{"id":22926,"date":"2024-08-04T12:59:23","date_gmt":"2024-08-04T10:59:23","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=22926"},"modified":"2024-08-08T10:50:17","modified_gmt":"2024-08-08T08:50:17","slug":"follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/","title":{"rendered":"Follia e civilt\u00e0 pandemica: autopsia diun modello"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>\u00abUn essere umano non \u00e8 che un puntino in movimento, che obbedisce a leggi, schemi e forme in mezzo a un traffico che \u00e8 pi\u00f9 potente e lo sconfigge. Nella sua calma, la Svezia rivela un mondo nuovo e coraggioso in cui scopriamo che l&#8217;umano non \u00e8 pi\u00f9 necessario\u00bb. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Il filosofo francese Michel Foucault ricordava cos\u00ec cupamente i suoi deludenti tre anni a Uppsala&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-1-22926' title='\u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.blogs.hss.ed.ac.uk\/crag\/2015\/02\/01\/foucault-sweden\/&quot;&gt;Foucault on Sweden: \u2018The end of the Human\u2019&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Crag&lt;\/em&gt;, 1 febbraio 2015.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, in Svezia, probabilmente amareggiato per aver visto il suo progetto di dottorato, che in seguito sarebbe diventato il fondamentale<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_della_follia_nell%27et%C3%A0_classica\"> <em>Storia della follia nell&#8217;et\u00e0 classica<\/em><\/a>, respinto senza tanti indugi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 un solo modo di scrivere la storia definitiva di come la pandemia da COVID-19 abbia costretto il puntino umano in movimento ad un brusco arresto. Sappiamo che il mondo divenne improvvisamente irriconoscibile: quasi 15 milioni di morti associati al virus&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-2-22926' title='\u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.who.int\/data\/sets\/global-excess-deaths-associated-with-covid-19-modelled-estimates&quot;&gt;Global excess deaths associated with COVID-19 (modelled estimates)&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;World Health Organization&lt;\/em&gt;, 19 maggio 2023.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, l&#8217;economia contratta del 2,9%, un calo stimato del 9,5% del commercio globale &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-3-22926' title='Philip Bastian e Steven A. Altman, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.stern.nyu.edu\/experience-stern\/about\/departments-centers-initiatives\/centers-of-research\/center-globalization-education-management\/covid-19-0&quot;&gt;Covid-19 Impacts on Globalization&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;NYU Stern&lt;\/em&gt;, 9 settembre 2020.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span> e una riduzione del 70% della capacit\u00e0 delle compagnie aeree internazionali solo nel 2020, ed effetti a lungo termine sul benessere fisico e psicologico per i quali stiamo ancora vacillando.<\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto inquietante, a pi\u00f9 di quattro anni da quando la prima ondata si propag\u00f2 da Wuhan, sembra che non ci sia consenso su ci\u00f2 che avremmo dovuto imparare, su quali parametri dovremmo valutare, e soprattutto se il mondo risponderebbe in modo diverso se, o meglio quando, un altro evento pandemico dovesse accadere nuovamente. Sappiamo che la risposta iniziale del governo cinese, fatta di lockdown draconiani, obbligo di mascherine e chiusure delle frontiere, si \u00e8 diffusa con la stessa rapidit\u00e0 del virus stesso. Quando il virus arriv\u00f2 nel Nord Italia nel febbraio 2020 e fino alla prodigiosa invenzione e alla rapida distribuzione dei vaccini RNA all&#8217;inizio del 2021, quella serie di misure divenne un modello inconsapevole per le modalit\u00e0 di risposta alla pandemia dei paesi di tutto il mondo e per come sono stati misurati il fallimento e il successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle scienze sociali, sono spesso i valori anomali, i singoli casi di studio estremi che ci aiutano a uscire dal labirinto e a generalizzare ipotesi pi\u00f9 ampie. Questa anomalia si trova nel nord dell&#8217;Europa, e in particolare in Svezia: per il modo in cui il paese scandinavo ha scelto di fronteggiare la diffusione del virus, per le ragioni alla base di queste scelte e per il modo in cui la popolazione ha risposto. A parte chiusure specifiche e mirate, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/04\/14\/laltra-pandemia-il-paradosso-svedese-e-il-futuro-del-buongoverno-ai-tempi-del-coronavirus-2\/\">Stoccolma ha notoriamente