{"id":11628,"date":"2023-10-04T10:20:26","date_gmt":"2023-10-04T08:20:26","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11628"},"modified":"2023-10-04T10:20:31","modified_gmt":"2023-10-04T08:20:31","slug":"linganno-del-sud-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/","title":{"rendered":"L\u2019inganno del \u00abSud Globale\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Vent\u2019anni fa, Avishai Margalit e Ian Buruma coniarono l\u2019espressione \u00aboccidentalismo\u00bb, in uno straordinario libretto dal titolo omonimo, per descrivere la visione stereotipata dell\u2019Occidente \u2014 borghese, moderno, decadente \u2014 sostenuta dai suoi oppositori. Oggi, potremmo senza dubbio parlare di una nuova forma di <em>Meridionalismo<\/em>: esperti, commentatori e leader politici parlano dell\u2019esistenza di un \u00abSud globale\u00bb esigente, persino vendicativo, che sconvolgerebbe l\u2019equilibrio globale e segnerebbe il passaggio definitivo a un mondo post-occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le origini di questa espressione sono ben note. All\u2019apice della Guerra del Vietnam, lo scrittore e attivista Carl Oglesby propose di sostituire l\u2019espressione \u00abTerzo Mondo\u00bb, coniata da Alfred Sauvy sul calco di \u00abTerzo Stato\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-1-11628' title='\u00ab&lt;em&gt;Ce Tiers-Monde ignor\u00e9, exploit\u00e9, m\u00e9pris\u00e9 comme le Tiers-\u00c9tat veut, lui aussi, \u00eatre quelque chose\u00bb. &lt;\/em&gt;Alfred Sauvy, \u00abTrois mondes, une plan\u00e8te\u00bb, &lt;em&gt;Le Nouvel Observateur&lt;\/em&gt;, 14 agosto 1952.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, a volte ritenuta sprezzante e troppo strettamente associata alle sole condizioni economiche, con quella di un \u00abSud globale\u00bb che soffre di un \u00abordine sociale\u00bb ingiustamente imposto dal \u00abNord\u00bb. Dopo la Guerra Fredda, \u00e8 emersa l\u2019idea di un \u00abWest versus the rest\u00bb, espressa in vari modi, ad esempio da Jean\u2014Christophe Rufin in <em>L\u2019Empire et les nouveaux barbares<\/em>.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-2-11628' title='Matthew Connelly &amp;amp; Paul Kennedy, \u00abMust It Be the Rest Against the West ?\u00bb, The Atlantic, dicembre 1994. Jean-Christophe Rufin, &lt;em&gt;L\u2019Empire et les nouveaux barbares, &lt;\/em&gt;Jean-Claude Latt\u00e8s, 1991.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> Il termine si \u00e8 imposto attraverso l\u2019attivismo post-coloniale, rilanciato dalle istituzioni internazionali, ed \u00e8 oggi in voga. In gran parte per le stesse ragioni di sempre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo per\u00f2 davanti a una trappola intellettuale e politica. Non solo questa espressione non \u00e8 rilevante n\u00e9 efficace nel caratterizzare l\u2019evoluzione delle principali relazioni di potere internazionali, ma blocca il discorso in una semplificazione pericolosa e controproducente. La posta in gioco oggi \u00e8 pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 interessante. Ne propongo un quadro di lettura nel libro <em>La Guerre des mondes. Le retour de la g\u00e9opolitique et le choc des empires<\/em>. &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-3-11628' title='\u00c9ditions de l\u2019Observatoire, 2023'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/1695173421_9791032927779_v100.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"500\"\n        data-pswp-height=\"796\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/1695173421_9791032927779_v100-125x199.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/1695173421_9791032927779_v100-330x525.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/10\/1695173421_9791032927779_v100-125x199.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n                    <figcaption class=\"pswp-caption-content \">Bruno Tertrais, <em>La guerre des mondes. Le retour de la g\u00e9opolitique et le choc des empires<\/em>, \u00c9ditions de l&#8217;Observatoire, 2023. Esce il 4 ottobre.<\/figcaption>\n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">N\u00e9 rilevante n\u00e9 efficace<\/h2>\n\n\n\n<p>Cominciamo col sottolineare l\u2019ovvio: i termini \u00abNord\u00bb e \u00abSud\u00bb non hanno senso quando si descrivono i principali raggruppamenti politici coinvolti. Cina e India si trovano nell\u2019emisfero settentrionale, Australia e Nuova Zelanda in quello meridionale. Un altro fatto ovvio \u00e8 che il mondo non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso degli anni \u201970. La decolonizzazione \u00e8 un processo completato da tempo e alcuni Paesi emergenti hanno acquisito un notevole potere economico e diplomatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nozione di \u00abSud globale\u00bb non riveste alcuna coerenza o unit\u00e0, politica o economica. La Repubblica Popolare Cinese supera tutti gli altri, non solo perch\u00e9 \u00e8 un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dal 1971 (anno in cui Pechino ha sostituito Taipei), ma anche, ovviamente, perch\u00e9 si erge altissima tra gli altri Paesi emergenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In termini diplomatici, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/09\/05\/apres-le-sommet-des-brics-une-nouvelle-donne\/\">come possiamo trattare con gli Stati che reclamano un atteggiamento apertamente conflittuale nei confronti dell\u2019Occidente e quelli che vogliono tenersi fuori dalle principali lotte di potere, o cercare una posizione di equilibrio?