{"id":2353,"date":"2021-06-21T10:08:08","date_gmt":"2021-06-21T09:08:08","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2353"},"modified":"2021-06-21T15:53:48","modified_gmt":"2021-06-21T14:53:48","slug":"ritratto-geopolitico-di-andriy-shevchenko","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/06\/21\/ritratto-geopolitico-di-andriy-shevchenko\/","title":{"rendered":"Ritratto geopolitico di Andriy Shevchenko"},"content":{"rendered":"\n
Nella conferenza stampa prima della partita d\u2019esordio nelle qualificazioni ai Mondiali contro la Francia, Andriy Shevchenko prende la parola in maniera vagamente robotica, come se stesse ripetendo parola per parola un testo imparato a memoria. \u00abNon sono ancora pronto a parlare in ucraino con continuit\u00e0, ma prometto che lo far\u00f2 in futuro\u00bb, dice senza far trasparire emozioni. Shevchenko non \u00e8 a suo agio con l\u2019ucraino, nonostante sia nato non troppo lontano da Kiev, in una regione in cui i russi sono in netta minoranza. Con la stampa del suo Paese ha deciso di parlare russo, di fatto la sua lingua madre, dove la madre in questo caso \u00e8 l\u2019Unione Sovietica della seconda met\u00e0 degli anni \u201970 e della prima met\u00e0 degli anni \u201880, che dell\u2019ucraino proibiva l\u2019utilizzo. Quello che in altre epoche sarebbe stato poco pi\u00f9 di un sorprendente aneddoto da Trivial Pursuit, nell\u2019Ucraina del 2021 \u00e8 per\u00f2 diventato un tema mediatico. Una questione a cui persino uno dei pi\u00f9 grandi calciatori ucraini di tutti i tempi si sente in dovere di rispondere. Perch\u00e9 con la stampa Shevchenko non parla ucraino?<\/p>\n\n\n\n
D\u2019altra parte, tra l\u2019annessione russa della Crimea e la guerra del Donbass, l\u2019Ucraina \u00e8 in conflitto con la Russia da ormai circa sette anni. Negli ultimi tempi, poi, la sua classe politica ha deciso di ricostruire l\u2019identit\u00e0 nazionale attingendo a piene mani dalla sua storia pre e anti-sovietica, senza fare troppo i conti con le ambiguit\u00e0 a cui sarebbe andata incontro. E il calcio, che in Europa \u00e8 il calcestruzzo delle identit\u00e0 nazionali, come sempre non ha fatto altro che metterle in mostra. Un esempio chiaro e recente, in questo senso, \u00e8 quello della citt\u00e0 di Ternopil, circa 130 chilometri a est di Leopoli, che a marzo ha intitolato<\/a> il suo stadio a Roman Shukhevych. Shukhevych \u00e8 stato il leader militare dell\u2019Esercito Insurrezionale Ucraino, un\u2019organizzazione paramilitare che \u00e8 stata riabilitata a partire dall\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina, ma che durante la Seconda Guerra Mondiale collabor\u00f2 col nazismo e fu responsabile del massacro di decine di migliaia di ebrei e polacchi. Una decisione che inevitabilmente ha finito per scatenare la reazione di condanna non solo dell\u2019ambasciatore israeliano a Kiev, ma anche del governo polacco, che con l\u2019Ucraina condivide un rapporto problematico con Mosca.<\/p>\n\n\n\n D\u2019altra parte, tra l\u2019annessione russa della Crimea e la guerra del Donbass, l\u2019Ucraina \u00e8 in conflitto con la Russia da ormai circa sette anni. Negli ultimi tempi, poi, la sua classe politica ha deciso di ricostruire l\u2019identit\u00e0 nazionale attingendo a piene mani dalla sua storia pre e anti-sovietica, senza fare troppo i conti con le ambiguit\u00e0 a cui sarebbe andata incontro <\/p>dario saltari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Il caso di Ternopil \u00e8 solo un esempio di come il contesto politico intorno a un personaggio pubblico che parla russo come Shevchenko sia radicalmente cambiato. Ma anche la sua stessa Nazionale, che ha ereditato nel 2016 da Mykhaylo Fomenko, potrebbe essere presa a sua volta come