{"id":11256,"date":"2023-09-25T08:22:54","date_gmt":"2023-09-25T07:22:54","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11256"},"modified":"2023-09-26T13:52:37","modified_gmt":"2023-09-26T12:52:37","slug":"la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/","title":{"rendered":"La migrazione e la Chiesa: di fronte alla scelta profetica di un\u2019Europa multietnica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">\u00abL\u2019immigrazione \u00e8 davvero un\u2019occasione storica per il futuro dell\u2019Europa, occasione di bene o di male, a seconda di come la governeremo. Il mio invito \u00e8 di prendersi a cuore questa realt\u00e0 non come un peso da sopportare, bens\u00ec quale grande appello della Provvidenza per un nuovo modo di vivere.\u00bb Queste parole, pronunciate del Cardinale Martini all\u2019inizio degli anni \u201890 &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-1-11256' title='Commissione CEI per le migrazioni, &lt;em&gt;Ero forestiero e mi avete ospitato&lt;\/em&gt;, 4 octobre 1993. In &lt;em&gt;Enchiridion Cei&lt;\/em&gt;, vol. V, p. 1555.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span> del secolo scorso riecheggiano quelle di papa Francesco a Marsiglia \u2013 di fatto strutturano una dottrina fortemente ispirata dal Vangelo e in particolare al passo \u00abero forestiero e mi avete ospitato\u00bb (Matteo 25,31-46) &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-2-11256' title='&lt;em&gt;Ibid&lt;\/em&gt;., pp. 931ss.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Al di l\u00e0 dell\u2019irenismo e di una visione unicamente emergenziale, secondo Carlo Maria Martini la sfida della migrazione deve essere compresa come un \u00absegno dei tempi\u00bb. Un momento denso, universale, ripetuto che pu\u00f2 rivelare, secondo l\u2019insegnamento del Concilio Vaticano II, \u00abla direzione verso cui si orienta consapevolmente l&#8217;umanit\u00e0\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-3-11256' title='Chenu M.D., I segni dei tempi, in &lt;em&gt;La Chiesa nel mondo contemporaneo&lt;\/em&gt;, Ed. Queriniana, Brescia, 1966, pp. 85\u2011102'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>. E quindi deve animare le comunit\u00e0 cristiane poste di fronte a una \u00abscelta profetica\u00bb che si ritrova nel Vangelo: \u00abAmerai il prossimo tuo come te stesso. Non c&#8217;\u00e8 altro comandamento pi\u00f9 importante di questo\u00bb (Mc 12,29-31)\u00bb, ponendo nel contempo una questione geopolitica dello sviluppo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Notiamo qui una delle contraddizioni pi\u00f9 importanti sulla scena politica continentale. Se i riferimenti alla cristianit\u00e0, ai suoi valori e alle sue radici sono oggi un riferimento costante della destra radicale europea, allo stesso tempo la Chiesa sembra opporsi nelle opere e spesso anche nelle dichiarazioni a questo \u00absovranismo feticista\u00bb che mobilit\u00e0 simboli, immaginari e pratiche per costruire un\u2019identit\u00e0 europea reattiva. L\u2019idea di \u00abun\u2019Europa bianca e cristiana\u00bb difesa da Viktor Orban e da una parte sempre pi\u00f9 nutrita dell\u2019estrema destra neonazionalista, si rivela cos\u00ec durante la crisi dell&#8217;accoglienza secondo una linea di frattura tra \u00ab<a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2019\/04\/16\/la-rhetorique-orban\/\">leader pro-immigrazione o leader anti-immigrazione<\/a>\u00bb. Cos\u00ec secondo le cifre Eurostat nel 2015, l\u2019anno pi\u00f9 intenso della crisi, l\u2019Ungheria ha accettato in tutto soltanto 545 domande di asilo a fronte di pi\u00f9 177 135 richieste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Riproponiamo questo testo che, in modo enigmatico e paradossale, forse esprime una risposta alla contraddizione di una Chiesa che rifiuta la stretta identitaria: \u00abQuesta \u00e8 