{"id":1075,"date":"2021-02-04T09:32:56","date_gmt":"2021-02-04T09:32:56","guid":{"rendered":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/ita\/?p=1075"},"modified":"2021-02-04T22:11:26","modified_gmt":"2021-02-04T22:11:26","slug":"scoprire-mario-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/04\/scoprire-mario-draghi\/","title":{"rendered":"Scoprire Mario Draghi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"intro\">Mario Draghi ieri \u00e8 stato ieri convocato al Quirinale, dove ha ricevuto il compito di formare il prossimo governo italiano. Si tratterebbe del suo primo incarico dopo la fine del suo mandato a capo della Banca Centrale Europea, dopo otto anni fondamentali nella storia recente dell&#8217;Unione Europea. In questa occasione, proponiamo di analizzare il pensiero (geo)politico dell&#8217;ultimo inquilino della Skytower di Francoforte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Conosciamo&nbsp; gli aspetti della vita di Mario Draghi a grandi linee. Sono tre i grandi momenti della sua carriera: Goldman Sachs (2002-2005), Banca d&#8217;Italia (2006-2011), Banca Centrale Europea (2011-2019). Titolare di una tesi in economia sotto la supervisione di due dei pi\u00f9 eminenti ricercatori del MIT, Robert Solow e Franco Modigliani, &#8220;Super Mario&#8221; era inizialmente un buon secondo nella corsa alla successione di Jean-Claude Trichet, dietro Axel Weber, ma le dimissioni di quest&#8217;ultimo durante il suo mandato hanno aperto la strada alla presidenza della BCE. Sono bastati pochi mesi perch\u00e9 il romano, arrivato a Francoforte nel 2011, diventasse famoso per memorabile frase del 26 luglio 2012, in cui si impegnava a fare &#8220;tutto il necessario&#8221; per salvare l&#8217;eurozona. E aggiungere con aria di sfida: &#8220;e credetemi, sar\u00e0 sufficiente&#8230;&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Tuttavia, il &#8220;lavoro, l\u2019opera e l&#8217;azione&#8221; di Draghi, per usare il trittico della Arendt, va oltre questi pochi elementi conosciuti e riconosciuti. Invece di soffermarci sulla macroeconomia e la politica monetaria, si tratta di capire come un&nbsp; modo di pensare geopolitico ed europeo sia emerso dai discorsi di Draghi dal momento della sua ascesa a posizioni di potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"intro\">Vi proponiamo quindi di scoprire un Mario Draghi di volta in volta attento al possibile esercizio della sovranit\u00e0 nell&#8217;Unione europea, preoccupato delle relazioni tra l&#8217;Unione e gli Stati in materia di politica di bilancio e di crescita, fautore della cooperazione e della governance economica globale, e infine ampiamente favorevole alla formazione e alla trasmissione di uno spazio culturale e pubblico europeo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I &#8211; Ripensare la sovranit\u00e0 all\u2019interno e attraverso l&#8217;Unione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2013\/html\/sp131009_1.it.html\">L&#8217;EUROPA ALLA RICERCA DI UNA &#8220;UNIONE PI\u00d9 PERFETTA&#8221;<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong><em>Conferenza alla Harvard Kennedy School il 9 ottobre 2013<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una &#8220;unione sempre pi\u00f9 stretta&#8221;, come previsto nel preambolo del trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea, \u00e8 uno degli obiettivi fissati per l&#8217;Unione europea. Alcune persone rabbrividiscono a questa idea, poich\u00e9 suggerisce che \u00e8 in corso un movimento inesorabile verso un futuro superstato. Molti europei con storie e culture nazionali diverse non si sentono pronti per questo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quindi importante capire che l\u2019espressione \u201cunione sempre pi\u00f9 stretta\u201d non rende adeguatamente la sostanza del programma con cui si confronta oggi l\u2019Europa. A mio parere si prestano meglio come definizione le parole mutuate dalla Costituzione degli Stati Uniti: l\u2019istituzione di un\u2019unione pi\u00f9 perfetta, \u201ca more perfect union\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La condivisione della sovranit\u00e0 all&#8217;interno di un mercato unico.<\/p>\n\n\n\n<p>La questione pi\u00f9 difficile in Europa \u00e8 definire&nbsp; [\u2026] quanta sovranit\u00e0 occorra condividere.