{"id":11241,"date":"2023-09-25T08:12:58","date_gmt":"2023-09-25T07:12:58","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/itaa\/?p=11241"},"modified":"2023-09-27T14:28:35","modified_gmt":"2023-09-27T13:28:35","slug":"morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica\/","title":{"rendered":"Morto Giorgio Napolitano, un comunista meridionale diventato un grande europeo e Presidente della Repubblica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">La vita di Giorgio Napolitano, nato nel 1925 e morto il 22 settembre, illumina l\u2019intera fase della storia nazionale dal Dopoguerra. Siamo davanti a un uomo che si \u00e8 avvicinato alla politica in giovane et\u00e0 e vi si \u00e8 poi dedicato completamente fino all\u2019ultimo respiro, e allo stesso tempo un intellettuale dalla cultura sconfinata, sottile e raffinato, ma anche esperto di economia e di questioni istituzionali. Ha scritto numerosi libri e ricevuto molti riconoscimenti prestigiosi, in Italia e in Europa, tra cui una laurea <em>Honoris causa<\/em> alla Sorbona nel 2010. Fin da giovanissimo ha militato nel PCI, il pi\u00f9 grande partito comunista dell&#8217;Europa occidentale, ben radicato nella penisola e, soprattutto, capace di affascinare molti attivisti e intellettuali di sinistra ben oltre i confini del Paese a partire dagli anni Sessanta. Non solo ha vissuto l\u2019evoluzione, a volte tortuosa, del suo partito, ma dalla met\u00e0 degli anni Sessanta in poi ha avuto un ruolo fondamentale nei dibattiti sui cambiamenti di orientamento e di identit\u00e0 del PCI, senza sempre convincere la massa dei suoi compagni. Ancorato a Napoli, legato al Mezzogiorno, impegnato a trovare soluzioni alla questione meridionale che ha ossessionato l\u2019Italia dall\u2019unit\u00e0, analizz\u00f2 anche le notevoli trasformazioni socio-economiche del Paese e le numerose crisi politiche che lo scuotevano, cercando costantemente di proporre delle idee e una strategia d\u2019azione per il suo partito. Nel corso degli anni, poi, ha allargato lo spettro dei suoi interessi a livello internazionale, cercando per decenni di sciogliere il complesso nodo costituito, da un lato, dal sempre pi\u00f9 problematico rapporto storico del suo partito con l\u2019Unione Sovietica e, dall\u2019altro, dal riconoscimento, su impulso suo e di altri a lui vicini, dei meriti e dei vantaggi dati all\u2019Italia dall\u2019Europa, dalla NATO e persino dagli Stati Uniti. Inizialmente critico nei confronti della socialdemocrazia, il leader comunista avvi\u00f2 a nome del suo partito un dialogo con i partiti che si dichiaravano socialdemocratici e alla fine vi ader\u00ec con armi e bagagli.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine assurse alle pi\u00f9 alte responsabilit\u00e0 e, a coronamento di una carriera straordinaria, venne eletto Presidente della Repubblica all\u2019et\u00e0 di 81 anni, diventando cos\u00ec il primo comunista a ricoprire questa carica, oltre alla persona pi\u00f9 anziana. Per la prima volta nella storia della Repubblica, fu rieletto per un secondo mandato nel 2013, prima di abbandonare la carica nel 2015. Ricopr\u00ec questo incarico in un momento di grande tensione politica, nazionale e internazionale. Gi\u00e0 prima del suo ingresso al Quirinale aveva acquisito un peso politico e simbolico particolarmente forte, che volutamente rafforz\u00f2, dando vita a grandi polemiche tra esperti costituzionalisti e politici. Politico di grande esperienza, si \u00e8 cimentato in sottili manovre tattiche, a volte pesantemente criticate e non sempre vincenti, bilanciate per\u00f2 da una visione ampia dell\u2019Italia &#8211; del suo passato, del suo presente, del suo futuro &#8211; dell\u2019Europa e del mondo, che ha esposto in discorsi di altissimo livello, anche nelle altre lingue europee.