{"id":26280,"date":"2024-11-08T14:22:54","date_gmt":"2024-11-08T13:22:54","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=26280"},"modified":"2024-11-08T16:25:56","modified_gmt":"2024-11-08T15:25:56","slug":"trump-e-laccelerazione-reazionaria-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/11\/08\/trump-e-laccelerazione-reazionaria-1\/","title":{"rendered":"Trump e l\u2019accelerazione reazionaria"},"content":{"rendered":"\n
Se ci leggete tutti i giorni e volete contribuire al nostro sviluppo e alla nostra indipendenza, <\/em>considerate la possibilit\u00e0 di abbonarvi a Il Grand Continent.<\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n \u200b\u200bPossono i complottisti dell\u2019America rurale e gli uomini pi\u00f9 ricchi del mondo votare per lo stesso Presidente? L\u2019alleanza che ha portato per la seconda volta al potere Donald Trump \u00e8 sostanzialmente diversa da quella che gli aveva permesso di sconfiggere Hillary Clinton nel 2016.<\/p>\n\n\n\n Il presidente americano ha costruito un nuovo deal <\/em>con la societ\u00e0 americana: l\u2019oligarchia e l\u2019accelerazione tech da una parte \u2014 la conservazione identitaria e la protezione dall\u2019altra. <\/p>\n\n\n\n E\u2019 questa fusione tra establishment vecchio e nuovo e l\u2019elettorato pi\u00f9 periferico sul piano geografico, sociale e culturale il vero elemento di rottura di queste elezioni. I razzi, le sonde spaziali proiettate verso la vita extraterrestre degli umani, i robot, le auto che si guidano da sole, il transumanesimo, l\u2019alta finanza sempre alla ricerca della prossima distruzione creatrice, le industrie dell\u2019energia vecchia e nuova si mescolano con un elettorato che diffida del governo, che rivendica la propria disobbedienza all\u2019alta cultura progressista che prevale nelle istituzioni educative, che ricerca in sette e chiese la propria forma di resistenza alla modernit\u00e0, che reclama protezione dalle merci straniere, che richiede lavoro manifatturiero sul territorio, che pretende una limitazione netta dell\u2019immigrazione.<\/p>\n\n\n\n Accelerazione. Reazione. La lega di questi due metalli pesanti – a priori incompatibili, apparentemente contraddittori – descrive perfettamente l’alchimia che ha portato Trump alla vittoria nel 2024.<\/p>\n\n\n\n Da un lato l\u2019accelerazione di un\u2019America che non vuole vincoli e regolazione, ma investimenti e slancio verso il futuro; un\u2019\u00e9lite che non disprezza la globalizzazione ma vuole governarla; un gruppo di potere che intende imporre un proprio canone linguistico e culturale con prospettive futuriste. <\/p>\n\n\n\n Il un nuovo deal <\/em>di Trump con la societ\u00e0 americana: l\u2019oligarchia e l\u2019accelerazione tech da una parte, e la conservazione identitaria e la protezione dall\u2019altra. <\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Dall\u2019altro la reazione dell\u2019America dei piccoli centri, del lavoro manuale e della concretezza, dei meno istruiti, di un\u2019immigrazione integrata nel tessuto produttivo.<\/p>\n\n\n\n E\u2019 in questa saldatura che va inquadrato il ritorno di Trump.<\/p>\n\n\n\n\n\n L\u2019accelerazione reazionaria \u00e8 alla base della nuova maggioranza elettorale americana; della struttura sociale che si \u00e8 imposta in cui l\u2019alto e avanzato, l\u2019\u00e9lite tecnologica e capitalista, convive con il basso e conservatore, la base di Trump e del suo fondamento populista primigenio.<\/p>\n\n\n\n Essa definir\u00e0 il modo in cui la nuova amministrazione guarder\u00e0 agli Stati Uniti e al resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n E\u2019 questa fusione tra establishment<\/em> vecchio e nuovo e l\u2019elettorato pi\u00f9 periferico sul piano geografico, sociale e culturale il vero elemento di rottura di queste elezioni.