{"id":2016,"date":"2021-05-03T11:03:39","date_gmt":"2021-05-03T10:03:39","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=2016"},"modified":"2021-05-03T11:34:15","modified_gmt":"2021-05-03T10:34:15","slug":"non-mi-piace-parlare-di-sovranita-preferisco-parlare-di-resilienza-una-conversazione-con-arancha-gonzalez-laya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/05\/03\/non-mi-piace-parlare-di-sovranita-preferisco-parlare-di-resilienza-una-conversazione-con-arancha-gonzalez-laya\/","title":{"rendered":"&#8220;Non mi piace parlare di sovranit\u00e0, preferisco parlare di resilienza&#8221;: una conversazione con Arancha Gonz\u00e1lez Laya"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>In seguito alla pubblicazione sulle nostre colonne dell&#8217;<\/strong><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/04\/15\/il-risveglio-geopolitico-delleuropa\/\"><strong>articolo di Luuk van Middelaar<\/strong><\/a><strong>, potrebbe darci la sua opinione su quali cambiamenti implica il risveglio geopolitico dell&#8217;Europa, sia a livello intellettuale che pratico. Quale ruolo concreto possono svolgere le varie istituzioni e Stati europei all&#8217;interno della visione proposta nell&#8217;articolo?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Volevo iniziare ringraziando il <em>Grand Continent<\/em> per il grande sforzo che sta facendo per costruire un\u2019arena di dibattito in Europa: non solo su questioni internazionali, politiche o europee, ma anche su questioni geopolitiche. E penso che questa nuova dimensione che ha aggiunto al dibattito, che \u00e8 di alta qualit\u00e0, ed \u00e8 noto per questo, \u00e8 molto prezioso. E il fatto che lo faccia in diverse lingue aumenta ancora di pi\u00f9 il suo valore, perch\u00e9 questo \u00e8 un dibattito che dobbiamo poter declinare in diverse lingue. Le lingue contano anche per la geopolitica.<\/p>\n\n\n\n<p>Volevo iniziare puntualizzando un poco l&#8217;articolo di Luuk, che penso sia interessante, ma anche che abbia bisogno di essere adattato alla realt\u00e0, che \u00e8 la nostra realt\u00e0 nel XXI secolo. Vorrei precisare alcuni aspetti in relazione al territorio, al potere e alla narrazione: questi tre pilastri che lui considera i grandi pilastri della geopolitica di oggi e la base su cui l&#8217;Europa deve costruire la sua versione della geopolitica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio, oggi, nel XXI secolo, \u00e8 molto pi\u00f9 di uno spazio geografico. E se vogliamo un esempio interessante di questo, la pandemia ce lo sta offrendo. E se vogliamo un altro esempio molto chiaro, anche il cambiamento climatico. Questa idea di territorio non \u00e8 solo una costruzione geografica, \u00e8 anche una somma di interessi e valori che devono essere legati a una certa nozione di territorio che, come ho detto, oggi non \u00e8 definita solo da limiti come quelli che lui indica &#8211; parla di fiumi, montagne, mari o promontori. \u00c8 una realt\u00e0 territoriale diffusa. E questa parola &#8216;diffusa&#8217; \u00e8 una parola che dobbiamo, credo, prendere in considerazione. Per me, il modo di definire il territorio oggi \u00e8 pi\u00f9 l\u2019interdipendenza. Io userei la parola &#8220;interdipendenza&#8221; piuttosto che &#8220;territorio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda osservazione che vorrei fare riguarda la nozione di potere, un potere che oggi non \u00e8 solo espressione di uno Stato: \u00e8 anche espressione dell\u2019impresa. Oggi abbiamo aziende che sono, in molti spazi statali, molto pi\u00f9 potenti del governo o dello Stato in senso classico. E non dobbiamo dimenticare, quando parliamo di potere, l&#8217;opinione pubblica. Pertanto, il potere oggi \u00e8 anche molto pi\u00f9 diffuso dell\u2019<em>hard power <\/em>che Luuk mette un po&#8217; al centro della nozione di geopolitica nel suo articolo. E ritorno di nuovo all&#8217;esempio della pandemia. Il potere di rispondere alla pandemia oggi \u00e8 il potere della capacit\u00e0 di innovazione. \u00c8 il potere della