{"id":20481,"date":"2024-05-30T19:10:32","date_gmt":"2024-05-30T17:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=20481"},"modified":"2024-05-30T19:13:14","modified_gmt":"2024-05-30T17:13:14","slug":"eike-schmidt-il-tedesco-di-meloni-che-vuole-conquistare-firenze-una-conversazione-esclusiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2024\/05\/30\/eike-schmidt-il-tedesco-di-meloni-che-vuole-conquistare-firenze-una-conversazione-esclusiva\/","title":{"rendered":"Eike Schmidt: il \u201ctedesco\u201d di Meloni che vuole conquistare Firenze. Una conversazione esclusiva"},"content":{"rendered":"\n
Ore otto e trentanove del mattino, bar del centro storico fiorentino. La citt\u00e0 non \u00e8 ancora del tutto invasa dai turisti come lo sar\u00e0 fra qualche minuto. Eike Schmidt prende una brioche alla marmellata d\u2019albicocca, tira fuori il taccuino per segnarsi qualche appunto e l\u2019iPhone con cui scatta le foto agli interminabili cantieri di Firenze. <\/em><\/p>\n\n\n\n Un sondaggio di Nando Pagnoncelli dice che, alle elezioni fiorentine, fra lui \u2014 storico dell\u2019arte ed ex direttore degli Uffizi \u2014 e la candidata del Pd Sara Funaro, ci sono soltanto tre punti di distacco al primo turno e che il ballottaggio \u00e8 praticamente certo. L\u2019intervista con il Grand Continent \u00e8 il suo primo appuntamento \u201cpubblico\u201d della giornata, prima di cominciare il giro nei quartieri per fare campagna elettorale.<\/em><\/p>\n\n\n\n La giornata di Schmidt \u2014 il cui comitato elettorale \u00e8 al numero 42 di viale Gramsci \u2014 \u00e8 gi\u00e0 iniziata da qualche ora: \u201cMi alzo sempre presto la mattina. L\u2019orario dipende dalla stagione. D\u2019inverno fra le sei e le sette, d\u2019estate alle cinque. Questo mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di leggere i giornali; non gli articoli di cronaca \u2014 che i miei collaboratori mi segnalano nel corso della giornata \u2014 ma quelli pi\u00f9 lunghi. Il che mi permette di prendere appunti e fare dei ragionamenti. Per me \u00e8 importante combinare la vita activa con la vita contemplativa. La mattina presto \u00e8 il momento migliore che ho trovato nella mia vita, perch\u00e9 ci sono poche altre persone sveglie\u201d. <\/em><\/p>\n\n\n\n L\u2019impressione che d\u00e0 lo storico dell\u2019arte, classe 1968, tedesco di Friburgo \u2014 la citt\u00e0 di Martin Heidegger, che \u00e8 stato vicino di casa della famiglia Schmidt \u2014 ma con cittadinanza italiana, \u00e8 che sia meno impolitico e pi\u00f9 scaltro di quel che potrebbe sembrare. Sta gi\u00e0 cercando di capire come fare a intercettare i voti di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, al secondo turno. Oppure sta cercando di capire come fare per conquistare l\u2019elettorato di Cecilia Del Re, candidata di Firenze Democratica, ex assessora della giunta Nardella. E sta cercando di tenere a bada gli animal spirits della destra fiorentina, che potrebbero fargli perdere qualche voto tra chi \u00e8 pronto a mollare il centrosinistra ma non per votare l\u2019estrema destra. <\/em><\/p>\n\n\n\n D\u2019altronde, parlando con il Grand Continent, Schmidt teorizza la fine della distinzione netta di destra e sinistra, due categorie per lui buone per distinguere la politica ottocentesca ma non pi\u00f9 valide oggi. Il direttore del museo nazionale di Capodimonte, a Napoli, \u00e8 sostenuto dalla sua lista civica \u2014 una strategia che in altre citt\u00e0 della Toscana si \u00e8 rivelata vincente per conquistare un elettorato moderato, come a Pisa con la lista di Michele Conti \u2014 e dalle forze di destra-centro. Fratelli d\u2019Italia (che l\u2019ha fortemente voluto tramite Gennaro Sangiuliano e Giovanni Donzelli), Lega e Forza