{"id":2664,"date":"2021-09-07T10:31:04","date_gmt":"2021-09-07T09:31:04","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2664"},"modified":"2021-09-07T15:53:44","modified_gmt":"2021-09-07T14:53:44","slug":"ai-piedi-del-vulcano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/09\/07\/ai-piedi-del-vulcano\/","title":{"rendered":"Ai piedi del vulcano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Ercolano, ai piedi del Vesuvio, \u00e8 una delle ultime zone d\u2019Europa dove i ceti popolari resistono a vivere nel cuore di un centro urbano edificato molti secoli fa. Vivono esattamente dove erano vissuti i loro antenati, fin dagli inizi dell\u2019et\u00e0 borbonica. Lungo i vicoli ricavati fra le case del diciottesimo secolo le anziane siedono chiacchierando sulle porte di strada. Gli adolescenti sfrecciano in motorino sui selciati di pietra. Vivono tutti, letteralmente, sopra l\u2019antica Ercolano distrutta da un\u2019eruzione un paio di millenni fa: in parte le rovine sono ancora visibili affacciandosi alle finestre degli appartamenti di oggi, in parte restano sepolte i soggiorni e le camere da letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto ai tempi dell\u2019impero romano, di soldi ne girano pochi. Ma gli ercolanesi sanno ancora correre un rischio calcolato &#8211; e sanno calcolarlo bene: sono fra i pochissimi nella provincia napoletana ad aver trovato la forza di ribellarsi alle gang criminali, gente che spesso \u00e8 cresciuta con loro fin dai banchi di scuola. Hanno fatto arrestare i vecchi compagni di classe, i vicini di casa, gli amici dei figli. Negli ultimi anni le denunce dei commercianti hanno portato a mezzo migliaio di condanne per mafia. \u00c8 finito in carcere un abitante di Ercolano ogni cento. \u00c8 stato condannato all\u2019ergastolo un abitante ogni mille.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, qui non si respira il clima di oppressione tipico di certe periferie del Mezzogiorno. Eppure la seconda idea che pu\u00f2 attraversare la mente del passante venuto da fuori \u00e8 leggermente diversa: \u201cForse sono in trappola\u201d. Va bene, non c\u2019\u00e8 ragione per cui il vulcano debba esplodere proprio adesso; ma se succede? Perch\u00e9 forse non sar\u00e0 oggi, sar\u00e0 la settimana prossima, tra un anno o magari tra mille anni. Ma quel momento deve arrivare.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale \u2013 un organismo del governo italiano \u2013 spiega che il Vesuvio al suo interno \u00e8 strutturato come un\u2019architettura concava composta da una successione di camere ricolme di magma; queste ultime vengono alimentate periodicamente da una massa di materiale a milleduecento gradi di temperatura, che risale da grandi profondit\u00e0 verso la superficie. \u201cTale volume, se emesso nel corso di una singola eruzione altamente energetica, potrebbe dare luogo a un\u2019eruzione esplosiva simile a quella del 1631\u201d, scrive l\u2019Istituto superiore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Durante quell\u2019episodio di quattro secoli fa, la montagna espulse un centinaio di milioni di metri cubi di lava \u2013 pari alla met\u00e0 del materiale accumulato negli ultimi settantacinque anni \u2013 uccidendo quattromila persone e lasciandone senza casa pi\u00f9 di quarantamila. La citt\u00e0 ne usc\u00ec semidistrutta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora si \u00e8 continuato a costruire e a vivere in zone senza speranza, se e quando il vulcano si risveglier\u00e0 in un\u2019eruzione esplosiva. Lo si \u00e8 fatto perch\u00e9 era comodo, era efficiente. Perch\u00e9 si era sempre fatto cos\u00ec. Il centro di Ercolano \u00e8 a otto chilometri in linea d\u2019aria dalla bocca del vulcano e intorno alle pendici della montagna vivono oggi settecentomila persone, pi\u00f9 che in qualunque momento nella storia degli ultimi millenni. Questo fa s\u00ec che il Vesuvio sia ritenuto oggi dagli esperti il vulcano pi\u00f9 temibile al mondo. E non soltanto per l\u2019esplosione che potrebbe prodursi fra quattrocento o fra mille anni, o magari il mese prossimo, ma per l\u2019instabilit\u00e0 che \u00e8 insita nel vivere qui. Nel 1998 una serie di colossali colate di fango tipiche delle fiancate vulcaniche uccise 160 persone in cinque diversi centri abitati. Dieci ore <em>dopo<\/em>, l\u2019assessore all\u2019ambiente della regione Campania invi\u00f2 un fax ai sindaci della zona in cui prevedeva la possibilit\u00e0 di eventi catastrofici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"690\"\n        data-pswp-height=\"1038\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1-330x496.