{"id":27441,"date":"2024-12-03T15:38:45","date_gmt":"2024-12-03T14:38:45","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=27441"},"modified":"2024-12-03T15:38:47","modified_gmt":"2024-12-03T14:38:47","slug":"unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/","title":{"rendered":"Unire la diplomazia alla sicurezza. La lezione di Borrell per sbloccare il potere dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"\n<p>Il mio mandato di Vicepresidente e Alto rappresentante incaricato della politica estera e di sicurezza dell&#8217;Unione \u00e8 appena terminato. \u00c8 quindi il buon momento per riguardare indietro agli ultimi cinque anni. Dal 2019 ho fatto del mio meglio per andare avanti verso questa direzione, ma nell&#8217;attuale contesto geopolitico abbiamo ancora molto lavoro da fare per riuscire a parlare in maniera efficace il &#8220;linguaggio del potere&#8221; e colmare il divario tra &#8220;i discorsi della domenica e le azioni del luned\u00ec&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo salto nel passato, ho deciso di riprendere il programma di lavoro che avevo presentato ai membri del Parlamento europeo nel 2019 per confrontarlo con i risultati ottenuti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-1-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.europarl.europa.eu\/resources\/library\/media\/20191008RES63704\/20191008RES63704.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Hearing Of Josep Borrell, Vice-president-designate Of The European Commission, High Representative Of The Union For Foreign Affairs And Security Policy, A Stronger Europe In The World&lt;\/a&gt;, 7 ottobre 2019.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Sono stato nominato al mio ruolo dal Consiglio europeo del 2 luglio 2019 insieme a Charles Michel, scelto come Presidente del Consiglio dei Capi di Stato e di Governo, e Ursula von der Leyen, nominata Presidente della Commissione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il doppio ruolo di Alto rappresentante e Vicepresidente<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella sua forma attuale, questa funzione \u00e8 definita dal Trattato di Lisbona del 2007 e colui che la ricopre viene scelto prima degli altri Commissari dal Consiglio europeo perch\u00e9 ricopre due ruoli: Alto rappresentante dell&#8217;Unione europea per la politica estera e di sicurezza da un lato, e Vicepresidente della Commissione dall&#8217;altro. L&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;Alto rappresentante &#8211; la prima parte del doppio ruolo &#8211; deriva dal Consiglio, poich\u00e9 gli affari esteri e la politica di difesa rimangono di competenza esclusiva degli Stati membri dell&#8217;UE. In ogni caso, qualsiasi decisione in questi ambiti richiede l&#8217;accordo unanime degli Stati membri. Torner\u00f2 su questo punto pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contempo, l&#8217;Alto rappresentante \u00e8 anche uno dei vicepresidenti della Commissione, al fine di facilitare il necessario coordinamento con altre politiche comuni che hanno una forte dimensione esterna, come il commercio, gli aiuti allo sviluppo, il vicinato e la migrazione. Per sottolineare l&#8217;unicit\u00e0 di questa carica, l&#8217;Alto rappresentante\/Vicepresidente \u00e8 a capo di un&#8217;organizzazione, il Servizio europeo per l&#8217;azione esterna (SEAE), separata dalla Commissione europea e dal Consiglio. \u00c8 questo servizio che gestisce le 144 delegazioni dell&#8217;Unione nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Pedro S\u00e1nchez mi chiese di diventare Commissario europeo ma anche Alto rappresentante, ero ben consapevole che sarebbe stato sia un grande onore che un pesante onere. Era l\u2019apice di una gi\u00e0 lunga carriera costellata da ruoli come ministro spagnolo in numerose occasioni, membro della Convenzione sul futuro dell&#8217;Europa tra il 2001 e il 2003, Presidente del Parlamento europeo e Presidente dell&#8217;Istituto Universitario Europeo di Firenze. Queste esperienze cos\u00ec diverse non mi avevano, in fin dei conti, preparato troppo male per questo compito. Eppure, non meno difficile \u00e8 stato svolgerlo per cinque anni in un contesto geopolitico molto teso.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, il 7 ottobre 2019 sono stato invitato a comparire davanti alle Commissioni Affari esteri, Commercio e Sviluppo del Parlamento europeo. Infatti, il Parlamento europeo deve approvare le varie proposte di nomina alla Commissione. \u00c8 stato naturalmente un momento molto speciale per me comparire, per la prima volta, di nuovo davanti al Parlamento che avevo presieduto quindici anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei pochi vantaggi della carica di Alto rappresentante\/Vicepresidente \u00e8 quello che si ha un po&#8217; pi\u00f9 di tempo rispetto agli altri Commissari per prepararsi ai nuovi compiti. Cos\u00ec, quando mi sono presentato quel giorno davanti ai membri del Parlamento europeo, avevo gi\u00e0 maturato alcune forti convinzioni sulle priorit\u00e0 del mio mandato.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, non avrei potuto prevedere la pandemia di Covid-19, la guerra di aggressione russa contro l&#8217;Ucraina, il massacro del 7 ottobre 2023 o la guerra a Gaza. Tuttavia, rileggendo il discorso che ho fatto ai membri del Parlamento europeo, credo di poter affermare con certezza che gli eventi successivi non mi hanno smentito e hanno invece confermato molte delle questioni da me sollevate.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il mondo \u00e8 cambiato in peggio\u00a0<\/strong>&#8211; molto peggio<\/h2>\n\n\n\n<p>Il mio messaggio principale agli eurodeputati di allora era che stavamo vivendo in un&#8217;epoca diversa da quella che segu\u00ec la caduta del Muro di Berlino. Da allora, &#8220;il mondo \u00e8 cambiato in maniera spettacolare, ed in peggio, molto peggio&#8221;, ho detto loro. &#8220;Dobbiamo affrontare guerre commerciali, cambiamenti climatici, crisi dei rifugiati, quartieri instabili e minacce ibride. L&#8217;ordine internazionale basato su delle regole condivise viene messo in discussione da una logica di politica di potere, che \u00e8 molto pi\u00f9 ingiusta, imprevedibile e soggetta a conflitti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Queste esperienze cos\u00ec diverse non mi avevano, in fin dei conti, preparato troppo male per questo compito. Eppure, non meno difficile \u00e8 stato svolgerlo <br>per cinque anni in un contesto geopolitico molto teso.