{"id":2096,"date":"2021-05-09T09:04:08","date_gmt":"2021-05-09T08:04:08","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2096"},"modified":"2021-05-09T10:20:34","modified_gmt":"2021-05-09T09:20:34","slug":"vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/09\/vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli\/","title":{"rendered":"\u201cVogliamo coinvolgere i cittadini nel plasmare il futuro dell\u2019Europa\u201d: conversazione con David Sassoli"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Durante il suo mandato, iniziato un anno e mezzo fa, ha dovuto affrontare diverse crisi \u2013 a cominciare dalle ormai infinite Brexit e crisi migratoria, per arrivare fino alla crisi sanitaria ed economica del Covid-19. Come si si sono mossi il Parlamento e pi\u00f9 in generale l\u2019Unione rispetto a questa congiunzione di gravi crisi?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>In primo luogo, vorrei sottolineare che per far funzionare la democrazia abbiamo bisogno di dibattito pubblico: \u00e8 il solo modo per sviluppare politiche ed atteggiamenti comuni, per evitare che le oligarchie o le \u00e9lites siano i soli protagonisti. Partirei da una premessa: in questo ultimo anno, abbiamo potuto verificare quanto una grande crisi ci consenta di dire chi siamo, e di trarne delle lezioni: sul come siamo organizzati, quali sono i nostri punti di forza ed i nostri punti di debolezza. E non \u00e8 un caso che durante questo ultimo anno le stesse istituzioni, dirette dalle stesse persone, abbiano affrontato i due nodi cruciali della crisi in maniera molto diversa: con la risposta all&#8217;emergenza economico-finanziaria e alla sua ricaduta sociale da un lato, e con il contrasto alla pandemia sul piano sanitario dall\u2019altro. Ovvero i due snodi fondamentali che gi\u00e0 nel marzo 2020 si erano rivelati, nel momento in cui la pandemia si stava sviluppando e gi\u00e0 si presentava con tutte le sue criticit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quali tipi di risposte abbiamo avuto da parte dell&#8217;Unione Europea? Se si analizza adesso, a distanza di un anno, la situazione sul fronte finanziario e sociale, si pu\u00f2 notare una risposta importante e vigorosa, certo frutto di molte discussioni, dibattiti, polemiche,&nbsp;ma che ha comunque consentito di poter dire che l&#8217;Unione Europea ha affrontato e sta affrontando la crisi economico-finanziaria con politiche comuni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non sembra essere totalmente il caso, invece, per quel che riguarda la risposta sanitaria.<\/strong> <strong>Sebbene la sanit\u00e0 pubblica non sia una delle prerogative dell\u2019Unione Europea, si \u00e8 visto uno sforzo di coordinamento dei vari paesi per quel che riguarda i vaccini \u2013 sforzo criticato<\/strong> <strong>soprattutto da alcuni europarlamentari&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-2096' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/09\/vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli\/#easy-footnote-bottom-1-2096' title='Ad esempio, l\u2019europarlamentare Manon Aubry, copresidente del gruppo parlamentare della Sinistra Unitaria Europea\/Sinistra Verde Nordica, che, durante &lt;a href=&quot;https:\/\/www.facebook.com\/ManonAubryFR\/videos\/lunion-europ%C3%A9enne-sest-couch%C3%A9e-devant-les-labos-pharmaceutiques\/162593925490853\/&quot;&gt;un discorso&lt;\/a&gt; in Parlamento, ha accusato la Commissione di essersi \u201cinchinata al cospetto dei Big Pharma\u201d, sottolineando i ritardi nella consegna dei vaccini e la non-trasparenza dei contratti resi pubblici (in particolare, per quel che riguarda AstraZeneca).'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che hanno accusato la Commissione e l\u2019UE di essersi sottomessa ai<em> Big Pharma. <\/em>Come risponde a tale critiche?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Effettivamente, non possiamo giudicare la risposta sanitaria europea allo stesso modo di quella economica e sociale. Questo perch\u00e9, pur con le stesse istituzioni, con le stesse persone, gli stessi presidenti delle istituzioni, gli stessi organismi, la mancanza di competenza ha messo subito a nudo una grande difficolt\u00e0. E questa \u00e8 una prima lezione: dal momento in cui l&#8217;Unione Europea ha chiare le proprie competenze, \u00e8 in grado di rispondere alle crisi. Quando invece le competenze sono confuse, viene meno l\u2019efficacia, e se viene richiesta alle istituzioni europee un&#8217;opera di supplenza dai poteri nazionali, la risposta tarda ad arrivare. \u00c8 stentata e, spesso, insufficiente. In fondo, lo sapevamo gi\u00e0: le attivit\u00e0 di supplenza dell&#8217;Unione Europea non risolvono e non consentono di affrontare con decisione tanti problemi. Basti guardare al ripetuto fallimento dell\u2019UE rispetto alla questione delle migrazioni. Fallimento legato ad un\u2019opera di supplenza, e non di competenza, non di autorevolezza, e neppure di autorit\u00e0. Credo che il Covid metta in evidenza, con la sua forte irruzione nella vita di cittadini, tali lacune. Abbiamo bisogno di migliorare il funzionamento dell&#8217;Unione se vogliamo che l&#8217;Unione risponda alle crisi che si presentano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lacune che erano chiare a molti di noi ben prima del Covid. \u00c8 per questo che abbiamo iniziato questa legislatura, un anno e mezzo fa, con l\u2019idea di procedere ad un adeguamento e un <em>re-styling <\/em>della