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000010-scaled-e1631004138187-690x1038-1-125x188.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9CATERS NEWS AGENCY\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Logico come Wall Street<\/h2>\n\n\n\n<p>Quell\u2019assessore non era necessariamente meno bravo di noi nel leggere il futuro. Perch\u00e9 se ci pensiamo un attimo, Ercolano siamo noi. Tutti noi esemplari del genere umano in questo secolo nel quale la storia procede da una frattura all\u2019altra.&nbsp;Noi siamo altrettanto incapaci, come gli abitanti di Ercolano, di soppesare e anticipare; siamo altrettanto ciechi, proni al fatalismo, disposti a liquidare la complessit\u00e0 della vita sociale in pochi racconti fatti per semplificare e darci l\u2019illusione di comprendere e poter controllare; restiamo altrettanto ostinati nel rifiutare una valutazione razionale del nostro stato di cose e altrettanto dediti a scambiare l\u2019utilit\u00e0 e la comodit\u00e0 del presente con la fragilit\u00e0 nel futuro. Pretendiamo di avere le prime \u2013 utilit\u00e0, comodit\u00e0, efficienza immediata \u2013 ma non ci occupiamo della seconda che quelle portano con s\u00e9. Per questo di fronte agli ercolanesi sarebbe un po\u2019 troppo facile cavarsela con una battuta folkloristica sulla napoletanit\u00e0, come se stessimo parlando di una specie umana fatta di una pasta diversa. No: loro sono noi, abitanti di un secolo nel quale la ricerca della massima efficienza, o della massima popolarit\u00e0 nel tempo pi\u00f9 breve, porta con s\u00e9 dosi non misurabili di incertezza radicale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Perch\u00e9 se ci pensiamo un attimo, Ercolano siamo noi. Tutti noi esemplari del genere umano in questo secolo nel quale la storia procede da una frattura all\u2019altra.&nbsp;<\/p><cite>federico fubini<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 in fondo, in cosa i comportamenti degli abitanti del Vesuvio sarebbero diversi da quelli del resto del pianeta, almeno nell\u2019approccio? Costruire a Ercolano, accanto alle case devastate dell\u2019epoca di Plinio il Vecchio, \u00e8 logico esattamente come ritirare le forze occidentali dall\u2019Afghanistan, mentre i talebani avanzano di fronte a un esercito nazionale allo sfascio, continuando a pensare che la caduta di Kabul non sia imminente. Lo \u00e8 come uscire da una crisi di debito e accumulazione di rischio finanziario lasciando crescere ancora e ancora il debito e il rischio finanziario. Lo \u00e8 come continuare a edificare a velocit\u00e0 mai viste nella storia umana megalopoli di decine di milioni di abitanti \u2013 in Africa, in Asia sudorientale, in America Latina \u2013 che invadono l\u2019ambiente circostante, rendono pi\u00f9 probabili i fenomeni di zoonosi o l\u2019innesco di epidemie come sono state la Sars fra il 2002 e il 2004, la febbre suina nel 2009-2010, la febbre mediorientale dal 2012, l\u2019aviaria dal 2013, Ebola che divampa in Africa occidentale nel 2014, Zika in America Latina nel 2015, fino a quando l\u2019ultima della serie \u2013 Covid-19 \u2013 sfugge al controllo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Edificare sulla lava di una citt\u00e0 gi\u00e0 distrutta due volte \u00e8 razionale come continuare ad aumentare le emissioni da combustibili fossili, sapendo che il pianeta si surriscalda sempre di pi\u00f9 e sta perdendo il suo equilibrio. O magari scopriremo che vivere lungo la circumvesuviana non \u00e8 pi\u00f9 miope che ammassare miliardi di terabyte di dati digitali entro infrastrutture montate tutte nello stesso luogo fisico da qualche parte in Islanda, in Groenlandia o in Virginia \u2013 il <em>cloud<\/em>, la \u201cnuvola\u201d \u2013 che un singolo attacco di un gruppo terrorista pu\u00f2 distruggere in un colpo solo, per cancellare la memoria del presente di milioni di imprese, di centinaia di milioni di donne e uomini, e il loro denaro, ormai espresso con una serie di zero e di uno in sterminati ammassi di server collocati in luoghi segreti e lontani. Certo che il<em> cloud <\/em>costa meno ed \u00e8 efficiente. E certo, il <em>cloud<\/em> ha