<\/a> Il Sud globale \u00e8 il connubio tra la carpa anti-occidentale e il coniglio non allineato, tra gli alleati della Russia e gli Stati che propendono per l\u2019Occidente. Si suppone che includa la Siria e l\u2019Iran, notoriamente vicini a Mosca, cos\u00ec come l\u2019Arabia Saudita, che attualmente sta facendo tutto il possibile per ottenere garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti, e l\u2019India, che afferma di essere \u00abnon occidentale, ma non anti-occidentale\u00bb.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-4-11628' title='S. Jaishankar, Intervento allo Hudson Institute, 29 settembre 2023.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span> La Malesia \u00e8 nel mezzo di un decollo economico, lo Zambia ha un reddito pro capite dieci volte inferiore, l\u2019Uruguay \u00e8 democratico, mentre il Sud Sudan \u00e8 in fondo alla scala dello sviluppo politico.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-5-11628' title='&amp;nbsp;Stewart Patrick &amp;amp; Alexandra Huggins, \u00abThe Term \u2018Global South\u2019 Is Surging. It Should Be Retired\u00bb, &lt;em&gt;Carnegie Endowment for International Peace&lt;\/em&gt;, 15 agosto 2023.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Il Sud Globale \u00e8 il connubio tra la carpa anti-occidentale e il coniglio non allineato, tra gli alleati della Russia e gli Stati che propendono per l\u2019Occidente<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli atteggiamenti dei singoli Stati nei confronti della guerra in Ucraina sono un buon indicatore della grande diversit\u00e0 politica dei Paesi generalmente considerati parte del \u00abSud Globale\u00bb. Se osserviamo da vicino la distribuzione della popolazione mondiale rappresentata dalle opinioni dei loro governi, vediamo che, in linea di massima, coloro che sostengono la Russia costituiscono un terzo della popolazione, coloro che sono neutrali un altro terzo e coloro che propendono per l\u2019Occidente costituiscono l\u2019ultimo terzo.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-6-11628' title='\u00abRussia\u2019s pockets of support are growing in the developing world\u00bb, &lt;em&gt;Economist Intelligence Unit&lt;\/em&gt;, 7 marzo 2023.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span> Il Gruppo di contatto che riunisce i Paesi che assistono l\u2019Ucraina include Kenya, Liberia e Tunisia, mentre altri ancora hanno fornito aiuti militari a Kiev, come Giordania, Marocco, Pakistan e persino Sudan.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, le grandi dispute tra vicini sono un ostacolo all\u2019unit\u00e0 del Sud. Ci riferiamo soprattutto alla&nbsp; lampante <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/25\/du-cote-indien-on-nattend-plus-grand-chose-de-bon-de-la-chine-une-conversation-avec-isabelle-saint-mezard\/\">rivalit\u00e0 sino\u2014indiana<\/a>, ma anche alle relazioni tra Brasile e Argentina, Marocco e Algeria, Etiopia ed Eritrea, Iran e Arabia Saudita, e cos\u00ec via. Questi sono i principali ostacoli alla riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa diversit\u00e0 e queste controversie spiegano perch\u00e9 il \u00abSud globale\u00bb non pu\u00f2 pretendere di essere rappresentato da alcuna istituzione o gruppo di Paesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) non incarna il \u00abSud\u00bb: questa associazione di leader autoritari, il cui lavoro principale si concentra sulla repressione attraverso la sua struttura dal bizzarro nome di RATS (Regional Antiterrorist Structure), non \u00e8 qualificata a rappresentare il \u00abSud globale\u00bb, perch\u00e9 include la Russia, ma non pu\u00f2 nemmeno essere descritta come un \u00abblocco anti-occidentale\u00bb, visto che include l\u2019India.