{"id":1328,"date":"2021-02-23T21:45:21","date_gmt":"2021-02-23T21:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=1328"},"modified":"2021-02-24T10:26:15","modified_gmt":"2021-02-24T10:26:15","slug":"munich-security-conference-loccidente-a-tre-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/23\/munich-security-conference-loccidente-a-tre-velocita\/","title":{"rendered":"Munich Security Conference: l\u2019Occidente a tre velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-lgc-keypoints key-block\"><div class=\"keys\"><h6 class=\"font-fold text-sm uppercase\">Key Points<\/h6>\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Il tema della <em>Munich Security Conference<\/em> di quest&#8217;anno \u00e8 significativo: \u201c<em>Beyond Westlessness<\/em>\u201d. Dopo Trump, gli snodi di potere occidentali e il rapporto transatlantico sono tornati a essere considerati cruciali per superare le crisi.<\/li><li>Gli interventi in diretta di Joe Biden, Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno mostrato un Occidente che si muove con tre diverse velocit\u00e0 rispetto all\u2019atlantismo: per Biden, accelerazione senza deviazioni; per Merkel, decelerazione senza deviazioni; e per Macron, accelerazione con deviazioni. <\/li><li>Questa geometria a tre velocit\u00e0 \u00e8 decisiva per interpretare l\u2019evoluzione geopolitica dell\u2019Occidente, ed \u00e8 in base a essa che gli altri player europei\/occidentali dovranno orientarsi nel futuro pi\u00f9 prossimo.<\/li><\/ul>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap\">Alle 17:17 di venerd\u00ec 19 febbraio, sugli schermi della prima edizione completamente digitale della <em>Munich Security Conference<\/em> sono comparsi contemporaneamente Joe Biden, Angela Merkel ed Emmanuel Macron. I tre leader hanno poi fatto ciascuno un intervento in diretta, presentati da un entusiasta Wolfgang Ischinger (ex ambasciatore tedesco negli USA e chairman della Conferenza dal 2008).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso anno il tema-titolo della Conferenza di Monaco di Baviera era stato \u201c<em>Westlessness<\/em>\u201d, \u201cSenza occidente\u201d. Una formula che criticava la rinuncia trumpiana al multilateralismo liberale, ma che conteneva inevitabilmente anche l\u2019ammissione di un mondo in cui l\u2019egemonia occidentale sembra in perpetua erosione. Quest\u2019anno, tuttavia, il titolo della Conferenza si \u00e8 trasformato in un significativo \u201c<em>Beyond Westlessness<\/em>\u201d. Dopo la tempesta del 2020, gli snodi di potere occidentali e il rapporto transatlantico sono tornati a essere considerati cruciali per superare una \u201cpolipandemia\u201d di crisi (come l\u2019ha definita il paper introduttivo della stessa Conferenza).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi dei tre leader di USA, Germania e Francia, per\u00f2, hanno mostrato un Occidente che si muove oggi con tre diverse velocit\u00e0. Laddove la diversa velocit\u00e0, nell\u2019impatto con gli eventi di un mondo in veloce trasformazione, diventa anche possibilit\u00e0 di deviazione rispetto all\u2019atlantismo cos\u00ec com\u2019\u00e8 inteso dall\u2019attore principale, gli Stati Uniti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Biden: accelerazione senza deviazioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Joe Biden \u00e8 intervenuto a Monaco con un discorso che ha soddisfatto certamente le aspettative e le speranze dei <em>decision-maker<\/em> europei pi\u00f9 atlantisti. Biden ha dichiarato: \u201cAmerica is back. The transatlantic alliance is back. And we are not looking backward, we are looking forward together.\u201d Il riferimento a un\u2019alleanza che \u201cnon guarda indietro, ma avanti\u201d ha puntato chiaramente a non promettere una mera restaurazione delle relazioni transatlantiche dopo quattro anni di imprevedibilit\u00e0 trumpiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una fase di restaurazione e riparazione, per\u00f2, \u00e8 ugualmente da dove Biden dovr\u00e0 ripartire. Lo hanno mostrato le dichiarazioni del Presidente USA sulla certezza dell\u2019articolo 5 del patto NATO ed espressioni suggestive come: \u201cThe United States will work closely with our European Union partners in the capitals across the continent, from Rome to Riga, to meet the range of shared challenges we face.