Questo articolo \u00e8 anche disponibile in Inglese sul sito del Groupe d’\u00e9tudes g\u00e9opolitiques<\/a>.<\/em><\/p>\n\n\n\nSignor Presidente, membri della Rada, signore e signori, <\/p>\n\n\n\n
sono molto onorato di essere ancora una volta qui con voi a Kyiv. E vi ringrazio di aver issato la bandiera dell’Unione europea. Questa \u00e8 la mia sesta visita in Ucraina, la quarta dall’inizio della guerra, e in una citt\u00e0 che, negli ultimi dieci anni, \u00e8 stata pi\u00f9 consapevole della propria identit\u00e0 europea di qualsiasi altra capitale del continente. <\/p>\n\n\n\n
Come ha scritto Yuri Andrukhovych – i cui libri sono sempre pi\u00f9 tradotti in molte lingue europee – \u00abKyiv ha vinto il competizione per diventare lo scenario della pi\u00f9 bella di tutte le rivoluzioni: la rivoluzione di Kyiv, la rivoluzione della dignit\u00e0\u00bb. Abbiamo appena celebrato il decimo anniversario di questa rivoluzione \u2018hidnista\u2019, della dignit\u00e0 in ucraino, e so che per difenderla avete pagato e state ancora pagando un prezzo terribile. <\/p>\n\n\n\n
Molti degli eroi della vostra rivoluzione sono morti sul fronte, combattendo contro gli invasori russi per la vostra libert\u00e0. Come, ad esempio, Roman Ratushny, attivista contro la corruzione. Non aveva neppure 25 anni. <\/p>\n\n\n\n
Vladimir Putin pensava che la guerra sarebbe durata solo una settimana, ma due anni dopo, siete ancora qui. Alcuni dei vostri soldati combattono in prima linea dall’inizio della guerra. Sono stati gli eroi della battaglia di Kyiv, quando le truppe russe erano a 8 chilometri di distanza. Sono stati gli eroi di Kharkiv, un nome che oggi tutti in Europa conoscono. Lo hanno fatto – lo avete fatto – con il vecchio equipaggiamento sovietico, senza poter contare ancora sull’aiuto dell’Occidente. Lo avete fatto grazie alla motivazione dell\u2019esercito e del popolo. <\/p>\n\n\n\n
Oggi avete liberato met\u00e0 del territorio che la Russia aveva preso e avete tolto il blocco nel Mar Nero. In ogni citt\u00e0 liberata, le vostre truppe sono state accolte da persone la cui gioia per la liberazione era pari al dolore che avevano patito. I vostri soldati hanno visto ovunque morte e devastazione e hanno scoperto ovunque fosse comuni. Lo so perch\u00e9 l’ho visto di persona a Bucha.<\/p>\n\n\n\n
La guerra \u00e8 costata la vita a tanti. Ma permettetemi di citare una persona in particolare: Victoria Amelina, finalista al premio dell’Unione Europea per la Letteratura. Lavorava come investigatrice di crimini di guerra e invece di mettersi al riparo, e\u2019 andata nell’Ucraina orientale per raccontare le storie delle persone che vivevano sotto occupazione. <\/p>\n\n\n\n
L’estate scorsa un missile russo, come quelli caduti su Kyiv ieri sera, l’ha uccisa mentre cenava in una nota pizzeria. Era certamente un obiettivo. Aveva solo 37 anni. \u00c8 diventata “Colei che \u00e8 volata via troppo presto”, come aveva scritto in una delle sue poesie. Parlo di lei non potendo parlare di tutte le vittime e gli eroi di questa guerra. <\/p>\n\n\n\n
Ci sono molte tragedie come quella di Victoria Amelina. E tutte ci ricordano ci\u00f2 per cui il popolo ucraino sta combattendo: la libert\u00e0 e la propria terra. I soldati russi non sanno per cosa stanno combattendo. I soldati ucraini combattono per la loro stessa esistenza, per la vita delle loro famiglie, per il futuro dei loro figli, per la vostra libert\u00e0, per la vostra cultura. Perch\u00e9 la lingua ucraina non sia zittita e i vostri libri – come quello di Victoria – non restino incompiuti. <\/p>\n\n\n\n
Sapete qual \u00e8 il vero confine tra Russia e Ucraina? Non \u00e8 solo la linea del fronte sul campo di battaglia: \u00e8 la linea del fronte politico tra un mondo governato dalla legge e dalla libert\u00e0 e un mondo in cui i potenti impongono la loro volont\u00e0 in patria e in altri paesi. \u00c8 la linea del fronte tra democrazia e regimi autoritari. Niente di meno. <\/p>\n\n\n\n
Un’Ucraina che si oppone alla guerra di annientamento della Russia d\u00e0 un forte contributo alla sicurezza dell’Europa nel suo complesso. Visto il mio ruolo di Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, potete facilmente comprendere quanto questo tema mi stia a cuore. Non si tratta di una frase retorica per strappare un applauso, ma della cruda realt\u00e0. L’Ucraina d\u00e0 un enorme contributo alla sicurezza dell’Europa nel suo complesso. E il miglior impegno che possiamo assumere per la sicurezza dell’Ucraina \u00e8 di integrarla nell’Unione europea.<\/p>\n\n\n\n