spesso dei <em>back-up<\/em> \u2013 delle copie dei dati che per esempio <em>Amazon Web Services <\/em>permette di conservare anche in altre \u201cnuvole\u201d. Ma non sempre questo accade. I <em>back-up <\/em>costano, e in nome dell\u2019efficienza qualche operatore, da qualche parte, avr\u00e0 sicuramente deciso di \u201cottimizzare\u201d &#8211; e dunque non averne &#8211; proprio come alcune banche di Wall Street quindici anni fa avevano deciso di non assicurare i loro investimenti in mutui <em>subprime<\/em>. Esiste nella vita un arbitraggio fra l\u2019interesse immediato e la razionalit\u00e0 duratura, che fatichiamo tutti tremendamente a capire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Esiste nella vita un arbitraggio fra l\u2019interesse immediato e la razionalit\u00e0 duratura, che fatichiamo tutti tremendamente a capire.&nbsp;<\/p><cite>federico fubini<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo gli abitanti di Ercolano ci somigliano, per la loro struttura mentale, molto pi\u00f9 di quanto non sospettiamo. Oggi grazie al coraggio della cittadinanza, che ha denunciato le gang criminali, si pu\u00f2 passeggiare al crepuscolo nel centro cittadino senza timore di uno scippo o di una sparatoria. Resta una domanda: ha senso? Ha senso accumulare tutta questa densit\u00e0 di vita ai piedi di una montagna ricolma di lava? Ed \u00e8 peggio questo, o aver appaltato la produzione degli ingredienti dei nostri farmaci salvavita tutti negli stessi paesi lontani \u2013 Cina, India \u2013 che comprendiamo meno di quanto noi stessi siamo disposti ad ammettere? \u00c8 pi\u00f9 irrazionale prendere un aperitivo a Ercolano o l\u2019annuale transumanza verso Davos di qualche centinaia di esemplari umani fra i pi\u00f9 ricchi e connessi della Terra \u2013 ciascuno con il suo fumante aereo personale \u2013 per dichiararsi preoccupati del cambio climatico?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho visitato Ercolano portandomi dietro un questionario per cercare di rispondere alle mie domande. Volevo capire cosa passa per la testa dell\u2019uomo medio nell\u2019incertezza radicale che \u00e8 la condizione di questa cittadina e il marchio di fabbrica della nostra civilt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima domanda: \u201c<em>Ha mai pensato che potrebbe esserci un rischio nel vivere alle pendici di un vulcano attivo?<\/em>\u201d La risposta di un clone di Big Blue, il computer che ha battuto Garry Kasparov a scacchi, dovrebbe essere: \u201cs\u00ec, ci ho pensato spesso\u201d. Ora, sorvolo su certe reazioni che ho raccolto qua \u00e8 l\u00e0 del tipo \u201csiamo figli del Vesuvio\u201d. Sorvolo anche sulla sessantanovenne, ma gi\u00e0 bisnonna, Cira De Michele: \u201cCampammo tant\u2019anni \u2018n coppa a una bomba, ma non ci rendiamo conto perch\u00e9 <em>siamo abituati<\/em>\u201d. La signora De Michele ha capito perfettamente la trappola mentale in cui continua a cadere il genere umano in un\u2019epoca di sbalzi e strappi. Pi\u00f9 il presente prosegue uguale al passato \u2013 lei cerca di dirmi \u2013 pi\u00f9 le persone vedono il futuro come una proiezione di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto prima; lo fanno anche quando sanno che \u00e8 vero l\u2019opposto perch\u00e9 pi\u00f9 passa il tempo, pi\u00f9 \u00e8 certo che il momento del risveglio del Vesuvio si avvicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il resto per\u00f2 le risposte degli ercolanesi alla prima domanda (\u201cHa mai pensato che potrebbe esserci un rischio nel vivere alle pendici di un vulcano ancora attivo?\u201d) sono state pi\u00f9 sfumate:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\u201cSpesso\u201d \u2013 28%<\/li><li>\u201cDi rado\u201d \u2013 7,5%&nbsp;<\/li><li>\u201cMai venuto in mente\u201d \u2013 7,5%&nbsp;<\/li><li>\u201cMi \u00e8 venuto in mente, ma <em>preferisco non pensarci<\/em>\u201d \u2013 57%&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>In altri termini i due terzi degli abitanti di questa citt\u00e0 rimuovono il fenomeno naturale che si trova sopra le loro teste. Quelli che dicono di averlo ben presente sono meno di un terzo e, in effetti, circa un terzo riconosce anche (seconda domanda) di aver pensato di stipulare una polizza assicurativa a copertura dalla minaccia rappresentata dal Vesuvio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec semplice. Le principali compagnie assicurative europee non vendono alcuna copertura contro il rischio vesuviano, perch\u00e9 a loro volta le compagnie di riassicurazione si rifiutano di coprire le anche solo in parte gli assicuratori esposti su un evento potenzialmente cos\u00ec catastrofico. L\u2019ombra che stende il Vesuvio sulla popolazione sottostante semplicemente non \u00e8 ritenuta assicurabile. A nessun prezzo. Ci\u00f2 non ha impedito al mio campione di ercolanesi di rispondere con pazienza anche alla terza domanda: \u201c<em>Si \u00e8 mai chiesto se il governo dovrebbe pagarle un\u2019assicurazione contro il rischio rappresentato dal Vulcano?