{"id":2585,"date":"2021-08-19T19:09:23","date_gmt":"2021-08-19T18:09:23","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2585"},"modified":"2021-08-20T09:33:17","modified_gmt":"2021-08-20T08:33:17","slug":"mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/","title":{"rendered":"Mediobanca e la geopolitica della finanza: dal Marshall Plan al Recovery Plan"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\"><em>Piccolo, di aspetto ordinato, sensibile, sar\u00e0 certamente un eccellente banchiere ma fin qui mi \u00e8 parso interessato alle antichit\u00e0, greche in particolare, tanto quanto di ci\u00f2 che avviene nel presente. Ha indubbiamente un ampio spettro di interessi e una conoscenza reale delle antichit\u00e0<\/em>\u201d. Ad annotare queste riflessioni elaborate nel corso di un viaggio in Italia del 1955 e riportate dallo storico dell\u2019economia Giovanni Farese in un pregevole volume di recente pubblicazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-1-2585' title='Giovanni Farese, &lt;em&gt;Mediobanca e le relazioni economiche dell\u2019Italia \u2013 Atlantismo, integrazione europea e sviluppo dell\u2019Africa 1944-1971&lt;\/em&gt;, Archivio Storico Mediobanca \u201cVincenzo Maranghi\u201d, 2020, pag. 229. La letteratura attorno a Mediobanca comprende anche altri contributi di notevole interesse, tra i quali occorre ricordare, in ordine di pubblicazione, Sandro Gerbi, &lt;em&gt;Mattioli e Cuccia \u2013 Due banchieri del Novecento&lt;\/em&gt;, Einaudi, 2011; Giorgio La Malfa, &lt;em&gt;Cuccia e il segreto di&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Mediobanca&lt;\/em&gt;, Feltrinelli, 2014 e Fulvio Coltorti, &lt;em&gt;La&lt;\/em&gt; &lt;em&gt;Mediobanca di Cuccia&lt;\/em&gt;, Giappichelli, 2017.&amp;nbsp;&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;Sandro Gerbi, scrittore e giornalista, ha curato l\u2019opera del padre Antonello Gerbi, gi\u00e0 responsabile dell\u2019Ufficio Studi della Banca Commerciale Italiana.&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;Giorgio La Malfa, gi\u00e0 Deputato della Repubblica e Ministro per gli Affari Europei, \u00e8 attualmente direttore scientifico dell\u2019Archivio Maranghi.&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;Fulvio Coltorti \u00e8 stato Direttore Centrale di Mediobanca con responsabilit\u00e0 per l\u2019Area Studi.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u00e8 David Lilienthal, gi\u00e0 Presidente della US Atomic Energy Commission, da quello stesso anno animatore della Development and Resources Corporation, conglomerata americana incaricata di promuovere progetti di sviluppo in quasi ogni angolo del mondo a fianco della Banca Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u201d<em>eccellente banchiere<\/em>\u201d con la passione per le cose antiche \u00e8 Enrico Cuccia, fondatore (1946) di Mediobanca assieme all\u2019allora Presidente della Banca Commerciale Italiana Raffaele Mattioli. Lilienthal volle incontrarlo su indicazione di Andr\u00e9 Meyer, carismatico <em>leader<\/em>, assieme a Pierre David Weill, della ramo di New York della banca Lazard.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 le vicende e le biografie di queste persone si intersecano? Cosa spinge personalit\u00e0&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-2-2585' title='Di origine ebraica sono, per parte italiana, anche Giorgio Di Veroli, rappresentante della Banca Commerciale Italiana a New York, e Ottocaro Weiss, rappresentante delle Assicurazioni Generali nella stessa citt\u00e0, entrambi primo punto di contatto tra Milano e New York a cavallo della Guerra e artefici, assieme a Cuccia e Mattioli, della nascita di Mediobanca.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> del calibro di Meyer, Lilienthal, David Weill o di Eugene Black, allora Presidente della Banca Mondiale, a rivolgere le loro attenzioni alla penisola italica e a intrecciare rapporti finanziari e personali strettissimi con i promotori del neonato istituto partecipato dalle tre Banche d&#8217;Interesse Nazionale (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano e Banco di Roma) e deputato ad erogare finanza a medio termine a sostegno della ricostruzione?