Permettetemi di ricordarvi cos’\u00e8 l’Unione Europea. L’Unione Europea non \u00e8 un’alleanza militare. L’Unione Europea \u00e8 stata costruita intorno all’economia, per disinnescare i conflitti tra gli europei attraverso negoziati e compromessi. E ha funzionato. <\/p>\n\n\n\n
Dopo le due terribili guerre mondiali del secolo scorso, l’Unione Europea ha goduto di pace per quasi 80 anni. Il vecchio antagonismo tra gli ex imperi europei \u00e8 scomparso. I confini sono diventati invisibili. Ma questo \u00e8 anche il motivo per cui molti europei hanno dimenticato che il mondo pu\u00f2 essere un luogo terrificante in cui chi ha potere puo\u2019 imporre la sua ragione. Abbiamo fatto pace gli uni con gli altri e tendiamo a credere che la pace sia lo stato naturale delle cose, il che purtroppo non \u00e8 vero.<\/p>\n\n\n\n
Lo stato naturale delle cose \u00e8 ancora la lotta tra grandi potenze. Nel mondo di oggi, la geopolitica sta tornando in auge e la Russia non ha dimenticato la propria illusione imperiale. Ecco perch\u00e9 la vostra guerra \u00e8 stata un campanello d’allarme per l’Unione Europea. Dal 24 febbraio 2022, questa guerra non \u00e8 stata solo una questione di assistenza militare e finanziaria per la maggior parte di noi, ma soprattutto una rivoluzione del nostro modo di pensare. Abbiamo preso coscienza di quanto sia pericoloso il mondo a due passi da noi.<\/p>\n\n\n\n
Questo ci ha fatto cambiare mentalit\u00e0. Ora dobbiamo anche cambiare l’intero quadro istituzionale dell’Unione Europea per adattarlo a una nuova realt\u00e0 geostrategica. La ragion d\u2019essere dell’UE non \u00e8 pi\u00f9 fare la pace tra noi, ma affrontare le sfide ai nostri confini. <\/p>\n\n\n\n
Esattamente due anni fa, il 6 gennaio 2022, quando la Russia stava gi\u00e0 ammassando le sue truppe sul confine, mi trovavo nel Donbass e incontrai il primo ministro Denys Shmyhal. Stavamo parlando nel suo ufficio e mi chiese: “Quando ci invaderanno – perch\u00e9 ci invaderanno – ci sosterrete? Ci fornirete le armi di cui abbiamo bisogno per difenderci?”. Non dimenticher\u00f2 mai quella domanda e quel momento della mia vita: “Ci aiuter\u00e0?”. All’epoca non riuscii a dare una risposta netta, perch\u00e9 l’Unione Europea non aveva mai fornito aiuti militari a un Paese in guerra. <\/p>\n\n\n\n
Ma quando poche settimane dopo vi fu l’invasione, reagimmo in un modo inedito. Da allora e fino a ora siamo rimasti uniti e abbiamo fornito – non una promessa ma un dato di realt\u00e0 – 28 miliardi di euro in aiuti militari e in totale quasi 90 miliardi di euro in aiuti umanitari, economici e finanziarii. <\/p>\n\n\n\n
La scorsa settimana, gli Stati membri dell’UE – come sapete – hanno concordato un ulteriore pacchetto da 50 miliardi di euro per fornirvi finanziamenti certi per i prossimi anni e per aiutarvi a pagare stipendi e pensioni, e a fornire servizi pubblici. Perch\u00e9 dovete vincere la guerra e vincere la pace allo stesso tempo. <\/p>\n\n\n\n
Permettetemi di dire che la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, e il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, hanno avuto il merito di mettere insieme questo pacchetto di aiuti, di averlo sottoposto al Consiglio Europeo e di aver lavorato duramente per farlo approvare da tutti gli Stati membri. Tuttavia, il pacchetto deve ancora essere presentato al Parlamento europeo, che \u00e8 l’autorit\u00e0 di bilancio dell’Unione. \u00c8 necessario un accordo tra il Consiglio e il Parlamento sulla proposta della Commissione. Sono fiducioso che arrivera\u2019 entro la fine del mese. <\/p>\n\n\n\n
Ma so che dobbiamo andare oltre. Ho gi\u00e0 detto che questa \u00e8 la mia sesta visita in Ucraina. Dobbiamo cambiare il paradigma, passare dal sostegno all’Ucraina “per tutto il tempo necessario” all’impegno a sostenere l’Ucraina “costi quel che costi”. Non \u00e8 una questione di durata: pi\u00f9 breve \u00e8 la guerra, meglio \u00e8. E perch\u00e9 la guerra duri meno, il nostro sostegno deve essere pi\u00f9 forte. Dobbiamo fare tutto il necessario per garantire la vittoria dell’Ucraina. <\/p>\n\n\n\n