democrazia europea &#8211; e che stiamo portando avanti con la Conferenza sul futuro dell\u2019Europa. Oggi abbiamo capito, con ancor maggiore chiarezza, che i fenomeni globali non bussano alla porta, ma entrano in casa e possono fare (molto) male. E nessun paese europeo, tra i 27, anche tra coloro che si credono \u2013 a torto o a ragione \u2013 pi\u00f9 forti degli altri, pu\u00f2 rispondere da solo alle crisi che il mondo globale impone. Credo che questo debba costituire un assunto preliminare, sul quale fondare l\u2019elaborazione delle lezioni apprese dal Covid. Lezioni che non vanno messe in un cassetto: piuttosto, dobbiamo farne tesoro, aiutandoci a migliorare, rendendola pi\u00f9 efficace, la democrazia, e ristabilendo il contatto e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Vediamo, anche sulla scena internazionale, la forte volont\u00e0 dei sistemi autoritari di esprimere la propria efficienza. Efficienza che la democrazia fa fatica ad esprimere. Per questa ragione, molti insistono sulla fragilit\u00e0 del sistema democratico: \u00e8 nostro compito, come europei, di renderlo invece un sistema pi\u00f9 solido, capace di rispondere, con prontezza, efficienza, efficacia, ai problemi dei nostri concittadini. D\u2019altronde, quale cittadino potrebbe mai innamorarsi di un sistema che non d\u00e0 risposte ai propri problemi?\u00a0<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;efficienza \u00e8 qualcosa che la democrazia fa fatica e ad esprimere. Per questa ragione, molti insistono sulla fragilit\u00e0 del sistema democratico: \u00e8 nostro compito, come europei, di renderlo invece un sistema pi\u00f9 solido, capace di rispondere, con prontezza, efficienza, efficacia, ai problemi dei nostri concittadini.<\/p><cite>david sassoli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lei parlava di fare tesoro delle lezioni impartite dalla pandemia: come si pu\u00f2 pensare di cambiare e riformare l\u2019Unione, integrando le mancanze e i bisogni che sono venuti a galla in una nuova Europa della sanit\u00e0?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza della risposta europea sui vaccini non \u00e8 tutta da buttare via. Per un motivo: perch\u00e9, nonostante un problema oggettivo di competenze sulle politiche nazionali, che restano, per l\u2019appunto, nelle sfere nazionali in quanto competenze esclusive, l&#8217;opera di supplenza ha prodotto dei risultati positivi. Primo fra tutti: quello di chiedere alla Commissione di occuparsi dell&#8217;approvvigionamento per tutti e 27 i paesi membri. Non \u00e8 un elemento da sottovalutare: perch\u00e9 se non ci fosse stata una regia centralizzata da parte della Commissione europea sui contratti, avremmo assistito a una guerra fra i paesi pi\u00f9 ricchi e quelli pi\u00f9 poveri dell&#8217;UE. Avremmo avuto una capacit\u00e0 di approvvigionamento elitario, che non avrebbe consentito nessuna risposta in modo integrato da parte dell&#8217;Unione. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 dunque l\u2019assunto fondamentale? Che abbiamo bisogno di una politica europea sulla salute umana. Qualsiasi cittadino ragionevole, dalla Finlandia fino a Cipro, si rende conto che, rispetto a pandemie ed a questioni sanitarie di grande portata, l&#8217;Unione deve avere gli strumenti per poter affrontare questi fenomeni, che si manifesteranno in futuro con altrettanta forza. Abbiamo dunque bisogno di trarre delle lezioni dall&#8217;insufficienza e dei limiti&nbsp;dell&#8217;Unione, per farne un punto di forza. Mi ha molto rallegrato il fatto che, diversi mesi fa, la cancelliera Merkel abbia cominciato a parlare di una politica sanitaria europea. Per fare un esempio, siamo usciti, nel 2000, dalla crisi della mucca pazza \u2013 non paragonabile alla pandemia del Covid-19, ma che rimane comunque una grande crisi -, con una politica europea per la salute animale. Oggi quelli standard sono importantissimi.&nbsp; Ci permettono di tenere alto il livello della salute animale, con tutte le implicazioni che questo comporta: nella produzione, negli allevamenti, nella protezione della salute umana&#8230; Abbiamo fatto tesoro di quell&#8217;esperienza e oggi quella politica europea rimane un punto di riferimento in tutto il mondo<strong>. <\/strong>Non possiamo uscire dal Covid senza una politica europea per la salute umana: credo che avremmo, se cos\u00ec fosse, perduto una grande occasione<strong>.<\/strong> E non soltanto dal punto di vista estetico \u2013 ovvero dotare l\u2019Unione di maggiori poteri; ma anche e soprattutto per dare una risposta ai cittadini.&nbsp; Credo che questa sia la scommessa sulla quale dovremmo riflettere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tutto questa verr\u00e0 discusso nella <\/strong><a href=\"https:\/\/futureu.europa.eu\/?locale=it\"><strong>Conferenza sul futuro dell\u2019Europa<\/strong><\/a><strong>?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La Conferenza \u00e8 un luogo di dibattito dove dobbiamo pensare e riflettere su come dotare l&#8217;Unione di nuovi strumenti. E oggi quale argomento pi\u00f9 forte e pi\u00f9 condiviso dalle nostre opinioni pubbliche che la salute? Quindi credo che questo sia un tema centrale per la Conferenza. Lo \u00e8 certamente nelle priorit\u00e0 che il Parlamento ha indicato come tema di discussione per cercare soluzioni che rendano il funzionamento dell&#8217;Unione pi\u00f9 efficiente &nbsp; &nbsp; .