{"id":16251,"date":"2023-12-07T10:30:33","date_gmt":"2023-12-07T09:30:33","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=16251"},"modified":"2023-12-07T10:30:36","modified_gmt":"2023-12-07T09:30:36","slug":"cina-stati-uniti-capire-la-dottrina-raimondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/12\/07\/cina-stati-uniti-capire-la-dottrina-raimondo\/","title":{"rendered":"Cina-Stati Uniti: capire la dottrina Raimondo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Ecco un discorso di grande rilievo per la comprensione del capitalismo politico degli Stati Uniti e delle sue sfide. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/03\/16\/semi-conducteurs-washington-change-de-systeme\/\">Gina Raimondo, segretaria al Commercio degli Stati Uniti<\/a>, e Jensen Huang, presidente e CEO di Nvidia, di cui si parla a lungo in questa intervista realizzata al Reagan National Defence Forum, saranno tra i protagonisti del mio libro sull\u2019intelligenza artificiale, che sar\u00e0 pubblicato nel 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Anzitutto, un aspetto significativo di per s\u00e9 \u00e8 la presenza di Gina Raimondo al Reagan National Defense Forum, un appuntamento col motto \u00abpromoting peace through strength\u00bb ispirato all\u2019eredit\u00e0 del presidente Reagan, e che nel 2023 festeggia il suo decennale. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/22\/gli-stati-uniti-nella-guerra-estesa-dove-voltarsi\/\">La stessa evoluzione del Reagan National Defense Forum in questi 10 anni \u00e8 importante per comprendere l\u2019evoluzione degli Stati Uniti<\/a>: all\u2019inizio popolato soprattutto da generali, esperti di strategia militare e aziende della base industriale della difesa, nel corso del tempo si \u00e8 aperto sempre di pi\u00f9 alla tecnologia, ospitando tra l\u2019altro imprenditori come Jeff Bezos e Alex Karp di Palantir. Gina Raimondo, qui intervistata da<strong> <\/strong>Morgan Brennan (una delle presentatrici pi\u00f9 famose di CNBC) \u00e8 il primo segretario al Commercio a intervenire al Reagan National Defense Forum e, come dice lei stessa, non \u00e8 certo l\u2019ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">La sua retorica offensiva mette in crisi qualsiasi idea di distensione tra Stati Uniti e Cina. Se da un lato sottolinea la necessit\u00e0 di mantenere aperti i canali di comunicazione tra i due Paesi, per evitare una pericolosa escalation, dall\u2019altro ci\u00f2 che conta \u00e8 soprattutto proteggere la sicurezza nazionale americana, difendendosi dallo spionaggio e dall\u2019acquisizione tecnologica cinese. Ma questa esigenza di protezione si scontra con un altro imperativo dell\u2019economia americana: la libert\u00e0 e l\u2019indipendenza concesse alle aziende per innovare e cercare nuovi mercati. \u00c8 su questa linea di faglia che si sviluppa la dottrina Raimondo, che l\u2019autrice descrive dettagliatamente in questa intervista fondamentale per comprendere le nuove prospettive della guerra dei capitalismi politici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Questa \u00e8 la prima volta che un segretario al Commercio partecipa al Reagan National Defense Forum, una delle conferenze pi\u00f9 importanti dell\u2019anno in materia di difesa. Credo che la sua presenza qui evidenzi il crescente legame tra le politiche industriali, economiche e tecnologiche in materia di sicurezza nazionale. Pertanto, vorrei iniziare chiedendo perch\u00e9 il dipartimento del Commercio dovrebbe assumere una responsabilit\u00e0 pi\u00f9 ampia nelle questioni di sicurezza nazionale.<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 ampiamente riconosciuto che la capacit\u00e0 di difesa del nostro Paese va ben oltre gli armamenti militari come cannoni, missili, carri armati e droni. I progressi della tecnologia e dell\u2019innovazione, cos\u00ec come la collaborazione con i nostri alleati, sono allo stesso titolo parte integrante della nostra difesa nazionale. In tutta franchezza, la nostra sicurezza nazionale dipende dalla nostra sicurezza economica. Una nazione non pu\u00f2 essere considerata potente in materia di difesa se non possiede l\u2019economia pi\u00f9 competitiva del mondo e se non \u00e8 leader in termini di innovazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 solo in patria che la nostra presenza \u00e8 desiderata, ma anche all\u2019estero. I nostri alleati di tutto il mondo ci cercano per scopi militari e di impiego in regioni come l\u2019Indo-Pacifico e il Sud America. Ho avuto il piacere di unirmi al generale Richardson in una recente visita a Panama e l\u2019anno prossimo mi recher\u00f2 nelle Filippine con il comandante Aquilino. Nel frattempo, i nostri concorrenti, in particolare la Cina, continuano a fornire sostegno finanziario, infrastrutture e opportunit\u00e0 di lavoro. E se vogliamo vincere, dobbiamo farci vedere. &nbsp;Infatti, sono stato felice di andare a Panama con il generale Richardson qualche mese fa. L\u2019anno prossimo andr\u00f2 nelle Filippine con il comandante Aquilino. La competizione sulla prosperit\u00e0 economica e sulle opportunit\u00e0 \u00e8 importante tanto quanto la pura potenza militare, per proteggere la nostra sicurezza nazionale e mantenere il nostro posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La visione espressa nei suoi interventi da Gina Raimondo torna spesso sulla sicurezza economica come fondamento della sicurezza nazionale. Ormai \u00e8 chiaro a tutti che l\u2019amministrazione Biden ha fornito grandi enfasi a concetti sempre presenti nel dibattito statunitense ma sottovalutati. Per esempio, ancora nel 2016 in <em>War by other means: geoeconomics and statecraft<\/em>, l\u2019ambasciatore Robert Blackwill e Jennifer Harris, gi\u00e0 special adviser del Presidente e senior director sull\u2019economia internazionale nel National Security Council nell\u2019amministrazione Biden, osservavano quanto l\u2019arte della sicurezza economica fosse stata dimenticata nella politica estera recente degli Stati Uniti. Dopo <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/31\/la-chine-est-elle-une-menace-11-graphiques\/\">Made in China 2025<\/a> e la sua risposta, viviamo ormai in un\u2019epoca completamente diversa, dove il tema \u00e8 piuttosto la presenza onnicomprensiva della sicurezza economica, che diviene anche, come nella riflessione di Raimondo, la \u00abcassetta degli attrezzi\u00bb principale nella politica estera e nella politica di difesa, nel rapporto con gli alleati e con alcune aree contese nella grande sfida con Pechino.