\u00a0<\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il minimo che si possa dire \u00e8 che i cinque anni successivi hanno &#8211; purtroppo &#8211; confermato e amplificato questa diagnosi. La pandemia di Covid-19 e le sue conseguenze geoeconomiche, la guerra di aggressione imperialista lanciata da Vladimir Putin contro l&#8217;Ucraina, calpestando la Carta delle Nazioni Unite, il conflitto in Medio Oriente e le difficolt\u00e0 di far garantire il rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale e le ripetute violazioni del diritto internazionale del mare hanno illustrato appieno queste tendenze dal 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Questo non \u00e8 il mondo che l&#8217;Unione Europea voleva&#8221;, ho aggiunto all&#8217;epoca, &#8220;ma sono convinto che abbiamo le carte in regola per affrontare questo difficile contesto, perch\u00e9 abbiamo &#8211; e dovremmo esserne orgogliosi &#8211; la migliore combinazione al mondo di libert\u00e0 politica, prosperit\u00e0 economica e coesione sociale. Abbiamo tutte le risorse necessarie. Abbiamo il sostegno dei nostri cittadini e istituzioni forti, e dobbiamo continuare a costruire basandoci su queste fondamenta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo sostegno da parte dei cittadini europei esisteva nel 2019 ed esiste ancora oggi. ATuttavia, i risultati delle ultime elezioni europee dimostrano che questo consenso non pu\u00f2 essere dato per scontato nel lungo periodo se non facciamo ci\u00f2 che \u00e8 necessario per fornire ai nostri concittadini la sicurezza e la prosperit\u00e0 che si aspettano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Delle <strong>istituzioni solide, ma non abbastanza agili<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Inoltre, sebbene disponiamo indiscutibilmente di istituzioni solide, negli ultimi cinque anni ho constatato quanto queste non siano abbastanza agili per reagire in tempo in un mondo diventato allo stesso tempo pi\u00f9 fluido e pi\u00f9 pericoloso. Inoltre, pur disponendo indubbiamente di istituzioni solide, negli ultimi cinque anni ho misurato in che misura esse non siano sufficientemente agili per reagire in tempo in un mondo che \u00e8 diventato pi\u00f9 fluido e pi\u00f9 pericoloso. In materia di politica estera e difesa, la regola dell&#8217;unanimit\u00e0 ci ha spesso fatto perdere non solo settimane, ma addirittura mesi preziosi dal 2019 \u2014 che si trattasse di reagire ai massicci brogli elettorali in Bielorussia nel 2020, di sostenere l&#8217;Ucraina con sufficiente rapidit\u00e0 e forza, o di agire per il rispetto del diritto internazionale in Medio Oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>Se c&#8217;\u00e8 una lezione che ho imparato da questo mandato \u00e8 l&#8217;urgente necessit\u00e0 di cambiare le regole del gioco. Sono pienamente consapevole della specificit\u00e0 del settore degli affari esteri e della difesa: esso si trova al centro delle prerogative pi\u00f9 fondamentali degli Stati nazionali. Per questo motivo, la soluzione politicamente accettabile non sar\u00e0, probabilmente, la semplice adozione in questo settore della regola del voto a maggioranza qualificata, come \u00e8 applicata in altri settori dell&#8217;azione europea. Probabilmente sar\u00e0 necessario introdurre una sorta di maggioranza superqualificata, o almeno una regola di unanimit\u00e0 meno uno o due Stati. Ma con l&#8217;arrivo di nuovi membri all&#8217;orizzonte, la regola dell&#8217;unanimit\u00e0 dovr\u00e0 essere cambiata in ogni caso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sono convinto che abbiamo le carte in regola per affrontare questo difficile contesto, perch\u00e9 abbiamo &#8211; e dovremmo esserne orgogliosi &#8211; la migliore combinazione al mondo di libert\u00e0 politica, prosperit\u00e0 economica e coesione sociale. <\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come pu\u00f2 l&#8217;Europa far fronte a questo mondo pi\u00f9 ostile? \u201cDobbiamo mettere in comune le nostre sovranit\u00e0 nazionali per moltiplicare il potere di ciascuno Stato membro, e sono convinto che se non agiamo insieme, l&#8217;Europa non sar\u00e0 pi\u00f9 rilevante nel nuovo mondo che si sta concretizzando&#8221;, ho detto agli eurodeputati nel 2019.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non ero del tutto ingenuo e ho aggiunto che &#8220;la messa in comune delle sovranit\u00e0 nazionali \u00e8 una decisione politica, pi\u00f9 facile da proclamare che da realizzare. Il mio vecchio amico Jacques Delors diceva: &#8216;Dobbiamo conciliare i discorsi della domenica con le azioni del luned\u00ec&#8217;, ma per questo abbiamo bisogno di una politica estera veramente integrata che combini il potere degli Stati membri, che agiscono insieme nel Consiglio, con tutte le politiche gestite dalla Commissione e con la legittimit\u00e0 democratica di questa Assemblea&#8221;. Devo ammettere che questo obiettivo \u00e8 stato raggiunto solo in parte negli ultimi cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conciliare la retorica della domenica e l&#8217;azione del luned\u00ec<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ci siamo riusciti abbastanza bene di fronte alla pandemia di Covid-19, coordinando efficacemente il rimpatrio di migliaia di nostri concittadini bloccati all&#8217;estero all&#8217;inizio del 2020, scegliendo di acquistare vaccini in comune\u00a0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-2-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.eca.europa.eu\/Lists\/ECADocuments\/SR22_19\/SR_EU_COVID_vaccine_procurement_EN.pdf&quot;&gt;EU COVID-19 vaccine procurement. Sufficient doses secured after initial challenges, but performance of the process not sufficiently assessed&lt;\/a&gt;, Corte dei conti europea, 2022.