&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sull&#8217;efficienza, da un punto di vista economico: lei spesso ha sottolineato l\u2019aumento<\/strong> <strong>della povert\u00e0 e delle diseguaglianze causato<\/strong> <strong>dalla crisi. Per un rilancio economico favorevole a tutto lo spazio comunitario, l\u2019UE ha deciso di sospendere il Patto di Stabilit\u00e0: perch\u00e9 non continuare sulla stessa strada, annullando il debito Covid detenuto dalla BCE \u2013 <\/strong><a href=\"https:\/\/rep.repubblica.it\/pwa\/intervista\/2020\/11\/14\/news\/sassoli_l_europa_deve_cancellare_i_debiti_per_il_covid_-274411308\/\"><strong>come da lei gi\u00e0 evocato?<\/strong><\/a><strong> Qual \u00e8 realmente il ruolo del Parlamento nella politica monetaria?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Abbiamo sperimentato in questo periodo delle cose nuove. Dobbiamo esserne molto contenti, perch\u00e9 non sono meccanismi proveniente da una previa esperienza, ma inventati <em>ad hoc<\/em> per rispondere alla crisi del Covid. Abbiamo allentato e sospeso il patto di stabilit\u00e0 e crescita; abbiamo sospeso il meccanismo degli aiuti di Stato; abbiamo inventato un sostegno alle casse integrazione finanziato con bond europei<strong>.<\/strong>&nbsp;Per la prima volta, la crisi ci ha offerto, nella sua drammaticit\u00e0, delle occasioni per superare alcuni paradigmi del passato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Io sono convinto, ma credo che sia generalmente riconosciuto, che sarebbe inutile e dannoso pensare che dopo il Covid si possa tornare al mondo di ieri. Non siamo in un film, in cui si riavvolge la moviola e si torna al punto di partenza. Perch\u00e9 il Covid ha gi\u00e0 cambiato le nostre vite. E ha cambiato la percezione dell\u2019utilit\u00e0 dell&#8217;Unione europea. Dobbiamo insistere, perch\u00e9 strumenti nuovi possono consentirci di immaginare il nostro futuro. \u00c8 facile vedere che tutti i paesi europei stanno facendo debiti. Basta guardare ai grafici, in costante aumento. Qual \u00e8 la causa? La risposta al Covid ha consentito di spendere tanti soldi. Questi soldi producono debito: &nbsp; &nbsp; &nbsp;e non \u00e8 un fenomeno italiano, francese o europeo, \u00e8 un fenomeno mondiale. Sar\u00e0 possibile riequilibrare il debito con la crescita, con lo sviluppo, con il lavoro \u2013 ovvero con i nostri punti di forza? Questa domanda rimane aperta. Sono convinto che ai debiti dobbiamo rispondere con una politica di sviluppo &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;pi\u00f9 decisa. Se cos\u00ec non fosse, lasceremmo ai giovani ed alle prossime generazioni una montagna di debiti, e avremmo sulle nostre spalle una grande responsabilit\u00e0: quella di aver lasciato non solo alle generazioni future dei forti vincoli alla propria vita, ma soprattutto alle persone e alle fasce sociali pi\u00f9 deboli. Un fardello davvero pesante. E allora, io credo &#8211; non avendo una ricetta, e non volendo averla &#8211; che il tema debba essere all&#8217;ordine del giorno di un dibattito pubblico. Io vorrei, e lo dico da Presidente del Parlamento, che ci fossero tante idee e invenzioni per poter rispondere ai nostri problemi. Ma certamente non sono i paradigmi del passato a poterci aiutare. Perch\u00e9 prima del Covid una certa idea di crescita neoliberista ha fatto aumentare le diseguaglianze, non le ha fatte diminuire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per l\u2019appunto, sui nuovi paradigmi economici: dal 1944,<\/strong> <strong>le misura di crescita e di sviluppo economico fanno riferimento al PIL, senza prendere in conto le sfide della parit\u00e0 di genere, della sostenibilit\u00e0 e dell&#8217;ambiente, tematiche prioritarie per l&#8217;UE. Come potr\u00e0 essere valutato<\/strong> <strong>il raggiungimento di tale obiettivi?<\/strong> <strong>Con quale strumento di misurazione?&nbsp;<\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;Europa deve essere contenta di una cosa: senza essercene resi conto, siamo entrati nella crisi del Covid con un&#8217;idea di fondo, ovvero quella del <em>Green Deal<\/em>.<strong> <\/strong>E siamo stati fortunati: perch\u00e9 dalle elezioni del 2019 fino al Covid abbiamo elaborato un punto di vista che deve e dovr\u00e0 condizionare la nostra &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;idea di sviluppo. Ci\u00f2 non \u00e8 banale. Siamo entrati nella crisi sanitaria con una certa lettura della contemporaneit\u00e0 e degli impegni che l&#8217;UE aveva gi\u00e0 preso per il futuro: arrivare al 2030 e al 2050 come primo continente ad emissioni zero, e con una logica di transizione che deve consentire di non lasciare indietro nessuno. Non possiamo permetterci di arrivare al 2050 lasciando indietro alcuni dei nostri paesi, le nostre societ\u00e0, i nostri lavoratori, le nostre imprese (o chiudendole &#8211; perch\u00e9 naturalmente \u00e8 pi\u00f9 facile chiuderle che trasformarle). \u00c8 questa la lettura e il piano che l&#8217;UE ha gi\u00e0 fatto, consentendo di essere un po&#8217; pi\u00f9 avanti degli altri nel lavoro da svolgere. Perch\u00e9 il Piano di ripresa <em>Next Generation EU<\/em> &#8211; che ci ha fatto discutere e litigare &#8211; alla fine prende spunto da una riflessione gi\u00e0 avviata, che si fonda sugli impegni del <em>Green Deal<\/em>, su un&#8217;economia sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello sociale, e su un\u2019idea di transizione che tenta di recuperare gli svantaggiati.