{"id":1577,"date":"2021-03-18T10:49:04","date_gmt":"2021-03-18T10:49:04","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=1577"},"modified":"2021-03-18T11:02:54","modified_gmt":"2021-03-18T11:02:54","slug":"vorrei-che-londra-rimanesse-una-delle-capitali-deuropa-conversazione-con-rory-stewart","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/18\/vorrei-che-londra-rimanesse-una-delle-capitali-deuropa-conversazione-con-rory-stewart\/","title":{"rendered":"&#8220;Vorrei che Londra rimanesse una delle capitali d&#8217;Europa&#8221;, conversazione con Rory Stewart"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Brexit \u00e8 tanto un divorzio tra la Gran Bretagna e l&#8217;Europa quanto la manifestazione di un divorzio interno alla societ\u00e0 britannica. La rottura tra <em>Leavers<\/em> e <em>Remainers<\/em> (che Jonathan Coe descrive brillantemente nel suo ultimo romanzo, che va oltre la politica per diventare una questione di &#8220;stile di vita&#8221;) potr\u00e0 essere ricucita dal sistema politico britannico?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Occorre distinguere due questioni fondamentali: quella della natura di tale rottura e quella della sua profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura di questa divisione sembra senza dubbio essere pi\u00f9 culturale che economica. In generale, non c&#8217;\u00e8 una differenza economica sostanziale tra coloro che hanno votato a favore della Brexit e quelli che hanno votato contro &#8211; infatti, i sostenitori del <em>Leave<\/em> sono solo leggermente pi\u00f9 ricchi dei sostenitori del <em>Remain<\/em>. Alcuni suggeriscono che il voto pro-Brexit \u00e8 stato determinato dalle vittime, dagli esclusi della globalizzazione &#8211; in poche parole dai poveri del Nord-Est dell&#8217;Inghilterra. In realt\u00e0, questa non \u00e8 altro che una minima parte di un gruppo di sostenitori molto pi\u00f9 ampio, che comprende anche molte persone ricche che hanno votato a favore della Brexit.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, questa divisione ha, in qualche misura, sostituito la classica divisione interna alla politica britannica, tradizionalmente basata sull\u2019appartenenza di classe. Un famoso sociologo dell&#8217;inizio del XXI secolo ha stabilito che la classe era alla base della politica britannica, mentre gli altri fattori erano puramente incidentali. Alla fine degli anni &#8217;40 e all&#8217;inizio degli anni &#8217;50, la classe sociale di ciascuno determinava effettivamente la scelta di voto. Al giorno d\u2019oggi la divisione sembra presentarsi soprattutto come una divisione culturale, la cui caratterizzazione cambia in base al gruppo nel quale ciascuno si riconosce. Se si \u00e8 dalla parte degli elettori anti-Brexit, si tende a descrivere i <em>Remainers<\/em> come pi\u00f9 aperti e i <em>Leavers<\/em> come pi\u00f9 chiusi. Se si \u00e8 pro-Brexit, si tende a dire che i <em>Leavers<\/em> sono pi\u00f9 orgogliosi della Gran Bretagna e i <em>Remainers<\/em> pi\u00f9 cosmopoliti. Questo \u00e8 ormai fortemente radicato nella storia e nell&#8217;identit\u00e0 britannica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma forse la cosa pi\u00f9 interessante \u00e8 la profondit\u00e0 di questa rottura. Quella britannica \u00e8 una societ\u00e0 che non conosce la rivoluzione dal XVII secolo. E, a differenza della maggior parte dei paesi del mondo sviluppato, quando si fanno i sondaggi di opinione si scopre che le priorit\u00e0 degli elettori tendono ad essere molto simili. Ci\u00f2 \u00e8, ad esempio, molto diverso negli Stati Uniti, dove gli elettori democratici si preoccupano maggiormente di questioni legate all&#8217;istruzione e alla sanit\u00e0 e quelli repubblicani di sicurezza ed economia.