una buona vetrina delle ambiguit\u00e0 e dei conflitti che stanno lacerando l\u2019Ucraina negli ultimi anni. Prima dell\u2019inizio degli Europei, ad esempio, si \u00e8 molto discusso della sua maglia. Sul giallo tipico della Nazionale ucraina \u00e8 comparsa una riproduzione stilizzata dei suoi confini, all\u2019interno dei quali \u00e8 stata inclusa la Crimea. La reazione russa, inevitabilmente, \u00e8 arrivata poco dopo la sua presentazione. Il parlamentare russo Dmitry Svishchev l\u2019ha definita<\/a> \u00abuna provocazione politica\u00bb, mentre la federazione calcistica di Mosca ha chiesto alla UEFA il suo ritiro. Come sempre, la UEFA ha risposto con una decisione che sembrava non voler scontentare nessuno: l\u2019Ucraina ha potuto tenere la sua controversa cartina sulla parte frontale della maglietta, ma ha dovuto nascondere il motto che riportava nella parte interna del colletto, e cio\u00e8 \u201cGloria agli eroi\u201d. Uno slogan nato durante la Prima Guerra Mondiale ma adottato durante gli anni \u201930 del Novecento dall\u2019Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini, il \u201cbraccio politico\u201d, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, di quell\u2019Esercito Insurrezionale Ucraino di cui parlavamo poco fa. Non \u00e8 un caso che la maglietta abbia diviso non solo in Russia ma anche nella stessa Ucraina, dove il direttore generale del Comitato Ebraico in Ucraina, Eduard Dolinsky, ha specificato<\/a> su Twitter che quello fosse lo slogan di un\u2019organizzazione \u00abfortemente coinvolta nell\u2019Olocausto\u00bb. Ma che oggi, oltre a comparire sulle maglie della Nazionale, \u00e8 stato adottato<\/a> anche dall\u2019Esercito del Paese. Riconosciuto ufficialmente, quindi, come parte integrante della nuova identit\u00e0 ucraina.<\/p>\n\n\n\n\n\n Ma la Nazionale di Shevchenko porta con s\u00e9 le cicatrici dell\u2019Ucraina contemporanea non solo in ci\u00f2 che mostra, ma anche in ci\u00f2 che nasconde. Se oggi l\u2019Ucraina \u00e8 una squadra giovane e fortemente rinnovata rispetto a quella di qualche anno fa, in parte si deve anche alla necessit\u00e0 di rimpiazzare alcuni giocatori che per motivi politici non sono visti pi\u00f9 di buon occhio. Il pi\u00f9 importante di questi \u00e8 Yaroslav Rakitskiy, ex colonna portante della difesa ucraina. La sua ultima apparizione in Nazionale risale al 16 ottobre del 2018, poche settimane prima del suo passaggio dallo Shakhtar Donetsk allo Zenith di San Pietroburgo – una squadra molto vicina al presidente russo Vladimir Putin e legata a doppio filo al potere politico di Mosca dall\u2019invasiva sponsorizzazione di Gazprom. Dopo aver aspettato per pi\u00f9 di un anno di essere richiamato in Nazionale, Rakitskiy nel novembre del 2019 \u00e8 sbottato su Instagram: \u00abIl calcio si \u00e8 politicizzato: \u00e8 la paura e non il talento a guidare chi seleziona i giocatori per la Nazionale\u00bb. Al suo posto oggi gioca il diciottenne Ilya Zabarnyi, nuovo volto di una Nazionale giovane meno legata al passato russo. La punta, ad esempio, \u00e8 il venticinquenne Roman Yaremchuk, che nell\u2019ultima stagione ha segnato 23 gol con la maglia del Gent e che ha esordito con due gol nelle prime due partite degli Europei, contro Olanda e Macedonia del Nord. Quando hanno chiesto a Yaremchuk se fosse disposto a trasferirsi allo Zenith per 5 milioni di euro l\u2019anno, lui ha risposto<\/a> in maniera molto netta: \u00abNo, nella situazione attuale non andrei, al 100%. Ho tutto ci\u00f2 di cui ho bisogno nella vita ed \u00e8 abbastanza per me\u00bb. Non stupisce che in questo contesto a un\u2019icona come Shevchenko venga richiesta un\u2019aderenza assoluta alla nuova identit\u00e0 nazionale. Anche perch\u00e9, in quest\u2019ottica, Shevchenko