<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Risposte:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\u201cS\u00ec, me lo sono chiesto e penso che il governo dovrebbe farlo\u201d \u2013 49,1%<\/li><li>\u201cMe lo sono chiesto, ma non credo che il governo dovrebbe farlo\u201d \u2013 10,1%<\/li><li>\u201cMai venuto in mente\u201d \u2013 40,7%&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Mentre l\u2019ampia maggioranza degli abitanti di una citt\u00e0 rifiuta l\u2019idea che qualcosa possa andare storto, la met\u00e0 pensa comunque che lo Stato dovrebbe proteggerli e indennizzarli se succedesse. Dovrebbe metterli al riparo dalle conseguenze di un\u2019eventualit\u00e0 che essi stessi si rifiutano di contemplare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Logico? Siamo onesti. Non \u00e8 meno logico del ragionamento di molti investitori di Wall Street: dopo essersi arricchiti alimentando una colossale bolla speculativa che ha finito per innescare una recessione devastante, pretendono di essere salvati con la creazione dal nulla di decine di migliaia di miliardi di dollari da parte delle banche centrali. E non \u00e8 meno logico della totale assenza di mascherine protettive dai magazzini della Protezione civile italiana nell\u2019inverno del 2020, dopo che una successione di epidemie da zoonosi \u2013 ricordo: Sars, aviaria, suina, Mers, Ebola, Zika \u2013 poteva far pensare che qualche nuovo virus alla fine sarebbe scappato di mano. N\u00e9 la struttura mentale degli ercolanesi \u00e8 particolarmente meno razionale di quella dei massimi manager della Boeing o delle maggiori linee aeree americane, che nel pieno della recessione da coronavirus hanno rapidamente chiesto \u2013 e ottenuto \u2013 salvataggi pubblici vasti quanto le somme che avevano speso negli anni precedenti per riacquistare le loro stesse azioni. Quelle aziende avevano usato tutta la cassa, e anche qualche debito, per distribuire soldi agli azionisti facendo salire i propri titoli in borsa e con essi il valore delle stock option dei manager. Erano in linea con la maggioranza degli ercolanesi alla domanda numero uno: \u201cQualche volta mi \u00e8 venuto in mente che qualcosa pu\u00f2 andare storto, ma preferisco non pensarci\u201d; quindi nella catastrofe hanno risposto come gli abitanti di Ercolano alla domanda numero tre: \u201cCi salvi lo Stato\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"690\"\n        data-pswp-height=\"1034\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1-330x495.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000005-scaled-e1631004179317-690x1034-1-125x187.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9CATERS NEWS AGENCY\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questo \u00e8 un seme del populismo, quando l\u2019assistenza pubblica si rivela l\u2019opzione preferita delle maggioranze di fronte a un rischio che ci eravamo rifiutati di considerare. Ma nella vita reale esistono disastri dai quali non ci pu\u00f2 proteggere del tutto neanche lo Stato pi\u00f9 efficiente; evacuare settecentomila persone durante da un vulcano che esplode potrebbe essere impossibile. Lo \u00e8 anche mettere al riparo l\u2019intera popolazione da tutte le conseguenze di una pandemia o di una crisi finanziaria internazionale. La conseguenza \u00e8 che, se avevamo pensato che il governo avrebbe risolto tutti i nostri problemi, saremo inevitabilmente delusi. Allora il prossimo passo sar\u00e0 odiare lo Stato, le \u201c\u00e9lite\u201d, l\u2019\u201cestablishment\u201d, e diventare seguaci di chi predica questo odio.