Italia. <\/em><\/p>\n\n\n\n Schmidt in vari momenti della conversazione usa toni molto duri nei confronti del Pd, sopratutto verso il sindaco uscente Dario Nardella, candidato alle Europee, ma non con tutti i suoi avversari \u2014 come leggerete \u2014 \u00e8 cos\u00ec pugnace: \u201cNardella, che viene da Napoli, capendo che le polemiche che ha fatto in questi anni gli facevano perdere voti, ha attivato i suoi compagni napoletani. Non so se direttamente o no, ma non \u00e8 un caso che abbia realizzato questo grande festival della pizza in piazzale Michelangelo, per ingraziarsi i compagni della Campania. \u00c8 nella sua linea di favorire il turismo mordi e fuggi, il mangificio, la sconnessione totale dagli standard qualitativi e da un\u2019offerta regionalmente corretta\u201d, dice Schmidt, che per avversari e simpatizzanti talvolta \u00e8 \u201cil tedesco\u201d. La citt\u00e0 trabocca di paninerie e ristoranti per turisti. Se c\u2019\u00e8 qualcosa che a Firenze non manca \u00e8 l\u2019offerta culinaria. Anche quella che serve a mascherare presunti reati. Come quelli addebitati negli ultimi giorni dall\u2019Antimafia a due imprenditori, a capo di un\u2019organizzazione che secondo l\u2019accusa avrebbe acquistato o affittato 8 ristoranti del centro storico in parte con i soldi provenienti dalla gestione in ero. La politica non ne parla abbastanza, quasi che non ci fosse niente di cui stupirsi, anche Schmidt \u00e8 sorpreso del fatto, proprio sotto elezioni, una inchiesta del genere non abbia la dovuta risonanza. <\/em><\/p>\n\n\n\n Io sono contento del sostegno della destra cos\u00ec come sarei contento anche del sostegno della sinistra. Vedo che ci sono alcuni punti del mio programma che sono in sintonia, non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale, con degli ideali della destra. Come per esempio la sicurezza e il decoro, ma anche le libert\u00e0 individuali e le libert\u00e0 del commercio. Qualcosa che, tra l\u2019altro, era molto caro gi\u00e0 ad Aristotele. Ci sono altri temi invece dove c\u2019\u00e8 una forte assonanza tra l\u2019aristotelismo e la sinistra. Quella sinistra che conoscevamo cento o sessant\u2019anni fa, che si faceva portavoce delle persone e dei gruppi pi\u00f9 deboli; cosa che oggi non avviene pi\u00f9 o semmai solo per una piccola parte della sinistra. Quindi l\u2019aristotelismo trova una sponda molto concreta in idee che oggi appartengono sia ai partiti di sinistra sia ai partiti di destra. Ci sono alcuni temi cari non solo ad Aristotele ma anche alla Dc e al sistema dei partiti della Prima Repubblica e che un tempo non erano prevalenti. Come l\u2019ecologia, che ha fatto s\u00ec che una parte politica abbia cercato di farsi portavoce di politiche che vengono chiamate sempre con un anglicismo, green<\/em>. E si capisce perch\u00e9: sono temi importati dal mondo anglosassone. Ma in realt\u00e0 la preoccupazione per la natura e l\u2019ecologia in Italia avevano una grande tradizione anche nel lato conservatore. Pensiamo solo a Indro Montanelli, che \u00e8 stato in Italia un grande ecologista, dagli anni Cinquanta fino alla fine dei suoi giorni. Sono grandi temi che esulano dalla suddivisione destra-sinistra. Dunque il ricorso a un teorico della politica come Aristotele \u00e8 giusto. \u00c8 un teorico che ha da ancora molto da dire, oltre 2.300 anni dopo. \u2018Destra e Sinistra\u2019 \u00e8 una canzone datata di Giorgio Gaber, ma quella prospettiva, se riletta in chiave aristotelica, aiuta ad approcciare i grandi temi del 21esimo e del 22esimo secolo.