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sua reputazione e la sua visibilit\u00e0 in Italia e all\u2019estero ne uscirono rafforzate e il suo prestigio si moltiplic\u00f2. Per chi lo ha conosciuto e ha avuto l\u2019onore di incontrarlo, Giorgio Napolitano \u00e8 stato un uomo impressionante, di eccezionale statura senza mai essere intimidatorio, estremamente cortese, estremamente curioso, sempre aperto al dialogo, alternando conversazioni di rara profondit\u00e0 a battute maliziose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Inizialmente critico nei confronti della socialdemocrazia, il leader comunista avvi\u00f2 a nome del suo partito un dialogo con i partiti che si dichiaravano socialdemocratici e alla fine vi ader\u00ec con armi e bagagli<\/p><cite>MARC LAZAR<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Giorgio Napolitano \u00e8 stato un figlio del fascismo&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-11241' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica\/#easy-footnote-bottom-1-11241' title='La sua autobiografia&amp;nbsp;: Giorgio Napolitano, &lt;em&gt;Dal PCI al socialismo europeo. Un\u2019autobiografia politica&lt;\/em&gt;, Bari-Roma, Laterza, 2005 e Paolo Franchi, &lt;em&gt;Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale&lt;\/em&gt;, Milano, Rizzoli, 2013.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Quando nacque, Mussolini era al potere da tre anni e nello stesso anno inizi\u00f2 la trasformazione del fascismo in un regime a partito unico con la promulgazione delle leggi fascistissime. La sua famiglia borghese viveva a Napoli, il padre era un avvocato liberale piuttosto tradizionalista che avrebbe avuto grandi difficolt\u00e0 ad accettare il futuro coinvolgimento politico del figlio, mentre la madre era di origini nobili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane Giorgio inizia gli studi al prestigioso liceo classico Umberto I, che prosegue a Padova, dove i genitori si sono trasferiti: in questa citt\u00e0 del Nord inizia a frequentare gli ambienti antifascisti. A 17 anni torna nel capoluogo partenopeo per studiare legge alla Federico II. Come tutti i giovani dell\u2019epoca, strettamente controllati dal sistema totalitario messo in atto dal fascismo, fa parte del Gruppo Universitario Fascista (GUF) della citt\u00e0. Spicca la sua passione per le arti, in particolare per il teatro, di cui si occupa nella sua rubrica sul settimanale del Gruppo. Con il crollo del regime, alcuni giovani studenti erano in fermento: speravano nella vittoria degli americani sbarcati in Nordafrica nel novembre 1942, seguivano festanti i progressi dell\u2019Armata Rossa di Stalin e apprendevano il marxismo. Mussolini viene deposto il 25 luglio 1943, Badoglio annuncia l\u20198 settembre di aver firmato un armistizio con gli Alleati e la Germania invade il Paese, gettandolo in un caos spaventoso. Giorgio Napolitano visse nella sua Napoli, bombardata da mesi e afflitta da povert\u00e0 e degrado diffuso, fornendo il materiale per l\u2019avvincente romanzo <em>La pelle <\/em>di Curzio Malaparte (con il quale Napolitano strinse un rapporto intellettuale e politico eclatante) e che guid\u00f2 la popolazione a sollevarsi dal 27 al 30 settembre 1943 contro l\u2019occupazione tedesca. Giorgio Napolitano, impegnato con i comunisti locali fin dal 1944, fece il grande passo e si iscrisse al PCI nel novembre dell\u2019anno successivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Palmiro Togliatti, segretario del PCI, arriv\u00f2 a Napoli il 27 marzo 1944 dall\u2019URSS e, con il suo acume, applic\u00f2 le grandi linee strategiche del Cremlino. Per il momento rifiuta di prendere il potere da solo, la priorit\u00e0 \u00e8 la sconfitta del Terzo Reich, ma persegue una politica di unit\u00e0 nazionale e cerca di costruire una solida organizzazione, inserita negli angoli della societ\u00e0 italiana per condurre una \u00abguerra di posizione\u00bb e stabilire una forma di \u00abegemonia culturale\u00bb, per usare le parole di Antonio Gramsci, di cui Togliatti si dichiara erede, controllando strettamente la pubblicazione delle sue opere. Il partito aveva bisogno di talenti, soprattutto nel Sud, che ne diffidava. Peggio ancora, il PCI si scontr\u00f2 con le \u00e9lite locali, in particolare con i proprietari terrieri e la borghesia urbana, che lo osteggiarono violentemente. Va ricordato che nel referendum del 2 giugno 1946, il Paese scelse la repubblica ma non il Mezzogiorno e tantomeno Napoli, che vot\u00f2 per quasi l\u201980% per il mantenimento della monarchia.