{"id":27579,"date":"2024-12-05T15:32:58","date_gmt":"2024-12-05T14:32:58","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=27579"},"modified":"2024-12-05T15:33:00","modified_gmt":"2024-12-05T14:33:00","slug":"non-ce-scelta-non-agire-e-sempre-piu-costoso-che-agire-una-conversazione-con-estelle-brachlianoff-ceo-di-veolia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/05\/non-ce-scelta-non-agire-e-sempre-piu-costoso-che-agire-una-conversazione-con-estelle-brachlianoff-ceo-di-veolia\/","title":{"rendered":"\u201cNon c&#8217;\u00e8 scelta: non agire \u00e8 sempre pi\u00f9 costoso che agire\u201d, una conversazione con Estelle Brachlianoff, CEO di Veolia"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>A causa delle sue attivit\u00e0, Veolia \u00e8 direttamente coinvolta nelle tre problematiche al centro del rapporto Draghi: l&#8217;innovazione, la decarbonizzazione competitiva e il rafforzamento della sicurezza attraverso la riduzione delle interdipendenze. Siete d&#8217;accordo con le sue raccomandazioni?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Veolia aiuta le citt\u00e0 e le industrie a decarbonizzare, ridurre l&#8217;inquinamento e rigenerare le risorse. Utilizziamo l&#8217;innovazione e la potenza di un grande gruppo presente in tutti i continenti per conciliare economia ed ecologia, con l&#8217;obiettivo di mantenere le industrie in Europa e persino di svilupparle. Il tutto tenendo conto dei limiti del pianeta e delle conseguenze del cambiamento climatico. Da questo punto di vista, tutto ci\u00f2 che \u00e8 contenuto nel rapporto Draghi \u00e8 in linea con le nostre convinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma merita di essere arricchito. Mi piacerebbe vedere una pagina in pi\u00f9 che evidenzi il fatto che l&#8217;acqua \u00e8 un vettore essenziale per l&#8217;industria, l&#8217;agricoltura e i servizi essenziali per la popolazione. Non dimentichiamolo, perch\u00e9 potrebbe diventare un fattore limitante se non stiamo attenti. La microelettronica ha bisogno di acqua. Per investire in innovazioni nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale e dei centri dati, serve l&#8217;acqua. Per esempio, per ogni tonnellata di litio estratto abbiamo bisogno di oltre 1,5 milioni di litri d&#8217;acqua!<\/p>\n\n\n\n<p>I conflitti idrici esistono gi\u00e0 in alcune parti del mondo, ma non ancora in Europa. Facciamo in modo che questo non accada, che non ci sia competizione tra i diversi usi dell&#8217;acqua. A tal fine, \u00e8 fondamentale sviluppare nuove fonti d&#8217;acqua. Ma anche, e soprattutto, lavorare per il riutilizzo delle acque reflue, che merita di essere diffuso in Europa molto pi\u00f9 di quanto non lo sia attualmente. Eventualmente, anche gli impianti di desalinizzazione potrebbero diventare necessari, una volta esaurite tutte le altre soluzioni. \u00c8 inoltre essenziale lavorare sulla sobriet\u00e0 e ridurre le perdite di fluidi nelle reti utilizzando l&#8217;intelligenza artificiale, compresa l&#8217;intelligenza artificiale generativa. Possiamo essere molto abili nella riduzione dei costi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>In particolare, per quanto riguarda la prima delle tre aree individuate dal rapporto Draghi, che ruolo ha l&#8217;innovazione nella vostra attivit\u00e0?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;innovazione \u00e8 al centro del nostro approccio. Non \u00e8 sufficiente, ma \u00e8 assolutamente necessaria se vogliamo trovare soluzioni alle sfide che dobbiamo affrontare. Per la met\u00e0 di esse, le soluzioni esistono gi\u00e0 &#8211; ma dobbiamo accelerarne la diffusione. Per l&#8217;altra met\u00e0, dobbiamo inventare nuove soluzioni, il che significa spingersi oltre le frontiere odierne. Oggi sappiamo riciclare cose che ieri non sapevamo riciclare e domani sapremo riciclare ancora pi\u00f9 cose. Per esempio, oggi siamo in grado di riciclare le batterie dei veicoli elettrici, cosa impensabile anche solo cinque anni fa. Con Veolia abbiamo la fortuna di avere un campione mondiale nel settore dell&#8217;acqua, dell&#8217;energia e dei rifiuti, con radici francesi ed europee. Il mio compito \u00e8 quello di combinare questi asset continuando a innovare in tutto il mondo e, in un secondo tempo, di mettere queste innovazioni al servizio delle regioni e delle industrie francesi ed europee.