{"id":1485,"date":"2021-03-11T20:44:02","date_gmt":"2021-03-11T20:44:02","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=1485"},"modified":"2021-03-20T10:29:28","modified_gmt":"2021-03-20T10:29:28","slug":"onfray-finale-di-partita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/","title":{"rendered":"Onfray: finale di partita"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Dieci anni fa, due storici francesi,<\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/staff\/elisabeth-roudinesco\/\"><em> \u00c9lisabeth Roudinesco<\/em><\/a><em> e Guillaume Mazeau, hanno dedicato due studi critici, tanto duri quanto documentati, all&#8217;opera di <\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/06\/19\/onfray-zemmour-le-style-souverainiste\/\"><em>Michel Onfray<\/em><\/a><em>, filosofo e saggista francese che gode di un certo seguito anche in Italia, basati in particolare sulle sue pubblicazioni sulla <\/em><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/idees\/article\/2010\/04\/21\/halte-aux-impostures-de-l-histoire-par-guillaume-mazeau_1340656_3232.html\"><em>rivoluzione francese<\/em><\/a><em> e su <\/em><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/livres\/article\/2010\/04\/15\/onfray-et-le-fantasme-antifreudien-par-elisabeth-roudinesco_1333898_3260.html\"><em>Sigmund Freud<\/em><\/a><em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-1-1485' title='I saggi sono stati riuniti in un\u2019opera unica: \u00c9lisabeth Roudinesco (dir.), Pierre Delion, Christian Godin, Roland Gori, Franck Leli\u00e8vre, Guillaume Mazeau, Mais pourquoi tant de haine ?, Paris, Seuil, 2010'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. In contrasto con l&#8217;immagine trasmessa dai media, anche italiani, di un filosofo di sinistra, un ricercatore impegnato in una storia critica della filosofia che permetta una nuova emancipazione popolare attraverso la difesa della libert\u00e0, hanno dimostrato un uso superficiale e abbondante di autori, interpretazioni e immaginari provenienti direttamente dall&#8217;estrema destra, con inclinazioni reazionarie e talvolta persino<\/em><a href=\"https:\/\/blogs.mediapart.fr\/edition\/bookclub\/article\/170410\/pourquoi-tant-de-haine\"><em> antisemite.<\/em><\/a><em> In questa sequenza segnata dalla recente pubblicazione della rivista <\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/06\/19\/onfray-zemmour-le-style-souverainiste\/\"><em>Front Populaire<\/em><\/a><em> e dalla ricomposizione politica che sembra preparare, il Grand Continent ha voluto invitarli in una lunga conversazione &#8211; da oggi disponibile anche in italiano &#8211; per proporre un aggiornamento delle loro letture del caso Onfray.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dieci anni fa cominciava un litigio intellettuale con Onfray. Cosa ha visto in lui che l\u2019ha spinta a intervenire pubblicamente?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH&nbsp; ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/Elisabeth_Roudinesco_no_Fronteiras_do_Pensamento_Sa\u0303o_Paulo_2016_29725624045_cropped-330x357-2.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"330\"\n        data-pswp-height=\"357\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/Elisabeth_Roudinesco_no_Fronteiras_do_Pensamento_Sa\u0303o_Paulo_2016_29725624045_cropped-330x357-2-125x135.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/Elisabeth_Roudinesco_no_Fronteiras_do_Pensamento_Sa\u0303o_Paulo_2016_29725624045_cropped-330x357-2.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/Elisabeth_Roudinesco_no_Fronteiras_do_Pensamento_Sa\u0303o_Paulo_2016_29725624045_cropped-330x357-2-125x135.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Elisabeth Roudinesco \u00e8 una storica della psicanalisi. Ha pubblicato nel 2015 Sigmund Freud nel suo tempo e nel nostro, Torino: Einaudi.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Naturalmente avevo gi\u00e0 incrociato <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/06\/19\/onfray-zemmour-le-style-souverainiste\/\">Michel Onfray<\/a> in diverse occasioni. Onfray era alla casa editrice Grasset con, come editore, Jean-Paul Enthoven, un amico intimo di Bernard-Henri L\u00e9vy che, inoltre, lo aveva sostenuto agli inizi. Nel 2010, ha avuto l&#8217;appoggio incondizionato di Franz-Olivier Giesbert, direttore di <em>Le<\/em> <em>Point<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-2-1485' title='Le Point (fondato nel 1972) \u00e8 uno dei cinque settimanali di notizie di portata nazionale in Francia. Dal 1997, \u00e8 di propriet\u00e0 di Fran\u00e7ois Pinault, attraverso la sua holding Artemis. Ha un orientamento di centro-destra.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Franz-Olivier Giesbert vedeva Onfray come un nuovo Derrida e lo riteneva il pi\u00f9 grande filosofo francese dell&#8217;inizio del XXI secolo. Onfray era ben affermato nei media di sinistra e i giornalisti credevano di avere a che fare con un magnifico libertario di fenomenale erudizione. Naturalmente, nessuno di loro, neppure l&#8217;editore, ha potuto osservare da vicino i suoi metodi di lavoro. C&#8217;era un fascino per questo personaggio bulimico che era molto convincente nell&#8217;arte di affermare fantasie che prendeva per verit\u00e0. Quando \u00e8 apparso il suo libro, <a href=\"https:\/\/www.tealibri.it\/libri\/crepuscolo-di-un-idolo-9788850231492\"><em>Crepuscolo di un idolo<\/em><\/a>, mi aspettavo una sorta di poutpourri di estrema sinistra, che dicesse che Wilhelm Reich era meglio di Freud. Insomma, un vecchio clich\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qual \u00e8 stata la sua prima impressione del libro?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Era una caricatura! Ero sbalordita perch\u00e9 non mi aspettavo che ci fossero due o tre errori grossolani per pagina. Tanto che mi sono chiesta se c&#8217;erano dei correttori di bozze a Grasset. Tutti abbiamo pubblicato dei libri, possiamo fare degli errori, ma abbiamo dei correttori di bozze che possono controllare i testi. Per evitare, per esempio, che l&#8217;autore dichiari che Freud aveva messo incinta sua cognata nel 1923 quando lei aveva 58 anni. O che le sue sorelle erano state deportate ad Auschwitz e avevano incontrato Rudolf H\u00f6ss. Come si pu\u00f2 lasciar passare un tale errore sulla deportazione e lo sterminio delle sorelle di Freud?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Era un libro sciatto?