{"id":1107,"date":"2021-02-05T11:23:48","date_gmt":"2021-02-05T11:23:48","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=1107"},"modified":"2021-02-05T11:46:34","modified_gmt":"2021-02-05T11:46:34","slug":"mario-draghi-da-dove-viene-e-dove-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/05\/mario-draghi-da-dove-viene-e-dove-va\/","title":{"rendered":"Passato, presente e futuro di Mario Draghi: la carriera politica di un tecnico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Dei suoi anni in BCE <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/2021\/02\/04\/scoprire-mario-draghi\/\">sappiamo molto<\/a>. Ma chi era Mario Draghi prima di arrivare alla BCE? O meglio, com\u2019\u00e8 diventato Super Mario?<\/p>\n\n\n\n<p>I media in questi giorni ne parlano come un tecnico, ma in realt\u00e0 in tutta la sua carriera ha saputo navigare con finezza la politica, prima italiana e poi europea. Alcuni suoi oppositori, per cui il denaro resta lo sterco del demonio, poi, lo bollano come \u201cbanchiere\u201d. Ma Draghi \u00e8 stato soprattutto un <em>civil servant<\/em>: lo diciamo in inglese perch\u00e9 \u00e8 riduttivo tradurlo solo con \u201cfunzionario pubblico\u201d.&nbsp;Infine, per alcuni Draghi \u00e8 l\u2019incarnazione del \u201cneoliberismo\u201d, qualunque cosa questo significhi, o dell\u2019\u201cordoliberismo\u201d tedesco. Di nuovo, si sbaglia se si ricorre a etichette grossolane e preconfezionate. Draghi ha pi\u00f9 volte dimostrato di essere un pragmatico. Le risposte preconfezionate non fanno per lui. \u201c<em>Complicated questions have easy, wrong, answers<\/em>\u201d, gli piace dire citando l\u2019economista tedesco Rudi Dornbusch, suo amico e coautore prematuramente scomparso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cominciamo dall\u2019inizio. Draghi ha sempre parlato poco della propria vita privata. Forse l\u2019intervista pi\u00f9 personale \u00e8 stata quella del 2015 <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/inter\/date\/2015\/html\/sp150115.en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">a Die Zeit<\/a> in cui ha parlato della scomparsa dei suoi genitori quando aveva solo 15 anni. Fin dall\u2019adolescenza, Draghi \u00e8 costretto a fare <a href=\"https:\/\/legrandcontinent.eu\/fr\/2019\/11\/08\/un-enfant-dans-la-piece\/\">l\u2019adulto nella stanza<\/a>, pagare le bollette e gestire le faccende degli adulti.&nbsp;Sicuramente la figura e l\u2019esempio di suo padre lo segnano. Il padre di Draghi \u00e8 un uomo di un altro secolo, nato alla fine dell\u2019Ottocento. Negli anni \u201930 lavora all\u2019Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), la \u201ccreatura\u201d di Alberto Beneduce nata nel 1933 che ha caratterizzato lo sviluppo italiano. L\u00ec lavora a stretto contatto con Donato Menichella. Chi vuole comprendere Draghi deve anzitutto studiare Menichella, forse il pi\u00f9 grande <em>civil servant<\/em> della storia d\u2019Italia, oggi un personaggio dimenticato. \u00c8 Menichella il pi\u00f9 stretto collaboratore di Beneduce, come direttore generale dell\u2019IRI fino alla seconda guerra mondiale. Menichella \u00e8 uno dei grandi protagonisti del miracolo italiano, come governatore della Banca d\u2019Italia dal 1947 al 1960, con fitti rapporti internazionali (a fianco a De Gasperi nella stagione di negoziati tra gli Stati Uniti e la nascente Repubblica, Paese sconfitto della guerra) e una sensibilit\u00e0 politica specifica, che lo porta per esempio a \u201cinventare\u201d la Cassa per il Mezzogiorno, nel contesto del Piano Marshall. Menichella venne considerato il miglior banchiere al mondo nel 1960 e si ritira. Draghi ha conosciuto Menichella (una volta ha raccontato di un viaggio in treno fatto con lui da bambino), e ha sempre tenuto presente quest\u2019esempio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Per alcuni Draghi \u00e8 l\u2019incarnazione del \u201cneoliberismo\u201d, qualunque cosa questo significhi, o dell\u2019\u201cordoliberismo\u201d tedesco. Di nuovo, si sbaglia se si ricorre a etichette grossolane e preconfezionate. Draghi ha pi\u00f9 volte dimostrato di essere un pragmatico.