\u201d Biden ha cos\u00ec sostanzialmente confermato di voler riprendere da dove si era fermata l\u2019amministrazione Obama. Ma, proprio per questo, ha automaticamente ribadito che riprender\u00e0 in mano anche dossier comunque molto complessi per il futuro dell\u2019alleanza atlantica. Se la direzione strategica di Washington non verr\u00e0 modificata rispetto ai piani geopolitici pre-trumpiani, ci sar\u00e0 per\u00f2 prima o poi un\u2019accelerazione. \u201cGuardare avanti insieme\u201d nel quadro di una \u201calleanza delle democrazie\u201d con l\u2019Europa significher\u00e0 infatti avanzare nel confronto diretto con Russia e, soprattutto, Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il riferimento a un\u2019alleanza che \u201cnon guarda indietro, ma avanti\u201d ha puntato chiaramente a non promettere una mera restaurazione delle relazioni transatlantiche dopo quattro anni di imprevedibilit\u00e0 trumpiana.&nbsp;<\/p><cite>lorenzo monfregola<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Sulla Russia Biden non ha risparmiato dure parole di condanna, citando l\u2019Ucraina e la volont\u00e0 di Mosca di volersi \u201cimmischiare nell\u2019Occidente\u201d (anche con operazioni di hacking digitale). Il riferimento a un\u2019UE da \u201cRoma a Riga\u201d, del resto, pu\u00f2 essere anche letto come una risposta diretta a quel \u201cda Lisbona a Vladivostok\u201d che per alcuni anni ha contraddistinto i sogni euroasiatici del Cremlino. Sulla Cina, Biden \u00e8 stato ancora pi\u00f9 chiaro: \u201cWe must prepare together for long-term strategic competition with China\u201d, dove la parola pi\u00f9 importante \u00e8 probabilmente, e di nuovo, proprio quel \u201ctogether\u201d. La competizione con la Cina sar\u00e0 \u201cstiff\u201d, severa, e l\u2019UE \u00e8 chiamata a seguire Washington nello svolgersi di questo scontro epocale. <\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte, nel suo intervento Biden non ha quindi direttamente citato i dossier pi\u00f9 scomodi (CAI, Nord Stream) e ha voluto comunque celebrare il ritorno di un dialogo transatlantico non pi\u00f9 sabotato dal trumpismo. Ma, dall\u2019altra parte, la direzione inevitabile delle richieste di Washington a Berlino, Parigi, Bruxelles e altre capitali \u00e8 stata presentata molto chiaramente. La domanda rimane ora quanto queste richieste possano arrivare in profondit\u00e0 in Europa e quanto, sul lungo periodo, possano essere sostenibili. Se Joe Biden \u00e8 infatti un rappresentante di una solida tradizione transatlantica novecentesca, chi lo seguir\u00e0, al di l\u00e0 dello specifico orientamento politico, potr\u00e0 gi\u00e0 avere una <em>Weltanschauung <\/em>neo-americana meno pronta e meno capace di riformulare il legame con l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Merkel: decelerazione senza deviazioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dopo Biden \u00e8 intervenuta virtualmente Angela Merkel. Merkel ha ringraziato apertamente Biden per aver rafforzato di nuovo quel multilateralismo che \u00e8 \u201cla base di ogni attivit\u00e0 politica\u201d e la cui necessit\u00e0 \u00e8 stata di nuovo dimostrata dalla pandemia. Se sulla forma tradizionale dell\u2019atlantismo Berlino non sembra ancora pronta o desiderosa di voler fare alcuna particolare deviazione, la <em>Kanzlerin<\/em> ha per\u00f2 confermato la propria propensione a <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/01\/04\/dove-andra-la-germania-nel-2021\/\">decelerare le conflittualit\u00e0<\/a> tra lo stesso asse atlantico e i grandi<em> player <\/em>extra-occidentali, Russia e Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se sulla forma tradizionale dell\u2019atlantismo Berlino non sembra ancora pronta o desiderosa di voler fare alcuna particolare deviazione, la <em>Kanzlerin<\/em> ha per\u00f2 confermato la propria propensione a <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/01\/04\/dove-andra-la-germania-nel-2021\/\">decelerare le conflittualit\u00e0<\/a> tra lo stesso asse atlantico e i grandi<em> player <\/em>extra-occidentali, Russia e Cina.