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Era un libro folle. E ci\u00f2 fu subito evidente. Nessun lavoro critico sulle fonti, nessuna riflessione sulle biografie precedenti che pretendeva di &#8220;sfatare&#8221;, nessuna conoscenza della corrispondenza di Freud: Onfray si proclamava un grande conoscitore di Freud perch\u00e9 aveva ingoiato i venti volumi della sua opera pubblicati dalla PUF&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-3-1485' title='Presse Universitaire de France, una casa editrice di testi universitari fondata nel 1921'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span> nella traduzione pi\u00f9 discutibile. Si credeva il pi\u00f9 grande lettore di Freud, un autore commentato in tutto il mondo. In una parola, era grossolanamente ignorante perch\u00e9 era autoreferenziale. Da buon autodidatta, pensava che bastasse leggere le opere di Freud per diventare il suo miglior biografo e trasformare la sua &#8220;leggenda aurea&#8221; in una &#8220;leggenda nera&#8221;. Ma a quel tempo, il problema del bene e del male era stato superato da tempo. In altre parole, Onfray era gi\u00e0 fuori moda e fuori dagli ultimi sviluppi della storiografia freudiana. Ma siccome questa storiografia \u00e8 essenzialmente anglofona, non la conosceva: cos\u00ec ha ripetuto, come sempre, la stessa scena del ribelle contro l&#8217;ordine stabilito, contro quelle che lui chiamava &#8220;milizie freudiane&#8221;. Fu subito chiaro, dalla prima lettura, che si sbagliava di grosso. Lo storico \u00e8 una professione, \u00e8 un lavoro duro e laborioso. Come tutti i lavori, richiede il rispetto del <em>know-how<\/em>. \u00c8 impossibile leggere venti volumi di Freud in un&#8217;estate e pensare di scrivere qualcosa di rivoluzionario o addirittura rilevante su Freud. Molto rapidamente ho visto che non si trattava assolutamente di una critica reichiana di Freud, ma di qualcos&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Lo storico \u00e8 una professione, \u00e8 un lavoro duro e laborioso. Come tutti i lavori, richiede il rispetto del <em>know-how<\/em>.<\/p><cite>\u00e9LISABETH ROUDINESCO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Di cosa?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Non erano solo le solite tesi anti-freudiane che considerano Freud un manipolatore, un bugiardo seriale, quasi un criminale. No, le fonti principali della sua lettura provenivano direttamente dalla letteratura dell&#8217;estrema destra pagana. Vi ho trovato, per esempio, le parole di Pierre Debray-Ritzen, l&#8217;autore di <em>La scolastica freudiana<\/em> (1972), un noto antisemita, un artigiano della Nuova Destra, o di Jacques B\u00e9nesteau, autore di <em>Menzogne freudiane <\/em>(2002) che mi aveva fatto causa &#8211; perdendola &#8211; per un articolo pubblicato su <a href=\"https:\/\/www.cairn.info\/revue-les-temps-modernes-2004-2-page-242.htm\"><em>Les temps modernes<\/em><\/a> nel 2004. B\u00e9nesteau era stato sostenuto dal <em>Club de l&#8217;Horloge<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-4-1485' title='Il Club de l&amp;#8217;Horloge (fondato nel 1974) era inizialmente un gruppo scissionista del Groupement de recherche et d&amp;#8217;\u00e9tudes pour la civilisation europ\u00e9enne (GRECE), una delle principali organizzazioni della Nuova Destra, una corrente politica emersa negli anni &amp;#8217;60 nell&amp;#8217;estrema destra e caratterizzata dal suo nazionalismo europeo, dal neo-paganesimo e dal rifiuto del cristianesimo, del marxismo e del liberalismo. Il Club de l&amp;#8217;Horloge si allontan\u00f2 gradualmente da queste posizioni per diventare un &lt;em&gt;think tank&lt;\/em&gt; di estrema destra, rivendicando il suo liberalismo nazionale mentre riprendeva alcune delle teorie razziste della Nuova Destra. Dal 1985, \u00e8 diretto da Henry de Lesquen, una figura dell&amp;#8217;estrema destra tradizionalista e razzista.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span><em> <\/em>di Henry de Lesquen e io avevo dimostrato che il suo libro era un caso di &#8220;antisemitismo mascherato&#8221;. Il posizionamento di questi autori \u00e8 esplicito, davvero ovvio quando si conosce un po&#8217; di storiografia freudiana e si ha un briciolo di senso critico. Se Onfray ha ripreso Debray-Ritzen e ha copiato B\u00e9nesteau, sostenuto dal <em>Club de l&#8217;Horloge<\/em> e difeso al suo processo da Wallerand de Saint-Just, \u00e8 perch\u00e9 il loro posizionamento politico gli si adattava perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nell&#8217;opera di Onfray, troviamo elementi di un discorso antisemita inconsapevole. Per esempio, rifiuta la lotta di classe a favore della lotta delle origini.<\/p><cite>\u00e9LISABETH ROUDINESCO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Fino all&#8217;antisemitismo?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Mi chiedevo se fosse a conoscenza o meno di copiare dei testi antisemiti dell&#8217;estrema destra. Non si copia impunemente Debray-Ritzen se si \u00e8 un po&#8217; colti. Non si copia B\u00e9nesteau se si conosce un po&#8217; di storia. Per me divenne ovvio che se copiava e ripeteva le loro tesi, era perch\u00e9 c&#8217;era qualcosa di sbagliato nel suo pensiero. Certo, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2018\/12\/06\/lesprit-du-negationnisme\/\">oggi non si pu\u00f2 essere antisemiti<\/a> allo stesso modo in cui lo erano alcuni pamphlet del periodo tra le due guerre. \u00c8 innominabile ed \u00e8 vietato dalla legge. In questo senso, nell&#8217;opera di Onfray, troviamo elementi di un discorso antisemita inconsapevole, che per\u00f2 risulta ancora pi\u00f9 grave quando ci si definisce studiosi. Per esempio, rifiuta la lotta di classe a favore della lotta delle origini: la terra contro la citt\u00e0, la buona natura del popolo contro i borghesi, i figli delle casalinghe (come li chiama lui) contro i figli dell&#8217;alta societ\u00e0, quella dei banchieri, della finanza, a cui viene attribuita un&#8217;identit\u00e0 di sfruttatore dei poveri, ecc. \u00c8 un modo di pretendere di inserirsi nella lotta delle razze, delle etnie, con un&#8217;essenzializzazione delle origini che procede da ragionamenti binari e catene di sillogismi perversi: &#8220;Se sono figlio di una donna delle pulizie, <em>vuol dire che<\/em> sono radicato nella terra, <em>vuol dire che<\/em> tutti i borghesi parigini sono un&#8217;\u00e9lite che bisogna combattere, ecc.&#8221;. Questo \u00e8 il modo in cui l&#8217;estrema destra rappresenta il mondo. La tendenza di questo tipo di argomentazione \u00e8 di cadere molto rapidamente nell&#8217;immaginario antisemita che riferisce l&#8217;\u00e9lite in generale all&#8217;\u00e9lite ebraica che possederebbe denaro, potere mediatico, potere intellettuale e che, nel caso di Freud, sarebbe ossessionata dal sesso. Il denaro, il sesso (la libidine) e l&#8217;intelletto sono i tre grandi significanti del discorso antisemita: basta leggere <em>La France juive<\/em> di <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/edouard-drumont\/#:~:text=%2D%20Scrittore%20francese%20(%20Parigi%201844%20%2D,%2C%20nel%20famoso%20%22affaire%22.\">Edouard Drumont<\/a> per esserne convinti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questa tendenza si ritrova in modo spettacolare nelle prime righe di una prefazione a un libro pubblicato nel 2017 da un influente membro della Nuova Destra&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-5-1485' title='Thibault Isabel, Pierre-Joseph Proudhon, l\u2019anarchie sans le d\u00e9sordre, Paris, Autrement, 2017'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span> dove Onfray contrappone Proudhon, che veniva da &#8220;una famiglia di contadini franchi&#8221;, a Karl Marx, che veniva da &#8220;una famiglia di rabbini ashkenaziti&#8221;.