<\/p>\n\n\n\n\n\n Io mi sento come un uomo aristotelico. E quindi non mi sento un uomo di destra, ma non mi sento neanche un uomo di sinistra. La divisione destra-sinistra \u00e8 una astrazione che riguarda solo le grandi battaglie dell\u2019Ottocento. Nell\u2019Ottocento \u00e8 storicamente corretto dire che questa \u00e8 una misura di destra o che quest\u2019altra \u00e8 una misura di sinistra. Funzionava ancora in alcuni contesti del Novecento, ma oggigiorno funziona sempre di meno.<\/p>\n\n\n\n Io sono contento del sostegno della destra cos\u00ec come sarei contento anche del sostegno della sinistra.<\/p>Eike Schmidt<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Io con grande interesse ho iniziato a leggere Roger Scruton, autore apprezzato dalle destre europee \u2014 \u00e8 molto importante parlarne sempre al plurale \u2014 e dai conservatori. Critica l\u2019illuminismo in una maniera simile a come hanno fatto Max Horkheimer e Theodor Adorno con la loro Scuola di Francoforte. Ci sono alcuni autori di destra e alcuni autori di sinistra che vanno letti insieme. In Italia, Alessandro Giuli lo sta facendo con gli scritti di Antonio Gramsci. A destra non si dice pi\u00f9: \u2018Gramsci \u00e8 un autore di sinistra, quindi non lo leggo\u2019, ma si cerca di capire in che senso Gramsci \u00e8 rilevante per tutti noi. Ma siamo ancora all\u2019inizio. Per me \u00e8 molto importante portare avanti il dialogo oltre i confini ideologici e leggere i grandi autori come Scruton e Adorno in una sorta di dialogo fra loro, concentrandosi ad rem<\/em> sulle problematiche e su chi apporta cosa. Un vero dialogo ancora non l\u2019abbiamo avuto e andrebbe invece promosso. Anche fra i giovani studiosi, che hanno l\u2019apertura mentale giusta, per rileggere in maniera bipartisan questi testi, reinterpretandoli per i nostri tempi. In Francia un\u2019operazione del genere l\u2019ha fatta a suo tempo Alain de Benoist con la Nouvelle Droite.<\/p>\n\n\n\n Le liste civiche sono un fenomeno importante e che diventa sempre pi\u00f9 importante; ce ne sono sempre di pi\u00f9. Vale anche per il Pd: la sua gravissima crisi si capisce anche dal fatto che vuole avere pi\u00f9 liste civiche degli altri. Come se non si fidasse pi\u00f9 di s\u00e9 stesso e, aggiungo, ha buone ragioni per non fidarsi pi\u00f9. Con un rabbercio, ha preso un po\u2019 di gente di qua e un po\u2019 di gente di l\u00e0, senza peraltro passare queste candidature ai raggi X. Come quella dell\u2019imprenditore accusato di reati finanziari o del candidato assolto dall\u2019accusa di stalking perch\u00e9 i fatti sono stati commessi prima che diventasse reato. Il Pd ha sentito la necessit\u00e0 di aver pi\u00f9 civici. Gente non connessa alla politica, ma in realt\u00e0 connessa ad altre realt\u00e0 meno piacevoli. Quindi questo sicuramente fa capire che specialmente quel partito \u00e8 in una grave crisi. Non si \u00e8 mai ripreso dalla grande implosione dei primi anni Novanta. Negli Stati Uniti \u00e8 successo il contrario: i due partiti principali sono diventati sempre pi\u00f9 forti, cambiando completamente carattere e diventando sempre meno comunicanti fra di loro.<\/p>\n\n\n\n Io mi sento come un uomo aristotelico.<\/p>Eike Schmidt<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Per niente. Non mi riconosco in nessuna maniera in questa definizione, specialmente se usata come accusa. Potrei stare da qualunque parte. \u00c8 un tentativo molto primitivo di cercare di screditare l\u2019avversario politico. Ma se arrivano a questi livelli significa che non hanno altri argomenti. Peraltro il Pd cita sempre Giorgio La Pira: Forse non sanno che era della Dc e siciliano. Nell\u2019immediato dopoguerra c\u2019erano aperture mentali maggiori rispetto agli ultimi decenni. Il direttore di Palazzo Pitti, Marco Chiarini, era romano. Si capisce invece l\u2019estremo provincialismo della subcultura piddina fiorentina, che ha risvolti molto problematici.