{"id":11597,"date":"2023-10-04T09:41:46","date_gmt":"2023-10-04T07:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11597"},"modified":"2023-10-04T09:41:52","modified_gmt":"2023-10-04T07:41:52","slug":"21-libri-da-leggere-a-ottobre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/10\/04\/21-libri-da-leggere-a-ottobre\/","title":{"rendered":"21 libri da leggere a ottobre"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">il Grand Continent, <em>Fratture della guerra estesa. Dall&#8217;Ucraina al <\/em><i>metaverso<\/i>, LUISS University Press<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abCosa succede nel cuore dell\u2019<em>interregno<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019esplosione delle rivalit\u00e0 geopolitiche, la guerra \u00e8 qui. Dal Donbass al metaverso, nuovi fronti si sono aperti. L\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina ci ha paralizzati, ma comprendere questo scontro cruciale non basta. A partire da tutto questo, come si pu\u00f2 organizzare il continente?<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/Fratture.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1274\"\n        data-pswp-height=\"1952\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/Fratture-125x192.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/Fratture-330x506.png\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/Fratture-125x192.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>La nostra epoca \u00e8 infatti attraversata da un fenomeno occulto e strutturante che proponiamo di chiamare la guerra estesa. Dalla tecnocrazia alle nuove tecnologie, le sue ramificazioni sono diventate planetarie: un mondo irrigato di infrastrutture che nascondono un impero di dati e articolano un nuovo ordine di cui non riusciamo ancora a indovinare la forma. Il campo di battaglia della guerra oltre i limiti continua a evolvere<\/p>\n\n\n\n<p>Il suolo europeo sta cambiando sotto i nostri piedi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stavate aspettando? il Grand Continent, edizione italiana della rivista, arriva finalmente in versione cartacea<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 20 octobre. Acquisto anticipato possibile sul sito a partire dal 13 ottobre.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/offerta\/\">Per saperne di pi\u00f9 e seguire il lancio dell&#8217;edizione italiana<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Richard Bourke, <\/strong><strong><em>Hegel\u2019s World Revolutions<\/em><\/strong><strong>, Princeton University Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00abG.W.F. Hegel era considerato il pi\u00f9 grande filosofo della sua epoca. Da allora, il suo lavoro ha plasmato i dibattiti su questioni diverse come la religione, l\u2019estetica e la metafisica. Il suo contributo pi\u00f9 duraturo \u00e8 stata la sua visione della storia e della politica.<\/p>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Hegel.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"230\"\n        data-pswp-height=\"345\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Hegel-125x188.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Hegel.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Hegel-125x188.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>In <em>Hegel\u2019s World Revolutions<\/em>, Richard Bourke torna agli argomenti originali di Hegel, chiarendo la loro vera importanza e illuminando la loro rilevanza per la societ\u00e0 contemporanea. Bourke dimostra che il fulcro del pensiero di Hegel era la sua anatomia del mondo moderno. Da un lato sosteneva che la modernit\u00e0 fosse una liberazione dall\u2019assoggettamento, ma dall\u2019altro vedeva che aveva svincolato lo spirito della riflessione critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Bourke esplora questa situazione critica attraverso una serie di rivoluzioni mondiali che, secondo Hegel, avevano condotto all\u2019ascesa della societ\u00e0 civile e all\u2019emergere dello Stato costituzionale. Bourke interpreta il pensiero di Hegel, con particolare riferimento alla sua filosofia della storia, collocandola nel contesto del suo tempo. Racconta poi la ricezione delle idee politiche di Hegel, soprattutto nel corso del Novecento. In contrasto alla rivolta del dopoguerra contro Hegel, Bourke sostiene che la sua denigrazione da parte dei principali filosofi abbia impoverito il nostro approccio alla storia e alla politica.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce 31 octobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/press.princeton.edu\/books\/hardcover\/9780691250182\/hegels-world-revolutions\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Branko Milanovic, <\/strong><strong><em>Visions of Inequality; From the French Revolution to the End of the Cold War<\/em><\/strong><strong>, Harvard University Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Branko-1.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"230\"\n        data-pswp-height=\"345\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Branko-1-125x188.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Branko-1.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Branko-1-125x188.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00ab\u201cCome vedete la distribuzione del reddito nel tempo e come e perch\u00e9 vi aspettate che cambi?\u201d. Questa \u00e8 la domanda che Branko Milanovic immagina di porre a sei degli economisti pi\u00f9 influenti della storia: Fran\u00e7ois Quesnay, Adam Smith, David Ricardo, Karl Marx, Vilfredo Pareto e Simon Kuznets. Analizzando le loro opere nel contesto delle loro vite, traccia l\u2019evoluzione del pensiero sulle disuguaglianze, mostrando quanto le opinioni siano cambiate tra le epoche e le societ\u00e0. Infatti, sostiene Milanovic, non possiamo parlare di \u201cdisuguaglianza\u201d come concetto generale: qualsiasi analisi \u00e8 inestricabilmente legata a un tempo e a un luogo particolari.