<\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Possono i cittadini pi\u00f9 poveri e meno istruiti unirsi alle persone pi\u00f9 ricche del paese nel votare per lo stesso Presidente? S\u00ec e possono anche farlo vincere. Questo \u00e8 il curioso caso del secondo mandato conquistato da Donald Trump. La costruzione di un’alleanza estremamente eterogenea \u2013 che forse potremmo battezzare di accelerazione reazionaria \u2013 che \u00e8 stata capace di unire le classi sociali medio-basse di aree interne e periferie con un pezzo sostanzioso dell\u2019establishment americano. <\/p>\n\n\n\n Questa \u00e8 la grande novit\u00e0 sottovalutata da gran parte degli analisti di questa competizione elettorale presidenziale. Il primo Trump era il populista puro, il maverick che saccheggiava un Partito Repubblicano ridotto ai minimi di termini della propria capacit\u00e0 politica, la scheggia impazzita che somigliava ad un Joker amato soltanto dall\u2019America deindustrializzata, un candidato vincitore perch\u00e9 fortunato nel trovare sulla propria strada Hillary Clinton che sbagli\u00f2 su molti fronti nel 2016. <\/p>\n\n\n\n Il Trump I era un salto nel vuoto di cui dubitavano anche molti intellettuali conservatori, tenuto a distanza da quasi tutti i magnati della nuova industria digitale e tecnologica, guardato con timore da Wall Street, avversato da quasi tutti i media. Il Trump II si presenta come una creatura molto diversa da quella del 2016 e soprattutto dal Presidente uscente sconfitto che ad inizio 2021 benediceva l\u2019insurrezione al Congresso dei suoi supporter scalmanati<\/a>. Quello era un Trump sovversivo ripudiato dai tycoon del digitale, considerato pericoloso per le istituzioni repubblicane, abbandonato da Pence, rigettato dall\u2019apparato di intelligence. <\/p>\n\n\n\n Trump II ha scardinato l\u2019unit\u00e0 dell\u2019establishment americano, ha costruito un nuovo mainstream<\/em>, non ha soltanto vinto le elezioni ma ha cambiato il quadro politico proiettando avanti il Partito Repubblicano anche nel voto popolare, per la prima volta dal 2004. <\/p>\n\n\n\n Il Trump II si presenta come una creatura molto diversa da quella del 2016.<\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Come \u00e8 potuto accadere tutto questo e in cos\u00ec poco tempo?<\/p>\n\n\n\n Ci sono una serie di fattori che a caldo dobbiamo affrontare in modo breve e superficiale.<\/p>\n\n\n\n\n Il primo \u00e8 che molte delle idee del Trump I sono sopravvissute nel corso della presidenza Biden. Il protezionismo tecnologico verso la Cina e quello industriale verso gran parte del mondo, la maggior spesa in politica industriale e il tentativo di rimpatriare la produzione manifatturiera, un maggior deficit federale e un progressivo disimpegno militare internazionale sono elementi che, pur in forme e linguaggi differenti, sono stati mantenuti dall\u2019amministrazione democratica uscente. Come \u00e8 stato detto da Adam Tooze, Biden \u00e8 MAGA per gli intellettuali. Le idee, molto eterodosse espresse da Trump nel 2015, sono diventate moneta corrente per il governo della nazione. <\/p>\n\n\n\n Hanno pesato poi gli sviluppi in politica internazionale. <\/p>\n\n\n\n Gli Stati Uniti di Biden hanno subito l\u2019invasione in Ucraina della Russia di Putin. Il racconto mediatico l\u2019ha messa poi in un altro modo per cercare di reagire allo shock dell\u2019invasione e non perdere Kiev in poche settimane, operazione condotta con successo da Biden, ma una realt\u00e0 innegabile \u00e8 che la deterrenza americana verso la Russia \u00e8 fallita. E ci\u00f2 ha costretto la Casa Bianca ad impegnarsi in una parte di mondo da cui voleva invece tenersi lontana sul piano militare. Ci\u00f2 ha implicato nuovi impegni sul piano della spesa per la difesa mal tollerati non solo dall\u2019elettorato repubblicano ma anche da una parte di quello democratico. Energia per la tesi di Donald Trump verso la Russia e Putin.<\/p>\n\n\n\n Lo stesso vale per il Medio Oriente, con un’amministrazione democratica incastrata dai gruppi pro Palestina che mettevano pressione sul partito e il tentativo di arginare Netanyahu. Un tentativo che con tutta evidenza \u00e8 fallito. Un pezzo dello stato ha cominciato a chiedersi: con Trump sarebbe andata peggio o ci sarebbe stata invece maggior stabilit\u00e0 internazionale? Dopotutto, al di l\u00e0 dei tweet, il primo mandato di Trump non era stato affatto disastroso in politica internazionale ottenendo buoni risultati in Medio Oriente e nei confronti della Cina.