{"id":11453,"date":"2023-09-29T11:25:49","date_gmt":"2023-09-29T09:25:49","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11453"},"modified":"2023-09-29T11:25:54","modified_gmt":"2023-09-29T09:25:54","slug":"cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Cartografare: 10 punti per comprendere le migrazioni mondiali al tempo della guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019immigrazione \u00e8 pi\u00f9 che mai al centro dell\u2019agenda politica e mediatica europea: sia a livello comunitario, con le discussioni non ancora concluse su una nuova politica comune in materia di asilo e migrazione, sia a livello nazionale, come dimostrano le ultime campagne elettorali nei vari Stati membri e la chiara ascesa dei partiti che fanno dell\u2019immigrazione il loro tema principale. Al di l\u00e0 di queste agende a breve termine, <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/05\/11\/10-migration-covid-19\/\">come abbiamo fatto durante il Covid-19<\/a>, presentiamo un ritratto approfondito della migrazione globale nel contesto della guerra in Ucraina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>1 \u2014<\/strong> Il ritorno del tema nell&#8217;agenda politica europea<\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre la pandemia ha portato una battuta d\u2019arresto nelle migrazioni internazionali, come abbiamo riportato nella primavera del 2020, gli ultimi mesi hanno visto una ripresa del dibattito su questi temi nella maggior parte dei Paesi dell\u2019UE. Ecco una retrospettiva su alcuni degli eventi simbolo della migrazione europea nel 2023:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>A Lampedusa <\/strong>l\u2019arrivo di 7.000 migranti nell\u2019arco di due giornate di settembre ha portato alla saturazione delle strutture di accoglienza dell\u2019isola, inducendo le autorit\u00e0 locali a dichiarare lo stato di emergenza e rimettendo al centro del dibattito la questione della solidariet\u00e0 tra gli Stati membri in termini di accoglienza.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nel Mediterraneo, <\/strong>il naufragio a met\u00e0 giugno di una nave che trasportava 750 persone, con la morte di almeno 79 di loro al largo della costa greca, \u00e8 stato seguito da un altro naufragio, vicino all\u2019isola di Lampedusa, con circa 40 vittime. Ad aprile, l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha annunciato che il primo trimestre del 2023 \u00e8 stato il pi\u00f9 letale nel Mediterraneo dal 2017.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>In Serbia, la foresta di Makova Sedmica, <\/strong>vicino a Subotica, nel nord del Paese, che si trova in sulla cosiddetta \u00abrotta balcanica\u00bb verso l\u2019Ungheria, \u00e8 stata teatro di scontri tra profughi e contrabbandieri, nonch\u00e9 tra profughi e polizia ungherese. Allo stesso tempo, i profughi ospitati nel campo di Subotica hanno rivelato di non avere pi\u00f9 accesso a servizi igienici decenti.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>In Francia<\/strong> il dibattito sull\u2019asilo in Europa si \u00e8 riacceso dopo l\u2019accoltellamento, ampiamente mediatizzato, di sei persone, tra cui quattro bambini, da parte di un rifugiato siriano ad Annecy. L\u2019attentatore aveva ottenuto l\u2019asilo in Svezia, si professava cristiano e presentava diversi disturbi psichiatrici diagnosticati.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Alla fine di giugno, <\/strong>il Marocco ha organizzato un Forum sociale del Maghreb sulla migrazione, in ricordo della tragedia avvenuta un anno prima al confine con l\u2019enclave spagnola di Melilla, in cui sono morte 23 persone.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La Polonia <\/strong>ha annunciato che i sistemi tecnologici del muro costruito al confine con la Bielorussia sono operativi (sorveglianza e rilevamento, giorno e notte), in risposta al gran numero di migranti provenienti dall\u2019Iraq e dalla Siria che la Bielorussia sta inviando sul suo territorio dal 2021. Nei fatti, questo vieta a molte famiglie di entrare in Polonia o di ritornare in Bielorussia. La Polonia, che ospita anche il maggior numero di rifugiati ucraini, intende fare lo stesso lungo il suo confine con l\u2019exclave russa di Kaliningrad.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Nella Manica, <\/strong>l\u2019accordo firmato nel novembre 2022 tra il Regno Unito e la Francia per rendere sicuro il confine marittimo non ha fermato gli attraversamenti, i naufragi e gli annegamenti. L\u201911 giugno, 616 persone hanno tentato di attraversare la Manica, il numero pi\u00f9 alto del 2023.