<\/p>\n\n\n\n\n\n Ritengo che Del Re fosse l\u2019unica assessora veramente capace in questa ultima giunta. Ho trovato indegno, da cittadino, il modo con cui \u00e8 stata buttata fuori dal sindaco, nient\u2019altro che per puro maschilismo concentrato sul proprio potere. Chiaramente, Nardella era geloso del fatto che lei aveva preso pi\u00f9 preferenze di tutti. \u00c8 stata una grande sconfitta psicologica per lui.<\/p>\n\n\n\n Nessuno che in vita sua ha mai giocato a carte ha ipotizzato che cosa farebbe se ci fossero certe carte e non altre.<\/p>\n\n\n\n Tutto a Firenze viene ideologizzato e non mi sorprende che il Pd abbia cercato in tutti i modi di dire che io sono contro le tramvie, cosa che non ho mai detto. Ho messo in luce fin dal primo giorno le criticit\u00e0 delle tramvie gi\u00e0 costruite e quelle ancora da costruire. Per\u00f2 io sono molto favorevole a un sistema di trasporto pubblico locale, che a mio avviso deve essere pi\u00f9 ampio e vasto, senz\u2019altro polimodale. Un sistema che sarebbe pi\u00f9 economico ed ecologico. Ci sono sicuramente dei gravissimi problemi con le tramvie che abbiamo visto realizzare e con quelle programmate. A partire dalla deforestazione totale della citt\u00e0 di Firenze e la sostituzione di alberi sani, che hanno 70-80 anni e quindi sono di alto fusto e proteggono gi\u00e0 climaticamente le strade della citt\u00e0, con nuove piante, talvolta scelte in maniera non coerente con la storia. Sono piante che hanno poca possibilit\u00e0 di sopravvivere, specialmente se la manutenzione \u00e8 quella fatta con la motosega, come la vediamo eseguita qui, che \u00e8 totalmente un orrore dal punto di vista della cura forestale. Questo \u00e8 un approccio completamente sbagliato. Noi abbiamo bisogno di pi\u00f9 alberi nel centro di Firenze. Ora \u00e8 venuta fuori questa boutade della candidata del Pd di voler piantare 50 mila alberi alberi o arbusti. Se fossero arbusti sarebbe completamente irrilevante, perch\u00e9 non cambierebbe niente per il clima locale. Se fossero alberi bisogna considerare che per poter piantare 50 mila alberi ci vorrebbero nel centro di Firenze \u2014 perch\u00e9 questo \u00e8 importante, non fuori \u2014 75 ettari. Invece sarebbe realistico e necessario per sopravvivere l\u2019aumento degli alberi esistenti del 30 per cento. A prescindere dalle teorie ampiamente discusse sul come mai fa pi\u00f9 caldo adesso (\u00e8 colpa dell\u2019uomo o della natura? O \u00e8 una combinazione di entrambe le cose?), quello che sappiamo con certezza statistica adesso \u00e8 che nei prossimi 100 anni le temperature estive saranno pi\u00f9 calde rispetto a quanto siamo abituati. Come nel Cinquecento per quasi un secolo faceva pi\u00f9 freddo del solito. Non sappiamo come il clima si evolver\u00e0 con assoluta precisione, ma l\u2019importante \u00e8 proteggerci sulla base di quello che sappiamo gi\u00e0: gli alberi abbassano la temperatura sotto di loro di 6-7 gradi. \u00c8 l\u2019unica maniera per noi, i nostri figli e nipoti di sopravvivere in questo secolo.<\/p>\n\n\n\n Tutto a Firenze viene ideologizzato.<\/p>Eike Schmidt<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Non spariscono le tramvie. La linea della tramvia 3.2 prevede di nuovo il sacrificio di decine e decine di alberi ad alto fusto, secolari, nelle piazze. \u00c8 una cosa da rivedere maniera diversa. \u00c8 stato fatto un progetto a tavolino senza pensare al contesto n\u00e9 al trasporto degli altri mezzi. Perch\u00e9 costruire la tramvia parallela, sacrificando alberi, a poco pi\u00f9 di cento metri dai binari ferroriviari che tra l\u2019altro saranno liberi tra pochissimo quando ci sar\u00e0 alta velocit\u00e0, \u00e8 un totale controsenso che distrugge un ambiente non solo dal punto di vista