scienza. \u00c8 il potere della capacit\u00e0 di inventare dell&#8217;individuo. In altre parole, il potere oggi \u00e8 anche un concetto che si sta allontanando dalla sua definizione classica verso forme di potere pi\u00f9 diffuse, pi\u00f9 composite, pi\u00f9 complesse. Ecco perch\u00e9, pi\u00f9 che di potere, mi piace parlare di resilienza, che credo sia un altro ingrediente fondamentale della geopolitica del XXI secolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E per quanto riguarda il terzo punto che cita, che \u00e8 la narrazione, l&#8217;epica, la capacit\u00e0 di mobilitare un popolo dietro un&#8217;idea o un ideale: ho l&#8217;impressione che in Europa viviamo ancora troppo attaccati alla nozione di passato. L&#8217;epica del passato, l&#8217;epica della riconciliazione franco-tedesca dopo la seconda guerra mondiale \u00e8 un&#8217;epica che parla molto meno e che mobilita molto meno i cittadini del XXI secolo, l&#8217;europeo del XXI secolo che non ha conosciuto quella realt\u00e0 molto lontana; un europeo che \u00e8 pi\u00f9 preoccupato del posto che avr\u00e0 nel mondo del futuro. Cos\u00ec, la narrazione europea di come l&#8217;Europa mi offre un posto nel mondo del futuro mi sembra pi\u00f9 mobilitante della narrazione del passato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>In Europa viviamo ancora troppo attaccati alla nozione di passato. L&#8217;epica del passato, l&#8217;epica della riconciliazione franco-tedesca dopo la seconda guerra mondiale \u00e8 un&#8217;epica che parla molto meno e che mobilita molto meno i cittadini del XXI secolo,<\/p><cite>Arancha&nbsp;Gonz\u00e1lez Laya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Vorrei aggiungere all&#8217;eccellente visione che Luuk ci offre queste tre nuove nozioni che vorrei mettere sul tavolo: primo l&#8217;interdipendenza, secondo la resilienza e terzo una narrazione del futuro: l&#8217;Europa come offerta di un posto per un europeo nel mondo del futuro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>In un <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2020\/12\/14\/dottrina-borrell\/\">articolo pubblicato dall&#8217;Alto Rappresentante Josep Borrell <\/a>sul <em>Grand Continent<\/em>, egli menziona che, affinch\u00e9 la politica estera sia pi\u00f9 efficace, l&#8217;Unione Europea deve &#8220;imparare a parlare la lingua del potere&#8221; &#8211; obiettivo che anche la Presidente della Commissione ha menzionato nei suoi discorsi. Come lo interpreta la Spagna, e che ruolo avr\u00e0 il paese in questa visione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di tutto, vorrei sottolineare il modo in cui l&#8217;Europa ha risposto a questa crisi e ha costruito in modo positivo. Penso che dobbiamo fare un passo indietro e staccarci un po&#8217; dalla vita quotidiana sulla Terra su cui viviamo. \u00c8 molto complicato per i politici come me. Si tratta di un esercizio tremendamente complicato, ma quando si solleva lo sguardo si vede che, nel giro di un anno e mezzo, l&#8217;Europa ha fatto un salto qualitativo in termini di integrazione economica, mettendo in comune una risposta a una crisi &#8211; qualcosa che non \u00e8 successo nel 2008, o nel 2009, o nel 2010, o nel 2011, quando ci sono state resistenze brutali. Nel 2020 abbiamo attraversato quel Rubicone. E questa \u00e8 una pietra miliare molto importante per la parte dell&#8217;integrazione europea che ha a che fare con una maggiore integrazione delle economie, delle finanze e della responsabilit\u00e0 verso le riforme dei membri dell&#8217;Unione Europea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei anche sottolineare che, in questo breve periodo di un anno e mezzo, l&#8217;Europa \u00e8 stata capace di investire massicciamente nell&#8217;invenzione di vaccini che vengono gi\u00e0 inoculati in grande numero nei cittadini europei. Questo \u00e8 anche il risultato dell&#8217;Unione Europea. Vorrei sottolineare questo e l&#8217;importanza delle istituzioni in Europa. \u00c8 vero che serve una <em>leadership<\/em>, ma