{"id":13935,"date":"2023-11-07T16:29:44","date_gmt":"2023-11-07T15:29:44","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=13935"},"modified":"2023-11-09T11:30:06","modified_gmt":"2023-11-09T10:30:06","slug":"capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/","title":{"rendered":"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una spaccatura a lungo evitata<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Finora, l\u2019Europa si distingueva dal Nordamerica per la quasi totale assenza di un\u2019offerta politica basata sullo scetticismo climatico, o almeno sul rifiuto delle politiche di transizione, per mobilitare gli elettori. Negli Stati Uniti, come sappiamo, alcuni leader repubblicani, Donald Trump per primo, hanno assunto posizioni scettiche sul clima e hanno espresso la loro ostilit\u00e0 alle politiche di lotta al cambiamento climatico. Ricordiamo le sue dichiarazioni deliberatamente provocatorie alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2020, quando si rec\u00f2 in una California colpita da incendi particolarmente catastrofici e mortali: \u00abAlla fine si raffredder\u00e0\u00bb, in risposta alle preoccupazioni sul cambiamento climatico. Si ricorder\u00e0 inoltre che una delle prime decisioni importanti dell\u2019ex Presidente degli Stati Uniti \u00e8 stato il ritiro degli Stati Uniti dall\u2019Accordo di Parigi nel 2017 e come Trump abbia dedicato parte del suo mandato a disfare le politiche ambientali attuate dall\u2019amministrazione Obama. Non si tratta di posizioni isolate all\u2019interno del campo repubblicano, tutt\u2019altro. Durante il primo dibattito televisivo tra i principali candidati alle primarie repubblicane del 23 agosto, il presentatore ha chiesto: \u00abSe pensate che il cambiamento climatico sia causato dall\u2019attivit\u00e0 umana, alzate la mano\u00bb. Mentre solo Asa Hutchinson, il governatore dell\u2019Arkansas, ha iniziato ad alzare la mano, Ron DeSantis, il principale sfidante di Donald Trump in questa fase, ha preferito interrompere la sequenza dichiarando \u00abnon siamo bambini a scuola\u00bb. L\u2019imprenditore ultraconservatore Vivek Ramaswamy ha colto l\u2019occasione per affermare che \u00abla diffusione della tesi del cambiamento climatico \u00e8 una bufala\u00bb, aggiungendo \u00abla realt\u00e0 \u00e8 che muoiono pi\u00f9 persone a causa di cattive politiche climatiche che per il cambiamento climatico stesso\u00bb. Anche in Canada le questioni climatiche e le politiche di transizione sono diventate polarizzanti e divisive. Mentre il Partito liberale canadese (LPC) si \u00e8 presentato come sostenitore delle politiche di decarbonizzazione e della lotta al cambiamento climatico, il Partito conservatore canadese (CPC) ha adottato una posizione contraria alla carbon tax e, pi\u00f9 in generale, una posizione ambigua sulle questioni climatiche. Al congresso del marzo 2021, i delegati del CPC hanno respinto a stretta maggioranza (54%) una mozione che riconosceva l\u2019esistenza del cambiamento climatico e si proponeva di combatterlo. Questa posizione non \u00e8 senza dubbio estranea alle vittorie dei conservatori in province come l\u2019Alberta, che traggono una parte preponderante delle loro entrate dall\u2019estrazione di petrolio e gas e la cui popolazione non \u00e8 certo entusiasta \u2013 per usare un eufemismo \u2013 delle politiche di decarbonizzazione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vista dall\u2019Europa, questo tipo di posizione politica \u00e8 sembrata a lungo una peculiarit\u00e0 \u00abnordamericana\u00bb. Nessun grande partito di governo o forza politica ha diffuso nello spazio pubblico un\u2019offerta politica di esplicito relativismo climatico (per non dire scetticismo climatico), n\u00e9 ha preso una posizione chiara e frontale in opposizione alle politiche di transizione e decarbonizzazione. Finora, l\u2019ecologia \u00e8 rimasta un tema abbastanza secondario nei dibattiti elettorali, in gran parte a causa della mancanza di avversari, come parte di un apparente consenso morbido. Nessuna delle elezioni presidenziali in Francia \u00e8 stata polarizzata e strutturata da questioni ambientali, cosa che ha anche contribuito al risultato deludente dei candidati ecologisti. Il Green Deal europeo, ad esempio, nonostante le sue ambizioni dichiarate e l\u2019impatto che implica sulle economie europee, non ha suscitato grandi polemiche pubbliche quando \u00e8 stato adottato nel 2020. Se si confronta la situazione in un Paese come la Francia con gli accesi dibattiti sull\u2019immigrazione, sull\u2019uso del velo o sulle riforme sociali (il matrimonio per tutti, ad esempio), \u00e8 facile capire che la transizione ecologica non ha suscitato, per il momento, le stesse passioni. Ma tutto questo sta indubbiamente per cambiare, poich\u00e9 la questione climatica sembra destinata a diventare una grande frattura anche in Europa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Visto dall\u2019Europa, lo scetticismo climatico \u00e8 sembrato a lungo una peculiarit\u00e0 \u00abnordamericana\u00bb<\/p><cite>Jean-Yves Dormagen<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Finora, lo scetticismo climatico e il relativismo climatico in Europa sono stati sostenuti solo da una frazione delle forze populiste di destra. Questa tendenza politica \u00e8 stata ed \u00e8 tuttora divisa sulla questione climatica&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-1-13935' title='Fran\u00e7ois Hublet, Matt\u00e9o Lano\u00eb, Johanna Schleyer, Le dilemme de la droite europ\u00e9enne: nouvelle Grande Coalition ou majorit\u00e9 national-conservatrice ?, Groupe d&amp;#8217;\u00e9tudes g\u00e9opolitiques, giugno 2023.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Alcune organizzazioni sono chiaramente scettiche sul clima e si oppongono alle politiche di decarbonizzazione. Alla fine degli anni \u201990, ad esempio, il PVV (Partito per la Libert\u00e0) olandese ha affermato che non esiste alcuna prova scientifica della responsabilit\u00e0 umana nel cambiamento climatico. Dichiarazioni simili sono state fatte dall\u2019FP\u00d6 austriaco, dal Partito Popolare Danese, dal Brexit Party e dall\u2019AfD tedesca. Nel loro programma per le elezioni europee del 2019, i populisti tedeschi hanno anche affermato che la lotta al riscaldamento globale impedisce l\u2019accesso all\u2019energia a basso costo e hanno difeso i veicoli con motore a combustione interna, in particolare quelli alimentati a diesel.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa posizione era in realt\u00e0 minoritaria all\u2019interno della tendenza populista di destra. Una minoranza \u00e8 addirittura favorevole a politiche di lotta al cambiamento climatico&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-2-13935' title='Il Fidesz (Ungheria), i Veri finlandesi e l&amp;#8217;Alleanza nazionale in Lettonia, per esempio, riconoscono l\u2019importanza del tema climatica e la necessit\u00e0 di dargli soluzioni politiche.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Per quanto riguarda la maggior parte dei componenti di questo movimento, essi hanno adottato una posizione cauta e \u00abmoderata\u00bb sulla questione climatica: riconoscendo la realt\u00e0 del cambiamento climatico, senza farne un punto centrale dei loro programmi. Questo atteggiamento \u00e8 abbastanza tipico della posizione assunta sulle questioni climatiche da partiti come il Vlaams Belang belga, il Partito della Libert\u00e0 e della Democrazia ceco, la Lega in Italia, di Alba dorata in Grecia e il Rassemblement National in Francia. Quest\u2019ultimo ha da tempo una strategia per evitare divisioni sul tema: nel suo programma per le elezioni presidenziali del 2017, si \u00e8 espresso a favore del dimezzamento della quota di combustibili fossili in 20 anni e del divieto di sfruttamento del gas di scisto.