<\/p>\n\n\n\n C\u2019\u00e8 stata poi l\u2019inflazione, una delle questioni fatali anche per il rapporto tra un pezzo dell\u2019establishment economico e i democratici. In una economia che cresceva, l\u2019amministrazione Biden ha scelto di espandere il deficit federale in maniera sproporzionata tanto da generare una crescita ulteriore che ha infiammato l\u2019inflazione. In proporzione \u00e8 stato calcolato che Biden abbia speso pi\u00f9 di Roosevelt negli anni del New Deal.<\/p>\n\n\n\n Negli Stati Uniti non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un\u2019oligarchia compatta che vuole credere ancora, per le ragioni sommariamente elencate, nella promessa di progresso, affidabilit\u00e0 e stabilit\u00e0 offerta dal Partito Democratico<\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n L\u2019inflazione, \u00e8 noto, colpisce le classi medie ma molto critici verso la politica economica dei democratici, considerata troppo espansiva e statalista, sono stati anche esponenti del mondo finanziario come Jamie Dimon, presidente di JP Morgan. Un problema si \u00e8 rivelato anche il Green Deal, uno dei cavalli dell\u2019amministrazione Biden, con la finanza ambientale che ha stentato a decollare e una crescente disillusione dell\u2019establishment americano verso le politiche ecologiche, basti vedere in merito i passi indietro del CEO di BlackRock, Larry Fink. Non \u00e8 un caso se i sondaggi indicavano in modo netto Trump come il pi\u00f9 affidabile tra i due candidati alla presidenza per governare l\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n C\u2019\u00e8 stata poi la reazione della Silicon Valley agli eccessi del dirigismo economico dell\u2019amministrazione Biden e l\u2019assalto contro \u201cla politica woke<\/em>\u201d su cui hanno marciato alcuni pezzi grossi del capitalismo tecnologico come Elon Musk e Peter Thiel. Una guerriglia culturale nata come risposta all\u2019esondazione ideologica delle universit\u00e0 dell\u2019Ivy League, deragliata in questi anni in eccessi di politicamente corretto che hanno scosso un pezzo di mondo economico e finanziario. <\/p>\n\n\n\n Bill Ackman, un finanziare multimiliardario da alcuni considerato l\u2019erede di Warren Buffett, votava democratico e nell\u2019ultimo anno ha scelto di supportare la crociata di Musk e degli altri tech guru contro la sinistra americana dei campus. Un conflitto che Musk ha sfruttato per comprare Twitter in nome del free speech<\/em> e per creare un ecosistema mediatico, che si nutre di avventure editoriali autonome come quelle di Joe Rogan e Tucker Carlson, capace di spingere Trump ed evitare censure in quello che \u00e8 il pi\u00f9 influente social network dal punto di vista politico e mediatico.<\/p>\n\n\n\n Ha pesato in queste scelte dell\u2019establishment a favore di Trump anche il sostegno alla Palestina di un\u2019ala del partito democratico e delle sue pendici intellettuali, dove un pezzo dell\u2019\u00e9lite moderata non ha digerito l\u2019eccesso di tolleranza nei confronti degli atti terroristici di Hamas. Non si deve dimenticare che i finanziatori dei grandi college, Harvard e Princeton in testa, ad inizio 2024 hanno preteso la testa dei Presidenti delle universit\u00e0 che avevano difeso posizioni considerate antisemite.<\/p>\n\n\n\n Il colpo finale per la spaccatura dell\u2019establishment assestato da Trump \u00e8 stato il ritiro di Joe Biden, garante democratico moderato per molti di questi mondi, e la sua sostituzione in fretta e furia con una vicepresidente dalla leadership debole, percepita come pi\u00f9 vicina all\u2019ala di sinistra.