{"id":11936,"date":"2023-10-09T14:13:35","date_gmt":"2023-10-09T12:13:35","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11936"},"modified":"2023-10-15T19:10:04","modified_gmt":"2023-10-15T17:10:04","slug":"israele-e-gaza-nella-guerra-estesa-una-conversazione-con-gerard-araud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/09\/israele-e-gaza-nella-guerra-estesa-una-conversazione-con-gerard-araud\/","title":{"rendered":"Israele e Gaza nella guerra estesa, una conversazione con G\u00e9rard Araud"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Da dove parte per tracciare il \u00abgran contesto\u00bb della guerra del Sukkot?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Le emozioni sono forti ed \u00e8 difficile fare un passo di lato, ma gli attacchi di ieri si inseriscono in una lunga serie di episodi. Dimentichiamo un po\u2019 troppo in fretta che, per oltre un decennio, abbiamo assistito a questo tipo di esplosione di violenza intorno a Gaza quasi ogni quattro anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stata la guerra di Gaza del 2008 in risposta agli attacchi di Hamas, con un\u2019offensiva di terra nel 2009; l\u2019Operazione Protective Edge lanciata nel luglio 2014 in risposta alla presa in ostaggio e all\u2019omicidio di tre giovani israeliani in Cisgiordania; gli scontri tra Gaza e Israele nel novembre 2018, che sono stati pi\u00f9 o meno risolti da un cessate il fuoco concordato con la mediazione egiziana; una grande esplosione di violenza nel maggio 2021; e ora gli attacchi del 7 ottobre 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec stabilita una sorta di regolarit\u00e0 della tragedia: un attacco pi\u00f9 o meno efficace da parte di Hamas; una risposta pesante da parte degli israeliani e poi, dopo un po\u2019, una mediazione, di solito egiziana, per negoziare un cessate il fuoco fino alla successiva esplosione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Da dove viene questa regolarit\u00e0?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Gaza \u00e8, passatemi l\u2019espressione, una pentola a pressione \u2013 per due motivi. Prima di tutto bisogna considerare le condizioni umanitarie di Gaza, dove due milioni di persone vivono in un\u2019area di trecentosessantacinque chilometri quadrati, in un contesto difficile, senza possibilit\u00e0 di uscire perch\u00e9 sono soggette a un doppio blocco: israeliano, ovviamente, ma anche \u2013 lo dimentichiamo un po\u2019 troppo spesso \u2013 egiziano. Inoltre, alla guida di Gaza si \u00e8 imposta Hamas, un\u2019organizzazione che sostiene la lotta armata e organizza questi attacchi ogni tre, quattro o cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Gaza \u00e8, passatemi l\u2019espressione, una pentola a pressione<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non vede una differenza qualitativa in questa fase?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La differenza oggi non \u00e8 tanto nell\u2019operazione in s\u00e9, ma nella sua complessit\u00e0 e nell\u2019innegabile successo tattico. Questa \u00e8 la fonte dell\u2019incredibile shock psicologico inflitto a Israele. Stiamo parlando di almeno seicento morti per una popolazione di nove milioni di abitanti. Si tratta di un numero cinque o sei volte superiore all\u201911 settembre in termini percentuali. E le immagini sono estreme: terroristi di Hamas che vanno liberamente a uccidere per le strade, con un governo colto di sorpresa e apparentemente impotente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il metodo operativo della \u00abTempesta Al-Aqsa\u00bb sembra anche volto a catturare ostaggi su larga scala \u2014 ci sarebbero quasi 200 ostaggi ora a Gaza.