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Le grandi dispute tra vicini sono un ostacolo all\u2019unit\u00e0 del Sud<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo stesso vale, per identici motivi, per il raggruppamento BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Formatosi come risposta al G8 (di cui, tra l\u2019altro, la Russia era all\u2019epoca membro), <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/08\/24\/les-brics-selargissent-au-sommet-de-johannesburg-avec-argentine-egypte-ethiopie-iran-arabie-saoudite-et-eau-le-groupe-pesera-36-du-pib-mondial-et-46-de-la-population\/\">i BRICS si sono espansi in modo spettacolare nel 2023 per includere sei nuovi membri \u2014 \u00e8 anche vero che il costo di ingresso \u00e8 basso \u2014 e nuovi candidati si precipitano alla porta<\/a>. Le sue dimensioni ridotte, tuttavia, non le consentono di rappresentare il cosiddetto \u00abSud globale\u00bb. \u00c8 interessante notare che l\u2019Indonesia, padrone di casa nella famosa conferenza di Bandung, che inaugur\u00f2 il non allineamento (1955), ha rifiutato di diventare membro, sottolineando che il suo obiettivo era piuttosto quello di aderire all\u2019Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico Sud che ha una qualche coerenza \u00e8 quello rappresentato dal gruppo dei 134 Paesi del Gruppo dei 77 (1964) \u2014 il \u00absindacato dei poveri\u00bb come lo chiamava Julius Nyerere \u2014 e in misura minore dai 120 membri del Movimento dei Non Allineati (NAM) creato tre anni prima. \u00abProprio come Mao, che arriv\u00f2 al potere a Pechino aggirando le citt\u00e0 che gli erano ostili e affidandosi alle campagne, Xi intende affidarsi al \u2018Sud globale\u2019 per aggirare un Nord ostile e affermarsi come potenza imprescindibile entro met\u00e0 del secolo\u00bb, scrive giustamente Fr\u00e9d\u00e9ric Lema\u00eetre.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-7-11628' title='Fr\u00e9d\u00e9ric Lema\u00eetre, \u00abXi Jinping veut s\u2019appuyer sur le &amp;#8216;Sud global&amp;#8217; pour contourner un Nord hostile et s\u2019imposer comme une puissance incontournable\u00bb, &lt;em&gt;Le Monde&lt;\/em&gt;, 28 marzo 2023.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span> La Repubblica Popolare \u00e8 elencata dal G77 come membro del gruppo&#8230; ma il G77 stesso non la considera un membro! Da qui l\u2019ambiguo \u00abG77 pi\u00f9 Cina\u00bb, con Pechino che vota quasi sistematicamente con il gruppo. Per quanto riguarda il NAM, diversi Paesi importanti spesso citati come parte del \u00abSud globale\u00bb sono solo osservatori, in particolare l\u2019Argentina, il Brasile, il Messico e la stessa Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, queste organizzazioni non hanno dimostrato la loro efficacia. I BRICS hanno certamente creato la Nuova&nbsp; banca di sviluppo, ma il suo ruolo rimane modesto rispetto a quello delle istituzioni finanziarie internazionali. Hanno abbandonato i loro piani per una moneta comune. Non stanno coordinando le loro politiche energetiche. E il G77 e il NAM? Organizzati per armonizzare le loro posizioni nelle istituzioni internazionali, i Paesi interessati hanno avuto un discreto successo nella questioni non vincolanti (per il G77, 75% di votazioni congiunte all\u2019ONU negli anni 2000), ma votano spesso in ordine sparso sulle questioni pi\u00f9 sensibili.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-8-11628' title='Diana Panke, \u00abRegional Power Revisited: How to Explain Differences in Coherency and Success of Regional Organizations in the United Nations General Assembly\u00bb, &lt;em&gt;International Negotiation&lt;\/em&gt;, vol. 18, n\u00b0 2, 2013, pp. 265-291.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span> Inoltre, non si tratta di organizzazioni strutturate. Lo si \u00e8 visto nelle mozioni di condanna della Russia, dove la maggioranza dei Paesi ha votato con l\u2019Occidente, altri hanno adottato una posizione neutrale e solo un numero molto ridotto si \u00e8 schierato a favore di Mosca. &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-9-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-9-11628' title='Cuba, Venezuela, Nicaragua, Eritrea, Bielorussia, Siria, Iran, Corea del Nord, Birmania'><sup>9<\/sup><\/a><\/span><\/span>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Decostruire l\u2019opposizione all\u2019Occidente&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero che tre quarti dei Paesi del mondo si rifiutano di attuare le sanzioni contro la Russia, nonostante le pressioni dell\u2019Occidente. Ma \u00e8 importante decostruire la narrativa di un\u2019opposizione senza sfumature all\u2019Occidente, per un\u2019ampia variet\u00e0 di ragioni che confermano l\u2019eterogeneit\u00e0 del \u00abSud globale\u00bb e, in definitiva, l\u2019inadeguatezza della nozione stessa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste ragioni sono politiche, economiche, strategiche e ideologiche, a volte sentimentali o addirittura passionali, e variano da Paese a Paese: alcune sono primordiali per uno Stato, accessorie o inesistenti per altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rifiutare di seguire l\u2019Occidente \u00e8 innanzitutto una semplice dichiarazione di indipendenza \u2014 niente sanzioni se non vengono decise dall\u2019ONU \u2014 e di non appartenenza a un campo determinato \u2014 si vuole poter \u00abavere un McDonald\u2019s e un Burger King nella stessa strada\u00bb. Molti Stati sono ancora pi\u00f9 gelosi di preservare la loro autonomia strategica, o quello che Delhi chiama multiallineamento, perch\u00e9 la loro sovranit\u00e0 \u00e8 relativamente recente. Inoltre, le loro opinioni nazionali sono spesso divise: nei sondaggi, brasiliani, sudafricani e indiani sono divisi tra la preferenza per le regole e gli standard americani, europei e del mondo in via di sviluppo.