<\/p>\n\n\n\n<p>Finora non era questo il caso della Gran Bretagna: tutti gli elettori, conservatori e laburisti, erano generalmente d&#8217;accordo sul fatto che la salute fosse la priorit\u00e0. E, sorprendentemente, c&#8217;era molto poco disaccordo su questioni come la monarchia o la politica di difesa. In generale, il popolo era unito attorno alla volont\u00e0 di mantenere un&#8217;economia di mercato regolata pragmaticamente, per di pi\u00f9 la Gran Bretagna non ha mai conosciuto movimenti comunisti o fascisti di rilievo. Inoltre, i mezzi di espressione e di azione democratica erano generalmente accettati da tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, ci\u00f2 che \u00e8 senza precedenti nel referendum sulla Brexit non \u00e8 tanto che il popolo non si sia trovato d&#8217;accordo, ma il fatto che gli elettori anti-Brexit abbiano rifiutato di accettare il risultato del voto. Mi sarei aspettato, data la storia britannica passata, che la maggior parte di quegli elettori avesse la mia stessa reazione: ho votato per rimanere nell&#8217;Unione Europea ma ho perso, i nostri avversari hanno ottenuto 1,5 milioni di voti in pi\u00f9, quindi dobbiamo accettarne le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>C&#8217;\u00e8 un urgente bisogno di capire che Londra non \u00e8 una citt\u00e0-stato.<\/p><cite>rory stewart<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Bens\u00ec, sin dai primi istanti dopo il risultato della votazione, gli elettori anti-Brexit hanno insinuato che il risultato non fosse valido, basandosi sul fatto che i sostenitori del <em>Leave<\/em> sarebbero degli ignoranti; in seguito hanno provato a chiedere un secondo referendum. Nella politica britannica, questo fenomeno \u00e8 estremamente nuovo ma allo stesso tempo leggermente pericoloso. Infatti, nella misura in cui le persone che hanno votato per la Brexit lo hanno fatto perch\u00e9 credono che la fonte dei loro mali sarebbe un\u2019\u00e9lite distaccata che li disprezza, e considerando che queste persone hanno vinto per 1,5 milioni di voti, ignorarle, impedire che la Brexit avvenga, chiedere un secondo referendum, non fa che esacerbare queste tensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fenomeno solleva anche molte domande insolite su ci\u00f2 che le persone intendono per democrazia nel nostro paese. I cittadini non avevano mai pensato alla possibilit\u00e0 che gli elettori potessero non avere lo stesso livello di istruzione? Qual \u00e8 la loro reale concezione di come il paese dovrebbe essere governato, di come i problemi dovrebbero essere risolti: non \u00e8 forse vero che tutti i britannici hanno diritto ad un voto eguale? Queste riflessioni hanno davvero lasciato intendere da entrambe le parti che il consenso fondamentale che pensavamo esistesse nella politica democratica britannica si \u00e8 incrinato in un modo estremamente pericoloso ed insolito, ed \u00e8 stato improvvisamente vittima di contestazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La crisi della Brexit finir\u00e0 per influenzare la monarchia, in particolare nel periodo che seguir\u00e0 al regno di Elisabetta II?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La monarchia \u00e8 infinitamente cerimoniale e apolitica. Anche nei momenti pi\u00f9 importanti della sua esistenza non ha preso posizione, non si \u00e8 schierata. Non ha nemmeno espresso un parere sull&#8217;indipendenza scozzese che minacciava l&#8217;unit\u00e0 del Regno Unito, nonostante questa fosse la ragion d&#8217;essere della monarchia stessa. La monarchia potr\u00e0 dunque sopravvivere alla Brexit, ma solo a costo di diventare sempre pi\u00f9 periferica. Ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 preoccupante \u00e8 l&#8217;effetto sull&#8217;intera costituzione politica del regno, poich\u00e9 vengono messi in discussione il ruolo del Parlamento, della Camera dei Lord, del potere giudiziario, del nostro sistema elettorale, ecc. E nessuno capisce pi\u00f9 veramente quale dovrebbe essere la vera natura di queste istituzioni. Cos&#8217;\u00e8 il Parlamento, per esempio, e quali sono le sue prerogative? Le nostre libert\u00e0 sono garantite dal Parlamento o dai cittadini? Questa \u00e8 una domanda essenziale perch\u00e9 oggi vediamo il popolo che vota in un certo modo e il Parlamento che cerca di ostacolare quel voto. Da questa prospettiva, nessuna istituzione uscir\u00e0 indenne da questa crisi, tranne forse la monarchia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La monarchia potr\u00e0 dunque sopravvivere, ma solo a costo di diventare sempre pi\u00f9 periferica.