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Visions of Inequality<\/em> ci trasporta da Quesnay e dai fisiocratici, per i quali le classi sociali erano prescritte dalla legge, fino ai trattati economici classici del XIX secolo di Smith, Ricardo e Marx, che consideravano la classe come una categoria puramente economica guidata dai mezzi di produzione. Mostra come Pareto abbia riconcettualizzato la classe come una questione di confronto tra le \u00e9lite e il resto della popolazione, mentre Kuznets vedeva la disuguaglianza nascere dal divario urbano-rurale. E spiega perch\u00e9 gli studi sulla disuguaglianza sono stati eclissati durante la Guerra Fredda, prima della loro notevole rinascita come preoccupazione centrale dell\u2019economia di oggi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 10 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.hup.harvard.edu\/catalog.php?isbn=9780674264144\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>David Petraeus e Andrew Roberts, <em>Conflict; The Evolution of Warfare from 1945 to the Russian Invasion of Ukraine<\/em>, Harper<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Petraeus.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"230\"\n        data-pswp-height=\"345\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Petraeus-125x188.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Petraeus.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Petraeus-125x188.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abIn questo studio profondo e incisivo, il Generale David Petraeus, ex direttore della CIA e comandante delle coalizioni guidate dagli Stati Uniti in Afghanistan e in Iraq, durante il Surge, esplora, insieme al pluripremiato storico Andrew Roberts, oltre 70 anni di conflitti, traendone lezioni e intuizioni significative da un\u2019originale analisi del passato. Avvalendosi delle loro diverse prospettive e aree di competenza, Petraeus e Roberts mostrano come spesso gli errori critici siano stati ripetuti pi\u00f9 volte, e sottolineano la sfida, tanto per gli uomini di Stato quanto per i generali, di imparare ad adattarsi a nuovi sistemi d\u2019arma, teorie e strategie. Tra i conflitti esaminati ci sono le guerre arabo-israeliane, la guerra di Corea e del Vietnam, le due guerre del Golfo, le guerre balcaniche nell\u2019ex Jugoslavia e le guerre sovietiche e della coalizione in Afghanistan, nonch\u00e9 i conflitti di guerriglia in Africa e in Sud America. Il conflitto culmina con uno sguardo stimolante alla disastrosa invasione dell\u2019Ucraina da parte di Putin, un altro case study sui tragici risultati che si ottengono quando i leader si rifiutano di imparare dalla storia, nonch\u00e9 una valutazione della natura della guerra del futuro. Ricco di intuizioni acute e della saggezza dell\u2019esperienza, Conflict non \u00e8 solo una valutazione critica del nostro recente passato, ma anche un\u2019essenziale guida alla guerra moderna, che fornisce conoscenze cruciali per combattere oggi e per capire cosa ci riserveranno i decenni a venire.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 17 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.harpercollins.com\/products\/conflict-david-petraeusandrew-roberts?variant=41006278508578\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ernesto Ferrero, <em>Italo<\/em>, Einaudi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Italo.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"230\"\n        data-pswp-height=\"345\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Italo-125x188.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Italo.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Italo-125x188.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abIn occasione del centenario della nascita di Italo Calvino, Ernesto Ferrero ci offre un ritratto dello scrittore dietro le quinte, nei tratti caratteriali meno noti, nei risvolti privati, lungo i vent\u2019anni di vicinanza e lavoro comune in Einaudi. E lo fa con quel tono di voce che ha gi\u00e0 saputo incantarci nei Migliori anni della nostra vita o nel recente Album di famiglia. Prendono vita i rapporti di Calvino con i genitori, l\u2019importanza dell\u2019imprinting famigliare, la passione per i fumetti e il gusto del disegno, l\u2019amicizia con Eugenio Scalfari, i soprassalti della guerra partigiana, le passioni del dopoguerra, il legame con la Liguria, gli amori, tra cui il capitolo della relazione con Elsa De\u2019 Giorgi, fin qui poco studiato. E poi il lavoro quotidiano, con i suoi piccoli segreti, in Einaudi e nelle redazioni dei giornali, l\u2019incontro con Hemingway a Stresa, la visita a Silvana Mangano e Vittorio Gassman sul set di Riso amaro. E ancora il trauma dell\u2019invasione sovietica in Ungheria e il progressivo distacco dal Pci e dalla politica militante, il viaggio in America, il matrimonio con Chichita Singer e le gioie della paternit\u00e0 con la nascita della figlia Giovanna, le decisive letture scientifiche, incontri-chiave (Perec, Barthes, Queneau), la fascinazione delle immagini, la scoperta dello strutturalismo e i soggiorni nelle metropoli come in altrettanti romitaggi, da Parigi a Roma, sino all\u2019approdo ideale nella pineta toscana di Roccamare, dove scrive le Lezioni americane. L\u2019insulare Calvino sembra sempre altrove, ma rimane a stretto contatto con il proprio tempo. Il filo che si snoda lungo la biografia \u00e8 fittamente intrecciato all\u2019opera e ne illumina dall\u2019interno la genesi e gli sviluppi, il metodo di lavoro, sempre sostenuto da una forte tensione etica, sperimentale e progettuale. Perfino il radicale disincanto degli ultimi anni non impedisce a Calvino di dare spazio a tutto quello che non \u00e8 inferno, di reinventare se stesso e nuovi modi di fare letteratura. Con il suo approccio confidenziale e una scrittura che mira a raggiungere una fusione tra il \u201cromanzo\u201d biografico e il saggio critico privo di connotazioni specialistiche, Ernesto Ferrero ci aiuta cos\u00ec a capire meglio una delle figure pi\u00f9 amate della nostra letteratura.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 3 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/narrativa-italiana\/narrativa-italiana-contemporanea\/italo-ernesto-ferrero-9788806261559\/\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Henri Pirenne, <em>Histoires de l\u2019Europe. \u0152uvres choisies<\/em>, Gallimard<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Pirenne-1.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"230\"\n        data-pswp-height=\"345\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Pirenne-1-125x188.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Pirenne-1.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/12\/2023\/10\/Pirenne-1-125x188.