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni stanno arrivando tutti i piani di ripresa nazionale: saranno valutati secondo degli schemi che la Commissione ha gi\u00e0 indicato, non difficili da seguire, dato che tutti i paesi hanno avuto la possibilit\u00e0 di adeguare la loro proposte. Anche qui, siamo coscienti di aver introdotto una novit\u00e0, ovvero di dare soldi ai nostri paesi perch\u00e9 siano utilizzati in vista di obiettivi comuni: se si vogliono raggiungere gli obiettivi del <em>Green Deal,<\/em> si ha bisogno, passo dopo passo, progetto dopo progetto, di far convergere tutte le iniziative dei 27 paesi intorno a degli obiettivi comuni. Questo \u00e8 lo spirito e il meccanismo che &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;impegner\u00e0 la Commissione e il Parlamento nella valutazione dei piani nazionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Abbiamo notato<\/strong>, <strong>durante e pre-pandemia, una crescita dello scontento nella popolazione (sia nei paesi OCSE che non OCSE), che sembra chiedere profonde riforme della democrazia, con la riformulazione di un contratto sociale e di un New Deal (come propone ad esempio il Presidente <\/strong><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/11\/16\/macron\/\"><strong>Macron nell\u2019intervista al <em>Grand Continent<\/em>)<\/strong><\/a><strong> per poter uscire dalla crisi. In questo senso, come si potrebbe riformare il funzionamento delle istituzioni europee &#8211; dando, per esempio, pi\u00f9 peso al Parlamento?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Anche qui, non partiamo da zero. Abbiamo un sistema e un funzionamento dell&#8217;Unione che, sulla base dei trattati, pu\u00f2 potenzialmente assumere tante forme non ancora sperimentate.&nbsp; Per migliorare il funzionamento dell&#8217;Unione, necessiteremo non solo di cambiare i Trattati, ma anche di applicarli. Effettivamente, molte parti dei nostri trattati restano indefinite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Parlamento europeo \u00e8 un co-decisore: ha delle funzioni superiori a quelle del Congresso americano. Inoltre, ha la capacit\u00e0 di diffondere il pluralismo all\u2019interno delle nostre istituzioni, cosa che consente un dialogo importante tra i cittadini e le realt\u00e0 territoriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, siamo convinti che questo sia il momento per aumentare la capacit\u00e0 e la centralit\u00e0 del Parlamento, ampliando il suo potere di iniziativa: dopotutto, tutti i sistemi democratici hanno il Parlamento al centro della loro visione. Cosa vuol dire? Che il Parlamento non deve essere soltanto il punto di arrivo di proposte provenienti dalla Commissione, ma anche il punto di partenza di proposte da discutere con la Commissione e Consiglio. Avere pi\u00f9 potere di iniziativa potrebbe gi\u00e0 consentire un maggior ruolo del Parlamento. Come abbiamo gi\u00e0 detto, le crisi costituiscono un importante strumento per mettere a fuoco i punti di forza e di debolezza; in questo momento, notiamo, da diversi mesi, che il funzionamento basato sui triloghi funziona bene. Tutte le iniziative legislative che vengono discusse da organi con poteri legislativi operano molto bene, dato che siamo tutti impegnati a dare risposte alla stessa crisi. In questo senso, il Consiglio dell\u2019UE o il Consiglio europeo potrebbe proporre una riforma. Riforma necessaria al confronto tra i diversi organi istituzionali, da sempre squilibrati nel loro potere: il Consiglio europeo (che rappresenta i leader degli Stati membri) non ha poteri legislativi, a differenza del Consiglio dell\u2019UE. Per un miglior funzionamento dell\u2019Unione, queste due funzioni potrebbero essere meglio integrate, consentendo una responsabilit\u00e0 maggiore anche alla dimensione governativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Siamo convinti che questo sia il momento per aumentare la capacit\u00e0 e la centralit\u00e0 del Parlamento, ampliando il suo potere di iniziativa: dopotutto, tutti i sistemi democratici hanno il Parlamento al centro della loro visione. Cosa vuol dire? Che il Parlamento non deve essere soltanto il punto di arrivo di proposte provenienti dalla Commissione, ma anche il punto di partenza di proposte da discutere con la Commissione e Consiglio. Avere pi\u00f9 potere di iniziativa potrebbe gi\u00e0 consentire un maggior ruolo del Parlamento<\/p><cite>david sassoli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa sembra essere uno strumento di risposta proprio al bisogno e alla richiesta da parte dei cittadini di avere pi\u00f9 voce. In questo senso, si cerca di farli partecipare, ma anche di comunicare con il pi\u00f9 ampio pubblico possibile tematiche relative alle politiche pubbliche e ai problemi dell\u2019UE. Facendo riferimento a tale iniziativa, quali sono le possibili riforme, gi\u00e0 presenti al suo tavolo da Presidente, volte a creare una piattaforma democratica pi\u00f9 inclusiva a lungo termine, un\u2019\u201cEuropa dei popoli\u201d?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La<strong> <\/strong>nostra lista, per quel che riguarda la Conferenza&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-2096' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/09\/vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli\/#easy-footnote-bottom-2-2096' title='La C&lt;a href=&quot;https:\/\/europa.eu\/european-union\/conference-future-europe_it&quot;&gt;onferenza sul futuro dell\u2019Europa&lt;\/a&gt; \u00e8 una serie di dibattiti e discussioni avviati sotto iniziativa dei cittadini, nata come comune iniziative della Commissione, Parlamento e Consiglio, che agiscono in qualit\u00e0 di partner paritari insieme agli Stati membri dell\u2019Unione europea.