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2 \u2014 <strong>Le migrazioni mondiali in cifre<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 della stretta attualit\u00e0 e della copertura mediatica, le migrazioni si inseriscono nella lunga durata e devono essere studiate sotto diversi angoli. A tal proposito proponiamo <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2020\/05\/11\/10-migration-covid-19\/\">questo articolo<\/a>, che esamina alcuni vocaboli utili. Ricordiamo, ad esempio, che la definizione del termine \u00abmigrante\u00bb non \u00e8 fissa, anche se tutte le definizioni includono un cambiamento di residenza nel corso della vita di una persona. Quindi di cosa stiamo parlando e di quali cifre stiamo parlando?<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-1-11453' title='L\u2019OIM include nelle sue cifre un tipo di migrante che non \u00e8 generalmente considerato tale da molti istituti statistici, ad esempio l\u2019INSEE: le persone nate con la nazionalit\u00e0 del Paese X ma nate nel Paese Y, e che cambiano residenza dal Paese Y al Paese X nel corso della loro vita (ad esempio, una persona francese nata in Italia e trasferitasi in Francia \u00e8 considerata un migrante in Francia). Per questo motivo, i dati dell\u2019OIM sono talvolta pi\u00f9 alti di quelli degli istituti nazionali.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, nel 2020 una persona su trenta in tutto il mondo era un migrante internazionale, ovvero viveva in un Paese diverso da quello in cui era nata. Ci saranno 281 milioni di migranti internazionali nel mondo, rispetto ai 153 milioni del 1990. Questo numero \u00e8 quasi pari a quello degli abitanti dell\u2019Indonesia, il quarto Paese pi\u00f9 popoloso al mondo. L\u2019Europa e l\u2019Asia concentrano quasi due terzi dei migranti internazionali, con 87 e 86 milioni rispettivamente. L\u2019Asia \u00e8 la regione in pi\u00f9 rapida crescita ed \u00e8 destinata a superare l\u2019Europa come principale continente di arrivo nel prossimo futuro. In proporzione alla popolazione, gli Emirati Arabi Uniti ricevono il maggior numero di migranti, quasi il 90%.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste cifre non tengono conto della migrazione interna, che \u00e8 molto pi\u00f9 diffusa di quella internazionale. Semplicemente, sono ancora meno definite di quelle internazionali e le cifre sono difficilmente comparabili tra i diversi Paesi \u2013 un trasferimento da Lione a Marsiglia dovrebbe essere conteggiato come migrazione interna? In ogni caso, secondo le ultime stime dell\u2019OIM, i migranti interni toccavano i 740 milioni nel 2009. Sommare questa cifra a quella dei migranti internazionali significa notare che circa un essere umano su sette \u00e8 un migrante. <a href=\"https:\/\/www.internal-displacement.org\/database\/displacement-data\">L\u2019Internal Displacement Monitoring Centre<\/a> stima che, solo nel 2021, 38 milioni di individui sono diventati sfollati interni al proprio Paese, di cui 14 milioni a causa di conflitti e violenze e 24 milioni a causa di disastri naturali. I Paesi pi\u00f9 colpiti da questo fenomeno nel 2021 sono stati Siria, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo, Colombia e Yemen.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/tYehL\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Concentrandoci sull\u2019UE nel suo complesso &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-2-11453' title='Si ricordi che qui parliamo di stranieri e non di migranti (ci sono ad esempio stranieri che non hanno mai migrato, ad esempio perch\u00e9 nati stranieri sul territorio del paese d\u2019arrivo; ci sono anche migranti che non sono stranieri, se sono stati ad esempio naturalizzati).'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, il numero medio di stranieri negli Stati membri \u00e8 pari all\u20198,4% della popolazione totale, suddiviso in 3,1% per gli stranieri cittadini di un altro Stato membro e 5,3% per i cittadini di Paesi terzi. Stiamo quindi parlando di 37 milioni di stranieri per 446 milioni di abitanti. Nel 2021, cinque Paesi avranno pi\u00f9 del 15% della loro popolazione composta da stranieri: Lussemburgo, Malta, Cipro, Estonia e Austria. I Paesi mediterranei, tra cui la Francia, si trovano tutti nel secondo terzo della distribuzione, mentre diversi Paesi dell\u2019Europa centrale chiudono la classifica.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/uY8ZR\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda i richiedenti asilo e i rifugiati in particolare, 537.345 persone hanno ottenuto l\u2019asilo nell\u2019UE nel 2021. La Germania \u00e8 di gran lunga il primo Paese ospitante, davanti alla Francia, seguita da Spagna, Italia e Austria. Ancora una volta, l\u2019Europa centrale rimane ben al di sotto di questa cifra, con l\u2019Ungheria come fanalino di coda, avendo concesso asilo solo a 40 persone. Va notato che queste cifre per il 2021 non includono ancora, ovviamente, l\u2019ondata di rifugiati ucraini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/oaKRN\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Purtroppo non \u00e8 sufficiente limitarsi ai fatti, dal momento che l\u2019opinione pubblica e alcuni partiti adorano trascurarli. L\u2019ultimo sondaggio dell\u2019Eurobarometro sulla migrazione, pubblicato nel giugno 2022, \u00e8 molto istruttivo a questo proposito. In media, solo il 19% dei cittadini dell\u2019UE stima correttamente la percentuale di immigrati extraeuropei nel proprio Paese. Nessun Paese ha un tasso di successo superiore al 50%. Un terzo degli europei non interagisce mai con un immigrato (o lo fa meno di una volta all\u2019anno).