{"id":11888,"date":"2023-10-09T13:40:14","date_gmt":"2023-10-09T11:40:14","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11888"},"modified":"2023-11-29T15:26:37","modified_gmt":"2023-11-29T14:26:37","slug":"allargare-e-riformare-lunione-il-rapporto-del-gruppo-dei-dodici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/09\/allargare-e-riformare-lunione-il-rapporto-del-gruppo-dei-dodici\/","title":{"rendered":"Allargare e riformare l\u2019Unione: il rapporto del \u00abGruppo dei Dodici\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>In <em>Guerra e pace<\/em>, Tolstoj si chiede cosa muova la storia. \u00c8 il prodotto delle decisioni di pochi individui in posizioni di potere o di un movimento irresistibile che travolge tutto ci\u00f2 che trova nel suo passaggio? Nel corso del romanzo, Tolstoj sviluppa una visione fatalista del destino dell\u2019umanit\u00e0, in cui il libero arbitrio ha poco spazio e i protagonisti non sono che giocattoli di dinamiche modellate da un ineluttabile determinismo. Ancora oggi, i dibattiti accademici continuano a concentrarsi sulla stessa domanda, tra coloro che privilegiano un approccio individualista ai fenomeni sociali, politici e storici e coloro che preferiscono invece una lettura basata sulle grandi strutture.<\/p>\n\n\n\n<p>La decisione di Vladimir Putin di invadere l\u2019Ucraina ha cambiato il destino dell\u2019Unione europea, sia che questa risulti dal gesto di un singolo uomo o da una logica radicata e di lungo periodo. Solo 18 mesi fa, la prospettiva dell\u2019allargamento e delle riforme sembrava remota, una questione capace di interessare solo una manciata di leader politici. Oggi questi temi sono al vertice dell\u2019agenda europea e la Presidenza spagnola del Consiglio dell\u2019Unione europea ha intenzione di far progredire la discussione al vertice informale di Granada del 6 ottobre. Sebbene i leader nazionali mostrino diversi gradi di entusiasmo alla prospettiva di accogliere nuovi Stati membri e abbiano opinioni contrastanti sulla necessit\u00e0 o sui mezzi per riformare l\u2019Unione, la discussione \u00e8 ora aperta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>[Per approfondire: il rapporto del \u00abGruppo dei Dodici\u00bb \u00e8 disponibile <a href=\"https:\/\/www.diplomatie.gouv.fr\/fr\/politique-etrangere-de-la-france\/la-france-et-l-europe\/evenements-et-actualites-lies-a-la-politique-europeenne-de-la-france\/actualites-europeennes\/article\/rapport-du-groupe-independant-d-experts-franco-allemands-sur-les-reformes-de-l?var_mode=calcul\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in francese<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.auswaertiges-amt.de\/blob\/2617206\/4d0e0010ffcd8c0079e21329bbbb3332\/230919-rfaa-deu-fra-bericht-data.pdf?fbclid=IwAR0YIzuQOS_TCnI9ixWiEvPeXhGicFIK8UKBzG4oiK1zAXOkxcilSSewb4E\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">in inglese<\/a>]<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un contesto geopolitico stravolto<\/h2>\n\n\n\n<p>Con la guerra di aggressione della Russia in Ucraina, in Europa si ripropongono questioni fondamentali: l\u2019Unione sta ripensando la sua geografia, le sue istituzioni, le sue competenze e il suo finanziamento. L\u2019aumento delle tensioni regionali e transregionali e l\u2019indebolimento delle strutture dell\u2019ordine internazionale hanno infranto le certezze su cui era stata concepita l\u2019integrazione europea. Il dibattito sulla capacit\u00e0 di azione dell\u2019UE e sulla sua sovranit\u00e0 si \u00e8 intensificato. L\u2019Ucraina e la Moldavia si sono recentemente aggiunte al gruppo di Paesi candidati all\u2019adesione all\u2019Unione (Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia \u2013 le ultime due con negoziati sospesi), a cui potrebbero aggiungersi Georgia e Kosovo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>l\u2019Unione sta ripensando la sua geografia, le sue istituzioni, le sue competenze e il suo finanziamento<\/p><cite>Olivier Costa e Daniela Schwarzer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia, l\u2019UE non \u00e8 pronta ad accogliere nuovi membri. Le sue istituzioni e i suoi meccanismi decisionali non sono stati concepiti per un numero cos\u00ec elevato di Paesi. Inoltre, alcuni Stati membri mettono apertamente in discussione lo Stato di diritto, il primato del diritto europeo e i valori comuni sanciti dai Trattati e un contagio non \u00e8 da escludere. In questo contesto, il 23 gennaio 2023 il governo francese e quello tedesco hanno nominato 12 esperti indipendenti &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-11888' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/09\/allargare-e-riformare-lunione-il-rapporto-del-gruppo-dei-dodici\/#easy-footnote-bottom-1-11888' title='Il \u00abGruppo dei dodici\u00bb \u00e8 composto da: Pervenche Ber\u00e8s, membro del Consiglio di amministrazione della Fondation Jean Jaur\u00e8s, Parigi; Olivier Costa (relatore), direttore di ricerca presso il CNRS, Centre de recherches politiques de Sciences Po Paris (CEVIPOF), e direttore del Dipartimento di studi politici europei e di governance, Coll\u00e8ge d\u2019Europe, Bruges; Gilles Gressani, presidente del Groupe d\u2019\u00e9tudes g\u00e9opolitiques, direttore della rivista &lt;em&gt;Le Grand Continent&lt;\/em&gt;, Parigi; Ga\u00eblle Marti, docente di diritto pubblico all\u2019Universit\u00e0 Lyon 3, direttrice del Centre d\u2019\u00e9tudes europ\u00e9ennes, Chaire Jean Monnet; Franz Mayer, docente di diritto pubblico, diritto europeo, diritto pubblico internazionale, diritto comparato e politica giuridica, Universit\u00e0 di Bielefeld; Thu Nguyen, senior researcher per le istituzioni europee e la democrazia, Jacques Delors Centre, Hertie School, Berlino; Nicolai von Ondarza, direttore di ricerca UE\/Europa, Istituto tedesco per gli affari internazionali e di sicurezza (SWP), Berlino; Sophia Russack, ricercatrice, Centro per gli studi di politica europea (CEPS), Bruxelles; Daniela Schwarzer (relatrice), membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Bertelsmann, Berlino, e professore onorario della Libera Universit\u00e0 di Berlino; Funda Tekin, direttore dell\u2019Istituto per la politica europea (IEP) e professore emerito dell\u2019Universit\u00e0 di Tubinga; Shahin Vall\u00e9e, ricercatore del Centro per la geopolitica, la geoeconomia e la tecnologia della Societ\u00e0 tedesca di politica estera (DGAP), Berlino; Christine Verger, vicepresidente dell\u2019Istituto Jacques Delors, Parigi. Il loro lavoro \u00e8 volontario.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> per formare un gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali dell\u2019UE. Il nostro mandato era quello di esaminare le modalit\u00e0 per mantenere la capacit\u00e0 d\u2019azione dell\u2019Unione, proteggere i suoi valori fondamentali, rafforzare la sua resilienza e renderla pi\u00f9 vicina ai cittadini, nella prospettiva di un allargamento e nel solco della Conferenza sul futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n\n\n<section class=\"dive print-block my-16\" style=\"background-color:;\">\n\t<div class=\"wrapper\">\n\t\t<div class=\"container mx-auto \">\n\t\t\t<div class=\"row flex flex-wrap relative pt-6 pb-16 lg:py-8\">\n\t\t\t\t<div class=\"col w-full xl:ml-1\/10\n\t\t\t\t\t md:w-2\/5 xl:w-2\/5 \t\t\t\t\t\">\n\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/evenements\/europa-contar-la-historia-de-un-continente-mas-grande\/\" style=\"color:#000000;\" class=\"font-display font-normal text-4xl leading-9 mb-5 text-white no-underline\">\n\t\t\t\t\t\tUna conversazione si sta aprendo\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div style=\"color:#000000;\" class=\"text-base leading-none font-sans\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Si sta per aprire un confronto decisivo e Il Grand Continent vi partecipa attivamente, invitandovi a seguirlo. Il 4 ottobre, a margine del Summit della Comunit\u00e0 politica europea, organizziamo infatti un evento eccezionale all\u2019Universit\u00e0 di Granada, nel Palazzo della Madraza: riuniremo Olga Stefanishyna, Vice primo ministro dell&#8217;Ucraina con delega all\u2019allargamento, gli scrittori Anna Bosch, Javier Cercas e Lea Ypi e il ministro spagnolo degli Esteri Jos\u00e9 Manuel Albares<\/p>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"mt-12 dive-list\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a  style=\"color:#19243c;\" class=\"no-underline block border-t border-grey-darker py-2 flex\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t   href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/evenements\/europa-contar-la-historia-de-un-continente-mas-grande\/\"><span class=\"font-sans font-semibold pr-4\">\u2192<\/span> Programma e iscrizioni<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a  style=\"color:#19243c;\" class=\"no-underline block border-t border-grey-darker py-2 flex\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t   href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/06\/16\/le-romancier-doit-remettre-en-cause-les-certitudes-du-citoyen-une-conversation-avec-javier-cercas\/\"><span class=\"font-sans font-semibold pr-4\">\u2192<\/span> Le incertezze di Javier Cercas<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<a  style=\"color:#19243c;\" class=\"no-underline block