{"id":27596,"date":"2024-12-06T06:00:00","date_gmt":"2024-12-06T05:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=27596"},"modified":"2024-12-05T18:28:16","modified_gmt":"2024-12-05T17:28:16","slug":"cosa-pensano-gli-europei-domande-difficili-per-lanno-che-verra-sondaggio-esclusivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/06\/cosa-pensano-gli-europei-domande-difficili-per-lanno-che-verra-sondaggio-esclusivo\/","title":{"rendered":"Cosa pensano gli europei? Domande difficili per l&#8217;anno che verr\u00e0 [Sondaggio esclusivo]"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Il modo in cui si analizza lo sguardo dei cittadini europei sull&#8217;Unione europea \u00e8 ancora molto influenzato dall&#8217;interpretazione bipolare dell&#8217;opinione, che consiste nel concentrarsi sulla proporzione di pro-europei e anti-europei, riproducendo sempre implicitamente la grande domanda esistenziale: essere o non essere europei, rimanere nell&#8217;Unione o lasciarla, come \u00e8 stato proposto ai britannici nel 2016 e come l&#8217;AfD in Germania sembra voler riproporre. Il nostro studio mostra che la questione dell&#8217;adesione non \u00e8, e forse non \u00e8 pi\u00f9, oggetto di dibattito, ma che il futuro si gioca tra i sostenitori dello status quo e i sostenitori dell&#8217;approfondimento dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>1 &#8211; Rimanere o andarsene, questo non \u00e8 pi\u00f9 il vero problema<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il desiderio di rimanere nell&#8217;Unione \u00e8 schiacciante nei 5 Paesi presi in esame, mentre il desiderio di lasciare l&#8217;Unione raggiunge solo il 26% in Francia, il Paese in cui il livello di critica e scetticismo nei confronti dell&#8217;Unione \u00e8 il pi\u00f9 alto dell&#8217;intero sondaggio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/CyuPC\/ \" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La domanda che chiede agli europei se credono che l&#8217;appartenenza all&#8217;UE renda il loro Paese pi\u00f9 forte \u00e8 pi\u00f9 controversa. Gli spagnoli sono in gran parte (71%) convinti che l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione renda il loro Paese pi\u00f9 forte. In Germania e in Italia, 6 intervistati su 10 pensano in questo modo, cos\u00ec come la met\u00e0 dei belgi, mentre non pi\u00f9 del 25% \u00e8 convinto che l&#8217;UE indebolisca il Paese. In questi tre Paesi, circa un intervistato su 5 \u00e8 indeciso. La Francia rappresenta una sorta di eccezione, essendo l&#8217;unico Paese in cui la sensazione di indebolimento del Paese (43%) eguaglia l&#8217;impressione di rafforzamento. \u00c8 vero che la Francia \u00e8 un Paese dominato dall&#8217;impressione di essere in declino, soprattutto per quanto riguarda il suo ruolo internazionale, ed \u00e8 generalmente riluttante a credere di essere pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/HOjke\/ \" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Un&#8217;analisi delle risposte a queste domande per simpatia politica mostra una distribuzione abbastanza disomogenea dei sentimenti antieuropei. Solo in Italia i sostenitori di un partito, la Lega, hanno una maggioranza (66%) a favore dell&#8217;uscita dall&#8217;UE. Non \u00e8 cos\u00ec per i sostenitori di Fratelli d&#8217;Italia, la met\u00e0 dei quali (33%) opta per questo scenario. In Germania, i sostenitori dell&#8217;AfD sono divisi quasi al 50% su questa domanda, cos\u00ec come gli elettori di Vox e Se Acab\u00f3 La Fiesta in Spagna, e quelli di RN e Reconqu\u00eate in Francia.<\/p>\n\n\n\n<p>In Belgio, l&#8217;opzione dell&#8217;uscita \u00e8 ovunque minoritaria, ma \u00e8 favorita in proporzioni uguali (circa un terzo) dai sostenitori dei partiti pi\u00f9 a sinistra e pi\u00f9 a destra. In Belgio, i sostenitori dei partiti pi\u00f9 a sinistra sono anche scettici sull&#8217;idea che l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione rafforzi il loro Paese, come avviene in Francia (senza tuttavia desiderare di lasciare l&#8217;Unione). Questo non \u00e8 affatto il caso della Spagna, dove gli elettori di Podemos e Sumar sono quasi unanimemente convinti che il loro Paese sia rafforzato dall&#8217;UE. In Germania, il sentimento a sinistra \u00e8 molto pi\u00f9 eterogeneo, ma la maggioranza degli elettori di Die Linke e BSW (54% e 57%) ritiene che il proprio Paese sia rafforzato dall&#8217;UE.