{"id":13458,"date":"2023-10-31T14:00:00","date_gmt":"2023-10-31T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?p=13458"},"modified":"2023-10-31T16:23:31","modified_gmt":"2023-10-31T15:23:31","slug":"aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/","title":{"rendered":"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Questo articolo \u00e8 un estratto in anteprima <\/em><a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/produit\/le-croissant-fossile\/\"><em>dell\u2019ultimo numero della rivista GREEN, \u00abLa mezzaluna fossile\u00bb<\/em><\/a><em>, sotto la direzione di Paul Magnette, che presenter\u00e0 il numero il 31 ottobre <\/em><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/evenements\/comment-sortir-de-la-civilisation-des-energies-fossiles-x\/\"><em>nei nostri incontri del marted\u00ec all\u2019\u00c9cole normale sup\u00e9rieure<\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Uno degli aspetti pi\u00f9 sorprendenti della questione climatica ed ecologica \u00e8 che ormai non c\u2019\u00e8 difficolt\u00e0 a immaginare un mondo decarbonizzato, un mondo in cui l\u2019organizzazione socioeconomica allenti la pressione sull\u2019ambiente, garantendo al contempo una vita dignitosa al maggior numero possibile di persone. Le attuali politiche di inazione, ritardo, negazione e relativizzazione, e l\u2019accumularsi di disastri e conflitti, non sono dovute a una mancanza di possibilit\u00e0 oggettive: si stanno verificando proprio in un momento in cui stanno emergendo le conoscenze, le tecniche e gli accordi istituzionali necessari a una transizione rapida e rigorosa. Sebbene stiano rovesciando modelli economici e politici consolidati e interessi acquisiti, sono in grado di salvarci dalle conseguenze pi\u00f9 drammatiche della crisi climatica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immaginazione non \u00e8 sufficiente in politica, ma lasciamola lavorare un momento. Il mondo idealmente ricostruito secondo l\u2019imperativo climatico \u00e8 un mondo in cui i beni pubblici \u2013 acqua, suolo, aria \u2013 sono protetti da un quadro giuridico e democratico vincolante, in cui i combustibili fossili non vengono quasi mai bruciati per riscaldare le case o produrre beni di consumo, perch\u00e9 la sostituzione rinnovabile \u00e8 stata completata ovunque sia possibile, dove le infrastrutture di trasporto pubblico sono affidabili, uniformemente distribuite nello spazio ed efficienti, dove i sistemi alimentari sono in gran parte a base vegetale e locali, dove i processi industriali sono decarbonizzati, capaci di riutilizzare le risorse in modo ottimale e dove la distinzione sociale attraverso il consumo \u00e8 marginalizzata. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elettrificazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-1-13458' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.iea.org\/energy-system\/electricity\/electrification&quot;&gt;International Energy Agency&lt;\/a&gt;, 2023.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, la rigenerazione dei suoli e dei pozzi di carbonio,<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/03\/06\/eloge-des-pompes-a-chaleur\/\"> un\u2019efficace combinazione di sobriet\u00e0 e di sostituzioni tecniche<\/a>, il tutto sostenuto da un forte coraggio politico, possono farci uscire da questo baratro. Cos\u00ec descritto, un mondo che ha reso pacifiche le sue relazioni con il pianeta non \u00e8 affatto un\u2019utopia. \u00c8 piuttosto l\u2019attualizzazione di possibilit\u00e0 molto concrete, in gran parte in linea con le promesse dei miglioramenti tecno-scientifici della vita quotidiana e della democratizzazione dello spazio pubblico. In breve, si tratta di una nuova fase della modernit\u00e0, che Robert Boyer definisce \u00abantropogenica\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-2-13458' title='Robert Boyer, &lt;em&gt;Les capitalismes \u00e0 l&amp;#8217;\u00e9preuve de la pand\u00e9mie&lt;\/em&gt;, Paris, \u00c9ditions La D\u00e9couverte, 2020.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> piuttosto che semplicemente competitiva, ma non certo una sfida sovversiva: lo Stato, la divisione del lavoro, la previsione dei rischi, la razionalizzazione dell\u2019esperienza collettiva, l\u2019ideale di giustizia e persino la competizione tra Stati sono ancora l\u00ec, nel cuore della storia, ma stanno semplicemente svolgendo nuove funzioni dettate dal presente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Un mondo che ha reso pacifiche le sue relazioni con il pianeta non \u00e8 affatto un\u2019utopia<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Oggi siamo circondati dall\u2019immaginario visivo e narrativo della catastrofe, e qua e l\u00e0 emergono alcuni scenari veramente utopici di ritorno alla natura o di abbandono pi\u00f9 o meno totale del mondo industriale. Queste possibilit\u00e0, che sono al tempo stesso le meno desiderabili e le meno realistiche, lasciano poco spazio a un immaginario culturale in cui prevalga lo scenario rapidamente tratteggiato sopra. Con l\u2019eccezione, ad esempio, della corrente Solarpunk, difficilmente presente nelle grandi produzioni cinematografiche, nelle piattaforme di distribuzione dei contenuti, nella pubblicit\u00e0 o nella comunicazione politica mainstream, l\u2019idea stessa di un mondo condiviso sostenibile non sembra attecchire nella coscienza collettiva. Si tratta di una sconfitta ideologica che si riflette nelle rappresentazioni culturali? Sappiamo fino a che punto il sogno modernista della citt\u00e0, dell\u2019emancipazione attraverso il consumo, della libert\u00e0 di movimento, \u00e8 stato promosso nel XIX e XX secolo attraverso la produzione di immagini e di discorsi dominanti&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-3-13458' title='Kristin Ross, &lt;em&gt;Fast Cars, Clean Bodies. Decolonization and the Reordering of French Culture&lt;\/em&gt;, Boston, The MIT Press, 1996.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p> Sappiamo che per far esistere una realt\u00e0 bisogna prima rappresentarla. Allora perch\u00e9 non siamo bombardati quotidianamente da un arsenale mediatico di immagini, storie, personaggi e simboli che convergono a formare un sistema visivo in cui proliferano pale eoliche, fattorie rigenerative, edifici a emissioni zero e treni ad alta velocit\u00e0? Perch\u00e9 il modello sociale della condivisione, dell\u2019efficienza e della sobriet\u00e0 non \u00e8 oggetto di una vasta campagna di comunicazione, o addirittura, diciamo cos\u00ec, di propaganda? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questo sorprendente sottoinvestimento, anche da parte di chi dovrebbe promuovere la transizione, nell\u2019immaginario del mondo post-carburanti? Il movimento per il clima, in particolare, si limita spesso a un catechismo accusatorio che, pur nominando i giusti nemici \u2013 il sistema economico e politico che sostiene i combustibili fossili \u2013 continua a invocare la difesa del pianeta o degli esseri viventi come causa in s\u00e9, un principio di azione tanto vago quanto privo di presa sulla realt\u00e0 delle cose e sugli interessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci troviamo quindi in una situazione in cui gran parte della popolazione sa che il modello socio-economico in cui vive non \u00e8 sostenibile, ma non ha idea di come potrebbe essere il mondo verso cui dobbiamo muoverci. Come possono quindi desiderare quel mondo? Come pu\u00f2 scambiare una realt\u00e0 instabile ma tangibile con un\u2019altra totalmente astratta e poco attraente? In assenza di questo mondo immaginario, il mondo obsoleto dei combustibili fossili \u2013<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2021\/04\/12\/contre-la-voiture\/\"> automob<\/a><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/04\/22\/contro-lautomobile\/\">ili<\/a>, aerei, carne, villette a schiera\u2026 \u2013 mantiene il suo potere di attrazione e, peggio ancora, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/06\/01\/le-guerre-culturali-di-giorgia-meloni\/\">diventa un bastione da difendere nel contesto di una guerra culturale<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per far esistere una realt\u00e0 bisogna prima rappresentarla<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La spiegazione di questo paradosso \u2013 quello di un mondo oggettivamente desiderabile ma soggettivamente indesiderabile \u2013 potrebbe risiedere nell\u2019entit\u00e0 degli ostacoli che si frappongono a questa democrazia simbiotica. Anche supponendo che l\u2019obiettivo finale sia raggiungibile e goda di consenso, gli ostacoli socio-economici che ci tengono lontani da queste potenzialit\u00e0 potrebbero generare disfattismo e scoraggiamento. Possiamo certamente immaginare un paesaggio trasformato dalla rivoluzione ecologica, ma non possiamo mobilitare le persone perch\u00e9 siano loro a esigerla o costruire il blocco sociale che la porter\u00e0 avanti. La forza di attrazione dell\u2019ideale verrebbe cos\u00ec annullata o sminuita dall\u2019idea che questo mondo desiderabile e possibile, persino necessario, rimanga lontano e improbabile. \u00c8 quindi forse giunto il momento di comprendere meglio questi ostacoli, di dimostrare che possono essere superati, affinch\u00e9 l\u2019immaginario culturale e politico di un mondo post-fossile possa finalmente trovare spazio nella nostra vita quotidiana. Perch\u00e9, ripetiamo, <em>non c\u2019\u00e8 nessuna impasse climatica<\/em>, se non nella nostra incapacit\u00e0 di credere nel nostro potere di trasformazione.