naturale ma anche socio-economico. Abbiamo visto che cos\u2019\u00e8 successo lungo la tramvia che va verso piazza Leopoldo, non solo durante la fase dei cantieri, che \u00e8 durata troppo a lungo, ma specialmente dopo la fine dei cantieri: molti negozi, specialmente quelli piccoli, sono morti se non erano vicino alle fermate. La gente non pu\u00f2 pi\u00f9 parcheggiare, non pu\u00f2 pi\u00f9 attraversare la strada. E quindi il numero dei clienti e la visibilit\u00e0 si sono estremamente ridotte. Sono le botteghe e le famiglie che soffrono pi\u00f9 degli altri. <\/p>\n\n\n\n \u00c8 una assurdit\u00e0 totale. In tutto il mondo sono le societ\u00e0 a costruire lo stadio, perch\u00e9 hanno la motivazione di renderlo pi\u00f9 funzionale e di metterlo nella loro strategia economica e comunicativa per finanziare il club. L\u2019Italia \u00e8 una eccezione storica. Gli stadi sono stati costruiti molto tempo fa, ma in tutto il resto del mondo \u2014 non solo in Europa \u2014 sono le societ\u00e0 a costruire. Rinunciare all\u2019offerta della propriet\u00e0 della Fiorentina di costruirlo \u00e8 stata una follia totale. E adesso abbiamo questo polpettone avvelenato di uno stadio contrattualizzato ma non ancora finanziato. Tra l\u2019altro, la commissione tecnica che doveva valutare i vari progetti riguardo alla loro funzionalit\u00e0 e al rispetto delle norme specifiche e del codice urbano per quanto riguarda la paesaggistica, e alla quale ho partecipato anche io come membro, aveva sopratutto il compito di riqualificare tutto Campo di Marte. Ma anche in questo caso, il progetto che ha vinto il concorso \u00e8 stato stralciato ed \u00e8 rimasto solo lo stadio. Il problema \u00e8 che lo stadio \u00e8 un monumento nazionale ed \u00e8 in uno stato di conservazione molto compromesso. Gi\u00e0 oggi costa pi\u00f9 di un milione di manutenzione ordinaria all\u2019anno. La manutenzione straordinaria doveva essere fatta tanto tempo fa e costa 120 milioni di euro. <\/p>\n\n\n\n Chi ha proposto l\u2019Europa dopo la seconda guerra mondiale aveva un\u2019idea culturale e anche cattolica.<\/p>Eike Schmidt<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n Tuttavia mi sembra un\u2019altra follia in questa serie di follie che, non si sa come, stanno tutte nella testa di Nardella, quella di pensare di costruire prima lo stadio nello stesso luogo dimezzando il numero dei tifosi ammessi e poi per\u00f2 non avendo lo stadio finanziato. Con il grave rischio che a un certo punto il progetto si fermi rimanendo a met\u00e0 per anni. Questo \u00e8 irresponsabile verso la Fiorentina, verso i tifosi e verso i cittadini che vivono a Campo di Marte, dove anche io negli anni Novanta ho vissuto. Quello che dovrebbe essere fatto l\u00ec, a Campo di Marte, \u00e8 un parcheggio. Perch\u00e9 \u00e8 un\u2019emergenza che diventa insostenibile ogni volta che c\u2019\u00e8 una partita. Tra l\u2019altro un\u2019altra di queste superficialit\u00e0 nella progettazione della tramvia \u00e8 l\u2019idea che i tifosi venissero allo stadio e poi ripartissero con la tramvia dopo la partita. Arrivare con la tramvia in qualche maniera potrebbe anche essere fattibile, se diluiti. Ma \u00e8 totalmente impensabile che questa gente ripartisse anche con la tramvia: la tramvia non pu\u00f2 contenere 40 mila persone, anche se fosse lunga 5 chilometri.