<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 da ricercare, partendo dal meticoloso lavoro di Farese e tentando di svilupparne ulteriormente i preziosi spunti, nel contesto strategico globale maturato a seguito della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>La variabile indipendente di questa e delle fasi a venire \u00e8 rappresentata dagli Stati Uniti, chiamati ad affrontare la sfida decisiva che permetter\u00e0 loro di ergersi a potenza dominante del pianeta e di portare a compimento il processo di maturazione della loro dimensione imperiale. Lo sforzo richiesto \u00e8 bidirezionale perch\u00e9 Washington, da un lato, deve sostituirsi definitivamente (seppur in modo ordinato, perch\u00e9 legata ad esso da un\u2019alleanza formale) al Regno Unito come controllore delle rotte marittime globali&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-3-2585' title='Attorno al ruolo decisivo della dimensione marittima nella lotta per l\u2019egemonia globale ruota costantemente la riflessione della rivista italiana di geopolitica Limes. Sono da segnalare, sul tema, il numero 7\/19 intitolato &lt;em&gt;La gerarchia delle onde &lt;\/em&gt;nonch\u00e9 un &lt;a href=&quot;https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lBD6BVEFYdI&amp;amp;t=25891s&quot;&gt;convegno&lt;\/a&gt; intitolato \u201c&lt;em&gt;Italia Paese marittimo: sfide e opportunit\u00e0&lt;\/em&gt;\u201d e organizzato nel marzo 2021, oltre che dalla rivista diretta da Lucio Caracciolo, dall\u2019Accademia Militare di Livorno e dalla Marina Militare. L\u2019impostazione di Limes ricalca, peraltro, quella fatta propria da illustri teorici del passato tra i quali il Contrammiraglio Alfred T. Mahan (si veda in special modo &lt;a href=&quot;https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Influence_of_Sea_Power_Upon_History&quot;&gt;&lt;em&gt;The Influence of Sea Power Upon History, 1660\u20131783&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;&amp;nbsp;(1890)).'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Dall\u2019altro, \u00e8 costretta a pensare al proprio modo di rapportarsi con l\u2019altra grande potenza uscita vincitrice dal conflitto, ossia l\u2019Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La variabile indipendente di questa e delle fasi a venire \u00e8 rappresentata dagli Stati Uniti, chiamati ad affrontare la sfida decisiva che permetter\u00e0 loro di ergersi a potenza dominante del pianeta e di portare a compimento il processo di maturazione della loro dimensione imperiale.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Uno dei primi, risolutivi teatri in cui si certifica il passaggio di consegne tra Stati Uniti e Gran Bretagna \u00e8 il Mediterraneo. Lo smantellamento dei presidi britannici insediati ai bordi del bacino comincia proprio dall\u2019Italia post-bellica \u2013 dove Londra aveva accarezzato l\u2019ipotesi di una partizione della penisola in diverse sfere di influenza, a cominciare dalla propria&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-4-2585' title='\u00c8 la tesi che emerge, tra gli altri, dall\u2019imponente lavoro di archivio condotto nel corso degli ultimi due decenni dallo scrittore e giornalista Giovanni Fasanella assieme al collega Mario Jos\u00e9 Cereghino e agli altri co-autori dei testi che ne sono scaturiti.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u2013, per poi proseguire in senso orario con Israele, che vede Stati Uniti e Unione Sovietica precedere il Regno Unito nel riconoscere (1948) lo Stato ebraico nato dalle ceneri della Palestina mandataria, con Suez (1956) e, infine, con la Libia (1969).