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, in Europa, l\u2019ecologia e, pi\u00f9 specificamente, la questione climatica non hanno costituito una frattura politica saliente. Questo non significa che tutti gli attori politici fossero \u00abecologisti\u00bb o che si preoccupassero della questione climatica, n\u00e9 ovviamente che l\u2019attuazione delle politiche di decarbonizzazione non fosse teatro di scontri tra interessi divergenti, ma indica che questa frattura era in qualche modo inattiva nel contesto di un apparente consenso trasversale (per quanto morbido) sulla necessit\u00e0 di agire a favore del clima e indica, ancor pi\u00f9, un\u2019assenza combattenti, cio\u00e8 di forze politiche che adottassero esplicitamente, alla maniera dei repubblicani negli Stati Uniti, posizioni scettiche sul clima o almeno un atteggiamento di opposizione alle politiche di decarbonizzazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Distinguersi tramite le politiche di transizione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Questo consenso morbido si sta sgretolando sotto i nostri occhi. L\u2019arrivo sulla scena elettorale olandese del Movimento Civico-contadino (BoerBurgerBeweging, BBB) \u00e8 un presagio dei tempi che verranno. Fondato da Caroline van der Plas, ex esponente del partito cristiano-democratico, il BBB \u00e8 un nuovo tipo di \u00ab<em>partito monotematico<\/em>\u00bb: come gli ecologisti, si concentra sull\u2019ambiente, ma per la prima volta dall\u2019altra parte della barricata, in diretta opposizione alle politiche di lotta all\u2019inquinamento. Il BBB \u00e8 nato in risposta al \u00abPiano azoto\u00bb, che prevede una riduzione del 50% delle emissioni di azoto entro il 2030, richiedendo un ripensamento del modello di agricoltura intensiva e una forte riduzione del numero di capi di bestiame olandesi. Il Movimento Civico-contadino \u00e8 stato in grado di crescere grazie alla rabbia della comunit\u00e0 agricola, ma il suo spettacolare successo alle elezioni provinciali dimostra che \u00e8 riuscito ad attrarre consensi ben oltre gli ambienti direttamente interessati dal \u00abPiano azoto\u00bb: con il 19% dei voti alle elezioni del marzo 2023, si \u00e8 affermato come prima forza elettorale, arrivando in testa in tutte le province del Paese. \u00c8 ovviamente troppo presto per dire se il BBB sar\u00e0 in grado di mantenere tali risultati, soprattutto perch\u00e9 le elezioni provinciali sono tradizionalmente un\u2019elezione intermedia favorevole all\u2019espressione di un voto punitivo e a un uso espressivo della scheda elettorale. Ma l\u2019affermazione del BBB, che \u00e8 avvenuta a spese dei liberali di Mark Rutte, \u00e8 comunque un segnale che ha molto preoccupato diversi attori politici europei. Dimostra che l\u2019ecologia pu\u00f2 diventare altamente polarizzante e divisiva quando si tramuta in politiche pubbliche che creano vincitori e vinti. \u00c8 quello che, in un certo senso \u2013 a prescindere da ci\u00f2 che si pensa della misura \u2013 era gi\u00e0 stato dimostrato dal movimento dei Gilets jaunes in Francia in reazione, va ricordato, alla proposta di una \u00abcarbon tax\u00bb. Oltre a opporsi al \u00abPiano azoto\u00bb, \u00e8 interessante notare che il BBB sta attivando la frattura tra campagna e citt\u00e0, giocando sul presunto disprezzo mostrato dalle classi alte delle grandi metropoli nei confronti degli abitanti delle campagne. In una logica di ribaltamento dello stigma, e con un consumato senso della messa in scena, Caroline van der Plas si \u00e8 recata all\u2019apertura del Parlamento in trattore. Per il resto del nostro discorso, \u00e8 importante notare che l\u2019offerta del BBB non si limita a questa opposizione, ma abbraccia altri temi: piuttosto liberale sull\u2019economia (tagli alle tasse, deregolamentazione), conservatrice sulle questioni sociali (contraria all\u2019abolizione del periodo di riflessione di cinque giorni prima di poter abortire), anti-migrazione (a favore di una politica di asilo pi\u00f9 severa) e tinta di euroscetticismo. Questi temi riflettono i profili ideologici degli elettori che il BBB cerca di riunire dietro il suo programma. Come vedremo in seguito, questa combinazione di posizioni corrisponde senza dubbio alla realt\u00e0 della domanda politica nei Paesi Bassi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Questo consenso morbido europeo sta sgretolando sotto i nostri occhi<\/p><cite>Jean-Yves Dormagen<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019emergere di un\u2019offerta politica relativista sul clima (\u00abstiamo esagerando\u00bb, \u00abstiamo facendo troppo\u00bb, \u00abci sono altre priorit\u00e0\u00bb) e\/o contraria alle misure concrete attuate nell\u2019ambito della transizione non richiede necessariamente, anzi, la formazione di nuove forze politiche. Nella maggior parte dei casi, assumer\u00e0 la forma di un riposizionamento di partiti politici gi\u00e0 consolidati su questi temi. Lo vediamo oggi in un Paese come la Francia, dove il Rassemblement National (RN) sembra prendere una svolta climatico-relativista e adottare sempre pi\u00f9 una posizione ostile alla maggior parte delle politiche di transizione. Certo, il RN non adotta collettivamente una posizione esplicitamente scettica nei confronti del clima e non contesta, per il momento, la necessit\u00e0 di politiche di lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, va notato che alcuni dei suoi membri pi\u00f9 anziani hanno recentemente assunto posizioni pubbliche in questa direzione: ad esempio, il deputato del RN Thomas M\u00e9nag\u00e9, intervistato nel bel mezzo dell\u2019ondata di caldo di quest\u2019estate su France Inter, ha dichiarato: \u00abNon vogliamo cadere in un\u2019ecologia punitiva, non vogliamo cadere nella decrescita. [&#8230;] Non vogliamo far sentire in colpa i francesi, e non possiamo basarci solo sui dati dell\u2019IPCC <em>(dopo che il giornalista \u00e8 sembrato sorpreso da questa affermazione). <\/em>Non dobbiamo solo seguire automaticamente quello che si pu\u00f2 fare nei dati dell\u2019IPCC, dobbiamo avere una visione politica che tenga conto del riscaldamento globale, ma come ha detto Marine Le Pen, a volte tendono a esagerare [&#8230;]. il nostro ruolo \u00e8 anche quello di temperare le cose, per evitare di seguiamo stupidamente i dati dell\u2019IPCC e correre il rischio di compromettere la qualit\u00e0 della vita dei francesi&#8230;\u00bb. Lungi dall\u2019esprimere un punto di vista singolo, queste osservazioni rivelano la nuova dottrina del RN. L\u2019autore usa la parola \u00abnoi\u00bb, non \u00e8 stato criticato in alcun modo dal suo partito e si riferisce alla stessa Marine Le Pen, che sembra infatti aver cambiato significativamente la sua posizione sulla questione climatica. Abbandonando la strategia di eludere la questione, il 1\u00b0 maggio 2023 ha tenuto un discorso molto ostile verso molti aspetti delle politiche di transizione. Durante le ultime elezioni presidenziali, la lotta del RN contro le turbine eoliche, accusate di distruggere il paesaggio e di essere una \u00abtruffa ecologica\u00bb, aveva in qualche modo aperto la strada a questo riposizionamento. Ma il discorso tenuto in occasione del Primo Maggio segna un ulteriore passo avanti. In esso, la \u00abtransizione ecologica\u00bb viene diffamata in toto come \u00abil parco giochi degli ipocriti del clima\u00bb. Nelle sue parole, \u00abda 30 anni l\u2019ecologia \u00e8 stata dirottata e ha messo in atto, senza dirlo, il concetto altamente ideologico di decrescita\u00bb, e <em>continua: \u00ab<\/em>la rivoluzione ecologica che ci viene venduta [&#8230;] \u00e8 un salto nelle ortiche dell\u2019ecologia punitiva [&#8230;] nelle spine delle nuove tasse [&#8230;] \u00e8 una rivoluzione le cui prime vittime sacrificali saranno i pi\u00f9 fragili, i pi\u00f9 poveri\u00bb. Descrivendo questa transizione come una \u00abteoria\u00bb, una \u00abvisione apocalittica\u00bb e una \u00abfollia suicida\u00bb, ha preso di mira in particolare la \u00abcaccia alle auto a combustione\u00bb, sostenendo che l\u2019obiettivo di questa politica non \u00e8 \u00abvietare le auto a combustione, ma vietare del tutto le auto\u00bb, perch\u00e9 \u00abdovete capire, miei cari amici, che dietro questo stesso approccio ideologico si nasconde l\u2019idea della scomparsa dell\u2019attivit\u00e0 industriale e persino di ogni attivit\u00e0 umana\u00bb. \u00c8 chiaro quale sia la strategia della RN d\u2019ora in poi: opporsi alle politiche di \u00abtransizione ecologica\u00bb e alla maggior parte delle misure che le sostengono. Le energie rinnovabili, in particolare le turbine eoliche, e la prevista fine dei veicoli a combustione stanno diventando aree prioritarie di conflitto. Per screditare queste politiche vengono utilizzati diversi argomenti. Si manifesta un certo relativismo climatico, che consiste nel presentare gli scienziati \u2013 in primo luogo l\u2019IPCC \u2013 come eccessivi e troppo radicali. Presentarle come \u00abteorie\u00bb \u00e8 un altro modo per metterne in prospettiva il contenuto e il realismo. Le politiche di transizione vengono inoltre presentate come socialmente ingiuste e dannose per la qualit\u00e0 della vita dei francesi. Vengono anche presentate come anti-ambientali: le turbine eoliche e i veicoli elettrici, secondo i leader del RN, non fanno che aggravare i problemi dell\u2019ambiente. Infine, si dice che queste politiche sono inutili perch\u00e9 il progresso tecnico e la scienza forniranno le soluzioni e ci permetteranno di affrontare la sfida climatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo riposizionamento strategico non \u00e8 un caso isolato in Europa e non riguarda solo la destra populista. Diversi partiti tradizionali di destra sembrano essere entrati in tensione con le politiche di transizione, gli obiettivi di decarbonizzazione o il Green Deal europeo. Senza tentare una rassegna esaustiva di questi sviluppi, ci limiteremo ad alcune illustrazioni tratte dalle notizie pi\u00f9 recenti. In una straordinaria intervista rilasciata ai principali media il 12 settembre, la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha preso le distanze dal Green Deal. Dichiarando di parlare \u00abcome Presidente del Parlamento, non a nome del PPE\u00bb, ha espresso preoccupazione per l\u2019impatto di normative \u00abeccessivamente restrittive\u00bb e costose, che a suo avviso potrebbero alimentare il voto populista&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-3-13935' title='\u00abPour la pr\u00e9sidente du Parlement europ\u00e9en, le Pacte vert nourrit le populisme\u00bb, &lt;em&gt;Le Monde&lt;\/em&gt;, 12 settembre 2023.