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-6-1485' title='Nella prefazione intitolata &amp;#8220;Proudhon oui, et vite&amp;#8230; Contre le ciel des id\u00e9es mat\u00e9rialistes&amp;#8221; leggiamo queste righe: &amp;#8220;Marx proveniva da una linea di rabbini ashkenaziti; Proudhon, da una linea di aratori franchi. Marx era figlio di un avvocato; Proudhon, il figlio franco-comtois di un bottaio e di un contadino. Marx ha studiato all&amp;#8217;universit\u00e0 fino al dottorato, che ha dedicato alla differenza nella filosofia della natura in Democrito ed Epicuro; Proudhon ha fatto il mandriano dall&amp;#8217;et\u00e0 di sette anni. Marx \u00e8 un ebreo il cui padre si convert\u00ec al protestantesimo per poter praticare la legge; Proudhon \u00e8 battezzato cattolico. Marx impara la vita nelle biblioteche, dove legge Hegel, Feuerbach, Stirner, Bruno Bauer e i grandi testi della filosofia idealista tedesca; Proudhon la scopre nei campi, dove cura l&amp;#8217;unica mucca dei genitori. Marx era un erede, nel senso di Bourdieu, e i suoi studi universitari furono finanziati dalla sua famiglia; Proudhon era un borsista, e dovette lasciare gli studi per diventare tipografo, poi correttore di bozze dall&amp;#8217;et\u00e0 di diciannove anni, prima che, a causa del fallimento del suo capo, partisse per le strade di Francia&amp;#8230;&amp;#8221;.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, certo, ma nel mio intervento del 2010 con Guillaume Mazeau, non<em> diciamo mai<\/em> che Onfray \u00e8 antisemita.<em> Stabiliamo <\/em>un fatto: Onfray ripete la vulgata dell&#8217;estrema destra antisemita cos\u00ec com&#8217;\u00e8. Noi vogliamo rimanere ad un livello di erudizione per metterlo di fronte alla sua mancanza di cultura, per smascherare la sua ignoranza che lo porta a trattare gli ebrei perseguitati come veri e propri carnefici o a trattare Freud come un nazista, come un antisemita, come un fascista, ripetendo i meccanismi dei <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2018\/12\/06\/lesprit-du-negationnisme\/\">negazionisti<\/a>. La cosa pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che poi passer\u00e0 il tempo a dire che la gente lo chiama antisemita, nazista, fascista, negazionista, ecc. Il che non \u00e8 mai stato il caso. Ma dimostra che \u00e8 ossessionato da questo tema.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non<em> diciamo mai<\/em> che Onfray \u00e8 antisemita.<em> Stabiliamo <\/em>un fatto: Onfray ripete la vulgata dell&#8217;estrema destra antisemita cos\u00ec com&#8217;\u00e8. Noi vogliamo rimanere ad un livello di erudizione per metterlo di fronte alla sua mancanza di cultura, per smascherare la sua ignoranza che lo porta a trattare gli ebrei perseguitati come veri e propri carnefici o a trattare Freud come un nazista<\/p><cite>\u00e9lisabeth roudinesco<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Precisamente, Guillaume Mazeau, \u00e8 dai suoi studi sulla Rivoluzione francese e la sua storiografia, in particolare la figura di Charlotte Corday, che ha voluto intervenire pubblicamente per contrastare Onfray.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/AVT_Mazeau-Guillaume_848-330x330-2.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"330\"\n        data-pswp-height=\"330\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/AVT_Mazeau-Guillaume_848-330x330-2-125x125.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/AVT_Mazeau-Guillaume_848-330x330-2.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2021\/03\/AVT_Mazeau-Guillaume_848-330x330-2-125x125.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Guillaume Mazeau \u00e8 uno storico, specialista della Rivoluzione francese. <\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>S\u00ec, sono d&#8217;accordo con l&#8217;approccio di \u00c9lisabeth Roudinesco. L&#8217;erudizione, la precisione del sapere, non sono dettagli nelle dispute che ci oppongono a Onfray e ad altri falsificatori. Da parte mia, sono intervenuto su una piccola questione, Charlotte Corday, perch\u00e9 rientrava nella mia specialit\u00e0, ma anche perch\u00e9 mi permetteva di porre una questione infinitamente pi\u00f9 ampia: in sostanza, si trattava di dimostrare con prove tangibili che Onfray, che si presentava come un demitizzatore, era in realt\u00e0 un falsificatore che, invece di emancipare il suo pubblico come pretendeva di fare, lo manipolava. In un libro pubblicato dalla casa editrice <em>Galil\u00e9e<\/em> nel 2009&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-7-1485' title='Michel Onfray, La Religion du poignard. \u00c9loge de Charlotte Corday, Galil\u00e9e'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>, Onfray si traveste da storico, per scrivere un elogio dell&#8217;assassina di Marat, Charlotte Corday. Durante la mia tesi, ho identificato Corday come una delle figure importanti della destra conservatrice e realista nel XIX secolo, e poi dell&#8217;estrema destra nel XX secolo. Una figura che, va ricordato, ha assassinato un giornalista e un deputato. Qualunque cosa si pensi di Marat, lodare Charlotte Corday, che secondo Onfray rappresenterebbe &#8220;tutti coloro che, oggi, oppongono la virt\u00f9 alla corruzione politica&#8221; (p. 81), \u00e8 indicibilmente violento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00c9lisabeth Roudinesco, sono stato sorpreso dalla stessa tendenza alla falsificazione e alla mistificazione. Nel suo libro, Onfray ha inventato citazioni di Marat, sembrava credere seriamente che il cannibalismo fosse una pratica comune durante la Rivoluzione&#8230; La lista degli errori e delle manipolazioni \u00e8 infinita. Come storico della Rivoluzione francese, avevo gli strumenti per capire immediatamente che nulla di ci\u00f2 che Onfray scriveva proveniva da una qualsiasi fonte o archivio, ma che aveva attinto da tutta la tradizione della controrivoluzione cattolica e monarchica, soprattutto la tradizione utilizzata dall&#8217;estrema destra nel XX secolo, tra cui Drieu la Rochelle. In verit\u00e0, la Charlotte Corday lodata da Onfray \u00e8 sempre esistita solo negli scritti di uomini vicini alla destra fascista! \u00c8 questo duro lavoro del mestiere di storico, l&#8217;erudizione di cui parlava \u00c9lisabeth Roudinesco, che ci ha permesso di individuare l&#8217;origine di questo pensiero, e di denunciare il suo carattere profondamente pericoloso e reazionario. Perch\u00e9 in questo progetto basato sulla distruzione del sistema della prova, sulla falsificazione e il travestimento delle fonti, \u00e8 l&#8217;intera strumentazione scientifica dell&#8217;Illuminismo che viene spazzata via: tutti gli strumenti e le procedure che ci permettono di discutere insieme sulla base degli stessi criteri sono stati radicalmente messi in discussione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Come storico della Rivoluzione francese, avevo gli strumenti per capire immediatamente che nulla di ci\u00f2 che Onfray scriveva proveniva da una qualsiasi fonte o archivio, ma che aveva attinto da tutta la tradizione della controrivoluzione cattolica e monarchica, soprattutto la tradizione utilizzata dall&#8217;estrema destra nel XX secolo.