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Una possibile angolatura da cui trattare il tema della sovranit\u00e0 \u00e8 di tipo normativo; questa \u00e8 stata l\u2019impostazione storicamente privilegiata da assolutisti quali Jean Bodin nel XVI secolo. In questo contesto la sovranit\u00e0 \u00e8 definita in relazione ai diritti: il diritto di dichiarare guerra e negoziare le condizioni della pace, di imporre tasse, di battere moneta e di fungere da giudice di ultima istanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra possibilit\u00e0 \u00e8 guardare alla questione in termini positivi. Qui la sovranit\u00e0 \u00e8 connessa alla capacit\u00e0 di fornire nella pratica i servizi essenziali che i cittadini si aspettano dai governi. Un\u2019autorit\u00e0 sovrana che non fosse in grado di adempiere efficacemente alle sue funzioni sarebbe tale soltanto nel nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo secondo approccio \u00e8 pi\u00f9 coerente con gli scritti dei filosofi politici che hanno maggiormente influenzato le nostre democrazie moderne. John Locke, nel secondo <em>Trattato sul governo<\/em>, sostiene che il sovrano esiste solo in quanto potere fiduciario inteso a certi fini. \u00c8 la capacit\u00e0 di raggiungere tali fini che definisce, e legittima, la sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Io ritengo che questa impostazione positiva sia essenzialmente la giusta maniera di pensare alla sovranit\u00e0. E sono del parere che debba costituire il principio guida nella decisione dei poteri da attribuire rispettivamente al livello nazionale e a quello europeo. Dobbiamo guardare all\u2019efficacia, non a principi astratti che si possono dimostrare vacui nella realt\u00e0 di oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto, questo modo di pensare \u00e8 gi\u00e0 insito nel Trattato dell\u2019UE attraverso il principio di sussidiariet\u00e0, in base al quale le competenze possono essere trasferite all\u2019Unione unicamente ove questa sia in grado di esercitarle in modo pi\u00f9 efficace rispetto a un livello inferiore di governo. In altre parole si pone l\u2019enfasi in modo chiaro e netto sull\u2019efficacia dell\u2019azione politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Preoccupato dai recenti sviluppi della geopolitica internazionale, Mario Draghi intende, nel testo precedente e nel seguente, studiare direttamente l&#8217;UE entrando nel campo della teoria politica. Poi contrappone due visioni della nozione di sovranit\u00e0. Il primo proviene dai <em>Sei Libri della Repubblica <\/em>di Jean Bodin&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-1-1075' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/04\/scoprire-mario-draghi\/#easy-footnote-bottom-1-1075' title='Bodin J., I sei libri dello Stato, 1576, p. 152.'><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span>, probabilmente uno dei primi filosofi rinascimentali a definire la nozione: &#8220;La sovranit\u00e0 \u00e8 il potere assoluto e perpetuo di una Repubblica, che i latini chiamano <em>majestatem<\/em> [&#8230;] gli ebrei lo chiamano <em>tomadchavet<\/em>, cio\u00e8 il massimo potere di comandare&#8221;. La sovranit\u00e0 non \u00e8 quindi &#8220;limitata n\u00e9 in potenza n\u00e9 in carica&#8221;. Questa definizione era, dopo tutto, piuttosto vaga, ma \u00e8 stata importante nell&#8217;analisi degli stati durante il Rinascimento e, soprattutto, come Draghi stesso sottolinea, \u00e8 fiorita quando si pensa agli stati cosiddetti &#8220;sovrani&#8221;: non ricevono ordini da nessuno, possono dichiarare guerra, coniare la propria moneta, approvare le proprie leggi, ecc. \u00c8 quindi una definizione che esamina i principi, le regole che governano il governo dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Draghi contrappone a questa definizione un&#8217;altra concezione della sovranit\u00e0, questa volta basata non sulla norma ma sulla reale capacit\u00e0 di chi governa di agire secondo le funzioni che gli sono state attribuite. Si tratta di una visione strettamente lockiana&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-2-1075' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/04\/scoprire-mario-draghi\/#easy-footnote-bottom-2-1075' title='LOCKE J., Secondo trattato del governo, 1690'><sup>2<\/sup><\/a><\/span><\/span>, erede del pensiero del contratto sociale, del liberalismo e del costituzionalismo britannico: chi governa deve attuare le disposizioni richieste dai cittadini (che lo hanno eletto) ed \u00e8 sovrano nella misura in cui pu\u00f2 esercitare effettivamente e realmente le sue funzioni e raggiungere i risultati desiderati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Draghi sostiene questa seconda definizione. Per l&#8217;ormai ex governatore della BCE, l&#8217;Unione europea \u00e8 stata costruita per rendere possibile ed efficace l&#8217;azione. Secondo lui, questo \u00e8 il senso stesso del principio di sussidiariet\u00e0: \u00e8 il livello pi\u00f9 basso, pi\u00f9 locale, pi\u00f9 rilevante nella gerarchia che deve attuare una politica. Ma se non \u00e8 in grado di farlo, la responsabilit\u00e0 \u00e8 del livello superiore, l&#8217;ultimo dei quali \u00e8 naturalmente l&#8217;Unione europea stessa. Le istituzioni europee hanno quindi un mandato chiave per migliorare l&#8217;azione degli Stati quando questi ultimi si dimostrano impotenti ad agire da soli.