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00c8 un riflesso di quanto il mondo sia cambiato o del fatto che la politica degli Stati Uniti avrebbe dovuto essere pi\u00f9 aggressiva gi\u00e0 da tempo per quanto riguarda questa intersezione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 una domanda importante. Credo che la sicurezza nazionale si sia sempre basata sulla sicurezza economica. Detto questo, la tecnologia \u00e8 pi\u00f9 importante che mai per la nostra sicurezza nazionale e il dipartimento del Commercio \u00e8 al centro della politica dell\u2019amministrazione in materia di tecnologia e innovazione. Man mano che le forze armate statunitensi fanno sempre pi\u00f9 affidamento sulla tecnologia \u2013 in settori quali intelligenza artificiale, spectrum strategy, supercomputing, cybersicurezza e semiconduttori \u2013 cresce l\u2019importanza della tecnologia per la nostra sicurezza nazionale. Il dipartimento del Commercio, che gestisce la politica governativa sull\u2019intelligenza artificiale, controlla le esportazioni e impedisce alla Cina e ad altri avversari di accedere alle tecnologie pi\u00f9 avanzate del Paese. Inoltre, siamo a capo della politica governativa sulle tecnologie spectrum. Poich\u00e9 la tecnologia si intreccia sempre pi\u00f9 con la difesa nazionale, \u00e8 fondamentale investire nella capacit\u00e0 dei semiconduttori e impedire alla Cina l\u2019accesso alla tecnologia. Il dipartimento del Commercio guida questi sforzi: questo \u00e8 pi\u00f9 importante che mai perch\u00e9 la tecnologia \u00e8 oggi pi\u00f9 importante di quanto sia mai stata.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come state istituzionalizzando questo ruolo di sicurezza nazionale? Come assicurate che queste politiche abbiano un impatto duraturo o almeno che stabiliscano le basi o un precedente per le discussioni, i dibattiti e gli approcci futuri tra le varie amministrazioni, indipendentemente dalle affiliazioni politiche?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Potrei essere il primo segretario al Commercio in questa posizione, ma di certo non sar\u00f2 l\u2019ultimo. Credo che il nostro approccio ai controlli sulle esportazioni non sia una tendenza passeggera. Abbiamo attuato una strategia innovativa e assertiva su questo tema. Nell\u2019ottobre dello scorso anno, il Bureau of Industry and Security, guidato dal Sottosegretario Estevez, ha stabilito un regolamento senza precedenti: per la prima volta abbiamo negato alla Cina l\u2019accesso a una serie di semiconduttori e apparecchiature.<\/p>\n\n\n\n<p>Continueremo a procedere in questa direzione: stiamo costruendo un team. Ora lavorano per me persone che non lavoravano nel dipartimento del Commercio e che si occupavano semplicemente di semiconduttori. Stiamo aumentando la nostra capacit\u00e0 tecnica presso il BIS per quanto riguarda l\u2019intelligenza artificiale. Penso quindi che stiamo rafforzando il dipartimento del Commercio per affrontare queste sfide, e penso che questo sforzo sia destinato a rimanere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La visione di Raimondo porta nel concreto dell\u2019attivit\u00e0 di policy le riflessioni sull\u2019allargamento della sicurezza nazionale sviluppate tra l\u2019altro da Jake Sullivan e riprese da Le Grand Continent nella riflessione sulle fratture della guerra estesa. Va nel concreto perch\u00e9 mostra il ruolo che deve avere una burocrazia statale per perseguire obiettivi di politica industriale e sicurezza nazionale. Il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti si trova da tempo al centro delle tensioni con la Cina, con una enorme produzione di attivit\u00e0 regolatoria relativa in particolare ai controlli sulle esportazioni e con la sperimentazione di politica industriale del Chips and Science Act in particolare, ma in futuro anche con le attivit\u00e0 sugli standard e su altri temi richiesti dalle politiche sull\u2019intelligenza artificiale. Si tratta di compiti molto ampi e che richiedono competenze tecniche profonde. Qui Raimondo fa un\u2019operazione allo stesso tempo di trasparenza e di debolezza. Trasparenza perch\u00e9 dice chiaramente che per avere questo nuovo ruolo, lo Stato deve avere pi\u00f9 risorse e pi\u00f9 soldi. Debolezza perch\u00e9 la rivendicazione di 100 persone che lavorano sui semiconduttori non sembra poi granch\u00e9 rispetto all\u2019entit\u00e0 della sfida. E perch\u00e9 chiedere pi\u00f9 risorse in questo modo genera un forte rischio: che agli annunci non seguano i fatti. Da un lato, \u00e8 vero che forse l\u2019unico punto di vero consenso della politica statunitense, al Congresso, \u00e8 il contrasto con la Cina. Dall\u2019altro lato, una cosa \u00e8 andare contro la Cina negli annunci roboanti dei politici, un\u2019altra \u00e8 alimentare una burocrazia statale, fatto che in particolare tra i Repubblicani genera sempre resistenze. Non a caso Global Times, nel suo commento alle parole di Raimondo, ha notato il punto dei fondi federali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per i membri del Congresso che sono qui presenti, dir\u00f2 che il BIS ha lo stesso budget di dieci anni fa. Abbiamo il doppio delle richieste di licenza. Ricevo continuamente telefonate da membri del Congresso, democratici e repubblicani: perch\u00e9 non fate di pi\u00f9? Perch\u00e9 non state vigilando di pi\u00f9 sull\u2019intelligenza artificiale? Perch\u00e9 non controllate di pi\u00f9 i semiconduttori? Sono d\u2019accordo con voi. Ho un budget di 200 milioni di dollari, che \u00e8 paragonabile al costo di qualche jet da combattimento. Se vogliamo seriamente proteggere gli Stati Uniti, dobbiamo finanziare questa operazione in modo adeguato per adempiere alle nostre necessarie responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lei ha parlato di controlli sulle esportazioni e proprio di recente avete introdotto nuove regole aggiornate per i controlli sulle esportazioni di chip. Perch\u00e9 si \u00e8 reso necessario<\/strong>?