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/5de08f547b44ed756cfdf1f8-preview.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2000\"\n        data-pswp-height=\"1701\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/5de08f547b44ed756cfdf1f8-preview-330x281.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/5de08f547b44ed756cfdf1f8-preview-690x587.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/5de08f547b44ed756cfdf1f8-preview-1340x1140.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/5de08f547b44ed756cfdf1f8-preview-125x106.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Konstantin Yuon, <em>The Symphony of Action<\/em>, 1922.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Capire la falla dell\u2019immaginario ecologico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, va detto che questo percorso \u00e8 reso complesso da ostacoli strutturali, legati alle aspettative collettive e alle forme di azione politica che predominano nel mondo sociale in cui si manifesta la crisi climatica. Uno dei principali \u00e8 il dibattito tra gradualismo e radicalismo. Da un lato, c\u2019\u00e8 un gruppo di attori che raccomanda cautela nell\u2019azione trasformativa: per non offendere troppi interessi, e quindi non compromettere le fasi successive della transizione, sarebbe necessario procedere con cautela, raccogliendo prima i frutti di misure bipartisan che sollevano poca o nessuna opposizione. Il gradualismo sostiene una strategia socialmente realistica, che mira a non infiammare l\u2019elettorato e a costruire, necessariamente in modo lento, un\u2019opinione pubblica ricettiva ai benefici della transizione. I radicali, invece, mettono in primo piano l\u2019imperativo assoluto della transizione e la sua urgenza, accettando di sconvolgere temporaneamente gli interessi esistenti in nome di un obbligo che mette in ballo la sopravvivenza stessa&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-4-13458' title='Alyssa Battistoni, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/thewire.in\/environment\/climate-change-earth-no-time-for-gradualism&quot;&gt;There\u2019s No Time for Gradualism&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Wire&lt;\/em&gt;, 2018.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L\u2019equilibrio tra gradualismo e radicalismo \u00e8 alla base di gran parte del discorso politico odierno sul clima e determina le posizioni assunte nei confronti del capitalismo, dello Stato e della mobilitazione sociale. C\u2019\u00e8 un gradualismo ipocrita, che contribuisce a dare credito agli interessi dei combustibili fossili partendo dal presupposto che nemmeno loro possono essere troppo offesi; c\u2019\u00e8 invece un radicalismo incantatorio, disattento alle leve sociali di trasformazione su cui pu\u00f2 effettivamente contare. Soprattutto, questa polarit\u00e0 tende a creare le condizioni per un artificioso attendismo, poich\u00e9 ciascuna delle due parti utilizza l\u2019esistenza dell\u2019altra come scusa per non intraprendere un percorso di trasformazione che, lento o veloce che sia, sia almeno tangibile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019equilibrio tra gradualismo e radicalismo \u00e8 alla base di gran parte del discorso politico odierno sul clima<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo dibattito \u00e8 a sua volta inserito in una riflessione pi\u00f9 metapolitica sulla natura della sfida che abbiamo di fronte. Una delle caratteristiche destabilizzanti della questione climatica \u00e8 che tende ad assolutizzare la posta in gioco. Mentre in passato i conflitti politici coinvolgevano gruppi sociali ben identificati, siano essi ordini, gruppi religiosi, classi o nazioni, la crisi climatica introduce una forma di politicizzazione in cui \u00e8 coinvolta l\u2019umanit\u00e0 come categoria astratta e in cui il teatro su cui si combatteva \u00e8 ora parte della trama. Da qui l\u2019arretramento di categorie di pensiero teologico-politiche come la salvezza o tutto il lessico della fine del mondo, del cosmico. Questo non vuol dire che le disuguaglianze socio-economiche intra e internazionali siano obsolete, tutt\u2019altro, ma che la riflessione sulle fratture interne al mondo sociale deve essere rivisitata alla luce di un\u2019esperienza che va ben oltre il suo quadro di riferimento. Con l\u2019ingresso nell\u2019Antropocene, le appartenenze sociali, gli interessi e le logiche di coalizione e opposizione, ereditate dal passato, vengono stravolte \u2013 e rimesse in gioco. La conseguenza pi\u00f9 visibile di questa trasformazione \u00e8 che lo spazio politico ufficiale, fatto di partiti, promesse e programmi, si trova in contrasto con un nuovo imperativo che non ha una clientela sociale precostituita. Non esiste una \u00abclasse geosociale\u00bb, per usare il termine di <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/05\/23\/le-sol-europeen-est-il-en-train-de-changer-sous-nos-pieds-x\/\">Bruno Latour<\/a>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-5-13458' title='Pierre Charbonnier, Bruno Latour e Baptiste Morizot, \u00abRed\u00e9couvir la terre\u00bb, &lt;em&gt;Trac\u00e9s&lt;\/em&gt;. &lt;em&gt;Revue de Sciences humaines&lt;\/em&gt;, n\u00b033, 2017, p. 227-252.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>, non esiste nemmeno un blocco socio-ecologico visibile che abbia raggiunto la massa critica, e di conseguenza non c\u2019\u00e8 un portavoce legittimo per questo tema.<\/p>\n\n\n\n<p>A sua volta, questa domanda ne solleva un\u2019altra. Uno dei presupposti per radicare nella societ\u00e0 questa nuova serie di questioni politiche \u2013 e quindi per potervi rispondere \u2013 \u00e8 l\u2019esistenza di uno spazio pubblico sano, strutturato da un sistema scolastico funzionante e da un\u2019economia mediatica ragionevolmente indipendente. In altre parole, abbiamo bisogno di un pubblico sufficientemente formato e integrato per far s\u00ec che le trasformazioni in atto non appaiano aberranti, fonte di anomia o, peggio, una minaccia. Il sogno repubblicano di un\u2019educazione generalizzata e di una democratizzazione delle competenze per decodificare il mondo assume tutto il suo significato nel contesto di una crisi epistemologica e sociale come quella che stiamo vivendo. Da questo punto di vista, dobbiamo ammettere che la crisi del clima politico \u00e8 arrivata nel momento peggiore (o, pi\u00f9 radicalmente, che il suo sviluppo incontrollato \u00e8 una conseguenza della disintegrazione della sfera pubblica). Nella maggior parte dei Paesi cosiddetti sviluppati, gli investimenti in capitale umano sono in territorio negativo, tendendo ad aumentare le disuguaglianze nell\u2019accesso alle conoscenze essenziali e a compromettere la capacit\u00e0 collettiva di entrare nell\u2019Antropocene&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-6-13458' title='Peter Achterberg, Willem de Koster, Jeroen van der Waal, \u00abScience confidence gap : Education, trust in scientific methods, and trust in scientific institutions in the United States\u00bb, &lt;em&gt;Public understanding of science&lt;\/em&gt;, n\u00b026, 2017, p. 704\u2013720.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La stampa \u00e8 in gran parte nelle mani di un\u2019oligarchia finanziaria che non si fa scrupolo di sfruttarla per i propri interessi immediati&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-7-13458' title='Olivier Godard, \u00abLe climato-scepticisme m\u00e9diatique en France : un sophisme moderne\u00bb, &lt;em&gt;Cahier du d\u00e9partement d\u2019\u00e9conomie de l\u2019\u00e9cole Polytechnique&lt;\/em&gt;, n\u00b020, 2011.