la grande occasione storico-salvifica che ci troviamo davanti. Ed esprimo la pi\u00f9 viva gratitudine a voi che ci aiutate a non perdere tale occasione, a non lasciar passare invano quest\u2019ora della storia, a non essere ancora una volta ignavi e pigri di fronte a una sollecitazione simile a quella del ferito lungo la via (cfr. Lc 10,30-37), alla quale non tutti hanno risposto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Esprimo il pi\u00f9 vivo ringraziamento a tutti i presenti e, in particolare, agli organizzatori di questa IX Giornata della solidariet\u00e0. Come Chiesa locale, chiediamo di essere aiutati a collocarci nella maniera giusta di fronte all\u2019imponente e straordinario fenomeno della nuova immigrazione di terzomondiali nelle nostre regioni; chiediamo un aiuto intelligente, scientifico, di valutazione, per poter operare. E molti tra i presenti sono operatori che pagano di persona il <em>pondus diei<\/em>, la fatica quotidiana di impegnarsi in questa realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il discorso di Martini \u00e8 pronunciato a un convegno diocesano convocato per la IX Giornata della solidariet\u00e0 (Milano, San Fedele, 13 gennaio 1990). Il testo \u00e8 poi apparso nella <em>Rivista diocesana milanese<\/em>, LXXXI (1990), 1, pp. 110-114, e si trova in Carlo Maria Martini <em>Comunicare nella Chiesa e nella societ\u00e0. Lettere, discorsi e interventi 1990<\/em>, Bologna, edb 1991, pp. 47-52.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei semplicemente sottolineare l\u2019importanza del tema del convegno: \u00abPer una societ\u00e0 dell\u2019accoglienza verso un\u2019Europa multirazziale\u00bb. Molte volte, in questi anni, ho parlato di questo argomento. Se ho desiderato esprimermi cos\u00ec sovente sul tema \u00e8 perch\u00e9 sono convinto della sua crescente rilevanza per la nostra convivenza in Europa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Carlo Maria Martini si esprime a pi\u00f9 riprese sul tema che diventa uno degli assi strutturanti della sua azione: come lo ricorda lui stesso, nel 1989 in un incontro organizzato dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-4-11256' title='&lt;em&gt;Farsi prossimo &lt;\/em&gt;I, pp.513-521 (la relation date de 1986, mais fut publi\u00e9e en 1989).'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>; nel mese di aprile, all\u2019Universit\u00e0 cattolica; in agosto in una conversazione tenuta a Francoforte, citt\u00e0 tedesca gemella di Milano&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-5-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-5-11256' title='\u201cUn segno dei tempi che interpella i cristiani nella citt\u00e0\u201d, in Carlo Maria Martini, &lt;em&gt;Giustizia, etica e politica&lt;\/em&gt;, cit., pp. 790-803.'><sup>5<\/sup><\/a><\/span><\/span>; all\u2019inizio di dicembre in occasione del discorso di sant\u2019Ambrogio, insieme con sua eccellenza monsignor Bello e sua eccellenza monsignor Riboldi, vescovi dell\u2019Italia meridionale&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-6-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-6-11256' title='Carlo Maria martini, &lt;em&gt;Giustizia, etica e politica&lt;\/em&gt;, &lt;em&gt;cit&lt;\/em&gt;., pp.859-877.'><sup>6<\/sup><\/a><\/span><\/span>; e, ancora, a met\u00e0 dicembre in un convegno organizzato a Roma dalla CEI&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-7-11256' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/la-migrazione-e-la-chiesa-di-fronte-alla-scelta-profetica-di-uneuropa-multietnica\/#easy-footnote-bottom-7-11256' title='&lt;em&gt;Farsi prossimo &lt;\/em&gt;I, pp. 532-552.'><sup>7<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno pu\u00f2 sapere esattamente cosa accadr\u00e0 in futuro, per\u00f2 \u00e8 probabile che la presenza dei terzomondiali nel vecchio continente ci porr\u00e0 di fronte a sfide inevitabili.