{"id":2159,"date":"2021-05-24T12:34:13","date_gmt":"2021-05-24T11:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2159"},"modified":"2021-05-24T17:46:51","modified_gmt":"2021-05-24T16:46:51","slug":"litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e l\u2019Europa cresceranno o cadranno insieme"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Questo working paper \u00e8 disponibile anche in inglese sul <a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/05\/24\/italy-and-europe-will-rise-or-fall-together\/\">sito del Groupe d&#8217;\u00e9tudes g\u00e9opolitiques. <\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">La penisola italiana \u00e8 solitamente descritta come uno stivale. Immaginatela invece come un pilastro, una colonna che sorge dal mare e tiene le altre terre del dominio di Carlo Magno sopra le acque. Se crollasse, l&#8217;Europa affonderebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo, in una parola, \u00e8 ci\u00f2 che tenter\u00f2 di sostenere: il resistibile declino dell&#8217;Italia \u00e8 sia una minaccia per la sopravvivenza dell&#8217;Unione Europea, sia un&#8217;opportunit\u00e0 per essa di diventare un&#8217;organizzazione capace di soddisfare le domande dei suoi cittadini. Le vicende dell&#8217;Italia sono questioni di interesse comune, quindi, sulle quali gli altri dovrebbero intervenire.<\/p>\n\n\n\n<p>Parler\u00f2 prima della minaccia e dell&#8217;opportunit\u00e0, poi del declino dell&#8217;Italia, e infine del ruolo dell&#8217;Europa. Ho abbozzato il primo punto in un recente articolo per il <em>Financial Times<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-1-2159' title='Andrea Capussela, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.ft.com\/content\/37854580-7ae0-42e6-b375-02c422d60882&quot;&gt;The EU\u2019s future hinges on Italy\u2019s recovery fund reforms&lt;\/a&gt;, 21 aprile 2021'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, e il secondo \u00e8 l\u2019oggetto delle mie ricerche&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-2-2159' title='I risultati sono pubblicati in un libro pi\u00f9 lungo (&lt;a href=&quot;https:\/\/global.oup.com\/academic\/product\/the-political-economy-of-italys-decline-9780198866626?lang=en&amp;amp;cc=it&quot;&gt;&lt;em&gt;The Political Economy of Italy\u2019s Decline&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Oxford, Oxford University Press, 2018; versione italiana &lt;a href=&quot;https:\/\/luissuniversitypress.it\/pubblicazioni\/declino\/&quot;&gt;&lt;em&gt;Declino. Una storia Italiana&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Roma, Luiss University Press, 2019) e uno pi\u00f9 breve (&lt;a href=&quot;https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/problemi-contemporanei\/declino-italia-andrea-capussela-9788806247386\/&quot;&gt;&lt;em&gt;Declino Italia&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Torino, Einaudi, 2021).'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>; il terzo invece \u00e8 pi\u00f9 un appello che un\u2019analisi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file aligncenter\"><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/Working_Paper_Italy_Europe.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"209\" class=\"wp-image-2179\" style=\"width: 150px;\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1.png\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1.png 1146w, https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1-990x1377.png 990w, https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1-690x960.png 690w, https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1-1104x1536.png 1104w, https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1-125x174.png 125w, https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-18-1-330x459.png 330w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/Working_Paper_Italy_Europe.