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2019\/html\/ecb.sp190222~fc5501c1b1.it.html\">\u201cLa sovranit\u00e0 in un mondo globalizzato\u201d<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em><strong>Intervento di Mario Draghi, Presidente della BCE, in occasione del conferimento della Laurea ad honorem in Giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Bologna, 22 febbraio 2019<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questa discrasia tra integrazione economica e cooperazione politica \u00e8 alimentata dalla tenace percezione che ci sia un trade-off tra l\u2019essere membri dell\u2019Unione europea e la sovranit\u00e0 dei singoli Stati. Secondo questo modo di pensare, per riappropriarsi della sovranit\u00e0 nazionale sarebbe necessario indebolire le strutture politiche dell\u2019Unione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa convinzione \u00e8 sbagliata, perch\u00e9 confonde l\u2019<em>indipendenza<\/em> con la <em>sovranit\u00e0<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>La vera sovranit\u00e0 si riflette non nel potere di fare le leggi, come vuole una definizione giuridica di essa, ma nel migliore controllo degli eventi in maniera da rispondere ai bisogni fondamentali dei cittadini: \u201cla pace, la sicurezza e il pubblico bene del popolo\u201d, secondo la definizione che John Locke ne dette nel 1690. La possibilit\u00e0 di agire in maniera indipendente non garantisce questo controllo: in altre parole, l\u2019indipendenza non garantisce la sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo globalizzato tutti i paesi per essere sovrani devono cooperare. E ci\u00f2 \u00e8 ancor pi\u00f9 necessario per i paesi appartenenti all\u2019Unione europea.La cooperazione, proteggendo gli Stati nazionali dalle pressioni esterne, rende pi\u00f9 efficaci le sue politiche interne.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Le strutture e le istituzioni comunitarie limitano gli spillover, assicurano un uguale livello di concorrenza, proteggono da comportamenti illegali. In altre parole, assicurano una protezione che risponde ai bisogni dei cittadini&nbsp; e che permette ai paesi di esercitare la propria sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>La tesi per cui la cooperazione accresce la sovranit\u00e0 vale anche per le relazioni tra l\u2019Unione europea e il resto del mondo. Ben pochi paesi europei hanno una dimensione tale da poter resistere agli spillover provenienti dalle altre grandi aree economiche del mondo o una voce forte abbastanza da essere ascoltata nei negoziati commerciali mondiali. Ma, insieme nell\u2019Unione europea la loro forza \u00e8 ben pi\u00f9 grande.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutte queste ragioni, porsi al di fuori dell\u2019UE pu\u00f2 s\u00ec condurre a maggior indipendenza nelle politiche economiche, ma non necessariamente a una maggiore sovranit\u00e0. Lo stesso vale per l\u2019appartenenza alla moneta unica.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Analogamente, l\u2019integrazione finanziaria globale riduce il potere che i singoli paesi hanno di regolare, tassare, fissare gli standard di protezione sociale.[\u2026]Il fatto di disporre di poteri di regolamentazione a livello comunitario permette agli Stati membri di esercitare la propria sovranit\u00e0 nelle aree della tassazione, della protezione del consumatore e degli standard del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Riprendendo la definizione di sovranit\u00e0 come capacit\u00e0 di agire efficacemente, Draghi sottolinea, in questo discorso, che il problema si pone realmente nel contesto della globalizzazione e, soprattutto, dell&#8217;affermazione dei grandi poteri che conosciamo. \u00c8 sempre possibile che gli Stati si rifiutino di seguire regole o leggi decise a livello europeo e privilegino il livello nazionale. Ma saranno ancora sovrani?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Nella visione di Draghi, questi Stati saranno indipendenti &#8211; nessuna istituzione pi\u00f9 in alto nella gerarchia delle norme impone la loro condotta &#8211; ma non saranno sovrani perch\u00e9, in virt\u00f9 della definizione di sovranit\u00e0 che ha adottato, possono di fatto essere ostacolati nella loro azione e possono essere condannati all&#8217;impotenza, mentre una decisione collettiva a livello dell&#8217;Unione &#8211; che certamente implica una certa perdita di indipendenza &#8211; potrebbe al contrario preservare un margine di manovra e l&#8217;effettivo successo dell&#8217;azione. Un\u2019argomentazione a sostegno di una sovranit\u00e0 condivisa a livello dell&#8217;Unione, insomma.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>II &#8211; Rigore o espansione?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2011\/html\/sp111215.it.html\">&#8220;L&#8217;EURO, LA POLITICA MONETARIA E LA CONCEZIONE DI UN PATTO DI BILANCIO&#8221;<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong><em>Discorso di Mario Draghi, presidente della BCE, alla Ludwig Erhard Lecture, Berlino, 15 dicembre 2011<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;eredit\u00e0 di Ludwig Erhard nella ricostruzione della Germania del dopoguerra si estende ben oltre il suo paese e ben oltre il suo tempo. La sua concezione dell&#8217;economia sociale di mercato era visionaria. E aveva anche opinioni molto care ai banchieri centrali, sottolineando l&#8217;importanza della stabilit\u00e0 dei prezzi: &#8220;<em>Die soziale Marktwirtschaft ist ohne eine konsequente Politik der Preisstabilit\u00e4t nicht denkbar<\/em>.