border-t border-grey-darker py-2 flex\"\n\t\t\t\t\t\t\t\t   href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/17\/jaime-lheterogeneite-de-londres-une-conversation-avec-lea-ypi\/\"><span class=\"font-sans font-semibold pr-4\">\u2192<\/span> Il Grand Tour di Lea Ypi<\/a>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div style=\"color:#000000;\" class=\"dive-footer font-sans text-xs border-t border-grey-darker py-2 leading-4\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Potete rimanere aggiornati su tutte le nostre attivit\u00e0 in spagnolo <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/es\/\">qui<\/a><\/p>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"col w-full md:w-3\/5 xl:w-2\/5  md:px-0 relative overflow-hidden mt-8 md:mt-0 macron-img\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<a class=\"!absolute !bg-none w-full h-full pin-t pin-l\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/evenements\/europa-contar-la-historia-de-un-continente-mas-grande\/\" class=\"no-underline\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" style=\"object-fit: contain; width: 100%; height: 100%;\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/mediamodifier_image-3-990x660.png\" \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/a> \n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/section>\n\n\n\n<p>Nel corso di sette mesi, il \u00abGruppo dei Dodici\u00bb&nbsp;\u2013 come ci chiamiamo \u2013 ha lavorato a un rapporto. Consegnato a met\u00e0 settembre 2023 ai Segretari di Stato francese e tedesco per gli Affari europei, Laurence Boone e Anna L\u00fchrmann, \u00e8 stato presentato dagli autori di questo articolo al Consiglio Affari generali del 19 settembre e ampiamente diffuso in tutta Europa. Questo lavoro, svolto in totale indipendenza, \u00e8 stato arricchito da scambi a porte chiuse con numerosi esperti, professionisti e leader politici di tutti i Paesi dell\u2019Unione e dei Paesi candidati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Alcuni Stati membri mettono apertamente in discussione lo Stato di diritto, il primato del diritto europeo e i valori comuni sanciti dai Trattati e un contagio non \u00e8 da escludere<\/p><cite>Olivier Costa e Daniela Schwarzer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo primario del Gruppo non era quello di essere originale: la maggior parte delle domande che hanno guidato il nostro lavoro sono vecchie e molte delle soluzioni che abbiamo proposto sono gi\u00e0 state discusse altrove. La nostra ambizione, tuttavia, era quella di riconsiderare tali questioni e soluzioni alla luce della nuova situazione creatasi con l\u2019invasione dell\u2019Ucraina del 24 febbraio 2022. Il nostro rapporto ha cercato di trovare un equilibrio tra lo scetticismo degli editorialisti \u2013 pronti a sottolineare le divisioni nazionali e istituzionali e ad affermare l\u2019impossibilit\u00e0 di un accordo \u2013 e l\u2019utopismo di alcuni federalisti&nbsp;\u2013promotori di idee che non possono essere realisticamente prese in considerazione dagli organi competenti. La nostra riflessione, che vuole essere concreta nel breve e medio periodo, nasce dall\u2019idea che sia assolutamente urgente dare il via al processo di allargamento e di riforma dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione politica attuale \u00e8 complessa e il compito non sar\u00e0 facile. Bisogna tuttavia ricordare che, dall\u2019inizio degli anni Novanta, l\u2019integrazione europea ha compiuto dei progressi attraverso quattro grandi riforme dei trattati (Maastricht, Amsterdam, Nizza e Lisbona) e quattro ondate di adesione, per un totale di 15 nuovi Stati membri. Questi sviluppi non sono stati facili, ma sono stati resi possibili da accordi globali che hanno conciliato i diversi interessi politici e nazionali coinvolti. Oggi la situazione \u00e8 senza dubbio pi\u00f9 delicata ancora, ma riteniamo che un accordo sia ancora possibile. Ci\u00f2 richiede un processo di riforma e di allargamento flessibile, in modo che nessuno Stato sia costretto ad appartenere a un\u2019Unione che non gli \u00e8 vantaggiosa, o ha smesso di esserlo, e che gli Stati pi\u00f9 disposti a cooperare non si trovino bloccati dalla riluttanza degli altri.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1496\"\n        data-pswp-height=\"1920\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot-330x424.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot-690x886.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot-990x1271.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot-690x886.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot-990x1271.