mantenuto la vita sociale il pi\u00f9 normale possibile man mano che il virus si diffondeva<\/a>. Mentre il resto del mondo era barricato, la Svezia ha tenuto per la maggior parte aperte scuole, caff\u00e8, palestre, negozi e ristoranti, facendo un primo riferimento al controverso concetto di immunit\u00e0 di gregge. Un mondo in tumulto senza precedenti osservava con un misto di orrore e incredulit\u00e0 gli svedesi che si conformavano alle decisioni prese con calma mentre il tasso di contagio e il bilancio delle vittime continuavano a crescere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>A pi\u00f9 di quattro anni da quando la prima ondata si propag\u00f2 da Wuhan, sembra che non ci sia consenso su ci\u00f2 che avremmo dovuto imparare.<\/p><cite>Fabrizio Tassinari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso, quindi, che oggi l&#8217;esperienza svedese venga rivalutata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi mesi sono apparsi diversi resoconti analitici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-4-22926' title='Johan Norberg, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.cato.org\/sites\/cato.org\/files\/2023-08\/policy-analysis-959-no-link.pdf&quot;&gt;Sweden during the Pandemic: Pariah or Paragon&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Cato Policy Analysis&lt;\/em&gt;, no. 959, 29 agosto 2023.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span> e giornalistici &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-5-22926' title='Scott W. Atlas et Steve H. Hanke, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.wsj.com\/articles\/covid-lessons-learned-four-years-later-596a9fa9&quot;&gt;Covid Lessons learned, Four Years Later&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Wall Street Journal&lt;\/em&gt;, 18 marzo 2024.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che elogiano la saggezza a lungo termine dell&#8217;approccio svedese. Questi contributi notano come le scelte radicali di Stoccolma abbiano portato a lungo termine tassi di mortalit\u00e0 simili a quelli di altri paesi occidentali (probabilmente la variabile principale che aveva motivato i loro lockdown) con un conteggio finale di 2.322 morti per milione, leggermente maggiori dei vicini Finlandia e Germania (1.802 e 2.098, rispettivamente) ma molto minori sia dell&#8217;Italia sia degli Stati Uniti (3.230 e 3.332). Allo stesso tempo, si nota che l&#8217;esperienza svedese ha raggiunto il pi\u00f9 basso tasso di mortalit\u00e0 in eccesso al mondo (indipendentemente dal fatto che una persona sia morta <em>di<\/em> Covid, piuttosto che <em>con <\/em>il Covid), risultati migliori in termini di ripresa economica (la Svezia \u00e8 cresciuta complessivamente dello 0,4% durante la pandemia, mentre l&#8217;UE si \u00e8 ridotta del 2,1%) e negli indicatori meno tangibili ma cruciali della vita sociale, dall&#8217;istruzione alla salute mentale, che la pandemia ha invece sconvolto praticamente ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel bel mezzo della seconda ondata, avevo gi\u00e0 riflettuto su<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/04\/14\/laltra-pandemia-il-paradosso-svedese-e-il-futuro-del-buongoverno-ai-tempi-del-coronavirus-2\/\"> queste pagine<\/a> sulle peculiarit\u00e0 dell&#8217;esperienza nordica. La rinnovata attenzione al caso della Svezia mi ha spinto a riprendere quei primi risultati, nel tentativo di migliorare ulteriormente la nostra comprensione collettiva. Mi propongo quindi di condurre una \u2018autopsia\u2019 su un approccio non ortodosso e sul significato pi\u00f9 ampio che esso pu\u00f2 assumere per la nostra gestione governativa di crisi complesse. Pur tenendo conto che il senno di poi pu\u00f2 certamente essere di conforto, ho ritenuto giusto contestualizzare quelle decisioni epocali dando voce a coloro che le hanno effettivamente prese. Quanto segue si baser\u00e0 quindi anche su estratti di un&#8217;intervista esclusiva concessa dall&#8217;epidemiologo Anders Tegnell, l&#8217;architetto della risposta svedese al COVID-19. Ci\u00f2 che questa storia insolita rivela \u00e8 un attento e calcolato equilibrio di audace radicalismo e costante continuit\u00e0, di feroce indipendenza e profonda fiducia. Si scopre che mentre il mondo era in subbuglio nella follia pandemica, la Svezia stava tracciando un percorso verso la civilt\u00e0 pandemica, o almeno una versione di essa.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1697\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2-330x219.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2-690x457.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2-990x656.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2-690x457.