servono anche le istituzioni, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;istituzione che ha effettivamente i riflessi e il meccanismo che riesce a tradurre una serie di strumenti utili in risposte immediate per sostenere e proteggere i cittadini in un momento di crisi. Voglio sottolineare questo perch\u00e9 a volte \u00e8 vero che, vedendo come funzionano le cose, dimentichiamo questo enorme salto qualitativo che abbiamo fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torniamo alla vostra domanda sul potere. Il potere nel XX secolo \u00e8 un potere che l&#8217;Europa ha conosciuto a fondo, perch\u00e9 \u00e8 stato un terreno preferito per l&#8217;esercizio del potere nel senso pi\u00f9 crudo della parola: nell&#8217;esercito, nella difesa, nella sicurezza. Nel XX secolo, questo concetto di potere \u00e8 cambiato. \u00c8 molto pi\u00f9 di un esercito. Oggi il potere di rispondere a una pandemia \u00e8 un vaccino. E chi non ce l&#8217;ha perde la guerra. Ma non \u00e8 pi\u00f9 la guerra nel senso classico della parola. \u00c8 una guerra contro una pandemia. Cosa ci porta oggi a vincere la guerra del cambiamento climatico? &#8211; che \u00e8 anch\u2019essa una guerra perch\u00e9 ci porta alla distruzione &#8211; non immediata: ci coster\u00e0 un po&#8217; di pi\u00f9, ma ci porter\u00e0 alla distruzione. Stiamo distruggendo gli ecosistemi, la biodiversit\u00e0, l&#8217;unico pianeta che abbiamo. Anche questa \u00e8 una guerra. Per vincere questa guerra non basta un esercito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo sfruttare il potere della tecnologia che ci permette di decarbonizzare i nostri processi produttivi. Questo potere, di cui dobbiamo poter parlare di pi\u00f9, \u00e8 un potere molto pi\u00f9 composito. \u00c8 un potere pi\u00f9 tridimensionale. Non \u00e8 solo una potenza militare. \u00c8 un potere tecnologico, \u00e8 un potere normativo, \u00e8 un potere scientifico, \u00e8 anche un potere di convinzione. Mi piace che i nostri leader europei parlino di potere, ma dobbiamo essere consapevoli di quale potere stiamo parlando. Dobbiamo anche essere in grado di gestire la complessit\u00e0 di questo potere. Ecco perch\u00e9, per la Spagna, questo concetto di &#8220;autonomia strategica&#8221; che fa riferimento alla potenza europea \u00e8 un concetto sofisticato. Non significa solo quante testate nucleari si hanno nel proprio arsenale. Non ne abbiamo. Ma anche se avessimo molte testate nucleari, il potere oggi \u00e8 molto pi\u00f9 del numero di armi nel proprio arsenale. Ed \u00e8 per questo che noi in Europa dobbiamo capire cos&#8217;\u00e8 questa nuova versione del potere nel XXI secolo. Dobbiamo senza dubbio essere in grado di promuovere l&#8217;Europa della difesa, dove mettiamo in comune e innoviamo insieme molto di pi\u00f9 e costruiamo pi\u00f9 difesa e sicurezza comune, ma dobbiamo anche essere in grado di costruire una potenza tecnologica. E anche questo dobbiamo farlo in comune. E dobbiamo anche costruire un maggiore potere monetario, perch\u00e9 abbiamo una moneta che \u00e8 molto presente nei mercati finanziari per una ragione, per una ragione che rappresentiamo pi\u00f9 di un quarto del commercio internazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per la Spagna, questo concetto di &#8220;autonomia strategica&#8221; che fa riferimento alla potenza europea \u00e8 un concetto sofisticato. Non significa solo quante testate nucleari si hanno nel proprio arsenale.<\/p><cite>Arancha Gonz\u00e1lez Laya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa versione del potere del XXI secolo che dobbiamo promuovere da ciascuna delle nostre capitali, costruendo questo nuovo potere normativo, tecnologico e monetario europeo, allo stesso tempo della sicurezza e della difesa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;Europa \u00e8 entrata nell&#8217;era dell&#8217;incontro con altre grandi potenze, con altre civilt\u00e0, che a sua volta costringe l&#8217;Europa a pensare al pluralismo. Secondo lei, cosa implica questa accettazione del pluralismo, nei confronti di Mosca, Ankara, Pechino o Washington?