{"id":26914,"date":"2024-11-22T12:53:08","date_gmt":"2024-11-22T11:53:08","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=26914"},"modified":"2024-11-22T12:53:10","modified_gmt":"2024-11-22T11:53:10","slug":"di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/","title":{"rendered":"Di fronte a Putin e dopo l&#8217;elezione di Trump: verso un modello di deterrenza nucleare francese su scala europea?"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Se leggete i nostri articoli e le nostre notizie ogni giorno o pi\u00f9 volte alla settimana e trovate il nostro lavoro utile,\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/offerta\/\"><em>considerate la possibilit\u00e0 di abbonarvi a Il Grand Continent<\/em><\/a><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">La guerra in Ucraina, in virt\u00f9 della sua durata e dell&#8217;entit\u00e0 delle perdite subite dai belligeranti, segna il ritorno in Europa di conflitti che combinano la portata e la durata, la distruzione materiale e le perdite umane con, per uno dei due belligeranti, la posta in gioco della sopravvivenza nazionale. In un momento in cui la nazione ucraina sta combattendo per la sua stessa esistenza di fronte all&#8217;aggressione russa, la Francia sembra doppiamente al riparo da tale rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato, grazie alla sua posizione di \u201cisola strategica\u201d, gode di una pace duratura e fraterna con l&#8217;intero continente europeo, che le conferisce una profondit\u00e0 strategica storicamente senza precedenti. Dall&#8217;altro, grazie al suo deterrente nucleare nazionale autonomo, che la protegge da qualsiasi annichilimento o ricatto nucleare. Allo stesso tempo, la Francia \u00e8 profondamente coinvolta nella difesa dello spazio europeo, ove condivide valori e destini con i suoi vicini, partner e alleati. Ma in questo contesto, la deterrenza nazionale autonoma non \u00e8 una panacea, ed il contesto del ritorno duraturo di una Russia aggressiva ed espansionista crea nuove situazioni di rischio che l&#8217;attuale modello non pu\u00f2 sempre affrontare. Soprattutto a causa del possibile protrarsi delle crisi, ma anche a fronte di un ordine internazionale molto meno binario e pi\u00f9 complesso sul piano economico rispetto a quello degli anni della Guerra Fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene i leader francesi siano stati disposti ad ammettere nelle loro dichiarazioni, fin dagli anni &#8217;70, che parte degli \u201cinteressi vitali\u201d del Paese si trovano in Europa, va detto che la Francia non sarebbe in grado, nel formato attuale, di rendere europeo il suo deterrente in modo credibile ed efficace, al fine di porsi come protettore di ultima istanza dell&#8217;integrit\u00e0 dello spazio europeo. Soprattutto in un contesto che combina una lunga crisi del conflitto, una lenta escalation e dubbi sul coinvolgimento americano: tre ipotesi probabili nel breve-medio termine. La conseguenza \u00e8 che bisogna ammettere che gli interessi della Francia in Europa non sono \u201ccos\u00ec vitali\u201d da poter offrire una garanzia di sicurezza solo con il suo attuale arsenale nucleare &#8211; uno scenario che la vedrebbe pronta a \u201crischiare Parigi per Vilnius\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna quindi ammettere che esiste la possibilit\u00e0 di un conflitto convenzionale con la Russia, la cui escalation potrebbe e dovrebbe essere controllata, ma soprattutto affrontata a lungo termine da una forma di coalizione, ricorrendo a \u201cdiverse\u201d forze nucleari per garantire una migliore sintonia con le forze convenzionali. Per il momento, si tratta di un punto di vista decisamente eretico, ma che deriva da un profondo cambiamento del contesto strategico.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una deterrenza francese storicamente coerente<\/h2>\n\n\n\n<p>Le basi della deterrenza nucleare francese, dalla dottrina ai componenti e alle risorse, si basano in gran parte sul trauma del giugno 1940 e sono state costruite durante la Guerra Fredda come continuazione dello \u201cspirito della resistenza\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-1-26914' title='C\u00e9line Jurgensen, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/shs.cairn.info\/revue-herodote-2018-3-page-17?lang=fr&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Quel avenir pour la dissuasion nucl\u00e9aire ?&lt;\/a&gt;&amp;#8221; &lt;em&gt;H\u00e9rodote&lt;\/em&gt;, n\u00b0170, vol. 3, p. 17-35, 2018.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L&#8217;obiettivo era &#8211; ed \u00e8 tuttora &#8211; quello di evitare il ritorno ad una situazione che avrebbe minacciato la sopravvivenza stessa della Francia come nazione, senza dover dipendere dalla buona volont\u00e0 di un alleato anglosassone o dover rivivere gli spaventosi sacrifici umani e materiali dei conflitti mondiali. Il potere delle armi nucleari rappresentava al tempo stesso la minaccia pi\u00f9 totale e la soluzione pi\u00f9 radicale alla questione centrale della difesa nazionale: la sopravvivenza della nazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-2-26914' title=' L&amp;#8217;idea di una possibile \u201cscomparsa\u201d della Francia \u00e8 stata evocata senza mezzi termini anche dal generale De Gaulle nel suo discorso del 15 febbraio 1962. Citato da Nicolas Roche in &lt;em&gt;Pourquoi la dissuasion&lt;\/em&gt;, Parigi, PUF, 2017, p. 102.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La sconfitta a Dien Bien Phu nel 1954 e la crisi di Suez nel 1956 confermarono, dal punto di vista di Parigi, la natura minimamente aleatoria dell&#8217;alleanza americana e la necessit\u00e0 di un&#8217;assoluta indipendenza dei mezzi per garantire la sopravvivenza nazionale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-3-26914' title='Olivier Zajec, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/shs.cairn.info\/revue-strategique-2017-3-page-185?lang=fr&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Armageddon polytropos. La pens\u00e9e r\u00e9aliste et le fait nucl\u00e9aire, regards sur un demi-si\u00e8cle de d\u00e9bats inter-paradigmatiques&lt;\/a&gt;&amp;#8221; &lt;em&gt;Strat\u00e9gique&lt;\/em&gt;, n\u00b0116, vol. 3, p. 185-222, 2017.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Esiste la possibilit\u00e0 di un conflitto convenzionale con la Russia.