{"id":11898,"date":"2023-10-09T13:50:55","date_gmt":"2023-10-09T11:50:55","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11898"},"modified":"2023-10-09T13:51:18","modified_gmt":"2023-10-09T11:51:18","slug":"allargare-lunione-una-processione-senza-fine-attorno-al-passato-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/09\/allargare-lunione-una-processione-senza-fine-attorno-al-passato-delleuropa\/","title":{"rendered":"Allargare l\u2019Unione: una processione senza fine attorno al passato dell\u2019Europa"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lo <em>xhiro<\/em> europ<\/strong>eo<\/h2>\n\n\n\n<p>Crescendo nell\u2019Albania comunista degli anni Ottanta, nelle calde sere estive non c\u2019era molto da fare, se non lo <em>xhiro<\/em>. Lo <em>xhiro<\/em> \u2013 pronunciato jee-ro e derivato dal latino girare o dall\u2019antico greco \u03b3\u1fe6\u03c1\u03bf\u03c2, letteralmente girare in cerchio \u2013 \u00e8 ci\u00f2 che gli altri europei chiamano, a cuor pi\u00f9 leggero, una passeggiata, una <em>promenade <\/em>o uno <em>Spazierengang<\/em>. Un rituale di speranza e resilienza, come se non importasse davvero che non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro da fare a parte lo <em>xhiro<\/em>, come se tra le miriadi di attivit\u00e0 alternative, in realt\u00e0 non esistenti, lo <em>xhiro<\/em> fosse in ogni caso la migliore.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa comportava lo <em>xhiro<\/em>? Nel caso della mia piccola citt\u00e0 sull\u2019Adriatico, Durazzo, significava che le persone indossavano i loro vestiti migliori e, appena calava il sole, attraversavano il centro citt\u00e0 fino a raggiungere il mare. Ma spiegare dove culminasse lo <em>xhiro<\/em> pu\u00f2 essere fuorviante. Si rischia di dare l\u2019idea che ci fosse un fine: andare da qualche parte, incontrare qualcuno, fare qualcosa. La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019altra: non c\u2019era alcun fine. Lo<em> xhiro<\/em> era un fine in s\u00e9. Aveva le sue regole, il suo simbolismo, persino i suoi ritmi. Non troppo veloci \u2013 perch\u00e9 altrimenti avrebbe significato che si cercava di arrivare da qualche parte \u2013 e nemmeno troppo lenti \u2013 perch\u00e9 avrebbe creato una coda e fermato tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molti aspetti, lo <em>xhiro<\/em> era come il processo di allargamento europeo. Andava avanti all\u2019infinito, andava avanti in cerchio, e porre la domanda di dove si stesse andando di preciso sembrava particolarmente inappropriato. Nella sua circolarit\u00e0, nella sua prevedibilit\u00e0, nella sua monotonia formulare, era insieme senza speranza e ricco di speranza, caratterizzato dalla gioia sprezzante e dalla misera rassegnazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci sono anche altri elementi che mi fanno pensare insieme l\u2019Europa e queste passeggiate giovanili. A Durazzo, uscire per lo <em>xhiro<\/em> era come fare un tour immaginario attraverso la storia europea. In genere si passava davanti a un piccolo sito archeologico fatiscente, dove le colonne rotte evocavano i tempi antichi in cui la citt\u00e0 si chiamava Epidamnos, un nome che i Romani cambiarono in seguito, forse perch\u00e9 c\u2019era qualcosa di <em>damnos<\/em> \u2013 o dannazione \u2013 in esso. Gli oligarchi esiliati di Epidamnos hanno un ruolo di primo piano nella <em>Guerra del Peloponneso<\/em> di Tucidide, uno dei testi fondamentali della civilt\u00e0 europea e una delle prime lezioni sul potere e sul realismo nelle relazioni internazionali. Sono anche presenti nella <em>Politica<\/em> di Aristotele come esempio della degenerazione del governo oligarchico: i ricchi che se la prendono con i poveri, i poveri che strappano il controllo ai ricchi \u2013 e nel mezzo l\u2019emergere dei demagoghi. Potere, ricchezza, <em>Realpolitik<\/em>: se tutto questo suona familiare, \u00e8 perch\u00e9 il patrimonio culturale dell\u2019Europa \u00e8 fatto di valori universali, ma anche di violazioni universali.