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 davvero un aspetto essenziale. Se non si \u00e8 vissuto in Israele, \u00e8 difficile capire l\u2019importanza della presa di ostaggi. Per qualsiasi Paese, sarebbe senza precedenti, ma in Israele c\u2019\u00e8 una sorta di dogma assoluto al centro del patto sociale: bisogna fare di tutto per preservare la vita di ogni cittadino. In passato, gli israeliani hanno liberato centinaia di prigionieri, non solo per recuperare un soldato, ma a volte anche per recuperare i resti di un soldato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che ci siano duecento ostaggi israeliani a Gaza \u00e8 un evento scioccante e senza precedenti. Ma questa presa di ostaggi non solo render\u00e0 il trauma israeliano di questa guerra ancora pi\u00f9 difficile \u2013 presenter\u00e0 all\u2019esercito un dilemma: dovr\u00e0 decidere se mettere in pericolo la vita di questi ostaggi, che senza dubbio saranno usati come scudi umani in tutta la Striscia di Gaza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se non si \u00e8 vissuto in Israele, \u00e8 difficile capire l\u2019importanza della presa di ostaggi<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La guerra del Sukkot rappresenta quindi un momento di crisi esistenziale per Israele?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, assolutamente<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Passiamo al livello regionale. Pensa che ci sia il rischio che la guerra si estenda?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Partiamo da un\u2019osservazione che pu\u00f2 sembrare paradossale. Israele ha ottimi rapporti con tutti i suoi vicini arabi. L\u2019unico epicentro in cui la guerra potrebbe espandersi attualmente sarebbe il Libano di Hezbollah. Per il momento, tuttavia, la sua posizione \u00e8 pi\u00f9 che altro di evasione. \u00c8 vero che Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione di sostegno ieri, subito dopo l\u2019attacco, e questa mattina ha sparato diversi razzi \u2013 ma fondamentalmente, tutto sembra essere fatto per mostrare agli israeliani che Hezbollah non vuole essere coinvolto. Prendiamo l\u2019esempio dei lanci. <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/10\/08\/le-hezbollah-frappe-a-son-tour-israel-le-scenario-dun-deuxieme-front-de-la-guerre-du-soukkot-par-le-sud-liban-se-dessine\/\">Non si \u00e8 preso di mira il territorio israeliano, ma un\u2019area contesa di Har Dov, o Fattorie di Shebaa<\/a>, al confine settentrionale di Israele. Per quanto riguarda la loro dichiarazione, aveva un\u2019atmosfera da \u00abteatro Kabuki\u00bb. Si grida, ma non si va oltre.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non pensa che la situazione potrebbe cambiare?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>S\u00ec, certo, potrebbe indubbiamente cambiare nei prossimi giorni. Se i combattimenti continueranno, se Al Jazeera riporter\u00e0 ogni mattina pesanti perdite, ci sar\u00e0 una pressione pi\u00f9 intensa da parte dell\u2019opinione pubblica, e non solo in Libano. Ma per il momento non vedo il rischio che la guerra si estenda al resto della regione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019unico epicentro in cui la guerra potrebbe espandersi attualmente sarebbe il Libano di Hezbollah. Per il momento, tuttavia, la sua posizione \u00e8 pi\u00f9 che altro di evasione<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/08\/israele-e-la-guerra-del-sukkot-geopolitica-delle-reazioni-allattacco-di-hamas-del-7-ottobre-carta-esclusiva-aggiornata-alle-23\/\"><strong>Se cartografiamo il posizionamento dei Paesi arabi e musulmani<\/strong><\/a><strong>, notiamo una sorta di ambiguit\u00e0 strategica, una neutralit\u00e0 attendista. Cosa ne pensa?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I Paesi arabi sono in estremo imbarazzo. Da un lato, le loro leadership hanno ovviamente una forte inimicizia nei confronti di Hamas, che rappresenta una minaccia perch\u00e9 \u00e8 un partito popolare e islamista. Dall\u2019altro lato, sono impegnati in un processo di riavvicinamento con Israele. La loro opinione pubblica per\u00f2 \u00e8 in maggioranza filo-palestinese e attualmente sta esultando per il clamoroso successo dell\u2019Operazione Tempesta Al-Aqsa. La maggior parte di questi regimi sono autoritari, ma devono comunque fare i conti con le tendenze strutturanti della loro opinione pubblica. Da qui questo atteggiamento spesso attendista.