ha molto da farsi perdonare. <\/p>\n\n\n\n La Nazionale di Shevchenko porta con s\u00e9 le cicatrici dell\u2019Ucraina contemporanea non solo in ci\u00f2 che mostra, ma anche in ci\u00f2 che nasconde. Se oggi l\u2019Ucraina \u00e8 una squadra giovane e fortemente rinnovata rispetto a quella di qualche anno fa, in parte si deve anche alla necessit\u00e0 di rimpiazzare alcuni giocatori che per motivi politici non sono visti pi\u00f9 di buon occhio. <\/p>dario saltari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Giocatore prediletto del leggendario allenatore della Dinamo Kiev e dell\u2019ultima grande Nazionale Sovietica, Valeriy Lobanovskyi, Shevchenko ha iniziato a gravitare intorno al mondo della politica ucraina ancora prima di mettere fine alla sua carriera da calciatore. Alla fine degli anni \u201990, insieme al resto della Dinamo Kiev appoggi\u00f2 pubblicamente uno dei tanti partiti nati dopo la dissoluzione dell\u2019Unione Sovietica, il Partito Social-Democratico di Ucraina – fondato, tra gli altri, da Viktor Medvedchuk, dissidente sovietico e figlio di uno dei membri dell\u2019Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (che, come ormai avrete capito, ritorna ciclicamente in questa storia). Una mossa che oggi non sembra del tutto spontanea, ma pi\u00f9 probabilmente diretta dalla vicinanza politica di Medvedchuk all\u2019allora presidente della Dinamo Kiev, Hryhoriy Surkis, che diventer\u00e0 di l\u00ec a poco uno degli uomini pi\u00f9 potenti del calcio ucraino: prima presidente della federazione nazionale, poi addirittura vice presidente della UEFA. Oggi a capo della Dinamo c\u2019\u00e8 suo fratello, Ihor Surkis. <\/p>\n\n\n\n\n\n Pi\u00f9 propriamente di Shevchenko fu invece l\u2019endorsement<\/em> in vista delle elezioni del 2004 a Viktor Yanukovich che, con il suo Partito delle Regioni, voleva spostare a est l\u2019asse politico ucraino con una politica che guardava a Mosca. Shevchenko allora era gi\u00e0 uno dei giocatori pi\u00f9 importanti del Milan berlusconiano, eppure le sue scelte politiche erano probabilmente dirette ancora dal suo passato in Ucraina, dove allora il Partito Social-Democratico era uno dei partiti che si opponeva all\u2019avversario di Yanukovich, e cio\u00e8 Viktor Yuschenko, che invece voleva un\u2019Ucraina che guardasse a Bruxelles e pi\u00f9 in generale al blocco occidentale. Proprio dall’iniziale sconfitta elettorale di quest\u2019ultimo, seguita dalle violente accuse di brogli, nacque la cosiddetta Rivoluzione Arancione, che invece riport\u00f2 Kiev sulla strada verso l\u2019Europa, la NATO e il suo ambiguo presente nazionalista. <\/p>\n\n\n\n \u00c8 difficile dire quanto quell\u2019endorsement<\/em> di Shevchenko venga ricordato o rinfacciato oggi in Ucraina, un paese dove comunque \u00e8 piuttosto comune che le personalit\u00e0 pubbliche dal mondo dello sport o dello spettacolo si candidino in politica, spesso passando da una fazione all\u2019altra. Di certo, a chi avesse l\u2019interesse a metterlo in cattiva luce nell\u2019Ucraina contemporanea non mancherebbero i dettagli biografici per dipingere uno Shevchenko vicino all\u2019anima russa del paese. L\u2019amicizia con Silvio Berlusconi, forse il pi\u00f9 grande alleato mai avuto da Vladimir Putin in Europa occidentale, padrino del suo primo figlio, Jordan, nonch\u00e9 ovviamente ispiratore della squadra che segner\u00e0 per sempre la sua carriera – addirittura ancora oggi, dato che nel suo staff compaiono due figure centrali di quel Milan come Mauro Tassotti e Andrea Maldera (figlio di Luigi Maldera, ex allenatore delle giovanili del Milan). Ma anche la vicinanza a un altro imprenditore molto legato a Putin, cio\u00e8 Roman Abramovich, con cui durante il suo periodo al Chelsea