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> ed\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/26\/piano-per-la-ripresa-10-punti-sui-progressi-di-nextgenerationeu-r-x\/\">emettendo 750 miliardi di euro di debito comune\u00a0<\/a>per affrontare le conseguenze di questa pandemia, accelerando al contempo le transizioni energetiche e digitali.\u00a0La dimensione esterna di questa solidariet\u00e0 europea, tuttavia, ha avuto meno successo: siamo finiti per essere uno degli attori internazionali che ha contribuito maggiormente a sostenere le vaccinazioni nei Paesi emergenti e in via di sviluppo, ma spesso siamo stati troppo lenti nel farlo. Questo ritardo ha danneggiato, in molti Paesi, la nostra immagine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se c&#8217;\u00e8 una lezione che ho imparato da questo mandato <br>\u00e8 l&#8217;urgente necessit\u00e0 di cambiare le regole del gioco.<\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Siamo anche riusciti, pi\u00f9 o meno, a far coincidere le parole con i fatti di fronte alla guerra di aggressione della Russia contro l&#8217;Ucraina.\u00a0Abbiamo reagito insieme molto rapidamente alla\u00a0grave\u00a0crisi energetica\u00a0causata dalla guerra. Abbiamo anche infranto un tab\u00f9 fornendo\u00a0un massiccio sostegno militare a un Paese in guerra.\u00a0Tuttavia, oltre agli ostacoli istituzionali gi\u00e0 menzionati, la tardiva presa di coscienza della natura e delle reali intenzioni del regime di Vladimir Putin e le conseguenze di trent&#8217;anni di &#8220;disarmo silenzioso&#8221;dopo la caduta del Muro di Berlino, ci hanno spesso portato a reagire troppo poco e troppo tardi, con gravi conseguenze per il popolo ucraino.\u00a0Ora dobbiamo intensificare questo sforzo e, per farlo, dobbiamo rilanciare in particolare le nostre industrie della difesa, ma su questo torner\u00f2 pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece, finora non siamo riusciti a essere coerenti ed efficaci in Medio Oriente. Nel 2019, non ne parlai al Parlamento europeo. All&#8217;epoca, tutti mi consigliavano di non toccare questo soggetto: la situazione era congelata, non c&#8217;era modo di procedere verso una soluzione a due Stati. Con gli accordi di Abraham, gli americani stavano facendo la pace tra i Paesi arabi e Israele, e la cosa migliore da fare per l&#8217;UE era restarne fuori. La questione palestinese si sarebbe risolta da sola. Tuttavia, gli eventi successivi hanno dimostrato quanto questa visione fosse sbagliata e quanto questo status quo fosse insostenibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto mi riguarda, ben prima del 7 ottobre 2023, avevo tuttavia deciso di reintrodurre l&#8217;Unione nella questione della pace in Medio Oriente. Dopo l&#8217;esplosione nel porto di Beirut nell&#8217;agosto 2020, abbiamo cercato, senza successo, di contribuire a risolvere la crisi politica e istituzionale in Libano. Per quanto riguarda il conflitto israelo-palestinese,\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/06\/04\/israele-palestina-cronaca-della-guerra-degli-undici-giorni\/\">gli 11 giorni di combattimenti a Gaza nel 2021<\/a>, il costante deterioramento della situazione a causa dei coloni israeliani illegali in Cisgiordania e a Gerusalemme Est e l&#8217;indebolimento dell&#8217;Autorit\u00e0 palestinese erano gi\u00e0 un indizio del fatto che la situazione stesse diventando esplosiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rilanciare la soluzione dei due Stati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2022, ho riconvocato il Consiglio di associazione UE-Israele, che non si riuniva da 11 anni, per discutere di questi temi con le autorit\u00e0 israeliane. E, nel 2023, abbiamo lanciato un&#8217;iniziativa congiunta con l&#8217;Arabia Saudita, la Giordania e la Lega Araba per rilanciare la soluzione dei due Stati&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-3-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.eeas.europa.eu\/eeas\/mepp-european-union-saudi-arabia-arab-league-cooperation-egypt-and-jordan-launch-peace-day-effort_en&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;MEPP: The European Union, Saudi Arabia, the Arab League, in cooperation with Egypt and Jordan, launch the Peace Day Effort for Middle East Peace, and invite the world to join&lt;\/a&gt;, Servizio europeo per l&amp;#8217;azione esterna, 18 settembre 2023.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Nel settembre 2023, pochi giorni prima del massacro del 7 ottobre, abbiamo riunito i rappresentanti di oltre 60 Stati per sostenere questa iniziativa a margine dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nonostante la guerra scoppiata il 7 ottobre, abbiamo continuato questo sforzo creando un&#8217;Alleanza globale per la soluzione dei due Stati con gli stessi partner nel settembre 2024&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-4-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.eeas.europa.eu\/eeas\/global-alliance-implementation-two-state-solution-opening-remarks-high-representativevice-president_en&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Global Alliance for the Implementation of the Two-State Solution: opening remarks by High Representative\/Vice-President Josep Borrell&lt;\/a&gt;, Servizio europeo per l&amp;#8217;azione esterna, 28 novembre 2024.