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. \u00c8 questo tipo di preoccupazione che ha portato non solo il PPE ma anche alcuni liberali di Renew a chiedere una pausa e persino una moratoria nell\u2019attuazione del Green Deal. I politici, in particolare quelli di centro e di destra, sono consapevoli, con diversi gradi di chiarezza, che la transizione ecologica potrebbe diventare una grande frattura politica, favorendo l\u2019ascesa dei populisti di destra a loro discapito. \u00c8 questo tipo di anticipazione elettorale che sembra aver convinto il primo ministro britannico, Rishi Sunak, ad annunciare il 20 settembre il rallentamento del ritmo della transizione per adottare un approccio \u00abpi\u00f9 pragmatico, proporzionato e realistico\u00bb. Tra le principali decisioni annunciate, il rinvio di 5 anni (dal 2030 al 2035) del divieto di circolazione delle auto a benzina e diesel, l\u2019allentamento delle condizioni per l\u2019eliminazione graduale delle caldaie a gas e l\u2019abbandono di una misura sull\u2019efficienza energetica delle abitazioni che gravava pesantemente sui proprietari di casa. In difficolt\u00e0 nei sondaggi, il Primo Ministro sembra essersi convinto della necessit\u00e0 di questo cambio di rotta dopo la sconfitta a sorpresa del candidato laburista in un\u2019elezione locale nella zona ovest di Londra. Questo risultato sarebbe stato interpretato come un rifiuto di una tassa sui veicoli inquinanti applicata a tutta l\u2019area metropolitana di Londra dal sindaco laburista Sadiq Khan.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019emergere di un\u2019offerta politica relativista sul clima (\u00abstiamo esagerando\u00bb, \u00abstiamo facendo troppo\u00bb, \u00abci sono altre priorit\u00e0\u00bb) e\/o contraria alle misure concrete attuate nell\u2019ambito della transizione non richiede necessariamente, anzi, la formazione di nuove forze politiche<\/p><cite>Jean-Yves Dormagen<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli sviluppi che abbiamo descritto finora riguardano l\u2019offerta politica. Utilizzando gli esempi dei Paesi Bassi (BBB) e della Francia (RN), ci dicono come i partiti populisti di destra stiano sfruttando le politiche di transizione per trasformarle in una grande frattura politica. Mostrano inoltre che i partiti della destra tradizionale (liberali e conservatori) sono tentati di prendere le distanze dalle politiche di transizione, temendo la concorrenza dei populisti su questo tema divisivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come le politiche di transizione spaccano la societ\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Alla frattura sulle politiche di transizione osservabile sul versante dell\u2019offerta politica corrisponde un\u2019opinione pubblica profondamente divisa su questo tema. Sono del resto queste fratture \u2013 come vedremo, profonde \u2013 osservabili sul versante dell\u2019opinione pubblica a costituire il fattore principale delle riconfigurazioni in atto sul versante della rappresentanza politica. Per analizzare queste fratture, ci basiamo su studi condotti in Francia negli ultimi mesi. Il caso francese ci permette di capire come funzioni la frattura climatica all\u2019interno della popolazione e quali sono le logiche che guidano le posizioni da una parte o dall\u2019altra di questa frattura. Tuttavia, saranno ovviamente necessari studi comparativi in altri Paesi europei per stabilire cosa si pu\u00f2 generalizzare da questo caso di studio, ma anche, al contrario, quali sono le caratteristiche specifiche di ciascun contesto nazionale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non c\u2019\u00e8 consenso sulle origini del cambiamento climatico<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>In questo caso, \u00e8 essenziale partire dal modo in cui il problema da risolvere \u00e8 percepito dalla popolazione. Se non c\u2019\u00e8 consenso sulla definizione del problema climatico, non ci sar\u00e0 consenso, a maggior ragione, sulle soluzioni da trovare (e nemmeno semplicemente sulla necessit\u00e0 di trovare soluzioni). Per accettare di cambiare alcuni dei nostri comportamenti e sostenere le politiche di transizione, dobbiamo riconoscere la realt\u00e0 del cambiamento climatico e, altrettanto decisamente, il fatto che \u00e8 causato dall\u2019attivit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente a quanto talvolta si immagina, non esiste un consenso pubblico su questo tema. Pi\u00f9 precisamente, il consenso riguarda solo la realt\u00e0 del riscaldamento globale: secondo i nostri studi, questa \u00e8 contestata solo dal 2% al 3% del pubblico (cfr. Tabella 1 e Tabella 2). La negazione radicale del clima rimane quindi molto marginale. D\u2019altra parte, l\u2019origine di questo cambiamento ha gi\u00e0 aperto una prima linea di divisione. Quasi un quarto dei francesi (24%) ritiene che \u00abil riscaldamento globale sia principalmente la conseguenza di un ciclo naturale\u00bb. Questo rifiuto di attribuire all\u2019attivit\u00e0 umana, e in particolare alle emissioni di gas serra, la responsabilit\u00e0 del cambiamento climatico \u00e8 la forma che lo scetticismo climatico sta assumendo nella societ\u00e0 francese: scetticismo non sul fenomeno in s\u00e9, ma sulle sue origini. Nonostante gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni, lo scetticismo climatico sembra essere in aumento&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-4-13935' title='Obs\u2019COP 2022 Pr\u00e9sentation des r\u00e9sultats de l\u2019observatoire international climat et opinions publiques, Ipsos. https:\/\/www.ipsos.com\/sites\/default\/files\/ct\/ news\/documents\/2022-12\/obscop2022-12_principauxresultats_fr_0.pdf.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Comunque sia, \u00e8 facile capire che sta alimentando una prima sacca di resistenza alla retorica ambientalista e all\u2019attuazione delle politiche di transizione. A questo proposito, \u00e8 significativo che una percentuale simile di cittadini (21%) ritenga che \u00abla gravit\u00e0 del riscaldamento globale sia generalmente esagerata\u00bb, anche se la domanda \u00e8 stata posta a luglio, durante un\u2019estate segnata da caldo record, grave siccit\u00e0 e incendi devastanti in tutta Europa&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-5-13935' title='Sondage Cluster 17, pubblicato da le Point il 22 luglio 2023 : https:\/\/www. lepoint.fr\/societe\/les-francais-se-declarent-ecolos-mais-ne-sont-pas-prets-a- renoncer-a-leur-mode-de-vie-22-07-2023-2529172_23.php.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>La tipologia della popolazione utilizzata dal Cluster 17 ci permette di esplorare in modo pi\u00f9 approfondito il modo in cui \u00e8 distribuito lo scetticismo climatico. Senza entrare troppo nei dettagli, questa tipologia si basa su 16 cluster costruiti utilizzando come unico criterio gli atteggiamenti e i valori profondi degli individui. Questi atteggiamenti e valori sono stati identificati sulla base di un test che comprende 30 domande deliberatamente divisive&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-6-13935' title='https:\/\/cluster17.com\/trouver-mon-cluster\/.