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Anche i social network possono alimentare questa anomia, rendendo meno netto il confine tra informazione e brusio di fondo. In queste condizioni, \u00e8 improbabile che emerga lo spazio pubblico necessario alla formazione di un ideale sociale di transizione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il sogno repubblicano di un\u2019educazione generalizzata e di una democratizzazione delle competenze per decodificare il mondo assume tutto il suo significato nel contesto di una crisi epistemologica e sociale come quella che stiamo vivendo<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il quarto e ultimo aspetto di queste coordinate strutturali che ostacolano lo sviluppo di una reale politicizzazione del clima \u00e8 l\u2019incertezza pi\u00f9 o meno deliberata sui benefici della trasformazione ecologica. Per molti \u2013 compresi, sorprendentemente, gli ecologisti \u2013 la transizione \u00e8 tanto un rischio quanto un\u2019opportunit\u00e0. Mentre c\u2019\u00e8 accordo, al di fuori delle lobby, sulla necessit\u00e0 di fare a meno dei combustibili fossili, non c\u2019\u00e8 accordo ad oggi sui metodi di sostituzione energetica e tecnica, o sull\u2019entit\u00e0 della leva fornita dalla sobriet\u00e0 scelta: in breve, qual \u00e8 la quota rispettiva di innovazione\/sostituzione e sobriet\u00e0 nel processo di decarbonizzazione? Gli ambientalisti, spesso innamorati del sogno edenico di una vita discreta e senza problemi, sono restii ad approvare la svolta energetica delle rinnovabili: spesso fanno notare che le turbine eoliche occupano spazio e richiedono materiali, che le fabbriche di batterie e le miniere di litio inquinano, che l\u2019apertura di nuovi settori industriali e l\u2019innovazione tecnologica che li sostiene sono troppo simili alle soluzioni del passato. L\u2019evidente imperfezione della transizione, il fatto che a volte sposti pi\u00f9 che invertire le depredazioni ambientali&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-8-13458' title='Maeve Campbell, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.euronews.com\/green\/2022\/02\/01\/south-america-s-lithium-fields-reveal-the-dark-side-of-our-electric-future&quot;&gt;In pictures: South America&amp;#8217;s &amp;#8216;lithium fields&amp;#8217; reveal the dark side of our electric future&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;Euronews&lt;\/em&gt;, 2018.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>, oscura la necessit\u00e0 cruda, evidente e massiccia della decarbonizzazione e dell\u2019economia dei materiali, e ancor pi\u00f9 l\u2019opportunit\u00e0 socio-economica che vi sta dietro. Storicamente, l\u2019ambientalismo \u00e8 nato in Europa come critica alla modernit\u00e0 industriale e il fatto che le politiche climatiche abbiano oggi il volto della sua rinascita sta infliggendo un elettroshock ai suoi protagonisti. In altre parole, c\u2019\u00e8 ambiguit\u00e0, anche e soprattutto in quei segmenti dell\u2019arena politica che sono in grado di difendere la transizione. I Verdi europei stanno forse inondando l\u2019arena politica con immagini del mondo post-carburanti? Questo \u00e8 accaduto solo nel contesto della guerra in Ucraina&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-9-13458' title='Greens \/ EFA, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/act.greens-efa.eu\/ukraine&quot;&gt;Stand with Ukraine: Let&amp;#8217;s stop fuelling war!&lt;\/a&gt;\u00bb.'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Li vediamo rivendicare l\u2019autorevolezza intellettuale e politica per proiettarsi in un futuro sicuro? No. Se non riescono a farlo, \u00e8 abbastanza facile per gli oppositori della transizione accusarla di tutti i mali: aumento dei prezzi dell\u2019energia, minacce alla sicurezza degli approvvigionamenti, minacce all\u2019occupazione e alla crescita \u2013 tutto pu\u00f2 essere imputato alla transizione se non viene presentata al pubblico con l\u2019energia adeguata.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi quattro ostacoli, queste quattro condizioni sfavorevoli alla transizione, per cos\u00ec dire, relativizzano senza dubbio la nostra osservazione iniziale secondo cui non esiste un\u2019impasse climatica. In realt\u00e0, capiamo che se c\u2019\u00e8 un\u2019impasse, non si trova a livello di fattibilit\u00e0 tecnica e istituzionale \u2013 abbiamo a disposizione le macchine e il quadro normativo per realizzarla, e non c\u2019\u00e8 una profonda impossibilit\u00e0 antropologica \u2013 e nemmeno a livello di desiderabilit\u00e0 oggettiva, ma a livello di mobilitazione degli interessi. Il fallimento dell\u2019immaginazione politica \u00e8 quindi legato al deterioramento delle condizioni sociali generali, all\u2019incapacit\u00e0 di creare e diffondere un messaggio chiaro e sufficientemente universale da avere un effetto trainante sulle aspettative e sulle pratiche collettive. Ma questa constatazione non fa che rendere il fallimento dell\u2019immaginazione ancora pi\u00f9 deplorevole, e potremmo dire ancora pi\u00f9 esasperante, perch\u00e9 potrebbe benissimo supplire all\u2019attuale mancanza di mobilitazione per la transizione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La necessaria trasformazione dei discorsi politici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per convincerci che l\u2019impasse climatica \u00e8 solo relativa, o soggettiva, e quindi per credere nei nostri poteri di trasformazione, \u00e8 essenziale che la comunit\u00e0 politica sia consapevole sia della natura degli ostacoli da superare sia del fatto che possono essere superati. Affinch\u00e9 emerga e si diffonda un certo livello di fiducia in un percorso di transizione, \u00e8 necessario, in altre parole, che la guerra del clima appaia per quello che \u00e8, e che appaia come se potesse essere vinta. La descrizione della linea del fronte, se vogliamo estendere questa metafora, \u00e8 quindi necessaria per identificare i possibili punti di sfondamento tra <em>status quo <\/em>e trasformazione, e le forze da impegnare in ciascuno di essi.<\/p>\n\n\n\n<p>La transizione verso un sistema di produzione e distribuzione della ricchezza e verso un sistema di libert\u00e0 pubbliche a basse emissioni di carbonio e sostenibile dipende fondamentalmente dall\u2019arte di gestire i dilemmi che essa crea. Questi dilemmi li affrontiamo quotidianamente: ci chiediamo come mantenere l\u2019occupazione e lo sviluppo umano senza ricorrere alle infrastrutture ereditate dal passato; come finanziare questa transizione senza gravare troppo sui bilanci delle famiglie; come articolare la reindustrializzazione delle economie nazionali senza compromettere la cooperazione internazionale con un eccessivo protezionismo; come integrare le nuove pratiche di consumo, di viaggio e di alimentazione nelle esperienze ordinarie della popolazione senza provocare una guerra culturale o un senso di declassamento. Questi dilemmi sono al centro di nuovi movimenti sociali come i gilet gialli in Francia, le rivolte per il prezzo dei beni di prima necessit\u00e0 che stanno attraversando il mondo e i conflitti internazionali sull\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per convincerci che l\u2019impasse climatica \u00e8 solo relativa, o soggettiva, e quindi per credere nei nostri poteri di trasformazione, \u00e8 essenziale che la comunit\u00e0 politica sia consapevole sia della natura degli ostacoli da superare sia del fatto che possono essere superati<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Per allentare la pressione sugli ambienti naturali e preservare i beni pubblici globali come l\u2019atmosfera, gli oceani e, pi\u00f9 in generale, le funzioni ecologiche di base che garantiscono l\u2019abitabilit\u00e0 del pianeta, abbiamo bisogno, in altre parole, di un\u2019arte politica di compromesso tra nazioni, tra classi sociali e tra settori di influenza. In altre parole, abbiamo bisogno di una coalizione post-fossile che sia pi\u00f9 potente di quella fossile del passato&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-10-13458' title='Thomas Oatley, Mark Blyth, \u00abThe Death of the Carbon Coalition. Existing models of U.S. politics are wrong. Here\u2019s how the system really works\u00bb, &lt;em&gt;Foreign Policy&lt;\/em&gt;, 2021.