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2 &#8211; Aspettative su politiche concertate<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In 7 delle 12 aree d&#8217;azione testate, una maggioranza (spesso larga) in tutti i Paesi, si \u00e8 espressa a favore di una politica comune con gli altri Paesi dell&#8217;Unione Europea. La cooperazione all&#8217;interno del quadro europeo \u00e8 considerata la giusta scala di azione per la lotta al terrorismo, la ricerca e l&#8217;innovazione, la gestione delle catastrofi e la transizione ecologica. Lo stesso vale per l&#8217;immigrazione e le relazioni internazionali, anche se i francesi sono pi\u00f9 esitanti anche su questi due aspetti. La dimensione internazionale delle questioni sembra richiedere, agli occhi degli intervistati, risposte concertate con i partner europei.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/iIH3C\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Al contrario, la tassazione e la sanit\u00e0 pubblica sono questioni che i cittadini vogliono mantenere nelle mani dei rispettivi Stati. \u00c8 significativo che si tratti di settori in cui le decisioni hanno un impatto pi\u00f9 diretto sulle famiglie e di sistemi con cui gli intervistati hanno familiarit\u00e0. Anche se spesso se ne lamentano, preferiscono affidarsi a un livello vicino e conosciuto (e a portata di sanzione elettorale) per prendere le decisioni. In misura minore, il sondaggio rivela una riluttanza a rimettersi al livello sovranazionale quando si tratta di politica industriale, un settore che pu\u00f2 essere altrettanto facilmente visto come un&#8217;area di competizione tra i Paesi europei. La Francia, perseguitata dal timore della deindustrializzazione, appare particolarmente reticente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/BeWL0\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3 &#8211; Un bilancio considerato come deludente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se la cooperazione europea sembra una soluzione adatta alla maggior parte delle sfide, la risposta dell&#8217;Unione su molte di esse rimane al di sotto delle aspettative. L&#8217;indagine ha chiesto agli abitanti dei 5 Paesi esaminati di valutare l&#8217;operato dell&#8217;UE in 8 aree politiche. Nel complesso, i giudizi sono negativi e persino severi. La ricerca \u00e8 l&#8217;unico settore in cui la maggioranza degli intervistati \u00e8 soddisfatta. In Francia, invece, nemmeno questa area \u00e8 giudicata in maniera positiva. Inoltre, la Francia \u00e8 un Paese in cui gli abitanti sono in genere particolarmente diffidenti nei confronti dell&#8217;euro, mentre gli spagnoli sono molto pi\u00f9 fiduciosi nella moneta unica.<\/p>\n\n\n\n<p>In contrasto con la ricerca, l&#8217;immigrazione \u00e8 all&#8217;unanimit\u00e0 associata al fallimento. In altri settori, i risultati sono leggermente meno negativi e variano significativamente da un Paese all&#8217;altro. \u00c8 il caso, in particolare, di tre settori che negli ultimi anni sono stati particolarmente al centro dell&#8217;agenda europea: per quanto riguarda la salute pubblica, solo in Belgio e in Spagna la soddisfazione supera il 40%, e solo gli spagnoli sono altrettanto soddisfatti dell&#8217;azione dell&#8217;UE in materia di ambiente. Anche la sicurezza e la difesa, spinte in cima alle preoccupazioni degli europei dall&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, sono un settore in cui la soddisfazione \u00e8 decisamente minoritaria: solo in Spagna (38%) pi\u00f9 di un terzo degli intervistati si dichiara soddisfatto. Considerati insieme alla domanda precedente, questi giudizi severi mostrano che l&#8217;insoddisfazione nei confronti dell&#8217;UE non impedisce in alcun modo ai cittadini di desiderare un&#8217;azione a livello europeo, che considerano rilevante. Tuttavia, essa genera una forma di