{"id":1642,"date":"2021-03-21T23:59:48","date_gmt":"2021-03-21T23:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=1642"},"modified":"2021-04-09T15:45:18","modified_gmt":"2021-04-09T14:45:18","slug":"una-governance-globale-pluralista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/21\/una-governance-globale-pluralista\/","title":{"rendered":"Governare la globalizzazione"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Questo fascicolo \u00e8 disponibile <a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/governing-globalization\/\">in inglese<\/a> sul sito del Groupe d&#8217;\u00e9tudes g\u00e9opolitiques.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Interrogarsi su una <em>governance<\/em> globale potrebbe sembrare, a prima vista, anacronistico: i tempi non appaiono pi\u00f9 maturi per le grandi dichiarazioni universalistiche, la globalizzazione del commercio o gli accordi sovranazionali, bens\u00ec per la riscoperta degli interessi particolari dello &#8220;stato nazionale&#8221;, il ripiego su di s\u00e9 dell\u2019&#8221;ognuno a casa propria&#8221;, o anche l&#8217;egoismo del &#8220;<em>Me Firs<\/em>t&#8221;. La crisi &#8211; o forse dovremmo chiamarla <em>policrisi<\/em> &#8211; in cui siamo tutti coinvolti a causa di interdipendenze economiche ormai slegate dalla solidariet\u00e0 \u00e8 soprattutto il prodotto di un certo tipo di globalizzazione, caratterizzata da una fragilit\u00e0 strutturale ereditata da profonde e precipitose trasformazioni. Un nuovo mondo sta gi\u00e0 prendendo forma, un amalgama eterogeneo, instabile e imprevedibile le cui caratteristiche, faglie e fratture non potevano essere previste. Ci\u00f2 \u00e8 evidenziato non solo dal <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2020\/12\/07\/il-nuovo-protezionismo\/\">nuovo protezionismo<\/a> e dalla crisi del multilateralismo, ma anche dalla moltiplicazione di modelli politici, sociali ed economici alternativi e talvolta incompatibili.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-file aligncenter\"><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/RED-2-Governing-Globalization-March-2021-1.pdf\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-104395\" style=\"width: 150px\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/MicrosoftTeams-image-12.png\" alt=\"\"><\/a><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2021\/03\/RED-2-Governing-Globalization-March-2021-1.pdf\" class=\"wp-block-file__button\" download>Download (EN)<\/a><\/div>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, senza pretendere di essere esaustivi, le sfide globali si moltiplicano, siano esse legate alle pandemie vissute e annunciate, alle crisi migratorie attuali e future, alla lotta contro i crimini contro l&#8217;umanit\u00e0, alle crisi finanziarie e sociali, all&#8217;evasione fiscale; senza dimenticare, con il potere della tecnologia digitale, l&#8217;ambivalenza delle nuove tecnologie. Tale insieme, che trasforma l&#8217;umanit\u00e0 in una forza capace di minacciare il suo stesso futuro, crea, infatti, una comunit\u00e0 (involontaria) di destino. Che ci piaccia o no, queste nuove sfide richiedono una concertazione globale e, senza dubbio, il rifiuto dei riflessi nazionalistici e la ridefinizione di un regime di convivenza comunitaria. Piuttosto che negare queste realt\u00e0, l&#8217;attuale policrisi \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 per mettere in discussione, prima di un nuovo inizio, i concetti alla base di questa corsa imperturbabile.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, \u00e8 necessario prendere coscienza della crescente inadeguatezza del pensiero giuridico tradizionale. In assenza di una vera ideologia comune che ordini i molteplici, disparati e frammentari spazi normativi, le nostre societ\u00e0 sembrano ancora alla ricerca della narrazione giuridica che dovrebbe rifletterle e\/o addomesticarle, permettendo loro di evitare la doppia minaccia del &#8220;grande collasso&#8221; e della &#8220;grande schiavit\u00f9&#8221;.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lungi dal limitarsi a un\u2019apertura degli scambi economici su scala mondiale, la globalizzazione richiede una ridefinizione del regime di coesistenza di comunit\u00e0 politiche eterogenee, dove il punto di riferimento normativo (il &#8220;Polo Nord&#8221;) non pu\u00f2 pi\u00f9 emergere nei tradizionali centri di valori comuni. Al tempo delle comunit\u00e0 nazionali, fatte di memorie e ricordi condivisi, gli accordi e i disaccordi collettivi sembravano plasmare le regole del diritto e strutturare i quadri politici, stabilizzati da valori e interessi condivisi, anche se in evoluzione e imposti. Ma queste &#8220;bussole nazionali&#8221; sono diventate effimere e stanno scomparendo una dopo l&#8217;altra sotto le forze corrosive della globalizzazione, e di conseguenza sono incapaci di affrontare le sfide comuni di tutta l&#8217;umanit\u00e0. Senza bussola, l&#8217;umanit\u00e0 viaggia come un <em>battello ebbro,<\/em> spinto ai quattro venti del mondo nella nostalgia di una memoria svanita e di valori comuni inesistenti. Dove possiamo trovare allora gli strumenti per una tale ricomposizione e come possiamo reinventare, insieme ai vari attori, una forma di <em>governance<\/em> globale?