<\/p><cite>St\u00e9phane Audrand<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Con lo sviluppo di un arsenale credibile, dotato di una variet\u00e0 di componenti, di una capacit\u00e0 di un secondo colpo nucleare e di un volume sufficiente per infliggere \u201cdanni inaccettabili\u201d a qualsiasi potenza, indipendentemente dalle sue dimensioni o dalla sua complessit\u00e0 strategica, la Francia ha acquisito una \u201cpolizza di assicurazione vita\u201d autonoma. Ha protetto il suo territorio nazionale e la sua popolazione da una possibile e brutale eliminazione senza interruzioni dal 1964 (quando le FAS &#8211; Forze Aeree Strategiche o Forces a\u00e9riennes strat\u00e9giques hanno lanciato per la prima volta un allarme) e in modo molto vigoroso dal 1972 (prima pattuglia di SNLE &#8211; sous-marin nucl\u00e9aire lanceur d&#8217;engins o sottomarino lanciamissili balistici). In termini dottrinali, il ricco e complesso pensiero francese incarnato dai generali Ailleret, Beaufre, Gallois e Poirier ha posto le basi per una deterrenza nucleare autonoma, \u201ca tutto campo\u201d, rigorosamente difensiva &#8211; l&#8217;unica giustificazione per le armi atomiche nazionali; una deterrenza centrale nel modello militare francese, come sintetizzato per l&#8217;opinione pubblica nel primo Libro Bianco del 1972&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-4-26914' title='Patrice Buffotot, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/shs.hal.science\/halshs-03155156\/document&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Les Livres blancs sur la d\u00e9fense sous la Ve R\u00e9publique. Paix et s\u00e9curit\u00e9 europ\u00e9enne et internationale&lt;\/a&gt;&amp;#8220;, 2015.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la Francia, da oltre 50 anni, l&#8217;eventualit\u00e0 di un grande conflitto in Europa \u00e8 sistematicamente legata ad un dialogo dissuasivo basato sull&#8217;arma nucleare nazionale. Di fronte alla necessit\u00e0 di evitare che l&#8217;arsenale nucleare fosse aggirato \u201cdal basso\u201d, di dimostrare la solidariet\u00e0 della Francia con i suoi alleati e di poter giustificare, se necessario agli occhi del mondo, dell&#8217;opinione pubblica francese e dell&#8217;avversario, l&#8217;ascesa all&#8217;estremo nucleare, la Francia, a partire dagli anni &#8217;70, aveva costruito il suo gruppo di battaglia in Germania attorno all&#8217;idea che il suo coinvolgimento avrebbe costretto \u201cil nemico\u201d (inevitabilmente sovietico, ma senza nominarlo) a \u201crivelare le sue intenzioni\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-5-26914' title='Jean-Ren\u00e9 Bachelet, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/shs.cairn.info\/revue-inflexions-2015-1-page-75?lang=fr&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Il \u00e9tait une fois &amp;#8216;l\u2019ennemi conventionnel&amp;#8217;&lt;\/a&gt;&amp;#8221; &lt;em&gt;Inflexions&lt;\/em&gt;, n\u00b028, vol. 1, p. 75-81, 2015.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L&#8217;obiettivo era quello di affrontare tutti i possibili scenari di crisi, dall&#8217;opzione estrema di un attacco massiccio del Patto di Varsavia contro l&#8217;Europa occidentale alla possibilit\u00e0 di attacchi limitati ai confini della NATO (prendendo un impegno territoriale), o di un&#8217;operazione di aggiramento della lotta armata da parte dell&#8217;URSS che assomigliasse al \u201ccolpo di Praga\u201d del 1968.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dispiegamento fuori dalla Francia del contingente francese di leva fu una dimostrazione tangibile della determinazione politica di Parigi e una possibile giustificazione per l&#8217;uso di armi nucleari \u201ctattiche\u201d, non nel senso di una battaglia da vincere, ma piuttosto come segnale che la Francia, avvertita, sarebbe stata pronta a tutte le opzioni, comprese le pi\u00f9 estreme. Non si trattava mai di \u201cvincere\u201d militarmente contro il Patto di Varsavia, e nemmeno di \u201c resistere\u201d durante il conflitto, ma piuttosto di ripristinare,\u00a0<em>in extremis<\/em>, un dialogo politico sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso, assumendo il fatto di contribuire, se necessario, all&#8217;escalation per non permettere che prendesse piede un conflitto distruttivo di logoramento, che avrebbe riportato alla memoria Verdun&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-6-26914' title=' La battaglia di Verdun durante la prima guerra mondiale fu una delle pi\u00f9 sanguinose e violente tra le forze tedesche e francesi, ed fa parte ancora oggi dell&amp;#8217;immaginario collettivo francese per la sua violenza e brutalit\u00e0.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> all&#8217;ombra di Hiroshima. Poich\u00e9 lo scontro con la superpotenza sovietica non poteva portare ad una vittoria convenzionale ad un prezzo accettabile, solo il deterrente fornito da una promessa di reciproco annientamento poteva far indietreggiare Mosca.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2024, questo edificio nazionale &#8211; dottrinale e di capacit\u00e0 &#8211; che \u00e8 la deterrenza rimane sorprendentemente coerente e, nel complesso, straordinariamente valido. Tuttavia, le condizioni politiche e militari a est del Reno sono cambiate radicalmente dal 1991, cos\u00ec come il modello di forza convenzionale e nucleare dell&#8217;esercito francese. Dopo la caduta del Muro di Berlino, la deterrenza \u00e8 diventata veramente \u201ca tutto tondo\u201d in un contesto in cui nessuna potenza ostile minacciava realmente la Francia e in cui la possibilit\u00e0 di un attacco con armi di distruzione di massa era ridotta al capriccio pi\u00f9 o meno razionale del leader di un piccolo Stato \u201ccanaglia\u201d o di un&#8217;organizzazione terroristica. Questo rasserenamento del contesto strategico, favorevole al disarmo e al controllo degli armamenti, ha contribuito a ridurre le dimensioni dell&#8217;arsenale nucleare francese a un livello strettamente sufficiente a mantenere una capacit\u00e0 permanente credibile e a fornire un&#8217;assicurazione sulla vita contro l&#8217;impensabile, mantenendo per il futuro un know-how e delle capacit\u00e0 (soprattutto umane) che potrebbero essere perse in un anno, ma che richiedono trent&#8217;anni per essere (ri)create.