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">3 \u2014 <strong>L\u2019impatto della guerra in Ucraina sulle migrazioni&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina ha portato a movimenti di popolazione interni e internazionali su una scala senza precedenti. Nel settembre 2023, si sono contati 6,2 milioni di rifugiati ucraini nel mondo, di cui 5,83 milioni in Europa e circa 370.000 nel resto del mondo. Tra i Paesi europei, la Germania e la Polonia ospitano il maggior numero di rifugiati sul loro territorio, con 1,09 milioni e 960.000 rifugiati rispettivamente &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-3-11453' title='Dati UNHCR, 25 settembre 2023.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/beT8l\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Gli strumenti europei hanno dimostrato la loro flessibilit\u00e0 nel rispondere all\u2019arrivo dei rifugiati ucraini, fin dai primi giorni successivi all\u2019invasione russa. La Direttiva sulla Protezione Temporanea \u00e8 stata attivata il 4 marzo 2022. Questo programma consente ai rifugiati di accedere pi\u00f9 facilmente ai diritti di base, come il lavoro, la salute, l\u2019assistenza sociale e l\u2019istruzione. Secondo la Commissione Europea, quasi 775.000 alunni sono stati iscritti ai sistemi scolastici di 26 Paesi dell\u2019Unione Europea e dell\u2019area Schengen. Per facilitare l\u2019accesso all\u2019occupazione, la Commissione ha anche lanciato una versione ucraina della sua piattaforma a partire da marzo 2022. Alcuni Stati membri hanno anche introdotto misure per semplificare le procedure amministrative; la Polonia, ad esempio, ha reso pi\u00f9 facile per gli ucraini ottenere l\u2019equivalente di un numero di sicurezza sociale (PESEL). Per finanziare tutte queste misure, l\u2019UE ha istituito un sostegno finanziario per gli Stati membri che accolgono i rifugiati ucraini, reindirizzando i fondi dalla politica di coesione e dal piano REACT-EU post-pandemia, per un ammontare di 17 miliardi di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 trascurare un altro importante fenomeno della guerra in Ucraina, la migrazione di cittadini russi, sebbene le cifre esatte siano difficili da stimare. I Paesi dell\u2019Asia Centrale, comprese le ex repubbliche sovietiche come il Kazakistan e la Georgia, sono tra le destinazioni preferite dai russi sin dall\u2019inizio della guerra. Ad esempio, non \u00e8 richiesto alcun visto o passaporto per i cittadini russi che desiderano entrare in Kazakistan. Questi grandi movimenti migratori hanno un impatto significativo sulle societ\u00e0 e sulle economie dei Paesi ospitanti e lo scorso settembre, ad esempio, hanno provocato manifestazioni in Georgia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/OO5ZQ\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La guerra ha anche riacceso dei fenomeni di tensione e strumentalizzazione dei movimenti migratori nell\u2019Europa centro-orientale. Ad agosto, le tensioni sono montate di nuovo al confine tra Bielorussia e Polonia. La Polonia accusa la Bielorussia di favorire l\u2019attraversamento dei migranti, come era gi\u00e0 successo nel 2021, con la conseguenza di una crisi umanitaria senza precedenti che ha causato almeno 13 morti nella foresta di Bialowieza, al confine tra i due Stati, stando a Human Rights Watch.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, la migrazione indotta dalla guerra \u00e8 anche indiretta. In tutto il mondo, e in particolare nei Paesi del Sud, le conseguenze della guerra in Ucraina sulla sicurezza alimentare globale \u2013 \u00abla peggiore crisi alimentare e umanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale\u00bb \u2013 potrebbero portare a nuovi movimenti di popolazione \u00abdi massa\u00bb secondo David Beasley, Direttore del Programma Alimentare Mondiale &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-4-11453' title='\u00abNous sommes face \u00e0 la pire crise alimentaire et humanitaire depuis la seconde guerre mondiale\u00bb, Le Monde, Novembre 2022.'