<\/p>\n\n\n\n\n\n L\u2019Europa \u00e8 nata dopo la seconda guerra mondiale per un\u2019idea culturale. Chi ha proposto l\u2019Europa dopo la seconda guerra mondiale aveva un\u2019idea culturale e anche cattolica. Era l\u2019Europa di Alcide De Gasperi, cattolico, che tra l\u2019altro parlava fluentemente non solo latino ma anche tedesco; di Robert Schuman, cattolico anche lui, che parlava non solo il francese ma anche il tedesco; e di Konrad Adenauer, cattolico come gli altri. Quest\u2019ultimo, a parte il latino, parlava naturalmente il tedesco ma forse peggio degli altri due perch\u00e9 lo parlava con un forte accento renano. La loro idea era questa: un Occidente che esce dal totalitarismo e che si ribella contro il nazismo e contro il fascismo ma anche contro il totalitarismo sovietico. Questa idea nei decenni si \u00e8 persa. L\u2019Europa per molti \u00e8 una idea puramente economico- politica; prima economica e poi politica, in seconda battuta. Considerando l\u2019estrema diversit\u00e0 dei partiti, anche quelli che a livello politico sono alleati, molte decisioni sembrano necessariamente frammentate. Non guidate da una visione comune. Questo \u00e8 il vero problema dell\u2019Europa: deve trovare una visione culturale comune. Il che non significa dare qualche miliardo oggi alla Spagna, domani alla Polonia e dopo domani all\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n Si vis pacem, para bellum.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":" A Firenze, uno storico dell’arte tedesco ed ex direttore degli Uffizi, sostenuto da Giorgia Meloni, sta scuotendo la scena politica locale. Riuscir\u00e0 a prendere Palazzo Vecchio?<\/p>\n Tra conservatorismo e pragmatismo, David Allegranti ha cercato di capire lo stile politico \u201caristotelico\u201d di Eike Schmidt.<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":20476,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-interviews.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":true,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2187],"tags":[],"geo":[2083],"class_list":["post-20481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elezioni","staff-david-allegranti","geo-mediterraneo"],"acf":[],"yoast_head":"\nSchmidt, una volta, in un\u2019intervista lei si \u00e8 definito \u201ccentrista aristotelico\u201d. Ma che cosa ci fa con la destra?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
\r\n <\/picture>\r\n \n Ma lei si sente un uomo di destra?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Esiste per\u00f2 un pensiero conservatore, rappresentato in Italia da Giorgia Meloni. \u00c8 un pensiero che condivide?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Veniamo alle questioni fiorentine. Perch\u00e9 candidarsi come civico e con una lista civica, in un\u2019epoca in cui Giorgia Meloni sta cercando di costruire una \u00e9lite politica conservatrice?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Il Pd quando si \u00e8 candidato l\u2019ha salutata cos\u00ec: \u201cUn tedesco che vive e lavora a Napoli\u201d. C\u2019\u00e8 rimasto male?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
\r\n <\/picture>\r\n \n Invece con altri suoi avversari sembra andare d\u2019accordo. \u00c8 vero che stima Cecilia Del Re, ex assessora della giunta Nardella, candidata di Firenze Democratica?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Le piacerebbe avere il sostegno di Del Re?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Schmidt, veniamo ai trasporti. Lei \u00e8 contrario alle tramvie?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Con Schmidt sindaco insomma non spariscono le tramvie?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
Capitolo stadio della Fiorentina. Che ne pensa dell\u2019idea di Dario Nardella di usare i soldi del Pnrr?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
\r\n <\/picture>\r\n \n Senta Schmidt, l\u20198 e 9 giugno ci sono anche le Europee. Manca qualcosa a quest\u2019Europa?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n
L\u2019Europa fa bene ad aiutare Kiev dando anche sostegno militare?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n