<\/p><cite>GUILLAUME MAZEAU<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;intellettuale specifico ha un ruolo da svolgere nell&#8217;era di Donald Trump o di Bolsonaro?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, assolutamente. In realt\u00e0, ci\u00f2 che Michel Onfray stava facendo &#8211; e che in effetti capiamo molto meglio con il<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2019\/10\/04\/le-populisme-est-un-style\/\"> trumpismo, 10 anni dopo<\/a> &#8211; mirava a distruggere la fiducia nel carattere emancipatore della conoscenza scientifica, ma anche dell&#8217;uso della ragione e dell&#8217;evidenza in generale. Insomma, strumenti che garantiscono l&#8217;onest\u00e0, la condivisione e la qualit\u00e0 del dibattito democratico. La difesa delle scienze sociali e dell&#8217;erudizione non pu\u00f2 resistere senza porsi la domanda: su cosa possiamo contare, su cosa ci basiamo quando pretendiamo di &#8220;emanciparci&#8221; attraverso la conoscenza? Quando ho ascoltato le sue conferenze e ho letto i suoi libri &#8211; cosa che ho fatto molto tempo fa &#8211; ho capito che non solo aveva torto, ma che stava anche ingannando il suo pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 ovviamente decostruire utilmente il sapere, ma la base principale del contratto che si fa con il proprio pubblico \u00e8 di non dire nulla, di non ingannare i propri lettori, ed \u00e8 qui che troviamo la questione dell\u2019intellettuale specifico, difesa da Foucault, che \u00e8 parlare solo di ci\u00f2 che si conosce. Onfray \u00e8 chiaramente uno di quelli che <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2018\/07\/02\/lhistorien-face-aux-migrations\/\">G\u00e9rard Noiriel <\/a>chiama i &#8220;tuttologi&#8221;: falsi studiosi che pretendono di essere specialisti in tutto ma che, necessariamente, sono in realt\u00e0 specialisti in niente. \u00c8 dal campo della specializzazione che dobbiamo cercare di combattere questo tipo di manipolatori. Lo scontro intellettuale e il confronto metodologico sono gli unici modi validi per sfatare questo tipo di idolo, molto pi\u00f9 efficacemente che prendendo posizioni tribunizie. A rischio, per\u00f2, di essere relegato al rango di studioso pignolo e di sembrare assumere le vesti di coloro che Onfray ama tanto gettare nella mischia con inaudita violenza: questi &#8220;funzionari della ricerca (cosiddetta scientifica) pagati dallo Stato [&#8230;] che passano la vita con lo sguardo perso in un bidone della spazzatura, gli occhi fissi nel suo buco nero [e diventano] i venditori di una vulgata che gli frutter\u00e0 uno stipendio e una pensione&#8221;. (<a href=\"https:\/\/www.humanite.fr\/michel-onfray-la-haine-des-universitaires-576715\">&#8220;Michel Onfray, la haine des universitaires&#8221;<\/a>, L&#8217;Humanit\u00e9, 12 giugno 2015).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alla fine, per\u00f2, \u00e8 proprio dal suo pubblico, soprattutto dall&#8217;Universit\u00e0 popolare di Caen&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-8-1485' title='Nel 2002, Michel Onfray ha fondato questa associazione, chiamata Universit\u00e1 popolare, che offre corsi gratuiti a tutti, senza requisiti di reddito o di diploma. Le conferenze si tengono in molti luoghi tra Parigi e Caen &amp;#8211; e, fino al 2018, parte dei corsi sono trasmessi dal prestigioso canale radiofonico &lt;em&gt;France Culture&lt;\/em&gt;. Questa Universit\u00e0 Popolare \u00e8 stata uno dei principali diffusori delle tesi e della popolarit\u00e0 di Michel Onfray.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che l&#8217;autorit\u00e0 di Onfray emana in gran parte &#8211; \u00e8 &#8220;la provincia&#8221; che Parigi tratta a volte con cattiva coscienza, a volte in malafede, che gli ha permesso di resistere nonostante i ripetuti scandali provocati dal suo metodo\u2026<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, nella ricezione di Onfray, la questione locale \u00e8 centrale. Dietro l&#8217;usurpazione intellettuale di Onfray, un problema politico molto pi\u00f9 grande era gi\u00e0 evidente nel 2009. Pur affermando di essere in contrasto con l<em>&#8216;establishment<\/em>, Onfray deteneva gi\u00e0 un potere, al quale nessuno prestava troppa attenzione, perch\u00e9 esercitava questo potere in provincia, in Normandia, tra Caen e Argentan. Ricordo l&#8217;incomprensione di alcuni dei miei colleghi, che mi chiedevano se Onfray rappresentasse davvero una sfida politica e intellettuale. Al di l\u00e0 delle questioni ideologiche &#8211; perch\u00e9 da Freud in poi fu subito chiaro che aveva anche degli obiettivi ideologici &#8211; le basi della sua costruzione politica stavano gi\u00e0 prendendo forma a Caen. Era gi\u00e0 diventato un personaggio chiave nella regione della Bassa Normandia. I leader politici locali avevano una relazione pi\u00f9 che ambigua con lui. Era diventato una vetrina per la citt\u00e0 di Caen, ma anche per la regione, perch\u00e9 con la sua presenza alla radio, cos\u00ec come la frequentazione della sua Universit\u00e0 popolare e della sua Universit\u00e9 populaire du go\u00fbt, attirava un pubblico molto vasto. Questo problema politico \u00e8 purtroppo peggiorato. \u00c8 ormai almeno un problema nazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Dietro l&#8217;usurpazione intellettuale di Onfray, un problema politico molto pi\u00f9 grande era gi\u00e0 evidente nel 2009. Pur affermando di essere in contrasto con l<em>&#8216;establishment<\/em>, Onfray deteneva gi\u00e0 un potere, al quale nessuno prestava troppa attenzione, perch\u00e9 esercitava questo potere in provincia.<\/p><cite>guillaume mazeau<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 sempre stata in Onfray un&#8217;intenzionalit\u00e0 di potere, una megalomania, una <em>hybris<\/em>: l&#8217;idea che con il suo genio potesse seriamente rifondare in tempo record la storia della filosofia, la storia della psicoanalisi, la storia della rivoluzione francese. Afferma di aver pubblicato cento volumi prima dei cinquant&#8217;anni e ama dipingersi come un instancabile contadino di Caen: questi sono gli elementi della sua postura mediatica. Nel suo rifiuto di fare un lavoro approfondito sulle fonti o sulla storiografia, c&#8217;\u00e8 soprattutto una pigrizia intellettuale travestita da ardente lavoratore del<em> bocage<\/em> normanno. Nella sua incapacit\u00e0 di dialogare con i ricercatori universitari che potrebbero coglierlo nell&#8217;atto dell&#8217;anacronismo o della fabbricazione, c&#8217;\u00e8 un&#8217;ammissione di ignoranza e di incompetenza. Vuole <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/05\/26\/le-cas-raoult-10-points-sur-le-style-populiste-medical\/\">monologare in mezzo ai seguaci<\/a> che lo lodano. Ma siccome oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, egli insulta il mondo intero sostenendo di essere vittima di vasti complotti da parte dei media: <em>Le Monde, Lib\u00e9ration, L&#8217;OBS<\/em>, ecc. Ed \u00e8 celebrato dalla stampa di destra pi\u00f9 estrema, fino al giorno in cui questa stampa lo rifiuter\u00e0 accusandolo di essere di sinistra.