<\/p>\n\n\n\n Queste sono le vere novit\u00e0 delle presidenziali del 2024: Donald Trump non \u00e8 pi\u00f9 soltanto il populista carismatico che ha un rapporto viscerale con l\u2019America profonda e produttiva alla vecchia maniera<\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Cos\u00ec nasce il Trump II, con premesse molto diverse da come si era partiti nel 2016 e come si era arrivati nel 2021. Trump II non \u00e8 una operazione senza regia come il Trump I. Non c\u2019\u00e8 soltanto Musk con la sua idea di una Commissione per migliorare l\u2019efficienza del governo, non c\u2019\u00e8 soltanto Peter Thiel con le sue idee tecno-libertarie o il miliardario trentenne impegnato nello sviluppo della realt\u00e0 aumentata Palmer Luckey, ma con un atteggiamento di sostegno o comunque aperto al dialogo ci sono anche esponenti dell\u2019ala nobile del capitalismo americano come il CEO di Blackstone Steve Schwarzman, il gestore di hedge fund Bill Ackman, il Presidente di JP Morgan Jamie Dimon che nell\u2019ultimo Davos spiazz\u00f2 molti sostenendo che Trump avesse ragione su molte questioni, e persino Larry Fink, CEO di BlackRock, si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 aperto nei confronti del Tycoon rispetto al passato, mentre il fondo Vanguard ha massicciamente acquistato negli ultimi mesi le azioni del Trump media group con una azione che certo non mostrava ostilit\u00e0 verso il candidato repubblicano. <\/p>\n\n\n\n In termini di analisi delle \u00e9lite, queste sono le vere novit\u00e0 delle presidenziali del 2024. Donald Trump non \u00e8 pi\u00f9 soltanto il populista carismatico che ha un rapporto viscerale con l\u2019America profonda e produttiva alla vecchia maniera, ma \u00e8 il presidente che incorpora una operazione d\u2019\u00e9lite estranea alla politica, all\u2019amministrazione e ai suoi mestieri che include tecnologi, finanza, media e mondo intellettuale.<\/p>\n\n\n\n\n\n E qui si porr\u00e0 una delle questioni principali del Trump II, cio\u00e8 la composizione di una squadra di governo che per il Presidente degli Stati Uniti \u00e8 molto vasta. Se sar\u00e0 semplice trovare una quadra dentro il partito per i posti del gabinetto presidenziale, sar\u00e0 molto meno semplice trovare personale valida e in grado di fornire garanzie di stabilit\u00e0 e competenza per riempire i posti apicali del civil service, selezionare i direttori delle numerose e potenti agenzie amministrative, scegliere i consiglieri del Presidente e i giudici federali. <\/p>\n\n\n\n Il Trump I fu un disastro da questo punto di vista con una raffica di incarichi brevi, dimissioni a ripetizione, decine di nomine pubbliche che non furono mai completate e un funzionamento azzoppato della macchina federale. Vedremo se una coalizione che una maggior sponda nell\u2019establishment economico e tecnologico, ma che ha sempre Trump e le sue asperit\u00e0 caratteriali all\u2019apice, riuscir\u00e0 a generare anche una \u00e9lite di governo repubblicana in grado di non autosabotarsi, di non gridare al complotto del deep state ogni settimana e di non danneggiare in definitiva il lavoro politico della Casa Bianca. <\/p>\n\n\n\n Ad ogni modo, ci\u00f2 che emerge in questi mesi \u00e8 che negli Stati Uniti non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un\u2019oligarchia compatta che vuole credere ancora, per le ragioni sommariamente elencate, nella promessa di progresso, affidabilit\u00e0 e stabilit\u00e0 offerta dal Partito Democratico. Al contrario esiste oggi una parte molto elevata della societ\u00e0 americana che vuole riconnettersi con l\u2019America del lavoro e delle province e per questo ha scelto Trump.<\/p>\n\n\n\n Ecco allora in opera il grande riallineamento dell\u2019establishment americano intorno al pi\u00f9 improbabile dei propri uomini, Donald Trump.<\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n D\u2019altronde, una \u00e9lite pu\u00f2 sopravvivere soltanto in due condizioni: se non perde totalmente la propria legittimazione nel regime in cui opera; se non si conforma completamente in una unit\u00e0 indistinguibile tale da diventare bersaglio dei tribuni della plebe (come accaduto nel 2016). E\u2019 per questo che intorno alla seconda avventura di Trump si \u00e8 creato un contro-establishment, una \u00e9lite che cerca uno spazio differente rispetto a quello che era garantito dai democratici e che non era stato concesso dalla prima presidenza Trump fondata sul populismo, che