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abPer chiunque sia interessato alla storia intellettuale del primo Novecento, Henri Pirenne (1862-1935), il padre della scuola storica di Gand, \u00e8 una figura centrale. Formatosi con la storiografia tedesca &#8211; che considera i fattori collettivi e inconsci piuttosto che i fatti politici e il ruolo degli individui &#8211; e autore di una fortunata Storia del Belgio, simbolo della resistenza all\u2019occupazione tedesca durante la Prima Guerra Mondiale, lo storico belga svilupp\u00f2 una nuova visione della storia dell\u2019Europa negli anni Venti, aprendo due enormi campi di ricerca che i ricercatori discutono ancora oggi: la storia urbana e le origini delle citt\u00e0, e le conseguenze per l\u2019Europa dell\u2019avanzata dell\u2019Islam nel VII secolo. Il risultato furono due importanti libri pubblicati dopo la sua morte: Histoire de l\u2019Europe (1936) e Mahomet et Charlemagne (1937), le cui linee principali erano state tracciate fin dal 1922. Il lavoro di Pirenne sulla storia del Medioevo, pubblicato alla fine del XIX secolo, lo aveva gi\u00e0 reso famoso, incorporando in modo impressionante la demografia storica e la ricerca statistica nella storia economica e sociale. Precursore e pioniere, \u00e8 stato uno dei primi ad esaminare i contributi della storia comparata, sviluppando metodi originali e innovativi e un\u2019autentica arte della sintesi. Composta da opere fondamentali che sono diventate riferimenti storiografici e da una vasta selezione di articoli, discorsi, saggi e riviste che mostrano l\u2019ampiezza dei temi affrontati da Pirenne, questa edizione offre ai lettori la possibilit\u00e0 di ripercorrere il cammino di un intellettuale la cui influenza ha segnato la creazione della rivista Annales di Marc Bloch e Lucien Febvre\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 28 settembre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.gallimard.fr\/Catalogue\/GALLIMARD\/Quarto\/Histoires-de-l-Europe\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Frank Trentmann, <\/strong><strong><em>Aufbruch des Gewissens Eine Moralgeschichte der Deutschen von 1942 bis heute<\/em><\/strong><strong>, Fischer<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/817qQJOIsGL._SL1500_.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1011\"\n        data-pswp-height=\"1500\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/817qQJOIsGL._SL1500_-125x185.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/817qQJOIsGL._SL1500_-330x490.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/817qQJOIsGL._SL1500_-125x185.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abFrank Trentmann racconta la storia della Germania degli ultimi 80 anni dal punto di vista della moralit\u00e0. Come mai, dopo la Shoah e la guerra di sterminio, i tedeschi sono stati considerati moralmente purificati nel 2015, l\u2019anno della \u201ccultura dell\u2019accoglienza\u201d? E lo sono davvero? Con la Battaglia di Stalingrado nell\u2019inverno del 1942\/43, la prospettiva della popolazione tedesca sulla guerra cambi\u00f2: nacquero questioni di colpa e responsabilit\u00e0, punto di partenza per un risveglio delle coscienze. Dalla \u201cdenazificazione\u201d al movimento ecologico, passando per il miracolo economico e il \u201868, dalla politica del ricordo alla migrazione e all\u2019asilo, dal movimento pacifista alla guerra in Ucraina, Frank Trentmann mostra la diversit\u00e0 di atteggiamenti, dibattiti e azioni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 25 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fischerverlage.de\/buch\/frank-trentmann-aufbruch-des-gewissens-9783103973167\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dinah Ribard, <\/strong><strong><em>Le Menuisier de Nevers. Po\u00e9sie ouvri\u00e8re, fait litt\u00e9raire et classes sociales (XVIIe-XIXe si\u00e8cle)<\/em><\/strong><strong>, \u00e9ditions du Seuil<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/154240_couverture_Hres_0.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1274\"\n        data-pswp-height=\"2000\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/154240_couverture_Hres_0-125x196.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/154240_couverture_Hres_0-330x518.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/154240_couverture_Hres_0-125x196.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00ab\u201cLe Menuisier de Nevers\u201d (il falegname di Nevers) \u00e8 un nome d\u2019autore. \u00c8 stato addirittura il primo a diventare famoso, perch\u00e9 la persona che lo usava proclamava nei suoi libri di essere un operaio. Qui tutto \u00e8 sorprendente: in primo luogo, la data, intorno al 1640, molto prima dell\u2019industrializzazione della Francia e della democratizzazione della cultura; in secondo luogo, la completa scomparsa dal canone letterario di questo poeta di lunga fama, ripubblicato, letto e commentato, che in realt\u00e0 si chiamava Adam Billaut. La cronologia della poesia operaia pone il problema storico al centro di questo libro: la letteratura non ha aspettato fino all\u2019Ottocento, quando gli operai sono diventati protagonisti della storia, per consacrare degli autori appartenenti al popolo lavoratore. La comparsa di questo operaio sulla scena letteraria all\u2019epoca di Luigi XIV dimostra che la letteratura non registra il movimento della storia: \u00e8 una forma di azione che trasforma i percorsi di accesso al discorso pubblico e modella la storia delle classi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei due secoli successivi, la poesia molto colta di questo \u201cVirgilio con la pialla\u201d fu vista come ingenua e popolare. Eccezione gloriosa in una societ\u00e0 ferocemente gerarchica, la sua figura tenne fuori dalla letteratura i molti artigiani che scrivevano versi durante questo periodo. Fu poi ripresa dai poeti-lavoratori che interessarono per un certo periodo gli editori e gli scrittori progressisti dell\u2019era industriale. Riscoprendo questo intero popolo di autori, Dinah Ribard dimostra che la letteratura \u00e8 un contributo essenziale alla storia della disuguaglianza.