogni incarico o compito che non corrisponde a ci\u00f2 che lo Stato nazionale dovrebbe fare sar\u00e0 eliminato. Perch\u00e9 pi\u00f9 piccolo \u00e8 lo Stato, pi\u00f9 grande \u00e8 la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In questo passaggio, Milei riafferma con forza il suo credo libertario. Mentre le politiche economiche che ha perseguito finora si basano essenzialmente su una drastica riduzione della spesa pubblica all&#8217;insegna dell&#8217;austerit\u00e0 fiscale &#8211; che i neoliberisti pi\u00f9 tradizionali non disconoscerebbero &#8211; Milei annuncia qui di voler andare oltre. L&#8217;ideale dell&#8217;abolizione pura e semplice dello Stato, caratteristico dei libertari &#8211; detti anche anarco-capitalisti &#8211; viene qui esplicitato.\u00a0 Questo ideale, in gran parte utopico &#8211; o distopico, a seconda dei punti di vista &#8211; non figura tra gli obiettivi immediati del piano d&#8217;azione militante, che a medio termine adotta un approccio \u201cminarchico\u201d &#8211; <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/24\/alle-radici-del-libertarismo\/\">ricordano una delle correnti del libertarismo e certi teorici come Robert Nozick.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la sicurezza, non rallenteremo finch\u00e9 la nostra dottrina del \u201cchi \u00e8 colpevole paga\u201d non sar\u00e0 incisa nella memoria di ogni criminale. E proporremo una legge sui recidivi per farli pagare ancora di pi\u00f9. Inoltre, spingeremo per una legislazione antimafia, sulla falsariga del RICO Act, che ha sradicato il crimine organizzato negli Stati Uniti 50 anni fa. Al contempo, spingeremo per abbassare l&#8217;et\u00e0 della responsabilit\u00e0 penale, in modo che chi \u00e8 abbastanza maturo per commettere un reato sia anche abbastanza maturo per subirne le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, riformeremo la polizia federale per renderla un&#8217;agenzia federale di investigazione criminale, aumentandone l&#8217;efficienza operativa, la professionalit\u00e0, la tecnologia e la capacit\u00e0 di combattere il crimine nazionale e transnazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, promuoveremo un&#8217;unit\u00e0 di lotta al narcoterrorismo alla triplice frontiera, in coordinamento con i nostri vicini del Mercosur.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il capitale umano, lo sfacelo economico, sociale e culturale degli ultimi decenni ha lasciato un sistema in cui milioni di bambini iniziano la loro vita senza protezione e affamati, attraversano l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza senza imparare a leggere e scrivere e non riescono mai a integrarsi correttamente nella societ\u00e0. Con il Ministero del Capitale Umano, affrontiamo la sfida titanica di ricostruire i legami sociali e fornire alle future generazioni gli strumenti necessari, attraverso programmi di alfabetizzazione, formazione e iniziative per rafforzare il ruolo delle famiglie.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Come l\u2019ho gi\u00e0 detto, la crociata deregolamentatrice di questo governo ci ha riportato sotto i riflettori del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In termini di tecnologia, ci\u00f2 lascia presagire un futuro ricco di opportunit\u00e0, poich\u00e9 il cammino dell&#8217;Argentina verso la libert\u00e0 tecnologica e l&#8217;ottimismo contrasta con quello di molti Paesi sviluppati, che si dirigono sempre pi\u00f9 verso l&#8217;inferno normativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Questo \u00e8 uno dei paradossi del rapporto di Milei con la comunit\u00e0 internazionale: mentre afferma di voler reintegrare il suo Paese nel concerto delle nazioni occidentali sviluppate, le politiche perseguite tendono in realt\u00e0 a discostarsi da una serie di parametri abbastanza condivisi nelle societ\u00e0 post-industriali. In termini di protezione sociale e di regolamentazione economica, nell&#8217;ultimo anno l&#8217;Argentina ha evidenziato una tendenza all&#8217;allontanamento dai cosiddetti Paesi sviluppati. Allo stesso tempo, per\u00f2, Milei mette costantemente in scena il suo avvicinamento all&#8217;\u201cOccidente\u201d e la sua distanza dal Sud. L&#8217;immaginario dell\u2019Occidente di Javier Milei ricorda pi\u00f9 da vicino il Far West americano del XIX secolo: una terra di pionieri dove regna la legge del pi\u00f9 forte e trionfano i pi\u00f9 audaci. Anche il suo riferimento alle ferrovie argentine di fine Ottocento sembra puntare verso questa immaginaria \u201cfrontiera\u201d &#8211; nonostante il fatto che la rete ferroviaria abbia continuato a svilupparsi, raggiungendo la sua massima estensione alla fine degli anni Cinquanta, in un momento di maggiore coinvolgimento dello Stato negli investimenti infrastrutturali.