<\/p><cite>Alessandro Aresu e Andrea Garnero<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo il liceo classico, Draghi va alla Sapienza e, curiosamente per chi cerca di affibbiargli etichette semplici, si forma sotto la guida del \u201cpi\u00f9 keynesiano degli economisti italiani\u201d, Federico Caff\u00e8, con una tesi sul Piano Werner, precursore della moneta unica, in cui il futuro presidente della BCE sosteneva che le condizioni per una moneta comune allora non esistessero. Caff\u00e8 collaborava con il Messaggero e il Manifesto e oggi sarebbe considerato un eterodosso. Ma alla sua scuola si sono formati economisti di grande fama e orientamento diverso, tra cui Ignazio Visco, attuale governatore della Banca d\u2019Italia, Ezio Tarantelli, economista del lavoro ucciso dalle Brigate Rosse nel 1985, e Maurizio Franzini, studioso delle disuguaglianze. Caff\u00e9 spar\u00ec nel nulla il 15 aprile 1987, due anni dopo l\u2019omicidio di Tarantelli che forse lo aveva colpito troppo da vicino. Draghi a quel punto non era pi\u00f9 nella sua cerchia ristretta, ma non ha mai dimenticato il maestro. L\u2019ha ricordato, tra l\u2019altro, nel 1998 in un convegno che coinvolgeva anche Kenneth Rogoff e Marcello De Cecco, e in una lezione romana del 2014.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Sapienza, Draghi vola al MIT, prima per un periodo di prova, poi tra i 20-25 studenti di dottorato super selezionati. A Boston studia sotto cinque premi Nobel: Paul Samuelson, Bob Solow, Franco Modigliani (che supervisioner\u00e0 la sua tesi dottorale), Peter Diamond e Bob Engle. La <a href=\"https:\/\/dspace.mit.edu\/handle\/1721.1\/54263\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">tesi di Draghi<\/a> \u00e8 una raccolta di tre saggi diversi (in economia usa cos\u00ec ancora oggi). Il pi\u00f9 interessante agli occhi di oggi \u00e8 il terzo, sull\u2019equilibrio tra politiche di stabilizzazione di lungo e breve periodo. Interessante ancora oggi la conclusione che deriva dalla sua analisi: \u201c<em>se si opta per un percorso di stabilizzazione di breve periodo, l\u2019ottimo di lungo periodo non sar\u00e0 mai raggiunto\u201d<\/em>. A parte i padri nobili, al MIT in quegli anni si crea la \u201c<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2015\/07\/24\/opinion\/paul-krugman-the-mit-gang.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">MIT gang<\/a>\u201d che scalza i \u201cChicago boys\u201d. Nella gang, oltre a Dornbusch (che secondo Krugman negli anni \u201970 si trasforma da \u201ceconomists\u2019 economist\u201d, noto per la chiarezza dei suoi paper, a \u201cpolicy guru\u201d), troviamo l\u2019ex presidente della Fed americana Ben Bernanke, l\u2019ex capo economista del FMI Olivier Blanchard, il suo successore al Fondo Maurice Obstfeld e ancora Stanley Fischer, Governatore della Banca centrale israeliana e vice chairman della Fed, e lo stesso Paul Krugman, premio Nobel in economia internazionale e ora polemista sul<em> New York Times<\/em>. Una rete di amici e contatti che ancora nella crisi attuale danno la linea ai grandi del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 Guido Carli, il successore di Donato Menichella alla Banca d\u2019Italia, poi presidente di Confindustria e infine ministro del Tesoro durante il negoziato di Maastricht, a portare Draghi all\u2019incarico determinante della sua vita, quello di direttore generale del Tesoro nel 1991. Negli anni \u201980, Draghi compie gi\u00e0 una parte di transizione dalla carriera accademica all\u2019orizzonte istituzionale, come consigliere del ministro del Tesoro Goria e come direttore esecutivo della Banca Mondiale. Ma \u00e8 la chiamata di Carli a fare la differenza: Draghi va alla guida di una grande burocrazia, che deve affrontare la grave situazione economica italiana, nel contesto drammatico del Paese alla fine della guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>\u00c8 Guido Carli, il successore di Donato Menichella alla Banca d\u2019Italia, poi presidente di Confindustria e infine ministro del Tesoro durante il negoziato di Maastricht, a portare Draghi all\u2019incarico determinante della sua vita, quello di direttore generale del Tesoro nel 1991.