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000008-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1730\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000008-330x223.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000008-690x466.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000008-1340x906.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000008-125x84.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">L&#8217;hotel Adriatiku a Durazzo, Albania, 1999 (SIPA)<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fare i compiti <\/h2>\n\n\n\n<p>Poco oltre le rovine, c\u2019era un anfiteatro romano, o mezzo anfiteatro, dato che il resto \u00e8 ancora sepolto sottoterra, nella speranza che un giorno possa essere resuscitato grazie ai fondi dell\u2019UE. Si tratta del pi\u00f9 grande anfiteatro dei Balcani, costruito nel II secolo d.C. dall\u2019imperatore Traiano. Anche se, per essere pi\u00f9 precisi, Traiano commission\u00f2 solo i lavori \u2013 le pietre furono posate da schiavi senza nome. Non solo le violazioni e i valori semplicemente coesistono, ma a volte uno \u00e8 un prerequisito per l\u2019altro. Pi\u00f9 avanti nello <em>xhiro<\/em>, proprio dietro l\u2019anfiteatro, c\u2019erano le mura bizantine della citt\u00e0, erette dopo un terremoto dall\u2019imperatore d\u2019Oriente Anastasio, lui stesso nato e cresciuto in citt\u00e0. E dall\u2019altra parte delle mura, c\u2019era la torre veneziana, risalente all\u2019epoca in cui Durazzo era nota come Ducato di Durazzo, una colonia della Repubblica di Venezia strappata ai Normanni, poi contesa tra gli Angioini, i Serbi e gli Ungheresi, prima che il conflitto si risolvesse definitivamente con l&#8217;espansione dell\u2019Impero ottomano. Di questo, stranamente, rimangono solo poche tracce: una vecchia moschea, convertita in un centro giovanile durante l\u2019abbraccio forzato dei comunisti all\u2019ateismo, alcune case e un paio di negozi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Potere, ricchezza, <em>Realpolitik<\/em>: se tutto questo suona familiare, \u00e8 perch\u00e9 il patrimonio culturale dell\u2019Europa \u00e8 fatto di valori universali, ma anche di violazioni universali<\/p><cite>Lea Ypi<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Con la fine della Guerra fredda, tutto si trasform\u00f2. Lo <em>xhiro<\/em> divenne pi\u00f9 lungo. Port\u00f2 le persone oltre le rovine archeologiche, oltre le mura della citt\u00e0, oltre il mare, in una parte diversa dell\u2019Europa, nell\u2019Unione Europea. I soldati europei, un tempo mobilitati per conquistare terre straniere, ora controllavano i suoi confini esterni. Le istituzioni europee si preoccuparono di stabilire se questi nuovi, aspiranti, europei fossero uguali ai vecchi membri di successo. Meritavano di venire? Avevano valide pretese di viaggiare? Su quali basi potevano stabilirsi? I loro valori erano compatibili con quelli europei?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi viene chiesto se l\u2019Albania si merita di essere <em>in<\/em> Europa, penso alla mia passeggiata a Durazzo e mi viene da sorridere. \u00c8 stato difficile stare<em> fuori <\/em>dall\u2019Europa nelle ultime migliaia di anni, nel bene e nel male.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la domanda \u00e8 rivelatrice dell\u2019atteggiamento di coloro che la pongono, equiparando gli ideali dell\u2019Europa con la realt\u00e0 delle istituzioni dell\u2019UE, Bruxelles con l\u2019emancipazione universale, il processo di allargamento con un percorso a ostacoli creato dagli Stati membri meritevoli e di successo verso gli aspiranti euripei incompetenti \u2013 nella migliore delle ipotesi \u2013 o corrotti \u2013 nella peggiore .