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo contempo, il successo del progetto europeo ha trasformato la Francia in un&#8217;\u201cisola strategica\u201d. Mentre il corpo di battaglia francese aveva un senso di fronte alla presenza di migliaia di carri armati del Patto di Varsavia a poche centinaia di chilometri dalle frontiere francesi, l&#8217;adesione alla NATO e all&#8217;Unione Europea degli ex vassalli di Mosca, la loro emancipazione democratica e la loro appartenenza ad uno spazio europeo unito con stretti legami economici e culturali, ha conferito alla Francia una notevole profondit\u00e0 strategica all&#8217;interno di un&#8217;area pacificata che non sembrava pi\u00f9 minacciata dalla Russia. Questo sviluppo estremamente favorevole giustificava pienamente il \u201cdividendo della pace\u201d, la professionalizzazione delle forze francesi, la riduzione delle loro dimensioni, la loro trasformazione in spedizioni, l&#8217;abbandono dell&#8217;idea di un corpo di battaglia in Europa e, pi\u00f9 in generale, della difesa territoriale. In questo senso, era anche giustificata la rinuncia alle forze nucleari tattiche che costituivano la \u201c passerella\u201d tra l&#8217;impegno del corpo d&#8217;armata e l&#8217;ascesa alla soglia termonucleare. Tutto ci\u00f2 era coerente e adattato al contesto, e non metteva in discussione l&#8217;equilibrio della deterrenza &#8211; fino al 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>La Francia potrebbe serenamente mantenere un arsenale per la propria difesa, professare regolarmente e pubblicamente la natura europea dei propri interessi vitali&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-7-26914' title='H\u00e9lo\u00efse Fayet, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/lerubicon.org\/pourquoi-la-france-ne-proposera-pas-de-parapluie-nucleaire-a-leurope\/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Pourquoi la France ne proposera pas de \u00ab parapluie nucl\u00e9aire \u00e0 l\u2019Europe&lt;\/a&gt;&amp;#8220;, &lt;em&gt;Le Rubicon&lt;\/em&gt;, marzo 2024.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span> e dubitare, a volte, della sincerit\u00e0 dell&#8217;impegno americano in Europa. Questo per\u00f2 implicherebbe il non considerare quei possibili scenari che potrebbero vederla impegnarsi nella difesa dei suoi vicini d&#8217;Europa centrale ed orientale con la sua deterrenza nucleare (in caso di inadempimento americano) oppure investire in grandi capacit\u00e0 convenzionali per sostenerli in caso di necessit\u00e0. La minaccia era oggettivamente bassa e l&#8217;alleato americano era sempre presente e apparentemente affidabile tanto da accontentarsi di una retorica teorica. Tuttavia, l&#8217;aggressione\u00a0della Russia\u00a0<a href=\"\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/02\/22\/le-viol-de-lukraine\/\u201d\">contro l&#8217;Ucraina<\/a>\u00a0dal 2014, che ha scelto di trasformare in un grande conflitto nel febbraio 2022, illustra le nuove forme che potrebbe assumere un&#8217; offensiva russa contro alcuni degli alleati e partner europei della Francia. Un&#8217;aggressione che potrebbe minare un modello francese concepito per crisi \u201cbrevi, intense e vicine\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un modello pensato per \u201ccrisi brevi, intense e vicine\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Il presupposto centrale comune a tutti gli scenari della Guerra Fredda era che la crisi sarebbe stata di breve durata. L&#8217;idea che lo scontro con il Patto di Varsavia non sarebbe durato era assolutamente centrale. Si basava sulla preparazione di entrambe le parti, sull&#8217;entit\u00e0 delle loro risorse militari nucleari e convenzionali e sulla natura ideologica della loro opposizione. Per la Francia, la minaccia era molto vicina. Secondo i piani sovietici, il confine francese era a meno di dieci giorni dalla battaglia&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-8-26914' title='St\u00e9phane Audrand, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.defnat.com\/e-RDN\/vue-article.php?carticle=22737&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Dissuasion fran\u00e7aise\u00a0: de \u2018Neufs jours \u00e0 Lyon\u2019 \u00e0 \u2018Sept jours au Rhin\u2019&lt;\/a&gt;, &lt;em&gt;Revue de la D\u00e9fense Nationale&lt;\/em&gt;, n\u00b0844, Parigi, 2021.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>. In queste condizioni, in caso di aggressione a sorpresa accompagnata da attacchi nucleari tattici, qualsiasi mobilitazione nazionale era illusoria e il \u201crullo compressore\u201d sovietico poteva essere rallentato solo con grande difficolt\u00e0. Insospettiti dalla credibilit\u00e0 dell&#8217;ipotesi di una rappresaglia nucleare americana, i francesi, dopo il loro ritiro dal comando integrato della NATO, avevano adattato la loro operazione in modo che l&#8217;intera forza armata francese fosse dispiegata in Germania e costituisse al tempo stesso l&#8217;unica unit\u00e0 di riserva dell&#8217;Alleanza e l&#8217;unico baluardo \u201cconvenzionale\u201d del Paese, con l&#8217;obiettivo di manovrare non per sconfiggere, ma per mettere alla prova la determinazione del nemico&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-9-26914' title='Avery Goldstein (dir.) &lt;em&gt;Deterrence and Security in the 21st Century \u2014 China, Britain, France and the Enduring legacy of the Nuclear Revolution&lt;\/em&gt;, Stanford, Stanford UP, 2000.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;aggressione della Russia contro l&#8217;Ucraina dal 2014, che ha scelto di trasformare in un grande conflitto dal febbraio 2022, illustra le nuove forme che potrebbe assumere l&#8217;aggressione russa contro alcuni degli alleati e partner europei della Francia.<\/p><cite>St\u00e9phane Audrand<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel caso in cui questa forza fosse stata distrutta o maltrattata, a non pi\u00f9 di qualche centinaio di chilometri da Parigi, la Francia si sarebbe trovata molto rapidamente in una situazione di minaccia esistenziale, se non di annientamento, almeno di invasione sullo sfondo di una battaglia nucleare tattica. In queste condizioni, aveva perfettamente senso incentrare la principale ipotesi di difesa nazionale sulla deterrenza termonucleare sull&#8217;orlo del baratro, e la sua autonomia ne rafforzava ulteriormente la credibilit\u00e0, sia agli occhi degli alleati che degli avversari. Il resto della NATO, da parte sua, era preoccupato da due rischi contrastanti: da un lato, un&#8217;invasione su larga scala dell&#8217;Europa occidentale e, dall&#8217;altro, l&#8217;assunzione di impegni limitati, la \u201cpresa di Amburgo\u201d o &#8220;<em>Hamburg <\/em><i>Gra<\/i>b&#8221;\u00a0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-10-26914' title='Sul \u00ab&lt;em&gt;Hamburg Grab&lt;\/em&gt;\u00bb, vedere Scott D. Sagan e Kenneth N Waltz, &lt;em&gt;The spread of nuclear weapons \u2014 a debate renewed&lt;\/em&gt;, New York, Norton, 2003.