Studies


Tranquilli: in questo articolo non faremo previsioni su Italia-Inghilterra, né congetture sulla strategia di Mancini o sulla forma fisica di Harry Kane. Invece, in preparazione alla resa dei conti di stasera, ritorniamo su alcuni dei principali eventi non sportivi che hanno avuto luogo durante quello che è stato probabilmente uno degli Europei più politici di sempre.

A cavallo tra il Mediterraneo e l’Europa continentale, a partire dall’inizio del secolo i Balcani sono stati lasciati fuori dal gioco geopolitico a causa delle loro limitate dimensioni economiche e demografiche. Eppure, pur lontani dai grandi temi scottanti, sono la scena di un confronto informale tra le tre grandi potenze: Stati Uniti, Unione Europea e Cina, con quest’ultima che approfitta della stagnazione del processo d’integrazione europea per imporsi come partner essenziale.

Cosa sappiamo veramente della storia della laicità francese e della sua applicazione, e dove sta la sua peculiarità? In occasione dell’uscita del suo libro De la laïcité en France, Patrick Weil affronta, da una prospettiva globale, l’originalità del concetto francese di laicità – cercando di spiegarla agli Europei.

Nelle regioni del Sahara e del Sahel, la gestione dell’estrazione artigianale dell’oro si basa su una cooperazione tra attori non statali (gruppi armati, forze di polizia e imprenditori) e attori statali. Come mostra il caso del Mali, attraverso dinamiche complesse e consolidate i gruppi di potere rafforzano l’equilibrio fragile di una forma di governo ibrida, integrando l’estrazione aurifera artigianale nel sistema del clientelismo.

Il governo Draghi rappresenta una nuova stagione per l’Italia, e rimette il paese al centro delle questioni internazionali europee e transatlantiche. In questo studio, Jean-Pierre Darnis mostra come, rilanciando il trattato del Quirinale con la Francia, il nuovo presidente del Consiglio sta elaborando un’agenda che guarda oltre i confini della penisola.

Quale futuro per l’Africa nel prossimo decennio?

Il lancio operativo dell’AfCFTA il 1° gennaio 2021 offre l’opportunità di immaginare a cosa potrebbe assomigliare un continente africano integrato e prospero alla fine del decennio e quali strade si aprono: secondo Giovanni Faleg, IUESS, l’integrazione continentale appare fondamentale per il riassetto economico e la resilienza dell’Africa.

Visto dall’Europa, l’“arco delle crisi” che avvolge l’Africa settentrionale e il Medio Oriente ormai da qualche anno si è avvicinato significativamente ai confini del continente. In questo articolo, frutto di un lungo lavoro di analisi, Charles Thépaut propone un nuovo metodo per costruire una politica comune sul versante meridionale dell’Europa, in un processo di chiarimento delle condizioni e delle responsabilità con l’alleato americano.

All’edizione di quest’anno della Munich Security Conference, gli interventi dei tre leader di USA, Germania e Francia hanno mostrato un Occidente che si muove oggi con tre diverse velocità, che rappresentano altrettante possibilità di deviazione rispetto all’atlantismo tradizionale. Da queste tre posizioni passa l’evoluzione geopolitica dell’Occidente nei prossimi anni, scrive Lorenzo Monfregola.