si riconosce in certi valori culturali e segna alcune priorit\u00e0 politiche alternative a quelle del vecchio establishment unitario di estrazione bushiana e clintoniana. <\/p>\n\n\n\n Oggi questa contro-\u00e9lite, che oramai esiste ed ha mostrato la propria forza politica, si trova di fronte al difficile compito di evolvere da alleanza elettorale che esprime un accelerazionismo reazionario di successo in \u00e9lite di governo, nel pi\u00f9 classico caso di ricircolo delle classe politica e di accomodamento della vecchia \u00e9lite capitalista nei confronti del Trump II. Ecco allora in opera il grande riallineamento dell\u2019establishment americano intorno al pi\u00f9 improbabile dei propri uomini, Donald Trump, che resta pur sempre un membro, per quanto peculiare, dell\u2019upper class americana.<\/p>\n\n\n\n Una pluralizzazione dell\u2019\u00e9lite \u00e8 sostanzialmente in atto: quelli che sostengono Trump vogliono rilegittimarsi agli occhi dell\u2019America profonda, distinguersi da chi propala l\u2019ideologia woke e la cancel culture, partecipare al ridisegno di alcune partite internazionali che sono considerate come perdenti. \u00c8 un disegno meno evidente, perch\u00e9 passa pi\u00f9 dalla finanza e dall\u2019industria che non da media e universit\u00e0, ma sostanziale. Sul piano elettorale tutto questo ha funzionato bene portando Trump alla Casa Bianca per la seconda volta e con premesse diverse dalla prima. <\/p>\n\n\n\n Quello che \u00e8 probabile per\u00f2 \u00e8 che dall\u2019America si profila Ora resta una domanda in sospeso la cui risposta emerger\u00e0 soltanto nei prossimi mesi: questa coalizione tra Trump e un buon pezzo dell\u2019\u00e9lite americana sapr\u00e0 restare unita di fronte alle scelte di governo? Il presidente sceglier\u00e0 uomini graditi a chi ha finanziato la campagna elettorale e lo ha sostenuto o ripiomber\u00e0 nel tira e molla schizofrenico col suo staff che ha segnato in negativo il Trump I? Sapr\u00e0 tenere insieme le parti pi\u00f9 radicali dell\u2019elettorato con chi contribuisce in altre forme, spesso invisibili e molto influenti, al governo del Paese? Riuscir\u00e0 una coalizione tanto ampia quanto composita a restare unita dando al paese un governo funzionante e ricostruendo un nuovo Partito Repubblicano che domani sia in grado di sopravvivere al trumpismo? Come reagir\u00e0 l\u2019altra met\u00e0 dell\u2019establishment che oggi \u00e8 perdente: guerra totale come nel 2016-2021 oppure ricercher\u00e0 un appeasement con Trump? Sar\u00e0 possibile per un presidente anziano \u2013 il pi\u00f9 anziano della storia<\/a> \u2013 governare gli Stati Uniti senza \u00e9lite politiche e amministrative? <\/p>\n\n\n\n Sono queste tra le domande pi\u00f9 interessanti che segnano l\u2019oggi e le cui risposte arriveranno solamente nel prossimo anno. <\/p>\n\n\n\n Quello che \u00e8 probabile per\u00f2 \u00e8 che dall\u2019America si profila un nuovo movimento sui generis<\/em>: l\u2019accelerazione reazionaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" A differenza del 2016, Trump ha un piano: proiettare il passato nel futuro.
\r\n <\/picture>\r\n \n A New World \u2014 With An Old Soul<\/em> <\/span>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/h2>\n\n\n\n
\n <\/picture>\n
\n <\/picture>\n Come Biden ha perso le \u00e9lite<\/h2>\n\n\n\n
Il Trump del 2024<\/h2>\n\n\n\n
\r\n <\/picture>\r\n \n Il futuro di una contro-\u00e9lite<\/h2>\n\n\n\n
un nuovo movimento sui generis<\/em>: l\u2019accelerazione reazionaria.<\/p>Lorenzo Castellani<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n
\nDa Musk ai rednecks, il suo stile ha definito una coalizione nuova e forte.
\nPer coglierla, Lorenzo Castellani crea una nozione: l’accelerazione reazionaria.<\/p>\n","protected":false},"author":29021,"featured_media":26305,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2263],"tags":[],"geo":[2086],"class_list":["post-26280","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-trump-origini-intelletuali-di-una-rivoluzione-culturale","staff-lorenzo-castellani","geo-europa"],"acf":[],"yoast_head":"\n