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/lot-125x160.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Pierre Soulages, Lithographie n\u00b037, 1974 \u00a9 Adagp, Parigi, 2023 <\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I principi della riforma dell\u2019UE<\/h2>\n\n\n\n<p>Durante le numerose crisi degli anni 2000, l\u2019UE ha dimostrato che il suo quadro giuridico e istituzionale consente di prendere le decisioni necessarie per salvaguardare gli interessi dei cittadini europei e degli Stati membri. Il rapporto del Gruppo dei Dodici non si propone quindi di ripensare <em>in extenso <\/em>l\u2019integrazione europea, ma piuttosto di proporre adeguamenti della struttura esistente in linea con le nuove realt\u00e0, sia in termini di approfondimento che di flessibilit\u00e0. Si basa inoltre sul principio che le riforme istituzionali devono essere coerenti con ci\u00f2 che l\u2019Unione \u00e8 oggi. Se dei chiarimenti sarebbero benvenuti, bisogna oggi prendere atto della natura \u00abibrida\u00bb di questo sistema politico. Esso si basa sul ruolo centrale della Commissione europea e sul \u00abmetodo comunitario\u00bb (per la gestione delle politiche pi\u00f9 integrate), temperato da una logica intergovernativa da un lato (per le decisioni fondamentali e la conduzione delle politiche pi\u00f9 sensibili), e da una logica parlamentare dall\u2019altro (per i dibattiti sociali e i grandi orientamenti politici). Questo equilibrio \u00e8 alla base dell\u2019efficacia dell\u2019Unione e della sua capacit\u00e0 di creare consenso e non deve essere messo in discussione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 assolutamente urgente dare il via al processo di allargamento e di riforma dell\u2019Unione<\/p><cite>Olivier Costa e Daniela Schwarzer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Riteniamo che l\u2019UE debba raggiungere tre obiettivi. In primo luogo, rafforzare la sua capacit\u00e0 di prendere e attuare decisioni nelle sue aree di competenza. In secondo luogo, aumentare la sua legittimit\u00e0 democratica e proteggere meglio lo Stato di diritto e i valori fondamentali. Infine, preparare le sue istituzioni all\u2019allargamento. Pensiamo che questi tre obiettivi debbano essere perseguiti contemporaneamente e che solo un approccio coordinato possa soddisfare le varie parti di questa negoziazione. Il rapporto del Gruppo dei Dodici contiene una cinquantina di raccomandazioni su un&#8217;ampia gamma di temi: Stato di diritto, riforma istituzionale, processo decisionale, risorse di bilancio, modalit\u00e0 di riforma dei Trattati, gestione dell\u2019allargamento\u2026 Ci concentreremo qui su tre aspetti fondamentali: la protezione dello Stato di diritto, il superamento dell\u2019unanimit\u00e0 e la formalizzazione dell\u2019integrazione a pi\u00f9 velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proteggere lo Stato di diritto, un prerequisito per qualsiasi allargamento<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo Stato di diritto non \u00e8 solo uno dei valori fondamentali dell\u2019UE. \u00c8 un principio costituzionale non negoziabile, essenziale per il suo funzionamento, per diverse ragioni: la maggior parte delle politiche europee si basa sul principio dell\u2019indipendenza dei tribunali nazionali; l\u2019utilizzo dei fondi europei presuppone che le amministrazioni nazionali non siano corrotte; il rispetto dello Stato di diritto \u00e8 una <em>conditio sine qua non <\/em>per il corretto funzionamento democratico dell\u2019UE. L\u2019integrazione europea pu\u00f2 essere principalmente economica, ma \u00e8 un progetto fondamentalmente politico basato soprattutto sullo Stato di diritto. L\u2019applicazione dei principi dello Stato di diritto \u00e8 quindi un requisito per gli Stati membri dell\u2019UE e una condizione non negoziabile per i Paesi che desiderano aderire.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli strumenti esistenti non hanno tuttavia impedito un arretramento dello Stato di diritto in diversi Stati membri. L\u2019articolo 7 del TUE, che consente di sospendere alcuni diritti derivanti dall\u2019applicazione dei trattati in caso di violazione grave e persistente dei valori dell\u2019Unione da parte di uno Stato membro, \u00e8 stato redatto in un momento in cui era impensabile che venisse applicato. Usarlo \u00e8 infatti molto difficile. Gli altri strumenti a disposizione dell\u2019UE, come il meccanismo di protezione dello Stato di diritto della Commissione europea, hanno avuto scarsi effetti pratici. Infine, i Trattati non prevedono la possibilit\u00e0 di escludere uno Stato membro, e quindi di esercitare pressioni in questo modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni, l\u2019uso della condizionalit\u00e0 di bilancio si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 efficace. Inoltre, la giurisprudenza della Corte di giustizia dell\u2019Unione europea (CGUE) ha permesso agli Stati membri di proteggersi dalle violazioni di cui sono colpevoli gli altri Stati membri. Bisogna per\u00f2 riconoscere che, una volta che un Paese \u00e8 diventato membro dell\u2019UE, non \u00e8 pi\u00f9 possibile imporgli di rispettare i criteri applicati ai Paesi candidati. Questo pone un problema di credibilit\u00e0 sia nei confronti degli Stati membri che dei Paesi candidati, ed erode la capacit\u00e0 dell\u2019Unione di presentarsi ai suoi cittadini e al resto del mondo come un campione del rispetto dei diritti. La situazione geopolitica pu\u00f2 giustificare un rapido allargamento, ma l\u2019UE deve riuscire a far rispettare lo Stato di diritto ai suoi membri attuali e futuri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per raggiungere questo obiettivo, il primo passo \u00e8 rafforzare il regolamento per un sistema generale di condizionalit\u00e0 di bilancio, rendendolo uno strumento per sanzionare le violazioni dello Stato di diritto e dei valori europei. Eliminare la necessit\u00e0 di dimostrare un legame diretto con la somma stanziata ne moltiplicherebbe l\u2019impatto. Se questa riforma non fosse possibile, per mancanza di unanimit\u00e0, il campo di applicazione della condizionalit\u00e0 di bilancio dovrebbe almeno essere esteso ad altri comportamenti dannosi per la sana gestione finanziaria del bilancio europeo, come il riciclaggio di denaro. Raccomandiamo inoltre che tutti i fondi dell\u2019UE, che rientrino o meno nel quadro finanziario pluriennale, siano d\u2019ora in poi soggetti al regime di condizionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>La situazione geopolitica pu\u00f2 giustificare un rapido allargamento, ma l\u2019UE deve riuscire a far rispettare lo Stato di diritto ai suoi membri attuali e futuri&nbsp;<\/p><cite>Olivier Costa e Daniela Schwarzer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, l\u2019articolo 7 del TUE deve essere riformato. La sua inefficacia \u00e8 dovuta alla soglia inutilmente alta richiesta per applicarlo (unanimit\u00e0 meno un voto) e al fatto che il Consiglio non \u00e8 obbligato a deliberare, anche se la procedura \u00e8 avviata dal Parlamento europeo o dalla Commissione. Riteniamo necessario sostituire il voto all\u2019unanimit\u00e0 meno uno con un voto a maggioranza dei quattro quinti. Dovrebbe essere rafforzato anche il principio della risposta automatica in caso di violazione grave e persistente, o di rischio di violazione, dei valori dell\u2019UE da parte di uno Stato membro: il Consiglio dell\u2019UE e il Consiglio europeo dovrebbero essere tenuti a prendere posizione entro sei mesi. Infine, l\u2019articolo 7 del TUE dovrebbe prevedere sanzioni automatiche cinque anni dopo la proposta di attivazione della procedura se le violazioni persistono e il Consiglio non agisce.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-large\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/vedovigallery-pierre-soulages.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1417\"\n        data-pswp-height=\"911\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/vedovigallery-pierre-soulages-330x212.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/vedovigallery-pierre-soulages-690x444.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/vedovigallery-pierre-soulages-1340x861.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 990px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/vedovigallery-pierre-soulages-125x80.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Superare la regola dell\u2019unanimit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>La Commissione e il Parlamento europeo sono governati da un sistema maggioritario che facilita il processo decisionale, ma il Consiglio rimane in una situazione ibrida. Anche se di solito vota a maggioranza qualificata, in particolare quando il Parlamento europeo \u00e8 coinvolto nel processo legislativo, richiede comunque l\u2019unanimit\u00e0 in settori ritenuti sensibili: l\u2019allargamento, lo Stato di diritto, la politica estera e di difesa, la politica di bilancio e fiscale, ecc. Con ogni nuovo allargamento, l\u2019unanimit\u00e0 diventa pi\u00f9 difficile da raggiungere. Tuttavia, il ricorso alla maggioranza qualificata ha dimostrato la sua efficacia, non perch\u00e9 gli Stati membri siano costantemente in minoranza, ma perch\u00e9 questo metodo decisionale crea una dinamica negoziale favorevole al raggiungimento di