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una moneta senza stato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;euro, ha scritto uno dei suoi architetti, \u00e8 una &#8220;moneta senza stato&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-3-2159' title='T. Padoa-Schioppa, &lt;a href=&quot;https:\/\/mitpress.mit.edu\/books\/euro-and-its-central-bank&quot;&gt;&lt;em&gt;The Euro and its Central Bank: Getting United after the Union&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Cambridge Mass., MIT Press, 2004, p. 35.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo &#8220;peccato originale&#8221; \u00e8 alla radice delle asimmetrie dell&#8217;unione monetaria, la pi\u00f9 evidente delle quali \u00e8 la disgiunzione tra una politica monetaria centralizzata e una molteplicit\u00e0 di politiche fiscali nazionali, coordinate da un sistema basato su regole inevitabilmente imperfette.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito sulle cause della crisi del debito sovrano non \u00e8 chiuso. Ma pochi negherebbero che quelle asimmetrie hanno reso l&#8217;eurozona vulnerabile a crisi di fiducia capaci di avverarsi da sole: ossia casi in cui i dubbi degli investitori sulla sostenibilit\u00e0 del debito di una nazione portano a vendite dei suoi titoli, che a sua volta corroborano queste preoccupazioni, provocano ulteriori vendite, e innescano una spirale che, in assenza di un credibile prestatore di ultima istanza, pu\u00f2 portare al default. Questa dinamica fu evidente tra la primavera del 2010 e l&#8217;autunno del 2011, quando il contagio si diffuse dalla Grecia all&#8217;Irlanda, al Portogallo, alla Spagna e infine all&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Il precipitoso cambio di governo a Roma e l&#8217;aggiustamento di bilancio che segu\u00ec contennero la crisi, ma il punto di svolta fu il discorso che il presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, pronunci\u00f2 il 26 luglio 2012. \u201cNell&#8217;ambito del nostro mandato,&#8221; disse, &#8220;la BCE \u00e8 pronta a fare tutto il necessario per preservare l&#8217;euro. E credetemi, sar\u00e0 sufficiente&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-4-2159' title='Speech by Mario Draghi, President of the European Central Bank at the Global Investment Conference in London26 July 2012, BCE'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole decisive &#8211; &#8220;<em>whatever it takes<\/em>&#8221; &#8211; poggiavano su un ampio consenso politico, e furono sufficienti. Pi\u00f9 interessante qui \u00e8 la definizione dell&#8217;obiettivo: &#8220;preservare l&#8217;euro&#8221;. In quel frangente, infatti, il debito pubblico italiano superava il 120 per cento del PIL ed era, in valore nominale, il secondo pi\u00f9 elevato della zona euro. In gioco, quindi, non era la solvibilit\u00e0 dell&#8217;Italia ma la sopravvivenza della moneta comune. Perch\u00e9 la dimensione del debito del paese e la profonda, sedimentata interconnessione della sua economia con il resto dell&#8217;eurozona erano tali che l&#8217;unione monetaria difficilmente avrebbe retto alla sequenza, in rapida successione, del default dell&#8217;Italia, della sua uscita dall\u2019euro e della conseguente massiccia svalutazione. Ma se questo \u00e8 vero la stessa sopravvivenza dell&#8217;Unione era a rischio: perch\u00e9 la disgregazione della moneta comune avrebbe sottoposto le relazioni commerciali, finanziarie e politiche &#8211; soprattutto tra Francia, Germania e Italia &#8211; a tensioni tali che anche il mercato unico avrebbe potuto dissolversi. Dietro il consenso che permise a Draghi di pronunciare quelle parole, e poi di attuare le straordinarie politiche monetarie che esse prefiguravano, stava anche la valutazione che un default italiano avrebbe potuto distruggere il progetto di integrazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure le riforme che seguirono furono deludenti. Ai governi fu dato un prestatore di ultima istanza e furono fatti progressi nel settore bancario, ma l&#8217;asimmetria istituzionale tra politica monetaria e politica fiscale rimase, n\u00e9 i vincoli che essa comporta per la capacit\u00e0 dei governi di contrastare le recessioni furono compensati dalla creazione di una capacit\u00e0 fiscale comune per la stabilizzazione macroeconomica. Questo ritard\u00f2 la ripresa dell&#8217;eurozona, probabilmente, e lasci\u00f2 l&#8217;Unione esposta agli stessi rischi che l&#8217;avevano minacciata nell\u2019autunno del 2011.