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 27 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.seuil.com\/ouvrage\/le-menuisier-de-nevers-dinah-ribard\/9782021542400\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Stefan Bollmann, <\/strong><strong><em>Zeit der Verwandlung. M\u00fcnchen 1900 und die Neuerfindung des Lebens<\/em><\/strong><strong>, Klett-Cotta<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/8327.png\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"1800\"\n        data-pswp-height=\"2869\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/8327-125x199.png\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/8327-330x526.png\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/8327-125x199.png\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abFranziska zu Reventlow e Frank Wedekind, Hedwig Pringsheim e Thomas Mann, Lou Andreas Salom\u00e9 e Rainer Maria Rilke, Marianne von Werefkin e Wassily Kandinsky: tutti partirono con coraggio ed energia intorno al 1900 verso la citt\u00e0 tedesca pi\u00f9 moderna dell\u2019epoca, per condurre una vita pi\u00f9 libera ed emancipata. I loro destini ispirati ci mostrano che in quel periodo iniziarono tante cose che continuano ancora oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il 1886 e il 1914, Monaco di Baviera, citt\u00e0 d\u2019arte in cui si beveva birra e si amava il carnevale, fu testimone di una rinascita culturale senza precedenti: la psicoterapia e l&#8217;Art Nouveau, la Secessione e le riviste satiriche, l\u2019emancipazione femminile e la fluidit\u00e0 di genere &#8211; tutto fior\u00ec qui per la prima volta e con una pluralit\u00e0 senza precedenti. A Monaco, capiamo per la prima volta che la giovinezza \u00e8 uno stile di vita. Un medico ipnotista sviluppa una terapia comportamentale quasi da zero. Per proteggere l\u2019arte dal patrocinio, viene fondata la prima Secessione e, sulla sua scia, l\u2019arte astratta con il Blaue Reiter. Nuovi spettacoli e cabaret fecero di Monaco la sinistra capitale satirica di un Impero governato da Berlino. Nel frattempo, Franziska zu Reventlow dimostrava che l\u2019amore libero non era pi\u00f9 un affare da uomini. E con l\u2019invenzione della danza moderna, i ruoli e le identit\u00e0 di genere tradizionali stavano scomparendo per sempre. Un panorama grandioso e colorato di rinnovamento e cambiamento, al centro del quale ci sono donne e uomini di talento che hanno desiderato, combattuto e vissuto questa trasformazione.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 14 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.klett-cotta.de\/produkt\/stefan-bollmann-zeit-der-verwandlung-9783608986778-t-8399\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Xavier Casals Meseguer e Enric Ucelay-Da Cal, <em>El fascio de las ramblas. Los origenes catalanes del fascismo espa\u00f1ol<\/em>, Pasado Presente<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/978841259546.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"687\"\n        data-pswp-height=\"1050\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/978841259546-125x191.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/978841259546-330x504.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/978841259546-125x191.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abGli autori di questo libro sollevano tre questioni importanti che vengono trascurate nella storia della Spagna e della Catalogna nel Novecento. La prima \u00e8 l\u2019errore di riferirsi all\u2019esistenza di due dittature militari, quando in realt\u00e0 il Paese ne ha vissute quattro, collegate tra loro. Questo si riflette nella figura del Generale Mart\u00ednez Anido, che ha partecipato a tutte. La seconda \u00e8 notare che la traiettoria del fascismo spagnolo prima della Guerra Civile ha attraversato due fasi distinte, una negli anni Venti e l\u2019altra negli anni Trenta durante la Repubblica: la sua genesi e le sue proposte sono inseparabili dalle citt\u00e0 e dalle loro rivalit\u00e0. La terza \u00e8 che nella Catalogna dei primi due decenni del XX secolo, si formarono due autorit\u00e0, dal momento che, con la Mancomunit\u00e9, emerse la \u201cCapitania Cubana\u201d. Casals e Ucelay-Da sottolineano che il fascismo di \u201cprima generazione\u201d ebbe una componente locale a Barcellona, basata sulle Ramblas, poich\u00e9 questo viale acquis\u00ec un ruolo inaspettato come teatro del processo che diede origine al fascismo locale e, allo stesso tempo, rappresent\u00f2 un potente spazio simbolico per la \u201cprima generazione\u201d del fascismo a Barcellona, perch\u00e9 era il luogo in cui si trovavano le sedi delle componenti coinvolte nel suo sviluppo (padroni, sindacalisti, oltranzisti catalani, militari, \u201cbande nere\u201d, nazionalisti spagnoli) e rappresentava il palco delle loro lotte.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>esce il 23 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.librerialorcacuenca.com\/es\/libro\/el-fascio-de-las-ramblas_W670010075\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Natividad Planas, <\/strong><strong><em>Koukou, le royaume enfoui. Enqu\u00eate sur les relations entre Europe et Islam (XVIe-XVIIe si\u00e8cle)<\/em><\/strong><strong>, Fayard<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782213722399-001-T.jpeg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"600\"\n        data-pswp-height=\"933\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782213722399-001-T-125x194.jpeg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782213722399-001-T-330x513.jpeg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782213722399-001-T-125x194.jpeg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abNel XVI e all\u2019inizio del XVII secolo, nella provincia ottomana di Algeri, i Bel Cadi governavano un territorio nel massiccio del Djurdjura conosciuto come Regno di Koukou. In frequente conflitto con le autorit\u00e0 del Paese, si allearono con gli Asburgo spagnoli per minare la presenza ottomana nel Maghreb, mantenendo autentiche relazioni diplomatiche con la monarchia ispanica per quasi un secolo. I legami tra Koukou e l\u2019Europa sono stati dimenticati, o meglio sepolti, dalla storiografia coloniale francese, al fine di imporre l\u2019immagine dell\u2019Algeria come una regione scollegata dal mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando alle fonti di questa storia, Natividad Planas conduce un\u2019indagine senza precedenti che riunisce una folta schiera di