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-10-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-10-11628' title='Munich Security Conference, Munich Security Index, febbraio 2023.'><sup>10<\/sup><\/a><\/span><\/span> Israele ha lo stesso numero di cittadini di origine ucraina che di origine russa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le ragioni economiche sono ben note e spesso abbastanza comprensibili. Il Brasile e l\u2019India acquistano i loro fertilizzanti dalla Russia. L\u2019India, l\u2019Algeria e altri vogliono poter continuare ad acquistare i loro sistemi di difesa da Mosca. Gli Stati del Golfo non vogliono che i capitali russi fuggano. L\u2019Egitto, come la Turchia, conta su Rosatom per le sue future centrali nucleari. In altre parole, non vogliono imporre sanzioni per paura di essere sanzionati a loro volta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Rifiutare di seguire l\u2019Occidente \u00e8 prima di tutto una semplice dichiarazione di indipendenza \u2014 niente sanzioni se non vengono decise dall\u2019ONU \u2014 e di non appartenenza a un campo determinato&nbsp;<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Il desiderio di non scontentare la Russia pu\u00f2 essere giustificato da calcoli geopolitici: l\u2019India ha bisogno di Mosca per il confronto con la Cina, il Brasile ritiene che la Russia sia un elemento essenziale in un mondo multipolare. I BRICS e i Paesi non allineati non vogliono un Occidente troppo forte. Non siamo lontani dal cinismo: molti Stati emergenti o meno sviluppati stanno aspettando di vedere chi avr\u00e0 la meglio. Sono <em>hedgers<\/em>, come si dice nel mondo della finanza, e potrebbero diventare, se la competizione sino\u2014americana dovesse acuirsi, l\u2019equivalente degli Swing States delle elezioni americane. Per usare le categorie della teoria realista delle relazioni internazionali, si tratta di <em>hedging<\/em> (copertura) piuttosto che di <em>balancing <\/em>(bilanciamento) o <em>bandwagoning <\/em>(salire sul carro dei vincitori). Infine, molti di loro non detestano il concetto di sfere di influenza: dopotutto considerano normale che Mosca o Pechino facciano ci\u00f2 che pi\u00f9 vogliono nel loro contesto regionale, come fa l\u2019Arabia Saudita in Yemen, per esempio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si sente anche in queste reazioni un\u2019eco lontana della Guerra Fredda: dal Sudafrica all\u2019India, Mosca rimane l\u2019alleato fedele, l\u2019\u00abanticolonialista\u00bb, che sostiene i movimenti di liberazione. La propaganda russa sa come utilizzare questo ricordo romantico. Sa anche come presentare il discorso del Cremlino come quello di un uomo forte che si appella a valori conservatori, che non mancano di attrarre determinate popolazioni. \u00abIl risentimento \u00e8 un elemento importante per comprendere il rapporto tra Africa e Occidente: la realt\u00e0 del passato coloniale \u00e8 ancora molto recente e continua a produrre conseguenze ed effetti. Questo offre un punto di ingresso per i Paesi che non sono interessati da questo passato coloniale, come la Russia e la Turchia\u00bb, si dice in Africa.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-11-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-11-11628' title='Gilles Yabin, \u00abLe changement climatique est plus important pour l\u2019Afrique que la guerre en Ukraine\u00bb, in Michel Duclos (dir.), &lt;em&gt;Guerre en Ukraine et nouvel ordre du monde&lt;\/em&gt;, Editions de l\u2019Observatoire, 2023, p. 93.'><sup>11<\/sup><\/a><\/span><\/span> \u00abMosca ci mostra rispetto\u00bb, si dice invece in Brasile, Paese la cui \u00e9lite, come spesso accade in America Latina, rimane segnata dall\u2019antiamericanismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, non dobbiamo trascurare l\u2019importanza del sentimento tossico noto come <em>Schadenfreude<\/em>, il godimento della sofferenza altrui. Il motivo? Un presunto doppio standard, in riferimento all\u2019invasione dell\u2019Iraq o all\u2019annessione delle Alture del Golan, come se le turpitudini di alcuni fossero una scusa per quelle di altri, o una presunta mancanza di attenzione da parte dell\u2019Occidente ai propri problemi, che permetterebbe ai Paesi interessati di trascurare la sofferenza ucraina e le norme internazionali. L\u2019Occidente deve espiare e pagare per le sue colpe, reali o presunte. Come ha scritto Pierre Hassner nel 2005, ogni volta che l\u2019Occidente viene colpito, le reazioni in gran parte del mondo vanno dalla \u00ab<em>Schadenfreude<\/em> a un senso di equilibrio ristabilito, dal risentimento e dallo spirito di vendetta all\u2019idea di hybris punita\u00bb.