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2-990x656.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000003-scaled-2-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00abInside\/Outside\u00bb, DOX, Centro d&#8217;arte contemporanea di Praga \u00a9 Libor Sojka\/CTK via AP Images<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Stato minimo e massima fiducia<\/h2>\n\n\n\n<p>Alcuni anni fa, la rivista <em>The Economist <\/em>riport\u00f2&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-6-22926' title='\u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.economist.com\/international\/2012\/10\/20\/whos-shrugging-now&quot;&gt;Who\u2019s shrugging now&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Economist&lt;\/em&gt;, 20 ottobre 2012.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> il curioso caso della popolarit\u00e0 di Ayn Rand in Svezia. Gli svedesi, ha fatto notare la rivista britannica, sono primi al mondo nelle ricerche su Google nei paesi non di lingua inglese per l&#8217;autrice de <em>L\u2019Atlantide<\/em>. Si dice inoltre che le librerie registrino un crescente interesse per la controversa scrittrice. Difficile non notare una certa ironia nel fatto che, nella parte di mondo che ha sposato pi\u00f9 a fondo la causa della socialdemocrazia, si verifichi una attrazione per un\u2019intellettuale che defin\u00ec lo stato sociale come \u00abla psicologia nazionale pi\u00f9 malvagia mai descritta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo aneddoto rivela pi\u00f9 di quanto sembri. Dalla libert\u00e0 di parola alle politiche migratorie, negli ultimi anni la sfera pubblica nordica ha virato drasticamente verso destra. I partiti populisti di destra sono cresciuti rapidamente in tutta la regione. Sono spuntati un certo numero di think-tank libertari di grande successo. Se si dovesse identificare un punto di svolta, probabilmente fu a met\u00e0 degli anni &#8217;90, quando un giovane e ambizioso politico danese di nome Anders Fogh Rasmussen pubblic\u00f2 un opuscolo intitolato <em>Dallo Stato sociale allo Stato minimo<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-7-22926' title='Anders Fogh Rasmussen, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/books.google.fr\/books\/about\/Fra_socialstat_til_minimalstat.html?id=RGHctAEACAAJ&amp;amp;redir_esc=y&quot;&gt;Fra socialstat til minimalstat : en liberal strategi&lt;\/a&gt;\u00bb, Linhardt og Ringhof, 2017.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. In esso, tra le altre cose, predicava la necessit\u00e0 delle privatizzazioni perch\u00e9 \u00abil libero mercato determina l&#8217;entit\u00e0 delle ricompense. I premi di mercato non sono giusti o sbagliati, giusti o ingiusti. Sono solo un dato di fatto\u00bb. All&#8217;inizio di questo secolo, Fogh Rasmussen ha ricoperto il ruolo di primo ministro per un decennio e ha praticato questa logica in modo efficace e talvolta brutale. Nei due decenni successivi, e anticipando una tendenza ora visibile nella maggior parte delle altre democrazie occidentali, i partiti di estrema destra hanno sostenuto o addirittura aderito a coalizioni di governo, dalla Norvegia alla Finlandia. Priorit\u00e0 e posizioni che erano ai margini del politicamente corretto si sono gradualmente fatte strada fino a permeare il nucleo del mainstream centrista.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando questo contesto, non \u00e8 del tutto sorprendente che la risposta svedese alla pandemia sia stata individuata e strumentalizzata dai radicali di tutto il mondo. L&#8217;opposizione ai lockdown, all&#8217;obbligo di indossare le mascherine e, in seguito, alla vaccinazione \u00e8 diventata rapidamente parte di un pi\u00f9 ampio arsenale di ribellione populista contro la governance tecnocratica. I negazionisti del clima si sono trasformati in anti-vax e, in modalit\u00e0 riconducibili alla teoria del ferro di cavallo, i libertari hanno unito le forze con la sinistra radicale contro la securitizzazione e persino la militarizzazione dell\u2019emergenza sanitaria. La risposta negazionista, in questo caso, \u00e8 stata aiutata dal fatto che tutto ci\u00f2 che l&#8217;establishment politico occidentale \u00e8 riuscito a inventare come risposta alla pandemia \u00e8 stato in gran parte una replica dell&#8217;approccio di uno dei regimi autoritari pi\u00f9 brutali del mondo. \u00abC&#8217;\u00e8 molto di vero in questo\u00bb, riconosce seccamente Tegnell all&#8217;inizio della nostra conversazione. \u00abL&#8217;Italia \u00e8 stata la prima e prima che succedesse in Italia tutti pensavamo che non si dovesse fare come \u00e8 stato fatto in Cina&#8230; Ma l&#8217;Italia ha seguito l&#8217;approccio della Cina e ha influenzato tutti gli altri in termini di lockdown e restrizioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Dalla libert\u00e0 di parola alle politiche migratorie, negli ultimi anni la sfera pubblica nordica ha virato drasticamente verso destra.