<\/h3>\n\n\n\n<p>Non possiamo permettere alla Cina di ottenere questi chip. Punto. Ascoltate, ecco la cosa sorprendente: so che qui ci sono molti membri del settore privato e molti imprenditori. L\u2019America \u00e8 leader mondiale nell\u2019intelligenza artificiale. Punto. L\u2019America \u00e8 leader mondiale nella progettazione di semiconduttori avanzati. Punto. Questo grazie al nostro settore privato. Perch\u00e9 abbiamo grandi innovatori. Ed \u00e8 anche merito del nostro settore pubblico, che investe in questi campi.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo un paio d\u2019anni avanti alla Cina. Non possiamo permettere che ci raggiungano. <em>Non possiamo <\/em>permetterle di raggiungerci. Quindi negheremo loro la nostra tecnologia pi\u00f9 avanzata. So che tra il pubblico ci sono amministratori delegati di aziende produttrici di chip che erano un po\u2019 irritati quando l\u2019ho fatto, perch\u00e9 stavano perdendo entrate: proprio come la vita, la protezione della nostra sicurezza nazionale \u00e8 pi\u00f9 importante delle entrate a breve termine. Ed \u00e8 questo che faremo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il punto del rapporto tra pubblico e privato \u00e8 centrale nel capitalismo politico americano e ancor pi\u00f9 in questa fase storica, nella guerra dei chip. Da un lato, gli Stati Uniti contro la Cina, nei loro provvedimenti, fanno leva sulla loro grande forza nella filiera: aziende leader mondiali che operano su Electronic Design Automation, sul design dei chip, sui macchinari. Un primato che Raimondo apprezza e rivendica. Allo stesso tempo, a queste stesse aziende la sicurezza nazionale chiede un pesante sacrificio: quello del mercato cinese, che per la centralit\u00e0 della Cina nella manifattura e nell\u2019assemblaggio dell\u2019elettronica, ha un peso significativo. Anche se varia a seconda dei casi, il mercato cinese pu\u00f2 pesare il 20-30% dei ricavi, ma molto di pi\u00f9 come mercato di passaggio. La sicurezza nazionale \u00e8 superiore ma ha questo vincolo.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/09\/08\/10-points-sur-la-geopolitique-de-lia-generative\/\">Vi dir\u00f2: questa roba \u2013 e con \u00abquesta roba\u00bb intendo supercomputer, tecnologia AI, chip per l\u2019AI \u2013 nelle mani sbagliate \u00e8 letale quanto qualsiasi arma che potremmo fornire<\/a>. Perci\u00f2 dobbiamo essere seri se vogliamo affrontare questa minaccia ed essere seri nell\u2019applicazione della legge. L\u2019altra cosa per cui abbiamo bisogno di risorse al dipartimento del Commercio \u00e8 l\u2019applicazione della legge. Ogni minuto di ogni giorno, la Cina si sveglia cercando di capire come aggirare i nostri controlli sulle esportazioni. Questo ci impone di rafforzare continuamente i nostri controlli e di aumentare gli sforzi di applicazione insieme ai nostri alleati, tra cui gli olandesi, i giapponesi e gli europei.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro approccio deve includere anche una strategia multilaterale simile a quella della Cocom durante la Guerra Fredda per combattere la minaccia rappresentata dalla Cina. Un approccio multilaterale ai controlli sulle esportazioni \u00e8 essenziale per affrontare efficacemente questa sfida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il discorso di Raimondo, nel riferimento al multilateralismo dei controlli sulle esportazioni, fa anche un riferimento al COCOM e ai meccanismi della guerra fredda. Come ha dimostrato Hugo Meijer nei suoi studi fondamentali, tra cui in particolare \u00abTrading with the Enemy\u00bb, il caso del commercio con la Cina \u00e8 comunque profondamente diverso. Ma \u00e8 interessante considerare i vari riferimenti al multilateralismo e agli alleati nella dottrina di Gina Raimondo. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2022\/11\/14\/guerra-tecnologica-i-semiconduttori-in-10-punti\/\">I suoi discorsi menzionano in modo esplicito alcune delle principali \u00abpotenze\u00bb della filiera dei semiconduttori, il Giappone, la Corea del Sud, i Paesi Bassi e la Germania, per la presenza di alcune aziende chiave<\/a>. A questi alleati si chiede una maggiore collaborazione e una sorta di \u00abprova\u00bb della fedelt\u00e0 agli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Si \u00e8 criticato il fatto che i controlli sulle esportazioni si siano spinti oltre il necessario. Si \u00e8 anche criticato il fatto che non si siano spinti abbastanza in l\u00e0. Che fatto influenzano il processo decisionale in materia? \u00c8 ancora in fase di revisione? State pensando di cambiarlo o di adattarlo in tempo reale?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile trovare un equilibrio. Alan [Davidson, Assistente segretario al Commercio per le Comunicazioni e l\u2019Informazione dal 14 gennaio 2022] ed io discutiamo spesso di questo problema. Se si esagera con i controlli sulle esportazioni, si ostacolano i flussi di reddito delle imprese statunitensi, impedendo loro di innovare. Inoltre, \u00e8 doppiamente problematico se queste misure vengono attuate senza i nostri alleati. A cosa serve limitare le entrate delle imprese americane se la Cina ottiene la stessa tecnologia dai tedeschi, dagli olandesi, dai giapponesi o dai coreani?