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019opportunit\u00e0 dell&#8217;Unione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il testo fondatore del progetto europeo, la dichiarazione Schuman&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-5-2159' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/europa.eu\/european-union\/about-eu\/symbols\/europe-day\/schuman-declaration_en&quot;&gt;The Schuman Declaration &lt;\/a&gt;\u2013 9 May 1950'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span> del 9 maggio 1950, pone al suo centro la solidariet\u00e0. L&#8217;effetto peggiore della risposta dell&#8217;Unione alle crisi dell&#8217;ultimo decennio fu di romperla, spargendo diffidenza tra Nord e Sud.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta alla pandemia \u00e8 stata diversa. L&#8217;entit\u00e0 dei fondi che <em>NextGenerationEU<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-6-2159' title='Commissione europea, &lt;a href=&quot;https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/recovery-plan-europe_it&quot;&gt;Piano per la ripresa dell&amp;#8217;Europa&lt;\/a&gt;'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span><em> <\/em>mobilita \u00e8 senza precedenti, cos\u00ec come lo sono le sue modalit\u00e0 di finanziamento: obbligazioni comuni, emesse a nome dell&#8217;Unione, sostenute da risorse comuni. Entrambe attestano solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer la prima volta, uno strumento di bilancio comune a livello europeo pu\u00f2 essere utilizzato per integrare gli stabilizzatori fiscali a livello nazionale, anche se attualmente esso \u00e8 solo temporaneo\u201d. \u00c8 con queste misurate parole che lo scorso settembre la presidente della BCE Christine Lagarde descrisse lo Strumento di Ripresa e Resilienza a un organismo congiunto dei parlamenti francese e tedesco&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-7-2159' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2020\/html\/ecb.sp200921~5a30d9013b.ro.html&quot;&gt;Introductory remarks by Christine Lagarde, President of the ECB, at the Franco-German Parliamentary Assembly,&lt;\/a&gt; 21 September 2020'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Renderlo permanente creerebbe un&#8217;unione fiscale, che \u00e8 la componente critica di qualsiasi prospettiva di ulteriore integrazione: perch\u00e9 un bilancio comune abbastanza grande per svolgere una funzione di stabilizzazione macroeconomica, o per finanziare altri beni pubblici comuni, richiederebbe, sia per raccoglierlo sia per spenderlo, una legittimit\u00e0 democratica molto maggiore di quella che l\u2019attuale assetto istituzionale pu\u00f2 fornire. Qualsiasi forma di unione fiscale richiede un progresso equivalente nell&#8217;integrazione politica, e ogni progresso in questo campo potrebbe migliorare il funzionamento dell&#8217;Unione anche in altri settori. Sulla scena globale, per esempio, l&#8217;influenza dell&#8217;Unione \u00e8 tanto grande nella politica commerciale, dove l&#8217;integrazione \u00e8 massima, quanto \u00e8 trascurabile nella politica estera, dove l&#8217;integrazione \u00e8 minima.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, questo strumento di bilancio \u00e8 una risposta <em>ad hoc<\/em> a una crisi straordinaria. Ma il progetto europeo fu in larga misura forgiato nelle crisi, come previdero i suoi fondatori, e la soluzione che quest\u2019ultima ha ricevuto punta chiaramente verso una maggiore integrazione. Questa \u00e8 la lettura che ne ha dato Draghi, per esempio, che invocando un&#8217;unione fiscale sia da privato cittadino, lo scorso settembre&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-8-2159' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.meetingrimini.org\/incertezza-e-responsabilita-lintervento-di-mario-draghi-al-41-meeting\/&quot;&gt;Incertezza e responsabilit\u00e0, l\u2019intervento di Mario Draghi al 