<\/p>\n\n\n\n<p>Sottratto ai britannici il predominio della \u2018scorciatoia\u2019 mediterranea che consentiva loro di raggiungere i possedimenti pi\u00f9 lontani, ampliandone cos\u00ec a dismisura la distanza dalla madrepatria, Washington deve volgere nel contempo lo sguardo all\u2019Unione Sovietica, all\u2019epoca giudicata \u2013 forse sopravvalutandone le reali capacit\u00e0 \u2013 come potenza in grado effettivamente di contendere il primato agli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>La mobilitazione di tutte le forze \u2013 politiche, economiche, militari, culturali \u2013 a disposizione della superpotenza, attuata secondo le rigide direttive impartite in sincrono dalla politica e dagli apparati di sicurezza e di <em>intelligence<\/em>, \u00e8 totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Al Generale George C. Marshall, gi\u00e0 Capo di Stato Maggiore dell\u2019Esercito durante la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) e successivamente Segretario di Stato (1947-1949) durante la Presidenza Truman, viene affidato il compito di coordinare un massiccio sforzo \u2013 lo European Recovery Program, meglio noto come Marshall Plan \u2013 di ricostruzione economica post-bellica tramite l\u2019impiego di risorse federali, al fine di legare le sorti economiche degli Stati europei, inclusi anche quelli appartenuti alle forze dell\u2019Asse, a quelle statunitensi, impedendo che il protrarsi delle condizioni di povert\u00e0 conseguenti alla devastazione bellica spinga l\u2019Europa tra le braccia dell\u2019orso russo.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli stessi anni (1948) Allen W. Dulles, futuro Director of Central Intelligence, e William \u201cWild Bill\u201d Donovan, gi\u00e0 a capo dell\u2019Office of Strategic Services, fondano e dirigono l\u2019American Committee on United Europe (ACUE), un\u2019organizzazione incaricata di sostenere finanziariamente, soprattutto tramite generosi contributi provenienti dal settore privato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-5-2585' title='Del ruolo dell\u2019ACUE nel favorire l\u2019integrazione europea d\u00e0 conto, oltre a Farese (&lt;em&gt;op. cit.&lt;\/em&gt;, pag. 257), un &lt;em&gt;paper&lt;\/em&gt; del 1997 di Richard J. Aldrich dell\u2019Universit\u00e0 di Nottingham (\u201c&lt;a href=&quot;https:\/\/warwick.ac.uk\/fac\/soc\/pais\/people\/aldrich\/publications\/oss_cia_united_europe_eec_eu.pdf&quot;&gt;OSS, CIA and European unity: The American committee on United Europe, 1948-60&lt;\/a&gt;\u201d). Particolarmente attivi in questo contesto risultano la Rockefeller Foundation e la Ford Foundation: quest\u2019ultima sostenne, tra gli altri, l\u2019Istituto Atlantico, un &lt;em&gt;think tank&lt;\/em&gt; con sede nelle vicinanze di Parigi alle cui attivit\u00e0 partecip\u00f2 \u2013 evidenzia Farese (&lt;em&gt;ivi, op. cit.&lt;\/em&gt;, pag. 259) \u2013 lo stesso Cuccia.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>, gli sforzi di unificazione economica del Vecchio Continente e le campagne dei movimenti federalisti europei. Sono i primi passi concreti del processo di integrazione comunitaria, non immaginabile come <em>motu proprio<\/em> degli Stati europei dell\u2019epoca, ancora prostrati dagli eventi bellici e segnati da rivalit\u00e0 secolari. Agli occhi degli apparati statunitensi risultava evidente, infatti, l\u2019esigenza di scongiurare che venissero trasferiti fondi federali alle capitali europee senza un\u2019adeguata strutturazione, orchestrata anch\u2019essa dalle rive del Potomac, del loro processo di ricezione e senza una zona di libero scambio che ne evitasse la dispersione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Sono i primi passi concreti del processo di integrazione comunitaria, non immaginabile come <em>motu proprio<\/em> degli Stati europei dell\u2019epoca, ancora prostrati dagli eventi bellici e segnati da rivalit\u00e0 secolari.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Del resto, fu proprio Paul G. Hoffman, direttore (1948-1950) dell\u2019Economic Cooperation Administration, a segnalare a Lilienthal che \u201c<em>gli Stati Uniti hanno un enorme interesse nella realizzazione, ampia e rapida, dei trattati relativi al Mercato comune. [\u2026] La nostra migliore protezione contro la diffusione del comunismo in Europa sta, secondo me, nel preservare ampi differenziali negli standard di vita tra i paesi dell\u2019Europa occidentale e quelli dei paesi satelliti della Russia. [\u2026] Molto presto, secondo me, la Russia avvier\u00e0 la produzione di beni di consumo e, quando la far\u00e0, occorrer\u00e0 fare attenzione, perch\u00e9 ha tutti i vantaggi di uno dei pi\u00f9 grandi mercati uniti del mondo. Tuttavia, se i paesi dell\u2019Europa occidentale integreranno davvero le loro economie, allora la Russia non potr\u00e0 mai raggiungerli e superarli<\/em>\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-6-2585' title='&amp;nbsp;Giovanni Farese, &lt;em&gt;Mediobanca e le relazioni economiche dell\u2019Italia&lt;\/em&gt;, cit., pag. 257. L\u2019Economic Cooperation Administration (ECA) era l\u2019agenzia federale incaricata di amministrare l\u2019erogazione dei fondi legati al Marshall Plan. Si noti l\u2019uso propagandistico del termine \u2018comunismo\u2019, in un contesto in cui peraltro si parla sempre di Russia e mai di Unione Sovietica.