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. A nostro avviso, questo test identifica chiaramente il sistema di spaccature che struttura una societ\u00e0. Per quanto riguarda i cluster, essi riuniscono individui che condividono le stesse posizioni sui principali temi divisivi: identit\u00e0, immigrazione, rapporto con le \u00e9lite, ridistribuzione economica\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Applicandola ai temi di cui ci occupiamo qui, la segmentazione per cluster di valori rivela immediatamente la misura in cui lo scetticismo climatico (negare le origini umane) e\/o il relativismo climatico (ritenere che stiamo esagerando) non sono distribuiti casualmente nello spazio sociale (cfr. tab. 1 e tab. 2). In alcuni cluster, questi due atteggiamenti sono totalmente o quasi assenti: multiculturalisti, socialdemocratici, progressisti, solidali, centristi e ribelli. In altri, questi atteggiamenti sono diffusi (liberali, conservatori) o addirittura maggioritari (social-patrioti, identitari). In generale, esiste una relazione molto forte tra la posizione di un gruppo nella divisione globale e la probabilit\u00e0 che esso abbia una percentuale significativa, o addirittura una maggioranza, di scettici del clima.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Applicandola ai temi di cui ci occupiamo qui, la segmentazione per cluster di valori rivela immediatamente la misura in cui lo scetticismo climatico (negare le origini umane) e\/o il relativismo climatico (ritenere che stiamo esagerando) non sono distribuiti casualmente nello spazio sociale<\/p><cite>Jean-Yves Dormagen<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Quindi, pi\u00f9 un gruppo si trova a sinistra sull\u2019asse dell\u2019identit\u00e0 che organizza lo spazio di separazione, pi\u00f9 sar\u00e0 \u00abconvinto del clima\u00bb, cio\u00e8 incline a riconoscere l\u2019origine umana dei cambiamenti climatici. Questo risultato significa che gli atteggiamenti verso il clima fanno parte di sistemi di opinione pi\u00f9 ampi e, in questo caso, che l\u2019apertura alla diversit\u00e0 culturale e il progressismo sulle questioni sociali vanno di pari passo con il sostegno al consenso scientifico sul cambiamento climatico. In parole povere, gli atteggiamenti progressisti e quelli a favore dell\u2019ecologia vanno di pari passo. Ci\u00f2 si riflette nel fatto che il gruppo pi\u00f9 a sinistra nella divisione \u2013 i multiculturalisti \u2013 \u00e8 anche l\u2019unico a riconoscere al 100% l\u2019origine umana del cambiamento climatico (cfr. tab. 1). La domanda sulla valutazione della gravit\u00e0 del riscaldamento globale conferma questa relazione (cfr. tab. 2). I gruppi pi\u00f9 a sinistra lungo l\u2019asse dell\u2019identit\u00e0 sono anche \u2013 con la notevole eccezione dei centristi \u2013 i pi\u00f9 inclini a ritenere che \u00abla gravit\u00e0 del riscaldamento globale \u00e8 generalmente sottovalutata\u00bb: in media il 69% rispetto al 27% del resto della popolazione. Logicamente, sono anche quelli che sentono maggiormente l\u2019emergenza ecologica, nel senso che una percentuale non trascurabile di loro chiede che \u00abla questione ambientale sia la priorit\u00e0 assoluta del governo, prima delle altre (la lotta all\u2019inflazione, la lotta alla criminalit\u00e0, o la guerra in Ucraina, ecc.\u00bb (38% contro il 12% del resto della popolazione, cfr. tab. 3).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, le posizioni scettiche e relativiste sul clima raggiungono livelli significativi nei gruppi situati a destra e all\u2019estrema destra della divisione, ossia nei gruppi caratterizzati da un forte conservatorismo sociale e da pronunciate posizioni identitarie. Tre di questi gruppi \u2013 i conservatori, gli identitari e, ancor pi\u00f9, i liberali \u2013 si trovano piuttosto in alto in questo spazio, perch\u00e9, pur essendo conservatori in termini di valori, sono anche piuttosto elitari e cercano la stabilit\u00e0 sociale. In effetti, questi cluster sono composti principalmente da agenti della classe media e alta, spesso anziani. Sono stati a lungo i pilastri delle coalizioni di destra e hanno giocato un ruolo importante nel successo di Nicolas Sarkozy nel 2007. Ad eccezione dei Social-patrioti, questi raggruppamenti appartengono quindi pi\u00f9 allo spazio della destra tradizionale che a quello del \u00abpopulismo\u00bb. Questo \u00e8 un punto importante se vogliamo comprendere le difficolt\u00e0 incontrate dalla destra tradizionale nel posizionarsi sulle questioni climatiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel complesso, questi 4 gruppi sono diametralmente opposti alla coalizione verde-progressista descritta sopra. Oltre a ospitare un certo numero di scettici climatici, come abbiamo visto, ritengono spesso che \u00abla gravit\u00e0 del riscaldamento globale sia generalmente esagerata\u00bb: il 40% rispetto all\u201911,5% del resto della popolazione (cfr. tab.3). E solo il 4% di loro ritiene che \u00abl\u2019ambiente dovrebbe essere la priorit\u00e0 assoluta del governo\u00bb, rispetto al 26% del resto della popolazione. Il conservatorismo culturale e i valori identitari favoriscono lo scetticismo climatico e il relativismo climatico, che ovviamente alimentano un rifiuto particolarmente marcato delle politiche di transizione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/b7eGS\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/P4kUb\/1\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/j2kjP\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La sfiducia nelle \u00e9lite e le teorie del complotto alimentano il rifiuto delle politiche di transizione<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Se lo scetticismo climatico \u00e8 in gran parte una questione di conservatorismo culturale, il rifiuto delle politiche di transizione \u00e8 radicato anche in un\u2019altra dimensione attitudinale del tutto indipendente dalla prima: la sfiducia nelle \u00e9lite, che spesso va di pari passo con il sostegno alle teorie del complotto. Negli ultimi mesi, la crisi climatica e le politiche di transizione sono diventate il terreno di gioco preferito dei produttori di narrazioni ecocomplottiste, per lo pi\u00f9 provenienti dalla sfera anti-vax, soprattutto sui social network&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-7-13935' title='Jean-Yves Dormagen, St\u00e9phane Fournier, Pierre-Carl Langlais, Justin Poncet, Anastasia Stasenko, \u00ab\u201cDictature climatique\u201d, \u201cPass climat\u201d, \u201cGreat Reset\u201d, les discours complotistes \u00e0 l\u2019assaut de l\u2019opinion\u00bb, Note de la Fondation Jean Jaur\u00e8s, 6 aprile 2023, https:\/\/www.jean-jaures.org\/publication\/dictature-climatique-pass-climat-great-reset-les-discours-complotistes-a-lassaut-de-lopinion\/. Consulta anche : David Chavalarias, \u00abClimatosceptiques : sur Twitter, enqu\u00eate sur les mercenaires de l\u2019intox\u00bb, in &lt;em&gt;CNRS le journal&lt;\/em&gt;, mars 2023, https:\/\/lejournal.cnrs.fr\/articles\/climatosceptiques-sur-twitter-en- quete-sur-les-mercenaires-de-lintox'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. In Francia, dall\u2019estate del 2022, circolano sui social network messaggi che denunciano, ad esempio, gli \u00abideologi dell\u2019IPCC\u00bb che starebbero manipolando i dati, un presunto piano per una \u00abdittatura del clima\u00bb sostenuto dalle \u00e9lite, o la minaccia di un \u00abcarbon pass\u00bb che sarebbe la controparte \u00abecologica\u00bb del green pass per il Covid. Sarebbe un errore sottovalutare la capacit\u00e0 di diffusione di queste affermazioni e il potenziale sostegno. I nostri sondaggi mostrano che una parte significativa della popolazione \u00e8 pronta a condividere questa visione della crisi climatica e delle politiche ecologiche. Ad esempio, il 42% degli intervistati ha dichiarato di essere d\u2019accordo con l\u2019affermazione che \u00able \u00e9lite stanno pianificando di instaurare una dittatura climatica\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-8-13935' title='In Jean-Yves Dormagen, St\u00e9phane Fournier, Pierre-Carl Langlais, Justin Poncet, Anastasia Stasenko, \u00ab\u201cDictature climatique\u201d, \u201cPass climat\u201d, \u201cGreat Reset\u201d, les discours complotistes \u00e0 l\u2019assaut de l\u2019opinion\u00bb, op. cit.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>.\u00a0Variando leggermente la formulazione, i risultati non cambiano: il 42% \u00e8 ancora d\u2019accordo sul fatto che \u00abla crisi climatica \u00e8 un pretesto usato dai governi mondiali per limitare le libert\u00e0 delle persone\u00bb (vedi tab. 4).