<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre 2022, dopo una visita ufficiale a Tirana seguita all\u2019apertura dei negoziati ufficiali di adesione, gli albanesi si sono sentiti sollevati nel sentire il Commissario UE Ursula Von Der Leyen dichiarare durante una conferenza stampa: \u00abl\u2019Albania ha fatto i compiti a casa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, tutte le difficolt\u00e0 dell\u2019UE e tutti i travagli dell\u2019allargamento in un\u2019unica metafora. Qui c\u2019\u00e8 la formulazione pi\u00f9 semplice di una relazione distorta: la relazione non tra pari, ma tra studente e insegnante, tra coloro che hanno saggezza da impartire e coloro che hanno lezioni da imparare, tra bastoni e carote, tra sanzioni e ricompense. Si pu\u00f2 davvero \u00abinsegnare\u00bb la libert\u00e0 e la democrazia? E sono questi i tipi di lezioni che gli attuali Stati dell\u2019UE sono nella posizione migliore per impartire?<\/p>\n\n\n\n<p>Almeno i Paesi candidati hanno dei compiti da fare a casa. E l\u2019UE? I suoi valori sono noti: diritti umani, dignit\u00e0 umana, Stato di diritto, uguaglianza, libert\u00e0, democrazia, rispetto delle minoranze. Sono cos\u00ec appassionatamente insegnati ai Paesi candidati e cos\u00ec ardentemente sostenuti nei discorsi dei leader di preadesione, che farebbero diventare credente anche il pi\u00f9 inflessibile dei cinici. La realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 complicata. Non si pu\u00f2 tenere una lezione sui diritti umani e allo stesso tempo ritirare i finanziamenti per i progetti umanitari, come l\u2019Italia ha chiesto di recente. Non si pu\u00f2 predicare la dignit\u00e0 umana lasciando annegare le persone nel Mediterraneo. Non si pu\u00f2 elogiare lo Stato di diritto mentre si orchestrano sistematicamente aggressioni ai tribunali \u2013 si guardi a Polonia e Ungheria. La triste verit\u00e0 \u00e8 che su tutte queste questioni, gli ideali sono molto lontani dalla realt\u00e0 e l\u2019agenda dell\u2019UE \u00e8, se non fissata, trascinata dall\u2019estrema destra. La sinistra, i liberali, i verdi, il centro, si consolano semplicemente con il fatto che la situazione non \u00e8 cos\u00ec cattiva come potrebbe essere \u2013 spoiler: \u00e8 cattiva quanto \u00e8 debole la resistenza che incontra.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000013-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1703\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000013-330x220.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000013-690x459.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000013-1340x891.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000013-125x83.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La morale interna dell\u2019allargamento<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine che l\u2019UE ha tradizionalmente proiettato sugli Stati candidati \u2013 un\u2019Unione basata sui principi, fiduciosa, risoluta \u2013 \u00e8 il contrario di come appare dall\u2019interno. Gli studiosi discutevano di solito della mancanza di democrazia interna, mentre ora la questione \u00e8 diventata la sua sopravvivenza di base. Ma le questioni dell\u2019allargamento esterno e della riforma interna non sono cos\u00ec separate come sembrano. Mentre i partiti di destra vincono le elezioni in uno Stato membro dopo l\u2019altro, e i partiti di sinistra li imitano sempre pi\u00f9 spesso, il progetto \u00e8 scosso nelle fondamenta. Che tipo di Unione emerger\u00e0 dalla crisi attuale? Per quanto ne sappiamo, potrebbe essere quella che rispecchia lo <em>Zeitgeist<\/em>: politicamente autoritaria, culturalmente essenzialista, escludente fino alla crudelt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La sinistra, i liberali, i verdi, il centro, si consolano semplicemente con il fatto che la situazione non \u00e8 cos\u00ec cattiva come potrebbe essere \u2013 spoiler: \u00e8 cattiva quanto \u00e8 debole la resistenza che incontra<\/p><cite>Lea Ypi<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In queste circostanze, che senso ha discutere dell\u2019allargamento come se fossimo in uno scenario politico normale? Qual \u00e8 lo scopo del <em>business as usual:<\/em> rispettare le scadenze, confrontare i casi dell\u2019Ucraina e dei Balcani occidentali, stabilire obiettivi e imporre priorit\u00e0? L\u2019UE non \u00e8 mai apparsa cos\u00ec impotente. Sicuramente, l\u2019attenzione non dovrebbe essere rivolta a ci\u00f2 che pu\u00f2 insegnare per allargarsi, ma a come pu\u00f2 imparare a sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p>[<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/17\/jaime-lheterogeneite-de-londres-une-conversation-avec-lea-ypi\/\"><em><strong>Per approfondire: una conversazione con Lea Ypi sulla Gran Bretagn<\/strong><\/em><strong><em>a<\/em><\/strong><\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ci\u00f2 richiede un nuovo approccio al processo di allargamento e di integrazione: esaminarli non come due problemi distinti, ma come uno solo. Richiede di interagire con i Paesi candidati non come subordinati ma come partner, non come soggetti passivi ma come attori alla pari. Da decenni ormai, il processo di allargamento ha s\u00ec cercato di migliorare la democrazia nei Paesi candidati, ma l\u2019ha anche impoverita. Da un lato, la prospettiva dell\u2019integrazione nell\u2019UE ha mantenuto viva la speranza sia all\u2019interno che all\u2019esterno dell\u2019Unione, ha dato ai cittadini un senso di direzione, una visione del futuro in mezzo al crollo totale della fede nelle ideologie. D\u2019altra parte, mentre l\u2019UE incoraggiava l\u2019adesione a principi astratti, riduceva lo spazio per lo scambio. Ha incoraggiato lo Stato di diritto, ma ha scoraggiato la critica strutturale. Se i problemi sociali sono ora tutti imputati alla \u00abcorruzione\u00bb delle \u00e9lite nazionali \u2013 come se la corruzione si trovasse solo al di fuori dell\u2019UE \u2013 questo \u00e8 in misura importante dovuto all\u2019egemonia del discorso sull\u2019allargamento dell\u2019UE. L\u2019implicazione era che non esistono regole sbagliate, ma solo persone sbagliate. Il risultato \u00e8 che le persone nella regione possono solo contemplare i politici \u2013 tutti i politici \u2013 come ladri.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, qualcosa di simile avviene anche nell\u2019UE. Questo dimostra semplicemente quanto siano cambiati i tempi. Il processo di allargamento verso l\u2019esterno non pu\u00f2 rimanere immune da ci\u00f2 che accade all\u2019interno. Coloro che si oppongono all\u2019attuale UE, che sono attirati dalla destra, non si oppongono perch\u00e9 \u00e8 troppo \u00abwoke\u00bb o troppo cosmopolita. Molto semplicemente, e molto ragionevolmente aggiungerei, si oppongono perch\u00e9 non li rappresenta. \u00c8 questa lacuna rappresentativa che viene colmata dall\u2019estrema destra, trasformandola in un aut-aut, o \u00abtu\u00bb o \u00abloro\u00bb, o \u00abEuropa\u00bb o \u00abStato\u00bb, o \u00abmigrante\u00bb o \u00ablavoratore bianco\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Da decenni ormai, il processo di allargamento ha s\u00ec cercato di migliorare la democrazia nei Paesi candidati, ma l\u2019ha anche impoverita<\/p><cite>Lea Ypi<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il problema dell\u2019UE non \u00e8 che \u00e8 transnazionale, ma che non \u00e8 abbastanza transnazionale, che \u00e8 transnazionale solo per l\u2019\u00e9lite. L\u2019idea che siamo tutti uguali nel fare le leggi che siamo tenuti a rispettare \u2013 o i regolamenti dell\u2019UE che rispettiamo \u2013 \u00e8 cos\u00ec palesemente falsa in un mondo di strutturali divisioni economiche e politiche, che \u00e8 sorprendente e sfortunato che sia diventato un grido di appello solo per la destra.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000005-scaled.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"2560\"\n        data-pswp-height=\"1729\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000005-330x223.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000005-690x466.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000005-1340x905.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00532235_000005-125x84.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Durazzo, Albania, 1991 (SIPA)<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel bazar costituzionale europ<\/strong>eo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nella Repubblica di Platone, la democrazia \u00e8 paragonata a un bazar costituzionale. Le persone possiedono cos\u00ec tanta libert\u00e0 che possono scegliere qualsiasi forma di governo come fondamento della comunit\u00e0 politica: governo del popolo (democrazia), governo dei ricchi (oligarchia), governo dei migliori (aristocrazia) e, quando la democrazia si deteriora, governo dei tiranni. Platone, come noto, non era un democratico e le sue osservazioni erano pensate come un segnale di avvertimento. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa nella sua critica che fa pensare all\u2019UE, un altro tipo di bazar costituzionale. Il Parlamento europeo assomiglia al governo del popolo, la Banca centrale europea riecheggia il governo dei ricchi, la Commissione e la Corte di Giustizia europea rappresentano il governo dei migliori \u2013 o degli esperti \u2013 e il Consiglio combina elementi di tutti questi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa miscela di elementi rende l\u2019agenda per la trasformazione dell\u2019UE particolarmente impegnativa. Nel caso degli Stati nazionali, la presenza nominale della sovranit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 l\u2019illusione del controllo popolare: la politica diventa ancora una volta lo spazio della libert\u00e0. Le istituzioni dell\u2019UE possono contare solo sulla politica. E cos\u00ec, continuano a circolare buone idee politiche: un New Deal verde per l\u2019Europa, una politica migratoria europea comune e, quando le cose vanno bene, uno schema di tassazione progressiva. Ma come abbiamo visto di recente, delle buone politiche sono minacciate dalla cattiva politica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Unione non \u00e8 mai stata cos\u00ec vulnerabile alle fluttuazioni politiche dei suoi Stati membri \u2013 la Brexit \u00e8 stata solo un primo segnale di allarme. Ecco perch\u00e9 l\u2019elaborazione di buone politiche \u2013 comprese quelle sull\u2019allargamento \u2013 non pu\u00f2 pi\u00f9 essere sufficiente. Le buone politiche non si difendono da sole: richiedono anche un fattore umano. Un vero cambiamento nell\u2019UE richiede lo sviluppo di un movimento paneuropeo che sostenga politiche adeguatamente inclusive e radicalmente egualitarie, un insieme di regole e istituzioni che mettano in pratica la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza che predicano. Il problema dell\u2019espansione esterna dell\u2019UE non pu\u00f2 essere separato da quello della sua riforma interna. Ma non faremo progressi se ci blocchiamo in dibattiti su quali Paesi entreranno per primi nell\u2019UE, quale sia la pi\u00f9 probabile data di adesione, chi sar\u00e0 il secondo, chi verr\u00e0 dopo. Occorre invece un\u2019azione politica decisa e la chiarezza di vedute che ha caratterizzato i suoi padri fondatori: una nuova visione economica in grado di superare i limiti del capitalismo e istituzioni politiche adatte a dare ai cittadini un\u2019adeguata rappresentanza democratica. Insomma, un nuovo modello economico transnazionale combinato con un nuovo modello politico transnazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019UE non \u00e8 mai stata cos\u00ec vulnerabile alle fluttuazioni politiche dei suoi Stati membri \u2013 la Brexit \u00e8 stata solo un primo segnale di allarme<\/p><cite>Lea Ypi<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019Europa \u00e8 a un punto di svolta decisivo. Pu\u00f2 essere plasmata dalla destra, che alla fine la distrugger\u00e0 dall\u2019interno, oppure dovr\u00e0 intraprendere un cammino diverso dal solito, che dia priorit\u00e0 non a ci\u00f2 che deve insegnare agli altri, ma a ci\u00f2 che deve imparare affinch\u00e9 l\u2019ideale sopravviva.<\/p>\n\n\n\n\n<div class=\"double-picture my-12 lg:my-20\" \n    data-images-sizes=\"half\"\n    data-same-height=\"true\"\n    data-reference-image=\"left\"\n>    <!