&nbsp;<\/p><cite>Fabrizio Tassinari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>All&#8217;osservatore pi\u00f9 astuto non sar\u00e0 sfuggito che i media che oggi riprendono l&#8217;esperienza del COVID in Svezia come terra promessa libertaria sono il pi\u00f9 delle volte legati a doppio filo a gruppi ultraconservatori, noti per diffondere il vangelo della purezza ideologica. La politicizzazione del COVID-19 ha contribuito a segnare punti a favore del tentativo di smantellare lo stato profondo che avrebbe sistematicamente frodato le persone sulla strada della schiavit\u00f9. In questo contesto, risulta utile che anche un faro della socialdemocrazia come la Svezia avrebbe optato per un approccio cos\u00ec radicalmente incentrato sulla libert\u00e0. Su questo, Tegnell non vuole sentire ragioni. \u00abQuesto essere di essere liberali o libertari\u00bb mi dice, \u00abnon faceva per niente parte [del nostro pensiero]. La popolazione svedese accett\u00f2 di apportare cambiamenti piuttosto pesanti al comportamento e allo stile di vita. Lo hanno fatto volontariamente e senza essere costretti a farlo. Ci siamo riusciti senza forzare le persone, ma piuttosto parlando con le persone e cercando di far loro capire cosa volessimo ottenere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa interpretazione conferma che l&#8217;approccio svedese si basava su una forte fiducia nel volontarismo. Ma a rischio di razionalizzarla eccessivamente, si tratta sia di un popolo che cede volontariamente l&#8217;autorit\u00e0 ad una sovranit\u00e0 sia di una fiducia reciproca: della popolazione verso le istituzioni e, soprattutto, viceversa. \u00abQuella fiducia\u00bb, continua Tegnell, \u00ab\u00e8 stata costruita per molto, molto tempo. La concezione di base &#8230; \u00e8 che il governo e le istituzioni esistono per fare qualcosa di buono. Non hanno un&#8217;agenda nascosta, non cercano di manipolare, stanno davvero cercando di ottenere ci\u00f2 che \u00e8 meglio per la popolazione. Questo \u00e8 il loro obiettivo principale e il motivo per cui c&#8217;\u00e8 un alto livello di fiducia in ogni tipo di informazione che proviene da l\u00ec e nel fatto che queste informazioni sono molto probabilmente le migliori ottenibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La conferma pi\u00f9 chiara dell&#8217;argomentazione di Tegnell viene dai dati di un sondaggio che certifica in oltre il 90% il sostegno popolare alla gestione svedese della pandemia&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-8-22926' title='Anders Bj\u00f6kman, Magnus Gissl\u00e9n, Martin Gullberg e Johnny Ludvigsson, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.ncbi.nlm.nih.gov\/pmc\/articles\/PMC10399217\/#B1&quot;&gt;The Swedish COVID-19 approach: a scientific dialogue on mitigation politicies&lt;\/a&gt;\u00bb, National Library of Medicine 11, 20 iuglio 2023.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>, per quanto non ortodosse possano essere le misure. Le argomentazioni di Tegnell sono ulteriormente confermate anche dal fatto che i paesi nordici hanno assistito a nessuna protesta popolare e che la risposta del governo non \u00e8 stata strumentalizzata per scopi politici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradosso pi\u00f9 straordinario che emerge dall&#8217;esperienza pandemica in Svezia \u00e8 che i cittadini, che come ovunque hanno mostrato sentimenti sempre pi\u00f9 populisti, non hanno rinunciato alle fonti e alle pratiche del buon governo. La crescente polarizzazione pu\u00f2 aver riorientato il discorso politico, ma non si \u00e8 tradotta in una perdita di fiducia nelle istituzioni. Il contratto sociale nordico pu\u00f2 essersi trasformato per accogliere istanze radicali. Ma mentre i populisti in altre parti del mondo si vantano di essere anti-establishment e \u00abanti-sistemici\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-9-22926' title='Varriale Amedeo, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.populismstudies.org\/institutionalized-populism-the-strange-case-of-the-italian-five-star-movement\/&quot;&gt;Institutionalized Populism: The \u00abStrange Case\u00bb of the Italian Five Star Movement&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;ECPS Party Profiles &amp;#8211; European Center for Populism Studies (ECPS)&lt;\/em&gt;, 8 giugno 2021.