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Stiamo iniziando a intravedere il dispiegamento di quest\u2019arte politica nelle strategie industriali e climatiche degli Stati Uniti, della Cina e dell\u2019Unione Europea, ma queste strategie non hanno ancora raggiunto la loro velocit\u00e0 e massa critica, il punto in cui imprimono il loro movimento alla societ\u00e0 nel suo complesso. Ecco perch\u00e9 ci troviamo in quella che potremmo definire una \u00abstrana guerra climatica\u00bb: sappiamo che il conflitto \u00e8 iniziato,<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/08\/26\/dans-linterregne-climatique-arenes-dune-politique-de-la-terre\/\"> che il vecchio ordine non torner\u00e0<\/a>, ma siamo ancora a met\u00e0 strada, i vincitori e i vinti non sono stati dichiarati, i colpi pi\u00f9 duri non sono ancora stati sferrati. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/13\/lo-stato-dellunione-di-ursula-von-der-leyen-un-richiamo-o-un-incidente-della-storia\/\">Il recente discorso sullo Stato dell\u2019Unione del Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, testimonia questa situazione intermedia<\/a>: l\u2019orizzonte storico era stato definito dal Green Deal e da un primo <em>ciclo di <\/em>finanziamenti stimolato dalla situazione della guerra in Ucraina (RePowerEU, NZIA), ma la rivolta della destra europea, che solleva la minaccia di una transizione destabilizzante e chiede un rallentamento delle misure, ha contribuito a raffreddare l\u2019<em>establishment<\/em>&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-11-13458' title='Andy Bounds, \u00abClimate regulation is driving support for populism, says EU parliament chief\u00bb, &lt;em&gt;The Financial Times&lt;\/em&gt;, 7 septembre 2023.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/Konstantin_yuon-people.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1619\"\n        data-pswp-height=\"1273\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/Konstantin_yuon-people-330x259.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/Konstantin_yuon-people-690x543.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/Konstantin_yuon-people-1340x1054.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/Konstantin_yuon-people-125x98.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Konstantin Yuon, <em>People<\/em>, 1928.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Aumentando artificialmente il costo politico della transizione e fomentando le paure di una societ\u00e0 post-carburanti ingovernabile o indesiderabile, le destre europee aumentano il costo futuro dei disastri. Ecco perch\u00e9 un\u2019analisi lucida di questa transizione, nelle sue varie dimensioni industriali, finanziarie, scientifiche e geopolitiche, non pu\u00f2 assumere la forma di un confronto neutrale di costi e benefici. Deve dimostrare in modo performativo come la transizione possa essere gestita in modo da ridurne il costo socio-politico, costruendo una coalizione di interessi sociali che ne beneficeranno e, in ultima analisi, la richiederanno&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-12-13458' title='Neil Makaroff, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.jean-jaures.org\/publication\/reindustrialiser-leurope-prochaine-etape-du-pacte-vert-europeen\/&quot;&gt;R\u00e9industrialiser l\u2019Europe, prochaine \u00e9tape du pacte vert europ\u00e9en&lt;\/a&gt;\u00bb, Fondation Jean Jaur\u00e8s, 2023.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span>. La proliferazione di discorsi autocelebrativi sulla grande marcia verso l\u2019innovazione e lo sviluppo industriale verde riflette lo squilibrio tra la facilit\u00e0 di definire un orizzonte tecnico e industriale per la decarbonizzazione e la difficolt\u00e0, nell\u2019attuale quadro politico, di definire i contorni di questa coalizione. L\u2019Unione Europea, e forse anche gli Stati Uniti, stanno definendo un programma di riconversione adeguato al vincolo climatico, ma non pensato per rispondere alle esigenze di giustizia che animano la societ\u00e0 e la forza lavoro. Un programma, in altre parole, che rischia di girare a vuoto.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I tre perni del problema climatico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, la via d\u2019uscita da questi incantesimi \u00e8 l\u2019abbandono di una concezione fatalistica della transizione. Sia che la si veda come una marcia automatica della storia, secondo una nuova teleologia verde, sia che la si veda come una radicale impossibilit\u00e0 socio-economica, come nel caso dei partiti di destra fossilizzati in quasi tutto il mondo, il difetto \u00e8 lo stesso: le forze sociali rimangono assenti dall\u2019equazione. Dobbiamo quindi esaminare ciascuno dei tre principali punti di svolta storici che si stanno dispiegando sotto i nostri occhi intorno al problema del clima per comprendere meglio la linea del fronte su cui dobbiamo combattere e come le forze sociali reali possano trovare la loro strada e mobilitarsi, per il clima e per loro stesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi tre perni sono di ordine geopolitico, socio-economico e culturale \u2013 in assenza di un termine migliore<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo iniziare con la scala geopolitica, o internazionale, nella misura in cui \u00e8 la pi\u00f9 ampia. La storia e i problemi della crisi climatica sono in gran parte una questione di guerra e di pace, una questione che mette in gioco il fondamento degli Stati moderni, ossia il principio di sicurezza. In effetti, fin dall\u2019Illuminismo e dalla nascita dell\u2019economia politica moderna, \u00e8 stato accettato dalla maggior parte delle \u00e9lite politiche che il miglior sostituto della guerra \u00e8 il commercio, e che l\u2019estensione dei canali commerciali permette sia di migliorare le connessioni tra gli esseri umani sia di addomesticare ulteriormente la natura&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-13-13458' title='Istvan Hont, &lt;em&gt;Jealousy of Trade. International Competition and the Nation-State in Historical Perspective&lt;\/em&gt;, Cambridge, Harvard University Press, 2010.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span>. L\u2019aspetto fantastico della societ\u00e0 mercantile, cos\u00ec come \u00e8 stata concepita da Hume e Smith e successivamente da Bentham e Spencer, nonch\u00e9 da teorici socialisti come Saint-Simon e Marx, \u00e8 che unifica contemporaneamente l\u2019umanit\u00e0 e trasfigura una natura ritenuta pericolosa dalle forze produttive. La moderna teodicea del progresso \u00e8 in gran parte motivata dai dilemmi dello Stato territoriale, ossia dalla necessit\u00e0 di creare una cooperazione tra le nazioni su un unico pianeta finito, preservando al contempo un vantaggio interno. Nel corso del XIX secolo, con lo sviluppo dei combustibili fossili, l\u2019utopia commerciale si \u00e8 trasformata in utopia industriale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-14-13458' title='Arnault Skornicki, \u00abLa deuxi\u00e8me vie du doux commerce. M\u00e9tamorphoses et crise d\u2019un lieu commun \u00e0 l\u2019aube de l\u2019\u00e8re industrielle\u00bb, &lt;em&gt;Ast\u00e9rion&lt;\/em&gt;, n\u00b0 20, 2019.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span>, e la vocazione storica dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 stata quasi universalmente identificata con lo sforzo produttivo, che si pensava avesse una virt\u00f9 pacificatrice e civilizzatrice. La tendenza a eliminare la violenza sostituendo la guerra con la produzione si \u00e8 radicata nel sistema internazionale, sotto forma di apertura del commercio mondiale, trasferimenti di tecnologia e aiuti allo sviluppo. Paradossalmente, per\u00f2, questo ideale \u00e8 diventato il principale ostacolo all\u2019azione per il clima, poich\u00e9 lega la stabilit\u00e0 del sistema internazionale al perseguimento di una mobilitazione produttiva totale. Questo legame tra stabilit\u00e0 internazionale e intensit\u00e0 fossile si manifesta anche in termini negativi: ad esempio, annullare i contratti di fornitura energetica, rifiutare l\u2019importazione di beni in nome del clima, scegliere i partner in nome dei principi ambientali, equivale a dichiarare guerra \u2013<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/03\/18\/la-naissance-de-lecologie-de-guerre\/\"> o almeno a mettere in discussione l\u2019ordine internazionale cos\u00ec come \u00e8 stato modellato dopo la Seconda guerra mondiale<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Nel corso del XIX secolo, con lo sviluppo dei combustibili fossili, l\u2019utopia commerciale si \u00e8 trasformata in utopia industriale, e la vocazione storica dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 stata quasi universalmente identificata con lo sforzo produttivo, che si pensava avesse una