delusione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/S5f9c\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>4 &#8211; Inefficienza e burocrazia: delle critiche che durano da tempo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Non sorprende che le critiche all&#8217;Unione si concentrino sulla questione della sua efficacia: solo il 15-28% degli intervistati la considera \u201cefficace\u201d. Una possibile spiegazione di questa inefficacia agli occhi dei cittadini \u00e8 che l&#8217;Unione \u00e8 percepita sia come \u201cburocratica\u201d da un&#8217;ampia percentuale di intervistati, dal 38% al 57% a seconda del Paese, che come disconnessa da una percentuale pi\u00f9 o meno simile. Nonostante la pandemia Covid-19 e il ruolo dell&#8217;UE nella campagna di vaccinazione (forse perch\u00e9 questa pagina \u00e8 stata chiusa e il suo ricordo \u00e8 ormai lontano), le istituzioni europee faticano a dimostrare che stanno intraprendendo azioni che raggiungano i cittadini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/rufRk\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i valori, l&#8217;Unione \u00e8 valutata in maniera molto pi\u00f9 positiva, sia per quanto riguarda la sua natura democratica (tra il 40% e il 60% le attribuisce questa valutazione) sia per la sua capacit\u00e0 di solidariet\u00e0 (tra il 32% e il 58%). In compenso, tra il 36% e il 46%, a seconda del Paese, ritiene che le istituzioni europee siano \u201ccorrotte\u201d. Ci\u00f2 contribuisce a far prevalere un&#8217;insoddisfazione che non \u00e8 incompatibile con l&#8217;attaccamento al progetto europeo, ma che naturalmente porta a desiderare un&#8217;Europa diversa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>5 &#8211; In attesa di un\u2019 \u201caltra Europa\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In ogni Paese, circa due terzi degli intervistati si sono detti favorevoli all&#8217;Unione, ma vorrebbero vedere dei \u201cgrandi cambiamenti\u201d nel suo funzionamento. Il dibattito sull&#8217;Europa evita quindi in larga misura la contrapposizione caricaturale tra europeisti convinti e antieuropeisti irriducibili. Nel nostro sondaggio, la quota combinata di coloro che rientrano nell&#8217;uno o nell&#8217;altro atteggiamento rappresenta meno di un quarto degli intervistati. Gli eurofili convinti sono leggermente pi\u00f9 numerosi in Germania (il 18% \u00e8 soddisfatto dell&#8217;Unione e del suo funzionamento) e in Spagna (14%), mentre gli eurofobi si trovano soprattutto in Francia, Belgio e Italia (dove tra il 13% e il 18% vorrebbe uscire dall&#8217;Unione &#8220;il prima possibile\u201d). Anche se includiamo gli scettici che non si aspettano molto dall&#8217;UE, non pi\u00f9 del 30% degli intervistati mette in discussione il progetto europeo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/a9VdX\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, anche se vi \u00e8 un forte desiderio di cambiamento, questa aspettativa di qualcosa di diverso non si traduce automaticamente in un desiderio di riportare indietro l&#8217;orologio dell&#8217;integrazione europea. In 4 Paesi su 5 (tranne la Francia), il desiderio di rafforzare l&#8217;integrazione europea e di andare verso un&#8217;\u201cEuropa federale\u201d supera il desiderio di restituire pi\u00f9 potere agli Stati membri. In Italia e Spagna, fino a 6 intervistati su 10 sono convinti di questa intensificazione dell&#8217;integrazione europea. In questi due Paesi, il passaggio a un&#8217;Europa federale \u00e8 favorito da tutti gli elettori, ad eccezione di quelli pi\u00f9 a destra (FdI, Lega, Vox).