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/06\/29\/romanizzare-i-barbari-una-conversazione-con-giovanni-orsina\/\">qui sono effettivamente diventati sistemici, e il sistema si \u00e8 adattato di conseguenza<\/a>. Un adattamento che non \u00e8 avvenuto senza conseguenze e senza inversioni di rotta politiche fino a poco fa inconcepibili. Ma nel caso della gestione della pandemia, il primo mito che deve essere risolutamente dissipato \u00e8 che la risposta della Svezia abbia qualcosa a che fare con la politica, per non parlare dell&#8217;ideologia. Il nocciolo del loro approccio risiede altrove, agli antipodi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Luci e ombre<\/h2>\n\n\n\n<p>Qualche anno fa, il fenomeno letterario nella lista dei bestseller danesi era un&#8217;inchiesta giornalistica intitolata <em>M\u00f8rkelygten<\/em>, \u00abla luce che si oscura\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-10-22926' title='Jesper Tynell, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/samfundslitteratur.dk\/bog\/m%C3%B8rkelygten&quot;&gt;M\u00f8rkelygten&lt;\/a&gt;\u00bb, Samfunds Litteratur, 2016.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L&#8217;autore Jesper Tynell si \u00e8 concentrato su una mezza dozzina di \u00abscandali\u00bb, dai sussidi di disoccupazione alla decisione del governo danese di unirsi all&#8217;invasione dell&#8217;Iraq guidata dagli Stati Uniti, per individuare le situazioni in cui gli organi dello stato hanno interpretato le leggi o i dati in modo selettivo per servire il padrone politico del momento. Tynell chiama ci\u00f2 \u00abl&#8217;arte di contare all&#8217;indietro\u00bb: un politico dichiara pubblicamente una cosa e i funzionari pubblici devono affrettarsi a trovare le prove e talvolta fabbricare connessioni per sostenerla. Il titolo del libro si riferisce all\u2019azione di esperti indipendenti che puntano i riflettori su ci\u00f2 che \u00e8 utile per i politici, oscurando deliberatamente l&#8217;intero quadro dalla vista del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il contratto sociale nordico pu\u00f2 essersi trasformato per accogliere istanze radicali.<\/p><cite>Fabrizio Tassinari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un&#8217;esagerazione affermare che molti di noi avrebbero difficolt\u00e0 a capire dove sia esattamente lo \u00abscandalo\u00bb. Nella maggior parte degli altri paesi, \u00e8 solito che le alte sfere del potere siano composte da apparatchik leali che cambiano ad ogni amministrazione. Costoro sono scelti per la loro efficacia nel manipolare i fatti o, nel migliore dei casi, nel tradurre la volont\u00e0 politica in un&#8217;esecuzione senza scrupoli. E&#8217; altrettanto consuetudine per la leadership politica dettare all&#8217;apparato tecnocratico ci\u00f2 che deve essere fatto e come. L&#8217;interferenza politica sulle tecnostrutture ministeriali non ha necessariamente a che fare con l&#8217;abuso di potere o la corruzione. Ma \u00e8 indicativo di una distorsione dello stato burocratico weberiano, dove il buon governo \u00e8 preservato proteggendo l&#8217;autonomia della funzione pubblica dal potere politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Tegnell, formalmente epidemiologo statale dell&#8217;Agenzia per la salute pubblica della Svezia quando il COVID-19 ha colpito, non ha dubbi sul fatto che questo problema costituisca l&#8217;elemento determinante della linea d&#8217;azione che ha perseguito. Vale la pena citarlo per intero: \u00abLa divisione dei compiti tra le diverse istituzioni e il governo \u00e8 abbastanza unica in Svezia con la rigida indipendenza delle prime, al punto che \u00e8 effettivamente vietato dal diritto costituzionale per i ministeri di interferire con le agenzie e dire loro cosa dovrebbero fare. Questo fa la differenza. E non solo perch\u00e9 \u00e8 regolato dalla legge, ma perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 stato un accumulo di fiducia tra il livello politico e le istituzioni nel corso di molti, molti anni. Il governo pu\u00f2 sempre cambiare le cose e cambiare le leggi. Quindi non si tratta solo delle leggi, ma anche del fatto che il livello politico pensa che questo sia un buon modo di gestire le cose\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;autonomia tecnocratica \u00e8 l&#8217;impalcatura del buon governo. Il fatto che fosse pienamente funzionante, che le sue pratiche fossero state consolidate, significava che le istituzioni svedesi e il suo popolo erano ben preparati. Sono rimasti imperturbabili quando la pandemia ha colpito, anche se hanno scelto un approccio che era aborrito dal resto del mondo. \u00abPotremmo usare i nostri normali processi\u00bb, continua Tegnell. \u00abAbbiamo formato un piccolo gruppo di lavoro per esaminare alcuni dei problemi. Abbiamo esaminato il tipo di prove a disposizione e le raccomandazioni da farsi sulla base di tali prove e