virt\u00f9 pacificatrice e civilizzatrice<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo contesto, le strategie di transizione industriale stanno creando un nuovo dilemma geopolitico, che pu\u00f2 essere riassunto come segue. La questione climatica richiede un alto livello di coordinamento internazionale, perch\u00e9 \u00e8 nell\u2019interesse comune dell\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 le emissioni di CO2 e il clima sono indifferenti ai confini territoriali tra gli Stati e perch\u00e9 \u00e8 necessario negoziare un\u2019equa ripartizione degli oneri tra le nazioni. Nella misura per\u00f2 in cui la decarbonizzazione dell\u2019economia deve essere integrata nella ricerca di legittimit\u00e0 da parte di coloro che vogliono accedere al potere (devono essere in grado di farsi eleggere sulla base di un programma climatico), ogni nazione tende a voler catturare per s\u00e9 i benefici socio-economici di questa transizione \u2013 e a scaricare gli svantaggi sugli altri. Il risultato di questo dilemma \u00e8 molto evidente nel discorso politico dominante su questi temi, sia che si tratti di Emmanuel Macron e del suo nuovo slogan \u00abl\u2019\u00e9cologie \u00e0 la Fran\u00e7aise\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-15-13458' title='Matthieu Goar, \u00abEmmanuel Macron dessine les contours de son \u201c\u00e9cologie \u00e0 la fran\u00e7aise\u201d : inciter sans contraindre\u00bb, &lt;em&gt;Le Monde&lt;\/em&gt;, 26 septembre 2023.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span>, sia che si tratti del recente discorso di Rishi Sunak nel Regno Unito, che subordina l\u2019azione per il clima allo sviluppo di industrie nazionali della green tech&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-16-13458' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.gov.uk\/government\/speeches\/pm-speech-on-net-zero-20-september-2023&quot;&gt;Discorso del Primo ministro Rishi Sunak&lt;\/a&gt;, 2023.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dilemma geo-ecologico sta plasmando le relazioni internazionali, come dimostrano i conflitti economici tra USA, UE e Cina, alimentati in particolare dall\u2019IRA e dal Green Deal, ma anche l\u2019atteggiamento di chi, nel Sud del mondo, cerca un percorso di sviluppo sostenibile nel contesto della guerra in Ucraina. \u00c8<a href=\"https:\/\/geopolitique.eu\/numeros\/ecologie-de-guerre-un-nouveau-paradigme\/\"> questa l\u2019ipotesi che proponiamo sulla rivista GREEN<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi, tuttavia, non esiste una vera e propria sintesi dottrinale proposta dal movimento democratico e sociale, che permetta di integrare la sua strategia politica in questo insieme di vincoli storici. Se vogliamo trovare una via d\u2019uscita dal dilemma climatico internazionale, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/30\/affrontare-il-sovraccarico-climatico\/\">dobbiamo trovare un equilibrio tra la pressione che dobbiamo esercitare sui nostri partner economici e politici che sono eccessivamente dipendenti dai combustibili fossili e l\u2019assistenza, altrettanto necessaria, che i Paesi pi\u00f9 sviluppati devono fornire agli altri per accelerare la loro decarbonizzazione<\/a>. Cos\u00ec, ad esempio, l\u2019attuale tendenza al protezionismo ecologico, sostenuta da quasi tutto lo spettro politico, pu\u00f2 essere coerente solo se corrisponde all\u2019emergere di una coalizione interstatale decisa a diffondere standard produttivi decarbonizzati attraverso strumenti normativi e doganali. Dobbiamo quindi domandarci se l\u2019UE abbia il potere economico sufficiente per farlo o se invece debba allearsi con altri partner a tal fine e, in caso affermativo, chiederci quali. Oltre a questo uso strategico del potere economico, che rischia di creare frustrazioni e persino ritorsioni, i Paesi ricchi devono porre fine alla loro riluttanza a impegnarsi nei trasferimenti di tecnologia e nell\u2019assistenza all\u2019adattamento, ossia in misure pi\u00f9 positive che potrebbero sia attenuare le rivalit\u00e0 generate dalle misure punitive sia anticipare i rischi futuri.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019equilibrio tra queste due sfere d\u2019azione deve essere definito dalla razionalit\u00e0 strategica, vale a dire un equilibrio tra promesse e minacce.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte socio-economico, molto \u00e8 gi\u00e0 stato scritto per alimentare il dibattito sulla compatibilit\u00e0 tra la fine del mondo e la fine del mese. In <em>Abondance et libert\u00e9<\/em>, ho sviluppato una riflessione sul processo storico che ha portato alla confisca delle strutture dello Stato sociale da parte della crescita fossile, e oltre a ci\u00f2 alla formazione di un immaginario sociale di emancipazione attraverso il consumo, strumento di distinzione e leva di negoziazione socio-politica.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito si possono fare tre considerazioni, simili a quanto detto in precedenza per la geopolitica. In primo luogo, si tratta di un\u2019eredit\u00e0 storica che deve essere reinventata; in secondo luogo, la questione assume fondamentalmente la forma di dilemmi che devono essere risolti; in terzo luogo, non esiste una sintesi teorica e politica completa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il primo punto, \u00e8 ormai chiaro che nel contesto delle democrazie sociali, dove il bilancio dello Stato \u00e8 destinato a sostenere i costi della transizione e dell\u2019esposizione a nuovi rischi, l\u2019aggravarsi della crisi climatica rappresenta un\u2019ulteriore minaccia al suo equilibrio. Non appena si solleva la questione del cambiamento climatico, si assiste a un diffuso fenomeno di ricatto sul finanziamento delle prestazioni sociali: come rallentare il ritmo di produzione di automobili o di aerei di linea in questo contesto, visto che lo Stato ha bisogno di entrate? Pi\u00f9 in generale, come mettere in discussione i motori della crescita se la transizione energetica rappresenta un crescente onere di bilancio? Questo dilemma pu\u00f2 essere applicato alla questione dell\u2019occupazione: come possiamo accettare la perdita di posti di lavoro nei settori che emettono di pi\u00f9 se dobbiamo costruire una piattaforma politica per la transizione che si rivolga alle classi medie e basse gi\u00e0 colpite dalla disoccupazione e dalla precariet\u00e0 del lavoro? \u00c8 sorprendente notare che la crisi climatica si sta verificando in un momento in cui l\u2019indebolimento dei servizi pubblici \u00e8 gi\u00e0 un fenomeno relativo piuttosto che assoluto: la loro efficacia sta diminuendo perch\u00e9 i bisogni crescono pi\u00f9 velocemente delle strutture&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-17-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-17-13458' title='Per il caso francese: &lt;a href=&quot;https:\/\/nosservicespublics.fr\/rapport-etat-services-publics-2023&quot;&gt;Rapport sur l\u2019\u00e9tat des services publics&lt;\/a&gt;, 2023.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/span>, e sappiamo quanto questo processo sia stato utilizzato in passato per costruire un discorso sulla loro inefficienza strutturale. Un meccanismo simile di messa in discussione dell\u2019accesso ai diritti e alle infrastrutture pubbliche attraverso la questione climatica \u00e8 gi\u00e0 in atto, ed \u00e8 chiaramente urgente rispondervi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non appena si solleva la questione del cambiamento climatico, si assiste a un diffuso fenomeno di ricatto sul finanziamento delle prestazioni sociali<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Come nel caso delle relazioni internazionali, i dilemmi sono reali ma non insolubili. Inizialmente, \u00e8 possibile allentare la morsa dimostrando che l\u2019emancipazione dai modi di produzione e di consumo pi\u00f9 dannosi per il clima e la biodiversit\u00e0 ha importanti co-benefici, soprattutto in termini di salute. Ma questo da solo non basta a ristabilire l\u2019equilibrio. In secondo luogo, e questo \u00e8 un argomento che oggi \u00e8 diventato onnipresente, possiamo dimostrare che il processo di distruzione creativa che porta alla chiusura dei settori ad alta intensit\u00e0 di carbonio per aprire canali di produzione e consumo alternativi crea ricchezza. Anche in questo caso, per\u00f2, l\u2019equilibrio non \u00e8 stato completamente ristabilito, soprattutto perch\u00e9 la fase di transizione stessa \u00e8 piuttosto costosa&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-18-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-18-13458' title='\u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.strategie.gouv.fr\/publications\/incidences-economiques-de-laction-climat&quot;&gt;Les incidences \u00e9conomiques de l\u2019action pour le climat. Rapport de synth\u00e8se&lt;\/a&gt;\u00bb, 2023.