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;Unione Europea, che conosce molto bene gli imperi &#8211; perch\u00e9 noi stessi ne abbiamo fatto pratica, alcuni in tempi pi\u00f9 lontani, altri in tempi pi\u00f9 recenti &#8211; \u00e8 circondata da imperi o, piuttosto, circondata da paesi che stanno ancora digerendo il loro recente passato imperiale. \u00c8 il caso della Russia, della Turchia, e in qualche modo \u00e8 anche il caso del Regno Unito. Quindi, \u00e8 vero che quando stai ancora digerendo il tuo recente passato imperiale, stai ancora cercando di sistemarti in un mondo in cui tutto ti sembra molto stretto rispetto a quello che avevi prima, e dove forse hai ambizioni di spazio e di peso che non corrispondono pi\u00f9 alla tua realt\u00e0 nel mondo di oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Recentemente stavo guardando il PIL della Turchia. La Turchia ha un PIL pari a quello dei Paesi Bassi. E guardavo anche il PIL della Russia. La Russia ha un PIL pari a quello dell&#8217;Italia. Certo, \u00e8 vero che sia la Russia che la Turchia hanno un passato recente che \u00e8 ancora molto presente nella loro politica. Sono anche due vicini contigui all&#8217;Unione Europea. Quindi, \u00e8 vero che l&#8217;Unione Europea, quando si proietta nelle sue relazioni esterne, proietta valori, ed \u00e8 importante che li proietti. Anche questo \u00e8 un segno di identit\u00e0 europea. E questo \u00e8 anche uno degli elementi integranti di una narrazione europea: gli europei hanno dei valori e vogliono che i loro valori siano rappresentati nelle loro politiche nazionali e nelle loro politiche internazionali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dobbiamo anche essere consapevoli che abbiamo degli interessi. Dobbiamo coniugare questi interessi e saperli coniugare con i valori. E dobbiamo capire come coniugarli in una realt\u00e0 post-imperiale alle frontiere dell&#8217;Unione Europea. Questo richiede molto equilibrio e bilanciamento. Richiede grandi dosi di dialogo, di bastone e carota, e di carota e bastone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorno al punto di partenza di questa discussione, tenendo presente che la realt\u00e0 in cui ci muoviamo con questi vicini non \u00e8 quella dell&#8217;indipendenza o della dipendenza. \u00c8 una realt\u00e0 di interdipendenza in cui abbiamo qualcosa da offrire. Abbiamo qualcosa da dare. Anche loro hanno qualcosa da offrire e qualcosa da dare. Quello che dobbiamo cercare costantemente \u00e8 un equilibrio in cui tutti ci sentiamo a nostro agio. E ci sono momenti in cui l&#8217;Europa non lo \u00e8. L&#8217;Europa non \u00e8 stata certamente a suo agio quando l&#8217;integrit\u00e0 territoriale dell&#8217;Ucraina \u00e8 stata messa in discussione. L&#8217;Europa non \u00e8 a suo agio quando si decide di ridisegnare unilateralmente i confini marittimi o le frontiere marittime nel Mediterraneo. Ma sono sicura che se chiedete all&#8217;altra parte, se chiedete alla Turchia o alla Russia, allora sicuramente non hanno gradito alcune mosse che l&#8217;Europa ha fatto, che sembravano perfettamente accettabili per l&#8217;Europa, perch\u00e9 sembrava loro che si muovessero all&#8217;interno di quelli che sono i loro interessi e valori. L&#8217;importante \u00e8 avere sempre la capacit\u00e0 di cercare quell&#8217;equilibrio: in inglese lo chiamano<em> fine balance<\/em>. \u00c8 difficile trovarlo e spesso abbiamo molte difficolt\u00e0 e dobbiamo stare molto attenti a difendere i nostri interessi e i nostri valori. Ma abbiamo bisogno di un vicinato in cui capiamo i nostri vicini, i nostri vicini ci capiscono e ci rispettiamo a vicenda. Questo non \u00e8 sempre facile da costruire. Ma in ogni caso, per la Spagna, \u00e8 una questione di costruzione quotidiana, dove si deve costruire quel sottile equilibrio nella relazione quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Gli europei hanno dei valori e vogliono che i loro valori siano rappresentati nelle loro politiche nazionali e nelle loro politiche internazionali.