re, regine, pasci\u00e0, ambasciatori, \u201ccorrieri\u201d, vicer\u00e9, marinai, chierici, rinnegati, schiavi, persone provenienti da Koukou, Maiorca e Castiglia. In questo modo, cattura il dinamismo delle societ\u00e0 rurali del Maghreb, attivamente coinvolte nelle questioni politiche del loro tempo e la profondit\u00e0 delle relazioni trans-mediterranee. La nostra conoscenza delle relazioni tra Europa e Islam nell\u2019era moderna \u00e8 stata stravolta, al di l\u00e0 dei luoghi comuni del confronto militare e del conflitto religioso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 4 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.fayard.fr\/histoire\/koukou-le-royaume-enfoui-9782213722399\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Gilles Deleuze, <\/strong><strong><em>Sur la peinture. Cours (mars &#8211; juin 1981)<\/em><\/strong><strong>, \u00e9ditions de Minuit<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/livre_galerie_9782707349156.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"401\"\n        data-pswp-height=\"650\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/livre_galerie_9782707349156-125x203.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/livre_galerie_9782707349156-330x535.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/livre_galerie_9782707349156-125x203.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abDal 1970 al 1987, Gilles Deleuze tenne una lezione settimanale presso l&#8217;Universit\u00e0 sperimentale di Vincennes, poi a Saint-Denis dal 1980 in poi. Le otto sessioni del 1981 trascritte e annotate in questo volume sono interamente dedicate alla questione della pittura: che rapporto ha la pittura con la catastrofe e il caos? Come allontanare il grigiore e avvicinarsi al colore? Che cos\u2019\u00e8 una linea senza contorno? C\u00e9zanne, Van Gogh, Michelangelo, Turner, Klee, Pollock, Mondrian, Bacon, Delacroix, Gauguin e Caravaggio offrono a Deleuze l\u2019opportunit\u00e0 di evocare importanti concetti filosofici: diagramma, codice, digitale e analogico, modulazione. Insieme ai suoi studenti, rivisita qui questi concetti, ribaltando la nostra comprensione dell\u2019attivit\u00e0 creativa dei pittori. Concreto e gioioso, il pensiero di Deleuze \u00e8 catturato qui il pi\u00f9 vicino possibile al suo proprio movimento.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 5 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.leseditionsdeminuit.fr\/livre-Sur_la_peinture-3418-1-1-0-1.html\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Brock Cutler, <\/strong><strong><em>Ecologies of Imperialism in Algeria<\/em><\/strong><strong>, Nebraska University Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81QA70BZKlL._AC_UF8941000_QL80_.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"629\"\n        data-pswp-height=\"1000\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81QA70BZKlL._AC_UF8941000_QL80_-125x199.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81QA70BZKlL._AC_UF8941000_QL80_-330x525.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81QA70BZKlL._AC_UF8941000_QL80_-125x199.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>Tra il 1865 e il 1872, morti e malattie diffuse si verificarono nel corso del pi\u00f9 grave disastro ecologico della storia moderna del Nord Africa: una piaga di cavallette distrusse i raccolti durante una disastrosa siccit\u00e0 che lasci\u00f2 molti algerini senza terra e senza cibo. La carestia provoc\u00f2 una migrazione che concentr\u00f2 le persone vulnerabili in campi insalubri dove il tifo e il colera dilagavano. Prima che le piogge tornassero e i raccolti riprendessero, circa ottocentomila algerini erano morti.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Ecologies of Imperialism in Algeria<\/em>, Brock Cutler esplora come le ripetute divisioni ecosociali in un ecosistema esteso abbiano prodotto l\u2019imperialismo moderno nell\u2019Algeria del XIX secolo. Le massicce crisi ecologiche &#8211; culturali e naturali &#8211; hanno allontanato le comunit\u00e0 dalle loro case, gli individui da quelle comunit\u00e0 e la societ\u00e0 dalle sue tipiche relazioni ecologiche. Allo stesso tempo, le crisi implacabili, anche se lente, del colonialismo colonizzatore in corso e del capitalismo imperiale estrattivo hanno legato l\u2019Algeria alla Francia in un modo nuovo. Sebbene tutto questo accada nel Maghreb del XIX secolo, il processo descritto supera sicuramente questi limiti spaziali e temporali, raggiungendo i giorni nostri attraverso il regno dell\u2019imperialismo moderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il primo ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.nebraskapress.unl.edu\/nebraska\/9781496232533\/\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>William Klooster (ed.), <\/strong><strong><em>The Cambridge History of the Age of Atlantic Revolutions, 3 volumes<\/em><\/strong><strong>, Cambridge University Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9781108475969i.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"429\"\n        data-pswp-height=\"648\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9781108475969i-125x189.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9781108475969i-330x498.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9781108475969i-125x189.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>In tre volumi, The Cambridge History of the Age of Atlantic Revolutions riunisce esperti di tutti gli angoli del mondo atlantico che rivelano tutta la complessit\u00e0 dell\u2019epoca. L\u2019Et\u00e0 delle Rivoluzioni Atlantiche ha rappresentato la transizione da un\u2019epoca segnata dal governo monarchico, dai privilegi e dal colonialismo a un\u2019epoca che si \u00e8 distinta per il governo repubblicano, l\u2019uguaglianza giuridica e la sovranit\u00e0 delle nazioni americane. I settantuno capitoli inclusi riflettono le ultime tendenze e discussioni su questa fase trasformativa della storia, evidenziando non solo le cause, gli eventi chiave e le conseguenze delle rivoluzioni, ma sottolineando la sperimentazione politica, la contingenza e la sopravvivenza delle istituzioni coloniali. I volumi esaminano anche i tentativi delle persone schiavizzate e indigene, e delle persone libere di colore, di cambiare la loro condizione, offrendo una revisione necessaria alla prima sintesi di R.R. Palmer di quest\u2019epoca, scritta ormai sessant\u2019anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/fr\/universitypress\/subjects\/history\/atlantic-history\/cambridge-history-age-atlantic-revolutions?format=WX\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Jan-Otmar Hesse, <\/strong><strong><em>Exportweltmeister. Geschichte einer deutschen Obsession<\/em><\/strong><strong>, Suhrkamp<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/71U9lc8yerL._AC_UF10001000_QL80_.