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, le riflessioni su una legge &#8220;globale&#8221; non sono una novit\u00e0. Le vediamo all&#8217;opera nelle teorie che cercano di costruire un costituzionalismo globale, un diritto amministrativo globale, o un ordine giuridico privato non statale transnazionale. Se questi sforzi, molteplici e diversi, faticano ad avere successo, \u00e8 perch\u00e9 riflettono le tensioni intrinseche, anzi l&#8217;irrazionalit\u00e0, di qualsiasi tentativo di trovare sostegno in categorie ben ordinate, derivate da storie e memorie idiosincratiche, per capire e agire in un mondo che \u00e8 fondamentalmente disordinato, interattivo, instabile e non gerarchico.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole: la complessit\u00e0 di sfide inedite, cos\u00ec come la diversit\u00e0 dei modi di vita e degli interessi coinvolti, rendono i trapianti giuridici, o le estrapolazioni di soluzioni nazionali a livello globale, inefficaci e, soprattutto, inappropriati.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra l&#8217;ordine egemonico di questa monarchia universale che Kant chiamava &#8220;dispotismo&#8221; e il grande disordine di un mondo non solo diviso, ma frammentato, le due insidie della globalizzazione ci obbligano a pensare a un universalismo contestualizzato, dove la ragione giuridica non offra soluzioni preconfezionate, ma piuttosto strumenti di deliberazione e fecondazione reciproca (<em>cross-fertilization<\/em>) capaci di fondare l&#8217;unit\u00e0 nella pluralit\u00e0. In altre parole, in assenza di un&#8217;impossibile identit\u00e0 tra sistemi normativi nazionali unificati, una vera <em>governance<\/em> globale dei beni comuni, se \u00e8 possibile, non pu\u00f2 che essere pluralista e instabile, ibrida e flessibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A ben vedere, questo appello alla creazione di una<em> governance<\/em> pluralista non \u00e8 che il riflesso di una pratica comune, quella del &#8220;<em>bricolage<\/em>&#8221; giuridico degli attori della globalizzazione, ovvero il tentativo di &#8220;globalizzare&#8221; gli ordinamenti giuridici nazionali avvicinandoli senza confonderli, e di &#8220;contestualizzare&#8221; le norme internazionali adattandole alle realt\u00e0 locali. Il <em>bricoleur <\/em>sostituisce il proporzionale al categorico, oppone l&#8217;integrazione verticale alla consultazione orizzontale, e preferisce il simile all&#8217;identico. Ci sono molte incarnazioni di questo fenomeno.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentalmente, si tratta di uno sforzo di tolleranza reciproca che si manifesta, per esempio, nel diritto internazionale privato, dove l&#8217;esercizio di qualificazione e riconoscimento si basa su un&#8217;identificazione della prossimit\u00e0 delle istituzioni nella diversit\u00e0 delle loro manifestazioni, a condizione per\u00f2 che il risultato non vada contro i principi fondamentali (o l&#8217;ordine pubblico internazionale) del &#8220;riconoscitore&#8221;. In altre parole, che quest&#8217;ultimo possa accogliere nel suo ordinamento una soluzione diversa senza per questo negare la propria essenza.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta inoltre di metodi utilizzati nella messa a punto di strumenti internazionali quando l&#8217;uniformit\u00e0 \u00e8 impensabile, come il cosiddetto metodo dell'&#8221;equivalenza funzionale&#8221;, che \u00e8 il risultato di una fruttuosa combinazione di realismo giuridico e funzionalismo sistemico. Quando l&#8217;OCSE ha cominciato a lavorare a una Convenzione sulla lotta contro la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri, i suoi redattori, consapevoli delle profonde differenze tra le culture penali degli Stati membri, si sono accontentati di definire un sistema di principi di base e si sono rivolti a questo concetto di equivalenza funzionale per permettere un margine di adattamento nazionale, senza esigere l&#8217;uniformit\u00e0 e senza offendere i principi fondamentali dei sistemi giuridici degli Stati membri, per esempio, per quanto riguarda le forme di responsabilit\u00e0 penale delle persone giuridiche.