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019et\u00e0 di 22 anni, Giorgio Napolitano divenne \u00abfunzionario\u00bb del partito, facendo della politica la sua professione, invece di diventare avvocato come suo padre. Tuttavia, complet\u00f2 gli studi, conseguendo la laurea in giurisprudenza con una tesi sul mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno. All\u2019interno del partito, due leader nazionali di grande esperienza, legati al Meridione, lo segnano e contribuiscono a formarlo: Giorgio Amendola ed Emilio Sereni.<\/p>\n\n\n\n<p>Come molti giovani intellettuali che si avvicinarono al comunismo in quel periodo, la formazione di Napolitano si bas\u00f2 sulla lettura, sul lavoro marxista sulla situazione del Meridione e sul confronto quotidiano con le realt\u00e0 economiche, sociali, culturali e umane delle \u00abclassi subalterne\u00bb, per usare ancora una volta l\u2019espressione di Gramsci. Dopo essere stato estromesso dal governo di unit\u00e0 nazionale di Alcide De Gasperi nel maggio 1947 e aver subito una pesante sconfitta nelle elezioni dell\u2019aprile 1948, il PCI entr\u00f2 nel vivo della Guerra fredda e si alline\u00f2 pi\u00f9 che mai a Mosca. Giorgio Napolitano diventa un comunista stalinista con un tocco italiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Come molti giovani intellettuali che si avvicinarono al comunismo in quel periodo, la formazione di Napolitano si bas\u00f2 sulla lettura, sul lavoro marxista sulla situazione del Meridione e sul confronto quotidiano con le realt\u00e0 economiche, sociali, culturali e umane delle \u00abclassi subalterne\u00bb<\/p><cite>MARC LAZAR<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Dotato di grandi capacit\u00e0 politiche, percorre le tappe del cursus honorum del suo partito. Leader della federazione di Caserta nel 1951, viene eletto alla Camera dei Deputati due anni dopo; rimarr\u00e0 in in carica per 43 anni, ad eccezione dell\u2019unica legislatura dal 1963 al 1968. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel febbraio 1956, il rapporto segreto di Kruscev al XX Congresso del CPSU denunci\u00f2 alcuni dei crimini di Stalin. La sua pubblicazione, quattro mesi dopo, scosse il movimento comunista internazionale, compreso il PCI. Togliatti, in una posizione difficile e costretto da una disputa interna a riconoscere la veridicit\u00e0 del rapporto, si riprende rilasciando un\u2019intervista nel giugno dello stesso anno alla rivista <em>Nuovi argomenti<\/em>. Egli sostiene la fine del partito guida, quello dell\u2019URSS, e propugna il policentrismo per il comunismo internazionale senza rompere con Mosca. Tuttavia, nel novembre 1956, in occasione della rivolta di Budapest, invoc\u00f2 l\u2019intervento dei carri armati dell\u2019Armata Rossa e ne accolse la spietata repressione. Napolitano lo approv\u00f2 pienamente, pentendosene in seguito nella sua autobiografia. Critic\u00f2 duramente anche i comunisti dell\u2019opposizione, che contestavano la leadership del partito. La sua fedelt\u00e0 e lealt\u00e0 alla linea del segretario furono premiate. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019ottavo congresso del PCI si un\u00ec a molti altri giovani ortodossi del Comitato centrale. Sal\u00ec sempre pi\u00f9 in alto nella gerarchia del partito e nella vita istituzionale del Paese. Ricopr\u00ec vari incarichi nella direzione centrale, dove si costru\u00ec una solida reputazione. Lo stesso accadde alla Camera, dove fu attivo in diverse commissioni: era un esperto di economia politica, di Mezzogiorno, di politica industriale e di sindacati. Dal 1963 al 1966 fu segretario della Federazione comunista di Napoli. La sua ascesa continu\u00f2 anche dopo la morte di Togliatti, nell\u2019estate del 1964. Quando gli successe Luigi Longo, il partito fu attraversato da un dibattito tra due sensibilit\u00e0 principali (le correnti erano ufficialmente vietate). Il partito di Pietro Ingrao, detto \u00abmovimentista\u00bb, era piuttosto radicale e cercava di sfruttare le proteste che cominciavano a emergere nell\u2019Italia che cambiava, criticando i socialisti che avevano rotto l\u2019alleanza con i comunisti per governare con la Democrazia Cristiana. Il partito di Giorgio Amendola, pur essendo filo-sovietico, era pi\u00f9 attento al rispetto delle istituzioni, cercava riforme costruttive e intendeva