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo energia da vendere, terre fredde e inospitali da vendere e risorse umane di qualit\u00e0 da vendere. Non per niente siamo il Paese con il maggior numero di unicorni tecnologici pro capite della regione. Questi tre fattori, combinati insieme, formano una tempesta perfetta per attrarre investimenti di alto livello nell&#8217;intelligenza artificiale. Non dovrebbe sorprendere nessuno che l&#8217;Argentina sia destinata a diventare il prossimo centro globale per l&#8217;intelligenza artificiale. Non \u00e8 una coincidenza che le pi\u00f9 grandi aziende del mondo stiano valutando progetti in Argentina.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aspetto interessante \u00e8 che l&#8217;aumento della domanda di energia legata all&#8217;intelligenza artificiale porter\u00e0 a una rinascita globale dell&#8217;energia nucleare dopo decenni di declino &#8211; e noi non resteremo indietro. Progetteremo un piano nucleare argentino che comprender\u00e0 la costruzione di nuovi reattori e la ricerca sulle tecnologie emergenti dei reattori piccoli o modulari, mantenendo i pi\u00f9 alti standard di sicurezza ed efficienza. Questo piano sar\u00e0 presentato nei prossimi giorni dal dottor Reidel e ci porr\u00e0 ancora una volta all&#8217;avanguardia in questo campo. Quando in Argentina prevalevano le idee di libert\u00e0, eravamo all&#8217;avanguardia della tecnologia nella regione. Nel 1900, l&#8217;Argentina aveva la pi\u00f9 grande rete ferroviaria dell&#8217;America Latina e l&#8217;undicesima del mondo.Oggi, paradossalmente, \u00e8 solo riscoprendo le verit\u00e0 del nostro profondo passato che possiamo realizzare il nostro potenziale &#8211; e proiettarci nel futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, spero che poter misurare quanto l&#8217;Argentina sia cambiata in un solo anno ci aiuti a coltivare la speranza per il prossimo anno. La strada da percorrere \u00e8 ancora lunga, ma per la prima volta dopo decenni c&#8217;\u00e8 un cammino che porter\u00e0 il Paese verso la prosperit\u00e0 e il benessere sognati dai nostri padri fondatori.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove c&#8217;era ansia, ora c&#8217;\u00e8 stabilit\u00e0 e prevedibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove eravamo abbandonati al caos e alla violenza, ora regna l&#8217;ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove abbiamo sofferto l&#8217;oppressione per mano dello Stato, ora \u00e8 tornata la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove un tempo regnavano i privilegi di pochi, oggi regna l&#8217;uguaglianza davanti alla legge per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza questi pilastri fondamentali, che sono mancati per molti anni, non ci sarebbe via d&#8217;uscita per il nostro Paese. Dopo essere stati uno degli studenti peggiori dell&#8217;economia negli ultimi quarant&#8217;anni, oggi siamo uno dei pi\u00f9 performanti per i prossimi quarant&#8217;anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Quarant&#8217;anni \u00e8 la durata della democrazia argentina dalla fine dell&#8217;ultima dittatura militare nel dicembre 1983. Come spesso accade, Milei utilizza un discorso declinista che collega i mali della societ\u00e0 argentina all&#8217;esercizio del suffragio universale. Eppure le prime grandi crisi inflazionistiche del Paese risalgono al 1975-1976, al culmine della svolta autoritaria.