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Onfray potrebbe essere studiato secondo il marketing intellettuale che secondo Deleuze definiva i nuovi filosofi? &#8220;Alla fine, la moltitudine di articoli di giornale, interviste, colloqui e trasmissioni radiofoniche e televisive devono sostituire il libro, che potrebbe benissimo non esistere affatto&#8230;&#8221; &#8211; Nel caso di Onfray, \u00e8 la moltitudine di libri scritti frettolosamente che sollecitano l&#8217;esposizione mediatica e permettono una presenza costante che finisce per opporsi asintoticamente all&#8217;opera\u2026<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, Onfray \u00e8 la figura del polemista che piace ai media. Ma i nuovi filosofi lo rifiutano, a cominciare da Bernard-Henri L\u00e9vy. Tuttavia, a differenza di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/06\/19\/onfray-zemmour-le-style-souverainiste\/\">\u00c9ric Zemmour<\/a>, Onfray voleva sinceramente essere dalla parte della conoscenza &#8211; \u00e8 questo che lo rende paradossalmente meno serio di Zemmour, che ora cerca di spacciarsi per uno storico. Onfray, infatti, sosteneva di essere uno specialista in tutto. Ricordo che spiegava ovunque che i presocratici non venivano studiati all&#8217;universit\u00e0. Questa \u00e8 ovviamente un&#8217;enormit\u00e0! Ma purtroppo ci sono persone che gli credono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutta la sua vita, ha rifiutato di confrontarsi con la conoscenza accademica. Ma \u00e8 un problema rifiutare qualsiasi diploma, rifiutare il dialogo con chi lavora in un campo, quando si vuole incarnare una nuova storiografia, quando si intende rinnovare seriamente le pratiche della conoscenza. Questo dimostra che si \u00e8 incapaci di confrontarsi con l&#8217;alterit\u00e0 o di uscire dai quadri e dalle figure imposte. Eppure questa \u00e8 la grande regola: in tutto, servono dei maestri, e si devono rispettare le norme accademiche per meglio distanziarsene in seguito, se si vuole. Da questo punto di vista, Onfray ha fallito: non un solo accademico di alto livello lo inviter\u00e0 pi\u00f9, mentre prima aveva comunque un certo ascendente, grazie al successo della sua universit\u00e0 popolare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nella sua incapacit\u00e0 di dialogare con i ricercatori universitari che potrebbero coglierlo nell&#8217;atto dell&#8217;anacronismo o della fabbricazione, c&#8217;\u00e8 un&#8217;ammissione di ignoranza e di incompetenza. Vuole monologare in mezzo ai seguaci che lo lodano.<\/p><cite>\u00e9lisabeth roudinesco<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche interessante notare che Michel Onfray non prospera tanto sull&#8217;ignoranza popolare, ma la fabbrica, mentre pretende al contrario di emancipare le classi popolari contro il sapere stabilito. Rovesciando tutto, manomettendo tutto, fabbrica un&#8217;ignoranza che chiama &#8220;controstoria&#8221; e sulla quale prospera. La fiducia che le persone hanno in lui \u00e8 tale che le disorienta completamente. Su fenomeno si possono fare dei paragoni con <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2018\/10\/27\/nous-avons-rencontre-diego-fusaro\/\">molti altri falsificatori di questo tipo<\/a>, che sono diventati le eminenze grigie dei <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/02\/02\/le-tyran-democratique\/\">nuovi nazionalismi di estrema destra<\/a>. Abbiamo a che fare con un fenomeno globale molto preoccupante.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questo si lega a un altro elemento cruciale nella composizione dell&#8217;autorit\u00e0 di Onfray: c\u2019\u00e8 infatti un riferimento al &#8220;popolo&#8221; come entit\u00e0, all&#8217;educazione popolare\u2026<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Naturalmente, la questione dell&#8217;educazione popolare \u00e8 centrale. Direi addirittura che ci\u00f2 che ha fatto all&#8217;educazione popolare \u00e8 senza dubbio il problema centrale del caso Onfray. Vengo da Caen. Conosco bene l&#8217;ambiente in cui \u00e8 nata l&#8217;universit\u00e0 popolare. Dall&#8217;inizio degli anni 2000, ho osservato che faceva parte di una rottura con la tradizione della storia dell&#8217;educazione popolare, che mira a una dimensione collettiva, un progetto di emancipazione che \u00e8 totalmente contrario all&#8217;appropriazione individuale. Nella storia delle universit\u00e0 popolari, l&#8217;espressione &#8220;Universit\u00e0 popolare di questo o di quello\u201d non ha senso: \u00e8 addirittura un tradimento assoluto. L'&#8221;Universit\u00e0 popolare di Michel Onfray&#8221; non \u00e8 lo strumento di emancipazione che anche <em>France Cultur<\/em>e ha pubblicizzato per anni perch\u00e9 era vantaggioso per tutti: \u00e8 uno strumento di potere personale e un marchio registrato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Potrebbe chiarire cosa intende per appropriazione individuale?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Onfray ha enormemente personalizzato e di conseguenza reso redditizio ci\u00f2 che ha fatto della trasmissione del sapere dell&#8217;Universit\u00e0. Onfray ha una relazione molto ambigua con le istituzioni accademiche. Da un lato, le martella o cerca di sporcarle, opponendo artificialmente una sorta di storia o controstoria popolare a una cosiddetta storia ufficiale che in realt\u00e0 non \u00e8 mai esistita. D&#8217;altra parte, organizza la sua Universit\u00e0 Popolare nei locali dell&#8217;Universit\u00e0 di Caen, poi in altri luoghi della cultura istituzionale della Normandia. Se i media, compresi quelli pubblici, hanno una grave responsabilit\u00e0 nell&#8217;istituzionalizzazione di Onfray, \u00e8 anche il caso di un certo numero di leader politici, artistici e culturali locali, che ne sono stati attratti come da una lampada &#8211; prima, spesso, di bruciarsi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se i media, compresi quelli pubblici, hanno una grave responsabilit\u00e0 nell&#8217;istituzionalizzazione di Onfray, \u00e8 anche il caso di un certo numero di leader politici, artistici e culturali locali, che ne sono stati attratti come da una lampada &#8211; prima, spesso, di bruciarsi.<\/p><cite>guillaume mazeau<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>A questo proposito, ho vissuto un aneddoto significativo. Nel 2005, prima della disputa sul suo libro su Freud, ho discusso con Onfray alla <em>F\u00eate de l&#8217;Humanit\u00e9<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-9-1485' title='La F\u00eate de l&amp;#8217;Humanit\u00e9, Festa dell\u2019Umanit\u00e1, \u00e8 un evento organizzato ogni anno dal giornale &lt;em&gt;L&amp;#8217;Humanit\u00e9&lt;\/em&gt; durante il secondo fine settimana di settembre. Fu creato nel 1930 da Marcel Cachin, direttore de L&amp;#8217;Humanit\u00e9, e la sua prima edizione ebbe luogo il 7 settembre 1930 a Bezons. All&amp;#8217;inizio era un festival politico in cui il Partito Comunista Francese e le organizzazioni politiche che invitava erano fortemente rappresentate.