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Arabia saudita sembra il Paese che incarna pi\u00f9 chiaramente questa ambiguit\u00e0.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Fondamentalmente, i sauditi non hanno problemi a lavorare con gli israeliani. In primo luogo, perch\u00e9 come tutte le monarchie del Golfo, mostrano nei fatti la massima indifferenza nei confronti della causa palestinese. In secondo luogo, perch\u00e9 la base delle relazioni internazionali \u00e8 che \u00abil nemico del mio nemico \u00e8 mio amico\u00bb. Il nemico comune di Israele e dell\u2019Arabia Saudita \u00e8 l\u2019Iran. \u00c8 nata una storia, da almeno un decennio: se non sono sposati, vanno gi\u00e0 a letto insieme&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Fondamentalmente, i sauditi non hanno problemi a lavorare con gli israeliani<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La questione religiosa non \u00e8 ancora delicata? Il nome scelto da Hamas per l\u2019operazione (Tempesta Al-Aqsa) si riferisce direttamente alla moschea di Gerusalemme \u2013 e ci sono state diverse ondate di indignazione nel mondo arabo e musulmano per la presenza dell\u2019estrema destra sotto la protezione delle forze israeliane sulla spianata delle moschee.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un aspetto che rende la relazione tra Israele e l\u2019Arabia Saudita pi\u00f9 difficile rispetto a quella con gli Emirati Arabi Uniti. La monarchia saudita dichiara di voler dimostrare la sua legittimit\u00e0 in quanto custode dei luoghi santi. Tuttavia, il terzo luogo sacro dell\u2019Islam \u00e8 Gerusalemme, dove attualmente c\u2019\u00e8 un governo israeliano di estrema destra, con persino alcuni elementi radicali che chiedono la ricostruzione del Tempio. Per l\u2019Arabia Saudita, questo rappresenta una sfida delicata e potrebbe quindi chiedere un prezzo elevato per il suo sostegno o riconoscimento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u00c8 in questo senso che l\u2019Arabia Saudita sembrava impegnata a negoziare un megadeal con l\u2019amministrazione Biden, che avrebbe dovuto offrire una soluzione a lungo termine alla questione palestinese in cambio di tecnologie nucleari e forti garanzie di sicurezza. Alcuni ritengono addirittura che l\u2019operazione di Hamas \u2013 che sembra aver avuto il sostegno dell\u2019Iran \u2013 sia stata progettata per rendere impossibile questo accordo. Condivide questa opinione?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Da diversi mesi, l\u2019amministrazione Biden sta lavorando a un piano per estendere gli Accordi di Abramo, il grande successo diplomatico dell\u2019amministrazione Trump. Sebbene coinvolgano gi\u00e0 Israele, Marocco, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti, l\u2019obiettivo \u00e8 di estenderli al principale Paese del Golfo, l\u2019Arabia Saudita. Si tratterebbe di una rottura storica. \u00c8 quindi comprensibile che Hamas e l\u2019Iran abbiano un profondo interesse a far deragliare questa iniziativa. E va da s\u00e9 che l\u2019attacco di Hamas pone delle difficolt\u00e0 probabilmente insormontabili: se ci saranno molte vittime civili palestinesi, i sauditi non potranno procedere con il loro riavvicinamento a Israele.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Se ci saranno molte vittime civili palestinesi, i sauditi non potranno procedere con il loro riavvicinamento a Israele<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Si tratta di un altro scacco in Medio Oriente per l\u2019amministrazione Biden?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 piuttosto sorprendente, a mio avviso, \u00e8 che gli Stati Uniti si siano posti in una posizione passiva, insistendo sulla negoziazione di un accordo formale, quando la relazione tra Arabia Saudita e Israele era nei fatti sulla buona strada.