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dopo il 7 ottobre, al di l\u00e0 della nostra ferma condanna di questo orribile massacro, non siamo stati in grado di parlare con una sola voce o di agire con sufficiente efficacia per contribuire al cessate il fuoco, al rilascio degli ostaggi e al rispetto del diritto internazionale e delle decisioni del Consiglio di sicurezza, dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite e della Corte internazionale di giustizia nella regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 per mancanza di influenza. Siamo il principale fornitore di aiuti al popolo palestinese attraverso l&#8217;UNRWA e l&#8217;Autorit\u00e0 palestinese&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-5-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/policies\/eu-humanitarian-support-to-palestinians\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;EU humanitarian support for Palestinians&lt;\/a&gt;, Consiglio dell&amp;#8217;Unione Europea.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Siamo anche il principale partner di Israele in termini di commercio, investimenti e scambi di persone nell&#8217;ambito di un accordo di associazione che \u00e8 uno tra i pi\u00f9 estesi al mondo. Alcuni dei nostri Stati membri sono anche importanti fornitori di armi a Israele. Sono le nostre profonde divisioni su questo tema che ci hanno in gran parte impedito di influenzare il corso degli eventi, nonostante il crescente numero di vittime civili.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Critica del &#8220;doppio standard&#8221;<\/h2>\n\n\n\n<p>Questa impotenza e passivit\u00e0, che contrastano con il vigore del nostro impegno in Ucraina, sono state spesso percepite al di fuori dell&#8217;Unione come il\u00a0segno di un &#8220;doppio standard&#8221;: agli occhi degli europei, la vita di un palestinese non vale quanto quella di un ucraino. La stragrande maggioranza dei cittadini dell&#8217;UE non condivide certo questo punto di vista, ma ci\u00f2 non impedisce che questa idea si diffonda ampiamente, con l&#8217;aiuto della propaganda russa, nei Paesi di quello che oggi \u00e8 conosciuto come\u00a0il &#8220;Sud globale&#8221;. E non solo nei Paesi musulmani: mi ha colpito la misura in cui questa critica ci viene regolarmente rivolta anche in America Latina e nell&#8217;Africa sub-sahariana.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una grande sfida geopolitica per l&#8217;Unione. L&#8217;imperialismo di Vladimir Putin rappresenta per noi una minaccia esistenziale in caso di vittoria in Ucraina. Se un numero significativo di Paesi del &#8220;Sud globale&#8221; si schierasse a favore del suo punto di vista sull&#8217;Ucraina piuttosto che del nostro a causa di quanto sta accadendo in Medio Oriente, la nostra posizione strategica ne risulterebbe seriamente indebolita. Con il\u00a0massiccio deterioramento della situazione nel Sahel, abbiamo gi\u00e0 visto la minaccia posta all&#8217;Unione dalla crescente influenza della Russia in Africa.\u00a0L&#8217;incontro dei BRICS a Kazan, in Russia, su invito di Vladimir Putin nell&#8217;ottobre 2024, \u00e8 stato un altro campanello d&#8217;allarme.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo imperativamente riuscire ad impedire il consolidamento di un&#8217;alleanza &#8220;Il Resto contro l&#8217;Occidente&#8221;, ma devo ammettere che alla fine del mio mandato questo \u00e8 ancora un &#8220;lavoro in corso&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 particolarmente vero nelle nostre relazioni con l&#8217;Africa. &#8220;Non dobbiamo guardare [all&#8217;Africa] solo dal punto di vista della migrazione&#8221;, ho detto nel 2019, &#8220;\u00e8 anche un&#8217;opportunit\u00e0 se siamo in grado di mettere in atto una strategia globale che integri il commercio, gli investimenti, la sicurezza, l&#8217;istruzione, soprattutto l&#8217;istruzione, l&#8217;emancipazione delle donne &#8211; non ci sar\u00e0 soluzione senza l&#8217;emancipazione delle donne in Africa -, la mobilit\u00e0, tutto questo insieme. Dobbiamo pensare in grande ed essere creativi, sviluppando una visione strategica condivisa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;imperialismo di Vladimir Putin rappresenta per noi una minaccia esistenziale<br> in caso di vittoria in Ucraina.<\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Una delle prime azioni della nuova Commissione europea \u00e8 stata quella di recarsi ad Addis Abeba all&#8217;inizio del 2020 per incontrare i nostri omologhi dell&#8217;Unione africana e discutere insieme le modalit\u00e0 di attuazione di questo ambizioso programma. Purtroppo, pochi giorni dopo, la pandemia di Covid-19 ha bloccato qualsiasi iniziativa di rilievo per quasi due anni. In seguito, gli sviluppi negativi nel Sahel, i conflitti sempre pi\u00f9 mortali nel Corno d&#8217;Africa e nell&#8217;Africa centrale e il\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2024\/07\/31\/10-points-sur-la-geopolitique-de-wagner-au-sahel\/\">gioco criminale della Russia di Putin sul continente<\/a>\u00a0hanno reso molto difficile il riavvicinamento tra Europa e Africa. Questo nonostante sia chiaro che una parte essenziale del futuro dell&#8217;Europa e del mondo si giocher\u00e0 in questo continente nei prossimi decenni. Trovare il modo di stringere legami pi\u00f9 stretti con l&#8217;Africa sar\u00e0 una delle principali sfide che i nuovi leader europei dovranno affrontare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Imparare a parlare il linguaggio del potere<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 2019 ho riassunto la missione principale del mio mandato davanti al Parlamento europeo con una frase che da allora \u00e8 stata ripetuta molte volte: &#8220;L&#8217;Unione europea deve imparare a parlare la lingua del potere&#8221;. E ho aggiunto che &#8220;abbiamo gli strumenti per attuare una politica di potere. La nostra sfida \u00e8 metterli al servizio di una strategia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte al crescente utilizzo da parte di altri attori &#8211; Cina, ma non solo &#8211; delle relazioni economiche come armi al servizio della propria politica di potere, siamo stati a lungo troppo ingenui. &#8220;Siamo una potenza chiave nella definizione di regole e norme globali. Abbiamo una potente politica commerciale comune. Potente perch\u00e9 \u00e8 comune&#8221;, ho sottolineato all&#8217;epoca davanti ai membri del Parlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 