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>. \u00c8 stato accolto come un dio, da una folla di<em> groupies<\/em> &#8211; anche se gi\u00e0 si dichiarava antimarxista. Ci saranno state 1.500 persone tra il pubblico. Ho visto la vecchia figura di P\u00e8re Duchesne&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-10-1485' title='Nato nelle fiere del Settecento, il p\u00e8re Duchesne (padre Duchesne) era un personaggio tipo che rappresentava l&amp;#8217;uomo del popolo sempre intento a denunciare gli abusi e le ingiustizie.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span> riapparire nelle file della <em>F\u00eate de l&#8217;Humanit\u00e9<\/em>: abbasso i borghesi, abbasso questo, abbasso quello &#8211; tutti erano spontaneamente per Onfray!<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che abbiamo incontrato di nuovo P\u00e8re Duchesne alla festa de l&#8217;<em>Humanit\u00e9<\/em>. Partendo da una rilettura della Rivoluzione francese, Onfray si presenta, come M\u00e9lenchon, come il portavoce delle classi popolari, invocando la figura e l&#8217;immaginario di P\u00e8re Duchesne. Solo che quando M\u00e9lenchon lo fa, \u00e8 in nome di un progetto radicalmente diverso, e con un&#8217;erudizione che \u00e8 il contrario di quella di Onfray. La filiazione tra M\u00e9lenchon e la tradizione <em>sans-culotte<\/em> non \u00e8 una finzione: ha un vero significato politico, qualunque cosa si pensi del suo progetto, e anche se, come nel 1793, quando il giornalista Jacques Ren\u00e9 H\u00e9bert si esprimeva attraverso la figura popolare di P\u00e8re Duchesne&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-11-1485' title='Jacques-Ren\u00e9 H\u00e9bert \u00e8 stato un giornalista e rivoluzionario francese. Fondatore nel 1790 del giornale &lt;em&gt;Le P\u00e8re Duchesne&lt;\/em&gt;, iscritto al Club dei Cordiglieri e a quello dei Giacobini, divenne il rappresentante, dopo gli arrabbiati, dell&amp;#8217;ala pi\u00f9 radicale della Rivoluzione francese, dagli avversari chiamata &amp;#8220;gruppo degli esagerati&amp;#8221; o h\u00e9bertisti.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>, parlare in nome del popolo contiene sempre la sua parte di ambiguit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ma dal mio punto di vista, anche se M\u00e9lenchon si \u00e8 ormai fortunatamente allontanato da Onfray, il loro avvicinamento, anche se effimero, aveva qualcosa di molto preoccupante&#8230; Alla <em>F\u00eate de l&#8217;Humanit\u00e9<\/em>, in ogni caso, non ci siamo resi conto di quello che stava succedendo, c&#8217;era una specie di fascino&#8230; Credo di aver avuto una buona idea a interrompere questo fanatismo. Onfray criticava la religione &#8220;<em>dunque<\/em> Robespierre&#8221;. L&#8217;ho interrotto e ho letto un frammento del discorso di Robespierre sulla decristianizzazione (7 maggio 1794), in cui spiega l&#8217;incoerenza di sostituire Dio con gli idoli. Era sbalordito, evidentemente non conosceva il testo. E l\u00ec mi ricordo molto bene che ci fu un colpo d\u2019arresto. Davanti al pubblico comunista, non tutto era permesso: non si arrivava lontano a dire che Robespierre prefigurava Stalin. C&#8217;erano degli storici della Rivoluzione francese nella stanza. Era sconcertato, il pubblico era sopraffatto da questo magnifico discorso che vanificava tutta la catena di opposizioni binarie che stava cercando di imporre. Ho detto: &#8220;Sono una Robespierrista, ma la mia visione della Rivoluzione francese \u00e8 in Hugo, in Dumas, nell&#8217;epica&#8221; &#8211; lui era solo binario. Mi disse che se ero un Robespierrista, ero una totalitaria, e<em> quindi<\/em> una maoista. C&#8217;era una tale appartenenza a un&#8217;ideologia che conosciamo bene, che non poteva durare. Tutti noi abbiamo le nostre figure tratte dalla narrazione nazionale che \u00e8 la Rivoluzione francese. Nel mio caso, \u00e8 particolare, li amo tutti! Amo gli aristocratici che si fanno uccidere il 10 agosto, amo il lato eroico di questo periodo cos\u00ec ben descritto in <em>Novantatr\u00e9 <\/em>di Victor Hugo, in Dumas o Michelet, tutto ci\u00f2 mi ha sempre ispirato molto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Questa \u00e8 una cosa che manca a Onfray: nessun talento letterario, nessuna immaginazione, nessuna rappresentazione epica della storia. Quando legge la Bibbia o il Corano, non capisce con quale testo ha a che fare.<\/p><cite>\u00e9lisabeth roudinesco<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma questa \u00e8 una cosa che manca a Onfray: nessun talento letterario, nessuna immaginazione, nessuna rappresentazione epica della storia. Quando legge la Bibbia o il Corano, non capisce con quale testo ha a che fare. Pi\u00f9 tardi, quando aveva scelto la psicoanalisi come suo nemico, abbiamo organizzato un dibattito a Caen per sentire i suoi argomenti su Freud. Non \u00e8 venuto. Credo che il confronto con l&#8217;ignoranza gli convenga, ma che non voglia confrontarsi con la conoscenza. Lo dimostra ancora oggi: Michel Onfray ama il pubblico ma ha sempre evitato i dibattiti con i veri pensatori. Possiamo capire perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che mi poneva un problema, a parte la contraddizione con il fatto che si presenta come un uomo di sinistra, era il problema pi\u00f9 globale della rilettura della Rivoluzione. Ha poi scritto sui Girondini. Continua a esprimersi su Robespierre. Ho potuto vedere che in realt\u00e0 era legato a una parte della corrente antitotalitaria, che, per il rifiuto del totalitarismo, cercava di distruggere tutto il marxismo e tutta una parte del pensiero emancipatore della sinistra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spiega il suo uso del proudhonismo. Tutta la sua rilettura della Rivoluzione francese si basa su questo progetto. Spiega, insomma, che l&#8217;emancipazione non sarebbe venuta dai montagnardi, n\u00e9 dai progetti della Repubblica democratica e sociale del secondo anno, ma che sarebbe venuta dal campo girondino. Il progetto dei Girondini lo inscrive in realt\u00e0 in una tradizione conservatrice e liberale. \u00c8 paradossale: denunciando come conservatrice la tradizione della Repubblica democratica e sociale, e presentando come emancipatrice quella che verrebbe piuttosto dalla Repubblica Girondina, si tratta soprattutto per Onfray di spogliarsi delle idee di sinistra e di partecipare alla grande inversione conservatrice che ha di fatto ribaltato il centro di gravit\u00e0 della vita politica negli ultimi quarant&#8217;anni verso la destra pi\u00f9 conservatrice e verso l&#8217;estrema destra.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Secondo lei, il suo progetto di rivista sovranista <\/strong><strong><em>Front Populaire,<\/em><\/strong><strong> lanciata il giugno scorso, fa parte di questa inversione?