mantenere i rapporti con il PSI. Napolitano scelse l\u2019approccio del suo mentore; negli anni successivi sarebbe stato definito dai suoi avversari, non senza una certa condiscendenza, \u00abmigliorista\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Giorgio Napolitano rimase su queste posizioni, ma come responsabile della politica culturale del PCI dal 1969 al 1975, si sforz\u00f2 di stabilire relazioni e dialogo con i non comunisti<\/p><cite>MARC LAZAR<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1972 a capo del partito arriv\u00f2 Enrico Berlinguer. Egli cerc\u00f2 di trovare un equilibrio tra le due sensibilit\u00e0 in un momento in cui, a partire dal 1967-1968, l\u2019Italia attraversava un susseguirsi di proteste che coinvolgevano l\u2019intera societ\u00e0 e si trasformarono in violenti attacchi terroristici, prima da parte dell\u2019ultradestra e poi dell\u2019ultrasinistra. In questo contesto, Giorgio Napolitano divenne uno dei principali leader del PCI. A partire dal 1973, il partito intraprese una politica di compromesso storico, cercando un accordo di governo con la Democrazia Cristiana, che fall\u00ec e fu abbandonato sei anni dopo. Contemporaneamente, soprattutto dopo l\u2019invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia il 21 agosto 1968, gesto condannato dal partito italiano, il PCI intraprese la strada di quello che venne chiamato Eurocomunismo, a cui aderirono i partiti spagnolo e francese. L\u2019obiettivo era quello di definire una strategia per accedere al potere in Europa occidentale nel rispetto delle regole della democrazia rappresentativa, prendendo le distanze dall\u2019URSS e criticandola anche per le sue politiche interne e persino internazionali, senza per\u00f2 tagliare i ponti con essa. Si riconobbe il ruolo storico della Rivoluzione d\u2019Ottobre e la forza che essa rappresentava di fronte all\u2019imperialismo americano e alle potenze capitaliste. Di conseguenza, il PCI, molto cauto e timido, non sostenne mai i dissidenti dell\u2019Est, a differenza dei socialisti, che lo tagliarono fuori da molti intellettuali. Giorgio Napolitano rimase su queste posizioni, ma come responsabile della politica culturale del PCI dal 1969 al 1975, si sforz\u00f2 di stabilire relazioni e dialogo con i non comunisti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso, la sua fama si diffuse oltre i confini italiani, ad esempio con la pubblicazione nel 1976 del libro <em>Intervista sul PCI <\/em>con lo storico Eric Hobsbawm, che venne tradotto in molte lingue. &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-11241' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica\/#easy-footnote-bottom-2-11241' title='Giorgio Napolitano, &lt;em&gt;Intervista sul comunismo a cura di Eric Hobsbawm&lt;\/em&gt;, Bari-Roma, Laterza, 1975.'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span> Nello stesso periodo, e ancor pi\u00f9 in seguito, divenne ministro degli Affari esteri del PCI. Cominci\u00f2 a discutere con i socialdemocratici, in particolare quelli della SPD, e a familiarizzare con le complessit\u00e0 dell\u2019integrazione europea, che lui e il suo partito avevano inizialmente condannato, ma che gradualmente erano arrivati a sostenere. Ottenne un visto per una serie di conferenze presso le universit\u00e0 americane e visit\u00f2 anche alcune istituzioni di grande prestigio in Germania e in Gran Bretagna. Fu membro della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, di cui divenne in seguito presidente. Dal 1984 al 1992 e dal 1994 al 1996 \u00e8 stato membro della delegazione italiana all\u2019Assemblea parlamentare della NATO. Acquisisce cos\u00ec una statura internazionale senza precedenti nel suo partito, ampiamente riconosciuta da tutte le altre forze politiche italiane, compresi i suoi principali avversari. Nel 1989 viene eletto al Parlamento europeo. Vi siede fino al 1992 e di nuovo dal 1999 al 2004, affermandosi come uno dei parlamentari pi\u00f9 ascoltati e rispettati. Grazie alla sua conoscenza degli affari internazionali e ai suoi solidi contatti con i decisori di ogni tipo, Giorgio Napolitano ha esercitato un\u2019influenza decisiva sulla politica internazionale del suo partito, che \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 europeista e non ha pi\u00f9 messo in discussione l\u2019appartenenza dell\u2019Italia alla NATO, che aveva denunciato al momento della sua formazione. Con la voce di Berlinguer, il PCI condann\u00f2 l\u2019invasione sovietica dell\u2019Afghanistan nel 1979 e il colpo di Stato del generale Jaruzelski in Polonia nel 1981.