<\/p><cite>rory stewart<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sotto molti aspetti Londra sembra pi\u00f9 vicina a Parigi, Barcellona o Milano che a molte altre citt\u00e0 britanniche di medie dimensioni. Sebbene candidato a sindaco di Londra, lei ha una conoscenza intima, politica e letteraria della provincia britannica. Quale pensa che dovrebbe essere il rapporto tra la capitale e gli altri territori britannici?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un urgente bisogno di capire che Londra non \u00e8 una citt\u00e0-stato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-1577' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/18\/vorrei-che-londra-rimanesse-una-delle-capitali-deuropa-conversazione-con-rory-stewart\/#easy-footnote-bottom-1-1577' title='Grande camminatore attraverso le regioni di tutto mondo, Rory Stewart ha pubblicato una traduzione francese del suo &lt;em&gt;Les Marches. Aux fronti\u00e8res de l&amp;#8217;identit\u00e9 britannique&lt;\/em&gt; (Gallimard, collezione Esprit du monde, 2019), che racconta una meditazione itinerante lungo il Vallo di Adriano sul confine scozzese.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Non \u00e8 Hong Kong o Singapore o la Venezia del XV secolo; \u00e8 la capitale del nostro paese. Londra ha enormi obblighi nei confronti delle aree marginali del Regno Unito. La citt\u00e0 genera denaro per il Regno Unito, certo, ma trae da questo anche molta della sua energia. \u00c8 quindi di estrema importanza impedire che la politica londinese diventi provinciale. I miei avversari tendono a rivendicare legittimit\u00e0 elettorale dal loro essere londinesi, perch\u00e9 sono nati l\u00ec e l\u00ec hanno passato tutta la loro vita. Io voglio far valere l&#8217;argomentazione opposta. Abbiamo bisogno di qualcuno che rappresenti Londra riuscendo allo stesso tempo a percepire la posizione di Londra all&#8217;interno del Regno Unito. Penso inoltre che sia importante che io abbia vissuto a Hong Kong, Lahore, Kuala Lumpur, Jakarta, Sarajevo, Boston, Kabul: porto a Londra il senso di cosa sia una citt\u00e0, ovvero un senso molto pi\u00f9 ampio di quello che potrei portare se avessi passato tutta la mia vita a Londra. Anche il venire oggi a Parigi \u00e8 molto importante: mi permette di vedere come si stanno evolvendo la pianificazione urbana, le politiche di sviluppo e di gestione, ecc. in citt\u00e0 diverse da Londra. Come si pu\u00f2 immaginare il futuro di Londra se non si hanno punti di confronto?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come va concepito il rapporto di Londra con le altre capitali europee dopo la Brexit?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Vorrei cercare di fare in modo che Londra rimanesse una delle capitali d&#8217;Europa. Mi piacerebbe costruire un&#8217;alleanza con tutte le altre capitali europee, perch\u00e9 vedo Londra come un mezzo per tenerci pi\u00f9 strettamente legati all&#8217;Unione Europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, ci\u00f2 non significherebbe rompere il legame tra Londra e le regioni periferiche della Gran Bretagna. Dobbiamo fare entrambe le cose. In questo senso, la mia grande ispirazione \u00e8 il direttore del British Museum, il mio amico Neil McGregor, che ha creato legami forti con Berlino, ma ha anche portato i tesori del British Museum in tutte le citt\u00e0 di provincia del Regno Unito, in 400 musei regionali in totale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>In <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=mcyeSy7XDA8\">un&#8217;intervista con Gilles Kepel,<\/a> lei ha spiegato come un paesaggio come quello lungo il confine scozzese, la zona del Vallo di Adriano, originariamente di lingua gallese, poi vichinga, &#8220;mette a nudo i molti modi in cui la Gran Bretagna non \u00e8 britannica&#8221; (\u201c<em>the many ways in which Britain is not British<\/em>\u201d). La nazionalizzazione della linea del partito conservatore non ha reso impossibile un tale discorso per i vostri elettori?