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span><\/span>, se dobbiamo finanziare e sostenere nuovi programmi di formazione e riqualificazione della forza lavoro. Se vogliamo rientrare nei limiti del pianeta dovremo modificare seriamente la scala dei flussi materiali che strutturano la nostra realt\u00e0 economica, ovvero adottare meccanismi di sobriet\u00e0 basati sulla disciplina dei comportamenti individuali e sullo sviluppo di meccanismi di condivisione e cooperazione. In questo contesto, il rinnovamento industriale e la crescita verde possono avere solo un effetto limitato sulle strutture generali dell\u2019economia nazionale, e i meccanismi di indebitamento e tassazione devono essere rimessi sul tavolo, insieme allo sviluppo di una razionalit\u00e0 macroeconomica compatibile con gli obiettivi climatici&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-19-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-19-13458' title='Eric Monnet, &lt;em&gt;La Banque Providence. D\u00e9mocratiser les banques centrales et la monnaie&lt;\/em&gt;, Paris, La R\u00e9publique des id\u00e9es, 2021.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span><\/span>: emancipazione dal PIL, non contabilizzazione degli investimenti climatici nel bilancio nazionale, sviluppo della doppia materialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo per cui non esiste ancora una sintesi teorica e strategica per navigare tra le incertezze e i rischi della transizione \u00e8 che lo spettro politico \u00e8 ora diviso tra un blocco impegnato a dimostrare i benefici economici della transizione (porterebbe crescita, posti di lavoro, innovazione, competitivit\u00e0, in altre parole tutto ci\u00f2 che la dottrina economica classica raccomanda) e un blocco di opposizione che \u00e8 essenzialmente impegnato a criticare le patologie economiche e gli interessi acquisiti. Il difetto principale dei primi, che si trova soprattutto al centro e tra alcuni ecologisti, \u00e8 che promettono di reinventare l\u2019economia politica classica intorno alla decarbonizzazione, anche a costo di semplificarsi le cose percependo solo quegli aspetti della crisi oggettiva che possono essere facilmente incorporati in una dottrina preesistente. La transizione sarebbe quindi una panacea un po\u2019 troppo miracolosa. Per quanto riguarda i secondi, i loro limiti variano a seconda della loro cultura politica, socialista o ecologista. I primi \u2013 in Francia, il movimento della <em>France Insoumise<\/em> \u2013 tendono a considerare la crisi ecologica come una crisi esogena: viene da altrove, da interessi privati, da influenze straniere, da strutture economiche esterne al corpo sociale o al \u00abpopolo\u00bb. Questo \u00e8 ovviamente un limite importante, perch\u00e9 ci impedisce di analizzare le ragioni per cui la coalizione dei combustibili fossili si sta diffondendo in ampi settori di questo famoso popolo, per cui le automobili, i barbecue, le caldaie a gas e i weekend di Easyjet sono un nemico interno da eliminare&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-20-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-20-13458' title='Antonin Pottier, Emmanuel Combet, Jean-Michel Cayla, et al., \u00abQui \u00e9met du CO2 ? Panorama critique des in\u00e9galit\u00e9s \u00e9cologiques en France\u00bb, &lt;em&gt;Revue de l&amp;#8217;OFCE&lt;\/em&gt;, 2020\/5, n\u00b0169, p. 73-132.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span><\/span>. In queste condizioni, la tempestiva promozione della pianificazione ecologica da parte di questo movimento \u00e8 in contrasto con il discorso politico generale, rendendolo di difficile lettura. Per quanto riguarda gli ecologisti, l\u2019impasse \u00e8 opposta: questo movimento investe soprattutto una critica del comportamento dei consumatori, che ha provocato per lungo tempo un rifiuto dei gruppi sociali pi\u00f9 prigionieri delle emissioni vincolate e delle prospettive di distinzione attraverso il consumo \u2013 proprio le persone che dovrebbero essere inserite nella coalizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esiste una soluzione miracolosa a questi dilemmi, per definire il giusto equilibrio tra le opportunit\u00e0 molto concrete della transizione e gli sconvolgimenti non meno prevedibili che essa comporter\u00e0. Tuttavia, \u00e8 possibile presentare meglio le diverse opzioni in termini di scelte tecnologiche, strategie industriali, meccanismi di sostegno e adattamento, in altre parole ricostruire un progetto di Stato sociale incentrato su questa transizione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-21-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-21-13458' title='Colin Hay, \u00abThe \u2018New Orleans effect\u2019: The future of the welfare state as collective insurance against uninsurable risk\u00bb, in &lt;em&gt;Renewal: A journal of social democracy&lt;\/em&gt;, vol. 31 n\u00b03, 2023, pp. 63-81.'><sup>21<\/sup><\/a><\/span><\/span>. \u00c8 anche possibile, in misura crescente dal 2022, collegare la necessaria transizione ai rischi su scala pi\u00f9 ampia, in particolare all\u2019influenza ideologica della Russia e degli attori internazionali che intendono prolungare l\u2019esistenza della civilt\u00e0 fossile&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-22-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-22-13458' title='Aleksandra Krzysztoszek, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.euractiv.fr\/section\/energie-climat\/news\/extreme-droite-polonaise-le-nouveau-patron-veut-reprendre-les-importations-de-charbon-russe\/&quot;&gt;Extr\u00eame droite polonaise : le nouveau patron veut reprendre les importations de charbon russe&lt;\/a&gt;\u00bb, Euractiv, 2022.'><sup>22<\/sup><\/a><\/span><\/span>, ricostruire l\u2019imperativo ecologico come principio di sicurezza e stabilit\u00e0, e quindi renderlo un elemento costitutivo della legittimit\u00e0 e dell\u2019autorit\u00e0 politica, al centro dello Stato e delle sue missioni, al centro della produzione del futuro collettivo. Un principio, in altre parole, in nome del quale si possono fare alcuni sacrifici temporanei e controllati, se adeguatamente distribuiti in un periodo di profonda crisi. Le politiche climatiche si inseriscono cos\u00ec in una narrazione pi\u00f9 ampia di lotta all\u2019estrema destra e di reinvenzione di nazionalit\u00e0 e confini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 possibile ricostruire un progetto di Stato sociale incentrato su questa transizione<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il terzo e ultimo angolo di questo triangolo della politica climatica \u00e8 quello culturale. Uso questo termine per riferirmi a quelle che oggi sono comunemente conosciute come \u00abculture wars\u00bb, cio\u00e8 lo sviluppo di identit\u00e0 sociali molto forti che si oppongono ferocemente l\u2019una all\u2019altra e che vengono ovviamente sfruttate dagli attori politici per portare avanti la loro agenda. Un assaggio di questa guerra culturale si ha nell\u2019infinito dibattito sul consumo di carne e sul simbolo culturale del barbecue, ma sta rapidamente diventando il fulcro di una pi\u00f9 ampia divisione sociale sulla transizione. In Francia, durante il movimento dei Gilets Jaunes, e parallelamente all\u2019emergere di un conflitto socio-economico sulla distribuzione dello sforzo ecologico, avevamo gi\u00e0 intravisto alcuni aspetti della guerra culturale sull\u2019ecologia, con l\u2019espressione di un sentimento di abbandono di gruppi sociali che si considerano periferici, distanti dai centri della decisione, della conoscenza e della comunicazione. Questa fase aveva gi\u00e0 lasciato l\u2019impressione che la transizione ecologica potesse risuonare solo all\u2019interno di un\u2019\u00e9lite culturale urbana, a scapito di chi era rimasto indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo punto da notare sulla battaglia culturale che si sta combattendo sull\u2019ecologia \u00e8 che la strategia storica dell\u2019ambientalismo europeo \u00e8 fallita. Questa strategia \u00e8 stata caratterizzata dall\u2019idea di una \u00abguerra culturale\u00bb, secondo la quale un cambiamento graduale delle norme di comportamento, dei consumi e delle aspettative sociali sarebbe avvenuto sotto l\u2019egida di un\u2019avanguardia verde \u2013 un