Prospettive


Siamo entrati in una nuova era glaciale, di cui si sta definendo la forma.
A differenza della prima però, la seconda guerra fredda potrebbe essere molto più pericolosa per l’Europa occidentale.

Di Carlo Galli.

È ormai fattuale: bisognerà continuare a fare i conti con la nuova estrema destra. Fino a che, presto, non sarà più una novità sulla scena politica. Al posto di stupirsi, a ogni tornata elettorale, dei risultati dei rappresentanti di questa tendenza politica in Europa e di lamentarsi dello spostamento verso destra del dibattito pubblico, Steven Forti si pone l’obiettivo di capire le caratteristiche comuni di questi fenomeni politici.

Centinaia di miliardi di dollari. Questo è il volume degli investimenti già effettuati o programmati nell’industria dei microprocessori. Da questa prospettiva, Franco Bassanini cerca di capire le ragioni di questo fenomeno – fattori sia congiunturali che strutturali. Occorre, a suo avviso, riuscire a evitare che iniziative nazionali separate promuovano una pericolosa concorrenza in Europa.

Si tratta di un paradosso ben conosciuto e collaudato: mentre sembra incapace di produrre cambiamenti strutturali, l’Unione reagisce sempre meglio e più rapidamente alle crisi. In questa panoramica, Riccardo Perissich ripercorre le trasformazioni che potrebbero delineare la forma dell’Europa dopo la guerra in Ucraina.

La guerra in Ucraina non ha ricomposto un mondo in blocchi. Ma perché gli occidentali si sono sorpresi di trovarsi “soli al mondo”? Secondo Mario Pezzini, la via d’uscita dall’interregno in Europa consiste nell’affrontare i problemi repressi e nel costruire alleanze strategiche.

La rivalità tra Cina e Stati Uniti non si limita all’atmosfera. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia mette fine a qualsiasi speranza di continuare la cooperazione spaziale al livello internazionale. È una certezza: il sogno della pace nello spazio è svanito. Per Raffaele Mauro e Alessandro Aresu, autori dei Cancelli del cielo, appena pubblicato da LUISS University Press, si rischia di entrare in una nuova guerra spaziale.

Il mondo dello sport ha reagito in modo drammatico e massiccio all’invasione dell’Ucraina, prendendo posizioni molto più politiche di quelle a cui ci aveva abituati negli ultimi anni, anche nel calcio. Dopo l’effetto shock, è possibile che questa reazione immediata abbia effetti trasformativi a lungo termine, scrive Dario Saltari.

Il costo della vittoria militare, il pantano dell’occupazione, il rafforzamento della NATO, l’isolamento della Russia, la destabilizzazione interna di Putin… L’invasione dell’Ucraina sarà, qualunque sia il risultato, una guerra persa. Una prospettiva in cinque punti e tre scenari di Jean-Baptiste Jeangène-Vilmer.