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Questo \u00e8 un seme del populismo, quando l\u2019assistenza pubblica si rivela l\u2019opzione preferita delle maggioranze di fronte a un rischio che ci eravamo rifiutati di considerare. <\/p><cite>federico fubini<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quattro secoli e quarant\u2019anni<\/h2>\n\n\n\n<p>Ora, naturalmente il mio sondaggio su un centinaio di abitanti vesuviani non \u00e8 infallibile, tutt\u2019altro; ammetto che l\u2019ho prodotto e eseguito artigianalmente. Ma almeno getta un fascio di luce su come <em>non<\/em> funziona la mente umana in questo mondo fatto di reti in tensione e nodi che trasmettono e amplificano e propagano ogni onda d\u2019urto nei diversi campi dell\u2019agire sociale. Palesemente, centinaia di migliaia di anni di evoluzione non hanno modellato il cervello umano perch\u00e9 sapesse orientarsi in un sistema che procede per traumi, sbalzi e contaminazioni fra dimensioni diverse. Restiamo organizzati per pensare lungo processi lineari, anche adesso che abbiamo costruito un mondo altamente non-lineare nella sua complessit\u00e0, connettivit\u00e0, fragilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In s\u00e9, ovviamente, il procedere per sbalzi \u00e8 sempre esistito nella storia, anche se di rado si \u00e8 visto un susseguirsi di discontinuit\u00e0 diverse nello spazio di un\u2019unica generazione. La peste nera arriv\u00f2 in Europa nel 1347 dal deserto del Gobi e nel giro di tre o quattro anni aveva gi\u00e0 ucciso un terzo della popolazione. E i nostri padri e nonni che hanno vissuto la prima met\u00e0 del \u2018900 hanno partecipato a una serie interminabile di sconvolgimenti. No, la velocit\u00e0 del cambiamento non \u00e8 una prerogativa solamente del ventunesimo secolo. Ma se si prende un punto di osservazione a diecimila metri dal suolo, il panorama della storia materiale che ci si presenta per lo pi\u00f9 \u00e8 quello di una trasformazione cos\u00ec lenta da risultare impercettibile da chi vi viveva dentro. L\u2019esperienza delle generazioni che ci hanno preceduto non ci ha preparato a gestire psicologicamente ci\u00f2 che poco prima sembrava impensabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019anno uno all\u2019anno 1300, il tasso medio annuo di crescita del reddito in gran parte d\u2019Europa fu dello 0,08% (secondo il Maddison Project Database). Per quasi un millennio e mezzo, nell\u2019arco della vita un \u201ceuropeo\u201d medio provava solitamente l\u2019esperienza di un aumento della produzione nella sua citt\u00e0 o nel suo villaggio simile a quello che oggi gran parte degli abitanti del pianeta raggiungono in dodici mesi. E dal 1301 al 1936, la crescita media pro-capite fu di appena lo 0,1% all\u2019anno. Ora, confrontate questo retroterra con quello che \u00e8 successo nei quarant\u2019anni fino allo scoppio della bolla dei <em>subprime:<\/em> il reddito dell\u2019europeo medio in quest\u2019ultimo periodo \u00e8 cresciuto pi\u00f9 del doppio di quanto non sia riuscito a fare in tutti i secoli dall\u2019esilio di Dante da Firenze alla vigilia della seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto al cinese medio, il suo livello del reddito nel 1970 era uguale a quello di quattro secoli prima; quarant\u2019anni dopo, si era gi\u00e0 moltiplicato per dieci. La percezione della realt\u00e0 e l\u2019intero cervello umano sono tarati su una sostanziale persistenza multi-millenaria del mondo circostante. Eppure, oggi ci \u00e8 richiesto di accettare e saper gestire nel corso della nostra vita profondi e ricorrenti cambiamenti materiali, tecnologici, finanziari, ambientali o sanitari. Forse \u00e8 per questo che, istintivamente, continuiamo a sperare che il futuro sia una prosecuzione del passato in altra veste e ci sentiamo persi quando le fratture del ventunesimo secolo innescano i loro processi di amplificazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La percezione della realt\u00e0 e l\u2019intero cervello umano sono tarati su una sostanziale persistenza multi-millenaria del mondo circostante. Eppure, oggi ci \u00e8 richiesto di accettare e saper gestire nel corso della nostra vita profondi e ricorrenti cambiamenti materiali, tecnologici, finanziari, ambientali o sanitari. <\/p><cite>federico fubini<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come scrive Angel Ubide, il cervello umano non \u00e8 preparato a gestire le novit\u00e0: ha bisogno di uno spartito che lo aiuti a orientarsi. Non si sa adattare a ci\u00f2 che non vede, tanto \u00e8 vero che il buio ci mette paura; soprattutto non comprende i processi che non siano lineari anche quando sarebbero prevedibili \u2013 per esempio, la progressione esponenziale di un contagio \u2013 finendo per generare una reazione psicologica autoimmune fondata sul panico. Ma il panico, a sua volta, comporta l\u2019innesco di sempre nuovi circuiti non-lineari e dunque costi esponenziali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mezzo milione di dollari, impiegato da Al Qaeda nel 2001 per addestrare liberamente sul suolo americano i suoi terroristi alla guida di un aereo, ha portato negli anni seguenti il governo degli Stati Uniti a spendere tremilatrecento miliardi nella sua risposta: sette milioni per ogni dollaro \u201cinvestito\u201d da Osama Bin Laden, oltre a due guerre in cui sono morti settemila soldati americani e probabilmente settecentomila fra civili e combattenti in Iraq e in Afghanistan. Ciascuna delle vittime dell\u2019undici settembre si \u00e8 portata dietro nella propria scia 2.300 morti violente negli anni seguenti. E tutto questo, naturalmente, prima che l\u2019Afghanistan fosse riconsegnato esattamente alle stesse forze che avevano nutrito e protetto Al Qaeda.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre del 2008 il fallimento di Lehman Brothers, una banca con 26 mila dipendenti, ha contribuito in maniera decisiva alla distruzione di almeno dieci milioni di posti di lavoro. E il salto di specie di un virus un certo giorno del 2019, nella nona citt\u00e0 pi\u00f9 popolata della Cina, ha distrutto centinaia di milioni di posti di lavoro e ha innescato una catastrofe economica globale che ha pochissimi paragoni in tempo di pace.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure noi ignoriamo il rischio finch\u00e9 quello non ci si para davanti, impedendoci di vedere e capire qualunque altra cosa. O forse non abbiamo ancora, noi uomini di questa epoca, un\u2019architettura mentale che corrisponda alla struttura delle incertezze insite nel nostro modo di vivere. Abbiamo creato un contesto di rischio sistemico acuto, nel quale ci muoviamo ogni giorno, ma intanto abbiamo lasciato crescere in noi un rifiuto radicale dell\u2019incertezza. Non riusciamo ad accettarla in nessuna misura e questo ci blocca, perch\u00e9 esiste un\u2019incompatibilit\u00e0 strisciante fra il tipo di sistema che abbiamo costruito e lo stato mentale nel quale vogliamo viverci dentro.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Abbiamo creato un contesto di rischio sistemico acuto, nel quale ci muoviamo ogni giorno, ma intanto abbiamo lasciato crescere in noi un rifiuto radicale dell\u2019incertezza. <\/p><cite>federico fubini<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo stesso concetto di \u201crischio di coda\u201d va rivisto. Nei mercati finanziari si descrive cos\u00ec l\u2019ipotesi che si verifichi un evento eccezionale, qualcosa che gli analisti situano nella \u201ccoda\u201d di una distribuzione statistica. Immaginate un grafico che rappresenti una curva a forma di campana, dove la parte pi\u00f9 alta al centro contiene gli esiti considerati probabili, gli eventi che si ripetono regolarmente; le parti laterali in basso a destra e a sinistra invece sono gli eventi rari ed eccezionali. Nella parte alta al centro del grafico a campana il Titanic parte da Queenstown, Irlanda, l\u201911 aprile 1912 e attracca tranquillamente a New York. Nella \u201ccoda\u201d il Titanic sbatte contro un iceberg al largo dell\u2019isola Terranova il 14 aprile, e va a picco. Uno scenario che si trovava in un punto estremamente basso nella distribuzione delle probabilit\u00e0 ma ha conseguenze estremamente grandi se si verifica viene descritto cos\u00ec: rischio di coda. Ma coda di cosa? Coda di un settore, di un solo silos dell\u2019agire umano. \u201cCoda\u201d d\u00e0 la sensazione che se ne stia dietro, sia bassa, sia piccola rispetto al resto del corpo. Ma qual \u00e8 il corpo? Dunque coda di cosa?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"690\"\n        data-pswp-height=\"1038\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1-330x496.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000006-scaled-e1631004352160-690x1038-1-125x188.