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, diventa imperativo vincere la sfida tecnologica con l\u2019avversario strategico, pena soccombere nel confronto globale. Nasce cos\u00ec (1958) l\u2019Advanced Research Project Agency (ARPA, ora DARPA a seguito dell\u2019aggiunta del termine \u201cDefense\u201d, a sgombrare il campo dagli equivoci sulla vera missione dell\u2019ente), da cui germinano la quasi totalit\u00e0 delle <em>breakthrough technologies<\/em> tutt\u2019ora in uso anche in campo civile (<em>personal computer<\/em>, Internet, GPS, semiconduttori, droni etc.) e la cui ricerca \u00e8 alla base, contrariamente a quanto comunemente si sostiene, dello sviluppo di vaccini anti-Covid19 a base mRNA messaggero&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-7-2585' title='Si vedano, in proposito, \u201c&lt;em&gt;How a secretive Pentagon agency seeded the ground for a rapid coronavirus cure&lt;\/em&gt;\u201d in &lt;a href=&quot;https:\/\/www.washingtonpost.com\/national-security\/how-a-secretive-pentagon-agency-seeded-the-ground-for-a-rapid-coronavirus-cure\/2020\/07\/30\/ad1853c4-c778-11ea-a9d3-74640f25b953_story.html&quot;&gt;The Washington Post&lt;\/a&gt;, 31 luglio 2020) e \u201c&lt;em&gt;Inventing the future \u2013 A growing number of governments hope to clone America\u2019s DARPA&lt;\/em&gt;\u201d (in &lt;a href=&quot;https:\/\/www.economist.com\/science-and-technology\/2021\/06\/03\/a-growing-number-of-governments-hope-to-clone-americas-darpa&quot;&gt;The Economist&lt;\/a&gt;, 5 giugno 2021).'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche anno prima (1946) vede invece la luce, su iniziativa dell\u2019accademico di origine francese Georges Doriot \u2013 successivamente promosso, col ruolo di Brigadiere Generale, a capo della Pianificazione Militare dell\u2019Esercito \u2013 la moderna industria del <em>venture capital<\/em>, attraverso l\u2019American Research and Development Corporation fondata dallo stesso Doriot.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impero americano avanza fingendo di ritrarsi, ossia privilegiando il <em>soft power<\/em> rispetto al fragore delle armi e accompagnando la propria marcia inarrestabile verso l\u2019egemonia con sofisticate narrazioni che ne occultano i reali propositi strategici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-8-2585' title='Cord Meyer, a capo dell\u2019International Organizations Division della CIA dal 1954, \u201c&lt;em&gt;recalls that the European political and cultural leaders who solicited our aid &amp;#8230; made it a condition that there be no publicity, since the Communist propaganda machine could exploit any overt evidence of official American support as proof that they were puppets of the American imperialists&lt;\/em&gt;\u201d (&lt;em&gt;ivi &lt;\/em&gt;Richard J. Aldrich, &lt;em&gt;op. cit.&lt;\/em&gt;, pag. 194).'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Cos\u00ec, comincia ad affermarsi l\u2019idea, tutt\u2019ora molto diffusa, che il primato tecnologico degli Stati Uniti sia frutto di una politica di <em>laissez-faire<\/em> ispirata ai principi del liberismo pi\u00f9 spinto e che il settore privato eserciti un potere di condizionamento determinante, grazie alle immense ricchezze accumulate, nei confronti del regolatore, costringendolo a rinunciare alle proprie prerogative e attribuendogli una funzione di sovrastruttura di sapore tardo-marxiano. Analogamente, \u00e8 ancora radicata la convinzione che lo sforzo unitario europeo \u2013 come si accennava \u2013 sia il risultato unicamente di un irenico <em>embrassons-nous<\/em> post-bellico