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/L9M44\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>6 &#8211; Una solidariet\u00e0 europea difficile<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si tratta di descrivere l&#8217;Europa come \u201cunita\u201d, le opinioni, come abbiamo visto, variano notevolmente da un Paese all&#8217;altro. Allo stesso modo, la questione se gli Stati membri debbano accettare di contribuire pi\u00f9 di quanto ricevono dall&#8217;Unione dimostra la complessit\u00e0 della questione. L&#8217;argomento \u00e8 oggetto di dibattito e divide l&#8217;opinione pubblica e i Paesi: il 57% dei tedeschi accetta che il proprio Paese sia un contribuente netto, mentre il 52% dei francesi non lo accetta. In Germania, questa domanda contrappone in modo chiaro e logico i sostenitori dell&#8217;AfD, che si oppongono strenuamente (74%) all&#8217;idea che il loro Paese dia pi\u00f9 di quanto riceve, a tutti gli altri elettori, la cui maggioranza accetta che la Germania sia un contribuente netto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/XXGUk\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Da un lato, la solidariet\u00e0 europea pu\u00f2 scontrarsi con le domande dell&#8217;opinione pubblica sull&#8217;affidabilit\u00e0 di altri partner. La met\u00e0 degli intervistati dubita dell&#8217;affidabilit\u00e0 della Grecia e tre quarti non considerano l&#8217;Ungheria un partner affidabile. Le percezioni sulla Polonia rivelano differenze ancora maggiori: il 60% dei tedeschi considera la Polonia un partner affidabile, mentre solo il 38% degli italiani condivide questa opinione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/lzGnR\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno dei Paesi oggetto dell&#8217;indagine, le risposte degli intervistati rivelano percezioni asimmetriche. Esistono dubbi in Francia sulla Germania, in Germania sull&#8217;Italia, in Italia sulla Francia e in Spagna sul Belgio. La Spagna sembra essere l&#8217;unico Paese testato ad essere unanimemente considerato un partner affidabile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>7 &#8211; Il rapporto Draghi: una risposta necessaria alla mancanza di competitivit\u00e0?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Circa due terzi degli europei ritengono che l&#8217;Unione Europea non sia competitiva, sia nei confronti degli Stati Uniti che della Cina. Questa sensazione \u00e8 prevalente in tutti e 5 i Paesi, con l&#8217;eccezione di alcune sfumature, in particolare in Germania, dove il 36% ritiene che l&#8217;Unione sia competitiva rispetto agli Stati Uniti. Tuttavia, solo il 28% condivide questa posizione quando si tratta di concorrenza con la Cina &#8211; appena 10 punti in pi\u00f9 rispetto alla Francia, dove vengono espressi i giudizi pi\u00f9 negativi sulla competitivit\u00e0 del continente europeo. \u00c8 possibile che l&#8217;incertezza sul futuro dell&#8217;industria automobilistica tedesca di fronte alla concorrenza delle auto elettriche cinesi stia influenzando le percezioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/vnY4r\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Questa osservazione sembra richiedere delle risposte; e molte delle soluzioni studiate nell&#8217;indagine sono considerate come importanti. Al di l\u00e0 dell&#8217;obiettivo generale di rendere le imprese pi\u00f9 competitive, le soluzioni pi\u00f9 gettonate riguardano l&#8217;energia, sia in termini di riduzione dei costi che di garanzia di indipendenza energetica, lo snellimento delle normative e lo sviluppo di tecnologie di transizione energetica. Quest&#8217;ultimo punto \u00e8 materia di dibattito. La percentuale di persone che vedono nella transizione ecologica una leva per la competitivit\u00e0 e la crescita varia da Paese a Paese, dal 50% del Belgio al 68% dell&#8217;Italia. Non c&#8217;\u00e8 quindi unanimit\u00e0 e l&#8217;interesse sembra essere minore rispetto allo sviluppo delle \u201ctecnologie\u201d di transizione, che sono pi\u00f9 direttamente associate al tema della competitivit\u00e0. I nodi pi\u00f9 ampi della transizione ecologica possono riguardare anche il sistema di norme e regolamenti, con le riserve che abbiamo rilevato.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/BSOiR\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Anche il modello energetico \u00e8 al centro del dibattito: Francia e Belgio sono molto pi\u00f9 entusiasti di sviluppare l&#8217;energia nucleare rispetto ad altri Paesi, dove le opinioni sono discordanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste divergenze non impediscono in alcun modo alla maggioranza degli europei di desiderare che gli sforzi per migliorare la competitivit\u00e0 siano compiuti in modo concertato a livello europeo. Solo in Francia un terzo degli intervistati desidera che il proprio Paese agisca in modo indipendente. Questo stato d&#8217;animo spiega l&#8217;accoglienza piuttosto favorevole riservata a una delle misure proposte nel rapporto Draghi: oltre il 50% degli intervistati \u00e8 favorevole alla proposta di un piano di investimenti da 800 miliardi di euro in settori chiave.