&#8221; Credo che oggi non si possa formulare meglio questa idea.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Per pi\u00f9 di 12 anni, l&#8217;Unione economica e monetaria europea \u00e8 stata perseguitata dalle preoccupazioni sui bilanci nazionali. In un&#8217;area valutaria comune, in tempi normali, le politiche di bilancio dei singoli paesi sono generalmente meno soggette alla pressione dei mercati finanziari. \u00c8 per questa ragione che agli esordi della moneta unica europea, fu istituito il Patto di stabilit\u00e0 e di crescita per fornire un meccanismo di controllo della politica fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, l&#8217;attuazione del patto di stabilit\u00e0 e di crescita non \u00e8 stata soddisfacente. Come la Cancelliera federale tedesca ha recentemente sottolineato, il patto \u00e8 stato rotto 60 volte negli ultimi 12 anni. Quindi \u00e8 chiaro che abbiamo del lavoro da fare per evitare che questo accada di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo iniziato il processo di ridefinizione del quadro fiscale europeo su tre fronti.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo \u00e8 quello dei paesi interessati: devono rimettere le loro politiche su una base solida. Credo che ora siano sulla strada giusta e che facciano bene ad attuare con decisione il consolidamento fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo pilastro di una risposta alla crisi consiste in una revisione della <em>governance<\/em> fiscale nella zona euro, quello che ho chiamato il <em>fiscal compact<\/em>. Il <em>fiscal compact<\/em> \u00e8 una riaffermazione fondamentale delle regole a cui le politiche fiscali nazionali devono sottostare per ottenere una credibilit\u00e0 indiscutibile. (&#8230;) Prevenire \u00e8 meglio che curare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">A testimonianza della preoccupazione di Draghi di adattare il pi\u00f9 possibile la politica monetaria della BCE alle vicissitudini del ciclo economico, la sua posizione sulla disciplina fiscale degli Stati membri \u00e8 variata durante il suo mandato. Nel testo qui sopra, appena arrivato a capo dell&#8217;istituzione di Francoforte nel 2011, preoccupato di mantenere la credibilit\u00e0 della BCE e di rassicurare che sta rispettando il suo mandato, Draghi, in primo luogo, espone una visione abbastanza tradizionale della relazione tra politica monetaria e fiscale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Rendendo omaggio all&#8217;ex Cancelliere democristiano della Repubblica federale di Germania, Ludwig Ehrard, ha ricordato le regole del Patto di stabilit\u00e0 e crescita (PSC), le cui prime disposizioni sono entrate in vigore nel 1998. Draghi tiene il suo discorso il 15 dicembre 2011. Vale a dire sei giorni dopo l&#8217;apertura ufficiale dei negoziati sul futuro Trattato di stabilit\u00e0, coordinamento e governance (TSCG), che rafforza la disciplina di bilancio (dopo un periodo di maggiore flessibilit\u00e0 iniziato nel 2005) ed entrer\u00e0 in vigore il 1\u00b0 gennaio 2013.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Il suo messaggio \u00e8 duplice. Da un lato, i paesi che non rispettano le regole del PSC (soprattutto dopo la crisi del 2008) devono ridurre rapidamente il loro debito pubblico e il loro deficit. D&#8217;altra parte, attraverso il concetto di fiscal compact, la stessa UE deve riaffermare queste regole e&nbsp; vigilare sul loro rispetto da parte degli Stati, a monte, sancendolo a livello costituzionale o equivalente, prima di evitare un deterioramento della situazione economica europea, che richiede aggiustamenti ex-post talvolta complessi. In breve, un appello abbastanza tradizionale alla moderazione di bilancio. Lo stesso economista Kenneth Rogoff aveva insistito sulla necessit\u00e0 imperativa di nominare un &#8220;banchiere centrale conservatore &#8220;&nbsp;<span class='whitespace-nowrap'><span id='easy-footnote-3-1075' class='easy-footnote-margin-adjust'><\/span><span class='easy-footnote'><a href='https:\/\/legrandcontinent.eu\/it\/2021\/02\/04\/scoprire-mario-draghi\/#easy-footnote-bottom-3-1075' title='Rogoff, Kenneth, &amp;#8220;The Optimal Degree of Commitment to an Intermediate Monetary Target&amp;#8221;, 1985, Quarterly Journal of Economics 100 : 1169-1189.'><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Si sottovaluta fino a che punto la richiesta della BCE nel 2011 di questo famoso <em>fiscal compact <\/em>abbia giocato un ruolo importante in particolare nella preparazione e nella firma del TSCG e, soprattutto, fino a che punto abbia forzato un inasprimento della politica fiscale che ha ampiamente contribuito alla seconda recessione in Europa. Si ricorder\u00e0 anche che Draghi gioca un ruolo importante durante l&#8217;estate del 2011 nella pressione che la BCE esercita per costringere Berlusconi a lasciare il potere. In effetti, la famosa lettera di Trichet a Berlusconi che sollecita il governo italiano e che alla fine lo rovescer\u00e0 \u00e8 co-firmata da Draghi, ancora governatore della Banca d&#8217;Italia, ma che si prepara a prendere il suo posto a Francoforte alla fine dell&#8217;anno.