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"630\"\n        data-pswp-height=\"1000\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/71U9lc8yerL._AC_UF10001000_QL80_-125x198.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/71U9lc8yerL._AC_UF10001000_QL80_-330x524.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/71U9lc8yerL._AC_UF10001000_QL80_-125x198.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abNella finale della Coppa del Mondo 1986, la nazionale tedesca perse 3-2 contro l\u2019Argentina di Diego Maradona. Nonostante ci\u00f2, i tedeschi dell\u2019Ovest poterono sentirsi campioni del mondo, perch\u00e9 quell\u2019anno, per la prima volta, la Repubblica Federale esport\u00f2 pi\u00f9 merci di qualsiasi altro Paese. Il Paese \u00e8 stato \u201ccampione mondiale delle esportazioni\u201d &#8211; campione in una disciplina che non \u00e8 solo alla base della nostra prosperit\u00e0: la forza delle esportazioni tedesche \u00e8 un elemento di orgoglio nazionale e un\u2019indicazione dell\u2019eccellente reputazione dei prodotti \u201cMade in Germany\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo storico economico Jan-Otmar Hesse segue le orme di questa storia di successo, che deve molto alla sorprendente adattabilit\u00e0 delle aziende tedesche e ad una politica favorevole alle esportazioni. Alla fine del XIX secolo sono state poste importanti pietre miliari. La Repubblica di Weimar cre\u00f2 i primi strumenti per sostenere l&#8217;economia delle esportazioni. La politica monetaria del dopoguerra ha rafforzato la loro competitivit\u00e0 globale. <em>Export Weltmeiste<\/em>r racconta la storia di come le officine e le fabbriche sono diventate attori globali e di come un Paese povero di materie prime sia diventato la superpotenza economica che \u00e8 oggi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 30 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.suhrkamp.de\/buch\/jan-otmar-hesse-exportweltmeister-t-9783518431344\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Marlene L. Daut, <\/strong><strong><em>Awakening the Ashes; An Intellectual History of the Haitian Revolution<\/em><\/strong><strong>, University of North Carolina Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81KCBSLVR1L._AC_UF8941000_QL80_.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"662\"\n        data-pswp-height=\"1000\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81KCBSLVR1L._AC_UF8941000_QL80_-125x189.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81KCBSLVR1L._AC_UF8941000_QL80_-330x498.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81KCBSLVR1L._AC_UF8941000_QL80_-125x189.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abLa Rivoluzione di Haiti fu un potente contro sferrato contro il colonialismo e la schiavit\u00f9, e mentre i suoi pensatori e combattenti aprivano la strada alla libert\u00e0 universale, iscrissero gli ideali anticoloniali, antischiavisti e antirazzisti nella grammatica politica moderna. Primo Stato delle Americhe ad abolire in modo permanente la schiavit\u00f9, a bandire il pregiudizio do colore e a vietare il colonialismo, gli haitiani hanno fondato la loro nazione in un mondo atlantico ostile. La schiavit\u00f9 era onnipresente nel resto delle Americhe e le nazioni e gli imperi stranieri attaccavano ripetutamente la sovranit\u00e0 di Haiti. Tuttavia, gli scrittori e i politici haitiani hanno difeso con successo la loro indipendenza, piantando le radici ideologiche di uno Stato egualitario.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Awakening the Ashes<\/em>, Marlene L. Daut colloca rivoluzionari, pubblicisti e pensatori politici haitiani del XVIII e XIX secolo, pi\u00f9 o meno celebri, all\u2019interno della storia globale delle idee, mostrando come i loro sistemi di conoscenza e di interpretazione siano stati al centro della scena nell&#8217;Et\u00e0 delle Rivoluzioni. Mentre le moderne concezioni di libert\u00e0 e uguaglianza sono spesso collegate alla Dichiarazione francese dei Diritti dell\u2019Uomo o alla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, Daut sostiene che il riferimento pi\u00f9 immediato dovrebbe essere quello che lei chiama il Principio del 1804, secondo il quale nessun essere umano dovrebbe mai pi\u00f9 essere colonizzato o ridotto in schiavit\u00f9, un\u2019idea promulgata dagli haitiani che, contro ogni previsione, hanno scosso l\u2019impero francese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 17 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/uncpress.org\/book\/9781469676845\/awakening-the-ashes\/\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Robert Hornsby, <\/strong><strong><em>The Soviet Sixties<\/em><\/strong><strong>, Yale University Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780300250527.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"596\"\n        data-pswp-height=\"916\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780300250527-125x192.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780300250527-330x507.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780300250527-125x192.