si diceva avesse un rapporto privilegiato, anche se Shevchenko ha sempre smentito. Secondo<\/a> l\u2019attaccante ucraino quella voce era nata proprio per il motivo che gli verr\u00e0 rinfacciato anni pi\u00f9 tardi, cio\u00e8 che con Abramovich condividesse la lingua, e per provare a tagliare la testa al toro e spegnere le polemiche a un certo punto dir\u00e0: \u00abForse dovrei smettere di parlare russo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n \u00c8 difficile dire quanto quell\u2019endorsement<\/em> di Shevchenko venga ricordato o rinfacciato oggi in Ucraina, un paese dove comunque \u00e8 piuttosto comune che le personalit\u00e0 pubbliche dal mondo dello sport o dello spettacolo si candidino in politica, spesso passando da una fazione all\u2019altra. <\/p>dario saltari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Per restituire il sentimento non univoco che oggi in Ucraina circonda Shevchenko, per\u00f2, forse \u00e8 meglio andare alla fine della sua carriera, quando per un attimo pens\u00f2 addirittura che il suo futuro fosse in politica. Era la fine di luglio del 2012: le proteste di Euromaidan erano ancora lontane di qualche mese, Yanukovich era finalmente salito al potere, e Shevchenko era tornato in Ucraina, dove aveva giocato le sue ultime partite con la Dinamo Kiev e la Nazionale, che aveva appena ospitato gli Europei. A quel punto l\u2019attaccante ucraino sent\u00ec di aver dato tutto e annunci\u00f2 il suo ritiro ma nel farlo fece<\/a> un annuncio che spiazz\u00f2 tutti, almeno fuori dal suo Paese: \u00abForse scioccher\u00f2 tutti, ma il mio futuro non ha nulla a che fare con il calcio, appartiene alla politica\u00bb. Il suo comunicato si fece pi\u00f9 chiaro solo qualche giorno pi\u00f9 tardi, quando si candid\u00f2 nelle liste di Ukrajina \u2013 Vpered!<\/em> (cio\u00e8 Ucraina – Avanti!), guidato da Natalia Korolevska, in vista delle imminenti elezioni parlamentari. Un partito di opposizione a Yanukovich, che per un periodo aveva fatto parte del blocco che faceva riferimento a Yulia Tymoschenko (la cui incarcerazione poi incendier\u00e0 le proteste a Kiev), e che aveva posizioni vaghe ma che erano pi\u00f9 o meno riconducibili a una politica liberale, liberista e che guardava all\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n La decisione di Shevchenko, quindi, rivel\u00f2 una motivazione politica meno solida di quanto non sembrasse dai primi comunicati – una na\u00efvet\u00e9<\/em> che si scontrava con la seriet\u00e0 della situazione politica a cui stava andando incontro l\u2019Ucraina e che verr\u00e0 confermata anche con la leggerezza di alcune sue dichiarazioni<\/a>. Per esempio: \u00abIn politica il mio piano \u00e8 quello di supportare il settore sociale e lo sport. D\u2019altra parte, il mio slogan principale \u00e8: mens sana in corpore sano<\/em>\u00bb. Di fronte a queste premesse, la carriera politica evapor\u00f2 al susseguirsi degli eventi in Ucraina. Ukrajina \u2013 Vpered! <\/em>non riusc\u00ec a raggiungere nemmeno il 2% dei voti, rimanendo al di sotto della soglia di sbarramento, e Shevchenko fin\u00ec per essere snobbato persino da un\u2019altra personalit\u00e0 sportiva catapultata nel mondo della politica, la leggenda ucraina della boxe Vitali Klitschko, che con il suo partito (l\u2019UDAR, che per\u00f2 in ucraino significa \u201cpugno\u201d) prese invece quasi il 14% dei voti. Quando Shevchenko gli propose un dibattito sullo sviluppo dello sport nel Paese, Klitschko arriv\u00f2<\/a> molto vicino ad umiliarlo. \u00abSiamo pronti a fare un dibattito con i nostri oppositori, il Partito delle Regioni che \u00e8 al governo\u00bb, dichiar\u00f2 Klitschko. \u00abNon vedo alcuna ragione di fare un dibattito con partiti che al momento hanno una minima possibilit\u00e0 di ottenere dei seggi in Parlamento\u00bb.