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/BZDfX\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>8 &#8211; Trump, la minaccia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;elezione di Donald Trump \u00e8 percepita come una minaccia: dal 41% (Italia) al 58% (Belgio) degli intervistati ritiene che la sua elezione renda il mondo \u201cmeno sicuro\u201d. L&#8217;opinione opposta, che il Repubblicano renda il mondo pi\u00f9 sicuro, \u00e8 in minoranza ovunque, tranne che tra alcuni elettori di estrema destra (Reconqu\u00eate in Francia, Lega in Italia, Vox in Spagna e AfD in Germania). I sostenitori di Fratelli d&#8217;Italia e del Rassemblement National sono meno categorici su questo punto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/CG9b0\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per gli intervistati del sondaggio \u00e8 leggermente pi\u00f9 difficile dire se Donald Trump sia un amico o un nemico dell&#8217;Europa. In ogni Paese, circa 4 persone su 10 non hanno saputo dirlo. Tra gli altri, l&#8217;idea dominante \u00e8 che sia ostile. Tra il 40% e il 49% degli intervistati lo considera un \u201cnemico dell&#8217;Europa\u201d, mentre tra il 7% e il 12% lo considera un amico. I gruppi pi\u00f9 legati al progetto europeo vedono Trump come un nemico. Questa opinione prevalente potrebbe incoraggiare la richiesta di una difesa europea pi\u00f9 forte in un mondo percepito come pi\u00f9 incerto e in cui la \u201cprotezione americana\u201d non \u00e8 pi\u00f9 data per scontata dall&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>9 &#8211; Ucraina: linee di faglia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;imminente ascesa al potere di Donald Trump sta cambiando notevolmente la situazione su una delle questioni considerate tra le pi\u00f9 minacciose per l&#8217;Unione: la guerra in Ucraina. Su questo tema, gli europei appaiono molto divisi. I pareri sono tutt&#8217;altro che unanimi sull&#8217;opportunit\u00e0 di aumentare gli aiuti militari all&#8217;Ucraina: il 58% dei tedeschi vuole un maggiore impegno nella difesa dell&#8217;Ucraina, contro appena il 31% degli italiani. Negli altri tre Paesi l&#8217;opinione pubblica \u00e8 divisa su questo tema, con percentuali vicine al 50%.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/mczOm\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Al tempo stesso, emergono differenze sull&#8217;atteggiamento da adottare nei confronti della Russia. Mentre la maggioranza dei Paesi intervistati \u00e8 favorevole al rafforzamento &#8211; o almeno al mantenimento &#8211; delle sanzioni contro la Russia, una parte significativa dell&#8217;opinione pubblica italiana \u00e8 favorevole alla normalizzazione delle relazioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/lr75Z\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Questi quesiti e divergenze sulla linea d&#8217;azione non impediscono alla maggioranza di quattro dei cinque Paesi presi in considerazione dal sondaggio di essere favorevole alla creazione di una difesa europea, con un esercito comune. L&#8217;opzione del ricorso alla NATO con la protezione degli Stati Uniti \u00e8 meno attraente e raggiunge un picco del 29% in Germania. Solo un Paese \u00e8 diviso tra l&#8217;idea di una difesa europea e la preferenza per un&#8217;organizzazione e un esercito nazionali. Si tratta della Francia, l&#8217;unico dei 5 Paesi intervistati a possedere armi nucleari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/z2G72\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>10 &#8211; Eurofobi incalliti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Come in tutti i suoi sondaggi, il Cluster 17 arricchisce la comprensione di questo studio analizzando le risposte secondo gruppi omogenei (i cluster &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-27596' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/06\/cosa-pensano-gli-europei-domande-difficili-per-lanno-che-verra-sondaggio-esclusivo\/#easy-footnote-bottom-1-27596' title='Le caratteristiche di questi cluster per ogni Paese possono essere consultate sul\u00a0&lt;a href=&quot;https:\/\/cluster17.com\/&quot;&gt;sito web di Cluster 17 in francese&lt;\/a&gt;, dove \u00e8 anche possibile compilare un questionario per identificare il proprio cluster.