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2014\/html\/sp140822.it.html\">&#8220;<strong>LA DISOCCUPAZIONE NELL\u2019AREA DELL&#8217;EURO<\/strong>&#8220;<\/a><\/h4>\n\n\n\n<p><strong><em>Intervento di Mario Draghi, Presidente della BCE, al Simposio annuale delle banche centrali di Jackson Hole, 22 agosto 2014<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un livello elevato di disoccupazione ha ripercussioni sull\u2019intera societ\u00e0.&nbsp; I disoccupati spesso vivono la loro situazione come una tragedia che ha un effetto duraturo sul loro reddito per tutta la vita. Per i lavoratori, questa situazione significa una maggiore insicurezza del lavoro e mina la coesione sociale. Per i governi, \u00e8 un salasso per le finanze pubbliche e compromette le prospettive di elezioni.La disoccupazione \u00e8 al centro delle dinamiche macroeconomiche che determinano l\u2019inflazione a breve e medio termine, quindi interessa anche le banche centrali. Di fatto, anche quando non vi sono rischi per la stabilit\u00e0 dei prezzi ma la disoccupazione \u00e8 elevata e la coesione sociale \u00e8 in pericolo, accade sempre che le pressioni sulla banca centrale affinch\u00e9 intervenga aumentino.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi, quali responsabili delle politiche, che conclusioni possiamo trarre da questo quadro? L\u2019unica conclusione cui si possa giungere con sicurezza \u00e8 che occorre intervenire da entrambi i lati dell\u2019economia: le politiche per la domanda aggregata vanno affiancate da politiche strutturali nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Gioverebbe pertanto all\u2019orientamento politico generale se la politica di bilancio potesse svolgere un ruolo pi\u00f9 incisivo a fianco della politica monetaria e, pur tenendo conto delle nostre specifiche condizioni iniziali e dei vincoli giuridici, ritengo che vi sia lo spazio necessario. In queste condizioni iniziali rientrano i livelli di spesa pubblica e imposizione fiscale nell\u2019area dell\u2019euro che sono gi\u00e0, in rapporto al PIL, fra i pi\u00f9 alti al mondo. E ci troviamo a operare entro i confini di un insieme di regole di bilancio \u2013 il Patto di stabilit\u00e0 e crescita \u2013 che assicura l\u2019ancoraggio della fiducia e che sarebbe controproducente infrangere.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito desidero porre l\u2019accento su quattro aspetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, si potrebbe utilizzare la flessibilit\u00e0 gi\u00e0 presente nelle regole per fronteggiare meglio la debole ripresa e fare spazio al costo delle riforme strutturali necessarie.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, vi \u00e8 il margine per conseguire una composizione delle politiche di bilancio pi\u00f9 favorevole alla crescita. Per cominciare, dovrebbe essere possibile ridurre l\u2019onere fiscale senza incidere sul bilancio.[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>In terzo luogo, pu\u00f2 essere utile in parallelo un dibattito sull\u2019orientamento complessivo delle politiche di bilancio nell\u2019area dell\u2019euro. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, sembrerebbe necessaria anche un\u2019azione complementare a livello dell\u2019UE.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Alla luce del discorso del 2011, \u00e8 notevole notare la svolta del 2014 espressa nel testo di cui sopra al simposio di Jackson Hole, dove Draghi parla della persistenza dell&#8217;alta disoccupazione in Europa. Ha iniziato ricordando le politiche di sostegno alla domanda attuate dalla BCE e le politiche monetarie non convenzionali che conosciamo, ma ha suggerito che questo non sar\u00e0 sufficiente senza un ruolo maggiore per le politiche di bilancio nazionali &#8211; in assenza di un bilancio a livello europeo. Per dirla tutta, affinch\u00e9 la politica monetaria sia efficace, i bilanci degli Stati membri devono aumentare la domanda delle banche e delle imprese, che investiranno e porteranno gli Stati nel circolo virtuoso della crescita. Le politiche strutturali e la politica monetaria da sole non saranno sufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Ricordando l&#8217;importanza del PSC, che garantisce la credibilit\u00e0 della zona euro, Draghi invita gli Stati a sfruttare la flessibilit\u00e0 delle sue regole e a utilizzare politiche fiscali espansive per ridurre la disoccupazione e sostenere la crescita. Non si tratta affatto di una messa in discussione del PSC e degli accordi europei, n\u00e9 di un ordine della BCE ai governi nazionali: \u00e8 piuttosto una richiesta di azione politica, le cui conseguenze attese saranno favorevoli agli Stati e alla stessa zona euro. Questo, naturalmente, aument\u00f2 notevolmente le tensioni tra Berlino e Francoforte nei giorni successivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Infine, va notato che Draghi, nell&#8217;ultima conferenza stampa che ha tenuto come governatore della BCE gioved\u00ec scorso, ha chiesto ancora una volta uno stimolo fiscale negli stati della zona euro.