compromessi. Oltre l\u201980% delle decisioni prese dal Consiglio a maggioranza qualificata sono prese per consenso, senza voto e quindi senza un perdente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Gruppo dei Dodici raccomanda che tutte le aree decisionali ancora soggette all\u2019unanimit\u00e0 passino al voto a maggioranza qualificata prima del prossimo allargamento. Inoltre, ad eccezione della Politica estera e di sicurezza comune, questo processo dovrebbe essere accompagnato da una piena codecisione con il Parlamento europeo. Solo le decisioni di natura costituzionale \u2013 come la modifica dei Trattati, l\u2019accettazione di nuovi membri o l\u2019adeguamento delle istituzioni dell\u2019UE&nbsp;\u2013 dovrebbero continuare a richiedere l\u2019unanimit\u00e0. L\u2019estensione del voto a maggioranza qualificata potrebbe essere subordinata all\u2019attivazione delle clausole passerella previste dai Trattati. Se non \u00e8 possibile una transizione completa, raccomandiamo di creare tre \u00abpacchetti\u00bb separati, che coprano diverse serie di politiche (allargamento e Stato di diritto; politica estera e difesa; politica di bilancio e fiscale), al fine di trovare un equilibrio tra le concessioni che i diversi Stati membri sono disposti a fare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Tuttavia, il ricorso alla maggioranza qualificata ha dimostrato la sua efficacia, non perch\u00e9 gli Stati membri siano costantemente in minoranza, ma perch\u00e9 questo metodo decisionale crea una dinamica negoziale favorevole al raggiungimento di compromessi<\/p><cite>Olivier Costa e Daniela Schwarzer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Tuttavia, il passaggio a maggioranza qualificata \u00e8 uno strumento che dovrebbe essere usato con parsimonia, in particolare per la Politica estera e di sicurezza comune. Occorre anche considerare il desiderio degli Stati membri di salvaguardare alcuni interessi nazionali ritenuti cruciali. Ad esempio, se il voto a maggioranza qualificata viene esteso a nuove aree di intervento, si dovrebbe introdurre una \u00abrete di sicurezza della sovranit\u00e0\u00bb. Ci\u00f2 consentirebbe a uno Stato membro di dichiarare ufficialmente di ritenere a rischio i propri interessi nazionali e di chiedere il rinvio della questione al Consiglio europeo per un accordo politico. La decisione di rinvio verrebbe presa a maggioranza qualificata dal Consiglio. In questo modo si raggiungerebbe un equilibrio tra la possibilit\u00e0 per uno Stato di far valere i propri interessi nazionali vitali e la necessit\u00e0 di aumentare la capacit\u00e0 d\u2019azione dell\u2019UE.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la riforma faccia parte di una pi\u00f9 ampia modifica dei Trattati, anche la distribuzione dei diritti di voto a maggioranza qualificata deve essere rivista. Gli Stati membri di piccole e medie dimensioni temono di essere dominati da quelli pi\u00f9 grandi, che sono in grado di organizzare meglio le minoranze di blocco. L\u2019attuale sistema del 55% degli Stati membri che rappresentano il 65% della popolazione dell\u2019UE potrebbe, ad esempio, essere modificato nel 60% degli Stati membri che rappresentano il 60% della popolazione. Per le decisioni sulle questioni pi\u00f9 vitali per la sovranit\u00e0, si potrebbe introdurre una \u00absuper-maggioranza\u00bb, come l\u2019unanimit\u00e0 meno un voto. Solo le decisioni di natura costituzionale rimarrebbero disciplinate dall\u2019attuale regola dell\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, gli Stati membri dovrebbero poter beneficiare di un\u2019esenzione nei settori recentemente soggetti al voto a maggioranza qualificata. Ci\u00f2 sarebbe possibile solo attraverso una revisione del Trattato e non utilizzando la clausola passerella. Inoltre, queste nuove esenzioni dovrebbero riguardare un\u2019intera politica e non singole misure.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Istituzionalizzare e organizzare l\u2019integrazione differenziata<\/h2>\n\n\n\n<p>In un\u2019UE con pi\u00f9 di 30 Stati membri, gli strumenti che consentono un certo grado di flessibilit\u00e0 saranno essenziali per mantenere e aumentare la capacit\u00e0 d\u2019azione. L\u2019integrazione differenziata \u00e8 gi\u00e0 una realt\u00e0 che va formalizzata e chiarita per evitare una \u00abEuropa \u00e0 la carte\u00bb fatta di un ammasso di <em>esenzioni ad hoc, <\/em>situazioni specifiche e iniziative isolate. D\u2019altra parte, la differenziazione non pu\u00f2 essere utilizzata per risolvere le divergenze sul primato del diritto comunitario o sulle questioni relative allo Stato di diritto: qualsiasi Paese che voglia diventare membro dell\u2019UE deve rispettare i principi e i valori sanciti dall\u2019articolo 2 del TUE.