uno dei settori in cui le cose si sono mosse maggiormente durante il mandato che sta per concludersi. Nel settore digitale, abbiamo adottato una serie di misure forti\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=24192\">per regolare i giganti del settore<\/a>, in particolare le principali piattaforme di social network, e costringerli a rispettare i nostri valori e i diritti e le libert\u00e0 degli europei. Abbiamo introdotto controlli pi\u00f9 severi sugli investimenti stranieri in Europa, nonch\u00e9 misure per combattere il dumping da parte di\u00a0operatori stranieri che beneficiano di massicci sussidi pubblici. Abbiamo rafforzato i controlli sulle\u00a0esportazioni sensibili, in particolare quelle che potrebbero essere utilizzate per scopi militari. Abbiamo iniziato a\u00a0valutare con precisione i rischi\u00a0associati alla nostra eccessiva dipendenza da alcuni Paesi fornitori, con l&#8217;obiettivo di ridurli.<\/p>\n\n\n\n<p>Non abbiamo nemmeno esitato a ricorrere, se necessario, a\u00a0sanzioni economiche\u00a0di ampia portata. Il doppio shock dell&#8217;epidemia di Covid-19 e delle relative difficolt\u00e0 di approvvigionamento, nonch\u00e9 della guerra di aggressione contro l&#8217;Ucraina e della crisi energetica che ha provocato, ha svolto un ruolo fondamentale nello spingere gli Stati membri dell&#8217;UE ad agire in questi ambiti, anche se all&#8217;interno dell&#8217;Unione permangono forti divergenze di opinione su questi temi.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/12\/1W2A7653-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1707\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/12\/1W2A7653-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/12\/1W2A7653-690x460.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/12\/1W2A7653-1340x893.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2024\/12\/1W2A7653-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9 Grand Continent Summit<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una vera e propria &#8220;politica economica estera<\/strong>&#8220;<\/h2>\n\n\n\n<p>Tuttavia, dobbiamo ancora recuperare l&#8217;enorme ritardo tecnologico accumulato negli ultimi decenni e sottolineato dal\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/09\/09\/il-rapporto-draghi-la-forza-di-riformarci\/\">rapporto Draghi<\/a>\u00a0deve ancora essere recuperato. Nel suo rapporto, Mario Draghi ha sottolineato la necessit\u00e0 per l&#8217;Unione di sviluppare una vera e propria &#8220;politica economica esterna&#8221; e di coordinare meglio &#8220;gli accordi commerciali preferenziali e gli investimenti diretti con i Paesi ricchi di risorse, la costituzione di scorte in alcune aree critiche e la creazione di partenariati industriali per garantire la catena di approvvigionamento delle risorse chiave&#8221;.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema a silo che abbiamo avuto finora, con la politica commerciale dell&#8217;Unione da un lato e la sua politica estera e di sicurezza dall&#8217;altro, \u00e8 totalmente inadatto al contesto geopolitico in cui ci troviamo oggi. Il Trattato di Lisbona aveva gi\u00e0 cercato di risolvere questo problema. Esso opera una distinzione tra le relazioni economiche internazionali, come il commercio e gli aiuti allo sviluppo, che rientrano nelle competenze della Commissione, e la politica estera e di sicurezza, che \u00e8 una questione intergovernativa. Secondo il Trattato, \u00e8 l&#8217;Alto rappresentante che dovrebbe rendere possibile l&#8217;integrazione di queste due dimensioni. Oltre a presiedere i Consigli dei ministri degli Affari esteri, della Difesa e dello Sviluppo, doveva presiedere anche il Consiglio dei ministri del Commercio estero. Da diversi anni, per\u00f2, questa disposizione non viene applicata. Per limitare questa dannosa dicotomia, sarebbe senza dubbio utile ritornare ad applicare lo spirito e la lettera del Trattato in questo settore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto Draghi\u00a0propone anche di andare molto pi\u00f9 in l\u00e0\u00a0di quanto fatto finora in termini di politica industriale. Certo, le misure gi\u00e0 adottate restano insufficienti di fronte al nostro ritardo tecnologico e alle pratiche sempre pi\u00f9 aggressive dei nostri concorrenti. Tuttavia, dobbiamo assicurarci che le misure future non abbiano effetti indesiderati.<\/p>\n\n\n\n<p>In passato, l&#8217;Unione si \u00e8 spinta troppo in l\u00e0 in termini di apertura economica, ma c&#8217;\u00e8 anche il rischio che il pendolo ora oscilli troppo nella direzione opposta, provocando una possibile alienazione di partner con i quali dovremmo invece rafforzare i nostri legami, come i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, l&#8217;Africa subsahariana, l&#8217;America Latina e l&#8217;Asia meridionale e sudorientale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&#8220;<strong>De-risking&#8221;: certo, ma rimanendo aperti al mondo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per colmare il divario tecnologico, Mario Draghi sostiene la necessit\u00e0 di investire in Europa altri 800 miliardi di euro all&#8217;anno, pari al 5% del PIL europeo. Ma c&#8217;\u00e8 il rischio che questo grande sforzo di investimento interno vada a scapito degli investimenti europei al di fuori dell&#8217;Unione. Ci\u00f2 potrebbe indebolire la nostra posizione geopolitica, contrariamente all&#8217;obiettivo del rapporto Draghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, l&#8217;Unione \u00e8 oggigiorno pronta a fare la sua parte per limitare i cambiamenti climatici con il Green Deal, se verr\u00e0 effettivamente attuato nei prossimi anni. Questo \u00e8 uno dei principali risultati del mandato che sta per concludersi, grazie soprattutto al lavoro del mio collega e amico, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In passato, l&#8217;Unione si \u00e8 spinta troppo in l\u00e0 in termini di apertura economica, ma c&#8217;\u00e8 anche il rischio che il pendolo ora oscilli troppo nella direzione opposta.