che avrebbero aiutato nello gestione della pandemia&#8230; Questo \u00e8 il modo in cui abbiamo lavorato per tutte le raccomandazioni e i regolamenti che sono stati messi in atto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Se questa descrizione dei meccanismi della risposta alle crisi incarna il comportamento calmo e misurato che si attribuisce tipicamente ai nordici, solleva anche due obiezioni fondamentali. <\/p>\n\n\n\n<p>La prima riguarda la responsabilit\u00e0. Tegnell non esita a riconoscere gli errori: \u00abLa decisione di chiudere le case di riposo per anziani ai visitatori\u00bb per esempio \u00abnon \u00e8 stata facile e l\u2019abbiamo ritirata abbastanza rapidamente. \u00c8 stato un errore che ha causato molti problemi evitabili&#8230; Hanno sofferto molto\u00bb. Questa ammissione va dritta al punto di chi controlla i controllori. La Commissione indipendente istituita per valutare la risposta svedese ha ritenuto l&#8217;approccio \u00abfondamentalmente corretto\u00bb, pur criticando tra l&#8217;altro il governo per aver delegato troppe responsabilit\u00e0 all\u2019equipe di Tegnell. <\/p>\n\n\n\n<p>Dall&#8217;altra parte del Baltico, in Danimarca si \u00e8 verificato il caso forse pi\u00f9 assurdo di cattiva gestione della pandemia, quando il governo ha deciso sommariamente di abbattere un&#8217;intera popolazione e industria di visoni, nell&#8217;errata convinzione che fosse la portatrice del virus. Dopo una lunga indagine da parte di una commissione indipendente che \u00e8 arrivata fino al Primo Ministro, il processo decisionale \u00e8 stato giudicato \u00abgrossolanamente fuorviante\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-11-22926' title='Sophie Kevany e Tom Levitt, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2022\/jun\/30\/denmarks-covid-mass-mink-cull-no-legal-justification-report&quot;&gt;Denmark\u2019s Covid mass mink cull had no legal justification, says report&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Guardian&lt;\/em&gt;, 30 giugno 2022.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>, ma i protagonisti di quell&#8217;insensato errore sono ancora al loro posto. Questi esempi portano sostegno all&#8217;obiezione populista per eccellenza secondo la quale lo stato tecnocratico non solo \u00e8 lontano dalla realt\u00e0, ma \u00e8 anche intoccabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;autonomia tecnocratica \u00e8 l&#8217;impalcatura del buon governo.<\/p><cite>Fabrizio Tassinari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, il costrutto svedese solleva nella mente di tutti gli altri un&#8217;inevitabile obiezione culturalista. Ci\u00f2 che sembra facile in Scandinavia \u00e8 radicato in centinaia di anni di costruzione di un tessuto sociale coeso e di una comunit\u00e0 civica che alla fine giunge a una perfetta conformit\u00e0 alle politiche adottate. La vera domanda \u00e8 se ci\u00f2 pu\u00f2 essere replicato altrove. \u00abSe diciamo che non \u00e8 affatto possibile, stiamo ragionando in modo troppo semplicistico\u00bb, riflette Tegnell. \u00abQuesto tipo di dialogo pu\u00f2 essere costruito nella maggior parte delle societ\u00e0 culturalmente avanzate. Forse troppo spesso si intraprende la via pi\u00f9 semplice quando si cerca di far rispettare le decisioni invece di provare il modo pi\u00f9 difficile di comunicarle e ottenere la loro comprensione. Ma non \u00e8 cos\u00ec facile\u00bb. In effetti, non lo \u00e8 e l&#8217;obiezione irrisolta sul fatto che la risposta svedese possa essere attribuita a una sorta di eccezionalismo nordico va al cuore di una lezione pi\u00f9 universale sulla governance democratica, che questo caso illustra in modo cos\u00ec chiaro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Il suono del silenzio<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea venne al leggendario Olof Palme e \u00e8 databile verso la fine degli anni &#8217;60. Palme amava trascorrere le vacanze estive sull&#8217;isola di Gotland, a circa un&#8217;ora di volo da Stoccolma, dove inizi\u00f2 a improvvisare alcuni comizi; nel primo, sal\u00ec sul retro di un camion e cominci\u00f2 a parlare a 200 astanti. Grazie al carisma dello statista socialdemocratico, l&#8217;evento divenne una tradizione. Negli anni &#8217;80, quando Palme era primo ministro, all\u2019incontro partecipavano tutti i leader politici ed economici della Svezia. Almedalsveckan, come \u00e8 conosciuto oggi, \u00e8 diventato un festival della democrazia con partiti, sindacati, media e migliaia di privati cittadini, che si preoccupano di discutere le questioni pi\u00f9 importanti che interessano la loro societ\u00e0. Il festival ha rischiato di estinguersi dopo il brutale omicidio di Palme nel 1986. Ma nell&#8217;ultimo decennio, Almedalsveckan ha infranto ogni record, con una media di 1.800 organizzazioni rappresentate e 3.800 dibattiti di ogni tipo organizzati nel corso della settimana. La maggior parte degli altri paesi nordici ha poi creato gradualmente le proprie versioni: all&#8217;inizio dell&#8217;estate e possibilmente su un&#8217;isola, lontano dai palazzi del potere e dai riflettori.