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Grazie alla sua conoscenza degli affari internazionali e ai suoi solidi contatti con i decisori di ogni tipo, Giorgio Napolitano ha esercitato un\u2019influenza decisiva sulla politica internazionale del suo partito, che \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 europeista e non ha pi\u00f9 messo in discussione l\u2019appartenenza dell\u2019Italia alla NATO<\/p><cite>MARC LAZAR<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Pur avendo presieduto il gruppo parlamentare comunista alla Camera dal 1981 al 1986 e accumulato molta influenza, Napolitano non succedette a Enrico Berlinguer dopo la morte di quest\u2019ultimo nell\u2019estate del 1984. La sua appartenenza all&#8217;ala moderata \u00abmigliorista\u00bb glielo imped\u00ec, poich\u00e9 la maggioranza dei membri del partito era pi\u00f9 a sinistra. Il PCI, che aveva ottenuto guadagni spettacolari durante gli anni Settanta, era ora in declino elettorale, isolato e come una barca in tempesta, privo di una strategia chiara ed efficace. Napolitano, che si stava avvicinando sempre pi\u00f9 al socialismo europeo, difendeva un orientamento riformista che avrebbe comportato un\u2019alleanza con il Partito Socialista Italiano di Bettino Craxi, che stava cercando di riequilibrare i rapporti di forza con i comunisti, da lui detestati. Non fu ascoltato. Tuttavia, dopo la caduta del Muro nel 1989, Napolitano sostenne pienamente il nuovo segretario del PCI, Achille Occhetto, che proponeva di abbandonare l\u2019identit\u00e0 comunista. Nel 1991 nacque il Partito Democratico della Sinistra (PDS), che sette anni dopo divenne Democratici di Sinistra (DS) e poi Partito Democratico (PD) nel 2007. Giorgio Napolitano era il vecchio saggio di questo partito, guidato da giovani che si erano formati con Berlinguer. Nel Paese si stava avviando una nuova sequenza politica, che ha avuto una svolta senza precedenti nel 1994 con il crollo del sistema partitico, Mani Pulite e l\u2019emergere in politica di nuovi attori, tra cui ovviamente Silvio Berlusconi. Ci\u00f2 ha portato Giorgio Napolitano ad assumere responsabilit\u00e0 istituzionali sempre pi\u00f9 importanti. \u00c8 stato Presidente della Camera dei Deputati dal 1992 al 1994 e poi Ministro dell\u2019Interno dal 1996 al 1998 nel governo di Romano Prodi. Nel 1998, insieme al ministro della Solidariet\u00e0 sociale Livia Turco, ha fatto approvare una legge che, da un lato, mirava a favorire l\u2019integrazione degli immigrati regolari facilitando l\u2019accesso alla cittadinanza italiana e, dall\u2019altro, cercava di controllare l\u2019immigrazione clandestina aprendo campi di accoglienza ed espellendo gli immigrati. Un anno dopo aver terminato il suo mandato a Strasburgo, nel 2005, \u00e8 stato nominato senatore a vita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi. L\u2019anno successivo, il 10 maggio 2006, 543 parlamentari su 991 votanti lo hanno eletto undicesimo Presidente della Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo detto, \u00e8 la prima volta che un ex comunista accede alla Presidenza della Repubblica e ci\u00f2 rappresenta una svolta storica di massima importanza. Egli intende fare ancora di pi\u00f9 dei suoi predecessori per essere all\u2019altezza delle aspettative riposte in lui dall\u2019istituzione della presidenza, perch\u00e9 \u00e8 consapevole che il suo passato di militante nelle file del PCI preoccupa alcuni settori dell\u2019opinione pubblica: deve quindi mostrarsi assolutamente imparziale e riunire gli italiani in un momento in cui molte questioni li dividono profondamente. Nonostante l\u2019et\u00e0 avanzata, 81 anni, Napolitano \u00e8 un Presidente molto attivo in Italia, in Europa e a livello internazionale. Intende garantire il buon funzionamento delle istituzioni. Per questo critica il regolare ricorso ai decreti legge e ai voti di fiducia da parte