<\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia, la sfida principale per limitare i cambiamenti climatici non \u00e8 l&#8217;Europa, ma i Paesi emergenti e in via di sviluppo. Questi Paesi saranno in grado di impegnarsi pienamente nella transizione verde solo se i Paesi sviluppati, che hanno una grande responsabilit\u00e0 storica nei cambiamenti climatici, li aiuteranno a sufficienza. Ce lo dicono ad ogni COP.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo gi\u00e0 il pi\u00f9 grande fornitore di\u00a0finanziamenti per il clima\u00a0al mondo, ma se non riusciamo ad aumentare il contributo dell&#8217;Europa ai finanziamenti globali per il clima in futuro, rischiamo di mettere a repentaglio il gi\u00e0 fragile processo dell&#8217;Accordo di Parigi e di allontanare da noi i Paesi pi\u00f9 a rischio. In un momento in cui il cambiamento climatico \u00e8 una delle principali minacce per il nostro futuro in termini di instabilit\u00e0 alle nostre frontiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, la Cina ha fortemente sviluppato la sua posizione geopolitica, in particolare in Africa e in America Latina, sostenendo in maniera massiccia la costruzione di infrastrutture attraverso l&#8217;iniziativa Belt and Road, spesso indicata come le Nuove vie della seta. Per rispondere a questa politica, abbiamo lanciato\u00a0l&#8217;iniziativa Global Gateway nel 2021. Tuttavia, i finanziamenti aggiuntivi che possiamo mobilitare rimangono per il momento troppo limitati.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, dobbiamo ridurre la nostra eccessiva dipendenza da alcuni partner commerciali. Ma questo deve portarci a sviluppare i nostri legami economici con altre regioni del mondo, in particolare per ottenere l&#8217;accesso alle materie prime critiche necessarie per la transizione energetica e digitale. In questo ambito, per\u00f2, \u00e8 fondamentale non adottare ancora una volta un approccio &#8220;estrattivista&#8221;: dobbiamo aiutare i nostri partner a costruire veri e propri settori industriali per aggiungere valore alle materie prime di cui dispongono.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, nonostante le nostre difficolt\u00e0 economiche e l&#8217;enorme necessit\u00e0 di investimenti interni per recuperare il ritardo tecnologico, accelerare la transizione energetica e digitale e rafforzare la nostra difesa, dobbiamo anche investire di pi\u00f9 all&#8217;estero se non vogliamo che l&#8217;instabilit\u00e0 si diffonda ai nostri confini, lasciando campo libero a Cina e Russia nei Paesi del &#8220;Sud globale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, spero che riusciremo finalmente a concludere i negoziati sul nostro\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/26\/a-che-punto-sono-le-discussioni-sullaccordo-di-libero-scambio-ue-mercosur\/\">accordo commerciale con il Mercosur<\/a>, in discussione da oltre vent&#8217;anni. Le questioni in gioco in questo accordo vanno ben oltre l&#8217;economia e il commercio: sono soprattutto geopolitiche. Ci ho lavorato duramente per cinque anni, ma nel contesto attuale \u00e8 fondamentale che l&#8217;UE rafforzi l'&#8221;altra relazione transatlantica&#8221; che ha da tempo con l&#8217;America Latina e i Caraibi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel mandato dell&#8217;Alto rappresentante\/Vicepresidente, la sicurezza e la difesa sono importanti quanto gli affari esteri<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il mio invito a &#8220;imparare a parlare la lingua del potere&#8221; riguardava ovviamente in primo luogo la politica di difesa dell&#8217;Unione. L&#8217;Alto rappresentante\/Vicepresidente non ha solo un doppio ruolo tra Consiglio e Commissione, ma anche nel campo degli affari esteri e della politica di sicurezza. Presiede il Consiglio dei ministri della Difesa e dirige l&#8217;Agenzia europea per la difesa, responsabile del coordinamento dell&#8217;innovazione della difesa all&#8217;interno dell&#8217;Unione e delle politiche di approvvigionamento delle forze armate europee. In questo, \u00e8 assistito da uno Stato maggiore dell&#8217;UE ed \u00e8 lui che lancia e coordina le missioni civili e militari europee dispiegate in tutto il mondo. Durante il mio mandato sono state avviate nove missioni di questo tipo, tra cui l&#8217;operazione Aspides all&#8217;inizio del 2024 per contribuire a preservare\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/01\/10\/dallucraina-al-mar-rosso-10-punti-sulla-difesa-europea-nel-2024\/\">la libert\u00e0 di navigazione nel Mar Rosso<\/a>. Gestisce, inoltre, lo Strumento europeo per la pace, un fondo intergovernativo creato nel 2021 per aiutare i nostri partner con attrezzature per la difesa, un ruolo che il bilancio dell&#8217;UE non pu\u00f2 svolgere. In particolare, ha svolto un ruolo centrale nel nostro sostegno militare all&#8217;Ucraina. Infine, l&#8217;AR\/VP gestisce il Centro satellitare europeo, il principale strumento europeo per fornire intelligence agli Stati membri e ai leader europei.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo del Trattato di Lisbona era quello di rafforzare il coordinamento tra la parte intergovernativa e quella comunitaria, evitando duplicazioni, sovrapposizioni e conflitti di competenze. In questo contesto, l&#8217;Alto rappresentante \u00e8 stato incaricato di sviluppare una politica di sicurezza e difesa comune, la cosiddetta PSDC. Nella\u00a0nuova Commissione, c&#8217;\u00e8 un Commissario europeo dedicato alla difesa. Mi sembra che questo sia un termine improprio, perch\u00e9 la &#8220;difesa&#8221;, come parte sostanziale della &#8220;sicurezza&#8221;, rimane una competenza nazionale. Dovremmo cercare di evitare di creare ulteriore confusione istituzionale. In pratica, stiamo parlando di un Commissario responsabile dell&#8217;industria della difesa, un settore in cui la Commissione condivide le competenze con gli Stati membri.