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;Argentina \u00e8 sulla bocca di tutti e alcuni considerano questo processo un vero e proprio miracolo economico: il miracolo argentino. Vorrei ringraziare tutti i membri del mio gabinetto per l&#8217;immenso lavoro svolto durante l&#8217;anno. Niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza di voi. Vorrei ringraziare in particolare mia sorella, la Segretaria generale della Presidenza, per l&#8217;enorme lavoro svolto, non solo durante la campagna elettorale, ma durante tutto l&#8217;anno. Senza di lei, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. L&#8217;Argentina le sar\u00e0 per sempre grata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il Presidente si riferisce a sua sorella Karina Milei, seduta immediatamente alla sua destra mentre pronuncia il discorso. Soprannominata \u201cil Capo\u201d dallo stesso Milei, ha avuto un&#8217;ascesa fulminea negli ambienti del potere.Senza alcuna esperienza politica o di attivismo, \u00e8 ora una delle figure pi\u00f9 influenti del governo, al punto da eclissare la maggior parte dei ministri e controllarne alcuni. Attualmente \u00e8 incaricata di strutturare il partito presidenziale <em>La Libertad Avanza<\/em> in vista delle elezioni legislative di met\u00e0 mandato, che si terranno alla fine del 2025. La posizione predominante acquisita negli ultimi mesi testimonia il dispiegamento di logiche anti-istituzionali nell&#8217;amministrazione Milei, dove due personalit\u00e0 concentrano gran parte del potere esecutivo: Karina Milei, il cui mandato va ben oltre le sue funzioni di segretario generale della presidenza, e Santiago Caputo &#8211; soprannominato \u201cil mago del Cremlino\u201d -, un amico del presidente che, pur lavorando come fornitore di servizi esterni per Milei, controlla anche gran parte delle nomine a posizioni chiave al di fuori di qualsiasi controllo politico o normativo. Javier Milei ha teorizzato questa divisione del potere come \u201ctriangolo di ferro\u201d: ogni attacco a uno dei suoi due accoliti &#8211; che sono in feroce competizione tra loro &#8211; viene interpretato come un attacco personale al presidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non possiamo riposare sugli allori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prossimo anno sar\u00e0 un anno di elezioni. A differenza della prassi abituale dei politici che, negli anni delle elezioni, sperperano il denaro di tutti gli argentini come se fosse il loro, in cerca di voti, noi faremo qualcosa di diverso. \u00c8 unico nella storia delle democrazie moderne che un governo entri in un anno elettorale senza perseguire una politica fiscale e monetaria espansiva &#8211; perch\u00e9 \u00e8 proprio la logica del passato che ci ha portato alla rovina. Non cederemo a questa tentazione che ha sedotto la Casta, perch\u00e9 noi siamo il futuro e siamo la prosperit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Continueremo con il nostro programma di aggiustamento per poter abbassare le tasse e restituire denaro al settore privato, e metteremo sul tavolo un&#8217;agenda di riforme di ampio respiro sviluppata sui pilastri di cui vi ho parlato oggi, in modo che la societ\u00e0 possa scegliere legalmente il Paese che vuole. Riforma fiscale, riforma delle pensioni, vera riforma del lavoro, riforma delle leggi sulla sicurezza nazionale, riforma penale di ampio respiro, riforma politica e molte altre riforme che il Paese attende da decenni.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la prima volta da molti anni, le elezioni del prossimo anno non riguarderanno le persone, ma le idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratter\u00e0 di scegliere tra i politici marci del passato e il nostro programma per il futuro. Voteremo per i pilastri su cui vogliamo costruire questa nuova Argentina, molti dei quali sono stati difesi concettualmente nel corso di quest&#8217;anno e per i quali molti leader si sono impegnati firmando il patto di maggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">\u00c8 difficile non notare che alcuni dei \u201cpolitici del passato\u201d, cos\u00ec ferocemente attaccati dal Presidente, sono seduti proprio accanto a lui mentre parla e rivestono ruoli di primo piano nel suo governo. A cominciare da Patricia Bullrich &#8211; ministro della Sicurezza &#8211; ex ministro sotto i presidenti Mauricio Macri e Fernando de la R\u00faa e deputata fin dai primi anni &#8217;90. C&#8217;\u00e8 anche Guillermo Francos, che ha lavorato per quasi tutti i governi argentini dai primi anni &#8217;70 &#8211; comprese le dittature &#8211; e che fino a poco tempo fa era attivo nelle reti peroniste. Una caratteristica centrale del mandato di Milei \u00e8 stato il successo nel cooptare nel suo governo figure \u201ctradizionali\u201d di tutto lo spettro politico argentino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Una delle questioni che si porranno nei prossimi mesi sar\u00e0 quella delle coalizioni che il partito del Presidente costruir\u00e0 in vista delle elezioni di medio