<\/p>\n\n\n\n<p>Se non riusciamo a tracciare una linea di demarcazione, la Cina pu\u00f2 ottenere la nostra tecnologia e usarla per la simulazione nucleare o per qualsiasi altra cosa voglia. Le capacit\u00e0 tecnologiche delle forze di combattimento di oggi sono pi\u00f9 grandi di quanto siano mai state. Ecco perch\u00e9 il commercio \u00e8 cos\u00ec importante. Tuttavia, devo ammettere che non so se possiamo mai essere perfetti o se siamo gi\u00e0 a quel punto. Per questo dico al mio team che dobbiamo mantenere un dialogo costante con l\u2019industria. Manteniamo una conoscenza aggiornata della tecnologia attraverso un dialogo continuo con i nostri colleghi del Pentagono. Devo fare un grande applauso al segretario Austin, che \u00e8 stato un partner straordinario per me. Dobbiamo solo essere fedeli e disciplinati nel nostro processo per essere certi di metterci costantemente alla prova: stiamo facendo abbastanza? Non stiamo facendo abbastanza? Inoltre, una delle cose che sto facendo al dipartimento del Commercio \u00e8 quella di rafforzare la nostra capacit\u00e0 tecnica, in modo da conoscere la tecnologia come chiunque altro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I produttori di chip cinesi stanno accumulando apparecchiature. Per averne la prova, basta guardare il nuovo smartphone di Huawei uscito un paio di mesi fa per capire che si stanno muovendo rapidamente in questo senso. Quanto velocemente potete contrastarli quando dovete adottare un approccio ponderato? State parlando con l\u2019industria e avete un team che sta crescendo con un budget di 200 milioni di dollari. Ma c\u2019\u00e8 un limite alla vostra velocit\u00e0?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019evoluzione della natura della minaccia richiede un cambiamento corrispondente nel nostro approccio. In passato, il BIS si \u00e8 basato sulla Entity list: Huawei, ad esempio, \u00e8 un campione nazionale cinese, quindi \u00e8 presente nella Entity list. Inoltre, \u00e8 stato verificato che SMIC (Semiconductor Manufacturing International Corporation) e altre aziende cinesi sostengono l\u2019esercito cinese e quindi sono anch\u2019esse presenti nella lista. Tuttavia, il problema di questo approccio \u00e8 che porta a un costante \u00abacchiappa la talpa\u00bb in cui \u00e8 vietato a vendere a un\u2019azienda, quindi Huawei crea un\u2019altra azienda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Parlando di Huawei e SMIC, Raimondo ricorda che i controlli sulle esportazioni e le \u00abliste\u00bb del dipartimento del Commercio e della sua fondamentale agenzia, il Bureau of Industry and Security, sono strumenti potenti, con effetti rilevanti sul mercato sulla base di esigenze di sicurezza nazionale, ma non sono onnipotenti. Le sanzioni e i controlli sulle esportazioni creano sempre incentivi per il loro aggiramento e, per quanto riguarda la Cina, per il rafforzamento di una filiera interna, con una \u00abchiusura del cerchio\u00bb rispetto ai mercati di riferimento (smartphone, apparecchiature di telecomunicazione, data center, attivit\u00e0 industriali e di automazione, automotive) dove la Cina ha un ruolo di primo piano. L\u2019aggiramento avviene attraverso il dinamismo delle aziende che vengono colpite, come Huawei e SMIC: le aziende si collocano all\u2019interno di un ecosistema dove \u00abvengono fuori\u00bb ulteriori attori, ignoti alle liste nere, e che creano nuovi rapporti commerciali interni alla Cina ma anche nuove opportunit\u00e0 di mercato, fuori dalla sicurezza nazionale, per le aziende degli Stati Uniti. In sintesi: nessuna lista \u00e8 onnipotente e autosufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro obiettivo, come dimostrato il 7 ottobre, \u00e8 quindi quello di implementare controlli a livello nazionale. Dobbiamo essere pi\u00f9 intelligenti sulle tecnologie in cui siamo pi\u00f9 avanti rispetto alla Cina. Sono in grado di fare cose molto dannose e noi vogliamo impedire all\u2019intero Paese l\u2019accesso a questa classe di apparecchiature. Questo \u00e8 un esempio di come stiamo innovando il nostro approccio per far fronte alla minaccia, perch\u00e9 se ci si limita a un approccio di tipo \u00abacchiappa la talpa\u00bb, sappiamo che non appena un\u2019azienda finisce nell\u2019elenco, la Cina creer\u00e0 un\u2019altra filiale nel giro di una settimana.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che stiamo diventando pi\u00f9 seri per quanto riguarda i controlli a livello nazionale e, non lo dir\u00f2 mai abbastanza, dobbiamo diventare ancora pi\u00f9 seri nel lavorare con i nostri alleati. Non va bene se neghiamo qualcosa alla Cina e i giapponesi o i tedeschi vendono loro componenti per realizzare strumenti EUV (litografia ultravioletta estrema). Dobbiamo quindi agire pi\u00f9 seriamente, in modo che sia pi\u00f9 difficile. Niente \u00e8 perfetto: i cinesi faranno di tutto per trovare scappatoie, ma noi dobbiamo essere pi\u00f9 veloci, pi\u00f9 agili e pensare in modo diverso alle nostre strategie.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un\u2019altra domanda prima di andare avanti: l\u2019industria o la semi-industria statunitense \u00e8 d\u2019accordo? L\u2019ho chiesto perch\u00e9 non voglio citare nessuna azienda in particolare, ma questa settimana \u00e8 stata diffusa la notizia che l\u2019<\/strong><strong><em>enfant prodige <\/em><\/strong><strong>dell\u2019intelligenza artificiale, Hoster, e Nvidia hanno sviluppato un nuovo chip conforme alle regole per le esportazioni, l\u2019H20, per la Cina. Il chip dovrebbe essere lanciato all\u2019inizio del prossimo anno e soddisfare i requisiti di controllo delle esportazioni. Ma quando si vede l\u2019adattabilit\u00e0 di questa dinamica in un mercato globale per le aziende americane, significa che la conversazione con l\u2019industria deve cambiare o evolversi pi\u00f9 di quanto non abbia fatto attualmente?