tra gli Stati europei desiderosi, al termine dell\u2019ultima, sanguinosa guerra fratricida, di assicurare la pace perpetua al continente. L\u2019analisi strategica, per quanto impietosa, conduce invece ad esiti del tutto diversi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Analogamente, \u00e8 ancora radicata la convinzione che lo sforzo unitario europeo sia il risultato unicamente di un irenico <em>embrassons-nous<\/em> post-bellico tra gli Stati europei desiderosi, al termine dell\u2019ultima, sanguinosa guerra fratricida, di assicurare la pace perpetua al continente. L\u2019analisi strategica, per quanto impietosa, conduce invece ad esiti del tutto diversi.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, il volume di Farese fa giustizia, attraverso una scrupolosa ricostruzione dei primi anni di vita di Mediobanca, di certe letture superficiali e romantiche che nel corso dei decenni hanno interpretato la vicenda dell\u2019istituto di Via Filodrammatici come l\u2019avventura di un indomito difensore dell\u2019iniziativa privata contro lo strapotere della mano pubblica, del libero mercato contro le forze del pubblico oscure e inclini alla corruzione, specie quando si occupano di economia e finanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mediobanca, al contrario, nasce e prospera proprio grazie alla corretta lettura, da parte della sua <em>leadership<\/em>, dell\u2019assetto geopolitico che fa da sfondo alla vicende post-belliche. Se la necessit\u00e0 economica in senso stretto, infatti, fu quella di dotare l\u2019Italia di un\u2019istituzione che erogasse finanza a medio e lungo termine \u2013 attivit\u00e0 che la legge bancaria di allora precludeva alle banche commerciali \u2013, la sua vera funzione, insieme economico-finanziaria e geopolitica, emerse principalmente con l\u2019allargamento del capitale (nel 1955) a Lazard e Lehman Brothers, ossia due delle principali banche d\u2019investimento di Wall Street.<\/p>\n\n\n\n<p>A orchestrare l\u2019operazione fu Andr\u00e9 Meyer, banchiere francese di origine ebraica riparato nell\u2019altra sponda dell\u2019Atlantico (1940), curiosamente fino a quel momento \u201c<em>riluttante a investire al di fuori degli Stati Uniti, che considera come l\u2019unico paese davvero affidabile, solido. Si tratta di una convinzione che [\u2026] in fondo non lo abbandoner\u00e0 mai completamente. Meyer non ha la \u201cvocazione africana\u201d di Cuccia: le sue operazioni in Africa sono legate a considerazioni non solo e non tanto economiche, quanto geopolitiche<\/em>\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-9-2585' title='Giovanni Farese, &lt;em&gt;Mediobanca e le relazioni economiche dell\u2019Italia&lt;\/em&gt;, cit., pag. 222.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Meyer la grande finanza non deve andare alla ricerca unicamente del profitto, bens\u00ec \u00e8 chiamata a operare come forza \u2018di sistema\u2019, assumendosi una comune responsabilit\u00e0 con la potenza di cui \u00e8 emanazione nel formulare e nell\u2019attuare gli indirizzi strategici della stessa. Una banca Lazard introvertita si sarebbe rivolta principalmente al mercato interno, massimizzando il valore del proprio portafoglio investendo in strumenti, quelli emessi da entit\u00e0 domestiche, che per Meyer presentavano il miglior profilo rischio\/rendimento. Il suo destino, cos\u00ec come quello di altre grandi istituzioni finanziarie americane, le impone invece non soltanto di soddisfare i propri azionisti, bens\u00ec anche, in quella fase storica, di garantire agli Stati Uniti un presidio finanziario in uno dei Paesi che allora come oggi rivestono un ruolo strategico di primo piano agli occhi di Washington soprattutto in virt\u00f9 della sua collocazione al centro del Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per Meyer la grande finanza non deve andare alla ricerca unicamente del profitto, bens\u00ec \u00e8 chiamata a operare come forza \u2018di sistema\u2019, assumendosi una comune responsabilit\u00e0 con la potenza di cui \u00e8 emanazione nel formulare e nell\u2019attuare i suoi indirizzi strategici.