41\u00b0 Meeting&lt;\/a&gt;'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>, sia da primo ministro, a marzo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-9-2159' title='&lt;a href=&quot;http:\/\/Conferenza stampa del Presidente Draghi e del Ministro Speranza&quot;&gt;Conferenza stampa del Presidente Draghi e del Ministro Speranza&lt;\/a&gt;, 26 marzo 2021'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo l&#8217;esito del Piano di ripresa sar\u00e0 decisivo. Se dovesse avere successo, gli argomenti per l&#8217;unione fiscale e politica sarebbero grandemente rafforzati dalla concreta dimostrazione della sua efficacia. Se dovesse fallire, questa prospettiva potrebbe invece dissolversi, poich\u00e9 esiste un&#8217;altra soluzione per correggere l&#8217;asimmetria della moneta-senza-stato: una soluzione decentralizzante, in cui le responsabilit\u00e0 nazionali crescerebbero e le regole che le governano diverrebbero pi\u00f9 rigide.<\/p>\n\n\n\n<p>A sua volta, il successo o il fallimento del piano dipender\u00e0 principalmente dall&#8217;Italia. Non tanto perch\u00e9 il paese \u00e8 particolarmente colpito dalla pandemia, o perch\u00e9 ricever\u00e0 la pi\u00f9 grande quota di sovvenzioni e prestiti, quanto perch\u00e9 la sua debolezza lo rende una minaccia latente e sempre presente per la sopravvivenza dell&#8217;Unione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il singolare declino dell&#8217;Italia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Durante il primo decennio del secolo il tasso di crescita reale dell&#8217;Italia \u00e8 stato il pi\u00f9 basso tra quelli registrati nel mondo. La doppia recessione del 2008-14 \u00e8 stata la peggiore dall&#8217;unificazione della nazione, nel 1861. Tra allora e la pandemia la crescita non ha raggiunto la met\u00e0 della media dell\u2019eurozona. Nel 2019 il Pil reale era ancora qualche punto percentuale sotto il picco del 2007, infatti, e il Pil pro capite era sceso da circa il 10 per cento sopra la media dell&#8217;eurozona, alla met\u00e0 degli anni &#8217;90, al 10 per cento sotto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anno scorso il PIL \u00e8 sceso dell&#8217;8,9 per cento, a fronte di una media UE del 6,2 per cento, e il debito pubblico \u00e8 salito al 155,6 per cento del PIL. Ossia 35 punti percentuali sopra il livello al quale era quando, nel 2011, l&#8217;Italia rischi\u00f2 di distruggere l&#8217;unione monetaria: senza il Piano di ripresa, e nonostante le politiche straordinarie della BCE, lo scorso autunno una crisi simile avrebbe potuto travolgere sia il paese sia l&#8217;Unione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-large  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/MwHsr\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La bassa crescita dell&#8217;Italia deriva principalmente dalla bassa produttivit\u00e0. Il problema sta soprattutto in quella componente della produttivit\u00e0 che deriva dal progresso tecnologico e organizzativo: dall&#8217;innovazione, in una parola, che genera efficienza. La variabile che la misura &#8211; la &#8220;produttivit\u00e0 totale dei fattori&#8221; &#8211; raramente prende valori negativi, perch\u00e9 di rado le economie regrediscono nel loro livello complessivo di efficienza: in Italia, invece, il governo stima che tra il 2001 e il 2019 essa sia calata del 6,2 per cento&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-10-2159' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza\/16782&quot;&gt;&lt;em&gt;Piano nazionale di ripresa e resilienza&lt;\/em&gt;&lt;\/a&gt;, Rome, 5 May 2021, p. 4.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questa variabile \u00e8 imprecisa, e possono esserci errori di misurazione, ma l&#8217;Italia manifestamente ha un problema di innovazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;innovazione pu\u00f2 essere importata o creata endogenamente. Mentre era lontana dalla frontiera tecnologica, durante i primi decenni dopo l&#8217;ultima guerra, l&#8217;Italia crebbe molto rapidamente, come la Germania e il Giappone, perch\u00e9 fu particolarmente capace di adattare le tecnologie importate alle proprie condizioni, e seppe spostare grandi quantit\u00e0 di lavoro e capitale nei settori che meglio potevano impiegarle. Ma quando si avvicin\u00f2 alla frontiera, attorno agli anni &#8217;80, fu pi\u00f9 lenta dei suoi pari nella transizione a un modello di crescita basato maggiormente sull&#8217;innovazione endogena. Ci\u00f2 non accadde per caso, perch\u00e9 l&#8217;innovazione tende a dissipare il potere e le rendite delle \u00e9lite.