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-12-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-12-11628' title='Pierre Hassner, \u00abLa Revanche des passions\u00bb, &lt;em&gt;Commentaire&lt;\/em&gt;, n\u00b0 110, 2005, p. 307.'><sup>12<\/sup><\/a><\/span><\/span> Il sostegno implicito alla Russia \u00e8 quindi un\u2019espressione per procura del disappunto nei confronti di Washington, cos\u00ec come del rispetto per la Cina.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina \u00e8 quindi il prisma attraverso il quale si rivelano gli interessi e i calcoli degli Stati, ma anche tutte le frustrazioni e le passioni delle nazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Diagnosi sbagliata, strategia sbagliata<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abNon sappiamo come definire il Sud Globale, ma nessuno pu\u00f2 negare che esista\u00bb, ha detto a chi scrive una diplomatica di un Paese latinoamericano durante un forum internazionale nel dicembre 2022. Questo \u00e8 pi\u00f9 che discutibile da un punto di vista epistemologico. Deve essere possibile definire ci\u00f2 che esiste, altrimenti l\u2019espressione rappresenta pi\u00f9 uno slogan polemico che una realt\u00e0 politica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe sostenere che lo stesso vale per l\u2019Occidente. Questo non \u00e8 del tutto falso. Ci \u00e8 stata ricordata l\u2019esistenza di questo \u00aboccidentalismo\u00bb, che consiste nell\u2019immaginare un Occidente uniforme e coerente \u2014 <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/05\/08\/9-mai-la-guerre-infinie-de-poutine\/\">quello che oggi Mosca chiama &#8216;Occidente collettivo&#8217;<\/a>. Ma la simmetria \u00e8 solo apparente. In primo luogo, perch\u00e9 l\u2019invocazione dell\u2019Occidente in Europa e negli Stati Uniti e la pretesa di appartenervi sono, senza essere caduti in disuso, meno diffusi oggi di quanto lo fossero durante la Guerra Fredda. In secondo luogo, perch\u00e9 l\u2019Occidente \u00e8 ancora meglio rappresentato dalla NATO e dall\u2019OCSE di quanto il Sud globale sia rappresentato dalla SCO, dai BRICS, dal G77 o dal NAM.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che molti Paesi si oppongano all\u2019Occidente, e che la guerra in Ucraina ne sia la causa e l\u2019indicatore, \u00e8 indiscutibile. Riunirli tutti sotto un\u2019unica etichetta \u00e8 controproducente, perch\u00e9 porta a errori di diagnosi e di strategia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019Occidente \u00e8 ancora meglio rappresentato dalla NATO e dall\u2019OCSE di quanto il Sud globale sia rappresentato dalla SCO, dai BRICS, dal G77 o dal NAM&nbsp;<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Si tratta di una diagnosi errata, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 una grande rivolta nel Sud contro questo Occidente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019emergere politico ed economico di nuovi attori e potenze intermedie e il ritorno in primo piano delle rivalit\u00e0 internazionali, il mondo sta in qualche modo tornando un po\u2019 \u00ab<em>normale<\/em>\u00bb, come ha scritto Robert Kagan qualche anno fa.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-13-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-13-11628' title='Robert Kagan, &lt;em&gt;The Return of History and the End of Dreams, &lt;\/em&gt;New York, Knopf, 2008.'><sup>13<\/sup><\/a><\/span><\/span> Tuttavia, parlare di un mondo post-occidentale \u00e8 un\u2019esagerazione. \u00c8 stato alla fine degli anni \u201950 che i Paesi in via di sviluppo sono diventati una forza politica, con la Conferenza di Bandung (1955) e la creazione del Movimento dei Non Allineati. Durante la Guerra Fredda, l\u2019Unione Sovietica \u2014 non esattamente un Paese occidentale \u2014 \u00e8 stata un attore politico formidabile (e una forza di blocco nel Consiglio di Sicurezza). Anche negli anni \u201990, spesso descritti come il trionfo dell\u2019unipolarismo americano, le relazioni con la Russia, la Cina, l\u2019Iran e altri Paesi sono rimaste difficili. L\u2019Occidente non aveva il mondo in pugno. Da molto tempo ormai non domina pi\u00f9 il mondo senza condividerlo. \u00abL\u2019Occidente capisce che i suoi club esclusivi non possono pi\u00f9 risolvere tutti i problemi del mondo\u00bb, afferma un esperto indiano.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-14-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-14-11628' title='Sylvie Kauffmann, \u00abEntre l\u2019Occident en recul et le Sud qui s\u2019affirme, l\u2018heure du r\u00e9\u00e9quilibrage est venue. Ca va vite et c\u2019est brutal\u00bb, &lt;em&gt;Le Monde&lt;\/em&gt;, 27 settembre 2023.'