<\/p><cite>ALESSANDRO ARESU E ANDREA GARNERO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>La vita di Mario Draghi da direttore generale del Tesoro \u00e8 un passaggio sottovalutato, al cospetto della ricchezza di spunti che offre per chi voglia capire il \u201ccaso\u201d Draghi. Anzitutto, la durata dell\u2019incarico: dal 1991 al 2001. Draghi emerge come elemento di continuit\u00e0 nella politica economica italiana degli anni \u201990, confermato da tutti i ministri, mentre il sistema politico cambia. Cura il negoziato di Maastricht, con Carli, e quello dell\u2019euro, con Ciampi. Ma quell\u2019esperienza \u00e8 fatta di tanti altri elementi. Per esempio, il tema del commercio estero, attraverso l\u2019intervento e il ridisegno di SACE, per il credito delle esportazioni, di cui Draghi \u00e8 presidente. C\u2019\u00e8 la riorganizzazione del <em>corpus <\/em>legislativo in materia finanziaria (a partire dalla cosiddetta \u201clegge Draghi\u201d). C\u2019\u00e8 ovviamente il capitolo delle privatizzazioni, uno dei pi\u00f9 controversi, che porta la frequente accusa a Draghi di essere il liquidatore dell\u2019industria italiana. Le privatizzazioni realizzate dalla sua direzione generale del Tesoro sono imponenti, ancorch\u00e9 insufficienti a ridurre in modo significativo il debito pubblico. Da esse emergono operazioni di successo, con i grandi gruppi quotati a partecipazione pubblica (come Eni ed Enel, ancora oggi nucleo principale del capitalismo italiano), e vicende di dispersione della capacit\u00e0 tecnologica del Paese, di cui l\u2019esempio pi\u00f9 doloroso \u00e8 quello di Telecom Italia, oggi Tim. Ma la vicenda di Telecom \u00e8 cos\u00ec complessa che meriterebbe troppa attenzione.In ogni caso, Draghi in quella stagione controversa non agisce senza trasparenza. Si interfaccia spesso col Parlamento, attraverso audizioni franche e dirette. E le tesi, oltre che le operazioni, sono argomentate da Draghi. Nel 2020, uno di noi (Alessandro Aresu) ha tradotto e pubblicato per la prima volta il <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2020\/01\/22\/britannia-la-vera-storia\/5681308\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">discorso pronunciato da Draghi nel 1992 sul panfilo Britannia il 2 giugno 1992<\/a>, dove l\u2019allora direttore generale del Tesoro insiste spesso sul rapporto tra decisioni tecniche e orientamento politico, avendo anche consapevolezza che nella nuova situazione di mercato sarebbero stati necessari strumenti per ridurre la disoccupazione e per affrontare i divari regionali. Per trovare, insomma, strumenti per governare ci\u00f2 che parte dell\u2019industria pubblica faceva attraverso oneri impropri. In ogni caso, la cifra di <em>accountability<\/em> di Draghi, nelle audizioni e nelle risposte alle lettere, che un pubblico pi\u00f9 vasto ha conosciuto alla BCE, comincia dall\u2019esperienza al Tesoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che ha fatto Draghi al Tesoro resta fondamentale per provare a capire quello che far\u00e0 Draghi ora. La differenza tra Draghi e tanti protagonisti della vita pubblica italiana, tecnici o politici, \u00e8 la sua capacit\u00e0 organizzativa. Draghi al Tesoro \u00e8 stato anche un manager dell\u2019organizzazione: all\u2019esterno, senz\u2019altro, nel rapporto con i compratori del debito pubblico e con i partner europei; all\u2019interno, nella costruzione e nell\u2019adattamento della struttura, nell\u2019inserimento di professionalit\u00e0 (per esempio attraverso la costituzione di un consiglio di esperti) e nella motivazione delle professionalit\u00e0 interne. Il Tesoro di Draghi \u00e8 stata l\u2019avventura di una classe dirigente: la storia che pi\u00f9 colpisce \u00e8 quella di Dario Scannapieco, originario della costiera amalfitana (Maiori) che dopo i primi impieghi nell\u2019industria delle telecomunicazioni (l\u2019allora Sip) riesce a entrare alla Harvard Business School alla met\u00e0 degli anni \u201990. Scannapieco sogna di lavorare non per un grande fondo di investimento ma per l\u2019amministrazione pubblica italiana, convinto \u201cche il settore pubblico, se efficiente e forte, rappresenta l&#8217;anima di un Paese, lo qualifica nel mondo, rende possibile un vero cammino di sviluppo e crescita\u201d. Lo studente compra i diritti per usare il logo di Harvard nelle sue lettere, che indirizza alle principali personalit\u00e0 delle istituzioni economiche, e Draghi lo chiama a lavorare con s\u00e9 prima del Natale 1996.