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, anche a seguito dell\u2019ulteriore apertura del capitale di Mediobanca (1957-8) al ramo londinese di Lazard, alla belga Sofina e alla tedesca Berliner Handels-Gesellschaft, \u201c<em>per quanto minoritaria, la partecipazione americana e di Lazard in particolare \u00e8 cruciale e serve a orientare la bussola. Non vi \u00e8 affare internazionale di qualche importanza sul quale Cuccia non ricerchi il consiglio e il parere di Andr\u00e9 Meyer<\/em>\u201d. Il motivo \u00e8 da ricercarsi, manco a dirlo, nel fatto che si tratta di \u201c<em>una compagine geopolitica, oltre che azionaria. Il che significa che risponde a gerarchie anche extra-economiche<\/em>\u201d&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-10-2585' title='&lt;em&gt;Ivi&lt;\/em&gt;, pagg. 218-9.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span> e che al vertice di tali gerarchie ci sono gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia di Mediobanca incrocia anche quella di altri grandi banchieri francesi, primo fra tutti Jean Monnet&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-11-2585' title='&amp;nbsp;&lt;em&gt;Ivi&lt;\/em&gt;, pagg. 250-6.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Considerato uno dei padri dell\u2019integrazione europea, negli anni Trenta Monnet approda a Wall Street e fonda, assieme a George Murnane, la Monnet &amp; Murnane, <em>boutique <\/em>finanziaria<em> <\/em>particolarmente attiva nell\u2019erogare finanziamenti alla Cina.<\/p>\n\n\n\n<p>La rete di relazioni intessute da Monnet nella Costa Est degli Stati Uniti \u00e8 vastissima e comprende tra gli altri John Foster Dulles, futuro Segretario di Stato sotto Dwight Eisenhower e fratello di Allen W. Dulles \u2013 che abbiamo visto protagonista nel promuovere l\u2019ACUE \u2013 nonch\u00e9 John McCloy, figura poliedrica che ricopr\u00ec ruoli di primo piano come Alto Commissario per la Germania e, successivamente, come Presidente di Chase Manhattan Bank.<\/p>\n\n\n\n<p>In un contesto in cui le porte girevoli tra amministrazione pubblica e settore privato rappresentavano \u2013 in contrasto con la diffidenza con cui si guarda allo stesso fenomeno oggigiorno \u2013 semmai un prerequisito per far parte di quelle <em>\u00e9lites<\/em> che guidano e accompagnano i grandi processi storici, Jean Monnet e il suo <em>r\u00e9seau<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-12-2585' title='Non va dimenticato che fu proprio George Murnane ad accogliere Andr\u00e9 Meyer in fuga dalle persecuzioni in Europa e a diventare successivamente partner della Lazard di New York poi guidata proprio da Meyer. A fungere da raccordo tra le attivit\u00e0 di Lazard e di Mediobanca \u2013 e talvolta personalmente tra Cuccia e Meyer \u2013 interviene invece Jean Guyot, partner di Lazard a Parigi e gi\u00e0 vicedirettore del Tesoro francese nonch\u00e9 direttore finanziario della Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio (CECA) sotto l\u2019egida di Monnet.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span> sulle due sponde dell\u2019Atlantico forniscono un volto riconoscibile alla postura atlantista ed europeista della Francia di allora, consapevole che la sfida europea poteva essere vinta unicamente facendosi parte attiva nel rafforzare il vincolo atlantico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Jean Monnet e il suo <em>r\u00e9seau<\/em> sulle due sponde dell\u2019Atlantico forniscono un volto riconoscibile alla postura atlantista ed europeista della Francia di allora, consapevole che la sfida europea poteva essere vinta unicamente facendosi parte attiva nel rafforzare il vincolo atlantico.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 una Francia che, nel preservare la propria autonomia strategico-militare in ambito europeo rifiutandosi di ospitare basi americane nel proprio territorio, sul piano geoeconomico decide di schierare le migliori risorse intellettuali di cui dispone al servizio della neonata costruzione europea \u2013 progetto strategico prima che economico \u2013 per tentare di condividerne la <em>leadership<\/em> con gli Stati Uniti. Cos\u00ec, il prestito Eximbank alla neonata CECA, snodo cruciale per la messa in pratica dell\u2019idea di integrazione comunitaria, viene negoziato (1953-4) da Guyot con il coinvolgimento di Meyer e dai grandi investitori globali quali David Rockefeller e Siegmund Warburg&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-13-2585' title='\u201c&lt;em&gt;Monnet ne sar\u00e0 sempre grato a Guyot e Meyer&lt;\/em&gt;\u201d (Giovanni Farese, &lt;em&gt;Mediobanca e le relazioni economiche dell\u2019Italia&lt;\/em&gt;, cit., pag. 253).'