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">4 \u2014 <strong>Richiesta di manodopera e dinamiche&nbsp;demografiche nei Paesi sviluppat<\/strong>i<\/h2>\n\n\n\n<p>In Europa, dalla pandemia di Covid-19, le considerazioni sulla carenza di manodopera si sono intrecciate sempre pi\u00f9 con i discorsi e le riflessioni sulle migrazioni. La carenza strutturale di manodopera interessa un numero crescente di Paesi europei, indipendentemente dalla retorica anti-immigrazione dei loro leader. \u00c8 emblematico il caso della Polonia, dove <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/06\/26\/en-pologne-une-reforme-de-la-politique-dimmigration-en-cours\/\">lo scorso giugno si \u00e8 discusso un emendamento<\/a> alla politica di immigrazione volto a semplificare le procedure d\u2019asilo per una serie di Paesi mirati.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si ragiona in termini di <em>crescita demografica<\/em>, le migrazioni internazionali stanno gradualmente diventando una variabile demografica cruciale. Secondo le Nazioni Unite, in base alle tendenze attuali, \u00abnei prossimi decenni, la migrazione sar\u00e0 l\u2019unico motore della crescita demografica nei Paesi sviluppati\u00bb. In Germania, il Consiglio tedesco degli esperti economici trae una conclusione simile sulla futura carenza di manodopera nel suo rapporto annuale per il 2022-2023, affermando che \u00abun\u2019immigrazione netta pi\u00f9 elevata contribuirebbe in modo significativo a stabilizzare la forza lavoro potenziale\u00bb. L\u2019immigrazione \u00e8 gi\u00e0 un fattore cruciale per mantenere l\u2019offerta di lavoro in Germania, in particolare nel settore sanitario. Il Portogallo, che dipende fortemente dalla manodopera straniera, ha iniziato quest\u2019anno a creare una nuova Agenzia per le minoranze, la migrazione e l\u2019asilo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/ueoyh\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per far fronte a queste carenze e al fenomeno pi\u00f9 ampio della diminuzione del tasso di natalit\u00e0, Paesi europei come l\u2019Ungheria hanno scelto di concentrarsi sulle politiche di natalit\u00e0, che nel caso dell\u2019Ungheria si affiancano a una politica di opposizione sistematica all\u2019accoglienza dei richiedenti asilo e a qualsiasi meccanismo di solidariet\u00e0 per la loro distribuzione tra gli Stati membri dell\u2019UE.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">5 \u2014 <strong>Migrazioni: l\u2019introvabile politica europea?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tra il desiderio di riforma e i blocchi in corso, il Patto sulla migrazione e l&#8217;asilo non \u00e8 ancora stato adottato completamente e ha continuato a causare divisioni tra gli Stati membri da quando \u00e8 stato presentato dalla Commissione nel settembre 2020. La Commissione desidera ancora che il Patto entri in vigore entro la fine del suo mandato, prima delle elezioni europee del giugno 2024. I ministri dell\u2019Interno dell\u2019Unione sono finalmente arrivati a un accordo nel giugno 2023 per una riforma con lo scopo di armonizzare le procedure d\u2019asilo e superare il regolamento di Dublino, che deve ora essere discussa nel Parlamento e nella Commissione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/9UmZc\/2\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Il principale ostacolo rimane la questione della distribuzione dei richiedenti asilo tra i Paesi europei, al fine di alleviare l\u2019onere sui Paesi di primo arrivo, e la compensazione finanziaria da pagare nel caso in cui uno Stato membro si rifiuti di accettare la propria quota di richiedenti asilo. La Polonia e l\u2019Ungheria continuano a opporsi al meccanismo. L\u2019accoglienza dei rifugiati ucraini da parte della Polonia potrebbe aver avuto l\u2019effetto di cambiare la situazione politica del Paese dell\u2019Europa orientale, che ora pu\u00f2 presentarsi come uno dei Paesi leader nell\u2019accoglienza dei rifugiati nel suo braccio di ferro con la Commissione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito della riforma dell\u2019asilo, ad aver fatto pi\u00f9 progressi \u00e8 uno dei punti pi\u00f9 controversi dell\u2019accordo: il principio del partenariato con i Paesi terzi per la gestione della migrazione. Il 16 luglio, l\u2019UE ha firmato un accordo con la Tunisia che prevede il pagamento di 105 milioni di euro per il controllo delle migrazioni. Un altro accordo, concluso nel 2016 con le autorit\u00e0 marittime libiche, viene regolarmente denunciato dalle organizzazioni non governative; in particolare, l\u2019OIM ha dichiarato in un rapporto che le autorit\u00e0 marittime libiche intercettano i migranti \u00abin condizioni pericolose e li trattengono in condizioni disumane dopo averli portati a terra\u00bb. Alcuni accordi potrebbero essere in discussione con Egitto e Marocco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingresso della Croazia nell\u2019area Schengen, il 1\u00b0 gennaio 2023, ha cambiato anche la situazione sulla rotta balcanica, che rimane la pi\u00f9 trafficata dell\u2019Unione. Infine, tra le principali questioni di fine anno, a luglio il Parlamento europeo si \u00e8 espresso a favore dell\u2019adesione di Bulgaria e Romania all\u2019area Schengen prima della fine del 2023, dopo che Paesi Bassi e Austria avevano bloccato la loro adesione nel dicembre 2022. Gli eurodeputati hanno sottolineato il rischio di alimentare il sentimento antieuropeo nel caso di un ulteriore rinvio dell\u2019adesione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/AJYke\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per mettere in prospettiva la posizione europea nel mondo, ricordiamo che la Turchia \u00e8 ancora il Paese con pi\u00f9 rifugiati al mondo, ospitandone 3,6 milioni. In totale, il 40% dei rifugiati del mondo \u00e8 distribuito in soli cinque Paesi, tra cui uno solo europeo, la Germania.