&nbsp;Ma dobbiamo anche essere consapevoli che abbiamo degli interessi. Dobbiamo coniugare questi interessi e saperli coniugare con i valori.<\/p><cite>Arancha Gonz\u00e1lez Laya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questa idea di pluralismo come coesistenza di poteri per poter gestire i beni comuni chiama in causa con forza il rapporto con l&#8217;Africa. Dal suo punto di vista, quale dovrebbe essere la posizione dell&#8217;Europa? Penso anche all&#8217;universalismo dei valori che Luuk menziona nel suo articolo e a come potenze come la Cina non si inscrivano nei valori &#8220;universali&#8221; dell&#8217;Occidente e come questo implichi una rottura nel modo di rapportare il passato al futuro. Vorrei anche collegarlo con l&#8217;America Latina e il ruolo strategico che l&#8217;accordo Mercosur-UE potrebbe avere in una visione geopolitica dell&#8217;Europa.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Non esiste una vera autonomia strategica europea che non sia costruita su alleanze. Ecco perch\u00e9 non mi piace parlare di sovranit\u00e0. Preferisco parlare di resilienza, di una resilienza aperta e costruita su altre alleanze. Perch\u00e9 in realt\u00e0 si tratta di generare una massa critica che ci permette di tessere un insieme di norme, accordi, un insieme di istituzioni che rispondono ai nostri interessi e ai nostri valori. E non lo faremo se voltiamo le spalle al mondo. Lo faremo solo se riusciremo a generare alleanze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono molte alleanze naturali nel mondo. Ecco perch\u00e9 l&#8217;Europa ha questa vocazione multilaterale e la Spagna certamente ce l&#8217;ha. Ma per la Spagna ci sono due alleanze che sono fondamentali. Anzi, tre. Una \u00e8 il Mediterraneo. Questa \u00e8 l&#8217;alleanza delle alleanze, perch\u00e9 sono i nostri vicini, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si gioca il nostro futuro, perch\u00e9 \u00e8 il luogo dove abbiamo la maggiore capacit\u00e0 di costruire sulla base della corresponsabilit\u00e0. Non si costruisce partendo dalla dipendenza. Si costruisce a partire dalla corresponsabilit\u00e0. La questione delle migrazioni \u00e8 fondamentalmente una questione di corresponsabilit\u00e0, come il cambiamento climatico, come l&#8217;occupazione giovanile, come la protezione della biodiversit\u00e0, come la protezione dei valori, dei diritti e delle libert\u00e0. Questo viene fatto sulla base della corresponsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il XXI secolo non \u00e8 pi\u00f9 il secolo del Nord e del Sud. Il Nord che dice al Sud cosa fare, o il Nord che compra dal Sud o il Sud che vende al Nord. \u00c8 il secolo della corresponsabilit\u00e0, dove entrambe le parti capiscono che il futuro nelle nostre mani se siamo disposti a lavorare per una risposta condivisa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Mediterraneo \u00e8 uno di questi. L&#8217;Africa subsahariana, cio\u00e8 i vicini dei nostri vicini, \u00e8 un altro. E se volessimo un esempio molto visibile, \u00e8 quello che \u00e8 successo nei giorni scorsi con l&#8217;assassinio di due favolosi giornalisti spagnoli, che sono caduti vittima del terrorismo pi\u00f9 abietto del Sahel. Un&#8217;area a cui Spagna, Francia, Germania e Italia stanno prestando molta attenzione perch\u00e9 \u00e8 una zona di grande rischio politico e geostrategico per noi. \u00c8 vitale. Preoccuparsi dell&#8217;Africa significa preoccuparsi del nostro futuro. Per questo \u00e8 stato creato il focus Africa 2023, costruito con i nostri amici e vicini africani, in cui mettiamo sul tavolo una visione di come vogliamo relazionarci con loro: dal punto di vista della corresponsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non esiste una vera autonomia strategica europea che non sia costruita su alleanze. Ecco perch\u00e9 non mi piace parlare di sovranit\u00e0. Mi piace parlare di resilienza. <\/p><cite>Arancha&nbsp;Gonz\u00e1lez