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Un&#8217;ipotesi del genere avrebbe potuto vedere l&#8217;URSS accaparrarsi \u201cfette di salame\u201d o \u201cfoglie di carciofo\u201d, a seconda dei teorici, sotto forma di promesse territoriali limitate da un attacco a sorpresa, prima di insabbiarsi e chiedere negoziati, costringendo la NATO a \u201cfare la figura dell&#8217;aggressore in escalation\u201d se avesse minacciato ritorsioni o cercato di contrattaccare (un modello che Vladimir Putin utilizza nella sua forma aggiornata di\u00a0santuarizzazione aggressiva&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-11-26914' title='Pierre Vandier, &lt;em&gt;La dissuasion au troisi\u00e8me \u00e2ge nucl\u00e9aire&lt;\/em&gt;, Parigi, \u00c9ditions du Rocher, 2018, p. 70-72.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il rischio di un&#8217;invasione su larga scala favoriva un sistema distribuito in profondit\u00e0, il rischio di prendere un numero limitato di impegni, combinato con le preoccupazioni della Germania occidentale di essere nient&#8217;altro che un campo di battaglia sacrificale, sosteneva una difesa in prima linea, con tutte le forze militari posizionate permanentemente il pi\u00f9 vicino possibile al confine, lasciando solo le forze francesi (che rifiutavano la battaglia in prima linea) come ultime riserve&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-12-26914' title='C. Franc : &amp;#8220;Le corps d\u2019arm\u00e9e fran\u00e7ais \u2014 essai de mise en perspective&amp;#8221;, &lt;em&gt;Revue de Tactique G\u00e9n\u00e9rale&lt;\/em&gt;, Parigi, CDEC, p. 118-121, aprile 2019.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Sia gli americani che i sovietici, non volendo impegnarsi in uno scambio nucleare tattico che avrebbe potuto portare a un&#8217;escalation incontrollabile, cercarono per tutta la durata della Guerra Fredda di trovare il modo di ritardare il pi\u00f9 possibile la soglia nucleare, o addirittura di vincere, almeno nella battaglia d&#8217;Europa, con i soli mezzi convenzionali.<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione delle armi nucleari all&#8217;interno del quadro strategico delle forze in gioco ha subito un&#8217;evoluzione importante nel corso degli anni: da una posizione centrale di utilizzo iniziale negli anni Cinquanta, nell&#8217;era della \u201crappresaglia massiccia\u201d, si sono ritratte nella mente dei potenziali belligeranti fino a diventare, alla fine degli anni Ottanta, solo una forma di garanzia contro un&#8217;eventuale sconfitta in campo aperto di una delle due alleanze militari&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-13-26914' title='Gordon S. Barrass, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/www.army.mil\/article\/33625\/the_renaissance_in_american_strategy_and_the_ending_of_the_great_cold_war&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;The Renaissance in American Strategy and the Ending of the Great Cold War&lt;\/a&gt;&amp;#8220;, &lt;em&gt;Military Review&lt;\/em&gt;, Fort Leavenworth, Combined Arms Center, p. 101-110, 2010.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ci\u00f2 che la NATO e la Francia avevano in comune era l&#8217;ipotesi di una crisi breve. All&#8217;epoca era impensabile che un conflitto in Europa potesse durare pi\u00f9 di qualche settimana. La decisione doveva essere presa con forze preposizionate e con il rapido afflusso di forze di secondo livello (dall&#8217;URSS o dal Nord America), senza la necessit\u00e0 di una mobilitazione pluriennale. Sia per contrastare un attacco che minacciava direttamente i suoi confini, sia per sostenere i suoi alleati, la deterrenza francese rimaneva la chiave di volta della strategia della Francia in caso di conflitto, in grado di neutralizzare rapidamente qualsiasi aggressione sovietica, spingendosi agli estremi che sembravano inevitabili se l&#8217;avversario sembrava volersi impegnare risolutamente, al di l\u00e0 di un impegno territoriale. Insomma, una crisi \u201cbreve, intensa e vicina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Difesa dell&#8217;Europa dopo il 2025: crisi \u201clunghe, lontane, in lenta escalation\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina fa parte di una strategia pluriennale di aggiramento della lotta armata &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-14-26914' title='Dimitri Minic, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/shs.cairn.info\/revue-histoire-europe-et-relations-internationales-2022-1-page-207?lang=fr&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;Contourner la lutte arm\u00e9e : la pens\u00e9e strat\u00e9gique russe face \u00e0 l\u2019\u00e9volution de la guerre, 1993-2016&lt;\/a&gt;&amp;#8220;, &lt;em&gt;Histoire, Europe et relations internationales&lt;\/em&gt;, 2022.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che \u00e8 fallita e, nonostante i desideri degli strateghi russi, si \u00e8 trasformata in un conflitto aperto e prolungato. Purtroppo, \u00e8 senza dubbio il modello per futuri conflitti di aggressione che la Russia potrebbe intraprendere contro l&#8217;Europa. Inizialmente perseguendo una strategia di destabilizzazione attraverso una combinazione di influenza, propaganda e azioni clandestine mirate (sabotaggi, omicidi, attacchi informatici), la Russia &#8220;plasma&#8221; il suo obiettivo, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/09\/28\/lautunno-nucleare-delleuropa\/\">nascondendosi dietro dichiarazioni ufficiali ambigue<\/a>. L&#8217;obiettivo \u00e8 isolare l&#8217;avversario e seminare dubbi tra i suoi potenziali sostenitori e l&#8217;opinione pubblica, creando al tempo stesso elementi di sostegno per s\u00e9. Lo stesso schema \u00e8 emerso ieri in Georgia e Ucraina e potrebbe essere visto domani in Moldavia, Finlandia o negli Stati baltici.