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c9 solo una questione di invenzione di comunit\u00e0 immaginarie e di tendenza a semplificare e ridurre. Di fronte a questo mondo sconcertante e complicato, ci tiriamo indietro e ci perdiamo d&#8217;animo. \u00c8 proprio questa l&#8217;origine del desiderio di indipendenza scozzese, della Brexit, e anche di coloro che vogliono fare di Londra una citt\u00e0-stato e dimenticare tutto il resto. Il mondo sembra pi\u00f9 semplice se lo si semplifica. Eppure il coraggio, la resistenza e l&#8217;ostinazione politica nella vita consistono nel rimanere aperti alla complessit\u00e0 e all&#8217;ambiguit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intorno a quali valori dovrebbe riorientarsi il discorso del partito conservatore?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dobbiamo innanzitutto prendere coscienza del fatto che la nostra concezione di democrazia e la nostra pratica di democrazia in Gran Bretagna non sono davvero democratiche. Non mobilitiamo le menti dei nostri 70 milioni di cittadini. Questo modo di fare politica \u00e8 ancora troppo radicato nelle idee ereditate da Rousseau, nella concezione generale, nell\u2019idea che c&#8217;\u00e8 un Popolo, che le persone esprimono la loro volont\u00e0 e poi stanno zitte per quattro o cinque anni, durante i quali il governo attua questa volont\u00e0 generale, prima di richiamarle per esprimere il loro parere. Dobbiamo tornare alla nozione inglese, molto pi\u00f9 antica, di giuria, composta da normali cittadini scelti a caso non per prendere una decisione isolata, ma per deliberare, per riflettere. La verit\u00e0 che caratterizza Parigi o Londra \u00e8 che i cittadini non seduti al governo sono intelligenti, forse pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 esperti e meglio informati delle persone che effettivamente governano. Noi esseri umani siamo animali politici, e come tali abbiamo tutti bisogno di partecipare attivamente alla nostra cittadinanza e di contare di pi\u00f9 nelle nostre decisioni. L&#8217;attuale modello di governo \u00e8 condiscendente, offensivo e infantilizzante per i nostri cittadini. Gran parte del populismo deriva dalla nostra incapacit\u00e0 di includere le persone in una conversazione adulta sul cambiamento pratico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La nostra concezione di democrazia e la nostra pratica di democrazia in Gran Bretagna non sono democratiche.<\/p><cite>RORY STEWART<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Per farlo, i politici devono rendersi molto pi\u00f9 vulnerabili e aperti al pubblico. Il modello ideale \u00e8, in un certo senso, quello del sindaco di una citt\u00e0 francese, che puoi fermare al supermercato per dirgli cosa pensi delle sue politiche. Ma siamo ancora molto lontani da questo. Ritornare a quel senso di impegno civico \u00e8 vitale per il rispetto di noi stessi e la nostra vita politica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lei \u00e8, come Boris Johnson, un puro prodotto delle istituzioni che compongono l&#8217;\u00e9lite britannica (conservatrice). Da dove viene la sfiducia nei confronti dell\u2019\u00e9lite in Gran Bretagna e come pu\u00f2 la sfiducia costringere le \u00e9lites a ripensare la loro utilit\u00e0 sociale?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Eton, dove ho fatto il liceo cos\u00ec come Boris, \u00e8 quasi come una scuola professionale specializzata, che funziona come una sorta di versione britannica dell&#8217;ENA, trasposta al liceo. La gente fraintende la sua natura quando immagina che la selezione sia basata sulle tradizionali differenze di classe. In realt\u00e0, gli ex Etoniani che ora sono parlamentari, Arcivescovi di Canterbury, ecc. non sono generalmente di origine aristocratica. Di solito sono figli di professionisti, accademici o funzionari pubblici, ma quello che hanno in comune \u00e8 il