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come spiega tutto questo ?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Non ho una risposta chiara. Quando non si ha una risposta sulla politica estera, si dice che la causa \u00e8 la politica interna. E in effetti l\u2019amministrazione Biden sta entrando in una difficile campagna elettorale in cui deve dimostrare di avere un bilancio migliore di Trump in Medio Oriente. Il megadeal sarebbe stato migliore degli Accordi di Abramo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbe anche un\u2019altra ipotesi. Il Medio Oriente \u00e8 meno vitale per gli Stati Uniti, che sono pi\u00f9 che autosufficienti in termini di energia e non ritengono pi\u00f9 \u2013 a ragione \u2013 che l\u2019esistenza di Israele sia minacciata da attori internazionali. Tuttavia, il Medio Oriente rimane di importanza strategica nel contesto della grande rivalit\u00e0 che si sta sviluppando tra Stati Uniti e Cina. Potrebbero quindi essere preoccupati di vedere una penetrazione cinese nella regione, grazie alla sua capacit\u00e0 di stabilire relazioni clientelari senza imporre condizioni morali. Il megadeal con i sauditi potrebbe quindi essere visto come una reazione degli Stati Uniti all\u2019ascesa della Cina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il Medio Oriente \u00e8 meno vitale per gli Stati Uniti, che sono pi\u00f9 che autosufficienti in termini di energia e non ritengono pi\u00f9 \u2013 giustamente \u2013 che l\u2019esistenza di Israele sia minacciata da attori internazionali<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come interpreta la situazione dell\u2019Iran? \u00c8 l\u2019unico Paese ad aver sostenuto l\u2019attacco fin dall\u2019inizio, dichiarando persino di aver contribuito a organizzarlo&#8230;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La Repubblica Islamica dell\u2019Iran si trova in qualche modo nella posizione del Direttorio della Prima Repubblica in Francia. La sfida, a partire dal terzo anno della Rivoluzione, fu quella di mantenere una base ideologica e di giustificare le proprie azioni su tale base. All\u2019epoca, in Francia, alcuni sacerdoti furono sfortunatamente mandati alla ghigliottina, o addirittura a quella che era conosciuta come la \u00abghigliottina secca\u00bb, cio\u00e8 a Cayenne. Era un modo per dimostrare che le istituzioni, nei loro sforzi di stabilizzazione, erano ancora fedeli al loro impegno rivoluzionario. La Repubblica islamica dell\u2019Iran si trova in una dinamica simile. Ha bisogno di una costante giustificazione ideologica, nominando e svergognando il Grande Satana (gli Stati Uniti) e il Piccolo Satana (Israele).<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, \u00e8 importante sottolineare che i veri nemici dell\u2019Iran non sono n\u00e9 gli Stati Uniti n\u00e9 Israele: sono i Paesi arabi del Golfo. E sostenere Hamas significa mettere in imbarazzo le monarchie arabe del Golfo, che guardano dall\u2019alto in basso un movimento che pretende di essere sia democratico che islamista. Sanno bene cosa pensa l\u2019opinione pubblica araba. E come abbiamo detto, c\u2019\u00e8 anche il desiderio di cercare di far deragliare la formazione di questa sorta di alleanza israelo-araba in funzione anti-iraniana.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, il gioco dell\u2019Iran \u00e8 sottile. Gli iraniani, che finanziano Hamas e che potrebbero essere stati consultati da Hamas per preparare l\u2019attacco, non devono essere sottovalutati. Allo stesso tempo, dobbiamo prendere in considerazione la capacit\u00e0 decisionale di Hamas, come quella di Hezbollah, che non sono semplicemente strumenti dei servizi iraniani. Hanno un proprio programma. Per il momento, l\u2019Iran si accontenta di una retorica veemente, ma sembra che anch\u2019esso stia evitando di superare una linea che potrebbe rivelarsi pericolosa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il gioco dell\u2019Iran \u00e8 sottile. Gli iraniani, che finanziano Hamas e che potrebbero essere stati consultati da Hamas per preparare l\u2019attacco, non devono essere sottovalutati&nbsp;<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>A questo punto, quali sono i rischi che la conflagrazione si estenda e coinvolga direttamente la Repubblica Islamica dell\u2019Iran nella guerra del Sukkot?