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, l&#8217;equivalenza tra le misure nazionali \u00e8 allo stesso tempo sia un metodo che un obiettivo, il cui successo dipende dalle modalit\u00e0 di monitoraggio e controllo delle misure nazionali, cos\u00ec come sono scritte e applicate nella pratica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale, nel campo dei diritti umani, per il &#8220;margine di apprezzamento nazionale&#8221;, originariamente assente nella CEDU, ma ben presto istituito dalle corti europee nei casi in cui misure restrittive o addirittura derogatorie sono ammesse dalla Convenzione in nome dell&#8217;ordine pubblico nazionale: le corti tengono conto del contesto (culturale, sociale, economico, ecc.) di ogni Stato per attenuare le esigenze di applicazione uniforme e preservare cos\u00ec il principio di sussidiariet\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi esempi mostrano che armonizzare le differenze (dal basso verso l&#8217;alto, dal locale al globale) e contestualizzare l&#8217;universale (dall&#8217;alto verso il basso, diversificandolo dal globale al locale) non significa in nessun modo abbandonare ogni razionalit\u00e0 assiologica. La <em>governance<\/em> pluralista si basa, prima di tutto, su un insieme di principi guida che devono essere rispettati affinch\u00e9 sia possibile valutare la prossimit\u00e0 nella diversit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tracce di tale ricerca si possono trovare nella lunga (ma un po&#8217; trascurata) tradizione dello<em> ius gentium <\/em>dell&#8217;antichit\u00e0 romana, che riflette le esigenze della ragione naturale, cio\u00e8 i bisogni comuni a tutti gli esseri umani in quanto esseri senzienti. La tradizione continu\u00f2 nel Medioevo attraverso lo<em> ius commune<\/em>, un ibrido di diritto romano, diritto canonico e <em>lex mercatoria<\/em>, applicato come metodo di ragionamento e guida all&#8217;interpretazione delle diverse e complesse variazioni locali.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, nuovi valori comuni possono essere pensati attraverso l&#8217;integrazione dinamica, a spirale, di diverse visioni dell&#8217;umanesimo: l&#8217;umanesimo emancipato dell&#8217;illuminismo, che suggerisce la pari dignit\u00e0 degli esseri umani, ma anche l&#8217;umanesimo relazionale, che evoca l&#8217;umano nelle sue relazioni di prossimit\u00e0 e ospitalit\u00e0, cos\u00ec come l&#8217;umanesimo emergente dell&#8217;interdipendenza, che riconosce che l&#8217;umano appartiene alla natura e non \u00e8 padrone di essa, aggiungendo alla domanda di solidariet\u00e0 sociale quella di una solidariet\u00e0 ecologica di fronte alle nuove capacit\u00e0 dell&#8217;umanit\u00e0 di fare danni. A questi valori fondanti si aggiungono quelli che nascono, come hanno dimostrato gli studiosi costituzionali contemporanei, dall&#8217;ibridazione e dall&#8217;arricchimento reciproco e graduale delle identit\u00e0 giuridiche organizzate in una rete non gerarchica, un esercizio di avvicinamento attraverso il contatto e la comprensione reciproci, la deliberazione, lo scambio, l&#8217;accordo e il disaccordo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quest&#8217;ultimo punto ci porta all&#8217;esigenza di una <em>governance<\/em> pluralista in cui la validit\u00e0 formale, che accompagna la definizione di norme comuni di razionalit\u00e0 deliberativa, si combina con la validit\u00e0 assiologica che ammette le differenze, purch\u00e9 siano compatibili tra loro. Ci\u00f2 implica uno sforzo di integrazione e di adattamento, e non il rifiuto<em> ab initio <\/em>dei valori proposti. Ci\u00f2 implica anche requisiti procedurali, volti a rendere razionalmente accettabile, senza pregiudicarla, la decisione finale: equa rappresentanza delle parti, trasparenza nella motivazione delle decisioni, rigore e coerenza nell&#8217;uso dei metodi di ponderazione; cos\u00ec come, nei settori che vi si prestano, il rispetto dei dati scientifici quando sono affidabili.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono le condizioni che rendono possibile una deliberazione razionale, che sostituisce la contestualizzazione all&#8217;uniformit\u00e0 e la compatibilit\u00e0 alla conformit\u00e0 pura e semplice, senza cadere nell&#8217;arbitrariet\u00e0, grazie a un formalismo rivisitato da logiche non standard, come le <em>fuzzy logics <\/em>(logiche sfumate) o la topologia (logica dei vicinati).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questo senso che la<em> governance<\/em> pluralista permetterebbe l&#8217;emergere di una narrazione dell&#8217;umanit\u00e0 come un\u2019avventura comune, alla ricerca di un &#8220;equilibrio dinamico&#8221; che stabilizzi le societ\u00e0 nelle loro relazioni reciproche senza congelarle nelle loro differenze. In breve: che pacifichi gli esseri umani senza standardizzarli. In questo senso, la costruzione dell&#8217;Europa \u00e8 senza dubbio uno dei pi\u00f9 ambiziosi laboratori di osservazione e di prova che abbiamo per costruire solidariet\u00e0 comuni. \u00c8 proprio perch\u00e9 l&#8217;Europa \u00e8 vaga, incerta, che forse riuscir\u00e0 a stabilire un pluralismo ordinato. Valorizzando il meglio di ogni tradizione nazionale attraverso prestiti reciproci (lo statuto del Pubblico ministero europeo ne \u00e8 un esempio), un&#8217;Europa sovrana inventerebbe cos\u00ec un ordine sovrano che non sia autoritario n\u00e9 uniforme, bens\u00ec democratico e pluralista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa utopia \u00e8 