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo uno schema consolidato, la Russia sfrutterebbe poi le opportunit\u00e0 offerte dalle crisi che si presentano di volta in volta (economiche, migratorie, tensioni sociali ed etniche, persino crisi climatiche) per aumentare la pressione dei suoi attacchi ibridi, avviando al contempo operazioni armate sotto falsa bandiera (milizie, mercenari, \u201comini verdi\u201d), in particolare per \u201cproteggere\u201d le cosiddette minoranze russe (o almeno russofone). Di fronte a Stati che hanno esplicite garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti, la Russia cercher\u00e0 di farli apparire come gli aggressori, cercher\u00e0 una possibile conciliazione da parte di un&#8217;amministrazione americana isolazionista o impegnata in Asia o in Medio Oriente, oppure far\u00e0 temporaneamente marcia indietro sponsorizzando accordi di cessate il fuoco, professando il proprio desiderio di pace e accumulando richieste pi\u00f9 ampie che non hanno un legame diretto con la crisi. Se la crisi scoppia in uno spazio \u201cintermedio\u201d come la Bielorussia (attraverso una rivolta) o la Moldavia, il coinvolgimento russo potrebbe essere pi\u00f9 diretto, soprattutto se le forze sono state rinvigorite dopo una pausa o un arresto del conflitto con l&#8217;Ucraina. Naturalmente, per tutta la durata della crisi, la Russia\u00a0<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/19\/politica-nucleare-russa-quali-cambiamenti-comporta-la-nuova-dottrina-di-putin\/\">userebbe la minaccia nucleare<\/a>\u00a0per influenzare l&#8217;opinione pubblica (e in primo luogo la propria), ma senza dare alcun segnale strategico particolare alle tre potenze nucleari occidentali, per non dare agli specialisti l&#8217;impressione di uscire dalla \u201cgrammatica nucleare\u201d. L&#8217;obiettivo \u00e8 mantenere una forma di \u201csantuario strategico aggressivo\u201d attraverso le parole, all&#8217;ombra del quale la Russia ha carta bianca sul fronte convenzionale, contando sul fatto che la paura delle armi nucleari nelle democrazie occidentali tende, nell&#8217;era dei social network, a trasformare la deterrenza in una teologia dell&#8217;inazione da parte dei decisori politici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina fa parte di una strategia pluriennale di aggiramento della lotta armata, che \u00e8 fallita e, nonostante i desideri degli strateghi russi, <br>si \u00e8 trasformata in un conflitto aperto e prolungato.<\/p><cite>St\u00e9phane Audrand<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Con il protrarsi della crisi, essa potrebbe sfociare in un scontro aperto tra le forze di un Paese dell&#8217;Unione Europea e le unit\u00e0 dell&#8217;esercito russo, con o senza l&#8217;intervento americano, che potrebbe durare mesi tra una plausibile smentita russa, il\u00a0blocco turco\u00a0o ungherese\u00a0della\u00a0NATO, le polemiche sui social network e la procrastinazione di Bruxelles. Nel corso di questa crisi, in nessun momento sarebbe opportuno per la Francia di sostenere che l&#8217;integrit\u00e0 del Paese o dei Paesi minacciati costituisce un \u201cinteresse vitale\u201d per Parigi. N\u00e9 l&#8217;opinione pubblica, n\u00e9 gli altri alleati, n\u00e9 la Russia considererebbero credibile una minaccia nucleare da parte di Parigi, che attirerebbe anche molte critiche da parte di una comunit\u00e0 internazionale \u201cal di fuori della zona OCSE\u201d, piuttosto sensibile alla questione della moderazione nell&#8217;uso, anche se retorico, delle armi nucleari.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il protrarsi della crisi, nel caso in cui l&#8217;integrit\u00e0 territoriale di uno Stato membro dell&#8217;Alleanza fosse minacciata, si porrebbe la questione di un&#8217;azione di terra a suo favore. Se ci\u00f2 avvenisse \u201ccon la NATO\u201d e con la giustificazione dell&#8217;articolo 5 del Trattato dell&#8217;Atlantico del Nord, sarebbe il caso pi\u00f9 favorevole e quello che la Russia vorrebbe evitare: con il sostegno delle forze americane e delle loro capacit\u00e0 chiave (spazio, cyber, C3, deterrenza, guerra elettronica), una vittoria convenzionale difensiva sarebbe senza dubbio possibile. Tuttavia, per fare la sua parte e onorare i suoi impegni, la Francia dovrebbe essere in grado di schierare un&#8217;unit\u00e0 militare, con tutti i suoi elementi di supporto, per molti mesi. Lo scenario sarebbe allora quello di una crisi che, pur non essendo imminente, sarebbe comunque \u201cbreve e netta\u201d, un conflitto in cui il rischio di un&#8217;escalation estrema &#8211; per quanto non si possa mai escludere del tutto &#8211; potrebbe comunque essere contenuto. In questo scenario, i leader russi dovrebbero capire rapidamente il bisogno di ritarsi per evitare il rischio di non poter nascondere all&#8217;opinione pubblica la propria sconfitta di fronte al potenziale dell&#8217;Alleanza, di gran lunga superiore al loro.\u00a0Ma questo scenario di \u201cNATO unita\u201d non \u00e8 (ahim\u00e8) pi\u00f9 l&#8217;unico da considerare. \u00c8 perfettamente possibile, vista l&#8217;evoluzione della politica americana, che i timori francesi espressi da oltre 70 anni siano finalmente giustificati, ponendo Parigi in una situazione di \u201cvittoria morale\u201d, ma anche con le spalle al muro. Dopo essersi schierata a favore di una difesa europea pi\u00f9 autonoma in caso di default americano, la Francia dovr\u00e0 ora assumersi le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ipotesi che l&#8217;Europa si assuma la responsabilit\u00e0 esclusiva di tentare di contrastare l&#8217;aggressione russa contro parte del suo territorio nel contesto di una crisi ibrida prolungata \u00e8 un vero grattacapo. A parte l&#8217;aspetto diplomatico, che consisterebbe nel creare e soprattutto mantenere nel tempo una coalizione di volenterosi fortemente dipendente dallo stato sempre mutevole delle forze politiche europee, sarebbe soprattutto necessario sul piano militare farsi carico di una battaglia potenzialmente di lunga durata, soprattutto se la Russia, visto il fallimento (ancora una volta) della sua elusione della lotta armata, decidesse di assumere una pi\u00f9 trasparente postura offensiva dopo essersi assicurata un\u00a0<em>nihil obstat<\/em>americano. Da un impegno iniziale di pochi battaglioni, la Francia si troverebbe con una brigata dopo qualche settimana, poi una divisione dopo qualche mese, all&#8217;interno di una coalizione eterogenea che potrebbe riunire