Laya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La terza area fondamentale per la Spagna per costruire alleanze per il futuro \u00e8 l&#8217;America Latina. Ed \u00e8 per questo che continueremo a promuovere, all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea, di continuare a stringere legami con essa. E oggi questi legami hanno dei nomi: un accordo tra l&#8217;Unione Europea e il Messico, un accordo tra l&#8217;Unione Europea e il Mercosur, un accordo tra l&#8217;Unione Europea e il Cile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo essere in grado di proiettare i nostri valori e difendere i nostri interessi in questi accordi. Certamente. E la sostenibilit\u00e0 nel caso dell&#8217;accordo Mercosur \u00e8 un valore molto importante in Europa. Francamente \u00e8 anche un valore molto importante in molti paesi dell&#8217;America Latina. Aiutiamoci l&#8217;un l&#8217;altro a sviluppare maggiore resilienza in termini di sostenibilit\u00e0, clima, protezione della biodiversit\u00e0, che \u00e8 essenziale, e usiamo questo strumento che ora abbiamo nelle nostre mani, che \u00e8 un accordo da regione a regione, per poterlo spingere avanti. Ma non nascondiamoci. Non nascondiamoci dietro i nostri confini nazionali. Costruiamo e tessiamo alleanze con i nostri partner latinoamericani. Perch\u00e9 questo ci dar\u00e0 anche resilienza. Insisto molto su questo punto. Facciamolo in risposta agli interessi e ai valori europei: la sostenibilit\u00e0 \u00e8 un valore, che va difeso. Non limitiamoci a dirlo. Diamoci da fare. Questa \u00e8, ovviamente, la volont\u00e0 del governo spagnolo ed \u00e8 ci\u00f2 su cui continueremo a lavorare nei prossimi mesi per promuovere un accordo tra l&#8217;Unione Europea e il Mercosur; un accordo che includa anche questa sensibilit\u00e0 alla sostenibilit\u00e0, che \u00e8, ovviamente, molto forte in Spagna perch\u00e9 crediamo nell&#8217;importanza di decarbonizzare le nostre economie e proteggere la nostra biodiversit\u00e0. E poich\u00e9 ci crediamo, vogliamo farlo noi stessi, e lavorare affinch\u00e9 gli altri lo facciano.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Da un punto di vista diplomatico, che ruolo ha la Spagna nei confronti degli altri paesi europei nella costruzione di una &#8220;Europa geopolitica&#8221; e di un&#8217;autonomia strategica?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La mia visione della Spagna \u00e8 che sia un paese difficile da categorizzare, come il bambino in mezzo, che non \u00e8 n\u00e9 il pi\u00f9 grande n\u00e9 il pi\u00f9 piccolo. Ma \u00e8 una che sta nel mezzo e che \u00e8 speciale perch\u00e9, per cominciare, \u00e8 la culla della seconda lingua pi\u00f9 parlata nel mondo. Ha una posizione geografica che la colloca sull\u2019asse verticale nord-sud e sull&#8217;asse orizzontale est-ovest, in un luogo molto fortunato. \u00c8 un paese che ha investito massicciamente nelle infrastrutture, comprese quelle digitali, il che significa che oggi \u00e8 molto pi\u00f9 preparato di altri paesi pi\u00f9 grandi a guidare questa nuova trasformazione digitale. \u00c8 un paese che ha investito molto nel capitale umano. \u00c8 quindi un paese che ha alcune caratteristiche che lo rendono speciale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non si costruisce partendo dalla dipendenza. Si costruisce a partire dalla corresponsabilit\u00e0. La questione delle migrazioni \u00e8 fondamentalmente una questione di corresponsabilit\u00e0, come il cambiamento climatico, come l&#8217;occupazione giovanile, come la protezione della biodiversit\u00e0, come la protezione dei valori, dei diritti e delle libert\u00e0.