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 Hezbollah non interviene significa che l\u2019Iran non vuole spingere le ostilit\u00e0 troppo in avanti. Infatti, se Hezbollah dovesse intervenire, ci sarebbe un grande rischio che Israele colpisca direttamente l\u2019Iran. Si stima che in un simile scenario, date le migliaia di razzi in possesso di Hezbollah, si potrebbe colpire il terzo settentrionale di Israele, compresa Haifa &#8211; come ho potuto vedere durante il mio periodo come ambasciatore nel 2006, quando Haifa era sotto bombardamento. Una situazione del genere sarebbe difficile da tollerare per Israele, che potrebbe quindi prevedere un\u2019azione diretta contro l\u2019Iran, con il sostegno implicito dei Paesi arabi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Passiamo alla scala globale. <\/strong><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/08\/israele-e-la-guerra-del-sukkot-geopolitica-delle-reazioni-allattacco-di-hamas-del-7-ottobre-carta-esclusiva-aggiornata-alle-23\/\"><strong>La mappa delle reazioni alla guerra del Sukkot<\/strong><\/a><strong> mostra un\u2019analogia con la mappa delle reazioni alla guerra in Ucraina. Da un lato, vediamo un Occidente molto compatto, che dimostra una solidariet\u00e0 inequivocabile con Israele e una chiara condanna di Hamas. Dall\u2019altro lato, vediamo che il sostegno esplicito all\u2019attacco rimane in minoranza, con meno Paesi del previsto anche nel mondo arabo e musulmano pronti a sostenere Hamas. Tra i due, come nella guerra in Ucraina, troviamo i BRICS +, dal Brasile alla Cina, con la notevole eccezione questa volta dell\u2019India, che sembra adottare una posizione di neutralit\u00e0 strategica. Come spiega questo isomorfismo?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Vorrei iniziare dicendo che condivido l\u2019indignazione per quanto \u00e8 accaduto nel sud di Israele. Allo stesso tempo, noto l\u2019assoluto silenzio dell\u2019Occidente di fronte all\u2019escalation di violenza perpetrata dai coloni a spese dei palestinesi. In qualit\u00e0 di ex ambasciatore francese in Israele, ho seguito da vicino quanto sta accadendo da diversi mesi nei territori occupati della Cisgiordania. Stiamo assistendo a una chiara impennata della violenza. Il governo di Netanyahu sta chiudendo un occhio e sostiene persino i coloni pi\u00f9 estremisti. Questo solleva un\u2019accusa fondata di doppio standard. Naturalmente, non lo direi in televisione o alla radio, perch\u00e9 nell\u2019attuale atmosfera di emozione &#8211; un\u2019emozione del tutto legittima e che condivido &#8211; sarei immediatamente accusato di giustificare l\u2019ingiustificabile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Vorrei iniziare dicendo che condivido l\u2019indignazione per quanto \u00e8 accaduto nel sud di Israele. Allo stesso tempo, noto l\u2019assoluto silenzio dell\u2019Occidente di fronte all\u2019escalation di violenza perpetrata dai coloni a spese dei palestinesi<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Pensa che dobbiamo tenere conto di questa accusa per capire la discrepanza tra l\u2019Occidente e il resto del mondo?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il resto del mondo \u2013 l\u2019ho sentito in particolare quando ero alle Nazioni Unite \u2013 ci accusa costantemente di avere due pesi e due misure. L\u2019elenco degli esempi \u00e8 lungo: l\u2019invasione dell\u2019Iraq, la guerra in Yemen&#8230; Ma al cuore di questa accusa c\u2019\u00e8 sempre la questione palestinese, che viene percepita da molti Paesi della regione e del resto del mondo come una prova della nostra parzialit\u00e0. Quindi, per questi Paesi, ci\u00f2 che sta accadendo oggi \u00e8 tragico, ma ricordano che non eravamo cos\u00ec commossi quando bambini o adolescenti ricevevano un proiettile in testa in Cisgiordania.