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un punto valido. Vorrei rivolgermi all\u2019industria presente. L\u2019industria \u00e8 allineata con questa prospettiva? S\u00ec, ma il loro obiettivo primario \u00e8 la generazione di entrate. Sono convinta che la democrazia sia vantaggiosa per le imprese, comprese quelle del settore. Lo stato di diritto qui e nel mondo \u00e8 positivo per le aziende. Potrebbe doverci essere una brutta telefonata agli azionisti, ma a lungo termine vale la pena che lavoriate con noi per difendere la sicurezza nazionale del nostro Paese. Se tra dieci anni non venderete pi\u00f9 in Cina, non sar\u00e0 a causa dei nostri controlli sulle esportazioni, ma perch\u00e9 la Cina vi sta escludendo perch\u00e9 vuole compiere il decoupling, non a causa del mio operato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo quindi tenere gli occhi ben aperti sulla minaccia rappresentata dalla Cina e collaborare per garantire la forza delle nostre aziende e la protezione della nostra sicurezza nazionale. Sebbene l\u2019industria si sia dimostrata collaborativa e disponibile e le nostre relazioni siano buone, dobbiamo riconoscere la naturale tensione insita nel nostro lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i controlli sulle esportazioni, vorrei sottolineare la necessit\u00e0 di andare oltre i tradizionali metodi di coinvolgimento del settore. Storicamente, il dipartimento del Commercio traccia una linea di demarcazione. Come abbiamo fatto con Nvidia: abbiamo tracciato una particolare linea di demarcazione. Non sorprende che nel giro di pochi mesi Nvidia abbia rilasciato un nuovo chip appena al di sotto di quella linea di demarcazione. Bene, questo \u00e8 ci\u00f2 che fa l\u2019industria, questo \u00e8 ci\u00f2 che abbiamo insegnato loro, questo \u00e8 il modo in cui funziona il controllo delle esportazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Qui arriviamo al cuore della riflessione di Gina Raimondo e al vero dilemma del capitalismo politico degli Stati Uniti. Il segretario al Commercio cerca un nemico che non potr\u00e0 mai battere: Jensen Huang, co-fondatore e amministratore delegato di NVIDIA, l\u2019azienda divenuta leader dei semiconduttori non solo per una capitalizzazione che l\u2019ha proiettata oltre i 1. 000 miliardi (quello che in inglese si chiama \u00abtrillion company\u00bb) ma anche per i ricavi, almeno in questa fase del 2023, quindi sopra Intel, Samsung e TSMC. La potenza di NVIDIA nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale non pu\u00f2 essere sottovalutata. Inoltre, l\u2019azienda non deve nulla del suo successo ai sussidi e agli incentivi degli Stati Uniti. Jensen Huang, cos\u00ec come gli altri operatori, riconosce l\u2019esistenza della sicurezza nazionale ma vuole continuare a vendere in Cina. Finch\u00e9 il governo degli Stati Uniti porr\u00e0 limiti tecnici, i tecnici di NVIDIA, con capacit\u00e0 immensamente superiori a quelle molto limitate dei tecnici del governo, sapranno adattarsi a quei limiti, per tenere un mercato e fornire prodotti, perch\u00e9 hanno paura (una paura relativa, vista la potenza di NVIDIA, ma sempre esistente) che decine di aziende in Cina, potenzialmente concorrenti, possano insediarle. \u00c8 quello che NVIDIA sperimenta gi\u00e0, perlomeno in parte, con Huawei. Questo continuer\u00e0 ad essere un problema, che non pu\u00f2 essere risolto dalla \u00abdottrina Raimondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La politica degli Stati Uniti dir\u00e0 \u00abdobbiamo impedire gli avanzamenti di intelligenza artificiale dell\u2019esercito cinese\u00bb. Ma NVIDIA spiegher\u00e0 loro che l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 essere abilitata da qualunque scheda grafica delle loro generazioni attuali, e di quelle precedenti, quindi questo contrasto \u00e8 destinato a rimanere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Se arrivano gli ingegneri del dipartimento del Commercio che lavorano per Gina Raimondo a dire a NVIDIA \u00abcollaboriamo insieme, lavoriamo per la sicurezza nazionale\u00bb, a loro sar\u00e0 sempre riservato il trattamento della battuta resa celebre proprio da Ronald Reagan: \u00abLe parole pi\u00f9 terrificanti della lingua inglese sono: Sono del governo e sono qui per aiutare\u00bb. L\u2019era del capitalismo politico non ha cambiato questo fatto e non lo cambier\u00e0 perch\u00e9 il governo non sapr\u00e0 mai fare quello che ha saputo fare e che sa fare Jensen Huang.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo approccio non \u00e8 produttivo. Invece, Alan e io stiamo sviluppando un nuovo modo di avere un dialogo continuo con l\u2019industria, in cui i nostri ingegneri possono confrontarsi con i loro ingegneri. Il nostro messaggio \u00e8 chiaro: vogliamo limitare la tecnologia che pu\u00f2 consentire alla Cina di svolgere le attivit\u00e0 XYZ. Quindi vi dico che se riprogettate un chip per superare una particolare linea di demarcazione e che permette alla CIna di fare IA, io lo controller\u00f2 il giorno dopo. Dobbiamo quindi arrivare a dire all\u2019industria: il nostro obiettivo di sicurezza nazionale \u00e8 quello di non avere la \u00absalsa speciale\u00bb all\u2019AI all\u2019interno del vostro chip, ad esempio, quindi non fatelo e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta quindi di una nuova discussione, in quanto il semplice tracciare una linea e far lavorare l\u2019ingegnere intorno ad essa \u00e8 insufficiente. Dobbiamo stabilire un continuo scambio di informazioni con l\u2019industria, in cui comunicare chiaramente le nostre intenzioni e gli effetti desiderati, quasi come l\u2019intenzione del comandante. Dobbiamo instaurare un continuo botta e risposta con l\u2019industria, in cui comunichiamo chiaramente le nostre intenzioni e gli effetti desiderati, quasi come l\u2019intenzione del comandante. Poi, l\u2019industria deve adeguarsi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il dipartimento del Commercio sta svolgendo un ruolo cruciale nell\u2019innovativo ordine esecutivo del Presidente sull\u2019intelligenza artificiale, che ci porta al centro della conversazione sull\u2019IA. Nonostante le discussioni sulle minacce di accelerazione e sulla competizione tra grandi potenze, in cui sappiamo che questa tecnologia sar\u00e0 importante non solo oggi ma anche in futuro, \u00e8 essenziale garantire che vengano posti dei guard rail per regolamentare la capacit\u00e0 dell\u2019IA. Abbiamo parlato con lei il giorno in cui \u00e8 stato presentato l\u2019ordine esecutivo; con quale rapidit\u00e0 verr\u00e0 attuato e quanto \u00e8 significativo fornire questi guard rail?