<\/p><cite>Arancha&nbsp;Gonz\u00e1lez Laya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La domanda \u00e8: cosa ne facciamo di queste caratteristiche speciali? Gongoliamo e ci congratuliamo con noi stessi per il fatto di essere speciali o le mettiamo al servizio della costruzione del consenso? La mia visione \u00e8 una Spagna nodale, una Spagna nodale in Europa e una Spagna nodale nel mondo. Cosa significa? Significa non essere uno spettatore di come gli altri costruiscono il consenso, ma un attore nella costruzione del consenso, nel fare accordi che ci portano avanti con la nostra visione e i nostri interessi. Questo \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo modestamente cercato di fare da quando questo governo si \u00e8 insediato all&#8217;inizio dell&#8217;anno scorso. \u00c8 quello che abbiamo fatto in Europa, come artefici attivi del Fondo Europeo di Ripresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 scritto molto sul partenariato franco-tedesco, ma non tanto sulle basi che hanno dato origine alla proposta franco-tedesca del Fondo di ripresa, che era un documento spagnolo. Siamo, allo stesso modo, un po&#8217; modesti e non andiamo in giro con una tromba a annunciare tutte le cose che facciamo, ma perch\u00e9 la nostra ambizione non \u00e8 solo quella di suonare trombe. La nostra ambizione \u00e8 di tessere una serie di accordi che rispondano a ci\u00f2 che crediamo sia ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno. Ed \u00e8 quello che \u00e8 successo con il Recovery Fund. Siamo stati attori protagonisti del fondo di ripresa. Abbiamo costruito questo consenso. Ha un sigillo d&#8217;identit\u00e0 che \u00e8 anche un sigillo d&#8217;identit\u00e0 spagnolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo stati anche costruttori della risposta internazionale sulla questione dei vaccini. Siamo soci fondatori di COVAX. Non abbiamo aspettato che altri lo facessero. Dal primo momento abbiamo deciso che questa era una costruzione in cui dovevamo mettere il nostro mattone. Abbiamo messo il nostro mattone, abbiamo messo il cemento, abbiamo dipinto l&#8217;edificio e continueremo a investire. Ci sembra che questo corrisponda a una visione molto chiara che non pu\u00f2 essere solo una questione di vaccinare i nostri cittadini. Dobbiamo fare in modo che tutti i cittadini del mondo siano vaccinati. Siamo un paese che accoglie pi\u00f9 di 90 milioni di persone all&#8217;anno nel nostro territorio. Se non altro, sappiamo che \u00e8 molto importante che la vaccinazione raggiunga tutti i cittadini. Poi abbiamo partecipato alla costruzione di una risposta sanitaria globale che \u00e8 generosa verso gli altri, ma con una generosit\u00e0 che \u00e8 ben compresa, perch\u00e9 \u00e8 importante anche per i nostri interessi, che sono quelli di un paese che \u00e8 un bivio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che voglio dire \u00e8 che la nostra visione dell&#8217;Europa \u00e8 che in Europa c&#8217;\u00e8 un cuore che \u00e8 franco-tedesco. Questo cuore \u00e8 necessario, ma non sufficiente a raggiungere un consenso europeo. La nostra ossessione \u00e8 quella di fare in modo di passare dal necessario al sufficiente, cio\u00e8 di riunire gli altri e di costruire tutto ci\u00f2 potendo dialogare con tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione europea. Dobbiamo essere in grado di dialogare con i paesi del nord dell&#8217;Unione Europea. Nelle ultime settimane ho avuto dialoghi molto interessanti con la Polonia, con i paesi baltici, con la Romania, per esempio, per tessere un vicinato meridionale e perch\u00e9 il nord e l&#8217;est dell&#8217;Europa capiscano che il vicinato meridionale \u00e8 importante. E poich\u00e9 il vicinato meridionale \u00e8 importante, dobbiamo essere in grado di costruire un patto sulle migrazioni. Quindi la nostra visione \u00e8 molto chiara: una Spagna nodale che contribuisce a costruire il consenso in Europa, che \u00e8 l&#8217;estensione della Spagna, ma non solo in Europa, ma anche a livello internazionale. Come ho detto, siamo per natura persone modeste, ma con orgoglio perch\u00e9 dobbiamo anche essere consapevoli del ruolo che abbiamo e non pensare sempre che siano gli altri a costruire, ma anche noi siamo costruttori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La mia visione \u00e8 quella di una Spagna nodale, una Spagna nodale in Europa e una Spagna nodale nel mondo. Cosa significa? Significa non essere uno spettatore del modo in cui gli altri costruiscono un consenso, ma un attore nella costruzione del consenso, nella conclusione di accordi che ci fanno progredire con la nostra visione e i nostri interessi. <\/p><cite>Arancha Gonz\u00e1lez Laya<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pensa che la posizione della Spagna come attore nodale all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea possa mobilitare azioni pi\u00f9 concrete da parte di altri paesi, come l&#8217;eliminazione dei brevetti sui vaccini nel quadro dell&#8217;OMC?