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;equilibrio reversibile dell&#8217;Italia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La crescita guidata dall&#8217;innovazione \u00e8 un processo di &#8220;distruzione creatrice&#8221;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-11-2159' title='Nicolas Da Silva, &lt;a href=&quot;https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2021\/04\/29\/le-pouvoir-de-la-destruction-creatrice-de-lintegration-de-la-critique-au-depassement-du-neoliberalisme\/&quot;&gt;Le pouvoir de la destruction cr\u00e9atrice : de l\u2019int\u00e9gration de la critique au d\u00e9passement du n\u00e9olib\u00e9ralisme ?,&lt;\/a&gt; Le Grand Continent, 29 aprile 2021'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>, infatti, nel quale nuove innovazioni continuamente rimpiazzano le precedenti. In ciascuna delle sue fasi, pertanto, questo processo minaccia le \u00e9lite economiche esistenti, che tipicamente sono gli innovatori della fase di crescita precedente, e potrebbero essere tentati di imbrigliarlo. La teogonia greca, come la racconta J.-P. Vernant, offre un parallelo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-12-2159' title='Jean-Pierre Vernant, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.seuil.com\/ouvrage\/l-univers-les-dieux-les-hommes-recits-grecs-des-origines-jean-pierre-vernant\/9782020382274&quot;&gt;L&amp;#8217;Univers, les Dieux, les Hommes. R\u00e9cits grecs des origines&lt;\/a&gt;, Seuil, 29 settembre 1999'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Entrambi gli dei primordiali, Urano e Crono, tentarono di impedire la nascita dei loro figli proprio perch\u00e9 temevano l&#8217;emergere di uno sfidante: Crono alla fine rimosse suo padre Urano, infatti, e fu a sua volta spodestato da suo figlio Zeus (che stabil\u00ec l&#8217;ordine che regna tuttora).<\/p>\n\n\n\n<p>Le \u00e9lite economiche italiane furono pi\u00f9 efficaci nel difendersi, a paragone delle loro omologhe in paesi comparabili, e lasciarono meno spazio all&#8217;innovazione e alla distruzione creativa. Questa, credo, \u00e8 la causa immediata del malessere economico dell&#8217;Italia. Le sue radici pi\u00f9 profonde sono la relativa debolezza dello stato di diritto e della responsabilit\u00e0 politica, che amplificarono lo squilibrio di potere tra le \u00e9lite e i loro sfidanti. Il suo segno pi\u00f9 evidente \u00e8 che l&#8217;Italia \u00e8 una gerontocrazia, che soffoca la mobilit\u00e0 sociale e dissipa la sua giovent\u00f9.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-13-2159' title='La percentuale di cittadini dai 15 ai 29 anni che non sono impegnati n\u00e9 nell&amp;#8217;istruzione, n\u00e9 nel lavoro, n\u00e9 nella formazione \u00e8 la pi\u00f9 alta dell&amp;#8217;Unione: ibidem.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<p>Lo sforzo riformatore degli ultimi tre decenni fu ammirevole. Le nuove leggi erano generalmente ben concepite, spesso ritagliate su modelli europei, e diffusamente lodate. Ma furono sdentate dal fatto che le regole tendono ad essere rispettate meno che in democrazie comparabili, e dalla collusione tra \u00e9lite politiche ed economiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto ingiusto e inefficiente, un equilibrio sociale caratterizzato da debole supremazia della legge, debole responsabilit\u00e0 politica e una bassa crescita pu\u00f2 nondimeno persistere, perch\u00e9 tende a generare risposte difensive che lo rafforzano. Questa logica \u00e8 reversibile, naturalmente, ma per superarla i cittadini comuni e le imprese devono superare un problema di azione collettiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per illustrarlo prendo l&#8217;esempio dell&#8217;evasione fiscale, fenomeno di massa. Il divario tra il gettito teorico dell&#8217;IVA e quello effettivo, per esempio, \u00e8 tra il 6 e l&#8217;8,6 per cento in Francia, Germania e Spagna: in Italia \u00e8 del 24,5 per cento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-large  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/MwHsr\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>L&#8217;evasione fiscale di massa danneggia i servizi pubblici, la fiducia nello Stato e, indirettamente, anche la responsabilit\u00e0 politica. Ma poche imprese e cittadini che evadono le tasse ne traggono benefici superiori al costo di vivere in simili condizioni: la vasta maggioranza preferirebbe un paese in cui la fedelt\u00e0 fiscale \u00e8 maggiore, i servizi pubblici migliori, la responsabilit\u00e0 politica pi\u00f9 forte, le politiche pubbliche pi\u00f9 rispondenti alle domande degli elettori. In un referendum, la maggior parte voterebbe per l&#8217;equilibrio ad alto rispetto della legge.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma una volta che l&#8217;equilibrio deteriore si stabilisce l&#8217;evasione fiscale diventa una strategia individualmente razionale, perch\u00e9 in quel contesto pagare tutte le tasse dovute significa sovvenzionare i delinquenti e insieme ricevere meno servizi pubblici di quanto le tasse versate giustificherebbero. Se possono farlo, molti risponderanno evadendo essi stessi qualche tassa. Sanno che l&#8217;equilibrio superiore \u00e8 preferibile, e che la loro strategia difensiva consolida quello deteriore, ma non sono disposti a fare il primo passo.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 la loro cultura, n\u00e9 la loro storia, n\u00e9 una speciale perfidia spiegano la propensione degli italiani ad evadere le tasse. \u00c8 la semplice razionalit\u00e0 di quel calcolo di costi e benefici, unita all&#8217;aspettativa che gran parte della societ\u00e0 seguir\u00e0 la medesima logica. Ci\u00f2 spiega anche la singolare diffusione della corruzione e del crimine organizzato, cos\u00ec come la relativamente bassa affidabilit\u00e0 dei bilanci delle imprese; e ognuno di questi fenomeni, di riflesso, contribuisce a deprimere la produttivit\u00e0, principalmente tramite le ricadute sulla dimensione e capitalizzazione delle imprese.<\/p>\n\n\n\n<p>Per uscire da questi equilibri i cittadini devono capirne la logica, e ricevere segnali credibili che essi possono cambiare: abbastanza credibili da portare molti a fare il primo passo, aspettandosi che altri faranno lo stesso. Baster\u00e0 un&#8217;inflessione nelle aspettative della societ\u00e0 per cambiarne i comportamenti, perch\u00e9 cos\u00ec come l&#8217;equilibrio deteriore \u00e8 capace di consolidarsi per forza propria, cos\u00ec anche l\u2019ascesa a un equilibrio superiore \u00e8 capace di autoalimentarsi; e qualsiasi progresso potrebbe rapidamente produrre una marcata accelerazione della crescita, poich\u00e9 i potenziali guadagni di efficienza che un quarto di secolo di declino ha lasciato a disposizione sono grandi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paese soffre principalmente perch\u00e9 il suo sistema politico non \u00e8 stato in grado di offrire ai cittadini n\u00e9 una spiegazione delle radici del loro malessere, n\u00e9 una visione abbastanza credibile e attraente da portarli a uscire da quegli equilibri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il deludente piano italiano<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nessuna visione di questo genere si ritrova nel Piano di ripresa dell&#8217;Italia&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-14-2159' title='Governo italiano, &lt;a href=&quot;https:\/\/www.governo.it\/it\/articolo\/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza\/16782&quot;&gt;Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza,&lt;\/a&gt; 5 maggio 2021'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>, quantomeno a una prima lettura. Non tanto perch\u00e9 