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La microelettronica ha bisogno di acqua. Per investire in innovazioni <br>nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale e dei centri dati, serve l&#8217;acqua.<\/p><cite>\u00a0Estelle Brachlianoff<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>E che dire degli altri due pilastri del rapporto Draghi: competitivit\u00e0 e sicurezza?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La nostra missione \u00e8 proprio quella di sviluppare modelli di business e soluzioni che rendano compatibili competitivit\u00e0 ed ecologia. Noi di Veolia non dipendiamo dai sussidi. Ci impegniamo quindi a creare un contesto in cui il rispetto delle norme ambientali diventi una vera e propria leva per la competitivit\u00e0 e la creazione di posti di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema della sicurezza pu\u00f2 assumere diversi significati. In primo luogo, c&#8217;\u00e8 la questione della sicurezza civile. Basta vedere le recenti alluvioni in Spagna per capire che questi temi sono onnipresenti quando si parla di acqua, energia e rifiuti. Pi\u00f9 in generale, la questione della sicurezza \u00e8 anche legata al rafforzamento della nostra autonomia strategica, che a sua volta \u00e8 legata alla questione della sicurezza dei nostri approvvigionamenti. Non dobbiamo dipendere da altri Paesi per una serie di cose. Rafforzare la nostra autonomia strategica significa quindi massimizzare l&#8217;uso delle risorse disponibili localmente, per ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni. In Europa disponiamo di giacimenti di materie prime, energia e acqua che vengono utilizzati parzialmente o in modo molto imperfetto. Invece di continuare a importare alcune di queste risorse, abbiamo l&#8217;opportunit\u00e0 di sfruttarle localmente. Il 30% dei combustibili fossili attualmente importati in Europa potrebbe essere sostituito da energia locale, cio\u00e8 energia prodotta da risorse che altri non vogliono pi\u00f9 o non desiderano sfruttare, come i rifiuti non riciclabili, il calore residuo e le acque reflue.<\/p>\n\n\n\n<p>Rafforzare la nostra autonomia strategica significa anche sviluppare il riciclo dei metalli strategici. La transizione energetica richiede litio, cobalto e nichel. Questi metalli si trovano in Cile, Russia, Cina e Congo. Ma abbiamo un&#8217;alternativa, almeno parziale, riciclando i nostri rifiuti. Tra poche settimane, Veolia aprir\u00e0 un impianto di riciclaggio delle batterie dei veicoli elettrici nella Francia orientale, dove l&#8217;idrometallurgia sar\u00e0 utilizzata per recuperare i metalli che potranno poi essere utilizzati per rifornire parte del mercato europeo. Evitare la dipendenza \u00e8 una vera questione di sicurezza e di autonomia strategica. \u00c8 in questo modo che sar\u00e0 possibile conciliare le preoccupazioni economiche, geostrategiche e ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma queste sfide non sempre coincidono.<\/strong> <strong>Ad esempio, dato il primato della Cina in alcuni settori chiave dell&#8217;economia a basse emissioni di carbonio, come il fotovoltaico e l&#8217;industria automobilistica, come possiamo conciliare la necessit\u00e0 di una rapida transizione ecologica con l&#8217;esigenza di preservare e sviluppare il tessuto industriale europeo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la transizione energetica, gli americani, con l&#8217;IRA, hanno fatto una scelta singolarmente diversa da quella fatta dall&#8217;Europa con il Green Deal. In Europa tendiamo a sovvenzionare i consumatori. Con l&#8217;Inflation Reduction Act o IRA, gli americani hanno scelto di sovvenzionare i produttori &#8211; quelli che producono batterie o pannelli fotovoltaici, per esempio &#8211; e poi lasciare che siano loro a trovare i consumatori sul mercato americano. In questo modo si evitano i dibattiti che abbiamo qui sull&#8217;importazione di prodotti come le pompe di calore cinesi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non dobbiamo dipendere da altri Paesi per una serie di cose. Rafforzare la nostra autonomia strategica significa quindi massimizzare l&#8217;uso delle risorse disponibili localmente, <br>per ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni.<\/p><cite>\u00a0Estelle Brachlianoff<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In ogni caso, l&#8217;industria rimane al centro della battaglia: conciliare ecologia e industria \u00e8 assolutamente fondamentale. Se l&#8217;Europa si allontana dalla sua industria, diventer\u00e0 pi\u00f9 povera. Sarebbe un errore sognare un&#8217;Europa senza industria, perch\u00e9 senza di essa non avremo i mezzi per garantire la prosperit\u00e0 del continente. La competitivit\u00e0 dell&#8217;energia a basse emissioni di carbonio \u00e8 quindi una questione fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il rapporto Draghi sottolinea che per le aziende europee \u00e8 molto difficile crescere per competere su scala globale.<\/strong> <strong>\u00c8 una difficolt\u00e0 che riscontra nel suo settore?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Veolia \u00e8 un&#8217;azienda industriale che occupa una posizione di leader mondiale nel suo settore. In questo senso, possiamo affermare che siamo stati all\u2019altezza della sfida di crescita necessaria per poter competere su scala globale. Con quasi 220.000 dipendenti in tutto il mondo, Veolia \u00e8 un esempio perfetto di ci\u00f2 che un&#8217;azienda globale pu\u00f2 realizzare. Siamo presenti in 45 Paesi e siamo costantemente tra i migliori operatori in ciascuno dei mercati in cui operiamo. Circa il 60% del nostro fatturato \u00e8 generato in Europa, mentre il restante 40% proviene dalle nostre attivit\u00e0 internazionali, in particolare negli Stati Uniti, in Australia, in Giappone e in Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione dello scaling up, essenziale per la costruzione di campioni, si basa su due assi principali. Il primo riguarda i mercati dei capitali. \u00c8 essenziale facilitare il sostegno ai campioni, in modo che le imprese europee possano accedere alle risorse necessarie per svilupparsi in ogni fase chiave della loro crescita. Queste fasi sono cruciali per la loro crescita e competitivit\u00e0. La seconda area riguarda le questioni di concorrenza. Si tratta di consentire l&#8217;emergere e il riconoscimento di veri campioni europei. Dobbiamo darci i mezzi per costruire questi leader, su scala europea e globale. \u00c8 quello che siamo riusciti a fare con Veolia, che \u00e8 diventata non solo un campione europeo, ma anche un attore globale di primo piano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In concreto, come \u00e8 riuscita Veolia a superare le difficolt\u00e0 che impediscono a molti gruppi europei di affermarsi su scala globale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direi che il primo fattore chiave del successo di Veolia, rispetto ad altre aziende, risiede in una profonda convinzione: per avere successo, bisogna essere utili. Questa idea \u00e8 al centro della nostra identit\u00e0. Una Veolia pi\u00f9 grande, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 influente non \u00e8 solo una buona notizia per noi, \u00e8 una buona notizia per tutti: per i cittadini del mondo, per i cittadini europei, per i nostri dipendenti. Questa convinzione ci sta portando in un circolo virtuoso. Se si \u00e8 contro qualcosa e non a favore, prima o poi ci si scontrer\u00e0 con ostacoli importanti. Non \u00e8 una garanzia assoluta, ma credo sia ci\u00f2 che ci rende forti e utili. Veolia si posiziona come una risorsa per molti stakeholder, non solo per gli attori finanziari. Questa \u00e8 una delle chiavi del nostro successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo elemento \u00e8 che siamo utili nella giusta misura. Veolia \u00e8 un&#8217;azienda profondamente globale e allo stesso tempo radicata a livello locale. Ho la fortuna di dirigere un&#8217;organizzazione in cui i posti di lavoro non possono essere delocalizzati. Rispondiamo alle esigenze locali con team locali, dando priorit\u00e0 all&#8217;approvvigionamento e agli acquisti locali. Questa dualit\u00e0 \u00e8 un punto di forza: le nostre dimensioni ci permettono di innovare e investire su larga scala, pur rimanendo saldamente radicati nelle realt\u00e0 locali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mario Draghi ha stimato che per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall&#8217;Unione Europea saranno necessari 800 miliardi di euro all&#8217;anno da qui al 2030.