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una scelta di intelligenza profetica<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 dunque necessario trovare l\u2019atteggiamento giusto di fronte a tale fenomeno; a mio avviso si tratta di vedere in esso una grande occasione etica e civile, come cristiano dico anzi una grande occasione storico-salvifica. Quindi, come \u00e8 stato ricordato, una possibilit\u00e0 di un salto di qualit\u00e0 nella convivenza europea, un appello etico formidabile per un rinnovamento della nostra mentalit\u00e0, del nostro modo di essere; un invito a invertire la rotta della nostra decadenza nel consumismo e nella facile soddisfazione di ci\u00f2 che possediamo.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019alternativa, \u00e8 vero, a questo atteggiamento, ed \u00e8 quella di subire il fenomeno. Non potendo bloccarlo lo si subisce, lo si restringe, lo si argina o, al massimo, lo si ignora. Tale alternativa per\u00f2 non \u00e8 costruttiva e darebbe luogo solo a ghetti e a violenze. Noi abbiamo perci\u00f2 una sola scelta, profetica: prenderci a cuore questa realt\u00e0 non come un peso in pi\u00f9 che dobbiamo sopportare bens\u00ec come un grande appello della Provvidenza per un nuovo modo di vivere. \u00c8 certamente uno stimolo straordinario che il mistero della storia, guidato da Dio, ci ha rivelato per gli ultimi tempi del secondo millennio. Sta a noi accoglierlo nella maniera giusta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Nell&#8217;ottica cattolica, la \u00abprovvidenza\u00bb \u00e8 un concetto teologico che si riferisce alla credenza che Dio governi e guidi l&#8217;universo con saggezza e amore. In altre parole, la provvidenza rappresenta la convinzione che Dio abbia un piano divino per la creazione e che Egli intervenga nella storia e nella vita delle persone per il bene supremo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">La \u00abscelta profetica\u00bb nell&#8217;ottica cattolica si riferisce a decisioni o azioni compiute da individui che sono ispirate da una chiamata o una visione divina. Un profeta, nella tradizione biblica, \u00e8 una persona che \u00e8 stata scelta da Dio per ricevere messaggi divini e trasmetterli alla comunit\u00e0. Queste scelte profetiche sono considerate strumenti attraverso i quali Dio guida il suo popolo e rivela il suo piano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Secondo l\u2019arcivescovo si tratta quindi di interpretare il \u00absegno dei tempi\u00bb come un\u2019occasione per manifestare la propria aderenza al Vangelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente \u2013 e anche per questo si celebra il presente convegno \u2013 una lettura profetica del fenomeno in vista di una futura Europa multietnica non esime dalla fatica improba di affrontarlo con decisione, con idee chiare, con provvedimenti precisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non basta lanciare una grande idea; occorre tradurla in forme concrete di accoglienza. Viene qui chiamata in causa la societ\u00e0 civile e la societ\u00e0 politica, e sembra comincino, grazie a Dio, a dare risposta, mentre, al tempo dei miei primi interventi, non ne sentivano ancora l\u2019urgenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo quindi estremamente interessati a quanto sta avvenendo in questi giorni e a quanto avverr\u00e0 nei prossimi mesi; seguiamo con trepidazione la legislazione che \u00e8 stata promulgata recentemente e le fasi difficili della sua applicazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il decreto-legge 416 del 30 dicembre 1989 (poi convertito in legge nel febbraio successivo), cio\u00e8 la cosiddetta legge Martelli, dal nome del Vicepresidente socialista del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, era uno dei primi interventi organici sul problema. La