<\/p>\n\n\n\n\n\n La decisione di Shevchenko, quindi, rivel\u00f2 una motivazione politica meno solida di quanto non sembrasse dai primi comunicati – una na\u00efvet\u00e9<\/em> che si scontrava con la seriet\u00e0 della situazione politica a cui stava andando incontro l\u2019Ucraina e che verr\u00e0 confermata anche con la leggerezza di alcune sue dichiarazioni. <\/p>dario saltari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Insomma, la breve e inconsistente carriera politica di Shevchenko, che forse era stata pensata per farlo apparire meno scollegato dal suo Paese di quanto non fosse sembrato fino a quel momento, produsse l\u2019effetto opposto. Anzi, forse fu proprio a partire da quel piccolo fallimento che Shevchenko inizi\u00f2 ad essere percepito da una parte della societ\u00e0 ucraina come opportunista e inaffidabile. C\u2019\u00e8 una vignetta<\/a> del Kyiv Post dell\u2019agosto del 2012, ad esempio, che lo vede in fila insieme a Cristiano Ronaldo e Rooney a un banchetto ricoperto di banconote, dove Natalia Korolevska lo sta iscrivendo al suo partito. \u00abIn fila, ragazzi: ce n\u2019\u00e8 per tutti\u00bb, dice Shevchenko nella vignetta. Shevchenko, quindi, non solo accusato di essere sostanzialmente un mercenario, ma anche equiparato ad altre stelle del calcio che con l\u2019Ucraina non hanno nulla a che fare. D\u2019altra parte, questa \u00e8 un\u2019ombra che \u00e8 rimasta su Shevchenko per tutta la carriera e di cui lui stesso deve aver sentito la pressione. Al ritorno alla Dinamo Kiev, nel 2009, Shevchenko ad esempio si sent\u00ec in dovere di dichiarare<\/a> che i suoi figli avrebbero parlato ucraino. \u00abVivo a Londra, mia moglie \u00e8 americana, i miei figli hanno la doppia cittadinanza, ma io rimango profondamente ucraino\u00bb, ha detto una volta<\/a>. <\/p>\n\n\n\n Alla luce della sua storia, il rischio che si \u00e8 assunto Shevchenko nel prendere la panchina della Nazionale come primo incarico in assoluto nella sua carriera da allenatore forse diventa pi\u00f9 comprensibile. Perch\u00e9 di fronte a un torneo sorprendente dell\u2019Ucraina, in quanti ricorderebbero ancora le sue incertezze all\u2019interno del mondo politico del suo Paese? E in quanti sarebbero disposti invece a chiudere gli occhi di fronte alle crepe che si sono aperte sulla sua icona in questi anni? Il suo talento come tecnico \u00e8 fuori discussione – l\u2019Ucraina \u00e8 una squadra rinnovata, che gioca in maniera piacevole e ambiziosa – ma \u00e8 possibile che questo suo primo incarico nasca anche da una ricerca di un definitivo riscatto personale: quello di dimostrare, per quanto pu\u00f2 sembrare assurdo, di essere ucraino per davvero<\/em>. Alla fine, se ci pensate, il CT della Nazionale \u00e8 il mestiere pi\u00f9 vicino a quello del politico che esiste nel mondo del calcio. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" Andriy Shevchenko, stella del calcio internazionale e oggi allenatore della nazionale ucraina, \u00e8 stato al centro delle ripetute crisi che hanno colpito lo spazio post-sovietico dalla dissoluzione dell’URSS. Da icona sportiva a politico fallito dopo la sua breve carriera con il partito Ukrajina – Vpered, si \u00e8 spesso trovato scisso tra un’identit\u00e0 russa e una ucraina, in una situazione in cui il calcio conferma di essere il calcestruzzo delle identit\u00e0 nazionali europee.<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":2370,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1778],"tags":[],"geo":[],"class_list":["post-2353","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sport","staff-dario-saltari"],"acf":[],"yoast_head":"\n
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