tanto pi\u00f9 realizzabile in quanto l&#8217;Unione Europea sta anche cercando di inventare un altro modo di governare tramite il diritto, non solo separando i poteri, ma aggregando livelli di organizzazione (statale, infrastatale e sovrastatale) e categorie di attori (pubblici e privati, ma anche attori civici e scientifici), in una forma di <em>governance<\/em> ancora regionale, ma che sostituisca gi\u00e0 relazioni interattive ed evolutive, quindi complesse, alle relazioni gerarchiche e stabili dello Stato nazionale. \u00c8 in questo senso che va intesa l&#8217;idea di &#8220;sovranit\u00e0&#8221; europea: se la costituzione di un&#8217;Europa &#8220;sovrana, unita e democratica&#8221; permette di restituire alla politica la sua &#8220;capacit\u00e0 d&#8217;azione&#8221; nel contesto della globalizzazione, \u00e8 perch\u00e9 essa segna il passaggio da una sovranit\u00e0 solitaria, protetta ma anche chiusa nei suoi confini, a una sovranit\u00e0 solidale, aperta e accresciuta, che mira a proteggere, al di l\u00e0 dei soli interessi nazionali, veri e propri beni comuni globali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Methods&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Luis Arroyo Zapatero,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/which-method-for-penal-harmonization\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Which method for penal harmonization?<\/a><\/li><li>Pavlos Eleftheriadis,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/natural-reason-and-the-ethical-foundations-of-european-law\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Natural Reason and the Ethical Foundations of European Law<\/a><\/li><li>Vincent Forray et S\u00e9bastien Pimont,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/governing-globalization-through-law-the-hypothesis-of-a-new-natural-law\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Governing globalization through law: The hypothesis of a new natural law<\/a><\/li><li>Pascal Lamy,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/answering-the-crisis-of-multilateralism-with-polylateralism\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Answering the crisis of multilateralism with polylateralism&nbsp;<\/a><\/li><li>Astrid Mignon Colombet et Nicola Bonucci,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/towards-plural-governance-functional-equivalence-in-the-fight-against-transnational-corruption\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Towards Plural Governance: Functional Equivalence in the Fight Against Transnational Corruption<\/a><\/li><li>Dani Rodrik,&nbsp;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2021\/03\/17\/le-perimetre-adequat-de-la-gouvernance-mondiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Right Scope of Global Governance and Democracy Enhancement<\/a><\/li><li>Jean-Marc Sorel,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/the-role-of-soft-law-in-global-governance-heading-towards-hegemonic-influence\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Role of Soft Law in Global Governance: Heading Towards Hegemonic Influence?<\/a><\/li><li>Christiane Taubira,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/world-globalization-and-mondialite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">World, globalization and&nbsp;<em>mondialit\u00e9<\/em><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Actors<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Fr\u00e9d\u00e9ric Baab,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/will-the-european-public-prosecutors-office-be-a-stab-to-the-heart\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Will the European Public Prosecutor\u2019s Office be a stab to the heart?<\/a><\/li><li>Samantha Besson,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/reconstructing-international-law-starting-from-regional-organizations\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Reconstructing International Law starting from Regional Organizations<\/a><\/li><li>Li Bin,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/17\/he-belt-and-road-initiative-a-new-landscape-in-mapping-the-changing-global-governance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The Belt and Road Initiative: A New Landscape in Mapping the Changing Global Governance<\/a><\/li><li>Anu Bradford,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/14\/the-european-union-in-a-globalised-world-the-brussels-effect\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The European Union in a globalised world: the \u201cBrussels effect\u201d<\/a><\/li><li>David Dja\u00efz,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/a-new-architecture-for-globalization\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">A new architecture for globalization<\/a><\/li><li>Bernard Hoekman et Petros Mavro\u00efdis,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/avoiding-a-requiem-for-the-wto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Avoiding