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il dipartimento del Commercio \u00e8 al centro della strategia del Presidente per l\u2019IA. Abbiamo due ruoli. Il primo \u00e8 quello di negare alla Cina l\u2019accesso alla nostra IA, come discusso in precedenza con il BIS. Tuttavia, ritengo che il nostro ruolo pi\u00f9 significativo sia quello di essere proattivi, investendo nell\u2019industria attraverso il Chips Act e collaborando con loro per aiutarli a correre pi\u00f9 velocemente in modo da superare la Cina.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa un mese fa, mi sono recata all\u2019Istituto per la sicurezza dell\u2019IA presso il dipartimento del Commercio con l\u2019obiettivo di collaborare con l\u2019industria, il Congresso e i responsabili politici per determinare i guard rail necessari. Vale la pena notare che nella Silicon Valley esiste una prospettiva che favorisce la filosofia del \u00ab<em>move fast and break things<\/em>\u00bb. Quando si ha a che fare con l\u2019IA, rompere le cose non \u00e8 un\u2019opzione, perch\u00e9 \u00e8 pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il chiaro riferimento \u00e8 al famoso motto di Facebook \u00ab<em>move fast and break things<\/em>\u00bb e ai danni che ha generato. Ma \u00e8 rivolto anche all\u2019attuale dibattito sulle regole dell\u2019intelligenza artificiale, e la posizione di influenti figure della Silicon Valley, a partire da Marc Andreessen, co-fondatore e General Partner della societ\u00e0 di venture capital Andreessen Horowitz, che manifesta e argomenta una posizione in cui, per creare ricchezza e trainare l\u2019innovazione, le aziende del motore tecnologico americano devono essere lasciate in pace dal governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo quindi trovare un equilibrio di guard rail, assicurandoci che questi modelli non finiscano nelle mani di attori non statali e di malintenzionati. Dobbiamo anche assicurarci che i modelli facciano ci\u00f2 che pensiamo che faranno. \u00c8 una cosa enorme che persino gli sviluppatori non siano consapevoli di ci\u00f2 che i modelli possono fare. Quindi serve sicurezza, ma dobbiamo essere molto attenti, perch\u00e9 non possiamo esagerare altrimenti soffochiamo l\u2019innovazione e l\u2019America ha raggiunto la sua posizione di leader grazie all\u2019innovazione e dobbiamo continuare a coltivare questo approccio. L\u2019Europa \u00e8 molto indietro rispetto a noi, la Cina \u00e8 ancora indietro. Ancora una volta, \u00e8 delicato e complicato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Importante e interessante che Raimondo, anche se cita Germania e Paesi Bassi come potenze dei semiconduttori, ribadisca <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/07\/06\/comment-leurope-peut-elle-vivre-dans-le-monde-de-la-securite-nationale\/\">la questione che gli europei sottovalutano sistematicamente, ovvero l\u2019enorme ritardo europeo sulla tecnologia<\/a>. Raimondo dice \u00abl\u2019Europa \u00e8 dietro di noi\u00bb sull\u2019intelligenza artificiale e in questo modo esprime una posizione pressoch\u00e9 unanime nel dibattito degli Stati Uniti, e che Eric Schmidt a Harvard in dialogo con Graham Allison ha espresso molto nettamente l\u201911 ottobre 2023, deridendo sostanzialmente l\u2019Europa per il suo approccio all\u2019intelligenza artificiale, privo di capacit\u00e0 industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo dico: quando mi guardo allo specchio, mi chiedo costantemente come posso gestire un dipartimento del Commercio pi\u00f9 innovativo nell\u2019era dell\u2019IA. Penso che tutti i membri del governo debbano farlo. Il governo in generale \u00e8 troppo lento nel capire come acquistare software, come acquistare l\u2019IA e come utilizzare positivamente l\u2019IA in ci\u00f2 che facciamo. E in qualche momento penso ancora un po\u2019 che ci troviamo di fronte a un gioco a somma zero: cosa vogliamo fare: rendere possibile l\u2019innovazione e l\u2019industria o proteggere la nostra sicurezza nazionale? \u00c8 un modo di pensare antiquato. Non possiamo avere questo gioco a somma zero. Dobbiamo fare entrambe le cose: far s\u00ec che l\u2019industria possa continuare a superarsi per innovazione e proteggere la nostra sicurezza nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quindi cosa significa nella pratica? Perch\u00e9 la Cina potrebbe essere in ritardo rispetto a noi in termini di adesione agli stessi standard etici, alle stesse barriere di sicurezza o allo stesso approccio ai dati.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Non vogliamo essere il minimo comune denominatore. Siamo un Paese che d\u00e0 valore alla privacy, ai diritti, ai diritti umani. Nulla di tutto ci\u00f2 sta cambiando. Quindi possiamo fare entrambe le cose. \u00c8 questo che rende grande l\u2019America. Possiamo fare entrambe le cose e le faremo. Dobbiamo investire in ricerca e sviluppo, formazione professionale e capacit\u00e0 tecnica, collaborando con l\u2019industria per promuovere l\u2019innovazione. Inoltre, dobbiamo implementare dei guardrail per evitare di impegnarci in pratiche non etiche e per proteggere la nostra tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spionaggio sponsorizzato dallo Stato per avere accesso alla nostra tecnologia \u00e8 reale, ma dobbiamo sviluppare un nuovo modello per affrontare la minaccia che la Cina rappresenta. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/09\/una-potenza-stocastica-limpero-sotterraneo-degli-stati-uniti-una-conversazione-con-abe-newman-e-henry-farrell\/\">Dobbiamo avere un nuovo modello di collaborazione tra il dipartimento del Commercio e il Pentagono, tra il governo e l\u2019industria, tra le universit\u00e0 e la base industriale della difesa. Deve essere un modello pi\u00f9 moderno se vogliamo affrontare le sfide necessarie<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In questo passaggio del suo intervento, Raimondo fa riferimento al \u00abnuovo modello\u00bb di cui c\u2019\u00e8 bisogno a suo avviso per fare fronte alla minaccia cinese. Siccome la minaccia cinese \u00e8 in continua evoluzione, perch\u00e9 usa le capacit\u00e0 industriali e di ecosistema, nel rapporto col governo, per adattarsi ai controlli sulle esportazioni degli Stati Uniti, allora gli Stati Uniti non possono avere un modello di capitalismo politico a silos, dove ogni attore del sistema persegue solamente i suoi interessi, ma devono lavorare sull\u2019integrazione: tra il Commercio e il Pentagono, appunto, ma anche tra pubblico e privato e nel circolo della comunicazione tra le aziende della difesa e le capacit\u00e0 del mondo della ricerca e dell\u2019universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questo ci porta al pacchetto di pianto del Chips Act. Credo che in questa sala ci siano molte persone che sono molto curiose di sapere quando inizieranno a essere erogati i finanziamenti.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>A questo punto, da un giorno all\u2019altro. Ho un\u2019intera squadra a casa che sta lavorando in questo momento e mi sono messa in contatto con tutti loro stamattina presto. Lo dico in tutta seriet\u00e0: sono entusiasta di fare un annuncio prima della fine dell\u2019anno, con un flusso continuo di annunci previsti per il primo trimestre o la prima met\u00e0 del prossimo anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dipartimento del Commercio, al momento dell\u2019approvazione della legge, non era attrezzato per gestire questo compito. Di conseguenza, abbiamo dovuto licenziare 110 dipendenti eccezionali, tra cui alcuni dei migliori investitori, analisti del mercato del credito, analisti industriali e ingegneri d\u2019America. Come gi\u00e0 accennato, la tempistica dovrebbe essere soddisfacente. Abbiamo costruito tutto questo partendo da zero e sono estremamente orgogliosa del lavoro di alta qualit\u00e0 che stiamo svolgendo per proteggere il denaro dei contribuenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio dire questo, soprattutto ai membri del pubblico che potrebbero fare domanda per i fondi del Chips Act: vi dar\u00f2 delusioni, perch\u00e9 i fondi non sono sufficienti. Abbiamo solo 39 miliardi di dollari per questi incentivi alle imprese e io ho una missione di sicurezza nazionale da onorare.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, vogliamo creare posti di lavoro in America, s\u00ec, abbiamo bisogno della produzione in America. Fondamentalmente, questa \u00e8 un\u2019iniziativa di sicurezza nazionale. Oggi gli Stati Uniti d\u2019America non producono chip all\u2019avanguardia sulle nostre coste. Avete citato Nvidia: tutti i loro chip sono prodotti a Taiwan. Tutti. Non c\u2019\u00e8 bisogno di dire a nessuno dei presenti i rischi legati a Taiwan o alla Cina. Quindi, alla fine della giornata, far\u00f2 del mio meglio per allungare questo capitale, essere creativo e dare a tutti un buon numero. Ma alla fine della giornata, per poter dormire la notte, devo soddisfare la missione di sicurezza nazionale e questo significa assicurarci di produrre abbastanza chip Leading Edge, di avere abbastanza packaging avanzato, abbastanza chip maturi per la base industriale della difesa negli Stati Uniti d\u2019America, \u00e8 una missione di sicurezza nazionale che dobbiamo realizzare con questo denaro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ha citato i rischi legati a Taiwan, che avrebbero un impatto su aziende come Nvidia, Apple e numerose altre economie se la Cina intervenisse nel prossimo futuro. Inoltre, se si verificasse un\u2019inflazione della catena di approvvigionamento a seguito di una pandemia, l\u2019interruzione economica sarebbe molto pi\u00f9 grave in quella situazione. Quindi, sareste in grado di avviare rapidamente la produzione nazionale, soprattutto perch\u00e9 le fabbriche sono complesse e richiedono anni per essere realizzate?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ancora una volta ha colto nel segno. Non possiamo muoverci abbastanza velocemente. Non so se e quando la Cina far\u00e0 una mossa su Taiwan e per molti versi non posso verificarlo se il nostro dipartimento della Difesa fa uno straordinario lavoro di deterrenza. Quello che posso controllare \u00e8 la velocit\u00e0 con cui corriamo in America. Quindi devo pensare al peggio e andare il pi\u00f9 veloce possibile, ed \u00e8 per questo che inizieremo a far circolare questi soldi all\u2019inizio del prossimo anno. Ci stiamo lavorando.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei esprimere la mia gratitudine a tutte le aziende marittime presenti che hanno voluto partecipare. Abbiamo partner fantastici che lavorano con noi in modo collaborativo. Non si tratta semplicemente di presentare domande e ricevere risposte. C\u2019\u00e8 un continuo andirivieni tra noi, mentre discutiamo i loro progetti e come possono essere perfezionati per soddisfare le nostre esigenze di sicurezza nazionale. Per questo motivo ho citato l\u2019Advanced packaging come esempio. Sono molto soddisfatto della situazione e il nostro atteggiamento \u00e8 chiaro. Ne abbiamo bisogno per la sicurezza nazionale dell\u2019America, quindi cerchiamo di determinare il modo pi\u00f9 rapido ed efficiente per raggiungere l\u2019obiettivo e portarlo a termine.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ho altre due domande per lei. La prima \u00e8 che stiamo parlando molto di chip. Ci sono altri prodotti o tipi di tecnologie di origine statunitense a cui state guardando in modo simile in questo momento?