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come spiega la posizione indiana?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un elemento che rafforza la posizione dell\u2019Occidente, per cos\u00ec dire, ed \u00e8 che molti Paesi considerano il terrorismo islamico come il loro principale nemico. L\u2019India \u00e8 uno di questi Paesi. In questo mondo, ogni Paese difende i propri interessi, il che spiega le espressioni di solidariet\u00e0 dell\u2019India nei confronti di Israele.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che ruolo sta giocando la Russia in questa sequenza?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di tutto, \u00e8 importante sottolineare che le relazioni tra Israele e Russia sono eccellenti. Sono agevolate soprattutto dalla comunit\u00e0 russa in Israele \u2013 che conosco bene \u2013 con oltre un milione di russi, tra cui molti oligarchi che viaggiano tra Mosca e Tel Aviv senza alcun problema. Israele mantiene una posizione piuttosto tiepida nei confronti dell\u2019Ucraina, e si potrebbe persino dire che adotta una certa neutralit\u00e0. In effetti, Israele \u00e8 meno favorevole all\u2019Ucraina che la Turchia, ad esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Israele cerca di mantenere relazioni con entrambe le parti. Quindi non vedo perch\u00e9 la Russia dovrebbe avere un interesse reale a stare dietro a questa vicenda. In realt\u00e0, Israele ha la capacit\u00e0 di danneggiare la Russia, soprattutto grazie alla sua potente industria delle armi, e potrebbe interrompere le relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non dobbiamo sopravvalutare il potere dei russi. Navigano in base alle opportunit\u00e0, come possiamo vedere in Africa. In questa situazione, hanno un\u2019opportunit\u00e0 d\u2019oro che potrebbe avvicinarli al mondo arabo nel suo complesso. A mio avviso, sfrutteranno questa opportunit\u00e0 a fini propagandistici. Potranno anche criticare l\u2019Occidente in una guerra che distoglie l\u2019attenzione dall\u2019Ucraina. Tuttavia, non credo che la Russia stia giocando un ruolo importante in questa vicenda, nonostante le speculazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Tuttavia, non credo che la Russia stia giocando un ruolo importante in questa vicenda, nonostante le speculazioni<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>C\u2019\u00e8 un possibile esito negoziale a questa guerra?&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per negoziare, sono necessarie due persone sedute intorno al tavolo. Nessuna delle due \u00e8 disposta o in grado di farlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho lasciato il mio incarico di ambasciatore francese in Israele quasi vent\u2019anni fa. Ricordo che ero straordinariamente pessimista sulle prospettive di un esito negoziale: vedevo la brutalizzazione dell\u2019occupazione, la tossicit\u00e0 della religione, il crollo della sinistra. Oggi, ahim\u00e8, gli scenari peggiori si sono avverati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo di estrema destra di Israele \u00e8 impegnato ad annettere la Cisgiordania. Questo \u00e8 un dato di fatto. Eppure nessuno pu\u00f2 credere che, con le immagini delle atrocit\u00e0 commesse da Hamas, l\u2019opinione pubblica israeliana domani chieder\u00e0 di fare concessioni ai palestinesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da parte israeliana, non c\u2019\u00e8 nessuno che voglia negoziare. Oggi, la sinistra \u00e8 fisicamente scomparsa dalla Knesset. Da parte palestinese, abbiamo un\u2019autorit\u00e0 totalmente screditata con a capo un uomo di ottantotto anni e un\u2019amministrazione che \u00e8 diventata praticamente un\u2019appendice dei servizi israeliani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il