po\u2019 come l\u2019emergere delle forme di cortesia descritte da N. Elias. Ma se l\u2019ecologia \u00e8 una questione fortemente culturale e se questa dimensione della guerra climatica si sta intensificando sotto i nostri occhi, \u00e8 proprio perch\u00e9 la trasformazione delle norme sociali non \u00e8 mai un processo pacifico e uniforme: nella fattispecie, il fatto che l\u2019avanguardia culturale in questione sia composta principalmente da persone piuttosto privilegiate tende ad associare lo stile di vita ecologico a questi privilegi e, allo stesso modo, a suscitare la reticenza dei gruppi meno privilegiati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ma se l\u2019ecologia \u00e8 una questione fortemente culturale e se questa dimensione della guerra climatica si sta intensificando sotto i nostri occhi, \u00e8 proprio perch\u00e9 la trasformazione delle norme sociali non \u00e8 mai un processo pacifico e uniforme<\/p><cite>Pierre Charbonnier<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Negli Stati Uniti, questa guerra culturale \u00e8 diventata un elemento assolutamente centrale nella vita politica, almeno a partire dalla campagna presidenziale di Trump. Nel 2016, ad esempio, il miliardario Charles Koch, che ha fatto fortuna con il petrolio, ha espresso la sua preoccupazione per le politiche climatiche, che a suo avviso avrebbero colpito duramente le classi lavoratrici dipendenti dall\u2019energia a basso costo (e lui stesso allo stesso tempo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-23-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-23-13458' title='Matea Gold, \u00ab&lt;a href=&quot;https:\/\/www.washingtonpost.com\/news\/post-politics\/wp\/2015\/08\/04\/charles-koch-on-the-2016-race-climate-change-and-whether-he-has-too-much-power\/&quot;&gt;Charles Koch on the 2016 race, climate change and whether he has too much power&lt;\/a&gt;\u00bb, &lt;em&gt;The Washington Post&lt;\/em&gt;, 4 ao\u00fbt 2015.'><sup>23<\/sup><\/a><\/span><\/span>). La societ\u00e0 e la transizione climatica sono quindi strette nella morsa di un\u2019alleanza tra le \u00e9lite dei combustibili fossili e le classi lavoratrici, i cui interessi convergono per forza di cose, e la cui espressione pi\u00f9 evidente su base quotidiana \u00e8 la ripetuta insistenza, da parte della destra e dell\u2019ecosistema mediatico che sostiene, nel descrivere qualsiasi azione climatica come un crimine contro i valori tradizionali della gente comune. L\u2019accenno del Presidente francese Macron alla cultura dell\u2019auto nella sua recente apparizione sui media (\u00abAmo l\u2019auto\u00bb) \u00e8 una nuova manifestazione di questa battaglia culturale: \u00e8 ormai quasi impossibile non rassicurare le abitudini dell\u2019era fossile, per evitare il doloroso contraccolpo della transizione.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/D8hk6QSXYAAr2wm.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1276\"\n        data-pswp-height=\"849\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/D8hk6QSXYAAr2wm-330x220.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/D8hk6QSXYAAr2wm-690x459.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/D8hk6QSXYAAr2wm.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/D8hk6QSXYAAr2wm-125x83.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Konstantin Yuon, <em>People of the Future<\/em>, 1929.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 sorprendente \u00e8 il fatto che gran parte di questa battaglia culturale si concentri sull\u2019aspetto estetico della transizione. \u00c8 vero che lo sviluppo dell\u2019energia eolica e il crescente protagonismo di questi moderni mulini a vento nell\u2019ambiente visivo degli abitanti delle campagne costituiscono una trasformazione assolutamente gigantesca della vita quotidiana. La critica a questo fastidio estetico \u00e8 diventata quindi un elemento centrale dei movimenti di destra e di estrema destra, che potevano vantare un discorso di conservazione dell\u2019ambiente e allo stesso tempo dare garanzie alla coalizione fossile&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-24-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-24-13458' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/rassemblementnational.fr\/communiques\/eoliennes-arnaque-ecologique-energetique-et-economique&quot;&gt;Communiqu\u00e9 de presse de Andr\u00e9 Roug\u00e9&lt;\/a&gt;, d\u00e9put\u00e9 (RN) au Parlement europ\u00e9en, 2022.'><sup>24<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Il grande vantaggio dei combustibili fossili era che la loro enorme concentrazione e il fatto che venissero estratti al di fuori dei nostri confini li rendeva praticamente invisibili, con l\u2019effetto paradossale di liberare il nostro ambiente dalla morsa energetica. \u00c8 cos\u00ec che, combinando i timori per la transizione con gli appelli ai valori tradizionalisti e all\u2019egoismo NIMBY, l\u2019estrema destra \u00e8 diventata una scelta elettorale di massa tra i gruppi sociali pi\u00f9 dipendenti dai combustibili fossili. Il fattore strettamente socio-economico \u00e8 infatti abbinato a un elemento di politica identitaria assolutamente centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa deve prepararsi all\u2019assalto di questa guerra culturale. Di recente, la Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha chiesto a U. Von Der Leyen di rallentare il suo programma di regolamentazione ambientale, adducendo il timore di un\u2019ondata populista innescata, ancora una volta, da paure di destabilizzazione&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-25-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-25-13458' title='Andy Bounds, \u00abClimate regulation is driving support for populism, says EU parliament chief\u00bb, &lt;em&gt;The Financial Times&lt;\/em&gt;, 7 septembre 2023.'><sup>25<\/sup><\/a><\/span><\/span>. In altre parole, la destra si sta riorganizzando intorno alla resistenza alle politiche climatiche su una base ideologica che ha una dimensione economica, ma che si esprime soprattutto nella frustrazione culturale delle classi medie e lavoratrici (o meglio nella loro strumentalizzazione).<\/p>\n\n\n\n<p>Quale dovrebbe essere la strategia per affrontare questa guerra culturale? Il punto pi\u00f9 ovvio \u00e8 che \u00e8 imperativo per gli attori e i promotori della transizione liberarsi degli stereotipi culturali che generalmente le vengono attribuiti: quello di una borghesia urbana istruita che investe nello stile di vita ecologico come strategia di distinzione. Al contrario, non ha senso rassicurare chi ha lo stereotipo opposto, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 uno stereotipo che una realt\u00e0 sociale coerente. Nel suo recente libretto, L\u00e9a Falco d\u00e0 un\u2019indicazione teorica e strategica fondamentale: quella che lei chiama \u00abecologia progettuale\u00bb significa che il cambiamento delle abitudini non pu\u00f2 assumere la forma di un\u2019esplicita acquiescenza, ma di una riorganizzazione dei modi di produzione, circolazione e consumo per difetto&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-26-13458' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#easy-footnote-bottom-26-13458' title='L\u00e9a Falco, &lt;em&gt;Faire \u00e9cologie ensemble. La guerre des g\u00e9n\u00e9rations n&amp;#8217;aura pas lieu&lt;\/em&gt;, Paris, Rue de l\u2019\u00e9chiquier, 2023.'><sup>26<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ecco alcuni esempi: la carne deve essere pi\u00f9 costosa e di migliore qualit\u00e0 per limitare la domanda, gli imballaggi sfusi devono essere diffusi dai distributori, le auto elettriche devono essere pi\u00f9 economiche e comode da usare rispetto a quelle a combustione, il trasporto pubblico deve essere ancora pi\u00f9 economico e comodo dell\u2019auto privata, e cos\u00ec via. \u00c8 l\u2019architettura degli standard e l\u2019organizzazione delle infrastrutture fisiche che deve incorporare i principi ecologici, esattamente come il consumo di energia \u00e8 stato imposto di default in passato. Non \u00e8 quindi necessario che i cittadini adottino una posizione culturale molto forte, e il fronte di battaglia si sposta dall\u2019arena culturale all\u2019arena politica (poich\u00e9 le battaglie politiche devono essere vinte per imporre gli standard descritti sopra all\u2019industria).