legge &#8211; che convertiva il decreto legge 30 dicembre 1989, n. 416 &#8211; nasceva dalla necessit\u00e0 di affrontare un problema nuovo, in un\u2019Italia improvvisamente diventata terra di immigrazione nel quindicennio precedente, dopo una storia nazionale definita dall\u2019emigrazione. La norma venne emanata con lo scopo di regolare organicamente l&#8217;immigrazione, ridefinire lo status di rifugiato, introdurre la programmazione dei flussi dall&#8217;estero, precisare le modalit\u00e0 di ingresso e respingimento alla frontiera e il soggiorno in Italia. Conteneva l\u2019importante abolizione della riserva geografica della Convenzione di Ginevra del 1951, che limitava ai soli europei lo status di rifugiati. Si componeva di 13 disposizioni che trattavano in modo generale la materia, successivamente abrogate dalla Legge Turco-Napolitano del 1998, a sua volta superata dalla pi\u00f9 restrittiva Bossi-Fini del 2002.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sentiamo vicini a tutte le forze dell\u2019ordine e alle realt\u00e0 istituzionali coinvolte in questo immane sforzo; in particolare, agli addetti degli uffici stranieri delle questure, sui quali grava un cumulo di lavoro cui confidiamo possano far fronte con pazienza ed efficienza .<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I doveri delle comunit\u00e0 cristiane<\/h2>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda le comunit\u00e0 cristiane, alcuni doveri fondamentali sono emersi fin dall\u2019inizio e si chiariranno sempre meglio. Innanzitutto il dovere immediato di assistenza a chi \u00e8 in necessit\u00e0 spesso grave; posso testificare che ci si sta impegnando, anche in situazioni di emergenza e di sforzo assai difficili. Le comunit\u00e0, le parrocchie, i volontari, la Caritas, le associazioni, i gruppi, stanno facendo moltissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare i libanesi ospitati nei Paesi lungo la frontiera svizzera, l\u2019ultima emergenza di questi giorni, che ha fatto scattare la generosit\u00e0 delle parrocchie; ne ho visitata recentemente una, nella zona verso la Val Ceresio, che ospita nell\u2019oratorio quindici libanesi. Non \u00e8 facile organizzare una simile accoglienza da un giorno all\u2019altro, senza niente e in condizioni climatiche sfavorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Nel corso del settembre 1989, numerosi sfollati provenienti dalla guerra civile libanese cercarono asilo in Svizzera, ma furono respinti alle frontiere. Di conseguenza, trovarono rifugio in diverse comunit\u00e0 della regione Lombardia, lungo il confine tra i due paesi, dove stabilirono diverse forme di residenza temporanea o permanente. Questo flusso migratorio e le conseguenti dinamiche di accoglienza nei territori lombardi costituiscono un tema di notevole interesse e complessit\u00e0 per la comunit\u00e0 dell\u2019arcivescovo di Milano.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre al gravissimo tema dell\u2019assistenza, non dobbiamo per\u00f2 dimenticare, pi\u00f9 a lungo termine, il tema dell\u2019educazione, cio\u00e8 dell\u2019apertura della mente e del cuore verso chi viene da lontano. La richiesta di assistenza, infatti, si far\u00e0, col tempo, meno urgente, mentre il problema dell\u2019integrazione della mente e dei cuori rimarr\u00e0. Questo secondo impegno \u00e8 assai difficile. Occorrono un\u2019immensa pazienza e un grandissimo amore per capire che chi \u00e8 fuori dalla patria \u00e8 spesso imprevedibile nei suoi comportamenti, sia perch\u00e9 noi non lo conosciamo sia perch\u00e9 la sua emotivit\u00e0 pu\u00f2 essere fortemente messa alla prova; chi \u00e8 fuori dalla patria porta con s\u00e9 i difetti propri della creatura umana, e non emigrano solo i santi. Da qui la necessit\u00e0 di un supplemento d\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Un impegno che