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>III &#8211; Alla ricerca di una <em>governance<\/em> globale, o perlomeno di una cooperazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/osservatore-romano\/it\/comments\/2009\/documents\/155q01b1.html\">&#8220;NON C\u2019\u00c8 VERO SVILUPPO SENZA ETICA&#8221;<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em><strong>Commento all&#8217;enciclica Caritas in Veritate di Mario Draghi, governatore della Banca d&#8217;Italia, 9 luglio 2009<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi attuale conferma la necessit\u00e0 di un rapporto fra etica ed economia, mostra la fragilit\u00e0 di un modello prono a eccessi che ne hanno determinato il fallimento. [\u2026] Ogni decisione economica ha conseguenze di carattere morale. Ci\u00f2 \u00e8 ancor pi\u00f9 vero nell&#8217;epoca della globalizzazione, che indebolisce l&#8217;azione nazionale di governo dell&#8217;economia e insidia cos\u00ec l&#8217;utilit\u00e0 della distinzione scolastica fra produzione della ricchezza e sua redistribuzione operata dalla sfera pubblica per motivi di giustizia.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>La proposta \u00e8 di affidare il governo della globalizzazione a una autorit\u00e0 policentrica (poliarchica) costituita da pi\u00f9 livelli e da piani diversi e coordinati fra loro, non fondata esclusivamente sui poteri pubblici ma anche su elementi della societ\u00e0 civile (i corpi intermedi fra Stato e mercato, nell&#8217;originaria impostazione di Pio XI).<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto il Papa richiama la necessit\u00e0 di un&#8217;autorit\u00e0 politica mondiale, evocata gi\u00e0 da Giovanni XXIII, come pure, in termini diversi, da Kant pi\u00f9 di due secoli fa. \u00c8 una indicazione coerente con la consapevolezza che con la globalizzazione le esternalit\u00e0 si moltiplicano a un ritmo impensabile solo pochi decenni fa &#8211; si pensi al caso paradigmatico del clima &#8211; e impongono in prospettiva un orizzonte planetario di governo.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]Uno sviluppo di lungo periodo non \u00e8&nbsp; possibile&nbsp; senza&nbsp; l&#8217;etica. Questa&nbsp; \u00e8 una implicazione fondamentale, per l&#8217;economista, dell'&#8221;amore nella verit\u00e0&#8221; (<em>caritas in veritate<\/em>) di cui scrive il Papa nella sua enciclica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Da governatore della Banca d&#8217;Italia, prima di entrare nella BCE, Mario Draghi \u00e8 stato un grande sostenitore della cooperazione tra Stati piuttosto che di una guerra ordinata. Commentando l&#8217;enciclica <em>Caritas in Veritate<\/em> di Papa Benedetto XVI, l&#8217;allora governatore della Banca d&#8217;Italia, educato tra i gesuiti, ha riconosciuto i disastri causati da una globalizzazione onnipresente e amorale, soprattutto finanziaria, che mette molti stati di fronte all&#8217;impotenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Come possiamo allora riprendere il controllo? Draghi rimane piuttosto vago su questo punto. Parla di una &#8220;autorit\u00e0 politica mondiale&#8221;, usando le parole del Papa nell&#8217;enciclica. Senza descrivere questa autorit\u00e0, Draghi \u00e8 in ogni caso molto favorevole all&#8217;attuazione di una governance globale tra gli stati come mezzo fondamentale per restituire una dimensione etica alle devastazioni che il comportamento economico pu\u00f2 provocare &#8211; di nuovo, il ragionamento sembra piuttosto banale e poco argomentato. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che possiamo vedere qui un abbozzo del futuro pensiero di Draghi sulla sovranit\u00e0, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato: la globalizzazione pu\u00f2 anche togliere sovranit\u00e0, nel senso di efficacia dell&#8217;azione, agli Stati che si trovano solo a subirne le conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2008\/Aspenit_1_07_08.pdf\">&#8220;PROFONDA <strong>INTERDIPENDENZA<\/strong>: L&#8217;ECONOMIA TRANSATLANTICA E LE SUE PROSPETTIVE&#8221;<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em><strong>Discorso del governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, ASPEN INSTITUTE ITALIA, Roma, 1 luglio 2008<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la costruzione di un\u2019Europa economica si \u00e8 consolidata, l&#8217;antagonista sovietico si \u00e8 dissolto, l&#8217;Asia calca il palcoscenico del mondo da co-protagonista, altre aree geografiche vi si affacciano reclamando attenzione. La supremazia americana rimane, ma fa i conti con una molteplicit\u00e0 di centri di potere economico.