<\/p>\n\n\n\n<p>Per completare questa strategia di de-drammatizzazione dei conflitti identitari che cominciano a sorgere intorno alla transizione, e per tornare alle prime righe di questo testo, dobbiamo investire nello sviluppo di un immaginario politico specifico di un\u2019ecologia sociale costruttiva. Una terza cultura ecologica, per cos\u00ec dire, che non sia n\u00e9 idealismo di protesta n\u00e9 disfattismo catastrofista, ma che riprenda, affini e sviluppi i codici estetici e narrativi del movimento Solarpunk mostrando i risultati reali di una strategia industriale verde per la citt\u00e0, i trasporti, il lavoro e l\u2019agricoltura. Se ci sar\u00e0 una battaglia culturale sull\u2019ecologia, tanto vale affrontarla con le armi giuste.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Imporre i termini del dibattito<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Non esiste quindi un\u2019impasse climatica, ma ci sono molti attori sociali che riescono molto bene a inventarla e a metterla in scena. E ce ne sono altri, meno potenti, che cedono al potere persuasivo di questa strategia per interesse personale o in base a interessi immaginari. Questo confronto, che si sta svolgendo a scala internazionale, sul piano socio-economico e culturale, sta facendo progressi molto limitati per il momento. Ci\u00f2 che manca alla coalizione post-carburanti, o socio-ecologica, \u00e8 la capacit\u00e0 di imporre i termini del dibattito cos\u00ec come li intende: la transizione \u00e8 una questione di giustizia e sicurezza internazionale, una questione di uguaglianza fondamentale tra i gruppi sociali all\u2019interno della divisione del lavoro, e se coinvolge ognuno di noi secondo le nostre abitudini e i nostri sistemi di valori, non pu\u00f2 essere opera di una minoranza attiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019attuale contesto storico, una serie di fattori favorisce questa strategia. Tra questi, lo sviluppo delle strategie di transizione industriale, soprattutto dopo l\u2019adozione del piano IRA negli Stati Uniti, l\u2019accentuarsi dei conflitti sulla distribuzione dei costi della transizione, che rischiano di risvegliare le forze sociali, e l\u2019apertura del fronte ucraino, che permette di dare all\u2019imperativo climatico una dimensione di sicurezza internazionale. Ma, come abbiamo detto all\u2019inizio di questo testo, alla coalizione socio-ecologica manca ancora il <em>soft power <\/em>che potrebbe proiettarla pi\u00f9 rapidamente nell\u2019immaginario collettivo e permetterle di lottare contro il fatalismo. Una visione in cui la transizione non \u00e8 n\u00e9 una rinuncia n\u00e9 una somma di incertezze, ma piuttosto l\u2019attualizzazione di tendenze modernizzatrici ancora latenti che riguardano l\u2019uguaglianza, la sicurezza, la scienza al servizio del bene comune e l\u2019assunzione del controllo del nostro destino collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una versione precedente di questo testo conteneva un paragrafo che attribuiva al Professor Reyni\u00e9 posizioni che non ha mai sostenuto. Abbiamo rimosso quel paragrafo in accordo con l\u2019autore. La redazione si scusa con i lettori e con Dominique Reyni\u00e9.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 nessuna impasse climatica, ma l\u2019idea che questa esista produce degli effetti che impediscono qualsiasi politica decisiva a favore della transizione. Per Pierre Charbonnier, bisogna comprendere come navigare nel triangolo politico dell\u2019antropocene, se vogliamo creare la mobilitazione necessaria a evadere da questa grande aporia.<\/p>\n","protected":false},"author":10633,"featured_media":13437,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-editorials.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1619],"tags":[],"staff":[1710],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[2171],"class_list":["post-13458","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-ambiente","staff-pierre-charbonnier","geo-mondo"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0 - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0 - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Non c\u2019\u00e8 nessuna impasse climatica, ma l\u2019idea che questa esista produce degli effetti che impediscono qualsiasi politica decisiva a favore della transizione. Per Pierre Charbonnier, bisogna comprendere come navigare nel triangolo politico dell\u2019antropocene, se vogliamo creare la mobilitazione necessaria a evadere da questa grande aporia.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-10-31T13:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-10-31T15:23:31+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Charbonnier-IT.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1836\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1330\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"aburatti\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"aburatti\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"36 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/\",\"name\":\"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0 - Il Grand Continent\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/New-Planet.png\",\"datePublished\":\"2023-10-31T13:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2023-10-31T15:23:31+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/New-Planet.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/New-Planet.png\",\"width\":2898,\"height\":1978,\"caption\":\"Konstantin Yuon, New Planet, 1921.\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/\",\"name\":\"Il Grand Continent\",\"description\":\"La scala pertinente\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6\",\"name\":\"aburatti\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"aburatti\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0 - Il Grand Continent","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0 - Il Grand Continent","og_description":"Non c\u2019\u00e8 nessuna impasse climatica, ma l\u2019idea che questa esista produce degli effetti che impediscono qualsiasi politica decisiva a favore della transizione. Per Pierre Charbonnier, bisogna comprendere come navigare nel triangolo politico dell\u2019antropocene, se vogliamo creare la mobilitazione necessaria a evadere da questa grande aporia.","og_url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/","og_site_name":"Il Grand Continent","article_published_time":"2023-10-31T13:00:00+00:00","article_modified_time":"2023-10-31T15:23:31+00:00","og_image":[{"width":1836,"height":1330,"url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Charbonnier-IT.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"aburatti","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"aburatti","Tempo di lettura stimato":"36 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/","name":"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0 - Il Grand Continent","isPartOf":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/New-Planet.png","datePublished":"2023-10-31T13:00:00+00:00","dateModified":"2023-10-31T15:23:31+00:00","author":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#primaryimage","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/New-Planet.png","contentUrl":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/New-Planet.png","width":2898,"height":1978,"caption":"Konstantin Yuon, New Planet, 1921."},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/31\/aria-nuova-uscire-dallimpasse-climatica-r\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Aria nuova: uscire dall\u2019impasse climatica\u00a0"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#website","url":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/","name":"Il Grand Continent","description":"La scala pertinente","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/b70352884e4ad6f2a76729e9051dd9f6","name":"aburatti","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fa34e55e0507c2ca67b9a65ed781903d?s=96&d=mm&r=g","caption":"aburatti"}}]}},"term_position_data":null,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10633"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13458"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13458"},{"taxonomy":"staff","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/staff?post=13458"},{"taxonomy":"editorial_format","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial_format?post=13458"},{"taxonomy":"serie","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/serie?post=13458"},{"taxonomy":"audience","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/audience?post=13458"},{"taxonomy":"geo","embeddable":true,"href":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-json\/wp\/v2\/geo?post=13458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}