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi delle risposte per cluster conferma che le logiche del complottismo climatico differiscono in parte da quelle dello scetticismo climatico. L\u2019asse della contrapposizione tra popolo ed \u00e9lite, tende a sovradeterminare le risposte. Questo spiega perch\u00e9 un gruppo d\u2019\u00e9lite come i liberali, nonostante le sue inclinazioni scettiche sul clima, sia uno dei meno propensi a sottoscrivere affermazioni complottiste. Al contrario, i ribelli, sebbene attenti al clima, sono per lo pi\u00f9 d\u2019accordo con questo tipo di narrazione anti-elitaria. Nel complesso, pi\u00f9 un cluster si combina identitarismo e anti-elitismo, pi\u00f9 sar\u00e0 portatore di una diffusa sfiducia nei confronti della narrazione dominante sulla crisi climatica e quindi anche delle politiche perseguite dalle istituzioni. Dal nostro punto di vista, \u00e8 importante sottolineare che questi cluster sono composti principalmente da individui provenienti da contesti di classe operaia e medio-bassa, e che tre di essi (refrattari, euroscettici e social-patrioti) costituiscono l\u2019elettorato di base del Rassemblement National.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/7r5OL\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00a0Un sentimento prevalente di ingiustizia nella distribuzione de<\/strong>i sacrifici<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019accettabilit\u00e0 delle politiche di transizione si scontra in una certa misura con lo scetticismo climatico e il compiacimento per il clima, ma anche, pi\u00f9 in generale, con la percezione che le persone hanno di queste politiche in termini di equit\u00e0 e giustizia sociale &#8211; tutte queste dimensioni sono in parte intrecciate. \u00c8 diffusa la convinzione che gli sforzi per combattere il cambiamento climatico siano e saranno distribuiti in modo iniquo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 si evince dalle domande sulla distribuzione dei costi. Ad esempio, un\u2019affermazione come \u00abla sobriet\u00e0 energetica \u00e8 imposta solo al popolo, ma non alle \u00e9lite\u00bb trova un consenso schiacciante: 76% (cfr. tab. 5). Una lettura dei risultati cluster per cluster mostra che la sensibilit\u00e0 ecologica delle persone non ha alcuna influenza sulle loro risposte. Gli unici gruppi che si oppongono o almeno si dividono su un\u2019affermazione di questo tipo sono i tre cluster pi\u00f9 elitari: socialdemocratici, centristi e liberali.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22757171_000010-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1472\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22757171_000010-330x190.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22757171_000010-690x397.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22757171_000010-1340x770.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22757171_000010-125x72.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Un uomo \u00e8 seduto su una sedia accanto alla miniera di Garzweiler nel villaggio Luetzerath, vicino a Erkelenz in Germania, il 10 gennaio 2023. Un tribunale tedesco ha rigettato l&#8217;ultimo tentativo degli attivisti climatici di restare in un villaggio abbandonato che deve essere demolito per permettere l&#8217;espansione di una miniera di carbone diventata il campo di battaglia dello scontro tra governo e difensori dell&#8217;ambiente. \u00a9 Michael Probst\/AP\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Allo stesso modo, una frase del tipo \u00absono i pi\u00f9 poveri a pagare per la crisi climatica ed energetica, mentre sono i pi\u00f9 ricchi a esserne responsabili\u00bb riceve un sostegno ancora pi\u00f9 alto: 79% (cfr. tab. 6). Solo due raggruppamenti (molto elitari) su sedici, i liberali e in misura minore i centristi, sono reticenti a questo tipo di formulazione. Tutti gli altri la sostengono in proporzioni che spesso raggiungono il 90%.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Negli ultimi mesi, la crisi climatica e le politiche di transizione sono diventate il terreno di gioco preferito dei produttori di narrazioni ecocomplottiste, per lo pi\u00f9 provenienti dalla sfera anti-vax, soprattutto sui social network<\/p><cite>Jean Yves Dormagen<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Cosa ci dicono questi risultati? Che qualsiasi richiesta di sacrifici o semplicemente di contributi anche modesti alla lotta contro il cambiamento climatico rischia di scontrarsi con questo tipo di narrazione.\u00a0Per dirla in modo molto semplice, \u00e8 facile capire quanto sarebbe difficile giustificare un divieto di circolazione dei veicoli diesel nelle aree metropolitane \u2013 come previsto in alcune zone in Francia \u2013 o anche semplicemente un divieto di vendita di veicoli a combustione interna (dal 2035 nell\u2019Unione Europea), quando allo stesso tempo sono permessi yacht e jet privati. Non occorre essere esperti di emissioni di CO2 per rendersi conto che non sono i maggiori inquinatori a subire le maggiori limitazioni. Non \u00e8 detto, anzi, che una maggiore giustizia in materia climatica sia sufficiente a produrre una massiccia conversione a comportamenti pi\u00f9 sobri ed eco-responsabili, ma \u00e8 certo, d\u2019altra parte, che ogni cattivo esempio da parte dei funzionari pubblici (come prendere l\u2019aereo per brevi viaggi) e ogni esenzione relativa alle pratiche dei pi\u00f9 ricchi sar\u00e0 inevitabilmente mobilitata da intere fasce della popolazione per rifiutare qualsiasi sforzo per combattere il cambiamento climatico; Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero se si considera che la pratica del<em> free riding <\/em>\u00e8 l\u2019atteggiamento pi\u00f9 comune in questo settore.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/BzAMx\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/Lnamc\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La strategia del <\/strong><strong><em>free rider<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Se i sistemi attitudinali radicati, come lo scetticismo climatico o il complottismo climatico, sono una dimensione essenziale del rapporto con le politiche di transizione, la seconda dimensione da tenere in considerazione \u00e8 il costo di queste misure e, ancora di pi\u00f9, il livello a cui ogni individuo \u00e8 portato a contribuire ad esse. Quando si parla di cambiamenti climatici, come in altri ambiti, la maggior parte delle persone cerca di minimizzare i costi, siano essi economici o psicologici, e che si tratti di pagare una tassa, fare uno sforzo o rinunciare a un piacere. Da questo punto di vista, la transizione ecologica presenta un quadro particolarmente favorevole per l\u2019attuazione di una strategia di <em>free rider<\/em>: lasciare che altri paghino tutti i costi della transizione, godendo dei benefici collettivi derivanti dalla limitazione del riscaldamento globale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-9-13935' title='Mancur Olson, The Logic of Collective Action: Public Goods and the Theory of Groups, Harvard University Press, 1971.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 senza dubbio uno dei motivi per cui cos\u00ec tanti cittadini si rifiutano di fare qualsiasi sacrificio per combattere il riscaldamento globale. Abbiamo cercato di misurarlo ponendo una domanda ispirata alle politiche di transizione olandesi. Dopo aver perso una causa contro la societ\u00e0 civile per \u00abnazione climatica\u00bb (il caso Urgenda), il governo olandese \u00e8 stato chiamato ad adottare misure efficaci per combattere le emissioni di gas serra. Il governo di Mark Rutte, notoriamente favorevole alle auto, \u00e8 stato costretto ad abbassare drasticamente il limite di velocit\u00e0 sulle autostrade da 130 a 100 km\/h tra le 6 e le 19 del mattino.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo ci ha spinto a testare la seguente frase in un sondaggio: \u00abLa velocit\u00e0 delle autostrade dovrebbe essere limitata a 110 km\/h per limitare le emissioni di gas serra\u00bb. Dal punto di vista della comprensione del rapporto tra cittadini e politiche di transizione, una simile frase \u00e8 particolarmente istruttiva per tutta una serie di motivi. Costa solo un allungamento dei tempi di percorrenza (per chi viaggia in auto sulle autostrade). Non ha un impatto economico negativo \u2013 al contrario, guidare pi\u00f9 lentamente riduce il consumo di carburante, quindi ha un\u2019esternalit\u00e0 positiva in questo senso. \u00c8 molto egualitaria e ha il vantaggio di far contribuire, con uno sforzo ridotto, chi inquina direttamente, in questo caso chi guidava a pi\u00f9 di 110 km\/h in autostrada. Tuttavia, anche se viene presentata come una misura che contribuisce a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, \u00e8 rifiutata a larga maggioranza dal 67% degli intervistati (con un 37% che \u00e8 fortemente in disaccordo, cfr. tab. 7).