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel contempo, il vincolo atlantico impone alla Francia di accantonare le tradizionali rivalit\u00e0 continentali e a Monnet, inizialmente propenso a utilizzare il progetto di integrazione europea in funzione anti-britannica, di scrivere a Cuccia (1967) per dichiararsi favorevole all\u2019inclusione di Londra nel consesso comunitario&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-14-2585' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La strada, peraltro, era gi\u00e0 stata segnata sia da Cuccia stesso che, come si \u00e8 visto, aveva accolto nel capitale di Mediobanca il ramo londinese di Lazard qualche anno prima, sia da Siegmund Warburg, che cur\u00f2 l\u2019emissione (1963) del primo Eurobond della storia a beneficio dell\u2019italiana Autostrade.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio il cambio di rotta di Monnet sul piano dei rapporti col rivale d\u2019Oltremanica segna forse il definitivo abbandono dell\u2019ambizioso progetto di Impero latino proposto qualche anno prima da Alexandre Koj\u00e8ve al Generale De Gaulle e destinato, nelle intenzioni del suo ideatore, a porre le basi per un antagonismo <em>tout court<\/em> con gli Imperi allora esistenti.<\/p>\n\n\n\n<p>A non rispondere all\u2019appello di Koj\u00e8ve \u00e8 proprio la penisola italica: l\u2019uggiosa Milano dove ha sede la Mediobanca di Cuccia aderisce, invece, con dignit\u00e0 di vertice, al triangolo con Parigi e New York immaginato dalla Lazard di Monnet e Meyer: troppo astratte le geometrie del nipote di Kandinskij, troppo vaghi i richiami alla <em>douceur de vivre<\/em> come fondamento sentimentale dell\u2019Impero latino, troppo cogente l\u2019imperativo americano di tenere legata a s\u00e9 l\u2019Europa unita e ricostruita, troppo concrete le operazioni di finanziamento alle infrastrutture, alle reti, alle grandi imprese globali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Troppo astratte le geometrie del nipote di Kandinskij, troppo vaghi i richiami alla <em>douceur de vivre<\/em> come fondamento sentimentale dell\u2019Impero latino, troppo cogente l\u2019imperativo americano di tenere legata a s\u00e9 l\u2019Europa unita e ricostruita, troppo concrete le operazioni di finanziamento alle infrastrutture, alle reti, alle grandi imprese globali.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La vicenda di Mediobanca e di Lazard si sovrappone anche a quella, tragica, dell\u2019ebraismo a cavallo della Seconda Guerra Mondiale fino a rappresentare, a nostro avviso, una parte non secondaria della stessa questione ebraica in quella fase storica. La ragione \u00e8 da rintracciarsi non soltanto nel profilo e nel ruolo cruciale svolto dalle personalit\u00e0 che abbiamo avuto modo di conoscere soprattutto al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, ma anche nella piena adesione da parte di queste, negli stessi anni in cui nasceva lo Stato d\u2019Israele proprio su spinta americana, agli imperativi geopolitici della superpotenza dell\u2019Occidente. Meyer, Lilienthal, David Weill, anche come forma di gratitudine nei confronti dello Stato che li avevi accolti, partecipano consapevolmente allo sforzo corale volto ad assicurare agli Stati Uniti il primato strategico nel mondo e a contenere il rivale russo nel teatro decisivo del Vecchio Continente. Ci\u00f2 che li accomuna, pertanto, \u00e8 l\u2019obbedienza ai dettami della \u2018religione civile\u2019 dell\u2019Impero non meno che l\u2019origine ebraica stessa, e chiss\u00e0 se l\u2019Impero americano che si compie ritraendosi non abbia riecheggiato, alle loro orecchie, lo <em>tzimtzum<\/em>, ossia il ritrarsi con cui il Dio della tradizione cabalistica crea il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale lezione trarre per il futuro dal lavoro di Farese e dall\u2019inquadramento del percorso storico di Mediobanca nel contesto geopolitico in cui quell\u2019esperienza \u00e8 maturata?