dei governi di Romano Prodi e Silvio Berlusconi, e ribadisce l\u2019importanza del lavoro del Parlamento, a cui \u00e8 molto legato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Come abbiamo detto, \u00e8 la prima volta che un ex comunista accede alla Presidenza della Repubblica e ci\u00f2 rappresenta una svolta storica di massima importanza<\/p><cite>MARC LAZAR<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Durante il governo Berlusconi, dal 2008 al 2011, i rapporti tra Palazzo Chigi e il Quirinale sono stati spesso tesi. Il Presidente della Repubblica si rifiutava di approvare alcuni testi e, se si sentiva obbligato a firmare leggi che disapprovava, non esitava a rendere noto il suo punto di vista critico. La destra accusa il Presidente di ostacolare l\u2019azione dell\u2019esecutivo, mentre la sinistra e il Movimento 5 Stelle lo criticano per aver controfirmato troppe leggi emanate dall&#8217;esecutivo. Nei tre anni in cui Silvio Berlusconi ha guidato il suo ultimo governo, si sono in un certo senso scontrate, o meglio mobilitate, due legittimit\u00e0: il Presidente del Consiglio sosteneva di aver ricevuto l\u2019unzione del suffragio universale, che gli permetteva di agire come voleva, o quasi, mentre il Presidente della Repubblica si richiamava al potere conferitogli dalla Costituzione. Giorgio Napolitano svolge un ruolo decisivo anche nelle crisi di governo. Quelle dell\u2019esecutivo di centro-sinistra di Prodi nel 2007 e nel 2008, durante le quali ha lottato per trovare soluzioni parlamentari ed evitare le elezioni anticipate; impresa riuscita nel 2007 ma fallita l\u2019anno successivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2011, l\u2019ultimo governo di Silvio Berlusconi, insediatosi nel 2008 dopo la vittoria nelle urne IN primavera, \u00e8 stato indebolito dagli scandali del Presidente del Consiglio e dal grave deterioramento della situazione economica interna dovuto, tra l\u2019altro, agli effetti della crisi dei subprime, iniziata negli Stati Uniti nel 2007 e che ha colpito tutto il mondo l\u2019anno successivo. Napolitano ha accompagnato le pressioni della Banca Centrale Europea, del presidente francese Nicolas Sarkozy e della cancelliera Angela Merkel per cambiare il governo. Il 12 novembre, sottoposto a universale pressione, Silvio Berlusconi presenta le sue dimissioni al Presidente della Repubblica. Napolitano mette a segno un vero e proprio colpo da maestro &#8211; un colpo di forza secondo i suoi detrattori &#8211; che ha giustificato con la necessit\u00e0 di salvare il Paese, ma che ha fatto scorrere molto inchiostro. Giorgio Napolitano, che il 10 novembre aveva nominato senatore a vita Mario Monti, economista, presidente della Bocconi ed ex commissario europeo, \u00e8 riuscito, sei giorni dopo, a farlo nominare presidente del Consiglio dal Parlamento. L&#8217;esecutivo, composto da personalit\u00e0 tecniche, doveva rimettere in sesto l\u2019economia della penisola e rassicurare le capitali europee e mondiali, oltre che i mercati finanziari. Questa nomina \u00e8 stata accolta molto bene dagli attori internazionali, che hanno elogiato il Presidente Napolitano. <\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, ha dimostrato l\u2019impotenza dei leader politici e la profonda sfiducia del Presidente della Repubblica nei loro confronti. Proprio perch\u00e9 Mario Monti \u00e8 privo di esperienza politica, il suo governo sar\u00e0 un governo Monti-Napolitano. Nel 2013, dopo che le elezioni di febbraio non hanno prodotto una chiara maggioranza, il Presidente sar\u00e0 di nuovo in carica. Con il Parlamento incapace di designare il suo successore, accetta di svolgere un secondo mandato, ma a una condizione: la formazione da parte dei partiti di \u00abun governo di larghe intese\u00bb, cosa che solo il Movimento 5 Stelle, il maggior partito alle elezioni con quasi il 26% dei voti, si \u00e8 rifiutato di fare. Il 20 aprile, 738 dei 997 voti espressi sono andati a suo nome. Tuttavia, Giorgio Napolitano ha annunciato fin dall\u2019inizio che non avrebbe svolto il suo secondo mandato. Il 22 aprile, nel suo discorso di investitura al Parlamento, ha ammonito i partiti politici, criticando la loro incapacit\u00e0 di accordarsi per agire al servizio