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">6 \u2014 <strong>La strumentalizzazione politica della questione migratoria in Europa&nbsp;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La questione delle migrazioni non pu\u00f2 essere affrontata in Europa senza discutere il modo in cui viene narrata e strumentalizzata politicamente. Sebbene non si tratti di un fenomeno storicamente nuovo n\u00e9 specificamente europeo, negli ultimi anni il tema della migrazione si \u00e8 affermato con forza come il principale vettore di mobilitazione per i partiti neonazionalisti in molti Stati membri, dalla Francia alla Svezia, passando per Germania, Italia, Austria e Danimarca, cos\u00ec come Polonia e Ungheria. Le autorit\u00e0 religiose non sono escluse dal discorso sulla migrazione, come dimostra il recente appello di Papa Francesco a Marsiglia ad \u00abagire\u00bb contro le tragedie e le morti che si moltiplicano nel Mediterraneo, in nome di un \u00abdovere di umanit\u00e0\u00bb e di un \u00abdovere di civilt\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle caratteristiche pi\u00f9 sorprendenti dell\u2019attuale panorama politico \u00e8 l\u2019europeizzazione della retorica dei partiti neo-nazionalisti europei, che sono desiderosi di formare un fronte politico con l\u2019avvicinarsi delle elezioni europee del 2024. Nell\u2019ultimo esempio, sulla scia del Consiglio Europeo del 30 giugno, il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki <a href=\"https:\/\/twitter.com\/MorawieckiM\/status\/1674855346387537920?s=20\">ha condiviso<\/a> le immagini dei disordini in Francia a seguito dell\u2019omicidio del diciassettenne Nahel durante un controllo di polizia, per difendere il suo programma di \u00abordine\u00bb e di \u00abconfini sicuri\u00bb, contrapponendo la situazione francese alle immagini di una Polonia bucolica. Andando oltre il suo elettorato polacco, il video ha suscitato reazioni favorevoli anche nei ranghi dell\u2019estrema destra francese, il cui partito pi\u00f9 grande, il Rassemblement National, ha anche chiesto una \u00abmoratoria immediata sull\u2019immigrazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Una parte della retorica anti-immigrazione utilizzata dai leader e dai partiti europei \u2013 sia che siano al potere o che abbiano ambizioni elettorali \u2013 ha anche in comune il fatto di essere pi\u00f9 o meno esplicitamente legata a considerazioni che a volte sono descritte come \u00abculturali\u00bb e a volte come \u00abidentitarie\u00bb, come la volont\u00e0 di difendere \u00ab<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2019\/04\/16\/la-rhetorique-orban\/\">un\u2019Europa bianca e cristiana<\/a>\u00bb che \u00e8 stata promossa come tale per diversi anni dal leader ungherese Viktor Orban. In Francia, anche l\u2019uso dei termini \u00aborde selvagge\u00bb e \u00abelementi dannosi\u00bb nel <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/07\/01\/i-poliziotti-combattono-perche-siamo-in-guerra\/#:~:text=Oggi%20gli%20agenti%20di%20polizia,primo%20lockdown%20nel%20marzo%202020.\">comunicato stampa emesso dai due principali sindacati di polizia<\/a> francesi in seguito all\u2019omicidio del giovane e ai disordini che ne sono seguiti pu\u00f2 essere analizzato nel pi\u00f9 ampio contesto di questa radicalizzazione del discorso anti-migranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Prossima data da segnare sul calendario: le elezioni legislative in Polonia. Il Pis, partito al potere, ha scelto di accorpare alle votazioni un referendum sulle migrazioni dal titolo decisamente tendenzioso \u00ab\u00c8 favorevole all\u2019accoglienza di migliaia di immigrati clandestini provenienti da Africa e Medio-Oriente, conformemente al meccanismo di relocalizzazione forzata imposto dalla burocrazia europea?\u00bb. Il quesito ha come obiettivo polemico, oltre i migranti stessi, anche ogni tentativo di istituire una politica europea comune.