<\/p>\n\n\n\n<p>La distribuzione delle risposte per cluster consente di comprendere meglio la combinazione di sistemi di opinione e disponibilit\u00e0 a contribuire alla transizione. Esiste infatti un\u2019influenza significativa dei valori sulla disponibilit\u00e0 a compiere sforzi a favore del clima. I tre gruppi favorevoli a questa misura considerano tutti la questione del clima una priorit\u00e0 (multiculturalisti, progressisti e socialdemocratici). Tutti gli altri gruppi sono (in generale) chiaramente contrari a questo limite di velocit\u00e0. E questo rifiuto raggiunge logicamente livelli particolarmente elevati nei gruppi con tendenze scettiche e\/o complottiste sul clima: 87% tra i social-patrioti, 88% tra i liberali e addirittura 91% tra gli identitari. Come si vede, qualsiasi vincolo, anche se non ha un costo finanziario diretto, tende a essere rifiutato, in modo particolarmente forte e determinato, dai segmenti di popolazione con tendenze scettiche o complottiste sul clima.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/f1xh2\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non c\u2019\u00e8 energia eolica vicino a noi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Variare la formulazione delle domande sulla costruzione di parchi eolici offre un altro modo per individuare <em>il free riding <\/em>sulle questioni ambientali. Se la domanda sulla costruzione di parchi eolici viene posta in modo decontestualizzato, riceve il sostegno di oltre la met\u00e0 della popolazione: 59% (cfr. tab. 8). Tuttavia, se si specifica \u00abvicino a te\u00bb, la percentuale di sostegno scende di oltre 20 punti, per toccare il 37% (cfr. tabella 9).\u00a0Anche in questo caso, il sondaggio non ci permette di identificare le risposte delle sole persone interessate, ovvero gli intervistati che vivono nelle aree rurali dove \u00e8 probabile che vengano realizzati tali progetti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/S6enP\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/aJY2d\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso, l\u2019adozione di un atteggiamento NIMBY non \u00e8 indipendente dal sistema di valori. I gruppi che rimangono prevalentemente a favore dell\u2019energia eolica, anche vicino a casa, sono sostanzialmente gli stessi che hanno appoggiato i limiti di velocit\u00e0 autostradali: multiculturalisti, progressisti e socialdemocratici (pi\u00f9 gli eclettici, un gruppo sensibile anche alle questioni ecologiche). Come nella domanda precedente, i gruppi con sistemi di valori conservatori e identitari sono particolarmente ostili all\u2019energia eolica (cfr. Tabella 9). Tra questi, il rifiuto non solo \u00e8 molto alto, ma si esprime con determinazione, come dimostra la percentuale di risposte \u00abmolto sfavorevoli\u00bb, che spesso supera il 50% (anche se spesso non si tratta di individui direttamente interessati). Anche su questo tema, la segmentazione per sistema di valori rivela ampie divisioni: il divario tra multiculturalisti e identitari sull\u2019installazione di parchi eolici raggiunge il notevole livello di 70 punti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il rapporto con l\u2019aereo come indicatore della diffusione del <\/strong><strong><em>free riding (<\/em><\/strong><strong>anche nei gruppi sensibili alle tematiche ecologiche)<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019aereo \u00e8 un oggetto interessante perch\u00e9 il suo uso \u00e8 meno comune di quello dell\u2019automobile e rimane pi\u00f9 frequente nelle classi sociali medie e alte. Ad esempio, quando \u00e8 stato chiesto agli intervistati se fossero \u00abdisposti\u00bb a \u00ablimitarsi a 4 voli nella loro vita\u00bb \u2013 misura proposta da Jean-Marc Jancovici \u2013 il 55% ha risposto affermativamente (tab. 10)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-10-13935' title='Sondage Cluster 17, publi\u00e9 dans le Point le 22 juillet 2023 : https:\/\/www. lepoint.fr\/societe\/les-francais-se-declarent-ecolos-mais-ne-sont-pas-prets-a- renoncer-a-leur-mode-de-vie-22-07-2023-2529172_23.php.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la distribuzione del sostegno merita un\u2019attenzione particolare, perch\u00e9 non rientra nella logica osservata sopra. In questo caso, il fatto di essere portatori di un sistema di valori sociali progressisti non \u00e8 sufficiente a generare il sostegno a una proposta di questo tipo, mentre al contrario il fatto di essere conservatori o addirittura scettici nei confronti del clima non \u00e8 necessariamente predittivo del rifiuto della misura. Ad esempio, la maggioranza dei socialdemocratici e dei progressisti, due gruppi convinti dell\u2019urgenza del cambiamento climatico, dichiara di \u00abnon essere pronta\u00bb a ridurre l\u2019uso dell\u2019aereo, mentre la maggioranza dei solidali, dei refrattari, degli euroscettici, dei social-patrioti e degli antiassistenzialisti si dice pronta a farlo. Come avrete sicuramente capito, si tratta principalmente di una differenza di posizione socio-economica, associata a stili di vita molto diversi e, pi\u00f9 specificamente, a un uso molto diverso dell\u2019aereo. I progressisti e, ancor pi\u00f9, i socialdemocratici sono tra i gruppi con maggior capitale economico e culturale, e quindi anche tra i pi\u00f9 assidui frequentatori di aerei. Sebbene il loro sistema di valori li spinga ad adottare comportamenti ecologici, la maggior parte di loro \u00e8 comunque riluttante a limitare l\u2019uso dell\u2019aereo. Al contrario, i cluster di estrazione popolare, anche tra coloro che tendono allo scetticismo climatico, sono \u00abpronti\u00bb a questo tipo di impegno, poich\u00e9 non ha alcun impatto sulle loro abitudini e pratiche reali. Philippe Coulangeon e i suoi coautori hanno gi\u00e0 fatto notare questo punto nel loro libro <em>La conversion \u00e9cologique des Fran\u00e7ais. <\/em>Descrivendo il gruppo degli \u00abecocosmopoliti\u00bb \u2013 cos\u00ec chiamati perch\u00e9 le loro pratiche sono improntate alla sobriet\u00e0 e all\u2019orientamento ambientale \u2013 gli autori fanno notare che, paradossalmente, \u00abl\u2019uso dell\u2019aereo \u00e8 elevato: pi\u00f9 di un terzo lo ha usato due o pi\u00f9 volte per viaggiare nell\u2019ultimo anno&#8230;\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-11-13935' title='In Philippe Coulangeon, Yoann Demoli, Ma\u00ebl Ginsburger, Ivaylo Petev, La conversion \u00e9cologique des Fran\u00e7ais. Contradictions et clivages, Paris, PUF, 2023, p. 171.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questo dato evidenzia la difficolt\u00e0 di rinunciare a piaceri e stili di vita per limitare la propria impronta di carbonio, anche in gruppi con un certo livello di consapevolezza ecologica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/lmxRq\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ideale suburbano pi\u00f9 forte della crisi climatica<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Chiedere ai francesi se sono \u00abpronti\u00bb a \u00abrinunciare a vivere in una casa indipendente\u00bb rivela il loro attaccamento all\u2019\u00abideale suburbano\u00bb e a stili di vita che, come sappiamo, non sono i pi\u00f9 compatibili con lo sviluppo sostenibile e la riduzione delle emissioni di gas serra.<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogato su questa prospettiva, il 77% dei francesi ha dichiarato di non essere \u00abdisposto\u00bb a \u00abrinunciare a vivere in una casa indipendente\u00bb (tab. 11). Questo risultato \u00e8 ancora pi\u00f9 notevole se si considera che \u00e8 addirittura superiore alla percentuale di francesi che vivono in una casa indipendente: 66% rispetto al 41% della Germania e al 31% della Spagna, ad esempio (fonte: INSEE, tableau \u00e9conomique de la France 2022). Anche i gruppi pi\u00f9 ecologisti (multiculturalisti, progressisti) non sono disposti a rinunciare alla casa unifamiliare. Per quanto riguarda i gruppi pi\u00f9 conservatori e identitari, il loro rifiuto di tale prospettiva si avvicina al 90%. Si comprende quindi il rischio politico di stigmatizzare lo \u00abstile di vita suburbano\u00bb e come tale stigmatizzazione possa attivare segmenti che gi\u00e0 in partenza sono restii a sostenere le politiche di transizione. Come su altri temi, anche in questo caso gli interessi diretti e personali esercitano una forte influenza: pi\u00f9 gli intervistati vivono in un piccolo comune, pi\u00f9 naturalmente esprimono il loro attaccamento alla casa indipendente: il 96% di coloro che vivono in comuni con meno di 3.000 abitanti dichiara di \u00abnon essere disposto\u00bb a rinunciarvi (tab.12)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/y8ef5\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/mKatI\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019auto, un oggetto altamente infiammabile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per concludere questa rassegna non esaustiva delle aree di tensione associate agli obiettivi di decarbonizzazione delle nostre societ\u00e0, \u00e8 impossibile ignorare l\u2019automobile. Dato il posto che occupa nelle nostre societ\u00e0 e nei nostri stili di vita, \u00e8 un tema fondamentale nelle politiche di transizione. Come sappiamo, l\u2019Unione Europea ha fissato al 2035 la data di divieto di vendita dei veicoli con motore a combustione interna. La loro sostituzione con veicoli elettrici \u00e8 al centro delle politiche di transizione. Queste politiche sono particolarmente divisive e la battaglia culturale in questo settore \u00e8 tutt\u2019altro che vinta dagli ambientalisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello studio che abbiamo condotto sull\u2019ecocomplottismo, abbiamo dimostrato che la sfiducia nei confronti dei veicoli elettrici era schiacciante: il 68% degli intervistati era d\u2019accordo con l\u2019affermazione \u00able auto elettriche sono una fregatura\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-12-13935' title='In Jean-Yves Dormagen, St\u00e9phane Fournier, Pierre-Carl Langlais, Justin Poncet, Anastasia Stasenko, \u00ab\u201cDictature climatique\u201d, \u201cPass climat\u201d, \u201cGreat Reset\u201d, les discours complotistes \u00e0 l\u2019assaut de l\u2019opinion\u00bb, op. cit.