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esperienza del Tesoro restituisce tratti che fanno di Draghi un esempio di capacit\u00e0 di esecuzione. Sono questi i tratti che saranno pi\u00f9 utili per il Piano di Ripresa e Resilienza sul piano interno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Quello che ha fatto Draghi al Tesoro resta fondamentale per provare a capire quello che far\u00e0 Draghi ora. La differenza tra Draghi e tanti protagonisti della vita pubblica italiana, tecnici o politici, \u00e8 la sua capacit\u00e0 organizzativa.<\/p><cite>ALESSANDRO ARESU E ANDREA GARNERO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Alla fine del mandato al Tesoro, Draghi ha 55 anni. \u00c8 gi\u00e0 considerato una \u201criserva della Repubblica\u201d. Sta per arrivare sulla scena politica italiana il suo principale avversario, il superministro Giulio Tremonti. Un suo possibile ruolo, di cui discutono molto gli ambienti finanziari italiani, \u00e8 la successione di Enrico Cuccia a Mediobanca, il \u201ctempio\u201d degli equilibri del capitalismo italiano. \u00c8 in particolare Massimo D\u2019Alema a lavorarci, anche secondo la testimonianza di Ferruccio De Bortoli. L\u2019opzione non si concretizza, perch\u00e9 Cuccia ha scelto come erede Vincenzo Maranghi. Draghi sceglie di concentrarsi sulle opportunit\u00e0 accademiche e accetta un incarico in Goldman Sachs.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 dicembre 2005, Draghi viene nominato alla testa della Banca d\u2019Italia dopo lo scandalo Fazio. In via Nazionale, tradizionalmente, la carriera \u00e8 tutta interna. Draghi, invece, arriva dall\u2019esterno, anche se forte dell\u2019esempio di Menichella e del rapporto storico con Carli e Ciampi. Draghi porta piccole ma sostanziali innovazioni: dall\u2019assunzione degli economisti di ricerca sul<em> Job Market<\/em> americano, per superare le rigidit\u00e0 e la scarsa appetibilit\u00e0 dei concorsi pubblici standard a internet sui computer dei dipendenti. I discorsi di fine anno di Draghi, poi, diventano delle vere e proprio <em>lectio magistralis<\/em> che analizzano in profondit\u00e0 i mali di un paese che da fine anni novanta ha visto il motore della crescita andare in blocco. Non solo questioni bancarie o monetarie. Draghi porta in via Nazionale temi come quello dei giovani, l\u2019istruzione, la mafia. \u201c<em>Un sistema politico che non permette l\u2019innovazione sociale non ammette neanche l\u2019innovazione economica<\/em>\u201d, afferma in memoria di Guido Carli, nel 2009.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dove, forse, Draghi non riesce a imprimere una svolta \u00e8 sul sistema bancario e di vigilanza. Il consolidamento bancario avviene sotto la sua regia. Ad anni di distanza, ci consegna una situazione ancora problematica, nei cambiamenti della vigilanza a livello europeo (con la responsabilit\u00e0 sulle banche sistemiche passata alla BCE). Sicuramente la forza dell\u2019odierna Intesa Sanpaolo \u00e8 figlia anche dell\u2019operazione nell&#8217;era Draghi, mentre il destino dell\u2019altro grande attore italiano (Unicredit, dopo la fusione con Capitalia) \u00e8 pi\u00f9 incerto. Per non parlare di MPS e di altre vicende.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>I discorsi di fine anno di Draghi, poi, diventano delle vere e proprio <em>lectio magistralis<\/em> che analizzano in profondit\u00e0 i mali di un paese che da fine anni novanta ha visto il motore della crescita andare in blocco.