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">7 \u2014 <strong>Brexit: il Regno Unito di Rishi Sunak di fronte alle migrazioni<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>A margine del vertice franco-britannico del marzo 2023, la Francia e il Regno Unito sotto la guida di Emmanuel Macron e Rishi Sunak hanno ratificato un nuovo accordo sulla gestione del confine franco-britannico, volto a impedire ai migranti di attraversare la Manica verso il Regno Unito con piccole imbarcazioni. Ci sono in ballo 541 milioni di euro versati alla Francia dal Regno Unito tra il 2023 e il 2026 per nuovi sistemi di sorveglianza. Questi contributi rappresentano un salto di qualit\u00e0 finanziario rispetto ai precedenti accordi tra Francia e Regno Unito sulla gestione della migrazione al confine. Le somme promesse saranno utilizzate in particolare per finanziare un centro di detenzione in territorio francese, che sar\u00e0 operativo nel 2026, droni e 500 agenti aggiuntivi per sorvegliare il confine.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/sE76W\/3\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Dall\u2019entrata in vigore degli accordi di Le Touquet nel 2004, che hanno stabilito dei controlli al confine franco-britannico, la gestione degli attraversamenti illegali \u00e8 stata oggetto di forti tensioni tra Francia e Regno Unito, che si imputano&nbsp; a vicenda delle costanti carenze nella gestione delle frontiere, mentre le associazioni denunciano la situazione che ne deriva per i richiedenti asilo. L\u2019investimento sostanziale previsto dall\u2019accordo tra Macron e Sunak \u00e8 concepito come una risposta a questa stasi, che si rivela in modo emblematico nella situazione di Calais e nell\u2019aumento del numero di tentativi di attraversamento della Manica osservabile dal 2021.<\/p>\n\n\n\n<p>Si continuano a contare decessi al confine, a partire dal disastro del novembre 2021, che ha causato 27 morti in mare, tra cui sei donne e un bambino. Il corpo di una donna che aveva tentato la traversata \u00e8 stato trovato questa settimana su una spiaggia del dipartimento francese del Pas-de-Calais, mentre sei uomini sono morti nell\u2019agosto 2023, quando la loro barca \u00e8 affondata. Secondo le autorit\u00e0 britanniche, il numero medio di persone per imbarcazione \u00e8 in aumento dal 2021, e ha raggiunto le 44 persone per imbarcazione nel giugno 2023, rispetto alle 32 del giugno 2022 e alle meno di 15 del 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Brexit, il Regno Unito ha confermato la sua strategia di esternalizzare la gestione delle migrazioni; il caso emblematico \u00e8 stato l\u2019accordo con il Ruanda, che prevede di inviare i richiedenti asilo in loco mentre si elaborano le loro domande. Questo accordo, che ha suscitato molte critiche sia da parte britannica \u2013 dalla sinistra britannica e dalla Chiesa d&#8217;Inghilterra \u2013 sia da parte ruandese, \u00e8 stato infine dichiarato illegale lo scorso giugno dalla Corte d&#8217;Appello britannica, che ha stabilito che il Ruanda non poteva essere considerato un Paese sicuro, senza tuttavia mettere in discussione il principio dell\u2019invio dei richiedenti asilo in Paesi terzi. Il Primo Ministro Sunak ha annunciato che intende impugnare questa decisione davanti alla Corte Suprema.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">8 \u2014 <strong>L\u2019impatto del cambiamento climatico<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il cambiamento climatico, con i suoi fenomeni meteorologici estremi, l\u2019intensificarsi delle siccit\u00e0 e delle piogge torrenziali o ancora l\u2019innalzamento del livello del mare&#8230; incoragger\u00e0 notevolmente la migrazione internazionale negli anni e nei decenni a venire. Questi cambiamenti interesseranno soprattutto i Paesi del Sud e gli Stati insulari, che sono particolarmente esposti al cambiamento climatico. Secondo le Nazioni Unite, diverse nazioni insulari, tra cui Tuvalu, Kiribati, le Isole Marshall, le Tokelau o le Maldive, saranno probabilmente sommerse, in tutto o in parte, entro la fine del secolo.&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-5-11453' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/time.com\/6217104\/climate-crisis-pacific-islands-uninhabitable\/&quot;&gt;\u00abThe Climate Crisis Is Making the Pacific Islands Uninhabitable. Who Will Help Preserve Our Nations?\u00bb, &lt;em&gt;Time&lt;\/em&gt;, September 2022&lt;\/a&gt;.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span> Il trasferimento di migliaia di persone che vivono su queste isole rappresenter\u00e0 una sfida migratoria, ma anche economica e legale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre gli Stati insulari saranno le prime vittime dell\u2019innalzamento del livello del mare, altri Paesi stanno gi\u00e0 attuando politiche di ricollocazione per ridurre l\u2019esposizione delle persone che vivono in aree considerate a rischio, principalmente lungo la costa. In Vietnam, il governo sta aiutando il trasferimento delle persone che vivono nelle aree rurali verso le zone industriali, che beneficiano cos\u00ec di manodopera aggiuntiva (soprattutto C\u1ea7n Th\u01a1 e Ho Chi Minh City) &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-6-11453' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/www.ipcc.ch\/site\/assets\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/06_SROCC_Ch04_FINAL.pdf&quot;&gt;IPCC, \u00abSea Level Rise and Implications for Low-Lying Islands, Coasts and Communities\u00bb, 2019&lt;\/a&gt;.