fatto che hanno frequentato una scuola secondaria che si \u00e8 concentrata sulla formazione di ufficiali dell&#8217;esercito, politici e alti funzionari statali per quasi cinquecento anni. Ciononostante, nel discorso britannico questa realt\u00e0 non \u00e8 conosciuta; al contrario, Eton \u00e8 additata come simbolo di un presunto potere esercitato dalla vecchia aristocrazia sulla vita pubblica, e la sua immagine \u00e8 usata per stigmatizzare un&#8217;illusoria opposizione tra il popolo ed i miliardari. In realt\u00e0, il 7-8% della popolazione britannica frequenta scuole private con rette paragonabili a quelle di Eton; pochissimi di loro entrano in politica.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, se i sospetti nei confronti delle \u00e9lites possono essere legati a Eton nella mente di alcune persone, a un livello pi\u00f9 profondo c&#8217;\u00e8 un sospetto nei confronti del governo, basato sulla sensazione che il governo sia irragionevole, che la sua attivit\u00e0 sia palesemente assurda, che le sue infinite promesse non vengano mantenute: in breve, che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato e disfunzionale. Qualcuno si chieder\u00e0: nessuno gestirebbe mai un ristorante in questo modo, quindi perch\u00e9 comportarsi cos\u00ec con un governo? Penso che questa reazione non rappresenti un&#8217;opposizione rivoluzionaria nei confronti dell&#8217;1% pi\u00f9 ricco del paese; ma \u00e8 principalmente una reazione di indignazione al fatto che i nostri parlamentari, il nostro partito, il nostro governo, le nostre istituzioni, hanno manifestamente fallito nel loro modo di governare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Per rispondere a questa sensazione diffusa tra la popolazione, qual \u00e8 l&#8217;alternativa alla soluzione scelta da Boris Johnson, vale a dire l\u2019adozione di uno stile populista?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>A mio giudizio, l&#8217;opzione alternativa \u00e8 quella di coinvolgere nuovamente il pubblico in una conversazione molto pi\u00f9 dettagliata, ovvero di rifondare una democrazia deliberativa attraverso assemblee di cittadini. Prendiamo l&#8217;esempio della Brexit: 300 persone verrebbero selezionate a caso da tutto il paese e verrebbe permesso loro di dibattere per tre settimane, allo scopo di esaminare i dettagli della Brexit e fare raccomandazioni al Parlamento. Questo \u00e8 del resto ci\u00f2 che ha fatto l&#8217;Irlanda con il dibattito sull&#8217;aborto. Cos\u00ec facendo, le persone passerebbero da discussioni astratte sulla Brexit a conversazioni molto pi\u00f9 dettagliate sul tipo di politica immigratoria, di politica economica che vogliono, o sul tipo di societ\u00e0 che immaginano. In generale, questi dibattiti conducono ad un livello notevole di compromesso. Per risolvere le opposizioni binarie bisogna far s\u00ec che le persone vedano e discutano con gli stessi dati alla mano, e far s\u00ec che emergano evidenze comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella impiegata da Boris Johnson \u00e8 una versione esagerata di ci\u00f2 che la politica ha sempre fatto, cio\u00e8 raccontare favole. Tutti i politici praticano un esercizio di marketing molto curioso, semplificando le idee in modo grottesco. Si riferiscono ai loro elettori come alle vittime di un nemico immaginario &#8211; comunque lo si voglia chiamare: i banchieri, l&#8217;\u00e9lite, l&#8217;altro partito politico &#8211; e si atteggiano a salvatori offrendo una soluzione semplicistica. E, per qualche misteriosa ragione, il pubblico si lascia ancora e ancora abbindolare da questa favola, senza essere in grado di smascherarne il funzionamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La societ\u00e0, infatti, non \u00e8 mai divisa tra la massa sofferente e la piccola \u00e9lite che la tormenta. Giusto il 5-10% della popolazione pu\u00f2 trovarsi davvero in una situazione di miseria e di estrema precariet\u00e0, d\u2019impotenza politica, ma la maggior parte di noi ha la capacit\u00e0 di definire la propria vita. Una delle verit\u00e0 