degli italiani. Nella settimana successiva ha contribuito alla nascita del governo di centro-sinistra di Enrico Letta, leader del Partito Democratico, con cui aveva un ottimo rapporto personale, ma che \u00e8 durato solo pochi mesi (28 aprile 2013 &#8211; 22 febbraio 2014). <\/p>\n\n\n\n<p>Ha poi chiamato Matteo Renzi, anche lui giovane leader del PD, verso cui provava una certa diffidenza. La sua preoccupazione era sempre la stessa: far durare la legislatura il pi\u00f9 a lungo possibile e attuare le riforme che aveva indicato. Pi\u00f9 in generale, l\u2019operato di Giorgio Napolitano, soprannominato \u00abRe Giorgio\u00bb da una certa parte della stampa italiana e straniera, ha suscitato polemiche. La destra, il Movimento 5 Stelle e la sinistra denunciano un presidente invadente, \u00abun sovranista\u00bb che ha di fatto introdotto il \u00absemipresidenzialismo\u00bb, come ha scritto il settimanale <em>Left il <\/em>27 luglio 2013. I costituzionalisti discutono sull\u2019evoluzione della Presidenza della Repubblica, chiedendosi se Giorgio Napolitano, nelle circostanze eccezionali che l\u2019Italia stava vivendo, stesse dando un\u2019interpretazione piena e completa della Costituzione o se tendesse a forzarla un po\u2019. &nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-11241' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica\/#easy-footnote-bottom-3-11241' title='Francesco Clementi, \u00abUna monarchia repubblicana&amp;nbsp;? Un bilancio della Presidenza di Giorgio Napolitano\u00bb, &lt;em&gt;Rivista di politica&lt;\/em&gt;, 4\/2014, p. 5-8; Vincenzo Lippolis, Giulio M. Salerno, &lt;em&gt;La presidenza pi\u00f9 lunga. I poteri del capo dello Stato e la Costituzione&lt;\/em&gt;, Bologna, Il Mulino, 2016.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Pi\u00f9 in generale, l\u2019operato di Giorgio Napolitano, soprannominato \u00abRe Giorgio\u00bb da una certa parte della stampa italiana e straniera, ha suscitato polemiche<\/p><cite>MARC LAZAR<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Giorgio Napolitano \u00e8 fortemente impegnato nella commemorazione del 150\u00b0 anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia nel 2011. Sulle orme del suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, si batte per una nazione italiana unita e orgogliosa, fondata sul patriottismo costituzionale, capace di integrare i milioni di immigrati che si sono ormai insediati nel Paese, che sta vivendo un inverno demografico e per i quali vorrebbe lo <em>ius soli<\/em> per facilitare l\u2019acquisizione della cittadinanza italiana; si batte allo stesso modo per una nazione che sia anche ampiamente aperta all\u2019Europa e non ripiegata su se stessa. Per l\u2019Europa si \u00e8 impegnato totalmente, soprattutto durante il governo Berlusconi, che spesso ha suscitato perplessit\u00e0 sulla realt\u00e0 e sulla coerenza dell\u2019impegno dell\u2019Italia nel processo di integrazione. Come ha scritto Sergio Romano, giornalista, storico ed ex ambasciatore, Giorgio Napolitano \u00e8 stato il garante dell\u2019Italia in Europa. Viaggia anche in tutto il mondo per rappresentare al meglio il suo Paese e si occupa di sviluppare e attuare la politica estera italiana. Durante la sua presidenza, quest\u2019uomo anziano non ha mai smesso di rivolgersi ai giovani. Riceve regolarmente diplomatici, alti funzionari, ricercatori, professori e dirigenti d\u2019azienda di questa fascia d\u2019et\u00e0: li apprezza e li addita come esempio. Lo stesso fa con le giovani donne, nominando nel 2013 la biologa Elena Cattaneo senatrice a vita pur avendo solo 50 anni, una prima assoluta nella storia della Repubblica, e rendendo un commosso omaggio all\u2019astronauta Samantha Cristoforetti il 22 dicembre 2014. In questo modo, il Presidente Napolitano ha voluto simbolicamente dare speranza alle nuove generazioni che si trovano ad affrontare i pesi e le rigidit\u00e0 della gerontocrazia italiana. Il 14 gennaio 2015, esausto, Giorgio Napolitano ha rassegnato le dimissioni, diventando senatore a vita. Con regolarit\u00e0, accetta di rispondere a interviste e partecipa a dibattiti pubblici per esprimere il suo punto di vista: \u00e8 cos\u00ec che approva il progetto di modifica costituzionale proposto