&amp;nbsp;&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;Le discussioni sono articolate secondo diversi argomenti: \u201cCambiamento climatico e ambiente\u201d, \u201cSalute\u201d, \u201cUn\u2019economia pi\u00f9 forte, giustizia sociale e occupazione\u201d, \u201cL\u2019UE nel mondo\u201d, \u201cValori e diritti, Stato di diritto, sicurezza\u201d, \u201cTrasformazione digitale\u201d, \u201cDemocrazia europea\u201d, \u201cMigrazione\u201d, \u201cIstruzione, cultura, giovent\u00f9 e sport\u201d\u2026&amp;nbsp;&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;Come si legge nella &lt;a href=&quot;https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/default\/files\/it_-_dichiarazione_comune_sulla_conferenza_sul_futuro_dell.pdf&quot;&gt;Dichiarazione Comune&lt;\/a&gt;, la Conferenza vuole essere un processo \u201cdal basso verso l\u2019alto\u201d, incentrato sui cittadini, e che consenta agli europei di esprimere la propria opinione su ci\u00f2 che si aspettano dall\u2019UE. Gli eventi possono essere svolti a diversi livelli (europeo, nazionale, transnazionale, regionale).&amp;nbsp;&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;I contributi di tutti gli eventi saranno raccolti, analizzati, e pubblicati nel corso dell\u2019intera conferenza, affiancando un meccanismo di&lt;em&gt; feedback&lt;\/em&gt; per garantire che le idee formulate sia tradotte in raccomandazioni concrete. \u00c8 istituito un comitato esecutivo, co-presieduto dalle tre istituzioni, responsabile dell\u2019adozione per consenso ai lavori della conferenza e ai suoi processi e coadiuvato da un Segretariato comune; inoltre, ogni sei mesi, \u00e8 organizzata una sessione plenaria della conferenza, al fine di garantire che le raccomandazioni dei diversi panel siano presi in considerazione. La sessione plenaria \u00e8 composta da rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, da parlamentari nazionali e da cittadini.&lt;\/p&gt;\n\n\n\n&lt;p&gt;Il risultato finale della conferenza sar\u00e0 presentato in una relazione destinata alla presidenza congiunta, che esaminer\u00e0 come dare un seguito efficace a tale relazione.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, include in particolare alcuni temi riguardanti la funzione e l\u2019identit\u00e0 dell&#8217;istituzione parlamentare. Per esempio, la possibilit\u00e0 di avere parlamentari eletti sulla base di un principio di eguaglianza, grazie a una nuova legge elettorale. Fino ad oggi, i parlamentari sono sempre stati eletti in modo molto diverso fra loro, in funzione dei loro paesi di provenienza. Credo che mettere un po\u2019 di ordine nella legge elettorale europea attribuisca, rispetto all\u2019opinione pubblica, una maggiore autorevolezza e riconoscibilit\u00e0 al mandato parlamentare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro esempio \u00e8 quella degli <em>Spitzenkandidaten<\/em> \u2013 idea molto politica, poi disattesa perch\u00e9 non contenuta nelle nostre regole e Trattati. Ovvero: nelle scorse legislature, abbiamo fatto delle elezioni basate su famiglie politiche che indicavano i loro riferimenti per la Presidenza e la Commissione; riferimenti poi naturalmente disattesi, dato che il funzionamento e composizione della Commissione avviene in tutt\u2019altro modo. \u00c8 giusto dare la possibilit\u00e0 ai cittadini ed al Parlamento di indicare le proprie preferenze, al momento delle elezioni della Presidenza della Commissione? Se s\u00ec, credo sia assolutamente necessario chiarirlo, regolando il sistema e discutendolo con pi\u00f9 precisione. Non pu\u00f2 essere limitato a semplice indicazione politica; dovrebbe essere contenuto nelle nostre regole. Questo \u00e8 un esempio di strumento per poter consentire al Parlamento, ed alle istituzioni europee in generale, di funzionare meglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo mi porta a parlare del rapporto, a volte difficile, tra dimensione comunitaria e dimensione governativa: so che nell\u2019ambizione dei giovani &#8211; ma anche nella mia &#8211; la dimensione comunitaria dovrebbe prevalere. Sono convinto che in futuro andremo in questa direzione. Ma oggi dobbiamo guardare con un po\u2019 pi\u00f9 di pragmatismo e di concretezza a ci\u00f2 che abbiamo davanti. In questo senso, abbiamo soprattutto bisogno di ricomporre gli equilibri, pi\u00f9 che pensare che una dimensione debba prevalere sull&#8217;altra. Questo non sarebbe possibile oggi. Dobbiamo lavorare perch\u00e9 l&#8217;Europa sia giudicata conveniente. E quando lo sar\u00e0, credo che la dimensione comunitaria prevarr\u00e0. La convenienza \u00e8 un concetto a cui dobbiamo sempre riferirci. Questo vale per l&#8217;Unione europea, ma anche per i nostri sistemi democratici. Il rapporto di consenso con le nostre opinioni pubbliche \u00e8 dato dalla convenienza. \u00c8 conveniente essere liberi; \u00e8 conveniente la democrazia; \u00e8 conveniente la solidariet\u00e0, \u00e8 conveniente che tanti paesi lavorino insieme e migliorino insieme le loro <em>performance<\/em>; \u00e8 conveniente sostenersi a vicenda. L&#8217;idea di convenienza \u00e8 dunque fondamentale per il processo della Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa, ma pi\u00f9 in generale per l&#8217;iniziativa politica, al fine di spingerci a migliorare il nostro funzionamento.<strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono i risultati attesi e le implicazioni pratiche dirette della Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa?<\/strong>&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Vogliamo coinvolgere i cittadini nel plasmare il futuro dell&#8217;Europa. Gli eventi in Campidoglio a Washington ci hanno ricordato che le democrazie sono fragili e non devono essere date per scontate. Dobbiamo ricreare i legami con i cittadini, rinnovare il nostro contratto sociale e democratico, e dare ascolto alla richiesta da parte dei cittadini di essere pi\u00f9 coinvolti nel processo decisionale e nelle politiche che riguardano la loro vita quotidiana, dato che potrebbe non essere sufficiente esprimersi attraverso il solo voto a loro disposizione, una volta ogni cinque anni. L&#8217;obiettivo della Conferenza \u00e8 quello di innescare quella partecipazione, quell&#8217;impegno, raggiungendo i cittadini di tutti i ceti sociali per ascoltarli e per coinvolgerli in molti eventi, compresi i nostri panel di cittadini europei, dove potranno fare raccomandazioni che dovranno essere seguite dalle istituzioni europee.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L&#8217;idea di convenienza \u00e8 fondamentale per il processo della Conferenza sul futuro dell&#8217;Europa, ma pi\u00f9 in generale per l&#8217;iniziativa politica, al fine di spingerci a migliorare il nostro funzionamento.&nbsp;<\/p><cite>david sassoli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Se il messaggio che riceviamo \u00e8 che i cittadini credono che siamo pi\u00f9 forti insieme, e che l&#8217;Europa \u00e8 la scala pertinente per affrontare le sfide globali, se vogliono un ruolo pi\u00f9 forte per l&#8217;UE nella sanit\u00e0 pubblica per combattere le pandemie, se vogliono che l&#8217;Europa sia un leader globale nella lotta contro il cambiamento climatico, allora dovremo considerare di concedere all&#8217;UE i mezzi adeguati per renderla pi\u00f9 resistente, pi\u00f9 efficiente e pi\u00f9 legittima. La posta in gioco \u00e8 alta, non possiamo fingere di tornare al mondo pre-Covid.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come saranno selezionati i cittadini che parteciperanno alla Plenaria (accanto a deputati ed eurodeputati) e che rappresentativit\u00e0 avranno? L&#8217;approccio adottato dalla Conferenza non rischia di allontanarsi dal principio della democrazia rappresentativa alla base delle societ\u00e0 europee, utilizzando un approccio &#8220;populista&#8221;? O \u00e8 proprio questo lo scopo?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il modo in cui il Consiglio Esecutivo della Conferenza decider\u00e0 quali cittadini saranno scelti per comporre la Plenaria \u00e8 ancora da definire.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia \u00e8 probabile che un certo numero di cittadini che saranno presenti nella Plenaria saranno dei rappresentanti dei &#8220;Panel dei cittadini europei&#8221;, ovvero degli eventi organizzati dalle istituzioni europee. Questi panel saranno composti da 200 cittadini e selezionati in modo casuale sulla base di una serie di criteri per garantire che siano rappresentativi della diversit\u00e0 dell&#8217;UE, come indicato nella dichiarazione congiunta. Questi cinque criteri coprono la nazionalit\u00e0, la dicotomia urbano\/rurale, il sesso, l\u2019et\u00e0 e il <em>background <\/em>socioeconomico. Inoltre, ci sar\u00e0 un&#8217;attenzione specifica sui giovani, dato che un terzo dei cittadini che compongono il panel dei cittadini avr\u00e0 tra i 16 e i 25 anni. Dopotutto, il futuro dell&#8217;Europa riguarda soprattutto loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che sia necessario modernizzare le nostre democrazie e adattarci ad un mondo in rapida evoluzione. Come ho detto prima, dobbiamo trovare nuovi modi o usare meccanismi di consultazione che permettano ai cittadini di esprimere le loro opinioni su questioni che li riguardano. Tali meccanismi sono stati testati in molti luoghi e hanno dato risultati positivi. Permettono anche ai cittadini di sostenere le loro responsabilit\u00e0 e di coinvolgersi in modo diverso nella vita pubblica. La Conferenza \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 unica perch\u00e9 per la prima volta i cittadini saranno al centro di questo enorme esercizio democratico. Ma potremmo pensare di mettere in atto un meccanismo di consultazione permanente. Lo considero uno strumento complementare alla democrazia rappresentativa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gli altri \u2013 i paesi vicini all\u2019UE \u2013 saranno coinvolti nel processo di riflessione della Conferenza?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il nostro messaggio per i paesi vicini \u00e8 molto chiaro: non vogliamo che facciano solamente parte di un piano di approvvigionamento dei vaccini europei, ma che siano coinvolti nell\u2019attuale fase di riflessione, ovvero nella Conferenza per il Futuro dell\u2019Europa. In particolare vorremmo che le opinioni pubbliche, le societ\u00e0 civili dei Balcani occidentali partecipino alla nostra Conferenza sull\u2019identit\u00e0 dell\u2019Europa, perch\u00e9 riguarda anche il loro futuro. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In generale, l\u2019approccio dell\u2019UE non \u00e8 quello di usare la propria macchina economica per generare conflitti, ma vogliamo usare le nostre qualit\u00e0 per rafforzare le nostre capacit\u00e0 di dialogo con gli altri paesi, anche quelli molto distanti da noi. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Potremmo pensare di mettere in atto un meccanismo di consultazione pi\u00f9 permanente, che funga da strumento complementare alla democrazia rappresentativa.<\/p><cite>david sassoli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Uno dei temi trattati nella Conferenza sar\u00e0 l\u2019eterno problema dell\u2019immigrazione: dal 2009, la gestione della crisi migratoria \u00e8 una delle sue priorit\u00e0.<\/strong> <strong>Eppure, per l\u2019ennesima volta, il 22 aprile, <\/strong><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2021\/04\/23\/news\/migranti_la_foto_choc_dell_ultima_strage_noi_soccorritori_in_mezzo_a_un_mare_di_cadaveri_-297709835\/\"><strong>130 persone proveniente dalle coste libiche sono rimaste disperse in mare.<\/strong><\/a>&nbsp; <strong>Lei ha denunciato l\u2019inerzia dei paesi membri di fronte ad \u201cuna vicenda dolorosa\u201d e<\/strong> <strong>ha richiesto che \u201ci governi nazionali diano poteri e mandato all\u2019UE per salvare vite\u201d. Le hanno dato ascolto? Ed a che punto sta la revisione dei trattati di Dublino di cui si parla da quattro anni?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>No, non mi hanno dato ascolto. Molti governi pensano che la crisi migratoria sia un problema di pochi paesi. Cos\u00ec&nbsp; stiamo andando avanti, da anni, con un\u2019Europa priva di poteri per poter intervenire, potendo fare, come dicevamo sopra, un lavoro di sola supplenza. Ovvero: l\u2019Europa pu\u00f2 certamente mettere un po\u2019 di soldi e garantire alcune macchine organizzative, per\u00f2 il suo impatto sar\u00e0 sempre limitato. E cos\u00ec, la questione dei migranti resta sulle spalle dei Paesi nei quali arriva soprattutto la povera gente. Questo \u00e8 il quadro attuale.&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei sottolineare tre punti a questo riguardo. Come prima cosa, dobbiamo cambiare&nbsp; il nostro punto di vista:&nbsp; deve essere considerato conveniente avere canali legali. Prendete l\u2019esempio del Canada: per rilanciare la sua economia, ha aumentato del 3% il rilascio dei visti regolari di fronte ad un forte bisogno di manodopera delle sue fabbriche e attivit\u00e0 imprenditoriali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, abbiamo bisogno di corridoi umanitari legali, cosa che non pu\u00f2 essere messa in atto dai soli stati nazionali, ma che necessita una coordinazione al livello europeo. Serve dunque un mandato all\u2019Europa per poter organizzare tali corridoi umanitari, dato che abbiamo un dovere nei confronti di quelle donne e di quegli uomini in stato di difficolt\u00e0. Su&nbsp; questo dobbiamo farci sentire; dobbiamo far capire alle nostre opinioni pubbliche, alla societ\u00e0 civile \u2013 in termini, quasi, di pedagogia civile &#8211; che l\u2019Europa non \u00e8 un bastione o una fortezza inespugnabile, ma un ente al servizio di tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo, dobbiamo implementare un\u2019operazione al livello europeo simile all\u2019italiana <em>Mare Nostrum<\/em>, ma in mano alle istituzioni europee. La gente semplicemente non pu\u00f2 &nbsp; &nbsp; &nbsp;morire in mare per arrivare da noi! \u00c8 nostra responsabilit\u00e0 essere concreti, e portare avanti questi tre punti con pragmatismo. Questo aldil\u00e0 della &nbsp; &nbsp; &nbsp;riforma &nbsp; &nbsp; &nbsp;del Trattato di Dublino, sulle quali ho lavorato per un\u2019intera legislatura, &nbsp; &nbsp; &nbsp;vincendo peraltro la battaglia, sebbene i governi non stiamo applicando i risultati raggiunti. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, trovo sinceramente intollerabile che la Commissione Europea debba continuare a perdere tempo<em> invitando<\/em> gli Stati membri ad accogliere qualche decina di persone, non avendo invece la possibilit\u00e0 di <em>imporlo<\/em> all\u2019interno dello spazio europeo.<strong> <\/strong>Inoltre, abbiamo un estremo bisogno delle voci dei cittadini: non possiamo stare ad ascoltare solo quelli che dicono di non volere i migranti, abbiamo bisogno di sentire la voce&nbsp; di coloro che invece li vogliono accogliere. Perch\u00e9 la politica, in Europa, funziona con il consenso. Necessitiamo dunque di un sussulto della societ\u00e0 civile e delle nostre opinioni pubbliche per richiamare la politica alle proprie responsabilit\u00e0. Questa ferita, che duole e pulsa ogni settimana, deve essere sanata. Senza avere l\u2019arroganza di pensare di poter risolvere tutti i problemi da soli, dobbiamo spingere per nuove iniziative, per far capire che siamo un grande continente, dove le persone che vengono da fuori possono venire a vivere e lavorare con noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La solidariet\u00e0, principio di base che lei fa proprio, non \u00e8 sinonimo di carit\u00e0, ma di alterit\u00e0. In che modo il Parlamento pu\u00f2 accompagnare il cambiamento di paradigma dell\u2019UE nei confronti dei paesi in via di sviluppo, passando dalla \u201ccarit\u00e0\u201d al vero e proprio partenariato? Ad esempio, il Presidente Macron parla <em>\u201cdella conversione degli sguardi con l\u2019Africa e della reinvenzione del<\/em><\/strong><em style=\"font-weight: bold\">l\u2019asse<\/em> <strong><em>afro-europeo\u201d.