><sup>14<\/sup><\/a><\/span><\/span> Ma \u00e8 mai stato il caso dal 1945 in poi? L\u2019eterno \u00abdeclino dell\u2019Occidente\u00bb, che \u00abnon \u00e8 pi\u00f9 solo nel mondo\u00bb, dice molto di pi\u00f9 sulle nostre ansie e sulla nostra capacit\u00e0 di autoflagellazione, oltre che sulle legittime rivendicazioni delle potenze emergenti, che su una reale trasformazione del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019ONU, non meno di 141 Paesi, tra cui Per\u00f9, Mauritania, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Yemen e Bangladesh, hanno condannato l\u2019aggressione russa, per due volte. Nel 2023, secondo i calcoli dell\u2019<em>Economist Intelligence Unit<\/em>, i Paesi che si oppongono apertamente alla politica russa rappresenteranno il 60% del Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale, rispetto al 3,3% di quelli che la sostengono. I Paesi inclini a sostenere l\u2019Occidente rappresentano il 35% della popolazione mondiale, rispetto al 33% di quelli che tendono a sostenere Mosca.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-15-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-15-11628' title='\u00abRussia\u2019s pockets of support are growing in the developing world\u00bb, Economist Intelligence Unit, 7 marzo 2023.'><sup>15<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>L\u2019eterno \u00abdeclino dell\u2019Occidente\u00bb, che non \u00e8 \u00abpi\u00f9 solo nel mondo\u00bb, dice molto di pi\u00f9 sulle nostre ansie e sulla nostra capacit\u00e0 di autoflagellazione, oltre che sulle legittime rivendicazioni delle potenze emergenti, che su una reale trasformazione del mondo&nbsp;<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Questo Occidente ha comunque belle rovine. Per PIL nominale pro capite \u2014 un criterio essenziale \u2014 il G7 continua ad essere in testa. I 38 Paesi dell\u2019OCSE \u2014 tutte democrazie, anche se alcune molto imperfette \u2014 rappresentano unite ancora pi\u00f9 del 40% del PIL mondiale in termini di parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto. Registrano quasi tutti i brevetti triadici e i dieci Paesi pi\u00f9 innovativi al mondo, ad eccezione di Singapore, appartengono tutti all\u2019organizzazione. Sul fronte sanitario, la pandemia ha dimostrato ancora una volta la capacit\u00e0 di reazione della scienza e dell\u2019industria occidentale: i vaccini pi\u00f9 efficaci sono stati sviluppati in Europa e negli Stati Uniti. Dal punto di vista militare, i Paesi occidentali dispongono di una rete di basi e alleanze che non ha eguali nel mondo. E l\u2019America ha un\u2019esperienza di combattimento di cui la Cina \u00e8 priva.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo ridere dei fallimenti diplomatici dell\u2019Occidente, ma i Paesi del Sud sono in grado di rappresentare un\u2019alternativa? Le ambizioni brasiliane e sudafricane di porre fine alla guerra in Ucraina si sono infrante contro i muri del Cremlino. L\u2019incontro del G20 organizzato da Delhi ha mostrato i limiti del \u00abpotere di riunire\u00bb indiano: n\u00e9 Putin n\u00e9 Xi Jinping si sono presentati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo anche ricordare che non si tratta di un gioco a somma zero: non \u00e8 tanto l\u2019Occidente che sta declinando, quanto il resto del mondo che sta crescendo in potenza. cosa che va accolta con favore dato che il loro sviluppo ha contribuito a migliorare la vita di centinaia di milioni di persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 vero per l\u2019Occidente \u00e8 ancora pi\u00f9 vero per gli Stati Uniti, la cui quota del PIL mondiale a prezzi correnti \u00e8 la stessa oggi \u2014 un quarto \u2014 di quella del 1980 o del 1995. Ci sono stati innumerevoli autori e libri che hanno previsto il declino dell&#8217;America. Ricordiamo il fenomenale successo di Paul Kennedy, che in <em>Ascesa e declino delle grandi potenze <\/em>(1987) profetizz\u00f2 il suo crollo e predisse che la prossima potenza mondiale sarebbe stata&#8230; il Giappone? Trentasei anni dopo, l\u2019America continua ad occupare un posto unico nella geopolitica mondiale, grazie alle sue risorse strutturali, naturali e culturali. La de\u2014dollarizzazione \u00e8 ancora lontana: la valuta statunitense \u00e8 utilizzata in quasi il 90% delle transazioni in valuta estera, nel 60% delle riserve di valuta estera, nel 50% delle fatture commerciali, in quasi la met\u00e0 dei titoli di debito internazionali, in oltre il 40% dei pagamenti SWIFT e nel 40% dei prestiti internazionali.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-16-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-16-11628' title='Mathias Drehmann et Vladyslav Sushko, \u00abThe global foreign exchange market in a higher-volatility environment\u00bb, &lt;em&gt;BIS Quarterly Review&lt;\/em&gt;, dicembre 2022.'