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Questo progetto \u00e8 piuttosto un sintomo portato avanti da Onfray. Il sintomo mostruoso della decomposizione delle idee di emancipazione che venivano dalle sinistre associate al marxismo. Onfray ha potuto occupare un posto lasciato libero: quello dei pensieri di emancipazione collettiva, e si \u00e8 imposto come portavoce delle classi popolari. Dalla sua distruzione del pensiero dell&#8217;emancipazione, ha unito potenti categorie dell&#8217;immaginario collettivo controrivoluzionario. Questa decomposizione del campo intellettuale \u00e8 anche il terreno di altre analisi, come per esempio quella di Jonathan Israel&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-12-1485' title='Jonathan Israel, Id\u00e9es r\u00e9volutionnaires, Alma, 2019'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>, che presenta il pensiero girondino come l&#8217;unico pensiero emancipatore, derivante dall&#8217;illuminismo radicale, un pensiero opposto all&#8217;eredit\u00e0 montagnarda, che viene dipinto come un &#8220;populismo autoritario&#8221; di natura pre-totalitaria. Il successo del libro di Jonathan Israel non \u00e8 insignificante: anche se viene da una famiglia intellettuale diversa da quella di Onfray, testimonia il profondo dubbio e persino l&#8217;odio verso le ideologie della sinistra radicale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Onfray ha potuto occupare un posto lasciato libero: quello dei pensieri di emancipazione collettiva, e si \u00e8 imposto come portavoce delle classi popolari.<\/p><cite>\u00e9lisabeth roudinesco<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>La rivoluzione francese \u00e8 davvero ci\u00f2 che l&#8217;ha fatto uscire dai binari, per cos\u00ec dire. Ma questo \u00e8 dopo il 2005, dopo la celebrazione del bicentenario, dopo Furet&#8230; Mentre la storiografia della Rivoluzione si evolveva, tutto era binario nella mente di Michel Onfray. Ha sostituito la storia &#8220;a blocchi&#8221; della Rivoluzione con una storia di opposizioni manichee: il cattivo Robespierre contro il buono Danton, il cattivo Marat contro la buona Charlotte Corday. \u00c8 questa dimensione binaria del pensiero che indicava che, gi\u00e0 nel 2010, qualcosa non andava. Ora \u00e8 difficile non notarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 io sono piuttosto ottimista. Ha fatto troppi errori: fattuali in primo luogo, ma anche strategici, mediatici, politici. Il suo progetto non prender\u00e0. Con una certa sinistra &#8211; i trotzkisti, i comunisti &#8211; la maionese non ha mai preso. Per la destra, non sono preoccupata, pi\u00f9 si lepenizzer\u00e0, come fa con la sua rivista<em> Front Populaire<\/em>, pi\u00f9 perseverer\u00e0 nel ridicolo. La destra repubblicana alla fine lo rifiuter\u00e0, cos\u00ec come la destra liberale. Notiamo che conservatori e accademici illuminati non si sono mai fatti ingannare da Onfray: <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2019\/02\/06\/nous-avons-rencontre-marcel-gauchet\/\">Marcel Gauchet<\/a>, per esempio, non ha mai aderito a questo tipo di deriva.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Onfray continua a permettere alla destra repubblicana di degradare anche il marxismo&#8230; continua a pubblicare su <em>Le Point<\/em> comunque!<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ma <em>Le Point<\/em>&#8230; \u00e8 Franz-Olivier Giesbert tramandato dai suoi successori. D&#8217;altra parte, ora \u00e8 adulato su <em>Marianne<\/em> da Natacha Polony, da <em>Valeurs actuelles,<\/em> da <em>Le Figaro Magazine<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-13-1485' title='Marianne \u00e8 una rivista sovranista di sinistra, le altre sono riviste situate a destra dell\u2019arco politico'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>, da molti canali d\u2019informazione, ma non come nel 2010. Direi che \u00e8 diventato un oggetto di curiosit\u00e0 per i giornalisti che vogliono fare &#8220;ritratti critici&#8221; e non pi\u00f9 agiografie. All&#8217;estrema destra, al momento preferiscono Zemmour. Ci\u00f2 che \u00e8 divertente \u00e8 che quando Onfray ha un dialogo molto cordiale con Zemmour, si atteggia da marxista giacobino. Abbiamo raggiunto nuove vette di stupidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Io sono piuttosto ottimista. Ha fatto troppi errori: fattuali in primo luogo, ma anche strategici, mediatici, politici. Il suo progetto non prender\u00e0.<\/p><cite>\u00e9lisabeth roudinesco<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Dobbiamo insistere su questo, e il libro di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2018\/07\/02\/lhistorien-face-aux-migrations\/\">Noiriel<\/a> lo mostra molto bene&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-14-1485' title='G\u00e9rard Noiriel, Le venin dans la plume. \u00c9douard Drumont, Eric Zemmour et la part sombre de la R\u00e9publique, Paris, \u00c9ditions La D\u00e9couverte, septembre 2019.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>. C&#8217;\u00e8 un peso schiacciante dei media, non solo privati. Il servizio pubblico ha dato a Onfray una piattaforma: <em>France Culture<\/em> gli ha dato quasi un monopolio. Hanno tenuto duro per molto tempo, anche sapendo. Questo \u00e8 quello che stavamo dicendo prima. Prospera sull&#8217;ignoranza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Onfray finir\u00e0 davvero male? La sua rivista non sar\u00e0 in grado di farcela?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>L&#8217;unica domanda \u00e8 perch\u00e9 Henri Pe\u00f1a Ruiz&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-1485' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/03\/11\/onfray-finale-di-partita\/#easy-footnote-bottom-15-1485' title='Henri Pe\u00f1a Ruiz \u00e8 un professore di filosofia e, per molto tempo, \u00e8 stato un attivista del Partito di sinistra, prima di sostenere la France Insoumise nel 2017. La sua tesi di dottorato verteva sulla filosofia della laicit\u00e0. Nel 2019, la sua posizione sul diritto di criticare le religioni ha provocato una polemica all&amp;#8217;interno della France Insoumise.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span> si sia unito a lui. Questo \u00e8 forse il punto pi\u00f9 complicato del cast della rivista <em>Front populaire<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Le recenti posizioni di Pe\u00f1a Ruiz sulla laicit\u00e0 delineano dei legami con l&#8217;ateismo difeso da Onfray. Si tratta di difendere, in nome dell&#8217;universalismo, una laicit\u00e0 intransigente che esclude le minoranze e declassa la differenza religiosa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>Ma Pe\u00f1a Ruiz conosce lo studio dei testi, \u00e8 una sorpresa. Spero che non ci siano molti Pe\u00f1a Ruiz nella sua rivista. Il problema di <em>Front Populaire<\/em> \u00e8 che non vedo davvero una nuova generazione. Quando mi ha invitato all&#8217;Universit\u00e0 Popolare nel 2009, sono rimasto colpito dall&#8217;et\u00e0 media del suo pubblico: una maggioranza schiacciante di pensionati e notabili di provincia attratti dal trambusto. Quel pubblico non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. C&#8217;\u00e8 una giovent\u00f9 per Onfray come c&#8217;\u00e8 stata una giovent\u00f9 per Foucault, Deleuze o Sartre, Derrida? Non credo affatto. I giovani sono in piazza per l&#8217;antirazzismo, sono ecologisti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Le ragioni per cui siamo intervenuti una decina di anni fa, quando stava sorgendo come una sorta di fenomeno popolare, non sono migliorate molto.