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>), che permettono di identificare e caratterizzare gruppi di cittadini che condividono scelte simili sulla maggior parte delle principali questioni politiche. Visto l&#8217;oggetto di questa indagine, non \u00e8 trascurabile notare che in Francia e in Italia questo metodo evidenzia l&#8217;esistenza di gruppi di elettori particolarmente eurofobi, nel senso che il loro atteggiamento ostile nei confronti dell&#8217;Europa gioca un ruolo significativo nella loro visione delle questioni politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In Francia, si tratta essenzialmente dei Sociopatrioti, mentre in Italia sono tre i raggruppamenti di questo tipo: gli Euroscettici, i Nazional-popolari e i Qualunquisti. Negli altri Paesi, l&#8217;ostilit\u00e0 all&#8217;Unione \u00e8 meno strutturale e quindi meno costitutiva degli atteggiamenti. Si combina con una sfiducia pi\u00f9 generale nei confronti dell&#8217;establishment in gruppi che possono essere molto diversi tra loro, alcuni di sinistra e altri di destra. Ci\u00f2 \u00e8 vero anche in Francia e in Italia, dove altri gruppi possono essere molto riservati nei confronti dell&#8217;UE, anche se ci\u00f2 non li caratterizza come quelli gi\u00e0 citati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno \u00e8 meno marcato in Germania e in Vallonia, dove l&#8217;eurofobia \u00e8 principalmente appannaggio degli elettori identitari di destra, che possono essere divisi su questo tema. In Spagna e nelle Fiandre, il rapporto con l&#8217;UE \u00e8 meno strutturante nella costruzione dei sistemi di valori ed \u00e8 pi\u00f9 ampiamente accettato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione: la questione europea unisce gli elettori moderati e divide gli elettori delle forze antisistema\u00a0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Come emerge dal nostro studio, non solo la grande maggioranza dei cittadini vuole rimanere nell&#8217;Unione Europea, ma la maggioranza desidera anche una maggiore integrazione e l&#8217;europeizzazione delle principali politiche pubbliche. In tutti i Paesi esaminati, come abbiamo visto, la grande maggioranza dei cittadini esprime il desiderio di rimanere nell&#8217;Unione. Questo \u00e8 molto chiaro e inequivocabile, con rapporti che vanno da 7 a 8 contro 1 a seconda del Paese. Non c&#8217;\u00e8 confronto tra la percentuale dei <em>remainers <\/em>e dei <em>leavers<\/em>. In questo contesto, la Francia rappresenta una sorta di eccezione, con un euroscetticismo pi\u00f9 pronunciato: un quarto dei cittadini francesi vuole lasciare l&#8217;Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo stato d&#8217;animo piuttosto eurofilo \u00e8 abbastanza logico: la grande maggioranza degli intervistati ritiene che l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione abbia giovato al proprio Paese. Non pi\u00f9 di un quarto ritiene che l&#8217;Unione abbia indebolito la propria nazione, ad eccezione, ancora una volta, della Francia, dove le opinioni sono perfettamente bilanciate tra chi pensa che l&#8217;Unione abbia rafforzato il proprio Paese e chi ritiene che lo abbia indebolito. Su questa domanda, come su quasi tutte le altre, la Francia \u00e8 il Paese pi\u00f9 scettico sui benefici dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un punto che emerge da questo studio merita di essere sottolineato: l&#8217;euroscetticismo e l&#8217; ascesa dei partiti radicali di sinistra (PTB in Belgio, LFI in Francia) e ancor pi\u00f9 chiaramente di quelli di destra (VOX in Spagna, Lega e FDI in Italia, AfD in Germania, Vlaams Belang nelle Fiandre, RN in Francia, ecc. Questa relazione pu\u00f2 essere chiaramente misurata analizzando le risposte degli intervistati in base al loro voto alle ultime elezioni europee: il livello di euroscetticismo in un Paese \u00e8 fortemente correlato alla forza elettorale dei partiti antisistema della destra radicale e, in misura minore, della sinistra radicale. Le persone con atteggiamenti euroscettici votano quasi esclusivamente per questi partiti e quasi mai per i Verdi, i Socialdemocratici, i partiti moderati o i partiti tradizionali di destra.