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Gli unici gruppi che si sono dimostrati in maggioranza favorevoli all\u2019elettrico sono stati quelli che hanno combinato atteggiamenti favorevoli al clima e fiducia nel sistema: i socialdemocratici e i progressisti. Al contrario, i segmenti identitari e anti-sistema \u2013 composti in gran parte da persone della classe operaia e medio-bassa \u2013 sono decisamente ostili alle auto elettriche. Tuttavia, \u00e8 importante sottolineare che, contrariamente a quanto talvolta ingenuamente affermato nel dibattito pubblico, il rapporto con i veicoli elettrici non si basa esclusivamente sul potere d\u2019acquisto. L\u2019acquisto di un veicolo elettrico non \u00e8 solo una questione di mezzi, ma anche di desiderio. Come spiegare altrimenti il fatto che il 62% del gruppo con il maggior capitale economico, i liberali, ritiene che \u00able auto elettriche sono una fregatura\u00bb; per non parlare degli identitari \u2013 un gruppo composto principalmente da persone della classe media \u2013 che condividono lo stesso rifiuto delle auto elettriche all\u201987%. Senza dubbio queste risposte dimostrano un reale attaccamento alle auto tradizionali e ai motori a combustione, e senza dubbio esprimono una sorta di rifiuto \u00abdi principio\u00bb, sia politico che estetico, di uno dei principali marcatori delle politiche di transizione energetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sorprende quindi che il 59% dei francesi si dichiari \u00abnon pronto a fare a meno dell\u2019auto a combustione interna (motori a benzina e diesel)\u00bb (tab. 14). Anche in questo caso, il divario ideologico agisce con forza. Un\u2019ampia maggioranza di gruppi progressisti considera le politiche climatiche una priorit\u00e0. D\u2019altro canto, l\u2019attaccamento ai motori a combustione \u00e8 molto alto in tutti i gruppi caratterizzati da sistemi di valori basati su conservatorismo e identitarismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019acquisto di un veicolo elettrico non \u00e8 solo una questione di mezzi, ma anche di desiderio. Come spiegare altrimenti il fatto che il 62% del gruppo con il maggior capitale economico, i liberali, ritiene che \u00able auto elettriche sono una fregatura\u00bb<\/p><cite>Jean-Yves Dormagen<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In un simile contesto, la prospettiva di vietare i veicoli a combustione interna (ZFE) pi\u00f9 inquinanti, e in particolare le auto diesel, pu\u00f2 comprensibilmente diventare una grande fonte di tensione sociale e politica. Oggi, il divieto di circolazione dei veicoli diesel nei centri delle grandi citt\u00e0 \u00e8 respinto dal 70% dei francesi&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-13-13935' title='&lt;em&gt;Ibidem.&lt;\/em&gt;'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Anche i multiculturalisti sono divisi su tali restrizioni (senza dubbio perch\u00e9 la misura \u00e8 vista come penalizzante soprattutto per le classi lavoratrici). E, naturalmente, c\u2019\u00e8 un consenso ostile tra tutti i gruppi anti-sistema o conservatori, con persino i social-patrioti e gli identitari che respingono la misura per oltre il 90%.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima ancora di essere preoccupanti, o addirittura penalizzanti, non dobbiamo trascurare il fatto che questi progetti \u2013 che ci piaccia o no \u2013 hanno inevitabilmente una dimensione stigmatizzante: designano le popolazioni suburbane e rurali che viaggiano con veicoli diesel (spesso le classi lavoratrici) come responsabili dell\u2019inquinamento e del riscaldamento globale. Perpetuano gli stereotipi che contrappongono i \u00abradical chic\u00bb in bicicletta delle metropoli agli abitanti delle campagne con motore diesel. Se analizziamo il modo in cui vengono accolti nell\u2019opinione pubblica per cluster, dobbiamo ammettere che questi punti di conflitto sono suscettibili di favorire l\u2019alleanza elettorale della piccola destra conservatrice e di un\u2019ampia frazione delle classi lavoratrici antisistema nel quadro di un <em>contraccolpo ecologico che <\/em>potrebbe contribuire alla riconfigurazione dei sistemi politici europei.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/Dos1e\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/qVIdk\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusione: il confronto imminente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Riteniamo che da questi dati e studi si possano trarre diversi insegnamenti. In primo luogo \u2013 e questo \u00e8 deplorevole &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-13935' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#easy-footnote-bottom-14-13935' title='Paul Magnette sottolinea che il progetto ecologico non deve temere la conflittualit\u00e0 e dovrebbe piuttosto pensare di pi\u00f9 e meglio le sue condizioni di possibilit\u00e0 integrando i necessari rapporti di forza senza i quali nessuna riforma approfondita dei nostri sistemi produttivi e dei nostri modelli sociali attualmente in vigore \u00e8 possibile. Dans La vie large : manifeste \u00e9cosocialiste, Paris, La D\u00e9couverte, 2022.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>\u2013 dimostrano che la transizione ecologica non \u00e8 un argomento consensuale. D\u2019altra parte, i dati che abbiamo presentato ci aiutano a capire perch\u00e9 l\u2019ecologia sta diventando sempre pi\u00f9 divisiva e perch\u00e9 dovrebbe diventarlo ancora di pi\u00f9 nei prossimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta diventando sempre pi\u00f9 divisivo perch\u00e9 si confronta con gli interessi e perch\u00e9 \u00e8 di fatto un progetto di trasformazione degli stili e persino dei modi di <em>vita <\/em>che una parte non trascurabile della popolazione rifiuta. Come abbiamo visto, la maggioranza delle persone non \u00e8 \u00abpronta\u00bb a contribuire \u2013 o per lo pi\u00f9 non molto \u2013 alla riduzione dell\u2019intensit\u00e0 del cambiamento climatico. Di conseguenza, coloro che si sentono \u2013 a torto o a ragione \u2013 pi\u00f9 minacciati dalla fine dei veicoli a combustione interna, da eventuali tasse sui carburanti, dall\u2019installazione di parchi eolici o semplicemente stigmatizzati dal loro stile di vita (suburbano) tenderanno a identificarsi con la retorica e le posizioni ostili alle politiche di transizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci\u00f2 che la nostra segmentazione in gruppi di valori mostra \u00e8 che il rapporto con l\u2019ecologia \u00e8 profondamente radicato in sistemi di separazione pi\u00f9 globali. Ad esempio, \u00e8 ampiamente correlato con l\u2019opposizione tra multiculturalisti e progressisti, da un lato, e conservatori e identitari, dall\u2019altro. Tutti i nostri risultati dimostrano che l\u2019ecologia non \u00e8 una questione autonoma, separata dalle altre questioni divisive che sono distribuite in modo casuale nell\u2019arena sociale. L\u2019ecologia non costituisce quindi una divisione in s\u00e9, nel senso che impone la propria logica divisiva indipendentemente da altre divisioni esistenti. Lo dimostra la distribuzione dello scetticismo climatico e del relativismo climatico. Lo scetticismo climatico e il relativismo climatico sono praticamente assenti nei gruppi pi\u00f9 progressisti, mentre questi atteggiamenti sono molto diffusi, come abbiamo visto, nei gruppi conservatori e\/o identitari. Lo stesso tipo di relazione si osserva quando si parla