<\/p><cite>ALESSANDRO ARESU E ANDREA GARNERO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>E, infatti, se all\u2019inizio della crisi del 2008, in Italia ci si culla del fatto che \u201cnon si parla inglese\u201d e quindi i <em>subprime<\/em>, i <em>futures<\/em> o i CDS non si sa cosa siano n\u00e9 come si pronuncino, i nodi lentamente emergono. A fine 2014, con l\u2019<em>Asset Quality Review<\/em>, uno stress test coordinato delle banche europee, da cui l\u2019Italia \u00e8 uscita con le ossa rotte: nove banche a fine 2013 e due a ottobre 2014 che non hanno passato il test. Colpa di un sistema fondato troppo sulla politica (spesso locale) e poco sul mercato. Non certo una scoperta del 2014 visto che Draghi era arrivato in via Nazionale a seguito dello scandalo Fiorani. La colpa non era sua visto che era decenni che le cose andavano cos\u00ec. Ma i cambiamenti, evidentemente, erano stati troppo limitati o troppo lenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2006, Draghi viene chiamato a presiedere il <em>Financial Stability Board<\/em>, che condivide le iniziali con la principale agenzia di intelligence russa (Fsb), ma che \u00e8 un organismo internazionale che ha lo scopo di monitorare il sistema finanziario mondiale. \u00c8 nato nel 1999 insieme al G20 e fino al 2008 \u00e8 stato un sonnacchioso luogo di incontro di Ministri delle Finanze e banchieri centrali. \u00c8 con la crisi finanziaria che diventa la centrale operativa della risposta globale alla crisi. \u00c8 da l\u00ec che Mario comincia a diventare Super Mario. Da l\u00ec, poi comincia la storia dell\u2019ultimo decennio: Draghi \u00e8 il candidato pi\u00f9 autorevole per prendere l\u2019eredit\u00e0 di Jean-Claude Trichet alla Banca centrale europea, ma \u201cimprobabile\u201d secondo <em>Die Zeit.<\/em> Improbabile, invece, era piuttosto il suo principale <em>competitor<\/em>, Axel Weber, un professore di provincia poi Governatore della Bundesbank che non aveva mai messo piede fuori dalla Germania. E, infatti, nonostante l\u2019assoluta debolezza del governo italiano in quel momento (per usare un eufemismo), Draghi si impone con facilit\u00e0. All\u2019interno del governo, nonostante il conflitto con Tremonti, pu\u00f2 contare sulla sponda costante di Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Berlusconi. In questo modo si realizza ci\u00f2 che Berlusconi ha rivendicato proprio in questi giorni: \u00e8 stato effettivamente lui a portare Draghi ai suoi incarichi pi\u00f9 prestigiosi, prima a Palazzo Koch e poi all\u2019Eurotower.<\/p>\n\n\n\n<p>Prendono il via gli anni del \u201c<em>Whatever it takes<\/em>\u201d e del <em>Quantitative easing<\/em>, mosse estremamente politiche, sempre sul filo della rottura con la Bundesbank ma con un forte asse con la Merkel (sugli anni alla BCE vi rimandiamo <a href=\"https:\/\/rizzoli.rizzolilibri.it\/libri\/mario-draghi-lartefice\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">al libro di Jana Randow e Alessandro Speciale<\/a> che a Francoforte lo hanno seguito da vicino).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Si realizza ci\u00f2 che Berlusconi ha rivendicato proprio in questi giorni: \u00e8 stato effettivamente lui a portare Draghi ai suoi incarichi pi\u00f9 prestigiosi, prima a Palazzo Koch e poi all\u2019Eurotower.<\/p><cite>ALESSANDRO ARESU E ANDREA GARNERO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>E ora? Dall\u2019inizio della pandemia, Draghi ha parlato quattro volte, dando priorit\u00e0 molto chiare. La prima volta \u00e8 stato il 25 marzo 2020, quando il mondo stava sistemando il proprio salotto per reinventarsi il lavoro da casa e gli economisti facevano la gara a chi tirasse fuori la proposta pi\u00f9 fantasiosa per affrontare lo shock del secolo. \u201c<em>Higher public debt levels will become an economic feature and be accompanied by private debt cancellation<\/em>\u201d, <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">scrive Draghi sul Financial Times<\/a>. Alla faccia dell\u2019ordoliberismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, \u00e8 tornato a parlare il 18 agosto 2020 al <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2020\/08\/19\/mario-draghi-discorso-meeting-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini<\/a>: \u201c<em>I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna per\u00f2 dare di