<\/strong> <strong>Ritiene che questa cifra sia realistica?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>In un certo senso, non c&#8217;\u00e8 scelta: non agire \u00e8 sempre pi\u00f9 costoso che agire. Come abbiamo visto, quando si verificano eventi estremi, i costi sono di gran lunga superiori a quelli che avremmo dovuto sostenere se avessimo previsto e affrontato i problemi in tempo. Il cambiamento climatico sta prendendo piede. Una delle sue prime conseguenze \u00e8 gi\u00e0 visibile nell&#8217;acqua. Non \u00e8 un caso che le alluvioni seguano periodi di intensa siccit\u00e0 e questa tendenza \u00e8 destinata ad accelerare. La vera domanda non \u00e8 se l&#8217;Europa possa permettersi di mantenere i suoi obiettivi climatici in un contesto di impoverimento. Piuttosto, la questione \u00e8 se questi obiettivi non siano proprio la chiave per garantire la prosperit\u00e0 nel medio termine. Non \u00e8 solo una questione di decarbonizzazione. Ci sono anche questioni di inquinamento e di risorse idriche. La sfida \u00e8 molto pi\u00f9 ampia della sola questione sul CO2.<\/p>\n\n\n\n<p>La sfida globale consiste nel proteggere la qualit\u00e0 della vita, il potere d&#8217;acquisto, la salute e la nostra capacit\u00e0 di mantenere l&#8217;industria e i posti di lavoro in Europa. Lungi dall&#8217;essere un vincolo, la decarbonizzazione \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;opportunit\u00e0 per rendere le nostre industrie pi\u00f9 competitive. Non \u00e8 quindi da considerarsi in opposizione. Non dobbiamo soppesare l&#8217;obiettivo di salvare il pianeta con quello di preservare la qualit\u00e0 della vita delle persone che lo abitano. La vera domanda \u00e8: come possiamo raggiungere una prosperit\u00e0 sostenibile e non solo la sopravvivenza, in Francia e in Europa, di fronte alle numerose sfide che abbiamo di fronte?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sono quindi necessari investimenti colossali, ma come possono essere finanziati?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per finanziare tutto questo, dobbiamo trovare pi\u00f9 risorse. Questo include ovviamente il ricorso al settore privato. Ma il settore privato non si limita a fornire denaro: offre anche efficienza, innovazione e soluzioni tecniche. Tuttavia, questo quadro deve essere definito dal quadro normativo, dalla legge e dagli obiettivi politici, non dal settore privato stesso. Il ruolo del settore privato \u00e8 quello di soddisfare gli obiettivi stabiliti. La vera sfida non \u00e8 far pagare al settore privato ci\u00f2 che il settore pubblico non pu\u00f2 pi\u00f9 fornire. Si tratta piuttosto di collaborare con attori come il nostro per garantire che questi investimenti vengano effettuati con il miglior rapporto qualit\u00e0-prezzo, sfruttando al contempo la nostra efficienza e capacit\u00e0 di azione per ridurre i costi per il pubblico.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non c&#8217;\u00e8 scelta: non agire \u00e8 sempre pi\u00f9 costoso che agire.<\/p><cite>\u00a0Estelle Brachlianoff<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La chiave \u00e8 concentrarsi sui risultati, non sui mezzi. L&#8217;obiettivo deve essere chiaro: ridurre il pi\u00f9 possibile le emissioni di carbonio. Lasciamo che siano le imprese e l&#8217;innovazione a trovare le migliori soluzioni tecnologiche, anche se oggi non esistono. Non spetta a Bruxelles prescrivere tutti i mezzi per raggiungere i nostri obiettivi; l&#8217;innovazione e la R&amp;S possono sorprenderci. Per tornare al tema dell&#8217;acqua, attualmente rappresenta circa l&#8217;1% del budget familiare, o anche un po&#8217; meno, nella maggior