><sup>16<\/sup><\/a><\/span><\/span> Anche quando gli acquisti vengono effettuati in euro, yuan o rubli, il prezzo viene spesso fissato in dollari (come nel caso del petrolio). L\u2019Arabia Saudita sta impostando la sua produzione di petrolio senza preoccuparsi dei consumatori americani? Questo accade regolarmente dalla fine della Guerra Fredda. Gli eccessi di coloro che dall\u2019altra parte dell\u2019Atlantico vedono l\u2019Arabia Saudita come l\u2019unico Paese \u00abin grado di contenere le forze naturali della storia\u00bb non dovrebbero oscurare gli elementi fondamentali del loro potere e della loro attrattiva, che rimangono ineguagliati.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-17-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-17-11628' title='Robert Kagan, \u00abA Free World, If You Can Keep It\u00bb, &lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;\/em&gt;, gennaio-febbraio 2023.'><sup>17<\/sup><\/a><\/span><\/span> Per non parlare del fatto che, demograficamente, rimangono in una posizione molto migliore rispetto al suo principale concorrente, la Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Ricordiamo anche che non si tratta di un gioco a somma zero: non \u00e8 tanto l\u2019Occidente che sta declinando, quanto il resto del mondo che sta crescendo in potenza&nbsp;<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Parlare di \u00abSud globale\u00bb \u00e8 anche un errore strategico, perch\u00e9 l\u2019espressione suggerisce che \u00e8 possibile avere un\u2019unica politica nei confronti dei Paesi interessati, mentre i loro reclami e i loro bisogni sono eterogenei. Peggio ancora, il suo uso \u00e8 controproducente: pi\u00f9 la si usa, pi\u00f9 si crea una realt\u00e0. La nostra interlocutrice non aveva del tutto torto. Come sottolinea Sarang Shidore, che ci piaccia o no, il Sud globale \u00e8 gi\u00e0 un \u00abfatto geopolitico\u00bb.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-18-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-18-11628' title='Sarang Shidore, \u00abThe Return of the Global South\u00bb, &lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;\/em&gt;, 31 agosto 2023.'><sup>18<\/sup><\/a><\/span><\/span> Questo ricorda, <em>mutatis mutandis<\/em>, il concetto di \u00abrazza\u00bb nel dibattito pubblico: pu\u00f2 non rappresentare alcuna realt\u00e0 genetica, ma il suo utilizzo crea un fatto sociale che costruisce distinzioni artificiali. Parlare di \u00abSud globale\u00bb promuove l\u2019idea di un confronto politico con l\u2019Occidente. A vantaggio della Cina, che interpreta il ruolo di leader naturale&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Che fare?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Insieme ad altri, suggeriamo di evitare o addirittura rifiutare il termine \u00abSud globale\u00bb nel discorso politico, senza cercare di sostituirlo. In effetti, la Banca Mondiale ha abbandonato la categoria di \u00abPaese in via di sviluppo\u00bb, anche se potrebbe essere definita sulla base di criteri oggettivi come il PIL o il reddito pro capite. Non dobbiamo nemmeno parlare di \u00abresto del mondo\u00bb, un\u2019espressione che non \u00e8 molto attraente e che suggerisce un confronto (\u00abThe West versus the Rest\u00bb)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-19-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-19-11628' title='Editorial, \u00abThe West Versus the Rest\u00bb, &lt;em&gt;Foreign Affairs&lt;\/em&gt;, 9 maggio 2023.'><sup>19<\/sup><\/a><\/span><\/span>, anche se i Paesi interessati formano un&#8217;area di competizione tra l\u2019Occidente e i suoi avversari \u2014 che noi analizziamo in <em>La Guerre des mondes<\/em> come la competizione di due famiglie, una eurasiatica, piuttosto autoritaria, e l\u2019altra euro\u2014atlantica e indo\u2014pacifica, piuttosto liberale. Ma evitiamo anche di evocare uno scontro tra regimi democratici e Stati autoritari: a parte il fatto che sappiamo quanto le lezioni di democrazia possano essere controproducenti, conosciamo alcuni Stati che si dichiarano del Sud che sono democratici almeno quanto alcuni appartenenti al blocco occidentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I leader e i popoli che dicono di \u00abvolere rispetto\u00bb devono naturalmente essere ascoltati. Ma comprendere non significa accettare, e non dobbiamo prendere per buona la retorica di un\u2019umiliazione di cui gli occidentali sarebbero sistematicamente responsabili. Raymond Aron ha scritto: \u00abDobbiamo convincere i popoli europei che non si pu\u00f2 vivere del proprio passato, che non tutto ci \u00e8 dovuto solo perch\u00e9 si sono vissute delle tragedie\u00bb.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-20-11628' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/linganno-del-sud-globale\/#easy-footnote-bottom-20-11628' title='Raymond Aron, \u00abLe plan Schuman\u00bb, conferenza al Centre d\u2019\u00e9tudes industrielles, Ginevra, 8 maggio 1952.'