britannici, belgi, baltici, polacchi, cechi, scandinavi, canadesi&#8230; Ma sicuramente senza la Germania, al mento in maniera diretta, o la maggior parte dei Paesi dell&#8217;Europa occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prime bare di militari francesi che attraversano il ponte dell&#8217;Alma a Parigi susciterebbero un&#8217;intensa emozione, ma non si parviene alla soglia nucleare per 10 morti. E per 100, o per 1.000? Mille morti militari &#8211; professionisti e non &#8211; per la Francia sarebbero immensi, ma molto pochi rispetto alla storia o a quelli ipotizzati durante la Guerra Fredda, soprattutto se questa cifra viene raggiunta dopo sei mesi o un anno di impegno puramente convenzionale il quale, dopo qualche mese, non occuperebbe pi\u00f9 il centro della scena di un panorama mediatico volatile. A parte il fatto che, alla fine di quell&#8217;anno, l&#8217;esercito francese faticherebbe a rigenerare una forza che avrebbe perso circa 4.000 uomini (con un rapporto di tre feriti per un morto) e centinaia di veicoli, la sua deterrenza avrebbe poco peso nel conflitto: si proteggerebbe da qualsiasi minaccia nucleare al nostro territorio nazionale, e probabilmente si proteggerebbe anche da massicci attacchi convenzionali sulla Francia metropolitana, ma avrebbe poca credibilit\u00e0 nel costringere Mosca&#8230; A fare cosa, comunque? A &#8220;rivelare le sue intenzioni&#8221;?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun\u00a0Presidente francese\u00a0sarebbe credibile nell&#8217;annunciare ai suoi avversari, ai suoi alleati o al mondo intero che considera la sopravvivenza dell&#8217;integrit\u00e0 del territorio estone una questione di interesse vitale che giustifica un \u201cultimo avvertimento\u201d sotto forma di lancio di una o pi\u00f9 armi da 300 chilotoni, rompendo un tab\u00f9 nucleare che risale a pi\u00f9 di 80 anni fa. Invece la Russia, avrebbe vita facile a ricordarci, soprattutto in caso di sconfitta sul campo di battaglia, che dispone di mezzi nucleari tattici che potrebbe decidere di utilizzare, anche sul proprio territorio, per annientare le basi avversarie o le forze della coalizione europea, pur sostenendo che una guerra nucleare rimane impossibile da vincere e deve essere evitata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Le prime bare di militari francesi che attraversano il ponte dell&#8217;Alma a Parigi susciterebbero un&#8217;intensa emozione, ma non si parviene alla soglia nucleare per 10 morti. E per 100, o per 1.000? <\/p><cite>St\u00e9phane Audrand<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma anche nel caso in cui la Russia violasse il tab\u00f9 nucleare su un campo di battaglia che porterebbe alla morte di diverse migliaia di soldati europei, sarebbe credibile, ancora una volta, impegnare il nucleo della deterrenza nel suo formato attuale per contrastare questa minaccia? La risposta piuttosto candida di Emmanuel Macron, secondo cui non ci sarebbe alcuna risposta nucleare francese a un ipotetico attacco nucleare russo all&#8217;Ucraina nel 2022, solleva almeno dei dubbi, e quando si parla di deterrenza, la volont\u00e0 di un leader \u00e8 importante almeno quanto la credibilit\u00e0 del suo arsenale. Una delle ragioni principali di questa difficolt\u00e0 \u00e8 che il deterrente francese non ha una vera e propria \u201cgradazione\u201d nel suo concetto di utilizzo e nel suo arsenale. Dalla scomparsa della componente terrestre e della Forza Aerea Tattica, la sua scala manca dei pioli necessari per affrontare crisi importanti ma non esistenziali, troppo gravi per essere ignorate ma troppo remote per pensare di affrontare la minaccia radicale della distruzione reciproca assicurata. \u00c8 vero che, con il missile ASMP-A, le Forze Aeree Strategiche (FAS) dispongono ancora di una capacit\u00e0 aerea che consente di effettuare attacchi pi\u00f9 \u201cmisurati\u201d rispetto alla SNLE, ma il loro ruolo \u00e8, come suggerisce il nome, eminentemente strategico e il loro coinvolgimento invierebbe un segnale chiaro: la Francia sta lanciando il suo allarme nucleare, \u00e8 pronta a spingersi fino all&#8217;estremo, cosa che non sarebbe necessariamente vero, anzi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una deterrenza nucleare francese su scala europea: \u201crisposta flessibile\u201d, \u201cdeterrenza integrata\u201d, \u201carsenale\u00a0bis\u201d<\/h2>\n\n\n\n<p>Il destino della deterrenza nucleare francese \u00e8 senza dubbio, come qualcuno ha giustamente scritto, quello di non essere, in futuro, pi\u00f9 \u201cchimicamente puro\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-26914' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/#easy-footnote-bottom-15-26914' title='Yannick Pinc\u00e9, &amp;#8220;&lt;a href=&quot;https:\/\/lerubicon.org\/defense-europeenne-vers-la-fin-dune-dissuasion-francaise-chimiquement-pure\/#:~:text=Dans%20le%20tome%20IV%20de,a%20conduit%20d%C3%A9bute%20d%C3%A8s%201945.&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;noreferrer noopener&quot;&gt;D\u00e9fense europ\u00e9enne : vers la fin d\u2019une dissuasion fran\u00e7aise \u00ab chimiquement pure ?&lt;\/a&gt;&amp;#8220;, &lt;em&gt;Le Rubicon&lt;\/em&gt;, maggio 2024.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>, sia in termini di isolamento dell&#8217;arma nucleare dal confronto convenzionale, ma anche in termini di idea che quest&#8217;arma sar\u00e0 un deterrente in ogni circostanza. Come abbiamo visto, il concetto francese era pertinente quando la minaccia era forte, vicina e doveva essere attuata in modo brutale ed esistenziale. In queste condizioni, c&#8217;era una logica reale nel rifiutare il principio stesso di una guerra convenzionale (al di l\u00e0 di un breve shock) e nell&#8217;affidarsi alla promessa di reciproco annientamento per fermare l&#8217;aggressione sull&#8217;orlo del baratro. Le dichiarazioni francesi riguardanti il suo vicino confine estero (la Repubblica Federale Tedesca) potevano essere credibili, perch\u00e9 anche in questo caso erano molto vicine al territorio nazionale e coinvolgevano un corpo di battaglia di coscritti. Ma l&#8217;estensione di un \u201combrello\u201d nucleare francese all&#8217;Europa centrale e orientale, alla nostra profondit\u00e0 strategica, non pu\u00f2 essere ottenuta con la stessa dottrina o lo stesso arsenale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratta solo di una questione di numero