-- Images -->\n    <div class=\"lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <a \n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000003-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  \" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1496\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000003-scaled.jpg\" alt=\"Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA\" >\n                        <\/picture>\n                        <figcaption class=\"lg:hidden pswp-caption-content\">Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA<\/figcaption>                    <\/figure>\n                <\/a>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <a\n                    href=\"#\"\n                    data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000050-scaled.jpg\" \n                    class=\"gallery-item no-underline  lg:!absolute lg:h-full lg:right-0 lg:left-2 overflow-hidden\" \n                    data-pswp-width=\"2560\" \n                    data-pswp-height=\"1678\"\n                >\n                    <figure class=\"wp-block-image h-full -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                        <picture class=\"block h-full\">\n                            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/SIPA_00408377_000050-scaled.jpg\" alt=\"Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA\" class=\"lg:!h-full object-cover\">\n                        <\/picture>\n                        <figcaption class=\"lg:hidden pswp-caption-content\">Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA<\/figcaption>                    <\/figure>\n                <\/a>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n    <!-- Captions -->\n    <div class=\"hidden lg:flex\">\n        <div class=\"relative lg:pr-2 mb-7 lg:mb-0 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">\n                    <figcaption>Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA<\/figcaption>                <\/figure>\n                    \n        <\/div>\n        <div class=\"relative lg:pl-2 lg:w-1\/2\">\n                            <figure class=\"wp-block-image -mx-2 lg:mx-0 !my-0\">   \n                    <figcaption>Durazzo, Albania, 1999 \u00a9 Alexandra Boulat\/SIPA<\/figcaption>                <\/figure>\n                    <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Finendo la passeggiata<\/h2>\n\n\n\n<p>Alla fine della mia passeggiata a Durazzo, si raggiungeva un\u2019area informalmente conosciuta dalle generazioni pi\u00f9 anziane come Volga \u2013 dal nome di ispirazione sovietica di un vecchio hotel \u2013 e a noi bambini come <em>Rezistenca<\/em>, o piazza della resistenza, dopo un memoriale comunista che celebrava la resistenza dell\u2019Albania all\u2019invasione fascista durante la Seconda Guerra Mondiale. Il memoriale consisteva in diversi gradini di cemento in salita \u2013 spesso usati dai bambini come scivoli \u2013 che conducevano a una grande scultura socialista di un milite ignoto. Il suo sguardo era fisso sul mare Adriatico e l\u2019espressione dei suoi occhi era quasi malinconica. Ma le sue mani erano saldamente alzate, teneva una pistola puntata verso l\u2019Italia, dall\u2019altra parte del mare. Era un\u2019immagine plastica di violenza e di desiderio.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure nessuno ci faceva caso. Gli abitanti di Durazzo camminavano intorno al monumento come in una processione, assorti nelle loro preoccupazioni quotidiane, senza quasi guardarlo, tantomeno fermarsi a osservarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche in questo c\u2019\u00e8 qualcosa dell\u2019UE. Una processione infinita intorno al passato. Un passato che \u00e8 semplicemente un punto di riferimento, davanti al quale non ci fermiamo mai, non alziamo mai lo sguardo, non pensiamo mai. Rimane l\u00ec, come una statua di bronzo, freddo come la pietra \u2013 e le sue lezioni pi\u00f9 importanti sono insieme nascoste e in piena vista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Xhiro. E se un popolare rito delle coste dell\u2019Adriatico permettesse di comprendere le difficolt\u00e0 del processo di allargamento europeo? Nel momento in cui Emmanuel Macron, Olaf Scholz, Ursula von der Leyen e altri leader europei discutono del futuro dell\u2019Unione, Lea Ypi riesuma dal suo passato il ricordo di una passeggiata nell\u2019Albania comunista. 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