a Requiem for the WTO<\/a><\/li><li>Dominique Rousseau,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/for-democratic-global-governance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">For Democratic Global Governance<\/a><\/li><li>Bernard Stirn,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/participating-in-the-governance-of-globalization-through-law-new-horizons-for-national-supreme-courts\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Participating in the Governance of Globalization through Law: New Horizons for National Supreme Courts<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Challenges<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Yann Aguila et Marie-C\u00e9cile de Bellis,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/14\/a-martian-at-the-united-nations-or-naive-thoughts-on-global-environmental-governance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">A Martian at the United Nations or Naive Thoughts on Global Environmental Governance<\/a><\/li><li>Edith Brown Weiss et Vicki Arroyo,&nbsp;<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2021\/03\/19\/la-necessite-dune-approche-ascendante-pour-la-lutte-contre-le-rechauffement-climatique-dans-un-monde-kaleidoscopique\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Addressing Climate Change from the Bottom-Up in a Kaleidoscopic World<\/a><\/li><li>Guy Canivet,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/18\/global-governance-through-the-market-and-sustainable-development\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Global governance through the market and sustainable development<\/a><\/li><li>Peter Chase,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/18\/data-protection-and-global-data-governance\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Data Protection and Global Data Governance<\/a><\/li><li>Laurent Cohen-Tanugi,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/law-is-more-than-ever-the-necessary-language-of-globalization\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Law is more than ever the necessary language of globalization<\/a><\/li><li>Martin Collet,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/20\/taxation-of-the-digital-economy-global-challenge-local-responses\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Taxation of the digital economy: global challenge, local responses?<\/a><\/li><li>Thierry de Montbrial,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/governance-of-common-goods-as-a-political-lever\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Governance of common goods as a political lever<\/a><\/li><li>Jorge Vi\u00f1uales,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/17\/geopolitics-of-the-energy-transformation\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Geopolitics of the Energy Transformation<\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Ouverture<\/em><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Olivier Abel et Mireille Delmas-Marty,&nbsp;<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/en\/2021\/03\/21\/in-the-spiral-of-humanisms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">In the spiral of humanisms<\/a><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre, nel contesto della crisi sanitaria, gli Stati sembrano riscoprire le attrattive del protezionismo e dell&#8217;isolazionismo, la necessit\u00e0 di una governance globale dei beni comuni di fronte alle sfide che l&#8217;umanit\u00e0 intera si trova a dover affrontare \u00e8 pi\u00f9 evidente che mai. Sotto la direzione della professoressa Mireille Delmas-Marty, pubblichiamo il secondo numero della Revue europ\u00e9enne du droit, i cui contributi cercano di definire le caratteristiche di una governance globale pluralista e gli strumenti giuridici capaci di incarnarla, per assicurare l&#8217;unit\u00e0 nella pluralit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":1659,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1648],"tags":[1650,1651,1649],"staff":[1653,1652,1654],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-1642","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritto","tag-diritto","tag-governance-globale","tag-mireille-delmas-marty","staff-hugo-pascal","staff-mireille-delmas-marty","staff-vasile-rotaru"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Governare la globalizzazione - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/21\/una-governance-globale-pluralista\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Governare la globalizzazione - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Mentre, nel contesto della crisi sanitaria, gli Stati sembrano riscoprire le attrattive del protezionismo e dell&#039;isolazionismo, la necessit\u00e0 di una governance globale dei beni comuni di fronte alle sfide che l&#039;umanit\u00e0 intera si trova a dover affrontare \u00e8 pi\u00f9 evidente che mai. 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