<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio come dopo la Seconda Guerra Mondiale, l\u2019Europa \u00e8 ora destinataria di un imponente programma di aiuti volti a ricostruirne le fondamenta economiche, la cui tenuta \u00e8 stata messa duramente alla prova da un evento catastrofico. Rispetto agli anni post-bellici, \u00e8 diversa la provenienza \u2013 endogena ora, esogena allora \u2013 delle risorse a disposizione degli Stati europei colpiti dalle avversit\u00e0. Tuttavia, in primo luogo, la certificazione del merito di credito degli strumenti che le istituzioni comunitarie emettono per finanziare il programma di ricostruzione \u00e8 fornita da agenzie di <em>rating<\/em> di origine americana; in secondo luogo, l\u2019Europa \u00e8 ancora una volta chiamata a tornare nella storia e a schierarsi in un confronto strategico globale che vede gli Stati Uniti contrapporsi non pi\u00f9 solamente al rivale di un tempo, ora profondamente ridimensionato, ma anche, e soprattutto, alla potenza cinese in ascesa.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, cos\u00ec come un\u2019accurata analisi della cornice geopolitica di riferimento ha consentito a Mediobanca di assumere un ruolo da protagonista globale sullo sfondo dello European Recovery Program messo in atto dagli apparati statunitensi nel Secondo Dopoguerra, cos\u00ec oggi il rafforzamento del proprio posizionamento strategico in ambito economico-finanziario europeo, in qualunque forma esso sia attuato, richiede il medesimo sforzo di riflessione da parte di chiunque coltivi l\u2019aspirazione alla <em>leadership<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Oggi, nel contesto del Piano di ripresa, il rafforzamento del proprio posizionamento strategico in ambito economico-finanziario europeo, in qualunque forma esso sia attuato, richiede il medesimo sforzo di riflessione da parte di chiunque coltivi l\u2019aspirazione alla <em>leadership<\/em>.<\/p><cite>uberto andreatta<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>C\u2019\u00e8 a Roma una chiesa, dietro Piazza Navona,<\/em>\u201d \u00e8 il pensiero di Raffaele Mattioli&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-15-2585' title='Sandro Gerbi, &lt;em&gt;Mattioli e Cuccia&lt;\/em&gt;, cit., pag. 80.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u201c<em>che si chiama Santa Maria della Pace. Raffaello vi ha affrescato le Sibille e un angioletto, o il Bambin Ges\u00f9, non ricordo bene, che ti guarda con l\u2019aria di chi ha capito tutto. Quando i pensieri mi si imbrogliano faccio una capatina in questa chiesa (nonostante io sia miscredente), e per uno stranissimo miracolo, forse perch\u00e9 sono uno stregone, la mente mi si illumina e riesco a vederci chiaro<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse, il banchiere di Piazza della Scala per il quale \u201c<em>solo la gente che non sa vivere discrimina tra lavoro e hobby<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-2585' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/08\/19\/mediobanca-e-la-geopolitica-della-finanza-dal-marshall-plan-al-recovery-plan\/#easy-footnote-bottom-16-2585' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;. Il suo \u201chobby\u201d era, evidentemente, la cultura.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u201d e quello di Via Filodrammatici che aveva colpito Lilienthal perch\u00e9, durante la visita a Pompei, parlava solo di cose antiche e non di finanza, vinsero la loro pluridecennale sfida della <em>leadership<\/em> proprio grazie all\u2019insaziabile sete di cultura, soprattutto umanistica, che consentiva loro di comprendere con lucidit\u00e0 che direzione stava prendendo il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 possibile tracciare un parallelo tra il ruolo centrale svolto da Mediobanca, la banca creata nel 1946 da Enrico Cuccia, attraverso il Piano Marshall, e la sfida che l&#8217;Europa deve affrontare nell&#8217;attuale contesto geopolitico? 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