di accettabilit\u00e0 delle politiche di transizione. Certo, la maggior parte degli individui non \u00e8 molto entusiasta all\u2019idea di dover contribuire, ed \u00e8 difficile per quasi tutti rinunciare a fonti di soddisfazione o di piacere, o anche semplicemente ad abitudini molto inquinanti, come prendere l\u2019aereo. Ma, pi\u00f9 o meno allo stesso costo, i sistemi di valori si rivelano decisivi, come conferma il sostegno maggioritario dei multiculturalisti a quasi tutte le misure volte alla decarbonizzazione. Al contrario, gli scettici climatici e i relativisti climatici sono, logicamente, i pi\u00f9 radicalmente contrari a qualsiasi sforzo per combattere il riscaldamento globale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 contribuisce a spiegare perch\u00e9 tra i populisti di destra stanno nascendo offerte scettiche o relativiste sul clima. Questo (ri)posizionamento sulla nuova frattura climatica corrisponde a una richiesta proveniente in gran parte dall\u2019interno della loro coalizione elettorale originaria. Questa frattura \u00e8 ben allineata con le altre linee di divisione chiave per loro: anti-immigrazione, anti-islam, anti-\u00e9lite e persino, in una certa misura, anti-sistema (appunro l\u2019ecocomplottismo). Offre inoltre un grande vantaggio: contribuisce a riunire la maggior parte dei gruppi tradizionali di destra. A causa del loro conservatorismo culturale e dell\u2019attaccamento a stili di vita che possono sembrare stigmatizzati dalla retorica ambientalista, sono spesso ancora pi\u00f9 ostili alle politiche di transizione rispetto agli elettori populisti. Stiamo quindi assistendo all\u2019emergere di una potenziale coalizione conservatrice il cui cemento combinerebbe conservatorismo sociale, nativismo e \u2013 questa \u00e8 la novit\u00e0 \u2013 scetticismo o relativismo climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altro lato, la logica delle divisioni e l\u2019allineamento delle linee di conflitto dovrebbero portare all\u2019emergere di una coalizione ecologista-progressista altrettanto potente. Per quanto riguarda le questioni identitarie e sociali, questa coalizione \u00e8 simmetrica sotto tutti i punti di vista: tollerante nei confronti degli stranieri, progressista sulle questioni sociali e, naturalmente, desiderosa di rendere il cambiamento climatico una priorit\u00e0 delle politiche pubbliche. In un Paese come la Francia, i gruppi che la compongono provengono principalmente dalla sinistra politica (in tutte le sue sensibilit\u00e0), ma anche in parte da alcuni segmenti \u00abmoderati\u00bb. Per vincere, dovr\u00e0 rendere accettabile la transizione ecologica integrandola in un progetto complessivo di societ\u00e0 desiderabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Che ci piaccia o no, il confronto tra questi due progetti sembra difficile da evitare e il destino della transizione climatica dipende in parte dal suo esito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A lungo, il riscaldamento climatico non \u00e8 stato oggetto di dibattito in Europa. Questo consenso si \u00e8 frantumato. Basandosi su un\u2019importante inchiesta, Jean-Yves Dormagen ci propone uno studio dettagliato sulle opinioni degli europeo davanti alla crisi climatica e alle politiche che comporta.<\/p>\n","protected":false},"author":10633,"featured_media":13862,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-studies.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1619],"tags":[],"staff":[2092],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2086],"class_list":["post-13935","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","staff-jean-yves-dormagen","geo-europa"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0 - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0 - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"A lungo, il riscaldamento climatico non \u00e8 stato oggetto di dibattito in Europa. Questo consenso si \u00e8 frantumato. Basandosi su un\u2019importante inchiesta, Jean-Yves Dormagen ci propone uno studio dettagliato sulle opinioni degli europeo davanti alla crisi climatica e alle politiche che comporta.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-11-07T15:29:44+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-11-09T10:30:06+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/11\/DORMAGEN-IT-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1578\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"876\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"aburatti\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"aburatti\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"40 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/\",\"name\":\"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0 - Il Grand Continent\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22756703_000004-2-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2023-11-07T15:29:44+00:00\",\"dateModified\":\"2023-11-09T10:30:06+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22756703_000004-2-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22756703_000004-2-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":1703,\"caption\":\"Les participants \u00e0 la marche du village de L\u00fctzerath se tiennent au bord de la mine \u00e0 ciel ouvert Garzweiler II \u00e0 Luetzerath, Allemagne, le 8 janvier 2023. \u00a9 Henning Kaiser\/AP\/SIPA\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\",\"name\":\"Il Grand Continent\",\"description\":\"La scala pertinente\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6\",\"name\":\"aburatti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"aburatti\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0 - Il Grand Continent","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0 - Il Grand Continent","og_description":"A lungo, il riscaldamento climatico non \u00e8 stato oggetto di dibattito in Europa. Questo consenso si \u00e8 frantumato. Basandosi su un\u2019importante inchiesta, Jean-Yves Dormagen ci propone uno studio dettagliato sulle opinioni degli europeo davanti alla crisi climatica e alle politiche che comporta.","og_url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/","og_site_name":"Il Grand Continent","article_published_time":"2023-11-07T15:29:44+00:00","article_modified_time":"2023-11-09T10:30:06+00:00","og_image":[{"width":1578,"height":876,"url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/11\/DORMAGEN-IT-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"aburatti","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"aburatti","Tempo di lettura stimato":"40 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/","name":"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0 - Il Grand Continent","isPartOf":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22756703_000004-2-scaled.jpg","datePublished":"2023-11-07T15:29:44+00:00","dateModified":"2023-11-09T10:30:06+00:00","author":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#primaryimage","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22756703_000004-2-scaled.jpg","contentUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/11\/SIPA_ap22756703_000004-2-scaled.jpg","width":2560,"height":1703,"caption":"Les participants \u00e0 la marche du village de L\u00fctzerath se tiennent au bord de la mine \u00e0 ciel ouvert Garzweiler II \u00e0 Luetzerath, Allemagne, le 8 janvier 2023. \u00a9 Henning Kaiser\/AP\/SIPA"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/11\/07\/capire-la-nuova-spaccatura-ecologica-dati-inediti-r\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Capire la nuova spaccatura ecologica: dati inediti\u00a0"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/","name":"Il Grand Continent","description":"La scala pertinente","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6","name":"aburatti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g","caption":"aburatti"}}]}},"term_position_data":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10633"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13935"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13935\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13935"},{"taxonomy":"staff","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/staff?post=13935"},{"taxonomy":"editorial_format","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial_format?post=13935"},{"taxonomy":"serie","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/serie?post=13935"},{"taxonomy":"audience","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/audience?post=13935"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/geo?post=13935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}