di armi o di formato degli attuali componenti, ma piuttosto di rivedere il concetto centrale delle armi nucleari francesi. L&#8217;esempio americano delle garanzie all&#8217;Europa \u00e8 illuminante: dopo i primissimi anni della Guerra Fredda e non appena \u00e8 esistito il rischio di annientamento reciproco, \u00e8 apparso chiaro che gli Stati Uniti non sarebbero stati necessariamente disposti a rischiare la propria sopravvivenza se avessero potuto sperare, senza sconfessare i propri alleati, di contenere un conflitto sul continente europeo. Di conseguenza, le forze convenzionali assunsero un&#8217;importanza sempre maggiore e, per evitare qualsiasi disaccoppiamento in caso di attacco nucleare sovietico limitato al continente europeo, gli Stati Uniti si dotarono di mezzi a raggio limitato per offrire una garanzia credibile di una risposta nucleare dall&#8217;Europa che non avrebbe coinvolto il cuore della triade che protegge il Nord America. Questo esempio pu\u00f2 servire da guida per pensare al futuro di una forma di deterrente nucleare francese a beneficio dell&#8217;Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, ci\u00f2 significherebbe iniziare ad ammettere che Berlino, Varsavia o Tallinn non saranno mai Parigi. Non c&#8217;\u00e8 disprezzo o abbandono in questa osservazione, ma solo la lucida constatazione che l&#8217;attuale organizzazione dell&#8217;Europa in Stati nazionali si basa su una realt\u00e0 di comunit\u00e0 nazionali che, pur essendo vicine, solidali e amiche, non sono tuttavia n\u00e9 fungibili n\u00e9 destinate a sacrificarsi l&#8217;una all&#8217;altra. Ma possono condividere la loro difesa, e la maggior parte di esse lo fa gi\u00e0 all&#8217;interno della NATO. Per essere credibile, una garanzia nucleare francese deve rispettare questa realt\u00e0, ma anche l&#8217;ordine nucleare globale e la sua chiave di volta, il Trattato di non proliferazione. \u00c8 quindi fuori discussione sia trasferire armi nucleari \u201cin Europa\u201d sia incoraggiare la proliferazione nazionale in altri Paesi europei.<\/p>\n\n\n\n<p>La credibilit\u00e0 primaria del deterrente nucleare francese a beneficio di un&#8217;Europa che \u00e8 stata almeno in parte \u201cabbandonata\u201d dall&#8217;alleato americano richiede quindi il rafforzamento delle forze convenzionali francesi. Non per ricreare un corpo di leva sacrificale, ma per mettere a disposizione dell&#8217;Alleanza, come Parigi si \u00e8 impegnata a fare, forze terrestri di dimensioni sufficienti (una divisione con relativo braccio aereo e supporto navale), che possano essere sostenute e aumentate\u00a0<em>nel tempo ,\u00a0nonostante pesanti perdite<\/em>. Ci\u00f2 richiede uno sforzo non solo in termini di capacit\u00e0 e industria, ma anche in termini di risorse umane. Non nella forma di una leva obbligatoria, ma piuttosto in quella di un aumento volumetrico della riserva operativa, sia in termini di numero che di giorni annuali di attivit\u00e0. Se, come ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Esercito francese, prima di pensare al volume bisogna pensare alla coerenza, non possiamo evitare di pensare ai numeri e alle perdite. Questo sforzo \u00e8 complementare al rafforzamento della difesa aerea e missilistica o all&#8217;acquisizione di capacit\u00e0 di attacco convenzionale in profondit\u00e0, che garantirebbero anche in questo caso una maggiore flessibilit\u00e0 per gestire un&#8217;escalation con la Russia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo anche essere pronti a compiere questo sforzo nel lungo periodo. Se un eventuale conflitto tra la Russia e l&#8217;Europa sarebbe indubbiamente molto meno violento rispetto alle ipotesi del 1964-1991, sarebbe indubbiamente pi\u00f9 lungo e peserebbe su forze pi\u00f9 piccole che devono guadagnare in profondit\u00e0 temporale oltre che in coerenza e massa. Essere in grado non di dire, ma di dimostrare ai nostri alleati e ai nostri avversari che \u201cci saremo, numerosi, nel lungo periodo\u201d \u00e8 la prima condizione per essere credibili e dissuasivi. E poter prevedere di sventare l&#8217;aggressione russa con mezzi puramente convenzionali \u00e8 diventato possibile e del tutto auspicabile. Allo stato attuale, finch\u00e9 dura almeno la garanzia nucleare degli Stati Uniti per l&#8217;Europa, \u00e8 possibile lasciare le cose come stanno: la deterrenza francese su scala europea, finch\u00e9 Washington rimane affidabile agli occhi dei nostri alleati, non \u00e8 probabilmente un&#8217;opzione. Tuttavia, gli Stati Uniti potrebbero volersi ritirare o astenere in caso di crisi convenzionale, ma mantenere una forma di garanzia nucleare come ultima risorsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa succederebbe se gli Stati Uniti \u201cse ne andassero\u201d o se alcuni Paesi europei ammettessero, come la Francia, che la loro garanzia nucleare potrebbe essere incerta? Bruno Tertrais aveva\u00a0accennato a questa prima possibilit\u00e0 in queste pagine (articolo in <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2024\/03\/11\/nucleaire-face-a-poutine-une-dissuasion-a-leuropeenne-conversation-avec-bruno-tertrais\/\">versione francese<\/a>), parlando di uno \u201cscenario Trump\u201d, che porterebbe all&#8217;interruzione deliberata del legame nucleare transatlantico. La seconda fase di credibilit\u00e0 consisterebbe allora nell&#8217;avere, come gli euromissili, una forma di &#8220;arsenale bis&#8221;, separato dal nucleo di deterrenza nazionale, che sarebbe ancora basato sul tandem FAS-FOST (Forces A\u00e9riennes Strat\u00e9giques-Force oc\u00e9anique strat\u00e9gique). Centrato su una componente terrestre (missili balistici e da crociera su trasporto con lanciatore-erettore), questo arsenale di poche decine di armi potrebbe essere basato interamente al di fuori della Francia, in Paesi partner volenterosi, tramite accordi bilaterali con Parigi, simili a quelli che attualmente consentono l&#8217;installazione di armi nucleari americane in Europa. Si presupporrebbe una capacit\u00e0 a doppio veicolo, il che \u00e8 meno problematico per le forze non strategiche (dopo tutto, un Rafale \u00e8 gi\u00e0 un \u201cdoppio veicolo\u201d), e queste forze potrebbero sia contribuire agli attacchi convenzionali in profondit\u00e0 sia consentire un&#8217;escalation nucleare \u201cnon strategica\u201d se la Russia volesse muoversi in quest&#8217;area. Questo &#8220;arsenale bis&#8221;, che rimarrebbe di propriet\u00e0 della Francia sotto il suo controllo esclusivo per rispettare il Trattato di non proliferazione, offrirebbe, in caso di crisi, una preziosa rassicurazione collettiva e una tappa intermedia nel dialogo nucleare, in grado di rispondere alle armi nucleari tattiche russe impegnate contro le forze francesi o il territorio dei suoi alleati senza che le sue opzioni siano limitate a \u201cl&#8217;M51 o niente\u201d. Naturalmente, il costo di questo ripristino della componente terrestre non sarebbe trascurabile e sarebbe auspicabile che i Paesi che ne beneficiano possano contribuire in un modo o nell&#8217;altro a sostenere questo onere comune, sempre senza violare il quadro di non proliferazione. La separazione di questo arsenale dal resto delle forze di dissuasione faciliterebbe questa questione di finanziamento.