parte dei Paesi europei. Se non facciamo nulla, l&#8217;acqua diventer\u00e0 nel tempo un vettore di costi aggiuntivi, a causa della siccit\u00e0 e della scarsit\u00e0. Tuttavia, se sfruttiamo l&#8217;innovazione, gli strumenti digitali e le soluzioni tecniche, posso dirvi che possiamo mantenere questo costo al di sotto dell&#8217;1% dei budget familiari. Abbiamo quindi bisogno di una combinazione di finanziamenti pubblici, investimenti privati e partenariati industriali per garantire che l&#8217;acqua sia fornita nelle migliori condizioni possibili, sia in termini di qualit\u00e0 che di profittabilit\u00e0 economica, al fine di proteggere il potere d&#8217;acquisto degli europei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Sua domanda solleva anche una questione importante: il mercato dei capitali. In Europa, le nostre aziende hanno un peso finanziario molto minore rispetto alle loro omologhe americane. Se vogliamo promuovere e proteggere i nostri campioni industriali, dobbiamo riformare il mercato dei capitali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Veolia ha una forte presenza negli Stati Uniti.<\/strong> <strong>L&#8217;elezione di Donald Trump non mette in discussione gli obiettivi ambientali che sono al centro della vostra attivit\u00e0?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Potrei risponderLe come cittadino sulle questioni politiche legate alle elezioni, ma risponder\u00f2 invece come dirigente di Veolia. In generale, gran parte delle nostre attivit\u00e0 non subiranno ripercussioni dirette. Innanzitutto, non firmiamo contratti con il governo degli Stati Uniti o con i governi dei vari Paesi. Firmiamo contratti in California e nel New Jersey. E questo \u00e8 il livello a cui lavoriamo. A quel livello succedono molte cose. E non vedo come la California possa smettere di essere ambiziosa quando si tratta di questioni ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, che abbiate votato per Trump o per Harris, quando aprite il rubinetto non volete che l&#8217;acqua sia inquinata. Esiste una moltitudine di questioni sanitarie e ambientali in cui la posta in gioco non \u00e8 fondamentalmente politica. L&#8217;inquinamento, in particolare l&#8217;inquinamento atmosferico, \u00e8 un problema ampiamente riconosciuto come cruciale, indipendentemente dal colore politico. Quindi il vero problema non \u00e8 se un Paese aderisce o meno all&#8217;Accordo di Parigi. Per aprire una fabbrica o una miniera, serve l&#8217;acqua e bisogna rispettare gli standard ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sto dicendo che l&#8217;elezione di Trump non abbia alcun impatto, ma ci sono molti aspetti che trascendono le questioni politiche. Per esempio, abbiamo creato barometri demografici in 26 Paesi del mondo, con una copertura di quasi 30.000 persone, anche in Paesi europei, ma anche negli Stati Uniti, in Arabia Saudita, in India e in Australia. I risultati sono molto chiari: le persone, indipendentemente dal loro voto, capiscono che non agire ora coster\u00e0 molto di pi\u00f9 in futuro. Riconoscono inoltre che la salute \u00e8 una questione fondamentale. Questo dimostra chiaramente che la decarbonizzazione \u00e8 una questione di ritmo e di urgenza. Sebbene l&#8217;elezione di Trump abbia avuto un impatto, ci sono ancora molte questioni che, nonostante tutto, rimangono cruciali, e sono le stesse che stiamo affrontando anche in Europa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ma la vittoria di Trump non \u00e8 anche un sintomo di un contraccolpo antiecologico molto pi\u00f9 strutturato e di vasta portata?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I temi ecologici sono stati quasi del tutto assenti dalle elezioni europee e americane, nonch\u00e9 dalle elezioni legislative francesi. Ci\u00f2 significa che questi temi non esistono pi\u00f9? La risposta \u00e8 no. Non \u00e8 possibile stabilire delle priorit\u00e0 perch\u00e9 le questioni sono di fatto collegate. Se non affrontiamo le questioni dell&#8217;acqua, delle materie prime e dell&#8217;energia, diventeremo dipendenti. Questo ci riporta alle questioni geostrategiche. Lo stesso si potrebbe dire dell&#8217;immigrazione o della sicurezza alimentare e sanitaria. Tutti questi temi sono interconnessi. Ad esempio, per quanto riguarda la crisi energetica, liberarsi delle importazioni di gas russo o di combustibili fossili pi\u00f9 in generale \u00e8 anche un modo per rendere l&#8217;Europa pi\u00f9 autosufficiente dal punto di vista energetico, e quindi pi\u00f9 indipendente e meno vulnerabile a possibili guerre.