&nbsp;<\/p><cite>lorenzo monfregola<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Sulla Russia la<em> Kanzlerin<\/em> ha detto di condividere le preoccupazioni di Biden sull\u2019Ucraina e sulla volont\u00e0 russa di destabilizzare l\u2019UE, ma anche ripetuto la necessit\u00e0 di \u201coffrire cooperazione\u201d nel confronto con Mosca. Soprattutto sulla Cina (che \u00e8 da pi\u00f9 di 4 anni il maggiore trading partner della Germania), Merkel ha poi letteralmente tirato il freno a mano: &#8220;La Cina, da un lato, \u00e8 un concorrente, ma dall&#8217;altro abbiamo bisogno della Cina per risolvere problemi globali come il cambiamento climatico, la biodiversit\u00e0 e altri&#8221;. Merkel ha cos\u00ec rimesso sul tavolo il grande interrogativo su quale potr\u00e0 essere il futuro geopolitico della Germania, analizzando tutte le questioni pi\u00f9 importanti (Africa, Siria, Afghanistan, Libia, Iran, Ucraina), senza per\u00f3 dare particolari indicazioni su quale potr\u00e0 essere complessivamente la tabella di marcia tedesca (considerando anche l\u2019uscita di scena della stessa Cancelliera). Sembra che il futuro prossimo della politica estera tedesca sar\u00e0 fatto ancora ulteriormente di piccoli passi, nel pieno rispetto del modello della <em>cautela strategica<\/em> merkeliana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su temi come il Nord Stream 2, ad esempio, potrebbe essere trovato un accordo di <em>de-escalation<\/em> con Washington con una clausola che salvaguardi l\u2019Ucraina. Ma sul lungo periodo, dossier come quello cinese saranno sempre pi\u00f9 scottanti. Non \u00e8 del resto un caso che Merkel abbia inserito la necessit\u00e0 di confrontarsi con la Cina nel quadro della lotta al cambiamento climatico. Se \u00e8 vero che proprio il <em>new green deal<\/em> potr\u00e0 strutturare e ricompattare l\u2019asse transatlantico, allora nessuno, nemmeno Washington, potr\u00e0 nemmeno rifiutare totalmente un approccio globale e formalmente ecumenico al dossier <em>climate change<\/em>. In questo senso, per\u00f2, Pechino sembra gi\u00e0 pi\u00f9 che pronta a usare precisamente l\u2019enorme sfida produttiva della conversione ambientale per disturbare in maniera strutturale i rapporti tra Berlino\/UE e Washington.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Macron: accelerazione con deviazioni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Se Biden ha aperto l\u2019accelerazione di un percorso gi\u00e0 esistente e Angela Merkel ha tatticamente cercato di decelerarla, Emmanuel Macron ha invece colto l\u2019occasione del suo intervento alla Conferenza di Monaco per ribadire <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2020\/11\/16\/macron\/\">uno specifico posizionamento francese.<\/a> Posizionamento che pu\u00f2 essere riassunto in un\u2019accettazione\/assorbimento dell\u2019accelerazione, ma con una conseguente deviazione. Parigi non frena infatti le urgenze espresse dagli USA come fa Merkel, ma le rimodula in base alla propria spinta strategica. Sul tema della difesa, ad esempio, Macron ha dichiarato con soddisfazione che la Francia superer\u00e0 a breve l\u2019investimento in difesa del 2% del proprio PIL, rispettando cos\u00ec le richieste NATO.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Parigi non frena le urgenze espresse dagli USA come fa Merkel, ma le rimodula in base alla propria spinta strategica. Al tempo stesso questo sforzo \u00e8 per\u00f2 anche orientato verso una specifica autonomia, all\u2019interno di \u201cun\u2019agenda che non \u00e8 totalmente differente ma forse non ha lo stesso livello di priorit\u00e0\u201d con gli USA.<\/p><cite>LORENZO MONFREGOLA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Al tempo stesso questo sforzo \u00e8 per\u00f2 anche orientato verso una specifica autonomia, all\u2019interno di \u201cun\u2019agenda che non \u00e8 totalmente differente ma forse non ha lo stesso livello di priorit\u00e0\u201d con gli USA. Se Biden ha parlato duramente di Russia, Macron ha subito risposto di ritenere necessario un dialogo con Mosca per una nuova architettura di sicurezza della NATO. E in merito alle &#8220;<em>common challenges<\/em>\u201d citate dal Presidente USA, Macron ha ignorato il dossier Ucraina e le ha reindirizzate nelle aree di maggiore interesse franco-europeo: \u201cin Africa, nel Medio Oriente&#8221;, aggiungendo poi il Sahel (dove \u00e8 in corso la missione francese), la Siria, il Nagorno Karabakh, la Libia (scenari in cui Parigi vede anche l\u2019ostile presenza di un alleato-nemico NATO come la Turchia). La stessa insistenza di Macron sulla necessit\u00e0 di aiutare l\u2019Africa con una campagna vaccinale per il personale sanitario del continente \u00e8 rientrata chiaramente in un\u2019urgenza geopolitica immediatamente euro-mediterranea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Citando apertamente il <em>re-focus <\/em>americano sul Pacifico, Macron ha poi ribadito la necessit\u00e0 che l\u2019Europa si \u201cfaccia carico della sua stessa protezione\u201d, aggiungendo poi: \u201cse siamo troppo dipendenti dagli USA nella