la prosa \u00e8 spesso oscura e talvolta atroce, quanto perch\u00e9 gli investimenti e le riforme che il piano srotola non sembrano derivare da un&#8217;idea chiara del futuro del paese, n\u00e9 paiono capaci di comporne una&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-15-2159' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/COMMENT-TO-THE-ITALIAN-NRRP_FORUMDD.x96206.x96206.pd&quot;&gt;https:\/\/www.forumdisuguaglianzediversita.org\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/COMMENT-TO-THE-ITALIAN-NRRP_FORUMDD.x96206.x96206.pd&lt;\/a&gt;f'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo non si poteva attendere questo da un governo sostenuto da una coalizione di avversari, formato undici settimane prima della scadenza per presentare il piano alla Commissione. E le stesse ragioni possono spiegare, e in parte giustificare, perch\u00e9 il piano non \u00e8 stato oggetto di ampia consultazione n\u00e9 spiegato alla societ\u00e0. Ma ci\u00f2 rende il piano inadatto a guidare i cittadini fuori da quegli equilibri deteriori.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi difetti sono rimediabili, probabilmente. Mancando di un&#8217;impronta marcata, infatti, la materia di cui il piano \u00e8 fatto resta malleabile, verosimilmente, e potrebbe assumere una forma pi\u00f9 unitaria se le fosse imposta una visione pi\u00f9 chiara. La questione, piuttosto, \u00e8 se il sistema politico italiano sar\u00e0 in grado di concepirne una, forgiata nel dibattito pubblico, e poi convincere la societ\u00e0 ad abbracciarla.<\/p>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di una visione \u00e8 evidente dal Piano stesso. Nei prossimi cinque anni si prevede che porter\u00e0 183 miliardi di euro di spesa pubblica aggiuntiva, equivalente a circa l&#8217;11% del PIL del 2020. Il governo delinea tre scenari quanto all&#8217;impatto sulla crescita: in quello pi\u00f9 alto il piano aumenter\u00e0 il tasso di crescita del 2026 di 3,6 punti percentuali, in quello medio di 2,7 punti, in quello pi\u00f9 basso di 1,8. All&#8217;interno di questo intervallo, spiega il governo, il percorso che il paese imboccher\u00e0 dipende principalmente dall&#8217;effetto delle riforme che accompagneranno gli investimenti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-16-2159' title='&lt;em&gt;Ibidem&lt;\/em&gt;, p. 244\u201347.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le riforme critiche sono le quattro orizzontali: quelle della pubblica amministrazione, del sistema giudiziario, della semplificazione normativa, e della promozione della concorrenza (e una quinta, estranea al piano: quella fiscale). Negli ultimi tre decenni, tuttavia, ognuna di esse ha uno o pi\u00f9 predecessori comparabili, altrettanto ambiziosi: erano riforme generalmente ben concepite, come ho detto, ma il declino del paese non se ne accorse. Se dunque gli equilibri deteriori che ho descritto hanno potuto soffocare quelle riforme, in assenza di una visione convincente a sostegno dei loro attuali successori, che sola potrebbe cambiare le aspettative della societ\u00e0, sembra difficile aspettarsi ora risultati molto migliori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo non implica necessariamente che al termine del piano il tasso di crescita crescer\u00e0 di soli 1,5-2 punti, anche perch\u00e9 le proiezioni del governo potrebbero rivelarsi pessimistiche: la pandemia ha prodotto &#8220;innovazioni che hanno portato a guadagni di efficienza&#8221; che nel medio termine produrranno &#8220;un inevitabile aumento della produttivit\u00e0&#8221;, scrivono O. Blanchard e J. Pisani-Ferry in un recente <em>policy paper <\/em>del Groupe d\u2019\u00e9tudes g\u00e9opolitiques&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-17-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-17-2159' title='Olivier Blanchard, Jean Pisani-Ferry, &lt;a href=&quot;https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/05\/06\/una-strategia-economica-contingente-per-la-prossima-fase\/&quot;&gt;Una strategia economica contingente per la prossima fase,&lt;\/a&gt; Il Grand Continent, 6 maggio 2021'><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ma se l&#8217;Italia mancher\u00e0 il percorso alto il piano avr\u00e0 fallito: l&#8217;opportunit\u00e0 di concordare qualsiasi forma di unione fiscale si dissolverebbe, molto probabilmente, e sull&#8217;Unione incomberebbe di nuovo la minaccia di crisi simili a quella dell\u2019autunno 2011.