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/05\/09\/leurope-des-sept-unions\/\">L\u2019integrazione differenziata presenta due dimensioni, una interna e una esterna<\/a>. Sul piano interno, una serie di strumenti consente gi\u00e0 agli Stati membri che ne hanno la volont\u00e0 di realizzare progetti comuni, nel rispetto dei principi e dei valori fondamentali dell\u2019UE, dell\u2019acquis comunitario e delle istituzioni. All\u2019esterno, la differenziazione ha permesso ai Paesi terzi di partecipare a varie politiche \u2013 ricerca, istruzione, libera circolazione delle persone, euro, mercato interno, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la differenziazione interna, gli Stati membri dovrebbero poter utilizzare pi\u00f9 facilmente gli strumenti di flessibilit\u00e0 esistenti per superare i blocchi che un ulteriore allargamento dell\u2019Unione necessariamente comporter\u00e0. Tuttavia, ci\u00f2 richiederebbe il rispetto di cinque principi: il rispetto dell\u2019acquis comunitario e dell\u2019integrit\u00e0 delle politiche e delle azioni dell\u2019UE; l\u2019uso delle istituzioni europee; l\u2019apertura a tutti gli Stati membri di aspetti avanzati dell\u2019integrazione europea; la condivisione dei poteri decisionali, dei costi e dei benefici solo tra i Paesi coinvolti; la possibilit\u00e0 di sospendere uno Stato membro da un gruppo avanzato se non \u00e8 pi\u00f9 d\u2019accordo con i suoi obiettivi.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenziazione esterna potrebbe essere una risorsa nella strategia di allargamento e nella politica di vicinato dell\u2019UE se alcuni Stati membri bloccano la riforma dei trattati. Potrebbero allora negoziare nuove disposizioni di deroga o addirittura preferire uno status meno avanzato in termini di integrazione europea. In questo caso, sarebbe possibile prevedere uno speciale status di associazione con l\u2019UE, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/05\/29\/la-communaute-politique-europeenne-avenir-dune-intuition\/\">o anche la semplice partecipazione alla Comunit\u00e0 politica europea<\/a> (CPE).<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-medium\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"736\"\n        data-pswp-height=\"1090\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd-330x489.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd-690x1022.jpg\"\r\n                media=\"(max-width:  989px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1319px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd-690x1022.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 1599px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 1600px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/01b76870ceb2dc5545647390a3b03cfd-125x185.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La riforma dei Trattati richieder\u00e0 probabilmente anche una differenziazione: agli Stati che non cooperano o agli Stati che non desiderano partecipare a un nuovo Trattato potrebbero essere offerte alcune deroghe. Tuttavia, queste dovrebbero essere offerte solo quando la revisione rafforza l\u2019integrazione, creando nuove competenze o estendendo il voto a maggioranza qualificata. E, ancora una volta, non si tratta di creare deroghe all\u2019acquis comunitario esistente o ai valori fondamentali dell\u2019UE in questo modo.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve, prevediamo che non tutti gli Stati europei saranno disposti o in grado di aderire all\u2019UE nel prossimo futuro e che alcuni Stati membri attuali potrebbero preferire forme di integrazione meno avanzate. Raccomandiamo quindi di considerare il futuro dell\u2019integrazione europea in quattro cerchi concentrici, ciascuno con un proprio equilibrio di diritti e doveri:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Il cerchio interno: gli accordi gi\u00e0 esistenti tra Stati cooperativi (Schengen, Euro, cooperazione rafforzata, cooperazione strutturata permanente in campo militare, ecc.) potrebbero essere estesi a pi\u00f9 settori (clima, energia, fiscalit\u00e0, ecc.) e dotati di un proprio bilancio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019Unione Europea: questo dovrebbe essere il cerchio di riferimento. Tutti gli Stati membri sono vincolati dagli stessi obiettivi politici, devono rispettare le disposizioni dell\u2019articolo 2 del TUE e beneficiare dei fondi di coesione e delle politiche di ridistribuzione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Membri associati: un primo cerchio al di fuori dell\u2019Unione permetterebbe di