sar\u00e0 lungo, che durer\u00e0 venti o trent&#8217;anni; ma esso ha delle tappe che dobbiamo riconoscere. Tra le tante ce n\u2019\u00e8 una che dovrebbe iniziare dalle scuole elementari: la conoscenza delle culture da cui le persone provengono. In realt\u00e0, la storia che studiamo a scuola \u00e8 molto europea e non contempla quasi nulla degli altri Paesi. Inoltre, occorre la conoscenza delle tradizioni etniche e religiose dei terzomondiali; sul musulmanesimo abbiamo delle idee vaghe, delle caricature, mentre il tema andrebbe approfondito. Come vescovi europei stiamo mettendo a punto un programma approfondito di conoscenza dell\u2019islam, preparato da competenti, anche per i sacerdoti che devono per primi conoscere con pi\u00f9 chiarezza la molteplicit\u00e0, la ricchezza, la diversit\u00e0 delle tradizioni religiose, etniche, sociali, matrimoniali, che vanno sotto il nome generico di islam. Tutto questo richiede tempo e noi, oggi, non siamo ancora preparati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Scorporando \u00abassistenza\u00bb e \u00abintegrazione\u00bb l\u2019arcivescovo si proietta su un orizzonte temporale pi\u00f9 lungo, superando una visione prettamente emergenziale dell\u2019immigrazione; Martini sostiene qui l\u2019importanza della scuola come strumento di convivenza e integrazione, il fine ultimo, senza per\u00f2 pretendere l\u2019immediata assimilazione dei nuovi arrivati. Non fa infatti appello ai migranti perch\u00e9 adottino le convenzioni del paese di arrivo, ma richiede prima di tutto da chi accoglie uno sforzo di comprensione e apprendimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">\u00c8 notevole la sua insistenza sull\u2019islam, fenomeno da conoscere e verso il quale, come ammette egli stesso, la Chiesa non \u00e8 ancora attrezzata. In complesso discorso del 1990, <em>Noi e l\u2019Islam<\/em>, Martini torna sul tema, rifiutando insieme la \u00abnoncuranza\u00bb, prodromo dell\u2019intolleranza, e lo \u00abzelo disinformato\u00bb di chi equipara tutte le confessioni negando le loro specificit\u00e0. Tra queste due ignoranze, Martini consiglia alla comunit\u00e0 cristiana \u00abla posizione corretta\u00bb, ovvero \u00ablo sforzo serio di conoscenze\u00bb<strong>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Infine, si richiedono iniziative sempre pi\u00f9 ricche di socializzazione. Non si socializza da s\u00e9; da s\u00e9 si fanno ghetti, gruppi, mentre bisogna, invece, studiare iniziative che sciolgano, che mettano insieme. A Milano ne abbiamo avute delle bellissime: ricordo, tra le altre, quella dei campionati di sport tra le diverse realt\u00e0 etniche presenti nella nostra citt\u00e0 (Mundialito), che fa socializzare ragazzi di tutte le provenienze, culture, lingue.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Conclusione<\/h2>\n\n\n\n<p>La mia conclusione vorrebbe preludere al lavoro che farete questa mattina. Che cosa ci attendiamo dagli esperti, come comunit\u00e0 cristiana?<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo l\u2019urgenza di capire bene la mutata situazione giuridica di questi giorni, a seguito del recente decreto. Bisognerebbe riuscire a coglierne le valenze e il seguito: quali saranno gli eventuali provvedimenti successivi, come valutare nell&#8217;insieme questo fatto, quali conseguenze per l\u2019immediato futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Come incompetente penso, ad esempio, che per alcuni di questi stranieri diminuiranno forse i bisogni pi\u00f9 immediati (pane e lavoro), ma cresceranno e diventeranno pi\u00f9 evidenti altri bisogni esistenziali oggi repressi, come quello dell\u2019integrazione culturale e linguistica, dell\u2019integrazione sociale e civile, della famiglia e degli affetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma mi domando ancora: il fenomeno clandestino scomparir\u00e0 del