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abDalla morte di Stalin nel 1953 in poi, l\u2019epoca degli anni Sessanta in Unione Sovietica fu altrettanto dinamica e trasformativa che in Occidente. Il romanticismo ideologico degli anni rivoluzionari venne riportato in auge, con una rinnovata enfasi sull\u2019egualitarismo, l\u2019uguaglianza e la costruzione di un\u2019utopia comunista. Il terrore di massa venne sedato, si ottenevano grandi vittorie nella corsa allo spazio, i dogmi culturali stalinisti erano ridiscussi e i giovani ballavano il jazz e il rock\u2019n\u2019roll. Robert Hornsby esamina questo periodo straordinario e sorprendente e mostra che, sebbene gli standard di vita aumentassero, alcuni aspetti dell&#8217;epoca precedente persistevano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La censura e la polizia rimanevano rigide e i massacri delle proteste di Tbilisi e Novocherkassk, cos\u00ec come le invasioni di Ungheria e Cecoslovacchia, mostrarono i limiti della riforma. La rivalit\u00e0 con gli Stati Uniti raggiunse forse il punto pi\u00f9 instabile, l&#8217;amicizia con la Cina si trasform\u00f2 in un\u2019aspra inimicizia e la decolonizzazione globale apr\u00ec nuovi orizzonti per l\u2019URSS nel mondo in via di sviluppo. Questi anni tumultuosi hanno trasformato la vita dei cittadini sovietici e hanno contribuito a rimodellare il mondo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Uscito il 26 settembre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/yalebooks.co.uk\/book\/9780300250527\/the-soviet-sixties\/\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Edward N. Luttwak et Eitan Shamir, <\/strong><strong><em>The Art of Military Innovation<\/em><\/strong><strong>, Harvard University Press<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780674660052-lg.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"447\"\n        data-pswp-height=\"680\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780674660052-lg-125x190.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780674660052-lg-330x502.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9780674660052-lg-125x190.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abQuando le Israel Defense Forces (IDF) furono istituite nel maggio del 1948, erano piccole, poco equipaggiate e gi\u00e0 in guerra. Mancando di armi sufficienti o della base industriale nazionale per produrle, il neonato esercito fu costretto ad arrangiarsi con tutto ci\u00f2 su cui poteva mettere le mani. Questo spirito di improvvisazione port\u00f2 l\u2019IDF a una vittoria decisiva nella Prima Guerra Arabo-Israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi lo stesso spirito ha reso l\u2019IDF l\u2019esercito pi\u00f9 potente del Medio Oriente e tra i pi\u00f9 capaci del mondo. In <em>The Art of Military Innovation<\/em>, Edward N. Luttwak e Eitan Shamir tracciano le radici di questo stupefacente successo. Ci\u00f2 che distingue l\u2019IDF, sostengono, \u00e8 la sua singolare struttura organizzativa. Fin dall\u2019inizio, \u00e8 stata l\u2019unica forza armata al mondo con un solo servizio, comprendendo le forze aeree, navali e terrestri in un unico corpo istituzionale. Questa struttura unica, unita a un corpo di ufficiali giovani, consente un\u2019iniziativa dal basso. Il risultato \u00e8 un\u2019organizzazione agile e propensa al cambiamento, piuttosto che legata alla tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019IDF ha favorito alcuni dei progressi pi\u00f9 significativi nella tecnologia militare degli ultimi settant\u2019anni, dal primo uso bellico dei droni al famoso sistema di difesa missilistica Iron Dome, e ora la prima arma laser, Iron Beam. Altrettanto importanti sono state le innovazioni meno note nel campo della formazione, della logistica e delle risorse umane. Condividendo intuizioni ricche e storie avvincenti, Luttwak e Shamir rivelano cosa rende l\u2019IDF cos\u00ec agile ed efficace.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 10 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.hup.harvard.edu\/catalog.php?isbn=9780674660052\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Lorraine Daston, <\/strong><strong><em>Rivals; How Scientists Learned to Cooperate<\/em><\/strong><strong>, Columbia Global Reports<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81AUIeDDrdL._AC_UF10001000_QL80_.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"667\"\n        data-pswp-height=\"1000\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81AUIeDDrdL._AC_UF10001000_QL80_-125x187.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81AUIeDDrdL._AC_UF10001000_QL80_-330x495.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/81AUIeDDrdL._AC_UF10001000_QL80_-125x187.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abNegli ultimi 350 anni circa, la \u201ccomunit\u00e0 scientifica\u201d internazionale \u00e8 diventata il bastione del consenso e dell\u2019azione cooperativa, in particolare di fronte a due crisi globali: il disastroso cambiamento climatico e una pandemia mortale. Come \u00e8 nata la \u201ccomunit\u00e0 scientifica\u201d e perch\u00e9 funziona? Rivals cerca di rispondere a queste domande sotto forma di una breve panoramica storica, dalla fine del XVII secolo all\u2019inizio del XXI secolo, attraverso la creazione di due progetti giganteschi: la Carte du Ciel, o grande mappa delle stelle, e l\u2019Atlante Internazionale delle Nuvole, che l\u2019Organizzazione meteorologica mondiale fu la prima ad acquisire dopo la Seconda Guerra Mondiale. <\/p>\n\n\n\n<p>Questi nuovi modelli di collaborazione intergovernativa e di reti di osservazione globale avrebbero in seguito permesso di accumulare prove di fenomeni globali come il cambiamento climatico. Attingendo a documenti originali conservati a Parigi, Ginevra e Uppsala, la storica della scienza Lorraine Daston offre uno studio sulle collaborazioni scientifiche, di successo e non.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 17 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/globalreports.columbia.edu\/books\/rivals\/\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Montassir Sakhi, <\/strong><strong><em>La r\u00e9volution et le djihad. Syrie, France, Belgique<\/em><\/strong><strong>, La D\u00e9couverte<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782348078316.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"800\"\n        data-pswp-height=\"1247\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782348078316-125x195.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782348078316-330x514.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9782348078316-125x195.