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che il nostro settore industriale della difesa abbia bisogno di un maggiore sostegno, di un migliore coordinamento e di uno stimolo attivo. Ma perch\u00e9 questo sforzo sia efficace, il Commissario dovr\u00e0 lavorare a stretto contatto con l&#8217;Alto rappresentante. \u00c8 essenziale coordinare l&#8217;azione dal lato della domanda da parte degli eserciti europei, gestita dall&#8217;Alto rappresentante in particolare attraverso l&#8217;Agenzia europea per la difesa, e l&#8217;azione dal lato dell&#8217;offerta, organizzata dalla Commissione attraverso la sua politica industriale specifica per questo settore. Anche l&#8217;Agenzia europea per la difesa (AED) ha un ruolo importante da svolgere nello sviluppo della base tecnologica e industriale della nostra difesa, come previsto dal Trattato. In questo settore, l&#8217;AED ha gi\u00e0 svolto un lavoro silenzioso, forse troppo silenzioso, a cui non si \u00e8 prestata sufficiente attenzione fino a quando non \u00e8 scoppiata la guerra e si \u00e8 cominciato a parlare di &#8220;gap di difesa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dall&#8217;inizio del mio mandato ho ritenuto che, in un contesto geopolitico sempre pi\u00f9 teso, l&#8217;aspetto della difesa della funzione di AR\/VP fosse importante quanto quello degli affari esteri. Per questo motivo ho immediatamente lanciato <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/03\/24\/leuropa-nellinterregno-il-nostro-risveglio-geopolitico-dopo-lucraina\/\">la preparazione\u00a0della Bussola Strategica<\/a>, una sorta di Libro Bianco sulla difesa europea che ha lo scopo di mettere d&#8217;accordo i nostri Stati membri sulla natura delle minacce e di definire insieme le azioni prioritarie da attuare.<\/p>\n\n\n\n<p>Preparato prima dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, \u00e8 stato adottato pochi giorni dopo il suo inizio. In particolare, \u00e8 in questo quadro che abbiamo svolto la prima vera esercitazione militare europea nel 2023 a Cadice, in Spagna, che garantir\u00e0 che entro il 2025 avremo una forza di 5.000 soldati pronti a essere dispiegati al di fuori dell&#8217;Unione se necessario per operazioni come l&#8217;evacuazione d&#8217;emergenza di europei da Kabul o dal Sudan.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2019, ho anche sottolineato ai parlamentari europei che la nostra spesa militare combinata \u00e8 &#8220;superiore a quella della Cina. Molto pi\u00f9 della Russia. Siamo secondi solo agli Stati Uniti. Spendiamo il 40% di quanto spendono loro, ma la nostra capacit\u00e0 di difesa \u00e8 molto pi\u00f9 debole a causa della frammentazione e della duplicazione. Dobbiamo spendere meglio, e il modo migliore per farlo \u00e8 spendere insieme&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene non sia possibile creare un vero e proprio esercito europeo nel prossimo futuro, \u00e8 imperativo che gli eserciti nazionali siano pi\u00f9 strettamente coordinati. Questo vale in particolare per il loro equipaggiamento militare, al fine di raggiungere una totale interoperabilit\u00e0, colmando le lacune ed evitando inutili duplicazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Fin dall&#8217;inizio del mio mandato ho ritenuto che, in un contesto geopolitico sempre pi\u00f9 teso, l&#8217;aspetto della difesa della funzione di AR\/VP fosse importante quanto quello degli affari esteri. <\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>I nostri bilanci per la difesa\u00a0sono aumentati in modo significativo\u00a0negli ultimi anni, in particolare quelli per le attrezzature, che sono aumentati del 30% dal 2022. Tuttavia, nonostante l&#8217;urgenza sottolineata dall&#8217;aggressione della Russia all&#8217;Ucraina, i progressi finora compiuti nel coordinamento degli acquisti di equipaggiamenti militari sono stati lenti: solo il 18% dei nostri acquisti \u00e8 attualmente effettuato in cooperazione, mentre gi\u00e0 molti anni fa ci eravamo posti l&#8217;obiettivo del 35%, cio\u00e8 il doppio. Inoltre, la nostra industria della difesa non \u00e8 in grado di tenere il passo con il nostro sforzo di riarmo, n\u00e9 quantitativamente n\u00e9 qualitativamente: dal 2022, il 45% degli acquisti aggiuntivi di equipaggiamenti militari \u00e8 stato effettuato al di fuori dell&#8217;UE.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Consolidare e potenziare le nostre industrie della difesa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Se vogliamo essere in grado di ricostituire le scorte delle nostre forze armate, di sostenere l&#8217;Ucraina al livello necessario, di ridurre la nostra eccessiva dipendenza dall&#8217;esterno e di prepararci per il futuro sviluppando gli equipaggiamenti di difesa di domani, \u00e8 urgente compiere un grande sforzo per consolidare e potenziare le nostre industrie della difesa. Dal 2022 abbiamo gi\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/21\/negli-stati-uniti-e-in-europa-la-produzione-di-proiettili-e-aumentata-notevolmente-dopo-linvasione-dellucraina-nel-2022\/\">raddoppiato la nostra capacit\u00e0 di produzione di munizioni per artiglieria<\/a>, grazie soprattutto agli sforzi del mio collega, il Commissario Thierry Breton, ma dobbiamo ancora fare di pi\u00f9 in questo settore e duplicare gli sforzi negli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo, nella primavera del 2024, abbiamo preparato e presentato la prima\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2024\/03\/13\/strategie-industrielle-europeenne-de-defense-la-revolution-colbertiste-na-pas-eu-lieu\/\">strategia europea per l&#8217;industria della difesa<\/a>. Ma dobbiamo ancora trovare i mezzi per attuarla. Il rapporto Draghi stima lo sforzo necessario a 500 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. Per mobilitare queste risorse, dobbiamo innanzitutto rimuovere gli ostacoli esistenti al finanziamento privato delle industrie della difesa &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-6-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/defence-industry-space.ec.europa.eu\/study-results-access-equity-financing-european-defence-smes-2024-01-11_en&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Study results: Access to equity financing for European defence SMEs&lt;\/a&gt;, Commissione Europea, 11 gennaio 2024.