termine: quale parte della destra \u201cclassica\u201d, in particolare, sar\u00e0 assorbita dal suo movimento? In che misura la coalizione di governo sar\u00e0 in grado di conquistare seggi in Parlamento e quindi di uscire dalla sua posizione di minoranza? O, al contrario, in che misura queste elezioni non agiranno, pi\u00f9 modestamente, come un riequilibrio interno delle forze attualmente dominanti nella coalizione di governo: <em>La Libertad Avanza<\/em> (il partito del presidente Milei) e <em>Propuesta Republicana<\/em> (il partito dell&#8217;ex presidente Mauricio Macri, che sostiene l&#8217;attuale governo ma rischia di vedere il suo elettorato assorbito da quello di Milei).<\/p>\n\n\n\n<p>Spero che riflettere insieme su tutto ci\u00f2 che abbiamo cambiato e su tutto ci\u00f2 che dobbiamo ancora fare ci aiuti ad apprezzare la portata della posta in gioco del prossimo anno. Perch\u00e9 oggi, per la prima volta dopo tanto tempo, noi argentini abbiamo qualcosa da perdere. Come disse Thomas Jefferson: \u201cIl prezzo della libert\u00e0 \u00e8 l&#8217;eterna vigilanza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, vorrei lanciare un monito al resto della classe politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno erroneamente creduto che l&#8217;elezione di questo governo fosse un capriccio della societ\u00e0 in un momento di profondo malessere. Quest&#8217;anno, la societ\u00e0 ha dimostrato loro che il loro impegno per il cambiamento non era un capriccio passeggero, ma una convinzione incrollabile, sostenuta dalla speranza di ricostruire la nostra nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli argentini non tollerano e non tollereranno un ostruzionismo insensato e malintenzionato alle nostre riforme. E sarebbe estremamente ingenuo non imparare la lezione dell&#8217;ultimo anno. Che ci piaccia o no, l&#8217;Argentina \u00e8 uscita dall&#8217;abisso in cui i politici ci hanno fatto precipitare e oggi, per la prima volta dopo decenni, sta sorgendo il sole della speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Paese si sta dirigendo verso un futuro di prosperit\u00e0 che, per molti di voi, \u00e8 inimmaginabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma niente e nessuno pu\u00f2 togliere questa speranza agli argentini, perch\u00e9, a differenza di altre volte nella nostra storia in cui la speranza si basava su promesse vuote, oggi abbiamo ottenuto risultati concreti.<\/p>\n\n\n\n<p>Li potete vedere, li potete sentire.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo futuro di prosperit\u00e0 \u00e8 alla nostra portata. Non c&#8217;\u00e8 nulla che possiate fare per fermarlo: potete salire a bordo del treno del progresso o farvi travolgere da esso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, vorrei ringraziare tutti gli argentini per l&#8217;enorme sacrificio che hanno fatto quest&#8217;anno. Voglio che sappiate che non \u00e8 stato vano e che l&#8217;anno passato sar\u00e0 ricordato come il primo anno della nuova Argentina. Vi auguro di godervi il mese di dicembre con le vostre famiglie e di fare progetti per l&#8217;anno prossimo. Siate certi che questo governo vi difender\u00e0 fino alla fine e non perder\u00e0 mai la fiducia nella futura grandezza della nostra Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment \">Come di consueto nel discorso di Milei, l&#8217;appello ai valori tradizionali &#8211; in questo caso la famiglia &#8211; va di pari passo con l&#8217;aggressivit\u00e0 pi\u00f9 sfrenata. Gli oppositori e i detrattori non si limiteranno a \u201cperdere\u201d il treno della nuova Argentina: saranno, pi\u00f9 direttamente, schiacciati sul suo cammino&#8230; Riprendendo i toni millenaristici (la nuova Argentina) e mistici (le forze del cielo) a cui il personaggio ha abituato il suo pubblico, Milei avr\u00e0 comunque sacrificato, per una volta, alcuni codici istituzionali, non concludendo il suo messaggio con il suo tradizionale slogan elettorale &#8211; <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/20\/javier-milei-in-10-frasi-choc-un-paleolibertario-alla-conquista-dellargentina\/\">che non ha bisogno di essere ricordato.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Che Dio benedica ognuno di voi e che le forze del cielo siano con noi. Grazie mille!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo stile Milei ha preso una nuova direzione? 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