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una sorta di musica nell\u2019aria, a mio avviso del tutto sbagliata, che suggerisce di scegliere tra le diverse questioni come se alcune fossero pi\u00f9 serie o pi\u00f9 importanti di altre. Alcuni dicono che la sicurezza civile \u00e8 la questione prioritaria. Altri dicono che si tratta del potere d&#8217;acquisto e della qualit\u00e0 della vita quotidiana delle persone. I politici considerano l&#8217;ambiente come una questione da affrontare dopo le altre, se abbiamo il tempo e i mezzi per farlo. Questa competizione tra questioni \u00e8 una falsit\u00e0 assoluta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il problema non risiede forse anche nella narrazione?<\/strong> <strong>Sappiamo come studiare e strutturare il mondo che verr\u00e0, ma molto meno come immaginarlo.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sembra che ci siano due estremi nell&#8217;attuale narrazione politica. Da un lato, una forma di immobilismo incarnata da coloro che sostengono che l&#8217;ecologia non \u00e8 un loro problema o che \u00e8 una questione di competenza di organismi come le Nazioni Unite. Dall&#8217;altro, un fatalismo radicale, convinto che sia troppo tardi, che nessuna soluzione sia sufficiente e che qualsiasi risposta sia destinata al fallimento. Queste due posizioni, per quanto diverse, portano allo stesso risultato: l&#8217;inazione. Ed \u00e8 proprio questo che dobbiamo evitare. La mia ossessione \u00e8 agire, e agire in fretta. Dobbiamo quindi trovare una terza via.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>I temi ecologici sono stati quasi del tutto assenti dalle elezioni europee e americane, nonch\u00e9 dalle elezioni legislative francesi. Ci\u00f2 significa che questi temi non esistono pi\u00f9? La risposta \u00e8 no.<\/p><cite>\u00a0Estelle Brachlianoff<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Piuttosto che individuare dei colpevoli, cerchiamo di trovare un modo per riunire una coalizione che permetta di progredire su questo tema. L&#8217;importante \u00e8 costruire una coesione attorno a soluzioni concrete. Veolia sta cercando di creare un&#8217;ecologia per le classi medie. Non dobbiamo dire che gli elettori di Donald Trump non hanno capito nulla. Ci stanno dicendo qualcosa e dobbiamo ascoltarli. Per andare avanti, non ha senso disprezzare chi vota in modo diverso o impantanarsi nella ricerca di responsabilit\u00e0. Ascoltiamo le preoccupazioni di tutti, comprese quelle espresse dagli elettori di Trump, e mettiamo in campo le soluzioni che sono gi\u00e0 alla nostra portata.<\/p>\n\n\n\n<p>La buona notizia \u00e8 che esistono molte soluzioni a tante delle sfide che dobbiamo affrontare. Quando parliamo di energia locale, risolviamo un problema ecologico ma anche di autonomia strategica. Quando parliamo di riciclaggio, risolviamo un problema ecologico, ma anche economico, di indipendenza e di autonomia. Cerco un&#8217;ecologia che protegga, anche il potere d&#8217;acquisto. Le soluzioni ecologiche devono permettere di coniugare l&#8217;ecologia con la desiderabilit\u00e0, e io insisto su questo punto, ma non metto da parte la questione economica. Credo che sarebbe un errore. Un&#8217;azienda ha anche il compito di fornire risultati con il miglior rapporto qualit\u00e0-prezzo, e quindi di mettere tutta la nostra forza di innovazione e know-how al servizio dei consumatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le conseguenze dell&#8217;inazione climatica trascendono le linee di partito. Che si voti a destra o a sinistra, il degrado o addirittura la scomparsa delle risorse naturali non \u00e8 solo una questione politica. 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