NATO, possiamo metterci nella situazione di non essere pi\u00f9 protetti ai nostri confini. E abbiamo gi\u00e0 vissuto questa situazione nel 2013, de facto, in Siria\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se quindi il Presidente francese Macron ha ripetuto \u201cI do believe in NATO\u201d e ha affermato la<em> compatibilit\u00e0<\/em> dell\u2019alleanza con una nuova <em>autonomia strategica <\/em>europea, \u00e8 chiaro che Parigi (molto pi\u00f9 di Berlino) continuer\u00e0 a prevedere anche una deviazione da quella che \u00e8 la traiettoria idealmente immaginata da Washington. Non si tratterebbe in effetti di una deviazione se si considera la storica autonomia francese, ma sar\u00e0 una deviazione se la specifica indipendenza francese potr\u00e0 ora influire molto di pi\u00f9 sui rapporti transatlantici dell\u2019intera UE. La cosiddetta<em> <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2021\/02\/08\/lautonomie-strategique-europeenne-et-la-presidence-biden\/\">autonomia strategica<\/a><\/em> immaginata a Parigi pu\u00f2 infatti essere intesa come l\u2019europeizzazione della gi\u00e0 storica autonomia francese, con tutto quello che ne consegue.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Oggi sono e restano principalmente quelle espresse da Joe Biden, Angela Merkel ed Emmanuel Macron le tre velocit\u00e0 decisive per interpretare<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2020\/12\/28\/leuropa-geopolitica-tra-relazioni-transatlantiche-e-sfide-globali-conversazione-con-nathalie-tocci\/\"> l\u2019evoluzione geopolitica dell\u2019Occidente.<\/a> Ed \u00e8 in riferimento a questa geometria a tre velocit\u00e0 che gli altri player europei\/occidentali potranno e dovranno orientarsi nel futuro pi\u00f9 prossimo.<\/p><cite>LORENZO MONFREGOLA<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Che velocit\u00e0 e\/o direzioni di Berlino e Parigi siano comunque diverse da quelle di Washington \u00e8 stato infine reso evidente dal successivo intervento (in solitaria) di Boris Johnson alla Conferenza. Il premier britannico ha mostrato esattamente cosa significhi invece un allineamento strategico quasi completo all\u2019attuale declinazione atlantica USA, sia nel recupero della tradizione sia nell\u2019attualizzazione tattica di fronte ai rivali extra-occidentali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sono e restano quindi principalmente quelle espresse da Joe Biden, Angela Merkel ed Emmanuel Macron le tre velocit\u00e0 decisive per interpretare<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2020\/12\/28\/leuropa-geopolitica-tra-relazioni-transatlantiche-e-sfide-globali-conversazione-con-nathalie-tocci\/\"> l\u2019evoluzione geopolitica dell\u2019Occidente.<\/a> Ed \u00e8 in riferimento a questa geometria a tre velocit\u00e0 che gli altri player europei\/occidentali potranno e dovranno orientarsi nel futuro pi\u00f9 prossimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;edizione di quest&#8217;anno della Munich Security Conference, gli interventi dei tre leader di USA, Germania e Francia hanno mostrato un Occidente che si muove oggi con tre diverse velocit\u00e0, che rappresentano altrettante possibilit\u00e0 di deviazione rispetto all\u2019atlantismo tradizionale. Da queste tre posizioni passa l\u2019evoluzione geopolitica dell\u2019Occidente nei prossimi anni, scrive Lorenzo Monfregola.<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":1347,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-studies.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1571],"tags":[1629],"staff":[1594],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-1328","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-munich-security-conference","staff-lorenzo-monfregola"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Munich Security Conference: l\u2019Occidente a tre velocit\u00e0 - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/23\/munich-security-conference-loccidente-a-tre-velocita\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Munich Security Conference: l\u2019Occidente a tre velocit\u00e0 - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"All&#039;edizione di quest&#039;anno della Munich Security Conference, gli interventi dei tre leader di USA, Germania e Francia hanno mostrato un Occidente che si muove oggi con tre diverse velocit\u00e0, che rappresentano altrettante possibilit\u00e0 di deviazione rispetto all\u2019atlantismo tradizionale. 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