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>I fatti stilizzati (&#8230;) dipingono un quadro composito, da cui emerge che i legami economici transatlantici sono, s\u00ec, ancora importanti, ma meno che in passato, in un mondo globalizzato e policentrico. Le politiche economiche, tuttavia, restano il baricentro degli assetti internazionali e la loro essenzialit\u00e0 si ripropone con forza. Stati Uniti ed Europa ne sono stati i primi e principali interpreti [ delle regole di governance economica, N.d.E.]dopo il secondo conflitto mondiale. Tocca ancora a loro fornire esempi di buona e fruttuosa cooperazione.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile immaginare che i partners transatlantici non siano in grado di trovare un compromesso che comporti una riduzione bilanciata delle barriere tariffarie alle importazioni in Europa e dei sussidi ai produttori nazionali negli Stati Uniti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Il legame transatlantico \u00e8 prezioso e va coltivato sul terreno delle politiche. Nuove prospettive si apriranno presto. Le sfide attuali, per essere vinte, richiedono condivisione degli obiettivi, solidariet\u00e0 nelle decisioni. Gli Stati Uniti e l&#8217;Europa, pi\u00f9 uniti, sono garanzia per la stabilit\u00e0 del mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Un po&#8217; pi\u00f9 concretamente rispetto al&nbsp; testo precedente, Draghi, nel suo discorso del luglio 2018, esamina la questione delle relazioni tra Stati Uniti ed Europa. Nel mondo post-bipolare, gli Stati Uniti e l&#8217;Europa rimangono potenze dominanti, che hanno tutto l&#8217;interesse a collaborare. Non sono tanto i legami storici e culturali che gli interessano &#8211; anche se li sviluppa nella conferenza in questione &#8211; quanto, da buon banchiere centrale, la richiesta di stabilit\u00e0 macroeconomica: una forte cooperazione transatlantica deve essere mantenuta per ridurre il rischio macroeconomico globale e permettere alle potenze economiche di prosperare senza troppi dubbi, in particolare promuovendo il commercio. Undici anni dopo, il discorso di Draghi stona molto con il contesto attuale della guerra commerciale sino-americana e delle tensioni commerciali tra l&#8217;Unione e gli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>IV &#8211; La formazione e la trasmissione di uno spazio culturale europeo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/media\/notizia\/inaugurazione-delle-giornate-della-cultura-della-banca-centrale-europea-intervento-del-governatore-mario-draghi\/\">&#8220;INAUGURAZIONE DELLE GIORNATE DELLA CULTURA DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA&#8221;<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em><strong>Discorso di Mario Draghi, governatore della Banca d&#8217;Italia, 19 ottobre 2011<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le Giornate culturali della Bce, quest&#8217;anno dedicate all&#8217;Italia, si aprono a pochi giorni dalla fine del mio mandato di Governatore della Banca d&#8217;Italia e dall\u2019inizio del mio nuovo incarico alla guida della Bce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Contraddistingue questa manifestazione anche la sua coincidenza con il 150\u00b0 anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. In Italia si sono susseguite numerose iniziative volte a ripercorrere gli eventi che hanno segnato la storia della nostra nazione. La valorizzazione delle radici socio-culturali italiane \u00e8 essenziale, perch\u00e9 un Paese che ignora il proprio passato, non pu\u00f2 avere un futuro. Sono pienamente convinto che alla base della comune identit\u00e0 europea vi debba essere innanzitutto la conoscenza della storia e delle tradizioni dei Paesi componenti l&#8217;Unione. Le Giornate Culturali rispondono a tale obiettivo, offrendo lo spunto per una riflessione sulle nostre radici comuni; sono un&#8217;opportunit\u00e0 per conoscere i patrimoni culturali europei, per apprezzarne le feconde differenze, per comprenderne le assonanze, per cogliere il senso pieno dell&#8217;Europa comune. La cultura \u00e8 fattore fondamentale per rendere viva l&#8217;Unione europea. [\u2026]Francoforte \u00e8 la citt\u00e0 di Goethe, l\u2019uomo universale che con il suo \u201cViaggio in Italia\u201d (<em>Italienische Reise<\/em>) ha gettato un ponte fondamentale fra la cultura tedesca e quella del \u201cpaese dove fioriscono i limoni\u201d, <em>das Land wo die Zitronen bluehen<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">In contrasto con una visione troppo tecnocratica della presidenza della BCE, per Draghi, sedere a Francoforte \u00e8 soprattutto sedere nel cuore di uno spazio culturale europeo con una storia immensa e caratterizzato da una vera identit\u00e0. Lasciando la Banca d&#8217;Italia per la BCE, Draghi \u00e8 lieto di annunciare l&#8217;apertura delle giornate culturali della BCE dedicate all&#8217;Italia nel 2012. Attraverso l&#8217;esempio dell&#8217;Italia, Draghi sottolinea un movimento in tre fasi: ogni cittadino di uno stato europeo dovrebbe conoscere la storia del suo paese, interessarsi alla storia e alle culture degli altri stati europei, e infine diventare consapevole dell&#8217;esistenza di un patrimonio comune europeo, che costituisce la base di un&#8217;identit\u00e0 condivisa. Draghi \u00e8 quindi molto favorevole all&#8217;idea talvolta controversa di una civilt\u00e0 europea, nata in particolare dai trasferimenti tra Stati, che si presenta come il bergsoniano &#8220;supplemento d&#8217;anima&#8221; a un&#8217;Unione vista un po&#8217; troppo come tecnocratica.