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa nel ricordo di Tegnell della sua gestione della pandemia che riflette direttamente a questo tipo di mentalit\u00e0. \u00abAbbiamo cercato di parlare alla popolazione da adulti\u00bb, mi racconta, \u00abper metterci sullo stesso piano e cercare di far capire loro cosa stavamo cercando di ottenere e quale sarebbe potuto essere il loro ruolo\u00bb. Questa formula ha una lunga tradizione nell&#8217;identit\u00e0 nordica. Il teologo danese Hal Koch lo ha cristallizzato cos\u00ec: \u00absono la conversazione (dialogo), la comprensione reciproca e il rispetto che rappresentano l&#8217;essenza della democrazia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Volendo inquadrare questa mentalit\u00e0 nel pensiero politico contemporaneo, essa rappresenta una variazione sulle recenti infatuazioni per l&#8217;epistocrazia: il governo dei sapienti. Filosofi come Jason Brennan&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-12-22926' title='Jason Brennan,&lt;a href=&quot;https:\/\/press.princeton.edu\/books\/paperback\/9780691178493\/against-democracy&quot;&gt; &lt;em&gt;Against Democracy&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, 26 settembre 2027.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span> hanno formulato il termine per contrastare le convinzioni irrazionali degli elettori e per sostenere che dovrebbe essere dato maggior potere ai cittadini politicamente informati: \u00ab10% in meno di democrazia\u00bb, come ha scritto Garrett Jones&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-13-22926' title='Garrett Jones,&lt;a href=&quot;https:\/\/www.sup.org\/books\/title\/?id=28088&quot;&gt; &lt;em&gt;10% less democracy&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Stanford UP, 2020.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>, con pi\u00f9 di un briciolo di elitarismo. Nel discorso nordico si capovolge questo presupposto, ampliando piuttosto che restringendo la base e mostrando come l&#8217;acquisizione, la deliberazione e la contestazione della conoscenza attraverso il dialogo e l&#8217;educazione sia ci\u00f2 che porta la governance democratica liberale ai suoi risultati pi\u00f9 maturi.<\/p>\n\n\n\n<p>In un senso pi\u00f9 ampio, l&#8217;esperienza nordica <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/04\/19\/la-trappola-tecnopopulista\/\">va oltre i confini di quello che \u00e8 stato descritto come \u00abtecnopopulismo\u00bb<\/a>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-14-22926' title='Christopher J. Bickerton e Carlo Invernizzi Accetti, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/academic.oup.com\/book\/39582&quot;&gt;Technopopulism: The New Logic of Democratic Politics&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Oxford academics&lt;\/em&gt;, 18 marzo 2021.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>, la logica politica evidenziatasi in alcuni nuovi partiti come quello del presidente francese Emmanuel Macron, che cerca di incanalare le competenze tecniche nell&#8217;insurrezione populista. L&#8217;esperimento svedese del Covid fa un ulteriore passo avanti nella riconciliazione di queste due forze, spingendo la governance democratica in direzioni diametralmente opposte. Da un lato, ha mostrato una posizione intransigente sulla protezione dell&#8217;autonomia tecnocratica, al punto da garantirle un&#8217;indipendenza quasi illimitata dal potere politico. Questo costrutto apparentemente orwelliano \u00e8 bilanciato da una societ\u00e0 libertaria, il cui radicalismo \u00e8 sostenuto da un profondo consenso sui fondamenti del contratto sociale.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000001-scaled-e1721926934593.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2530\"\n        data-pswp-height=\"1668\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000001-scaled-e1721926934593-330x218.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000001-scaled-e1721926934593-690x455.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000001-scaled-e1721926934593-1340x883.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/6\/2024\/07\/SIPA_ap21266862_000001-scaled-e1721926934593-125x82.