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abDopo la rivolta della popolazione siriana contro la dittatura di Bashar al-Assad nel 2011, la sua sanguinosa repressione ha portato molti rivoluzionari a impegnarsi nella lotta armata. L\u2019intervento di gruppi che si dichiaravano seguaci dell\u2019Islam politico e le interferenze straniere hanno poi reso il conflitto particolarmente opaco. Fino alla nascita, nel 2014, dello Stato Islamico, che ha fatto della religione il fulcro di una politica di terrore. Questo ha portato una piccola minoranza fuorviata di giovani europei che avevano aderito alla rivoluzione a compiere terribili attacchi suicidi in Francia e in Belgio nel 2015 e nel 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tentativo di far luce su questi tragici eventi, troppo spesso hanno prevalso interpretazioni ideologiche incentrate sulla \u201cradicalizzazione\u201d dell\u2019Islam politico. Da qui l\u2019importanza di questo libro, che si basa sulle testimonianze delle persone coinvolte &#8211; rivoluzionari siriani e \u201cmigranti della jihad\u201d &#8211; raccolte dall\u2019autore tra il 2015 e il 2023 in Medio Oriente e in Europa. Scopriamo come le persone comuni hanno vissuto il loro impegno, segnato dal superamento delle organizzazioni di parte e dall\u2019improbabile avvicinamento tra islamici e sinistra. Queste testimonianze raccontano il significato delle loro azioni, dall\u2019iniziale mobilitazione pacifica alla guerra rivoluzionaria. Fanno luce sul ruolo del simbolismo religioso nella rivoluzione siriana e sulle motivazioni di circa 2.500 giovani immigrati francesi e belgi figli della migrazione post-coloniale, nuovi \u201cinternazionalisti\u201d che hanno deciso di supportare la rivoluzione sulla scia della Primavera araba. Nel complesso, \u00e8 uno sguardo unico su un confronto unico, nella lotta contro la dittatura, tra due forze utopiche antagoniste: la forza positiva del sostegno alla causa rivoluzionaria e la forza negativa che guida il fascismo di uno Stato teocratico.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 12 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.editionsladecouverte.fr\/la_revolution_et_le_djihad-9782348078316\">Per approfondire<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Francesco Terracina, <\/strong><strong><em>Mal di Sicilia<\/em><\/strong><strong>, Laterza<\/strong><\/h2>\n\n\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image wp-block-image-small\"\n    data-shadow=\"false\"\n    data-use-original-file=\"false\">\n    <a\n        data-pswp-src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9788858152522.jpg\"\n        class=\"inline-block gallery-item no-underline \"\n        data-pswp-width=\"800\"\n        data-pswp-height=\"1200\">\n                                        <picture>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9788858152522-125x188.jpg\"\r\n                media=\"(max-width: 374px)\" \/>\r\n                    <source\r\n                srcset=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9788858152522-330x495.jpg\"\r\n                media=\"(min-width: 375px)\" \/>\r\n                <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/09\/9788858152522-125x188.jpg\" \/>\r\n        <\/picture>\r\n                            \n            <\/a>\n<\/figure>\n\n\n<p>\u00abAttrazione e avversione: tra questi due sentimenti cresce il mal di Sicilia. Ne sono affetti isolani e stranieri, chi fugge per necessit\u00e0 e chi approda per caso sul triangolo compreso tra Capo Lilibeo, Capo Peloro e Capo Passero. Su questo triangolo galleggiante come una foglia nel Mediterraneo tutto \u00e8 dicibile e la realt\u00e0 si guarda bene dal misurarsi con il caos che la governa.\u00bb In queste pagine Francesco Terracina ricostruisce della Sicilia un\u2019immagine inconsueta, un po\u2019 tragedia e un po\u2019 commedia, attraverso i ritratti di uomini e donne sedotti e respinti dalla singolarit\u00e0 di una terra che ha le dimensioni di una regione e il sentimento di una nazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mal di Sicilia<\/em> definisce la condizione di chi maneggia gli arcani dell\u2019isola, ne scopre limiti e pericoli, eppure non riesce a staccarsene. Scrittori come Elio Vittorini, Goliarda Sapienza o Stefano D\u2019Arrigo pagano ciascuno a modo proprio il loro legame con questa zattera del Mediterraneo. E qualche volta il prezzo del vincolo sentimentale \u00e8 cos\u00ec alto da costare la vita a chi tocca i fili scoperti della scalcinata e suggestiva terra siciliana: \u00e8 successo tra gli altri a Gaetano Costa e a Pio La Torre, cos\u00ec come a un ignaro inglese che all\u2019inizio del Novecento rimane folgorato dalla bellezza dei templi di Agrigento e paga quest\u2019amore con la sua rovina.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la Sicilia \u00e8 anche il luogo in cui perdersi nella solitudine di un promontorio che d\u00e0 sul mare delle Eolie, come \u00e8 accaduto a un marinaio tedesco che ha abbandonato la tolda delle navi per una grotta incavata in una roccia in bilico sulle acque di Filicudi. E c\u2019\u00e8 chi punta i piedi, come l\u2019elegante fantasista del Milan, Benigno De Grandi, mandato a Palermo per punizione, che ripete a se stesso di non volerci restare. E pi\u00f9 lo ripete e pi\u00f9 si radica nell\u2019isola. Intellettuali, viaggiatori, sportivi, magistrati, artisti: una galleria di personaggi molto diversi tra loro che si misurano con trappole e piaceri dell\u2019isola, finendo per contagiare anche il lettore di uno struggente mal di Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Esce il 3 ottobre<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/scheda-libro\/?isbn=9788858152522\">Per approfondire<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche questo mese, per aiutarvi a navigare nel mare delle pubblicazioni di scienze sociali nelle diverse lingue europee, abbiamo selezionato i saggi da non perdere<\/p>\n","protected":false},"author":10633,"featured_media":11608,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-angles.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"_yoast_wpseo_estimated-reading-time-minutes":26,"footnotes":""},"categories":[2172],"tags":[],"staff":[1816],"editorial_format":[2348],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-11597","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letture","staff-florian-louis","editorial_format-prospettive"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false,"_thumbnail_id":11608,"excerpt":"Anche questo mese, per aiutarvi a navigare nel mare delle pubblicazioni di scienze sociali nelle diverse lingue europee, abbiamo selezionato i saggi da non perdere","display_date":"","new_abstract":true},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - 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