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9CATERS NEWS AGENCY\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Sempre di pi\u00f9, il sistema globale \u00e8 composto di molti corpi, molti silos interconnessi per canali visibili e invisibili, compresi e meno compresi. Chi immaginava che un evento impercettibile a Wuhan \u2013 ancora avvolto nel mistero&nbsp; \u2013 potesse condurre ai primi prezzi del petrolio negativi della storia? Gli <em>spillover<\/em>, i debordamenti potenzialmente catastrofici da un settore all\u2019altro dell\u2019agire umano sono innumerevoli e i silos, ciascuno con il proprio rischio \u201cdi coda\u201d, sono moltissimi. In ciascuno singolarmente preso la probabilit\u00e0 di un evento estremo \u00e8 bassa, ma essa oggi va moltiplicata per quindici o per venti o per quanti sono i silos interconnessi da fili pi\u00f9 o meno sotterranei: finanza, migrazioni, clima, biodiversit\u00e0, reti e archivi digitali, pandemie, populismo, rivoluzioni, guerre, commercio e protezionismo, reti elettriche, incidenti nucleari, un terremoto nel luogo in cui \u00e8 concentrato il 90% di un certo tipo di semiconduttori senza i quali si bloccherebbero intere filiere produttive in tutto il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nei primi giorni del 2011 un venditore di frutta si d\u00e0 fuoco a Sidi Bouzid, una cittadina insignificante al centro della Tunisia, avviando una catena di eventi che diffondono il caos in Libia e a una guerra in Siria che avrebbe rafforzato il ruolo internazionale di Vladimir Putin un decennio pi\u00f9 tardi. Ancora nel gennaio del 2007 probabilmente niente di tutto questo sarebbe successo, perch\u00e9 gli amici del fruttivendolo di Sidi Bouzid non avrebbero avuto Facebook per rilanciare i video delle loro prime proteste, innescando una sorta di contagio psicologico in Tunisia e poi in tutto il mondo arabo. Nel 2011 invece da quel primo evento isolato parte una serie di contraccolpi che hanno fra le conseguenze un aumento dell\u2019immigrazione irregolare nel Mediterraneo da Stati falliti come la Siria e la Libia. Ci\u00f2 a sua volta avrebbe alimentato un\u2019ondata sciovinista in Italia, in grado di far crescere a Wall Street nel 2018 la percezione del rischio che l\u2019Italia abbandoni l\u2019euro. Essa in breve tempo far\u00e0 salire il costo del debito italiano, rendendo pi\u00f9 probabile un default dello Stato e la strisciante sensazione di insicurezza dei suoi cittadini riguardo al futuro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sto solo descrivendo fatti realmente accaduti. Nessuno di essi offre una spiegazione esclusiva degli eventi successivi, naturalmente; ma ciascuno \u00e8 un ingrediente impossibile da ignorare se si vuole capirli.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, ogni frattura in uno solo di questi sistemi \u00e8 destinata a propagarsi, perch\u00e9 ognuno \u00e8 connesso agli altri. La stabilit\u00e0 di ciascuna delle reti, l\u2019equilibrio di ciascuno dei silos dell\u2019agire umano dipende dagli altri: tutti troppo integrati e comunicanti reciprocamente per poter contenere all\u2019interno le proprie incertezze e isolarsi da quelle altrui. In ciascun sistema \u00e8 improbabile che qualcosa vada storto. Ma una volta moltiplicata per quindici o per venti, scopriamo che la probabilit\u00e0 di un colpo di coda del destino non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec bassa come credevano i frequentatori dei mercati finanziari pochi anni fa. I canali attraverso cui ogni<em> shock<\/em> si propaga sono semplicemente troppi. Anche per questo, nell\u2019arco di un solo decennio, la nostra generazione ha vissuto gi\u00e0 due catastrofi macroeconomiche di quelle da collezione nella storia degli ultimi due secoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In ciascun sistema \u00e8 improbabile che qualcosa vada storto. Ma una volta moltiplicata per quindici o per venti, scopriamo che la probabilit\u00e0 di un colpo di coda del destino non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec bassa come credevano i frequentatori dei mercati finanziari pochi anni fa.<\/p><cite>federico fubini<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000011-scaled-e1631002737264-1340x891-1.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1340\"\n        data-pswp-height=\"891\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000011-scaled-e1631002737264-1340x891-1-330x219.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000011-scaled-e1631002737264-1340x891-1-690x459.