pi\u00f9: i sussidi finiranno e se non si \u00e8 fatto niente rester\u00e0 la mancanza di una qualificazione professionale, che potr\u00e0 sacrificare la loro libert\u00e0 di scelta e il loro reddito futuri<\/em>\u201d. L\u00ec viene introdotta la dicotomia tra \u201c<em>debito buono<\/em>\u201d e \u201c<em>debito cattivo<\/em>\u201d che marcheranno il dibattito italiano dell\u2019autunno. Poi a inizio settembre, compare online una <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TognJUyimIU&amp;ab_channel=EuropeanSocietyofCardiology\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sorprendente intervista con l\u2019editor in chief dell\u2019<em>European Heart Journal<\/em><\/a><em>, <\/em>un cardiologo,<em> <\/em>in occasione del congresso della<em> European Society of Cardiology <\/em>che lascia basiti decine di giornalisti economici che avevano provato ad avere un\u2019intervista negli 8 anni precedenti. \u201c<em>The stress is stressful depending on how stressed you are\u201d,<\/em> dice in quell\u2019intervista Draghi. Ma soprattutto ribadisce l\u2019importanza di investire molto di pi\u00f9 in salute e istruzione visto che il debito accumulato sar\u00e0 pagato dalle giovani generazioni. Infine, a fine 2020, Draghi torna sul tema del debito delle imprese in un <a href=\"https:\/\/group30.org\/publications\/detail\/4820\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">rapporto del G30<\/a> scritto insieme ad altri economisti e in <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/20_dicembre_15\/draghi-crescita-serve-sguardo-progetti-ad-altro-rendimento-66ee3c96-3e48-11eb-9065-1ec87c08befd.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">un\u2019intervista al Corriere<\/a>: \u201c<em>Ci sar\u00e0 un aumento dei crediti deteriorati e bisogna lavorare per evitare una stretta al credito nei prossimi mesi e anni<\/em>\u201d. E su Next Generation EU: \u201c<em>\u00e8 importante che i Paesi con un debito elevato facciano una valutazione molto attenta del tasso di rendimento dei progetti che finanzieranno<\/em>\u201d. Parole semplici e chiare che da sole probabilmente bastano a immaginare i pilastri di una \u201cAgenda Draghi\u201d. Ma che danno anche il segno della sfida che Draghi si trover\u00e0 ad affrontare. Tenere a bada la Bundesbank ha richiesto doti politiche sopraffine e ha portato Draghi a interfacciarsi con Merkel e Sch\u00e4uble, ma anche con l\u2019anziano Helmut Schmidt, decano della socialdemocrazia. Gestire la pubblica amministrazione, le regioni e le agenzie italiane sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-pullquote\"><blockquote><p>Tenere a bada la Bundesbank ha richiesto doti politiche sopraffine e ha portato Draghi a interfacciarsi con Merkel e Sch\u00e4uble, ma anche con l\u2019anziano Helmut Schmidt, decano della socialdemocrazia. Gestire la pubblica amministrazione, le regioni e le agenzie italiane sar\u00e0 molto pi\u00f9 difficile.<\/p><cite>ALESSANDRO ARESU E ANDREA GARNERO<\/cite><\/blockquote><\/figure>\n\n\n\n<p>Draghi, per\u00f2, non \u00e8 un alieno catapultato in una realt\u00e0 che non conosce. La sua vicenda di <em>civil servant<\/em> o <em>grand commis<\/em> \u00e8 costellata di negoziati politici e di capacit\u00e0 organizzativa. Le sue vite precedenti gli verranno in soccorso, oltre all\u2019esempio di Menichella che abbiamo ricordato all\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Draghi potr\u00e0 basarsi su una celebre preghiera, resa celebre dagli Alcolisti Anonimi e attribuita spesso a San Francesco o a Tommaso Moro. Nel suo discorso al Meeting di Rimini del 2020, Draghi ne individua invece correttamente l\u2019autore: il teologo e teorico delle relazioni internazionali Reinhold Niebuhr. La preghiera suona: \u201c<em>Dammi la serenit\u00e0 per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza di capire la differenza<\/em>\u201d. Quel bilanciamento tra serenit\u00e0, coraggio e saggezza, non \u00e8 forse la politica?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ha fatto l&#8217;ex direttore generale del Tesoro italiano a diventare Super Mario? 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