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong><a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/myracloud-blocked\/?r=YjI3NGIzODEyZjVmMzE1YTE3ZTNlZDE5MTY2MDJlZDY4ZWZjMzk0MGE5MDgzZTk2&amp;t=ZGJjNzU3OWY5ZTg1MjhiNzA0L0ZlYi8yMDIxOjEwOjI0OjI4ICswMTAw&amp;w=YzhjMWI3OTcxODEyZWFmOGMzYzhiZjAwNmQ5YzRkYWM4YjRmNzEyMDg3ZDg3MmM3PVJGSSAtIFVSTA==\">&#8220;PER UNO SPAZIO PUBBLICO EUROPEO&#8221;<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong><em>Osservazioni di Mario Draghi, Presidente della BCE, in occasione della presentazione del M100 Media Award 2012, Potsdam, 6 settembre 2012<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eurozona&nbsp; \u00e8 un&#8217;unione di stati nazionali con forti tradizioni e preferenze nazionali. Anche se c&#8217;\u00e8 stato un consenso sufficiente per condividere una moneta, le politiche economiche e finanziarie sono rimaste in gran parte definite a livello nazionale. La crisi globale ha rivelato le vulnerabilit\u00e0 di questo accordo.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra visione dell&#8217;UEM si basa su quattro pilastri: unione fiscale, unione finanziaria, unione economica e unione politica. Ma oggi vorrei concentrarmi brevemente sul quarto pilastro, l&#8217;unione politica. Questo pilastro \u00e8 essenziale per coinvolgere maggiormente i cittadini della zona euro e per legittimare gli altri tre pilastri.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna fare di pi\u00f9 per far sentire la voce dei cittadini europei. Abbiamo bisogno di quello che in Germania si chiama <em>demokratisch Teilhabe<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qui che abbiamo bisogno di voi. Vorrei chiedere a tutti voi &#8211; giornalisti ed editori, ma anche dirigenti politici e accademici &#8211; di contribuire allo sviluppo di un vero spazio pubblico europeo, <em>eine europ\u00e4ische \u00d6ffentlichkeit<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>La maggior parte di noi in Europa \u00e8 esposta principalmente ai nostri media nazionali nelle nostre lingue nazionali. Ma questo non descrive pi\u00f9 la realt\u00e0. Quello che succede negli altri Stati membri \u00e8 importante per tutti noi.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche un lato positivo, nella misura in cui [ uno spazio pubblico europeo, N.d.E] porti i cittadini dell&#8217;area dell&#8217;euro a sviluppare un senso comune di appartenenza e a preoccuparsi delle decisioni prese in altre regioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un modo per rafforzare questa tendenza sarebbe quello di scambiare pi\u00f9 media tra i paesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Al di l\u00e0 dello spazio culturale, si tratta anche pi\u00f9 in generale di uno spazio pubblico: come possono i cittadini europei conoscere gli altri stati europei se ricevono solo informazioni prodotte da media nazionali? Nell&#8217;ultimo testo, indirizzato soprattutto ai giornalisti e alle personalit\u00e0 dei media mentre riceve il premio M100 Media, Draghi chiede che la diffusione dell&#8217;informazione, ancora molto compartimentata, superi i confini nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"comment\">Poich\u00e9 le conseguenze delle azioni di alcuni stati si impongono generalmente ad altri &#8211; qui ritroviamo le riflessioni sulla distinzione tra indipendenza e sovranit\u00e0 &#8211; \u00e8 assurdo che i cittadini degli stati europei sappiano solo quello che succede a casa loro. \u00c8 quindi necessario, secondo l&#8217;auspicio di Draghi, formare un vero e proprio spazio pubblico europeo che sia multilingue, facilitando i trasferimenti tra gli Stati e permettendo di sviluppare, forse, una maggiore attenzione da parte dei cittadini a ci\u00f2 che accade oltre i loro confini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre le politiche monetarie, la geopolitica di Mario Draghi: una certa idea dell&#8217;Europa.<\/p>\n","protected":false},"author":1195,"featured_media":1089,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"templates\/post-speeches.php","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_trash_the_other_posts":false,"footnotes":""},"categories":[1570,1571],"tags":[],"staff":[1611,1612],"editorial_format":[],"serie":[],"audience":[],"geo":[],"class_list":["post-1075","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","category-politica","staff-olivier-lenoir","staff-shahin-vallee"],"acf":{"open_in_webview":false,"accent":false},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.1.1 - 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