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Negli Stati Uniti, pi\u00f9 di 13 milioni di persone potrebbero essere costrette a migrare verso l\u2019interno entro la fine del secolo a causa dell\u2019innalzamento del livello delle acque (New Orleans, Boston, la Virginia e la Florida saranno tra le aree pi\u00f9 colpite)&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-7-11453' title=' &lt;a href=&quot;https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0227436&quot;&gt;Robinson, Dilkina, Moreno-Cruz, \u00abModeling migration patterns in the USA under sea level rise\u00bb, PLOS One, 2020&lt;\/a&gt;.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Questi grandi spostamenti di popolazione riguarderanno soprattutto le popolazioni sfollate, ma porteranno squilibrio anche nelle citt\u00e0 e nelle aree rurali che accoglieranno questi sfollati climatici. Le infrastrutture, il mercato del lavoro, il mercato immobiliare e i prezzi saranno tutti influenzati da queste migrazioni interne.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste aree, la migrazione (interna a un Paese o internazionale) \u00e8 vista dalle autorit\u00e0 come una valida strategia di adattamento \u2013 fino a una certa scala \u2013 per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico. Tuttavia, la strategia \u00e8 valida solo in un Paese con una politica di welfare ben sviluppata, capace di sostenere il trasferimento di una parte o di tutta la popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento climatico incoragger\u00e0 una percentuale crescente delle popolazioni pi\u00f9 povere a migrare, ma queste popolazioni saranno anche quelle con <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2022\/07\/26\/le-changement-climatique-va-reduire-les-capacites-des-plus-pauvres-a-migrer-a-linternational\/\">le maggiori difficolt\u00e0 a farlo<\/a> a causa della mancanza di risorse. Gli studi indicano che le disuguaglianze di fronte al cambiamento climatico saranno esacerbate su scala globale, minando la capacit\u00e0 delle persone pi\u00f9 povere di far fronte alla necessaria migrazione causata dal cambiamento climatico, dal momento che l\u2019accesso \u2013 o il mancato accesso \u2013 a risorse finanziarie sufficienti incoragger\u00e0 o scoragger\u00e0 l\u2019emigrazione, interna o internazionale. A seconda dei diversi scenari di aumento delle emissioni di carbonio, potrebbe verificarsi un calo dal 10 al 35% delle migrazioni tra le popolazioni pi\u00f9 povere entro la fine del secolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">9 \u2014 <strong>Le migrazioni nell\u2019agenda della COP 28?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre la COP 27 non ha portato ad alcun progresso notevole sul tema delle migrazioni climatiche, la questione potrebbe trovare maggior rilievo nell\u2019agenda della diplomazia climatica sul finire del 2023, in occasione della COP 28, su iniziativa dei Paesi africani in particolare.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2023\/09\/06\/la-declaration-de-nairobi-comment-lafrique-prepare-la-cop28\/\">Il Vertice africano sul clima di Nairobi<\/a> ha offerto l\u2019opportunit\u00e0 di discutere della migrazione climatica, portando alla firma della Dichiarazione ministeriale di Kampala su migrazione, ambiente e cambiamento climatico, sostenuta dall\u2019OIM. A margine del vertice, l\u2019inviato speciale degli Stati Uniti per il cambiamento climatico John Kerry ha anche annunciato un contributo di 4 milioni di dollari per la raccolta di dati e il sostegno alle popolazioni colpite dalla migrazione climatica in Kenya.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle priorit\u00e0 \u00e8 mettere in atto una migliore pianificazione nazionale per la migrazione indotta dal clima, dato che sempre pi\u00f9 aree diventano inabitabili. Secondo la Brookings Institution, gli unici Stati che attualmente hanno un piano d\u2019azione pubblico per affrontare la migrazione dovuta al cambiamento climatico all\u2019interno dei loro confini sono Vanuatu e le Fiji.