><sup>20<\/sup><\/a><\/span><\/span> Questo consiglio rimane valido anche per gli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito, \u00e8 importante non permettere all\u2019accusa di \u00abdue pesi e due misure\u00bb di prevalere. Ricordando che pu\u00f2 essere invertita: quello che gli anglofoni chiamano \u00abdoppio standard\u00bb esiste almeno altrettanto dalla parte di coloro che denunciano l\u2019imperialismo americano e si astengono dal fare lo stesso verso quello russo. Sono gli occidentali a difendere una riforma del Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU, mentre la Cina non vuole sentire parlare di adesione permanente dell\u2019India. E spesso sono loro a essere in prima linea nella promozione della sicurezza umana e nella protezione dei beni comuni, che si tratti di aiuti allo sviluppo, della lotta al riscaldamento globale o della difesa delle popolazioni minacciate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il doppio standard non si trova forse tra chi si lamenta dell\u2019Occidente quando interviene e dell\u2019Occidente quando non interviene? Non \u00e8 contraddittorio accogliere con favore l\u2019intervento del 1991 sotto la guida americana per liberare il Kuwait, che era stato annesso dall\u2019Iraq, ma contestare il sostegno militare dell\u2019Occidente all\u2019Ucraina, il cui territorio era stato anch\u2019esso annesso dalla Russia? Quanto al sottolineare che anche le alture del Golan erano state annesse, significa dimenticare che l\u2019aggressore era in quel caso la Siria. Il rimprovero di egoismo non potrebbe essere rivolto anche alla Cina, che \u00e8 riluttante a ridurre le sue emissioni di gas serra, o all\u2019India, che ha vietato tutte le esportazioni di vaccini nel bel mezzo della crisi del Covid-19?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La presunta ipocrisia dell\u2019Occidente pu\u00f2 quindi essere rivolta contro i suoi critici, che a volte sono i primi a richiedere un visto per l\u2019Europa o gli Stati Uniti, o a investire l\u00ec i loro patrimoni. Possiamo anche mettere tutti d\u2019accordo suggerendo, come ha fatto Richard Haas, allora Direttore del <em>Foresight<\/em> presso il Dipartimento di Stato americano, nei primi anni 2000, che \u00abla coerenza \u00e8 un lusso che non possiamo permetterci in politica estera\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Non \u00e8 contraddittorio accogliere con favore l\u2019intervento del 1991 sotto la guida americana per liberare il Kuwait, che era stato annesso dall\u2019Iraq, ma contestare il sostegno militare dell\u2019Occidente all\u2019Ucraina, parte del cui territorio era stato annesso dalla Russia?&nbsp;<\/p><cite>Bruno Tertrais<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Le critiche dei Paesi emergenti al cosiddetto ordine liberale \u2014 la rete di istituzioni e standard internazionali sviluppati dal 1945 \u2014 sono spesso eccessive. Dobbiamo sottolineare, ad esempio, che quest\u2019ordine ha incoraggiato la decolonizzazione attraverso l\u2019esercizio del \u00abdiritto dei popoli all\u2019autodeterminazione\u00bb? E che, sebbene le origini di questo ordine siano essenzialmente occidentali, ha beneficiato di altri contributi, come la \u00abResponsabilit\u00e0 di proteggere\u00bb ispirata dal diplomatico sudanese Francis Deng?<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta quindi di accettare il dibattito senza necessariamente accettare i continui rimproveri rivolti a un Occidente che \u00e8 responsabile di tutte le disgrazie del mondo, ma senza nemmeno pensare che basti spiegarsi meglio perch\u00e9 i popoli che, a torto o a ragione, si sentono disprezzati comprendano le nostre posizioni. In breve: n\u00e9 negligenza, n\u00e9 pentimento, n\u00e9 condiscendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, abbiamo tutte le ragioni per lamentarci della sclerosi delle principali istituzioni internazionali, il cui modus operandi riflette un mondo superato. Viene subito in mente il Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU. Ma, come \u00e8 stato detto, una sua approfondita riforma presupporrebbe un accordo&#8230; tra i Paesi del Sud. Quindi la necessit\u00e0 pi\u00f9 urgente diventa quella di riformare il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, dove gli Stati Uniti hanno il 30% dei voti contro il 15% dei BRICS. Ridare legittimit\u00e0 all\u2019ordine liberale significherebbe, per gli occidentali, impegnarsi alla guida di questo processo. Prestare la nostra massima attenzione a questo tema non \u00e8 solo una questione di giustizia: \u00e8 anche nel nostro interesse, perch\u00e9 \u00e8 proprio ponendosi come concorrente di queste istituzioni finanziarie che la Cina sta muovendo le sue pedine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ha senso parlare di una rivolta del Sud contro l\u2019Occidente. Davanti al tentativo di essenzializzare il \u00abSud globale\u00bb, Bruno Tertrais descrive un mondo dalle linee di faglia molto pi\u00f9 complesse. 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