da Matteo Renzi, ampiamente bocciato dal referendum del 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta ora da vedere cosa la memoria collettiva conserver\u00e0 di Giorgio Napolitano. Nulla \u00e8 scritto in anticipo. Dipende, tra l\u2019altro, da come lo percepiscono attualmente gli italiani. Una parte della sinistra apprezza la lunga vita del comunista Napolitano, mentre un\u2019altra parte, critica nei confronti del PCI, lo ama poco, e ancor meno ama le sue tendenze riformiste. Un riformismo a cui non crede la destra anticomunista e antifascista, per la quale rimane un eterno \u00abrosso\u00bb anche dopo il suo arrivo al Quirinale. Come Presidente della Repubblica era pi\u00f9 rispettato perch\u00e9 l\u2019istituzione stessa era rispettata come simbolo dell\u2019unit\u00e0 del Paese. Tuttavia, non suscit\u00f2 un entusiasmo travolgente, n\u00e9 si impegn\u00f2 per farlo. Perch\u00e9 ha rifiutato di cedere alla personalizzazione e alla mediatizzazione della vita politica, perch\u00e9 ha voluto in ogni suo discorso fare appello alla coscienza e alla mobilitazione civica dei suoi concittadini, perch\u00e9 ha voluto mostrare la complessit\u00e0 delle sfide che l\u2019Italia, l\u2019Europa e il mondo devono affrontare, \u00e8 forse per questo apparso troppo intellettuale ed esigente per una parte della popolazione. Infine, \u00e8 indubbio che oltre l\u2019Italia, tra le \u00e9lite politiche e culturali europee e mondiali, Napolitano goda di un\u2019ottima reputazione e di un\u2019immagine ampiamente positiva. Lo testimoniano i vibranti omaggi che gli sono stati tributati alla notizia della sua morte, salutandolo come il grande europeo che era diventato. Il 24 settembre 2015, a Piacenza, concluse il suo intervento al Festival del diritto con queste parole: \u00abToccher\u00e0 a ciascuno fare la propria parte iniettando nella vita dell\u2019Unione quel lievito di cultura e di partecipazione democratica la cui carenza ha esposto a cos\u00ec seri fenomeni e rischi di logoramento il grande, insostituibile progetto europeo\u00bb&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-4-11241' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica\/#easy-footnote-bottom-4-11241' title='http:\/\/www.cde.unict.it\/sites\/cde.unict.it\/files\/files\/2015-09-24-Piacenza-Festival-del-Diritto-layout-stampadocx-1.pdf'><sup>4<\/sup><\/a><\/span><\/span>. Ora che egli stesso ha dato tanto di s\u00e9 al servizio di questo ideale a cui si \u00e8 convertito, osiamo sperare che il suo appello venga ascoltato, soprattutto in occasione delle elezioni europee del giugno 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con Giorgio Napolitano (1925-2023), il lungo Novecento si chiude a Roma.<\/p>\n<p>Figlio del fascismo, comunista europeo, figura emblematica del &#8220;migliorismo&#8221;, uomo chiave delle istituzioni repubblicane e promotore di un&#8217;interpretazione eccezionale del ruolo del Presidente della Repubblica&#8230; Con la morte a Roma di Giorgio Napolitano, nato a Napoli nel 1925, la Repubblica italiana deve accettare &#8211; definitivamente &#8211; la fine del lungo Novecento. <\/p>\n<p>Un lungo ritratto firmato Marc Lazar.<\/p>\n","protected":false},"author":10633,"featured_media":11173,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-studies.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[2163],"tags":[],"staff":[2164],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-11241","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-memoriam","staff-marc-lazar"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Morto Giorgio Napolitano, un comunista meridionale diventato un grande europeo e Presidente della Repubblica - Il Grand Continent<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2023\/09\/25\/morto-giorgio-napolitano-un-comunista-meridionale-diventato-un-grande-europeo-e-presidente-della-repubblica\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Morto Giorgio Napolitano, un comunista meridionale diventato un grande europeo e Presidente della Repubblica - Il Grand Continent\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Con Giorgio Napolitano (1925-2023), il lungo Novecento si chiude a Roma.  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