governo di estrema destra di Israele \u00e8 impegnato ad annettere la Cisgiordania. Questo \u00e8 un dato di fatto<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Onestamente, se domani ci fossero le elezioni in Cisgiordania, Hamas probabilmente vincerebbe, non perch\u00e9 gli abitanti della Cisgiordania siano islamisti, ma perch\u00e9 sono stufi dell\u2019Autorit\u00e0 Palestinese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda Hamas, personalmente ritengo che abbiamo commesso un errore strategico, soprattutto noi francesi, rifiutandoci di parlare con loro nel 2006. Dal punto di vista geografico e politico, Hamas si \u00e8 imposto una politica di rifiuto assoluto di negoziare e di sostegno incondizionato alla violenza armata, oltre ad essere finanziato e armato dall\u2019Iran.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quindi la spirale di violenza non pu\u00f2 essere fermata?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sono convinto che, nonostante l\u2019emozione attuale e le indagini che si svolgeranno per definire i responsabili dell\u2019incredibile fallimento dell\u2019intelligence strategica di Israele, la situazione torner\u00e0 sostanzialmente alla normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Stati Uniti stanno entrando in campagna elettorale e durante questo periodo non cercheranno di negoziare. Anche la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 divisa, a maggior ragione a causa della guerra in Ucraina e della rivalit\u00e0 tra Stati Uniti e Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli europei, da parte loro, sono impotenti a risolvere il conflitto. Ahim\u00e8, la mia previsione \u00e8 che dopo questa esplosione di violenza e di emozioni, torneremo alla situazione precedente. Lo status quo, in fin dei conti, sembra comodo per tutte le parti. I palestinesi perdono, Israele vince, e ogni tre, quattro o cinque anni assistiamo a crisi simili, spettacolari ma che non sfidano davvero la pace mondiale, per dirla cinicamente.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La posizione che riterrei dignitosa per noi europei, quando usciamo da questa crisi specifica, sarebbe quella di difendere i diritti dei palestinesi in Cisgiordania<\/p><cite>G\u00e9rard Araud<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ancora una volta, vediamo che l\u2019UE sembra mancare sia di autonomia di analisi che di visione geopolitica quando si tratta di un\u2019area che la riguarda direttamente: il Mediterraneo. Secondo lei, quale sarebbe la posizione pi\u00f9 coerente che potremmo cercare di articolare?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Vi sorprender\u00f2, far\u00f2 un discorso morale. La posizione che riterrei dignitosa per noi europei, quando usciamo da questa crisi specifica, sarebbe quella di difendere i diritti dei palestinesi in Cisgiordania. Penso che ci\u00f2 che sta accadendo sia assolutamente indegno. In Cisgiordania, stiamo assistendo a una situazione di apartheid, in cui due popolazioni vivono sulla stessa terra, con diritti assolutamente diseguali. In nome dei nostri interessi e dei nostri valori, potremmo almeno alzare la voce su questo tema. Questo potrebbe essere un modo per rispondere all\u2019accusa di usare due pesi e due misure. Dato che agli arabi interessa poco la causa palestinese e che gli americani non stanno prendendo alcuna iniziativa per rilanciare il processo di pace, potremmo considerare di limitare le esportazioni dalla Cisgiordania israeliana verso l\u2019Unione Europea. Arriver\u00e0 il momento di alzare la voce per proteggere i diritti dei Palestinesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ambasciatore di Francia in Israele e negli Stati Uniti, rappresentante permanente della Francia all\u2019ONU, il diplomatico G\u00e9rard Araud \u00e8 una delle persone pi\u00f9 adatte a cogliere le complessit\u00e0 sollevate dall\u2019attacco di Hamas sabato. 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