<\/em><\/strong> <strong>Come ripensare il sistema di cooperazione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Io sono sempre pi\u00f9 convinto che il nostro destino e il destino africano si incrocino &#8211; basti guardare alla vertiginosa crescita del continente africano in termini demografici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo momento, con l\u2019Africa stiamo operando su due livelli. Innanzitutto, vorrei precisare che non \u00e8 nostra intenzione utilizzare i vaccini come strumento politico, bens\u00ec come strumento di solidariet\u00e0. E possiamo dire di essere fieri di aver destinato il 60% delle dosi totali dei vaccini allo spazio europeo e il 40% ai paesi a medio e basso reddito tramite Covax. Non tutti i paesi del mondo possono dire la stessa cosa. In questo senso, il vaccino non deve essere inteso come strumento geopolitico, ma come investimento per il bene di tutti. Con l\u2019operazione Covax, stiamo approntando quattro stabilimenti per la produzione in Africa, concedendo le licenze per poter produrre i vaccini. Un\u2019iniziativa importante, che consentir\u00e0 pi\u00f9 sicurezza e pi\u00f9 lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Senza avere l\u2019arroganza di pensare di poter risolvere tutti i problemi da soli, dobbiamo spingere per nuove iniziative, per far capire che siamo un grande continente, dove le persone che vengono da fuori possono venire  a vivere e lavorare con noi.&nbsp;<\/p><cite>david sassoli<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Europa potrebbe dunque portare avanti una nuova idea di multilateralismo? Ci sono oggi elementi che ostacolano o che favoriscono l\u2019idea di solidariet\u00e0 e alterit\u00e0 che l\u2019UE tenta di fare proprie?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Una grande preoccupazione riguarda i conflitti e le crisi ai nostri confini: paesi che hanno scommesso su una deriva autoritaria, stravolgendo le loro regole; paesi dove esistono dittature della maggioranza; paesi che hanno fatto tanti passi indietro sui diritti delle donne e dei giovani. Siamo al centro di diverse crisi, alle quali dobbiamo prestare molta attenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su una cosa dobbiamo essere sicuri di noi stessi: voler contrastare tutto ci\u00f2 che cerca di dividerci. In questo senso, bisogna tenere a mente che le intrusioni, le ingerenze, le <em>fake news<\/em> e la propaganda sono fenomeni molto concreti, che non solo hanno l\u2019effetto di condizionarci, ma anche quello di dividerci. Ecco perch\u00e9 guardiamo con molta fiducia al cambio di amministrazione negli Stati Uniti. Aspettiamo la visita del Presidente Biden a giugno in Europa &#8211; sperando venga anche al Parlamento Europeo, per condividere un messaggio chiaro: che, a differenza di tutti gli sforzi fatti dalla precedente amministrazione nel dividere gli europei, oggi gli Stati Uniti guardano all\u2019Europa cercando di camminare insieme e affrontare insieme le nostre sfide comuni<strong>. <\/strong>Ci\u00f2 \u00e8<strong> <\/strong>rincuorante, dato che l\u2019UE ha sempre pensato che i rapporti multilaterali con gli Stati Uniti non debbano essere abbandonati: i segnali provenienti da Washington sono incoraggianti e sembrano andare nella stessa direzione. Inoltre, il ritorno degli Stati Uniti nell\u2019accordo di Parigi rimane un segnale molto importante.&nbsp;Abbiamo davanti a noi tante sfide, e dobbiamo guardare al futuro con fiducia e senza farci prendere dal panico. Se c\u2019\u00e8 una lezione che abbiamo imparato in quest\u2019anno \u00e8 che noi siamo in grado di guardare alle possibili soluzioni senza tab\u00f9: dobbiamo rafforzare questa capacit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eletto alla Presidenza del Parlamento il 3 luglio 2019, 10 anni dopo la sua prima volta da deputato europeo, in un anno e mezzo come Presidente David Sassoli ha affrontato crisi migratorie, la diffidenza dei cittadini per l\u2019Europa che ha dato luogo a movimenti sociali ed al populismo, una crisi sanitaria, la gestione dell\u2019accordo Brexit. Il Grand Continent l\u2019ha incontrato, alla vigilia del lancio  della Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa. 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In quest'intervista esclusiva, la pi\u00f9 lunga concessa a una rivista, Sassoli presenta il ruolo attuale del Parlamento europeo, cos\u00ec come la propria visione su come affrontare le sfide dell'Unione europea, sia all\u2019interno che all\u2019esterno dei suoi confini.","og_url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/09\/vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli\/","og_site_name":"Il Grand Continent","article_published_time":"2021-05-09T08:04:08+00:00","article_modified_time":"2021-05-09T09:20:34+00:00","og_image":[{"width":2560,"height":1435,"url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-19-scaled.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"giovannicollot","twitter_card":"summary_large_image","twitter_image":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/05\/MicrosoftTeams-image-19-scaled.jpg","twitter_misc":{"Scritto da":"giovannicollot","Tempo di lettura stimato":"23 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/09\/vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli\/","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/09\/vogliamo-coinvolgere-i-cittadini-nel-plasmare-il-futuro-delleuropa-una-conversazione-con-david-sassoli\/","name":"\u201cVogliamo coinvolgere i cittadini nel plasmare il futuro dell\u2019Europa\u201d: conversazione con David Sassoli - 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