nascoste della politica americana ed europea, e anche una verit\u00e0 nascosta dalla teoria di Thomas Piketty, \u00e8 che il cambiamento pi\u00f9 drammatico avvenuto tra il 1980 e il 2019 sta nel divario che si \u00e8 ampliato non tra l&#8217;1% pi\u00f9 ricco della popolazione ed il restante 99%, ma tra il 50% pi\u00f9 ricco e il 50% meno ricco. \u00c8 in quel periodo che le curve prendono direzioni opposte, in gran parte a causa di fattori come l&#8217;aumento del valore dei beni mobiliari e immobiliari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se aveste chiesto ad Adriano o a Marco Aurelio in cosa consistesse il mestiere d\u2019imperatore, loro non avrebbero risposto offrendo queste visioni utopiche. Avrebbero definito l&#8217;essenza dell\u2019imperatore come un cercare ogni giorno di essere giusto, riflessivo, un provare ad essere un buon romano.<\/p><cite>rory stewart <\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia ci sentiamo a disagio con l&#8217;idea che potremmo davvero vivere in una societ\u00e0 in cui non \u00e8 poi vero che il 99% della popolazione soffre della persecuzione esercitata dall&#8217;1% pi\u00f9 ricco. Pi\u00f9 della met\u00e0 di noi vive abbastanza bene, e solo il 10-20% di noi vive in condizioni molto povere. Tutto ci\u00f2 \u00e8 tanto meno visibile dal momento che questo 10-20% non vota, il che rende la situazione ancora pi\u00f9 problematica. Voglio parlare a nome degli immigrati clandestini, delle popolazioni nomadi, dei malati mentali, degli anziani pi\u00f9 poveri, di coloro che dormono per strada e altrettanti soggetti impopolari di cui i politici sono restii a parlare. Eppure queste persone di solito non votano, anche se sono quelle che soffrono di pi\u00f9. A Londra, le condizioni di vita pi\u00f9 difficili sono spesso quelle dei lavoratori polacchi o lituani, che spesso vivono a trentacinque anni in spazi minuscoli, in edifici che infrangono tutte le regole che dovrebbero garantire un alloggio decente.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste sono le cose che mi preoccupano della nostra societ\u00e0, e non credo che le stiamo affrontando. Parte della colpa sta nel modo in cui la politica viene insegnata nelle scuole &#8211; in una modalit\u00e0 che asseconda gli ideali degli studenti. Qui vengono branditi gli esempi di Nelson Mandela, Martin Luther King o Gandhi per suggerire che la politica \u00e8 una sorta di rivoluzione permanente: lezione che deriva anche dal discorso ereditato dalla rivoluzione francese. Tuttavia, non viene insegnato ai giovani cosa significa concretamente ad esempio mandare un ispettore degli alloggi in una casa per assicurarsi che non ci siano 30 lavoratori polacchi che vivono ammassati in tre stanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Preferiamo guardare alle grandi idee, concentrarci ad esempio sulle questioni climatiche, evitando di chiederci perch\u00e9 la metropolitana \u00e8 sporca, i suoi vagoni fatiscenti, la segnalazione urbana difettosa, la polizia inadempiente, ovvero evitiamo tutte quelle questioni essenziali alla gestione di un buono stato o una buona societ\u00e0 &#8211; cosa che, invece, sarebbe stata ovvia per un romano. Se aveste chiesto ad Adriano o a Marco Aurelio in cosa consistesse il mestiere d\u2019imperatore, loro non avrebbero risposto offrendo queste visioni utopiche. Avrebbero definito l&#8217;essenza dell\u2019imperatore come il cercare ogni giorno di essere giusto, riflessivo, il provare ad essere un buon romano, l\u2019assicurarsi che le persone siano trattate in modo equo, che la fornitura di acqua funzioni correttamente. Lo stesso vale per la democrazia in Grecia nel suo momento di massima espansione: gli ateniesi cercavano di immaginare come vivere insieme in una citt\u00e0, non di reimmaginare l&#8217;universo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Se aveste chiesto ad Adriano o a Marco Aurelio in cosa consistesse il mestiere d\u2019imperatore, loro non avrebbero risposto offrendo queste visioni utopiche. 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