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> e consentire alla Banca europea per gli investimenti di fornire un maggiore sostegno ai progetti in questo settore&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-7-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/eda.europa.eu\/news-and-events\/news\/2024\/10\/03\/eda-and-eib-deepen-partnership-in-support-of-financing-for-defence&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;EDA and EIB deepen partnership in support of financing for defence&lt;\/a&gt;, European Defence Agency (EDA), 3 ottobre 2024.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ma questo non sar\u00e0 sufficiente: saranno necessarie anche ingenti somme di denaro pubblico europeo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;urgente necessit\u00e0 di un sostegno finanziario per la nostra difesa<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Possiamo aspettare il 2028 e il prossimo quadro finanziario pluriennale europeo per iniziare a sostenere la nostra industria della difesa in modo pi\u00f9 sostanziale di quanto facciamo oggi&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-8-27441' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2024\/766171\/IPOL_BRI(2024)766171_EN.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;European Public Goods and the 2028-2034 Multiannual Financial Framework. Financing the EU in a decade of reform&lt;\/a&gt;, Parlamento europeo, ottobre 2024.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>? Non credo. Come abbiamo deciso di fronte alla grande emergenza rappresentata dalla pandemia di Covid-19, la minaccia esistenziale posta all&#8217;Europa dall&#8217;aggressione della Russia di Putin giustificherebbe pienamente, a mio avviso, l&#8217;emissione di un debito comune europeo per farvi fronte, e in particolare per sostenere la nostra difesa e la nostra industria della difesa. Sono ben consapevole della delicatezza politica dell&#8217;argomento, ma in un momento in cui l&#8217;impegno degli Stati Uniti per la sicurezza europea diventa sempre pi\u00f9 incerto, non credo ci siano alternative all&#8217;altezza della necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2019, ho anche dedicato parte del mio discorso alla NATO. &#8220;\u00c8 e rimarr\u00e0 la pietra angolare della nostra difesa collettiva&#8221;, ho detto. &#8220;Sviluppando la difesa europea, rafforzeremo l&#8217;Alleanza atlantica e, avendo un peso maggiore all&#8217;interno della NATO, contribuiremo a una relazione transatlantica pi\u00f9 equilibrata&#8221;. All&#8217;epoca, all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea c&#8217;era ancora una notevole tensione tra i sostenitori di una maggiore &#8220;autonomia strategica&#8221; e coloro che temevano che qualsiasi sforzo specifico a favore di una difesa europea avrebbe indebolito la NATO e, di conseguenza, la sicurezza europea.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Come abbiamo deciso di fronte alla grande emergenza rappresentata dalla pandemia di Covid-19, la minaccia esistenziale posta all&#8217;Europa dall&#8217;aggressione della Russia di Putin giustificherebbe pienamente l&#8217;emissione di un debito comune europeo per farvi fronte.<\/p><cite>Josep Borrell<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Uno dei risultati pi\u00f9 positivi degli ultimi cinque anni \u00e8 stata la completa scomparsa di quello che in realt\u00e0 era gi\u00e0 all&#8217;epoca un dibattito in gran parte inutile. Dopo l&#8217;esito delle ultime elezioni presidenziali americane, tutti in Europa si sono resi conto che l&#8217;impegno americano nei confronti della sicurezza europea era diventato pi\u00f9 incerto.\u00a0E dopo l&#8217;aggressione della Russia all&#8217;Ucraina, tutti sono ora d&#8217;accordo sulla necessit\u00e0 di compiere un grande sforzo in materia di difesa e di continuare a lavorare per mantenere e rafforzare la NATO, costruendo un solido &#8220;pilastro europeo&#8221; al suo interno &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-27441' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/12\/03\/unire-la-diplomazia-alla-sicurezza-la-lezione-di-borrell-per-sbloccare-il-potere-delleuropa\/#easy-footnote-bottom-9-27441' title='John Gerard Ruggie, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/scholar.harvard.edu\/files\/john-ruggie\/files\/1996_consolidating_the_european_pillar.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Consolidating the European pillar: The key to NATO&amp;#8217;s future&lt;\/a&gt;&amp;#8220;, &lt;em&gt;Washington Quarterly&lt;\/em&gt;, 1997, vol. 20, n\u00b01, p. 109-124.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Anche se resta da chiarire come tale pilastro debba funzionare in pratica e come debba articolarsi con la politica di sicurezza dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione, sotto la pressione delle grandi crisi, dal 2019 abbiamo compiuto progressi significativi nell&#8217;imparare a parlare il linguaggio del potere. Tuttavia, dato il rapido deterioramento del nostro ambiente geopolitico, resta ancora molto da fare per scongiurare il rischio che l&#8217;Europa cessi di essere un attore rilevante sulla scena mondiale in futuro. Per quanto riguarda la politica estera e di sicurezza europea, abbiamo ancora molta strada da fare se vogliamo riuscire a combinare efficacemente il potere degli Stati membri con le politiche gestite dalla Commissione e a colmare il divario tra &#8220;i discorsi della domenica e le azioni del luned\u00ec&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conciliare \u201ci discorsi della domenica con le azioni del luned\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la missione che Josep Borrell si \u00e8 dato cinque anni fa, quando aveva iniziato il suo mandato di Alto Rappresentante. 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