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sicuramente, nei settori delle biotecnologie, dei modelli di IA, dei prodotti di IA, del cloud computing e del supercalcolo, la risposta \u00e8 s\u00ec. Ancora una volta, man mano che la tecnologia diventa sempre pi\u00f9 avanzata e l\u2019intelligenza artificiale ne guida lo sviluppo, credo che il BIS diventer\u00e0 presto \u2013 se non lo \u00e8 gi\u00e0 \u2013 il posto pi\u00f9 entusiasmante in cui lavorare nel governo federale. La nostra attenzione si concentrer\u00e0 su come far progredire e controllare efficacemente l\u2019IA e tutto ci\u00f2 che ne deriva, per avere successo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il Bureau of Industry and Security, un tempo un\u2019oscura agenzia del dipartimento del Commercio dedicata in prevalenza ai controlli sulle esportazioni che non interessavano a nessuno, \u00e8 stata catapultata al centro dell\u2019attenzione dal conflitto tra Stati Uniti e Cina, come ho mostrato dal 2018 nelle mie analisi sul capitalismo politico (prima, quindi, del ruolo ancora pi\u00f9 centrale portato dalle nuove azioni dell\u2019amministrazione Biden e dai controlli sulle esportazioni del 7 ottobre 2022 e dalle mostre conseguenti). Anche questo punto, tuttavia, merita un \u00abreality check\u00bb: il BIS \u00e8 veramente un posto di lavoro \u00abeccitante\u00bb per i giovani americani, ad esempio per i grandi talenti della tecnologia? Esiste davvero qualcuno che vuole lavorare per il BIS e non per NVIDIA o per SpaceX? Non \u00e8 facile capirlo. Sicuramente, il BIS ha avuto per anni un sito con una grafica assolutamente penosa e poco comprensibile e proprio in questo periodo la grafica viene rifatta, quindi preparando probabilmente un ruolo pubblico un po\u2019 pi\u00f9 ampio, nonostante sia di fatto un pezzo di \u00abStato profondo\u00bb<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qualche mese fa, durante un incontro con le controparti cinesi, lei era presente all\u2019incontro del Presidente Biden all\u2019APEC. Durante lo stesso incontro APEC, lei ha incontrato anche le sue controparti cinesi. Sulla base dei recenti miglioramenti nella comunicazione e nelle relazioni, come definirebbe oggettivamente l\u2019attuale rapporto tra i nostri due Paesi?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La<strong> <\/strong>comunicazione \u00e8 fondamentale perch\u00e9 la sua mancanza pu\u00f2 portare rapidamente a un\u2019escalation, a tensioni e a errori di calcolo. Tuttavia, \u00e8 importante non confondere la comunicazione con la debolezza o la mollezza. C\u2019\u00e8 una notevole opportunit\u00e0 economica con la Cina che non dannegger\u00e0 la nostra sicurezza nazionale e generer\u00e0 posti di lavoro negli Stati Uniti \u2013 una realt\u00e0 che dovremmo considerare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 fondamentale notare che la reciprocit\u00e0 \u00e8 fondamentale: se chiedono l\u2019accesso ai nostri mercati, devono fornire l\u2019accesso ai loro. Se Unionpay e Alipay funzionano in America, MasterCard e Visa dovrebbero essere autorizzate in Cina. In condizioni di parit\u00e0, competeremo e commerceremo, e questo \u00e8 positivo. Per quanto riguarda la sicurezza nazionale, dobbiamo essere consapevoli della minaccia e prenderla sul serio. \u00c8 la pi\u00f9 grande minaccia che abbiamo mai affrontato e dobbiamo essere all\u2019altezza della sfida. La comunicazione \u00e8 fondamentale e dobbiamo collaborare su questioni come la finanza e il cambiamento climatico. Non desideriamo tensioni o escalation, e il mondo conta su di noi per gestire in modo responsabile le nostre relazioni con la Cina ed evitare un\u2019ulteriore escalation. Dobbiamo assolutamente fare tutto il possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non illudetevi, la Cina non \u00e8 nostra amica e dobbiamo tenere gli occhi ben aperti sulla portata di questa minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Raimondo conclude l\u2019intervento sulla sua \u00abdottrina\u00bb ribadendo che c\u2019\u00e8 una profonda differenza tra il fatto che Biden e Xi Jinping si parlano e hanno canali di comunicazione, e l\u2019aspetto strutturale, che \u00e8 la competizione sistemica tra Cina e Stati Uniti. Per questo, con un linguaggio netto, dice che \u00abla Cina non \u00e8 nostra amica\u00bb. Pertanto, gli elementi di riduzione della tensione e di comunicazione che si realizzano attraverso i contatti dei leader non possono cambiare questa realt\u00e0 strutturale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>C\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro che vuole aggiungere prima di concludere questa conversazione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019unica cosa che vorrei dire, a parte il fatto che sono davvero felice di essere qui, \u00e8 una sfida a tutti noi a pensare in modo diverso. La tecnologia sta cambiando a un ritmo che non abbiamo mai visto e questo significa che dobbiamo cambiare il modo di pensare alla <em>spectrum strategy<\/em>, non pu\u00f2 essere un gioco a somma zero, dobbiamo rendere disponibile questa tecnologia in modo da poter innovare il mondo e assicurarci che il Dipartimento della Difesa abbia ci\u00f2 di cui ha bisogno. Abbiamo gi\u00e0 parlato di IA: dobbiamo cambiare il modo in cui ci procuriamo la tecnologia, dobbiamo cambiare il modo in cui assumiamo, come possiamo ottenere gli ingegneri e i tecnici geniali di cui abbiamo bisogno per svolgere il lavoro, come possiamo attrarre e reclutare giovani nel governo, per svolgere il lavoro di cui abbiamo bisogno. E questo vale per tutti noi. Voglio dire, qui sta la sfida, l\u2019eccitazione, ma \u00e8 tempo di aprirci a nuovi orizzonti e di mettere in discussione il modo in cui abbiamo finora operato su tutti i livelli,<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/31\/la-chine-est-elle-une-menace-11-graphiques\/\"> se vogliamo affrontare la minaccia che la Cina rappresenta e se vogliamo fare ci\u00f2 che deve essere fatto con questa tecnologia<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 alcuna distensione nella guerra dei capitalismi politici tra Stati Uniti e Cina. 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