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">10 \u2014 <strong>Oltre l\u2019immigrazione: l\u2019integrazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono poche le politiche migratorie che oggi non includono componenti significative di integrazione. La migrazione e l\u2019integrazione, tuttavia, differiscono ampiamente in termini di temporalit\u00e0: mentre la migrazione \u00e8 in senso stretto lo spostamento di alcune ore, giorni o mesi da un Paese all\u2019altro \u2013 comprese tutte le procedure associate \u2013 l\u2019integrazione \u00e8 un processo che dura tutta la vita. Alcune politiche tendono a imporre un\u2019integrazione a priori, prima delle procedure migratorie, mentre diversi ricercatori, tra cui Fran\u00e7ois H\u00e9ran, considerano l\u2019integrazione, concetto molto discusso nelle scienze sociali, come un risultato a posteriori, conseguito l\u2019arrivo e l\u2019insediamento in un nuovo Paese&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-8-11453' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/29\/cartografare-10-punti-per-comprendere-le-migrazioni-mondiali-al-tempo-della-guerra-in-ucraina\/#easy-footnote-bottom-8-11453' title='&lt;a href=&quot;https:\/\/laviedesidees.fr\/L-integration-des-immigres-debats-et-constats&quot;&gt;Fran\u00e7ois H\u00e9ran, \u00abL\u2019int\u00e9gration des immigr\u00e9s : d\u00e9bats et constats\u00bb, &lt;em&gt;La vie des id\u00e9es&lt;\/em&gt;, gennaio 2020\u00bb&lt;\/a&gt;.'><sup>8<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>La Commissione europea ha varato un Piano d\u2019azione per l\u2019integrazione e l\u2019inclusione (2021-2017), che si snoda su quattro assi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Educazione e formazione inclusive, soprattutto in materia di riconoscimento dele qualifiche estere e dell\u2019apprendimento della lingua;<\/li>\n\n\n\n<li>Miglioramento delle offerte di lavoro e del riconoscimento delle competenze;<\/li>\n\n\n\n<li>Migliore accesso alla sanit\u00e0 ;<\/li>\n\n\n\n<li>Accesso a un alloggio decente e accessibile.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/QmY1g\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Queste proposte sono piuttosto generali, ma coprono comunque le basi dell\u2019accesso ai servizi pubblici e all\u2019occupazione per gli immigrati, un prerequisito per la loro integrazione nella societ\u00e0. Ogni anno, l\u2019OCSE aggiorna gli indicatori sull\u2019integrazione degli immigrati, che coprono le aree stabilite dalla Commissione ma vanno anche oltre. Ad esempio, nell\u2019UE nel 2021, poco meno di due terzi degli immigrati avevano un livello avanzato di conoscenza della lingua del Paese ospitante. Le disparit\u00e0 tra i Paesi possono essere spiegate principalmente dalla lingua e dal Paese di origine degli immigrati: il basso livello in Estonia e Lettonia \u00e8 dovuto essenzialmente all\u2019immigrazione russa in Paesi che, fino alla guerra in Ucraina, avevano sempre tollerato l\u2019uso del russo nella vita quotidiana e persino in diverse istituzioni. Al contrario, i principali stranieri in Portogallo sono di gran lunga i brasiliani. L\u2019OCSE mostra che seguire corsi di lingua aumenta (solo) di due punti percentuali la probabilit\u00e0 di avere un livello avanzato nella lingua.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/pO57V\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Per quello che riguarda l\u2019integrazione nel lavoro, il tasso di occupazione degli immigrati \u00e8 inferiore a quello dei nativi europei, sebbene il divario si stia riducendo di anno in anno. Contrariamente a quanto si crede, gli immigrati meno qualificati sono quelli che lavorano di pi\u00f9, mentre i pi\u00f9 qualificati hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 a far riconoscere le loro qualifiche in Europa. Il lavoro part-time involontario \u00e8 molto pi\u00f9 comune tra gli immigrati che tra gli abitanti locali, anche nel caso in cui gli immigrati siano molto pi\u00f9 qualificati nei loro lavori rispetto a loro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"iframe-container wp-block-image wp-block-image-medium  iframe-dw\">\n\t<div>\n\t\t<iframe class=\"absolute w-full h-full pin-t pin-l\" title=\"titolo\" aria-label=\"Interactive line chart\" src=\"\/\/datawrapper.dwcdn.net\/6NeNX\/1\/\" scrolling=\"no\" frameborder=\"0\"><\/iframe>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Le statistiche mostrano anche che per gli immigrati \u00e8 pi\u00f9 probabile affrontare costi eccessivi per l\u2019alloggio. Il 19% degli immigrati in Europa afferma di essere oberato dai costi dell\u2019alloggio, rispetto al 12% dei locali. Il divario \u00e8 praticamente inesistente in Slovenia e in diversi Paesi nordici. Inoltre, circa il 5% degli immigrati in Europa afferma di avere esigenze mediche non soddisfatte, pi\u00f9 o meno come i nativi; infine, gli immigrati tendono a utilizzare meno i servizi sanitari e dentistici rispetto ai locali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ovunque le migrazioni tornano al centro dell\u2019agenda \u2014 che sia per la guerra, per il riscaldamento climatico, oppure per l\u2019emergere di figure che fanno della \u00ablotta contro l\u2019immigrazione\u00bb il fondamento del loro programma e del loro progetto politico. Tra fatti e rappresentazioni, \u00e8 necessario fare un passo di lato per capire le migrazioni al tempo della guerra in Ucraina. 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