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa pu\u00f2 fare l&#8217;Europa<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sarebbe meglio, forse, che l&#8217;Italia non esistesse.<em> Italiam non sponte sequor<\/em>: Enea stesso non voleva andarci, come il destino aveva decretato, per darle una nuova organizzazione politica&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-18-2159' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/24\/litalia-e-leuropa-cresceranno-o-cadranno-insieme\/#easy-footnote-bottom-18-2159' title='Virgilio, &lt;em&gt;Eneide&lt;\/em&gt;, IV.361.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ma dare l&#8217;Italia per persa sarebbe un\u2019imperdonabile mancanza d\u2019immaginazione. Perch\u00e9 basterebbe una curvatura nella traiettoria del paese per dissolvere quella minaccia e realizzare quell&#8217;opportunit\u00e0: un\u2019inflessione che scaturirebbe direttamente da un cambiamento nelle aspettative della societ\u00e0, se il sistema politico riuscisse a secernere idee capaci di persuaderla che il passaggio a un equilibrio superiore \u00e8 possibile, e potrebbe avvalersi dei vasti guadagni di efficienza che sono a portata di mano, in piena vista. Affinch\u00e9 questo accada, tuttavia, occorre pressione.<\/p>\n\n\n\n<p>La sofferenza economica \u00e8 diffusa, la volatilit\u00e0 elettorale alta, e il sistema dei partiti fluttuante: tutto suggerisce che lo spazio per idee nuove sia vasto, e la domanda fremente. Inoltre, durante la pandemia la societ\u00e0 ha dimostrato disciplina e impegno civico inaspettati, e potrebbe essere divenuta pi\u00f9 esigente nei confronti delle sue \u00e9lite. La pressione sul sistema politico potrebbe quindi aumentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci\u00f2 che vorrei dire \u00e8 che la pressione dovrebbe venire anche dall&#8217;esterno, sotto forma sia di critiche &#8211; del piano, del governo, della sua coalizione, della sua opposizione &#8211; sia di idee. Pressioni pubbliche, naturalmente, non consigli privati o rimproveri silenziosi: critiche e idee fornite apertamente, in modo da stimolare le fonti di pressione interne e permettere all&#8217;opinione pubblica di vedere come il sistema politico risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>I partiti europei non dovrebbero esitare. Perch\u00e9 se la mia analisi \u00e8 fondata le principali scelte dell&#8217;Italia riguardano anche loro, soprattutto se aspirano a una maggiore integrazione europea. Del resto, sui giornali e nei salotti del continente \u00e8 ormai consuetudine commentare le deliberazioni della Corte costituzionale tedesca sulla politica monetaria: l&#8217;afasia dei partiti italiani sulla produttivit\u00e0, l&#8217;innovazione, la mobilit\u00e0 sociale, la condizione giovanile non \u00e8 meno importante per il futuro dell&#8217;Unione. E se le opinioni pubbliche europee adotteranno questo approccio, potrebbero spingere anche i loro governi a prendere posizioni pi\u00f9 coraggiose sull&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si tratterebbe di interferenza ma del riflesso dell&#8217;interdipendenza, e potrebbe contribuire alla formazione di una vera sfera pubblica europea. Potrebbe non funzionare, certo: ma perdere questa opportunit\u00e0 per una riluttanza a trattare gli affari dell&#8217;Italia come affari comuni sarebbe, appunto, una mancanza d\u2019immaginazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo working paper, l&#8217;economista Andrea Capussela offre una prospettiva critica sul piano di ripresa italiano. Secondo lui, la ripresa deve usare una scala diversa: l&#8217;Europa. Allo stesso tempo, anche l&#8217;Unione deve scommettere sulla penisola. 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