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">\u00abInside\/Outside\u00bb, DOX, Centro d&#8217;arte contemporanea di Praga \u00a9 Libor Sojka\/CTK via AP Images<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Questo grande compromesso nordico fra tecnocrazia e populismo dipende fortemente dall&#8217;omogeneit\u00e0 etnica che, come ha osservato una volta Milton Friedman, \u00abconsente loro di potersi permettere cose che altri non potrebbero fare\u00bb. Da ci\u00f2 consegue anche un prevedibile scivolamento verso il conformismo (quello che i nordici chiamano in modo peggiorativo la \u00ablegge Jante\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-15-22926' title='Rebecca Thandi Norman, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.scandinaviastandard.com\/what-is-janteloven-the-law-of-jante\/&quot;&gt;What is Janteloven&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Scandinavia Standard, &lt;\/em&gt;25 febbraio 2024.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>) e persino il tribalismo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-16-22926' title='Marlene Wind,&lt;a href=&quot;https:\/\/scholar.google.dk\/citations?view_op=view_citation&amp;amp;hl=en&amp;amp;user=KCJXSJ4AAAAJ&amp;amp;citation_for_view=KCJXSJ4AAAAJ:B3FOqHPlNUQC&quot;&gt; &lt;em&gt;The Tribalization of Europe: A Defence of our Liberal Values&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, John Wiley &amp;amp; Sons, 19 aprile 2020.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span>. E non a caso, ora ci\u00f2 \u00e8 messo a dura prova dall&#8217;afflusso di migranti e si \u00e8 tradotto in alcune delle politiche migratorie pi\u00f9 brutali del mondo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-17-22926' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/08\/04\/follia-e-civilta-pandemica-autopsia-diun-modello\/#easy-footnote-bottom-17-22926' title='Ed West, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.edwest.co.uk\/p\/on-danish-exceptionalism?utm_medium=web&quot;&gt;On Danish Exceptionalism&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Wrong Side of History&lt;\/em&gt;, 8 giugno 2022.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della nostra conversazione, Tegnell si \u00e8 sentito almeno in parte rivendicato nelle sue scelte: \u00abSiamo molto felici che ora si possa avere una discussione pi\u00f9 costruttiva su come si pu\u00f2 guardare alla salute pubblica in una prospettiva pi\u00f9 ampia, rispetto alla sola prospettiva di ridurre la trasmissione di una nuova malattia. C&#8217;\u00e8 un tipo di apertura diverso ora rispetto a quello che c&#8217;era durante la pandemia. Anche durante la pandemia, ci sono state voci che hanno cercato di andare in questa direzione in altri paesi. A livello politico gli altri paesi non lo capirono veramente allora, anche se probabilmente lo capiscono adesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;esperienza nordica va oltre i confini di quello che \u00e8 stato descritto come \u00abtecnopopulismo\u00bb.&nbsp;<\/p><cite>Fabrizio Tassinari<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 traccia di eccezionalismo nordico in questa aspirazione, in una fase storica in cui il discorso pubblico in altre democrazie (im)mature \u00e8 degenerato in cacofonie di proclami unidirezionali, con i social media elevati al livello di megafoni senza filtri. La gestione della pandemia, segnata com&#8217;\u00e8 stata dalla disinformazione e da teorie del complotto selvagge, \u00e8 un esempio calzante del disperato bisogno di recuperare il valore e lo scopo di una conversazione informata.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, questa cura svedese non \u00e8 immune dagli effetti collaterali e, nonostante tutta la sua enfasi sul dialogo, \u00e8 un&#8217;ironia appropriata che spesso si contraddistingua per le ragioni opposte. Dopo un viaggio in Svezia negli anni &#8217;60, la scrittrice americana Susan Sontag la descrisse cos\u00ec: \u00abIl silenzio \u00e8 il vizio nazionale svedese.\u00bb Questa fu anche la conclusione dell&#8217;amara esperienza di Foucault a Uppsala: \u00ab\u00c8 forse il mutismo degli svedesi, il loro silenzio e la loro abitudine di parlare con sobriet\u00e0 ellittica, che mi ha spinto a&#8230; sviluppare questo chiacchiericcio senza fine che credo possa solo irritare uno svedese\u00bb.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contratto sociale nordico ci sembra stranamente lontano, proprio come sembrano lontani la pandemia e le sue conseguenze. Eppure, nell&#8217;autonomia della tecnologia dalla politica che caratterizza la Scandinavia, c&#8217;\u00e8 un modello di buon governo che pu\u00f2 essere esportato. Fabrizio Tassinari ha incontrato Anders Tegnell, epidemiologo e architetto della risposta della Svezia alla Covid-19. 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