<\/p>\n\n\n\n<p>In Spagna, ad esempio, solo l&#8217;elettorato Vox comprende una percentuale significativa di elettori euroscettici (49%), il che spiega perch\u00e9 l&#8217;Unione Europea goda di un alto livello di sostegno in questo Paese. In Francia, l&#8217;alto livello di euroscetticismo va visto nel contesto del peso molto elevato del Rassemblement National &#8211; che ha ottenuto un terzo dei voti alle ultime elezioni &#8211; e della relativa forza di La France Insoumise, i cui elettori sono (in parte) anche critici nei confronti dell&#8217;UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 solleva la classica questione della direzione della relazione: l&#8217;euroscetticismo \u00e8 alla base dell&#8217;ascesa della destra radicale e della sinistra antisistema, o \u00e8 piuttosto una conseguenza del loro successo elettorale? La relazione \u00e8 probabilmente parte di un effetto di rafforzamento circolare: l&#8217;euroscetticismo alimenta l&#8217;ascesa di questi partiti, che a sua volta rafforza il clima di sfiducia verso l&#8217;Unione e quindi l&#8217;ascesa di questi partiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, queste forze di destra radicale e la sinistra anti-sistema si trovano di fronte a una grande difficolt\u00e0, che il nostro studio rivela chiaramente: i loro elettori sono profondamente divisi sulla questione europea. In media, circa la met\u00e0 degli elettori della destra radicale vuole rimanere nell&#8217;UE, mentre l&#8217;altra met\u00e0 vuole uscirne. Per la sinistra antisistema, la percentuale \u00e8 di circa un terzo (met\u00e0 nel caso del PTB). Questa divisione nell&#8217;elettorato ha portato i partiti, in particolare la destra radicale, a mantenere posizioni ambigue, criticando l&#8217;Unione e chiedendo una maggiore sovranit\u00e0 senza difendere apertamente la soluzione di lasciare il blocco. Alla luce del nostro studio, le ultime posizioni dell&#8217;AfD, che sembrano orientate verso l&#8217;uscita dall&#8217;UE, sono particolarmente rischiose: la linea <em>Dexit<\/em> potrebbe limitare i suoi progressi e spingere una parte dei suoi elettori verso un partito eurofilo come la CDU, anche se la competizione elettorale \u00e8 molto intensa tra queste forze in diversi raggruppamenti che compongono l&#8217;elettorato tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte, i cosiddetti partiti \u201cdi governo\u201d, anche quando si posizionano a destra e a centro-destra &#8211; come la CDU tedesca o il PP spagnolo &#8211; non hanno questo problema. Il loro elettorato \u00e8 omogeneo sulle questioni europee e non include praticamente nessun sostenitore dell&#8217;uscita. Questi partiti hanno tutto l&#8217;interesse a mettere in agenda progetti che promuovono l&#8217;europeizzazione di alcune politiche pubbliche &#8211; come la difesa o gli investimenti in nuove tecnologie &#8211; e la costruzione di un&#8217;Unione pi\u00f9 forte. Queste iniziative uniscono i loro potenziali elettori e dividono i loro concorrenti della destra radicale. La situazione \u00e8 simile a sinistra dello spettro politico: poich\u00e9 gli elettori del PTB in Belgio, di France Insoumise e di BSW (B\u00fcndnis Sahra Wagenknecht) sono divisi su questo tema, questi partiti non hanno interesse a mettere in agenda la questione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati di un sondaggio esclusivo realizzato da Cluster17 per Il Grand Continent, che per la prima volta analizza temi politici di attualit\u00e0 su scala europea, rivelano un&#8217;Europa fratturata. 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