tutto? Forse no, e allora dobbiamo capire che cosa dovremo fare, quale atteggiamento dovremo tenere come societ\u00e0 civile e come comunit\u00e0 cristiana. L\u2019Italia \u00e8 tutta una frontiera e dovremmo realisticamente affermare che avremo sempre a che fare con questi problemi, se \u00e8 vero che preme tutta una massa di persone, abili, capaci di lavoro, desiderose di migliorare la propria condizione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 allora evidente che l\u2019emigrazione non pu\u00f2 essere l\u2019unica soluzione della povert\u00e0 di un Paese, e il problema diventa di economia internazionale; non possiamo pensare di provvedere adeguatamente al sottosviluppo di un Paese accettando delle larghe fasce di emigrazione. La comunit\u00e0 internazionale \u00e8 chiamata a provvedere perch\u00e9 nessuno sia costretto a emigrare se non di propria volont\u00e0, se non per motivi nobili, seri, non per costrizione politica o economica. Se non ci apriamo a questa vastit\u00e0 di orizzonti, saremo sempre soltanto indaffarati a inseguire soluzioni settoriali.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiediamo agli esperti di insegnarci a leggere e ad affrontare il fenomeno pi\u00f9 vasto dell\u2019integrazione razziale in Europa. Quali sono le condizioni minime di integrabilit\u00e0 che occorre esigere o promuovere in chi viene accolto? Anche chi viene accolto deve compiere un cammino, perch\u00e9 l\u2019integrabilit\u00e0 non va da s\u00e9, ci sono certe chiusure interiori, culturali o sociali o tradizionali, che non si conciliano bene con quella visione del cittadino e della libert\u00e0 della persona che \u00e8 la base comune del- la convivenza in Europa. Fino a quando le persone non sono molte, non ci si pensa, ma quando il numero aumenta, allora i diversi modi di essere si confrontano e possono scontrarsi fortemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre dunque stabilire le condizioni minime di integrabilit\u00e0 e i modi per assicurarla con un lavoro educativo in tutti coloro che vengono in grande numero a fare parte della nostra famiglia e della nostra casa comune. Dobbiamo stabilire quali sono le regole minime della casa che tutti devono osservare, entrando a farne parte. In caso contrario non avremo una casa, ma un caos. Si tratta anche di un lavoro di elevazione morale e civile. Il tema \u00e8 difficile e per\u00f2 sarebbe ingiusto e disonesto non considerarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema ritorna alla sua radice fondamentale, per me che parlo come rappresentante di una comunit\u00e0 cristiana. Come favorire nelle nostre comunit\u00e0 una vera cultura di accoglienza, che sappia affrontare coraggiosamente, giorno per giorno, quel gomito a gomito che pu\u00f2 creare o esasperazioni e distanze oppure un appello a una conversione pi\u00f9 profonda, a un farsi prossimo autentico, a una solidariet\u00e0 vera?<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la grande occasione storico-salvifica che ci troviamo davanti. Ed esprimo la pi\u00f9 viva gratitudine a voi che ci aiutate a non perdere tale occasione, a non lasciar passare invano quest\u2019ora della storia, a non essere ancora una volta ignavi e pigri di fronte a una sollecitazione simile a quella del ferito lungo la via (cfr. Lc 10,30-37), alla quale non tutti hanno risposto.<\/p>\n\n\n\n<p>A noi l\u2019impegno di farci prossimi davvero, pure in questa circostanza.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Maria Martini, gesuita, biblista finissimo, cardinale e arcivescovo di Milano \u00e8 tra i principali ispiratori della dottrina che ha difeso papa Francesco a Marsiglia: \u00abL\u2019immigrazione \u00e8 davvero un\u2019occasione storica per il futuro dell\u2019Europa\u2026 un grande appello della Provvidenza per un nuovo modo di vivere\u00bb. 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