<\/p><cite>Guillaume mazeau<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">GUILLAUME MAZEAU<\/h4>\n\n\n\n<p>Non sono cos\u00ec ottimista come \u00c9lisabeth Roudinesco. Le ragioni per cui siamo intervenuti una decina di anni fa, quando stava sorgendo come una sorta di fenomeno popolare, non sono migliorate molto. Onfray prospera sulla diffidenza verso una parte di coloro che disegna come intellettuali, \u00e9lite politiche, ecc&#8230; Nonostante tutto, questa diffidenza si basa su realt\u00e0 sociali, democratiche&#8230; Non credo che questa realt\u00e0 sia molto migliorata con la costituzionalizzazione dello stato di emergenza, il conservatorismo galoppante. Penso che finch\u00e9 siamo in questa situazione politica, e finch\u00e9 lui continua, nonostante tutto, a porre delle buone domande, e finch\u00e9 gli altri non le afferrano politicamente e intellettualmente, rimarr\u00e0 un pericolo fortissimo e noi non riusciremo sempre a rispondere della nostra situazione perch\u00e9 siamo parte dei suoi bersagli, siamo parte delle persone che hanno comunque torto perch\u00e9 sono quello che sono e rappresentano quello che rappresentano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 non ci sar\u00e0 un profondo cambiamento politico, finch\u00e9 noi intellettuali rappresenteremo quelle istituzioni sulla cui distruzione prospera, questa sfiducia esister\u00e0 sempre. Finch\u00e9 non cambieremo il nostro modo di fare, di trasmettere il nostro sapere, andr\u00e0 benissimo scrivere articoli su <em>Le Monde<\/em> (cosa che dobbiamo continuare a fare decostruendo questo discorso, intervenendo sui media e svolgendo il nostro ruolo pubblico), ma rimarr\u00e0 difficile farlo. \u00c8 per questo che invito nella mia pratica della storia a scendere in piazza, e a condividere la conoscenza in modo diverso perch\u00e9, altrimenti, le credenze di cui \u00e8 portatrice trionferanno, a scapito della ragione.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">\u00c9LISABETH ROUDINESCO<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono meno pessimista di te. Le battaglie intellettuali sono sempre state molto difficili e lunghe. Un polemista che ha una certa fama \u00e8 adorato per molto tempo e poi respinto. Ricordati, Guillaume, quando siamo venuti a Caen, ho detto: &#8220;ci vorranno dieci anni&#8221;. \u00c8 molto tempo, ma \u00e8 il tempo che ci vuole. Perch\u00e9 quando si toglie il tappeto da sotto i piedi di un idolo che \u00e8 cos\u00ec tanto presente nei media, si crea un profondo malessere. La gente quasi ti odia perch\u00e9 togli qualcosa alle persone che lo idolatrano. Conoscevo bene Franz-Olivier Giesbert, \u00e8 diventato insopportabile. Quando siamo intervenuti Onfray era idolatrato e aveva una base popolare a sinistra che era gi\u00e0 molto vecchia. Quando si tira via il tappeto, si toglie alla gente qualcosa di viscerale. L&#8217;ho sperimentato davvero. Ho visto persone venire da me in lacrime: &#8220;Mi avete tolto Onfray, ascoltavo i corsi dell&#8217;Universit\u00e0 popolare su <em>France Culture<\/em>, pensavo fosse fantastico, mi dava qualcosa\u201d. Non potete immaginare quante persone ho incontrato per le quali Onfray ha incarnato la conoscenza e il potere. Bisogna ammettere che c&#8217;\u00e8 qualcosa di potente in lui. Una retorica, dei gesti del corpo, una presenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>I giornalisti andranno a indagare per vedere se la leggenda che ha costruito \u00e8 vera. Questo \u00e8 il lato temuto dei media. Innalzano idoli, ma quando questi deludono, li abbattono. Onfray \u00e8 stato pi\u00f9 di un intellettuale mediatico, \u00e8 stato un drogato di media.<\/p><cite>\u00e9lisabeth roudinesco<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>In che senso allora?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Onfray \u00e8 un falsario nel senso che scrive falsit\u00e0, ma non nel senso che \u00e8 convinto di avere ragione e di poter convincere il popolo: ma il popolo alla fine non c&#8217;\u00e8. La dimensione del falsario \u00e8 inconfondibile, ma c&#8217;\u00e8 anche una vera mitomania. Per molto tempo ha creduto nelle falsit\u00e0 che afferma. E poi, allo stesso tempo, quando viene colto in fallo, si mette nella posizione del perseguitato sviluppando tutto un discorso cospiratorio: tutto il mondo \u00e8 contro di lui. L&#8217;esempio di Drumont \u00e8 interessante e paradigmatico: a un certo punto, Drumont diventa pazzo come lo era stato suo padre, cosa che temeva. Fin\u00ec la sua vita in miseria quando degli ebrei geniali diffusero l&#8217;idea che lui stesso fosse un ebreo a causa delle sue presunte origini, che avrebbe nascosto, e a causa del suo &#8220;fisico&#8221;, che era effettivamente una caricatura dei tratti ebraici inventati dagli antisemiti. Il colpo di genio fu la rivincita dell&#8217;umorismo ebraico contro la stupidit\u00e0 e l&#8217;odio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pensate che la deriva si stia intensificando?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Tutti i polemisti eccitati e fanatici sono a rischio di deriva. Ma la domanda per Onfray \u00e8, quando il pubblico lo abbandoner\u00e0? Ora, con la sua rivista <em>Front Populaire<\/em>, ricever\u00e0 l&#8217;attenzione dei grandi reporter. Sar\u00e0 scrutinato, non gli sar\u00e0 offerto un giro gratis, perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 amato. Ora sappiamo che ha mentito su se stesso. Ora comincer\u00e0 ad essere un bagno di sangue. Prima viene tolto il tappeto, poi ci vorr\u00e0 un po&#8217; perch\u00e9 i media che lo hanno idolatrato si sentano offesi. Il contraccolpo sar\u00e0 forte. I giornalisti andranno a indagare per vedere se la leggenda che ha costruito \u00e8 vera. Questo \u00e8 il lato temuto dei media. Innalzano idoli, ma quando questi deludono, li abbattono. Onfray \u00e8 stato pi\u00f9 di un intellettuale mediatico, \u00e8 stato un drogato di media. \u00c8 la maledizione di Drumont. Per Drumont, \u00e8 finita male. Zemmour, anche lui finir\u00e0 male &#8211; non so ancora come. E per Onfray, la caduta \u00e8 iniziata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michel Onfray si \u00e8 spacciato a lungo per un rappresentante delle classi popolari. Mentre la sua nuova rivista Front populaire lo colloca senza alcun dubbio all&#8217;estrema destra dello spettro politico, due storici, che avevano gi\u00e0 parlato di lui nel 2010, discutono sulle colonne del Grand Continent i miti con cui \u00e8 stata costruita questa personalit\u00e0 mediatica. 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