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Beh, senza svelare troppi segreti &#8211; perch\u00e9 non devo svelare segreti &#8211; al momento stiamo lavorando per costruire&#8230; Il presidente del governo della Spagna \u00e8 un presidente che \u00e8 particolarmente coinvolto in questa questione dell&#8217;accesso equo ai vaccini per tutti i cittadini e stiamo lavorando su un&#8217;iniziativa, che sveler\u00e0 presto, che mira a dare una spinta all&#8217;accesso equo ai vaccini. A riguardo, abbiamo fatto dei piccoli passi in avanti su quel sentiero. Non solo abbiamo costruito il COVAX, ma stiamo anche aiutando in modo molto chiaro con tutta la nostra cooperazione allo sviluppo volta a rafforzare i sistemi sociali e sanitari nei paesi in cui siamo presenti. In questi tempi difficili, stiamo condividendo forniture sanitarie con il Brasile, la scorsa settimana, e con l&#8217;India la prossima settimana per aiutarli a combattere la difficilissima crisi sanitaria che stanno affrontando. Stiamo mettendo 7,5 milioni di vaccini a disposizione dei paesi dell&#8217;America Latina, seguendo le linee guida dell&#8217;OMS che invitano i governi che hanno pi\u00f9 vaccini a condividerli con quelli che ne hanno meno. Ma noi vogliamo fare un passo in pi\u00f9 e faremo la nostra parte. Come direbbero gli americani, <em>watch that space.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sia il sogno federalista che il <em>demos <\/em>europeo (stato sociale europeo), ma anche la visione sovranista e quella euroscettica, coesistono e coincidono. In questo contesto, come possiamo costruire o continuare a costruire gli obiettivi politici dell&#8217;Unione Europea in mezzo alla diversit\u00e0?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>In questo momento in cui il nazionalismo e il populismo sono cos\u00ec di moda, in cui ci sono cos\u00ec tante risposte che guardano al ritorno al territorio, alla frontiera, al muro, alle risposte puramente nazionali, io voglio rivendicare ci\u00f2 che protegge veramente il cittadino europeo: l&#8217;Unione Europea. Questa \u00e8 la vera protezione del cittadino europeo e della cittadinanza europea. Ecco perch\u00e9 dobbiamo ripeterlo <em>ad nauseam<\/em>. Perch\u00e9 \u00e8 vero che abbiamo davanti a noi una macchina di fumo e specchi, molto efficace, che ripete all&#8217;infinito che ci\u00f2 che protegge \u00e8 il ritorno alla frontiera nazionale, il rimpatrio delle competenze, il ritorno allo Stato forte. Ho conosciuto entrambi. Credo di poter dire umilmente che la mia convinzione \u00e8 che ci\u00f2 che protegger\u00e0 veramente il cittadino francese, spagnolo, tedesco e olandese, in un mondo sempre pi\u00f9 complesso in cui tutto cambia sempre pi\u00f9 velocemente, \u00e8 un&#8217;Unione Europea sempre pi\u00f9 unita e sempre pi\u00f9 europea. \u00c8 qui che si trova la risposta. E per i paesi in cima alla lista delle elezioni nazionali, senza menzionare nessuno di loro, penso che sarebbe molto utile ricordarlo e ricordarcelo costantemente. Lo dir\u00f2 in francese, perch\u00e9 siamo sul <em>Grand Continent:<\/em> <em>c&#8217;est l&#8217;Europe qui prot\u00e8g<\/em>e. Non dimentichiamolo. Sar\u00e0 l&#8217;Europa a proteggerci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa intervista esclusiva, la ministra degli Esteri spagnola Arancha Gonz\u00e1lez Laya condivide la sua visione sul ruolo della Spagna in un&#8217;Europa geopolitica. 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