razionalizzare le varie forme di associazione esistenti con i Paesi dello Spazio economico europeo, la Svizzera, alcuni micro-Stati e persino il Regno Unito. I membri associati non sarebbero vincolati dal principio di \u00abunione sempre pi\u00f9 stretta\u00bb e sarebbero integrati principalmente nel mercato interno. Dovrebbero comunque rispettare i principi e i valori comuni dell\u2019UE e la giurisdizione della CGUE. Non sarebbero rappresentati n\u00e9 nel Parlamento n\u00e9 nella Commissione, ma avrebbero voce in capitolo nel Consiglio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>La CPE: un secondo cerchio esterno non comporterebbe alcuna forma di integrazione e non offrirebbe accesso al mercato unico. Si concentrerebbe sulla convergenza geopolitica e sulla cooperazione politica in settori quali l\u2019energia e l\u2019ambiente. Le basi istituzionali della CPE, create di recente, potrebbero essere migliorate per garantire una cooperazione pi\u00f9 strutturata.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Sebbene accessibili a qualsiasi Paese europeo, compresi i candidati all\u2019adesione, i due cerchi esterni sarebbero distinti dalla procedura di adesione. Gli Stati potrebbero aderire volontariamente a uno di questi cerchi perch\u00e9 si stanno ritirando dall\u2019UE, non intendono aderirvi o desiderano stabilire legami con essa in attesa di diventare membri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019urgenza di un\u2019azione per preparare la prossima ondata di allargamento<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si parla di allargamento, approfondimento o riforma istituzionale, l\u2019integrazione europea non \u00e8 un processo autonomo, che dipende dall\u2019azione di istituzioni sovranazionali o gode di una dinamica irresistibile. Tutte queste decisioni richiedono negoziati complessi e sono soggette alla regola dell\u2019unanimit\u00e0 degli Stati membri. Anche quando esiste un consenso sulla vocazione dell\u2019Unione ad allargarsi o a riformare i suoi trattati, questo processo richiede la mobilitazione di potenti imprenditori politici, capaci di avanzare proposte e convincere i cittadini, per generare lo slancio necessario al cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto del Gruppo dei Dodici \u00e8 un contributo, tra i molti, al dibattito sulle modalit\u00e0 concrete del processo di allargamento e di riforma dell\u2019UE che si sta avviando. Non propone un progetto coerente, ma piuttosto alcune piste di riflessione e un metodo. Siamo tuttavia convinti che i rappresentanti dei 27 Stati membri debbano agire senza ulteriori indugi se vogliono essere all\u2019altezza delle sfide che l\u2019Unione deve affrontare oggi. L\u2019UE deve dotarsi dei mezzi per accogliere un primo gruppo di Paesi candidati gi\u00e0 nel 2030. Se da un lato \u00e8 importante che l\u2019adesione sia basata sul merito dei candidati e sul rigoroso rispetto dei criteri di Copenaghen, dall\u2019altro l\u2019UE deve dotarsi dei mezzi per essere pronta entro tale data, al fine di incoraggiare i Paesi candidati a esserlo a loro volta. A tal fine, alcune riforme possono essere avviate gi\u00e0 da domani ed entrare in vigore prima delle elezioni europee del giugno 2024. Le altre, in particolare quelle che richiedono modifiche ai Trattati, dovranno essere intraprese durante il prossimo ciclo istituzionale (2024-2029). Una nuova serie di riforme e iniziative sar\u00e0 senza dubbio necessaria dopo il primo allargamento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Quando si parla di allargamento, approfondimento o riforma istituzionale, l\u2019integrazione europea non \u00e8 un processo autonomo<\/p><cite>Olivier Costa e Daniela Schwarzer<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Trattato di Lisbona \u00e8 stato concepito per resistere agli allargamenti, ma senza riforme l\u2019UE non sar\u00e0 all\u2019altezza della sfida. Se non riuscir\u00e0 a trasformarsi e ad allargarsi, l\u2019intero continente europeo correr\u00e0 gravi pericoli. In assenza di un leader europeo in grado di prendere unilateralmente in mano il destino dell\u2019Europa, come ha fatto Vladimir Putin lo scorso anno, dobbiamo mobilitare i leader dell\u2019UE, degli Stati membri e dei Paesi candidati e sollecitare l\u2019opinione pubblica e le forze politiche e sociali, nonch\u00e9 la societ\u00e0 civile, con l\u2019obiettivo di dar vita a un movimento capace di realizzare questi cambiamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Unione non ha scelta, per affrontare le fratture della guerra estesa deve allargarsi. E per allargarsi deve trasformarsi. 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