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultimo elemento di credibilit\u00e0, quello che in realt\u00e0 \u00e8 il fondamento di tutti gli altri, sarebbe un&#8217;evoluzione della dottrina e del pensiero strategico francese, per allinearlo alle questioni europee e al livello della minaccia. Ancora una volta, si tratta di difendere in modo credibile una profondit\u00e0 strategica che non \u00e8 nazionale, senza affermare falsamente che la sua integrit\u00e0 \u00e8 \u201cvitale\u201d per noi. Tenere conto dell&#8217; \u201carsenale bis\u201d significherebbe costruire una dottrina che sarebbe sempre dissuasiva e difensiva. La Francia pu\u00f2 e deve continuare a rifiutare il principio della \u201cbattaglia\u201d nucleare strategica. Ma pu\u00f2 anche accettare che alcune armi nucleari a basso rendimento possano essere utili, separatamente dalle forze strategiche, per contrastare il rischio che la Russia utilizzi tali armi, in particolare se vedesse le sue forze convenzionali crollare di fronte all&#8217;Alleanza e volesse, soprattutto per ragioni di politica interna, ribaltare la situazione per evitare la sconfitta, combinando l&#8217;uso militare di armi nucleari tattiche con una santuarizzazione aggressiva attraverso una minaccia nucleare strategica. La risposta \u201cflessibile\u201d dell&#8217; &#8220;arsenale bis&#8221; arsenale francese nel quadro di una deterrenza europea \u201cintegrata\u201d, coesistente con la propria santuarizzazione strategica, avrebbe cos\u00ec sconfitto questa opzione russa &#8211; dissuadendola &#8211; e preservato quello che sarebbe rimasto il nucleo della risposta alleata, l&#8217;azione difensiva convenzionale. In definitiva, la Francia avrebbe preservato sia gli alleati che la propria libert\u00e0 d&#8217;azione, che \u00e8 uno dei vantaggi pi\u00f9 preziosi della deterrenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La Francia pu\u00f2 e deve continuare a rifiutare il principio della \u201cbattaglia\u201d nucleare strategica. Ma pu\u00f2 anche accettare che alcune armi nucleari a basso rendimento possano essere utili, separatamente dalle forze strategiche, per contrastare il rischio che la Russia utilizzi tali armi.<\/p><cite>St\u00e9phane Audrand<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Certo, queste riflessioni si basano su ipotesi che ad alcuni possono sembrare remote o impensabili, eterodosse o addirittura eretiche. La pi\u00f9 insopportabile per la maggior parte dei nostri alleati sarebbe il ritiro della garanzia americana o il suo indebolimento terminale. Eppure, nel 2024, questo rischio non \u00e8 mai stato cos\u00ec alto dal 1947, e la situazione di conflitto in Europa non \u00e8 mai stata cos\u00ec accesa dalla fine degli anni Settanta. Se vogliamo evitare sia la guerra che la sottomissione, come abbiamo fatto contro l&#8217;URSS, dobbiamo sviluppare una nuova postura difensiva coerente e credibile. La deterrenza francese ha svolto magistralmente questo ruolo ambiguo all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza fino alla caduta del Muro di Berlino, quando la minaccia era a 300 km dai suoi confini. Ora che \u00e8 a 1.500 chilometri di distanza, dobbiamo ripensare il nostro intero modello di forze e la nostra dottrina di deterrenza, in primo luogo per recuperare una capacit\u00e0 convenzionale credibile che sar\u00e0 sufficiente finch\u00e9 la protezione americana dell&#8217;Europa sar\u00e0 credibile, e poi per iniziare a pensare al formato e alla dottrina che potrebbero permetterci di offrire all&#8217;Europa una forma credibile di garanzia estesa di sicurezza nucleare. In caso contrario, questo potrebbe contribuire ad incoraggiare alcuni Paesi europei a cercare autonomamente una propria deterrenza, rilanciando cos\u00ec i rischi di proliferazione nel cuore del continente. Naturalmente, in un momento in cui la Francia attraversa difficolt\u00e0 di bilancio croniche, questo dibattito richiede scelte e, senza dubbio, rinunce che devono essere affrontate con coscienza, non dalle forze armate o dalla tecnostruttura, ma dalla classe politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra in Ucraina ha aperto un nuovo contesto strategico e ha stabilito un nuovo modello per i conflitti aggressivi che la Russia potrebbe scatenare in futuro contro l&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;Europa si prepara a entrare nella seconda era Trump, la Francia deve trovare il modo di evitare sia la guerra che la sottomissione.<\/p>\n","protected":false},"author":29021,"featured_media":26895,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1617],"tags":[],"staff":[2285],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-26914","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-guerra","staff-stephane-audrand","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Di fronte a Putin e dopo l&#039;elezione di Trump: verso un modello di deterrenza nucleare francese su scala europea? - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/22\/di-fronte-a-putin-e-dopo-lelezione-di-trump-verso-un-modello-di-deterrenza-nucleare-francese-su-scala-europea\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Di fronte a Putin e dopo l&#039;elezione di Trump: verso un modello di deterrenza nucleare francese su scala europea? - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La guerra in Ucraina ha aperto un nuovo contesto strategico e ha stabilito un nuovo modello per i conflitti aggressivi che la Russia potrebbe scatenare in futuro contro l&#039;Europa.  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