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000011-scaled-e1631002737264-1340x891-1.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/SIPA_00658910_000011-scaled-e1631002737264-1340x891-1-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00a9CATERS NEWS AGENCY\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Affrontare queste fragilit\u00e0 della globalizzazione per salvarla \u2013 non per disfarla \u2013 \u00e8 dunque il compito che aspetta l\u2019uomo nel ventunesimo secolo. In fondo non si tratterebbe di inventare niente di originale. Negli alberghi ci sono quelle aree dove il fuoco non pu\u00f2 arrivare, perch\u00e9 \u00e8 stato costruito un isolamento adatto. Se scoppia un incendio in una stanza non si estende alle altre, ma si ferma alle porte tagliafuoco inserite lungo i corridoi. Nei sistemi democratici nessuna autorit\u00e0 pu\u00f2 abusare della propria funzione, perch\u00e9 altre istituzioni indipendenti da essa possono intervenire per contenere e disinnescare un ufficio che varchi i propri limiti. Basterebbe applicare la saggezza dei capomastri o quella dei padri fondatori del liberalismo politico, che aborrivano il gigantismo, l\u2019opacit\u00e0 e la concentrazione dei poteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora per\u00f2 consideriamo questo grafico:<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"512\"\n        data-pswp-height=\"350\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed-330x226.png\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed.png\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed.png\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed.png\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/09\/unnamed-125x85.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>L\u2019immagine riguarda poco pi\u00f9 di cento paesi, i principali al mondo per dimensioni demografiche. Sull\u2019asse verticale sono ordinati per l\u2019et\u00e0 media delle popolazioni: le pi\u00f9 giovani hanno meno di vent\u2019anni, le pi\u00f9 anziane quasi a cinquanta. Sull\u2019asse orizzontale invece gli stessi paesi sono ordinati in base ai diritti personali e politici e alle libert\u00e0 civili, secondo il punteggio pubblicato ogni anno da Freedom House. I sistemi politici meno liberi sono nella parte sinistra con un punteggio pi\u00f9 vicino a 1, mentre i pi\u00f9 liberi sono a destra con un punteggio pi\u00f9 vicino a 100.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, nel grafico si nota un addensamento in alto a destra. Siamo noi, le societ\u00e0 pi\u00f9 anziane della Terra organizzate nella forma di democrazie mature. Ma fateci caso: in questa immagine non si vede un solo punto in basso a destra, non c\u2019\u00e8 un solo paese appena un po\u2019 importante al mondo che sia abitato da gente libera ma giovane. Le popolazioni libere sono tendenzialmente le pi\u00f9 vecchie al mondo e al loro interno gli anziani hanno un peso pi\u00f9 che proporzionale, perch\u00e9 per lo pi\u00f9 tendono ad andare a votare pi\u00f9 dei giovani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ci rende pi\u00f9 lenti a capire il cambiamento, pi\u00f9 propensi a vedere il futuro come se fosse semplicemente una proiezione del passato. Nel frattempo i punteggi di Freedom House arretrano nei paesi dove invece la popolazione \u00e8 pi\u00f9 giovane: questi ultimi sono sempre meno liberi, ma di solito pi\u00f9 aperti di noi al cambiamento. Ci\u00f2 non fa che aumentare l\u2019incertezza radicale nel ventunesimo secolo. Perch\u00e9, se \u00e8 vero che la crisi finanziaria del 2008-2012 \u00e8 stata un tipico prodotto nell\u2019Occidente democratico, i sistemi politici opachi di oggi diventano incubatori perfetti di rischi sistemici come l\u2019innesco di una pandemia, la distruzione dell\u2019ambiente, il cambio climatico, le rivolte, le migrazioni di massa, il terrorismo. Si fatica a credere che Covid-19 sarebbe sfuggito al controllo nello stesso modo, se la prima zoonosi avesse avuto luogo in Danimarca invece che a Wuhan. Forse anche Xi Jinping, alla sua prossima visita di Stato in Italia, potrebbe trarre qualche riflessione utile da una passeggiata fra le rovine imperiali di Ercolano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione di costruire e vivere alle pendici di un vulcano che pu\u00f2 eruttare \u00e8 cos\u00ec irrazionale? 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